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Tina e lui primo tempo

luglio 13th, 2013 by lap69 | Posted in Trio   No Comments »

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Tutto è cominciato tanti anni fa, avevo 13 anni e stavo spesso con mio cugino coetaneo. Un giorno d’estate stavamo in terrazza a cercare un pò di fresco, quando sul balcone di fronte è apparsa una bellissima ragazza che si è messa a prendere il sole a tette nude. L’effetto su di noi è stato immediato, a quell’età i cazzi schizzano! Ho chiesto a mio cugino se potevo toccarmi  e vista la sua meraviglia ho capito che non sapeva ancora nulla del sesso. Gli ho spiegato qualcosa ed abbiamo cominciato a farci una sega.

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Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: Tina e lui primo tempo

Le tre amiche

marzo 15th, 2013 by Lyla | Posted in Gay, Sex, Trio   No Comments »

Marzia Carla e Teresa sono sempre state inseparabili amiche, sin dal primo anno di scuola hanno
costituito un sodalizio che pareva inattaccabile, sopravvissuto alle inevitabili tensioni
dell’adolescenza, ai primi amori. Insieme sono cresciute, hanno frequentato le superiori, iniziato
l’università.
Io sono di un paio di anni più vecchio di loro, le ho viste crescere e vi confesso che sono rimasto
molto stupito quando l’anno scorso il gruppo all’improvviso, senza un’apparente spiegazione si
ruppe. Carla, rimase esclusa, triste e solitaria, e fu in quei giorni che io mi avvicinai a lei, dapprima
solo come amico desideroso di aiutarla in un momento difficile, poi sempre più intimamente, sino a
diventare il suo ragazzo.
Carla è sempre stata la più bella delle tre, non che le altre fossero brutte, anzi, ma lei aveva qualche
cosa di speciale, un tocco di perfezione nei lineamenti dolcissimi, nei lunghi capelli scuri, nelle sue
deliziose curve, Marzia era decisamente più carnale con un fisico giunonico, grandi tette e morbidi
fianchi, Teresa, troppo atletica per seere bellissima, gambe e fianchi snelli, seni piccoli, un culetto
formoso ma impertinente.
Avevo sempre avuto una predilezione per Carla, ma ora che sono il suo ragazzo, il mio sentimento
si è ulteriormente rafforzato. Stiamo benissimo assieme e vi posso assicurare che da mesi non
guardo un’altra donna con idee maliziose. Carla riempe la mia mente in ogni momento ed
incomincio a convincermi che questa volta sia una cosa seria.
Due settimane fa, Carla raggiante mi ha comunicato di essere stata scelta per uno stage di una
settimana in un’università tedesca. Ho cercato di mostrarmi entusiasta quanto lei, ma l’intimità tra di
noi è ormai troppa, e lei si è accorta che qualche cosa non andava. “Tu sei dispiaciuto, perché ?” mi
domandò, io dapprima tentai di negare per non rovinarle la festa, poi ammisi “Scusami ma è un
attacco d’egoismo, non riesco a pensare ad una settimana senza di te” risposi sinceramente.
Lei mi sorrise dolcemente, e mi baciò quel giorno facemmo l’amore a lungo e teneramente, in un
modo tanto soddisfacente che mi parve legarci in modo indissolubile. E ho continuato a crederlo
sino a due giorni fa.
Carla era partita il giorno prima, finite le lezioni del pomeriggio, stavo uscendo per tornarmene a
casa. Camminavo pensieroso, quando ad un tratto, qualcuno davanti a me cadde a terra. Accorsi per
dare aiuto, e mi accorsi che si trattava di Marzia e Teresa. Teresa a terra, si teneva la caviglia
lamentandosi, mentre Marzia cercava di rincuorarla.
Insieme l’aiutammo a rialzarsi, ma Teresa non riusciva a camminare “Sei in macchina ?” mi
domandò Marzia “Si” risposi “Puoi darci un passaggio, in queste condizioni non può prendere il
pulman” continuò Marzia “Vieni, aiutiamola, la macchina non è distante”. “Invece di andare a casa,
non sarebbe meglio andare al pronto soccorso?” suggerii io “No, non voglio che mi ingessino,
