La donna delle pulizie


Ho assunto una giovane nigeriana come donna delle pulizie.
Viene nel mio appartamento di scapolo ogni martedì mattina e lo rimette a posto.
Ero a letto quel martedì quando l’ho vista che passava davanti la porta della mia camera.
– Le vuoi centomila di più?
– Certo, ha detto lei entrando.
Butto via il lenzuolo che mi copre e le faccio vedere una bella erezione.
Si siede sul letto e sorridendo lo prende in mano e poi gli si avvicina con la bocca.
Prende a succhiarlo divinamente e il torpore del risveglio si trasforma in un sonnacchioso
godimento.
Appena solleva gli occhi un momento per guardarmi le faccio:
– Be’, per centomila vorrei dell’altro.
– E cioè?
Mi giro a pancia in sotto.
– Che ne dici di darmi una buona leccata anche di là?
Senza perdere tempo mi infila una lingua di dimensioni davvero improprie nel buco del culo e
comincia a ruotarla come un trapano.
La spalma poi lungo tutta l’attaccatura delle natiche per rinfilarla ancora dentro.
Fa così per un quarto d’ora almeno, finché non dice:
– Me le sono guadagnate allora?
– E vuoi lasciarmi così senza… concludere?
– Eh, il tempo è scaduto…
– Vabbè, altre cinquanta e fammi sborrare.
Riprende il cazzo tra le labbra e con un paio di succhiate mi fa spruzzare fuori anche l’anima.
Mi stendo rilassato mentre lei riprende a lavorare per casa.
Prima di andarsene viene a prendersi la paga del giorno più l’extra. La ringrazio e le chiedo:
– Martedì prossimo porta un’amica.
– Alziamo le richieste eh?
– Non mi pare che fossi tanto contraria.
– Mi servono i quattrini.
– E non sarai l’unica puttana in circolazione no? Ne conosci un’altra?
– Vedremo.
Il martedì dopo arriva in camera mia.
– E allora sei da sola?
– No.
– E dov’è?
– Di là in cucina che fa il caffè.
– Allora possiamo cominciare noi.
– Vuole 150 mila pure lei.
– Va bene, dico io.
Lei chiude la finestra e la stanza diventa buia.
Non mi dispiace.
– Girati, mi fa.
Mi rimetto come la volta precedente e sento la sua lingua che mi affonda ancora nel culo.
Dai passi capisco che è arrivata anche l’amica.
Sento che le mani che si poggiano sulla mia schiena e sul mio sedere sono quattro, mentre la lingua
nel culo è sempre la stessa.
Mi allargo con le mani le chiappe e dico:
– Ne voglio due di lingue là dentro.
Di colpo un fuoco.
– Agggrrrh, grido io.
Un cazzo enorme, d’un sol colpo, m’incula.
Sento sulla schiena il peso
di un uomo che si è sdraiato su di me e mi stantuffa con violenza.
– Ahh! grido.
La ragazza intanto s’è allontanata:
– Volevi fare qualcosa di strano? E’ abbastanza strano essere inculato dal mio uomo?
Resto senza fiato mentre quel cazzo elefantino mi trapana fino alla
pancia.
Mi sborra dentro un litro di roba e poi si sgancia da me con uno strattone.
Resto mezzo svenuto e sanguinante sul letto mentre i due, dopo avermi ripulito il portafoglio di 300
mila giuste se ne vanno tutti allegri.
Il martedì dopo stavo dormendo convinto che non si sarebbe più ripresentata davanti.
Il culo mi faceva ancora male.
E invece sento un rumore e li vedo tutti e due, lei e una specie di energumeno nero, in piedi davanti
al mio letto.
– Ci servono ancora dei soldi, dice lei.
– Ti sembra un buona ragione per farmi inculare?
– Siamo qui per fare quello che dici tu. E per altre 300 mila.
– Davvero? Ok ci sto.
– Che vuoi?
– Voglio che tu ficchi questa bottiglia di Coca nel culo di quella bestia che ti sta vicino.
Senza fiatare lui si spoglia, si mette sul letto alla pecorina e le porge le chiappe.
Lei, dopo aver inumidito il collo della bottiglia e lo schiaffa nel culo.
– E spingilo bene, le dico io.
Sento che lui geme qualcosa e questo me lo fa tirare.
Sfodero il cazzo e comincio a menarmelo vicino alla faccia di lui mentre lei gli slabbra il culo.
– Apri la bocca adesso, dico al bisonte che evidentemente non si diverte tanto.
Ma obbedisce.
Gli schizzo fra le labbra una sborrata mentre lei gli tira fuori dal culo la bottiglia.
Mi sento abbastanza vendicato, ma insisto che voglio vederli scopare.
La cosa non gli dispiace e si chiavano a vicenda sul mio letto mentre io palpeggio la nigeriana che
si dà da fare con professionalità.