Teresa

Accesi una candela e l’atmosfera fu subito più invitante.
Chiesi a Teresa se voleva fare un bagno con me.
Rispose di si, che si poteva fare.
Ci spogliammo dentro quella penombra, con la candela galleggiante nel bidet, che creava e smorzava ombre su ombre.
Teresa per prima entrò nel bagno e si tolse l’abito bianco, ancora fresco.
Il suo fondoschiena era curvato deliziosamente, come un violino pronto all’uso.
I seni turgidi avrebbero riempito a malapena una scodella, la conoscevo solo da due ore e già ero lì, ad inizio intimità.
L’acqua iniziava a scendere copiosa nella vasca, a giusta temperatura.
Ne troppo calda, ne troppo fredda.
Dentro l’appartamento, il condizionatore era guasto, fuori, l’afa era insopportabile per due corpi congiunti, appiccicosi.
Si versò l’acqua sul capo, distendendola sul collo e sui capelli finto biondi e via via scese sino a bagnarne le labbra.
Ci baciammo, così, ognuno immerso nella propria parte di vasca.
La toccavo, le spiegavo dove toccarmi, per sentire il mio coso che si ingrossava man mano che la sua parte d’acqua si avvicinava alla mia.
Era gradevole, sin troppo.
Una ventina di minuti così, a scoprire la pelle dell’altro.
Poi uscimmo dalla vasca, fuori il caldo era ancora insostenibile, Teresa prese un asciugamano e cinse i seni compatti e pronti ad essere palpeggiati.
Si buttò come un sacco vuoto sul divano e finì di asciugarsi.
Lo feci d’istinto. Continua a leggere Teresa

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