portami a casa, conosco un bravo fisioterapista, sentirò lui”.
Sorreggendo Teresa, c’incamminammo e raggiungemmo la mia macchina. Salimmo ed io le
accompagnai a casa di Teresa. “Viste le condizioni di Teresa, le accompagnai all’appartamento,
depositammo Teresa sul suo letto, e per la prima volta, vedendola distesa sul letto, con le sue belle
gambe lunghe ed affusolate, mi passò per la mente un pensiero eccitato. Subito lo ricaccia
sentendomi in colpa e pensando a Carla.
“Bisognerebbe metterle del ghiaccio, vieni andiamo a prenderlo in cucina” mi disse Marzia.
Andammo in cucina, e lei mi chiese di prendere una pentola, mentre lei prendeva il ghiaccio dal
Frigorifero. Mi abbassai a prendere la pentola sotto il lavello, e quando presa la pentola, mi voltai
per rialzarmi, mi trovai con il volto a pochi millimetri dalle sue cosce, lasciate generosamente
esposte da una cortissima minigonna.
A fatica distolsi lo sguardo e mi rialzai, se lei notò il mio imbarazzo, non lo diede a vedere, ed
iniziò a scaricare i cubetti nella pentola che io reggevo. Si agitava ed i suoi seni grossi e morbidi
sobbalzavano elastici sotto la polo ed io capii che non portava reggiseno, inevitabilmente cominciai
ad eccitarmi.
Finito di prelevare i cubetti, lei andò in bagno, prese una borsa del ghiaccio e me la diede, poi iniziò
a versare i cubetti nella borsa, quindi tornammo nella stanza di Teresa. “Non farmi male ti prego”
piagnucolò lei, io le presi dolcemente il piede malato e vi posai la borsa. Lei al contatto lanciò un
grido e ritrasse di scatto la gamba. Ero seduto sul letto, ai suoi piedi, e quel rapido movimento fece
salire la già corta gonna ed io mi ritrovai di fronte l’incredibile spettacolo della sua rosea vagina, dal
momento che Teresa non indossava mutandine.
Rimasi pietrificato, incapace di distogliere lo sguardo da quel meraviglioso spettacolo, il mio
membro prese ad ingrossarsi rapidamente. Ad un tratto mi scossi, ma solamente perché la mano di
Marzia si posò sul gonfiore dei pantaloni, ormai evidente, iniziando ad accarezzarlo “Terry, credo
che Flavio ora abbia un problema più grosso del tuo, ti dispiace se penso un poco a lui ?” la sentii
dire, e subito dopo il rumore della zip dei pantaloni che si abbassava. La sua manina che penetrava
nell’apertura, e s’impossessava del cazzo ormai durissimo.
Teresa, divaricò oscenamente le gambe, e le sue mano si portò sulla rosea vagina dilatandone le
grandi labbra, titillandosi il tenero clitoride con un dito. Quando sentii le morbide labbra di Marzia
cingermi la cappella, affondarsela profondamente in gola e la lingua impertinente prendere a
giocare con il mio cazzo, non fui più capace di resistere e mi avventai con il volto tra le cosce di
Teresa, iniziando a baciare e leccare la sua vagina.
Da quel momento le due troiette si scatenarono, e ben presto eravamo tutti e tre nel letto,
completamente nudi, e le due davano prova di perfetto affiatamento, leccandomi e succhiandomi il
cazzo all’unisono.
I loro corpi non avevano la perfezione di quello di Carla ma erano comunque stupendi, esile e
raffinata Teresa, prosperosa e morbida Marzia, le mie mani vagavano su di loro, palpando le
chiappe sode e muscolose di Teresa, o quelle morbide di Marzia, accarezzando la curva nervosa
delle tettine di Terry, o gustando il morbido contatto con le tettone di Marzia, le mie dita
s’intruffolavano nella calde vagine, già tremendamente bagnate.
Conducevano la danza, ed io subivo incapace di reagire, un delizioso supplizio. Marzia mi salì a
cavallo ed il mio membro eccitato le affondò nel ventre lei prese a danzarvi mentre le palpavo le
dolci tettine e le strizzavo i piccoli e rosei capezzoli.
Marzia scorreva la tumida lingua sul mio cazzo e sulla vagina di Tersea, mi succhiava
perversamente i coglioni, poi le due si diedero il cambio ed il mio viso venne sepolto dalle
