Lo voglio anch’io

Gabriella quel giorno si sentiva strana, aveva voglia di qualcosa ma non sapeva bene cosa.
Certo il fatto di dover andare a vedere la partita di suo fratello non è che la entusiasmasse più di tanto, ma volente o nolente glielo aveva promesso.
Oltretutto non si prospettava neanche una bella partita in quanto la squadra avversaria era proprio scarsa, ultima in classifica ancora senza vittorie.
La partita naturalmente andò secondo le previsioni, vittoria schiacciante.
Ma tra gli avversari c’era stato un ragazzo che quantunque l’esito fosse ormai scontato si era dannato l’anima per cercare di svegliare dal torpore i compagni di squadra, era alto, certamente più alto di lei, e l’aspetto deponeva certamente a suo favore.
Gabriella rimase colpita non solo dal suo aspetto fisico ma soprattutto dalla grinta dimostrata in campo e chiedendo informazioni in giro venne a sapere che si chiamava Claudio, e aveva vent’anni, tre più di lei.

Non era come i suoi clienti, sulla 40enni (Gabriella ha un profilo su Escort Padova) … era giovane e con un corpo scolpito …
Senza che neanche lei sapesse il perché decise che lo doveva conoscere, e con la scusa di aspettare suo fratello all’uscita degli spogliatoi, attendeva l’occasione giusta per potergli parlare.
E l’occasione gli si presentò su un cuscino di broccato, infatti suo fratello uscì dallo spogliatoio parlando proprio con Claudio.
Lei, com’era solita fare, s’intromise nel discorso e riuscì a catturare del tutto l’attenzione del ragazzo.
Riuscì a far passare per un’idea di suo fratello l’invito ad andare a bere una bibita a casa loro, tanto lei sapeva che il suo fratellone sarebbe dovuto uscire subito, aveva giusto il tempo per cambiarsi.
Erano seduti in cucina, lui con una Coca in mano e lei per dimostrarsi più grande della sua età con una birra.
L’approccio di Gabriella non fu certo dei migliori ma Claudio capì subito cosa voleva da lui quella ragazzina e non la fece attendere troppo.
Dopo un po’ infatti, le si avvicinò, la prese per la vita e dopo averla attirata a se la baciò sulle labbra.
Gabriella rimase un attimo disorientata da quel bacio ma poi prese a partecipare anche lei e infilò la lingua tra le labbra di Claudio.
La mano di lui le si infilò sotto la magliettina sino ad arrivare al seno che cominciò subito a palpare con un certo gusto.
Gabriella si lasciò andare tra le sue braccia, e mentre la sua manina si avvicinava alla patta dei pantaloni di Claudio, lui le sfilò la maglietta.
Le sue tette non erano grandi ma Claudio non ci fece nemmeno caso, per lui era più importante toccarle, le dimensioni non gli interessavano più di tanto.
Gabriella però non era soddisfatta, infatti allontanò la testa di Claudio e con voce rotta gli disse di leccargliele.
Lui non se lo fece ripetere due volte e con molta calma prese a leccarla, prima un seno poi l’altro, alternandosi tra i due capezzoli che nel frattempo erano diventati di pietra.
Ma la troietta ne voleva di più, si avvinghiò con le gambe a lui e lo fece andare in salotto, lì cominciò prima a togliergli la camicia e, mentre lui continuava da solo lei si stese sul tappeto chiamandolo a se, lui però si sedette su una poltrona perché, disse, si voleva godere lo spettacolo.
Gabriella allora, si sollevò leggermente da terra e si sfilò i jeans, rimanendo con le sole mutandine rosa.
I suoi occhi brillavano per l’eccitazione, tutto il suo corpo era un fremito, voleva che Claudio la penetrasse in quel momento, lo voleva più di ogni altra cosa al mondo.
Claudio in piedi su di lei, la guardava mentre languidamente distesa sul tappeto, gli si offriva.
Ma non aveva intenzione di approfittarne subito, la voleva tenere un po’ sulla corda.