straripanti tette di lei. Bacia palpai e succhiai avidamente quelle meravigliose carni. Le mie labbra
si appiccicarono ai grossi e scuri capezzoli, succhiandoli con forza. Non mi fermai nemmeno
quando Marzia, fece entrare anche Carla nel nostro letto.
“Povero Flavio, quella schizzinosa di Carla, deve tenerti a stecchetto, se sei così scatenato. Sentii
che sollevava leggermente i potenti fianchi, il mio cazzo sfuggiva dal suo ventre per affondare nella
bocca di Teresa, profondamente, sempre più profondamente sino a scomparirvi.
“Dimmi Flavio, te l’ha mai succhiato così ?”, io sconvolto risposi “NO…..” con un gemito. Marzia
scivolò lungo il mio corpo, accolse il mio cazzo tra le grosse mammelle e strinse deliziosamente le
carni intorno all’asta, massaggiandola. “Ti piace, vedi lei non potrebbe fartelo, non ha delle tette
così” disse fissandomi “Rispondi” m’intimò decisa ed io capitolai “No lei non può, le tue tette sono
favolose” risposi sconfitto.
Teresa, s’intromise nel gioco. Si mise carponi sul letto, dandomi le spalle e sculettando
maliziosamente “Ti piace il mio culetto Flavio ?” domandò “Ti piacerebbe mettermelo li ?
Scommetto che Carla non te lo ha mai fatto fare, ed invece a me piace tanto” insistette. Il mio
cazzo, ebbe un sussulto tra le tette di Marzia. “Lui non risponde, ma il suo cazzo si, freme
impaziente” disse Marzia.
Teresa, si inumidì due dita di saliva e se le passò nel solco delle dolci chiappette, poi ripetè
l’operazione affondandosi le dita nell’elastico sfintere “Basta, non resisto, Flavio mettimelo subito
nel culo” gemette. Marzia mi lasciò ed io fremente la raggiunsi e spinsi con decisione la turgida
cappella tra le sue chiappe, raggiunsi lo sfintere e vi penetrai.
Teresa ebbe un gemito, ed un sussulto, poi inaspettatamente spinse con decisione indietro il bacino,
ed io affondai completamente in lei “Che meraviglia, come lo sento, mi riempe tutta, dai Flavio,
sbattimi ti prego” m’incitò la troietta, ed io afferratala per i fianchi inizia ad incularla con foga.
Vidi Marzia avvicinarsi a Teresa e darle un tubetto “mentre te lo godi pensa a me” la sentii dire.
Teresa, scossa dai miei furiosi colpi si cosparse il gel sulle mani, mentre Marzia si stendeva davanti
a lei, scosciandosi oscenamente e prendendo ad accarezzarsi le tette ed il clitoride. Vidi Teresa,
iniziare a penetrarla con le dita, prima una, poi due, poi sempre di più. Marzia gemeva e si
dimenava, mentre Teresa ora spingeva con la mano ripiegata, tentando di penetrarla. La vagina si
dilatava oscenamente e piano piano la mano di Teresa scomparve nel ventre di Marzia e lei
incominciò a scoparla muovendola avanti ed indietro.
Sentii Teresa fremere sotto di me, in preda ad un violentissimo orgasmo, le fece eco Marzia,
urlando il suo piacere “Flavio, presto, incula anche me” gemette, quando riuscì a riprendere fiato, e
Terse si voltò verso di me “Vai, mettiglielo tutto nel culo” mi disse.
Il mio cazzo si sfilò dal culetto di Teresa con uno schiocco osceno, Raggiunsi Marzia che si era
rotolata su di un fianco, mentre Teresa continuava a muovere la mano conficcata nella sua vagina
dilatata.
Il suo giunonico culo ondeggiava, le posi una mano sulle chiappe dilatandole ed avvicinai la
cappella allo sfintere. Si contraeva ritmicamente mentre la mano di Teresa scorreva nella sua
vagina. Spinsi con decisione, e Marzia lanciò un grido. Mi arrestai spaventato, ma lei subito
m’incitò “Non ti fermare, ti prego, sfondami” disse con voce roca, ed io spinsi con tutte le mie forse
e penetrai in lei sino a sbattere contro le morbide chiappe.
Sentivo chiaramente la mano di Teresa che scorreva separata dal mio cazzo solo da una sottile
parete, scopava Marzia, e nello stesso tempo mi accarezzava il cazzo strettamente fasciato dai
muscoli di lei. Fu una sensazione indescrivibile, insieme io e Teresa sbattemmo Marzia sino a
sentirla urlare in preda ad un nuovo orgasmo, ed io finalmente mi liberai a mia volta, gemendo e
scaricando un’inarrestabile torrente di sperma nel suo intestino.
Rimanemmo a lungo esausti nel letto, sino a che il ricordo di Carla non riprese possesso della mia
mente, ed io afflitto dalla colpa, mi rivestii e me ne andai malgrado le lusinghe delle due.
Nei giorni successivi, rimasi sconvolto, sia per il senso di colpa, sia per il ricordo di quelle
indimenticabili ore passate con Marzia e Teresa. Non andai a lezione, rimasi a casa aspettando
unicamente il ritorno di Carla. Venne il giorno del suo rientro, ed io attesi che come concordato mi
chiamasse, ma passò tutta la serata senza che il telefono squillasse. Il giorno dopo mi decisi ed
andai all’università sperando d’incontrarla, ma non la vidi. Telefonai a casa sua ma non rispose
nessuno. Sconsolato tornai a casa ed attesi senza riuscire a concentrarmi sullo studio.
Finalmente la sera, poco dopo cena il telefono squillò e mi precipitai al telefono “Carla finalmente,
cosa è successo ?” domandai non appena riconosciuta la sua voce “Nulla, ero solo molto stanca per
il viaggio, sono andata a letto ed ho dormito per tutto il giorno” rispose lei, la sua voce era
melodiosa come al solito “Muoio dalla voglia di vederti” le dissi “Sono sola a casa i miei
rientreranno solo dopodomani, vieni” mi disse, ed io mi precipitai da lei.
Appena entrato nell’appartamento la abbraccia e bacia con trasporto, mi condusse nel salotto,
parlammo di come era trascorsa la settimana, e lei mi raccontò, senza troppo entusiasmo del suo
stage, mi parve distratta, e dal momento che io avevo una gran voglia di lei, pensai che anche lei
provasse lo stesso, e l’abbracciai e bacia, spingendomi a scorrere le mie mani sul suo corpo.
Lei mi respinse con garbo “Non avere fretta, hai aspettato una settimana , puoi aspettare ancora un
poco” mi disse con uno strano sorriso “Mi hanno regalato una cassetta, ti va se la vediamo
assieme ?” mi domandò, ed io annuii, ovviamente senza entusiasmo.
Lei sintonizzò il televisore, si sedette accanto a me rannicchiata al mio fianco e premette il
telecomando avviando il videoregistratore. Guardai distrattamente lo schermo, mentre il mio
braccio le circondava le spalle attirandola a me. All’improvviso, però, mi bloccai mentre sullo
schermo scorrevano le immagini registrate del mio incontro con Marzia e Teresa “Un regalino delle
mie due care amiche, ti piace” sentii la voce di lei sussurrare.
Ero incapace di qualunque azione, fissavo impietrito lo schermo sul quale passavano le immagini
del mio folle amplesso con quelle due troie scatenate “Non rispondi, ma lui risponde per te” disse
ancora Carla e mi accorsi con orrore che il mio membro si era eccitato premendo contro i pantaloni.
Sentii la sua mano posarsi sul gonfiore, accarezzarlo, sorpreso riuscii a distogliere lo sguardo dallo
schermo, lei aveva un’espressione imperscrutabile, mentre la mano incominciava a muoversi “Ti è
piaciuto fare quelle porcherie con quelle due troie vero ?” mi domandò, ma la voce era strana,
apparentemente calma, senza traccia d’ira “Carla, mi dispiace,……” cercai di scusarmi io “Rispondi”
m’intimò lei ed io sconfitto annuii “Avresti voluto che ci fossi anchi’io con loro ?” continuò con la
solita voce, mentre la sua mano accelerava nella carezza, sempre più succube annuii nuovamente.
All’improvviso si fermò, si alzò e mi prese per mano “Vieni presto” disse, ed io la segui come
un’automa, mi trascinò verso camera da letto, ma giunti davanti alla porta si fermò. “Spogliati” mi
disse ed io cercai di ribattere, ma lei rimase inflessibile, mi spoglia e malgrado la difficile
situazione, sfoderai un’impressionante erezione.
Lei aprì la porta ed entrammo. La stanza era illuminata, e sul letto, completamente nude, stavano
Marzia e Teresa. Le fissai stupito “Siediti li” mi disse Carla indicandomi una poltroncina. Mi ci