Stava per sfilarsi anche le mutandine ma lui la fermò.
Anche Claudio era nudo quando si inginocchiò su Gabriella poggiando il suo membro tra i suoi seni.
Poi le prese i capezzoli tra le dita e cominciò a stringerli, Gabriella sentì dolore e per non dargliela vinta non disse niente, ma dai suoi occhi sgorgarono due lacrimoni.
Claudio gli vide e desiderò ardentemente penetrare quel corpo giovane e pieno di vita, desideroso di dare e ricevere piacere.
Invece si alzò da lei e la fece girare, poi la fece mettere carponi e le si piazzò dietro. Il respiro di Gabriella si faceva sempre più affannoso, voleva girarsi per guardare cosa faceva lui, ma non ne aveva il coraggio.
Le dita di Claudio cominciarono a carezzarla prima leggere e poi sempre più insistenti, la fece girare di nuovo, negli occhi di Gabriella si leggeva solo la voglia di essere penetrata, di sentire quel cazzo duro dentro di se; Claudio le sfilò le mutandine rosa e le fece allargare le gambe, le appoggiò la mano destra sul monte di Venere avendo l’accortezza di infilarle il medio nella fessura, lei ebbe un sussulto e Claudio ritirò svelto la mano.
Gabriella non ce la faceva più, non capiva più niente, lo voleva dentro in quel preciso momento, più Claudio la toccava, più in lei saliva la curva dell’orgasmo; la voglia la consumava dall’interno, era disperata, voleva che lui la facesse godere.
Claudio allora si sistemò sopra di lei, la punta del pene era appena sopra la sua fessura, poi all’improvviso si lasciò cadere schiacciandola col proprio peso, a Gabriella sfuggì tutta l’aria dai polmoni mentre lui la scopava.
Il corpo di lei si muoveva all’unisono con quello di Claudio. Gemiti le sfuggivano dalla gola, mai in vita sua aveva goduto tanto come in quel momento.
Il peso di lui la schiacciava sul tappeto, ma Gabriella quasi non se ne accorgeva, tutta la sua attenzione era rivolta a quel pene che, duro come la roccia, si muoveva dentro di se facendola godere.
Gabriella sperava che quel momento non avesse mai fine, voleva che tutto ciò che stava avvenendo tra le sue gambe continuasse all’infinito.
La bocca di Claudio si unì alla sua carica di passione.
Gabriella non voleva che finisse tutto e tentò di usare i muscoli interni per bloccarlo, ma lui era troppo forte e continuò a muoversi dentro di lei facendola sentire al settimo cielo.
Gabriella gli strinse le gambe attorno ai fianchi inarcando la schiena, ormai il suo corpo era tutt’uno con quello di Claudio.
Non sapeva se fosse riuscita a resistere ancora a lungo, il piacere era troppo intenso, lo voleva adesso e Claudio parve leggerle nella mente perché subito venne ad ondate dentro di lei!
Ma lui non era ancora soddisfatto, si inginocchiò a fianco a Gabriella e le mise una mano sotto la testa e poi con molta calma la invitò a ripulirgli il cazzo.
Gabriella rimase interdetta, proprio non se l’aspettava, ma non se lo fece ripetere due volte, e sebbene per lei fosse un’esperienza nuova cominciò a leccarglielo con colpetti veloci di lingua.
Ma a Claudio così non andava affatto bene e approfittando di un attimo che il glande era vicino alle labbra di Gabriella le spinse la testa e glielo affondò in gola.
Lei sentendosi quel grosso corpo estraneo in gola ebbe un conato di vomito ma la voce autoritaria di Claudio glielo bloccò.
Claudio si stava eccitando di nuovo sia alla vista dello sguardo supplicante di Gabriella, sia al contatto delle labbra di lei con i suoi peli, e piano piano cominciò a chiavarle la bocca.
E quando lui venne di nuovo nella sua bocca, Gabriella per evitare di soffocare non poté far altro che ingoiare tutto lo sperma che, come un fiume in piena, lui le stava riversando in gola.