abbandonai, sentendomi all’improvviso privo di ogni forza, solo l’erezione non mi abbandonava,
curioso scherzo in una situazione simile.
Carla davanti ai miei occhi prese a spogliarsi, “Caro Flavio, ti ricordi che un tempo io e loro
eravamo inseparabili ?” mi domandò ed io annuii gettando un’occhiata alle altre due ragazze, poi il
mio sguardo tornò al favoloso corpo di Carla ormai nudo “Devi sapere che eravamo molto più che
amiche, eravamo amanti, si tre inseparabili lesbiche” mi disse, e si avvicinò a Marzia e Teresa, che
l’abbracciarono subito incominciando a palpare e baciare il suo splendido corpo “Poi un giorno
litigammo, ed accadde perché loro due volevano introdurre nel nostro terzetto anche un maschio. Io
non capivo e me ne andai.”
Disse e si abbandonò sul letto con Marzia e Teresa, le tre presero a baciarsi, accarezzarsi leccarsi,
quasi dimentiche di me, le vidi eccitarsi, godere, poi all’improvviso comparvero dei falli di gomma,
Marzia e Teresa, se li fissarono al pube, e mentre Teresa porgeva il suo alla bocca di Carla, Marzia
si portava alle sue spalle e la penetrava iniziando a scoparla.
Ormai non riuscivo più a trattenermi davanti a quello spettacolo, e la mia mano si portò sul cazzo
incominciando ad accarezzarlo lentamente. Carla se ne accorse e smise di leccare il fallo che Teresa
le porgeva “Allora io non ero mai stata con un uomo, mi bastavano questi, ma ora conosco te ed
amo il tuo cazzo quanto amo loro” disse e poi tornò a chinarsi sul cazzo di Teresa, leccandolo
voluttuosamente “Vieni Flavio, il delizioso culetto di Teresa ti aspetta
Cambiarono rapidamente posizione, e Teresa e Carla si allacciarono in un 69, con Teresa sopra,
mentre Marzia tornava ad affondare il fallo di gomma nel ventre di Carla e riprendeva a scoparla.
Mi alzai e le raggiunsi, e con il cazzo teso mi portai tra le chiappe di Teresa, affondandovi con un
solo potente colpo. La ragazza affondò il volto tra le coscie di Carla leccandole il clitoride mentre
lei mi accarezzava le palle che sbattevano contro le natiche di Teresa.
Continuai ad inculare Teresa mentre Carla mi accarezava e leccava lo scroto poi fu la volta di
Marzia, presa alla pecorina ed infilzata nel suo capace culo, mentre Carla le leccava la vagina e le
infilava un fallo di gomma e Teresa, si distendeva sul letto scopandosi contemporaneamente in fica
e nel culo con un cazzo di gomma lungo e flessibile.
Poi estasiato, vidi Marzia che cospargeva di crema il bel culo di Carla, affondava le dita nello
stretto sfintere preparandolo, ad un tratto Marzia si staccò da me, e vidi il gruppo delle tre
ricomporsi, con Marzia stesa sul letto che indossava nuovamente il fallo, Carla che le saliva sopra
affondandoselo nel ventre ed iniziando a danzarvi, mentre Teresa tornava a porgerle il cazzo di
gomma da succhiare.
Le mani di Marzia afferrarono le perfette natiche di Carla dilatandole in un’osceno invito, al quale
io non seppi resistere, le raggiunsi e con decisione violai lo stretto sfintere di Carla, affondando in
lei incurante dei suoi gemiti.
Teresa si era sfilata il fallo di gomma e ora porgeva la rosea vagina alla bocca di Carla che leccava e
baciava eccitata, mentre Marzia la scopava e le succhiava le deliziose tette ed io la inculavo
prepotentemente. La sentii fremere sotto di me scossa da un tremendo orgasmo, ed anch’io
accellerai il ritmo per godere a mia volta.
Intuite le mie intenzioni, Carla mi fermò e si staccò da me le tre si stesero sul letto, con i visi
affiancati “Sborraci in faccia Flavio” m’incitò Carla, ed io mi masturbai velocemente, sino a che non
riuscii a sfogare la pressione accumulata mugolando di passione ed iniziando a scaricare loro
addosso copiosi schizzi di sperma, che si stamparono sui bei volti, imbrattarono i capelli, colarono
nelle avide bocche. Esausto caddi sul letto mentre le tre si baciavano e leccavano ripulendosi di
ogni traccia.

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: Le tre amiche

Zia Emma

marzo 15th, 2013 by Lyla | Posted in Incesto, Sex   1 Comment »

Mi chiamo R. ho 28 anni e abito a Roma, la storia che vi racconto e’ accaduta nella primavera di sei
anni fa.
Era da qualche tempo che desideravo andare a Milano per incontrare alcuni amici di vecchia data,
cosi’ quella mattina dissi a mia madre che sarei partito dopo pranzo.
dopo avermi preparato il borsone mi disse….. perche’ non passi da Bologna a trovare tua zia Emma?
sai dopo la morte dello zio vive da sola, l’altra sera l’ho sentita per telefono e m’e’ parsa un po’ giu’
di morale, io non diedi per certa la visita e dissi che ci avrei pensato magari di ritorno mi sarei
fermato un paio di giorni.
Salutai mia madre con questa promessa, sinceramente non mi andava tanto di fermarmi a Bologna e
poi andare da mia zia e vederla in quelle condizioni mi sarei depresso.
salii sul treno dopo qualche ora arrivai a Firenze,
Ero abbastanza annoiato avevo finito di leggere tutto il giornale ed ero rimasto nello
scompartimento da solo, pensai che ancora c’era da fare molta strada fino a milano e probabilmente
mi sarei fermato a Bologna da mia zia.
Dopo qualche tempo il treno ferma a Bologna, penso per un attimo sul da fare, mi decido e scendo.
Uscito dalla stazione chiamo un taxi e mi dirigo versa casa della zia Emma.
giunto, citofono, e sento una vocina…… chi e’? zia sono io R. oh che bella sorpresa dai sali, sentii il
portone aprirsi, mi avviai verso l’ascensore, arrivato all’ultimo piano trovai mia zia Emma sul
pianerottolo tutta sorridente, sai sono proprio contenta di vederti dopo tanto tempo, vieni entra ,e mi
fece accomodare.
La casa era piccola ma accogliente aveva una camera da letto un soggiorno il bagno e una cucinetta,
sai disse…..la casa e’ piccola ma per me e tuo zio andava piu’ che bene poi, da quando lui m’ha
lasciata mi sembra cosi’ grande.
Ti preparo un caffe’ disse sarai sicuramente stanco, no zia non preoccuparti sto bene cosi’ ma lei
ando verso la cucina e la sentii armeggiare, dopo poco torno’ in salotto con un bel caffe’, si sedette
di fronte a me e inizio’ a parlare dei suoi guai, io all’inizio l’ascoltavo con un certo interesse ma poi
cominciai ad assentarmi e a pensare ad altro mentre lei continuava a parlare.
Io ogni tanto la guardavo e pensavo che doveva essere triste e soffrire di solitudine anche perche’
era ancora giovane e piacente, infatti aveva poco piu’ di 50 anni un po’ tonda ma si teneva ancora
bene,i capelli biondi un po’ sbiancati, una bella bocca, poi gli occhi mi scesero verso le sue gambe
che teneva accavallate e, anche quelle risultavano ben fatte.
Ad un tratto sentii dire ma R.mi ascolti? si zia risposi repentinamente, scusa mi ero distratto.intanto
guardo’ l’orologio, oh ! guarda e’ ora di cena sicuramente avrai una fame?
Io le dissi che avevo un certo appetito, vieni con me in cucina continuiamo a parlare mentro preparo
qualcosa, cosi’ andammo in cucina lei si mise davanti ai fornelli io intanto preparavo la tavola, la
cucina era un poì stretta e in due ci si girava male.
Lei stava davanti al lavabo e lavava l’insalata, ad un certo punto chiesi dov’erano i piatti e lei mi
disse……proprio qui’ sopra la mia testa sui pensili mi avvicinai e mi trovai chiuso tra il tavolo e lei,
e, sporgendomi non potei fare a meno di appoggiarmi al suo sedere, scusa dissi io cercando di
tirarmi indietro e lei…….figurati presi i piatti e li misi a tavola , ripetei l’operazione per i bicchieri,
questa volta facendo attenzione a non urtarla, invece mi accorsi che lei si tiro’ indietro col bacino
verso il mio sesso, li per li rimasi un po’ perplesso ma non detti peso a quanto era accaduto.
Ci mettemmo a tavola e almeno io mangiai di gusto lei spizzicava qua’ e la’ sembrava non avesse
appetito.
Dopo cena andammo in salotto e guardammo un po la televisione.
ad un tratto lei si alzo’ e mi disse ….scusa vado in camera a cambiarmi, torno’ dopo qualche istante
avvolta in una bellissima vestaglia mi guardo’ e mi sorrise rimettendosi seduta.
Lei mi stava quasi di fronte, ad un certo punto vidi che chiudeva gli occhi dal sonno e piano piano si
addormento’ o fece finta di addormentarsi perche’ dopo qualche istante apri’ le gambe in modo
spudorato, non potei fare a meno di guardare e intravedevo tutta la sua fica carica di peli
biondissimi.
Ad un tratto mi alzai la chiamai dicendogli dai zia svegliati vai a dormire il film e’ finito ed io
domani mattina devo partire, ma come cosi’ presto io pensavo ti fossi fermato qualche giorno
ancora, cosi’ dicendo ando’ verso la sua camera augurandomi la buona notte.
Mi sdraiai sul divano letto e stavo quasi per addormentarmi quando ad un tratto sentii degli strani
rumori venire dalla stanza di mia zia, incuriosito mi alzai mi avvicinai alla porta della camera da
letto che era socchiusa e vidi una scena che mi lascio’ di ghiaccio.
Mia zia stava sdraiata sul letto con le coscie spalancate e si autofotteva emettento dei gemiti con un
cetriolo di proporzioni spaventose, hai capito la zia Emma che troia?
Mi son detto, tornai sui miei passi e mi rimisi a letto, devo dire che quella scena mi turbo’ un bel po’
intanto al solo pensiero il cazzo mi si era indurito in modo spaventoso e non riuscivo a prendere
sonno mentre lei stava ancora li a mugulare, poi d’un tratto pensai alla scena della cucina di quando
mi si appoggio’ volutamente sul cazzo e, a quel punto mi assali’ una libidine incontrollata, mi alzai
andai a sbirciare e la vidi che si stava ancora fottondo con il cetriolo, senza fare rumore, entrai, mi
avvicinai col cazzo scappellato e lo misi sulla sua bocca, lei dapprima sobbalzo’ apri’ gli occhi e
senza proferire parola si sfilo’ il cetriolo dalla fregna e comincio’ a succhiarmi il cazzo.
Era stupenda lo leccava con una passione mai vista e io godevo da matti ad un certo punto la invitai
a girarsi lei lo fece senza lasciare il cazzo, io presi il cetriolo e lo cominciai a strofinare sulla fica
ormai allagata e bollente, lei leccava tutta la cappella e poi infilava quel bastone fino in gola.
Presi il cetriolo ormai bagnatissimo degli umori della fica e cominciai a strusciarle il buco del culo
lei a quel punto impazzi’, senza esitare un attimo cominciai a spingerlo nel suo buco, era incredibile
ad un tratto dopo una leggera pressione entro’ lei lascio’ per un attimo il cazzo per dirmi……. sei
favoloso continua cosi’ ed io cominciai a stantuffare in modo violento ad un tratto sentii che la
goduria saliva sempre piu’ forte fin quando ad un tratto non urlai…….. vengoooooooooo a sentire
quella parola si ficco’ il cazzo fino in gola e ingoio’ tutta quella sborra calda, mi lascio’ il cazzo e
rimase li non sapeva che fare, io le sfilai il cetriolo dal culo la feci sistemare sul letto a gambe
aperte e glielo ficcai in fica cominciandola a stantuffare con maestria dopo qualche istante
comincio’ a tremare e godette come una porca, sfilai l’arnese e mi andai a coricare.
Il mattino seguente mi alzai di buon ora e partii per Milano.

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: Zia Emma

BOOK FOTOGRAFICO

novembre 30th, 2012 by angelo monello | Posted in Sex   No Comments »

 

Dopo l’ ultima volta in ufficio, i due amanti non si erano più visti, ma erano d’accordo per farlo un’altra volta; magari in questa occasione aggiungendo anche qualche bella foto di lei, visto la passione per la fotografia di lui.
Visto che il ragazzo prese in affitto una piccola villetta a metà strada tra un bel parco un po’ isolato e il mare; decise di chiamare lei.
Appena sentita la notizia la ragazza decise in fretta; avverti come al solito la sua amica per reggerle il gioco nei confronti del partner.
A questo punto arrivata a casa preparò tutto l’ occorrente per poter passare un bellissimo week end.
Lui nel frattempo era già arrivato casa, fece la spesa per i tre giorni seguenti e iniziò a preparare l’ occorrente per il book fotografico.
A questo punto iniziò anche a preparare la cena per la sera, soprattutto un bel aperitivo.
Finito di mettere la tartine in frigo quelle fredde e in forno solo da riscaldare quelle tiepide; mise anche in fresco il vino. Senti squillare il cellulare, un messaggino ….. ‘’ mezzora e sono in stazione ( a capo ) un bacio caro ‘’
A questo punto prese la macchina e si avviò verso la stazione, considerato che ci voleva circa un quarto d’ ora trovò anche il tempo di fermarsi da un fioraio per prendere una rosa da regalare alla ragazza.
Arrivato in stazione e controllato il binario di arrivo del treno, attese con impazienza che la ragazza scese …….
Per prima cosa l’ aiutò con il bagaglio a mano… poi la baciò e le porse la rosa. (altro…)

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: BOOK FOTOGRAFICO

La calda mamma del mio amico

novembre 26th, 2012 by rhapiu | Posted in Etero, Sex   No Comments »

 

Era arrivato improvvisamente un acquazzone, cogliendolo di sorpresa e riducendolo ad un pulcino fradicio. Non potendo trovare un riparo più vicino, decise di fermarsi a casa del suo amico, tra l’altro stava cominciando anche a grandinare per giunta. Fece più in fretta possibile, parcheggiò il motorino davanti al cancello e suonò al citofono. Rispose la voce di una donna che, riconoscendolo, gli aprì immediatamente; aprì la porta e lo vide correre sotto la pioggia completamente zuppo dalla testa ai piedi e tentò invano di raggiungerlo con un ombrello. Fu più rapido lui ad entrare in casa, nonostante scivolò su una pozzanghera piena di fango imbrattandosi i pantaloni e le mani. “Salve signora, mi scusi, questi temporali primaverili ti prendono sempre alla sprovvista!” “Non ti preoccupare… Fulvio non c’è però; adesso è a lavorare e non sarà qui prima delle sette”. Stava sgocciolando tutto sul parquet il ragazzo, pieno di fango e acqua piovana, ma la signora Catrini disse di non preoccuparsi. “Sarà meglio che ti vada a prendere i vestiti di mio figlio, tanto più o meno portate la stessa taglia, e che ti dia degli asciugamani… anzi, è meglio che ti fai una doccia prima che ti venga una polmonite! Tra l’altro fa anche freddo, non voglio mica averti sulla coscienza”. Dapprima Federico non voleva essere così d’intralcio, poi dovette accettare. La signora Catrini lo avvolse con un lungo asciugamano da mare per non bagnare ulteriormente il pavimento che era appena stato lucidato a dovere (“dovrei fartelo leccare goccia per goccia, maiale”) da lei stessa, e i suoi sforzi erano stati vanificati da quel bel fusto di 25 anni, venti meno di lei, mentre stavano salendo le scale a chiocciola per dirigersi nel bagno. La signora Catrini mostrò dove si trovava l’accappatoio del figlio e dove si trovava lo shampoo e la schiuma da bagno e gli diede un panno per lavarsi addosso; “adesso ti vado a prendere i vestiti” Federico fece un cenno di assenso e la ringraziò ulteriormente. Una volta solo nel bagno cominciò a spogliarsi, fino a rimanere completamente nudo, e s’infilò nella doccia. Aprì il rubinetto dell’acqua calda giocando con quella fredda per avere una temperatura ideale e cominciò ad insaponarsi i capelli. “Posso entrare? (altro…)

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