Che uomo il mio nipotino parte 2 (Al mc Donald)

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Abbiamo preso il nostro vassoio e ci sediamo in un posto appartato.
Non c’è molta gente, gli impiegati si riverseranno fra tre quarti d’ora circa, ma a quell’ora…
uuhhhhmmm… calmati, devi calmarti!
Non anticipare i tempi! Ma è difficile, soprattutto con lo sguardo di Leo che mi guarda non più
come un zia dolce e cara, ma… direi… una troia, una puttana… anzi… una puttana di zia pronta a
farsi scopare dal suo nipotino!
Uuuuhhhhmmmm… che pensieri focosi! Il mio braccio urta il sacchetto dove c’è l’oggetto della
nostra complicità e va a finire per terra.
– Lascia, lo prendo io, zia… – mi dici mentre ti chini sotto il tavolo.
Tranquillamente mangio le mie patatine mentre allargo le cosce.
Non te lo aspettavi, vero tesoro?
La tua zietta porcona non ha le mutandine e tu puoi bearti pienamente delle sue cosce spalancate e
del tesoro in mezzo ad esse.
Non riesci a vederlo il tesoro?
Va bene, le allargo ancora di più!
Il tuo sospiro mi dice che questa volta hai visto tutto e per bene, ma ora è tempo che ti tiri su se non
vuoi che tutti i ragazzi che ci sono qui si chiedano cosa stia facendo la sotto e si mettano a guardare
anche loro!
Chiudo le cosce e tu, con un sospiro, rialzi la testa da sotto il tavolo porgendomi il sacchetto.
– Ecco, zia… – riesci appena a dire inghiottendo altra saliva.
Il mio spettacolino deve averti eccitato sino allo spasimo. E anche me! Non immagini quanto!
– Grazie, tesoro.
– Grazie a te, zia! – mi dici e mi guardi negli occhi facendomi capire che non c’è la fai più.
Ti capisco, tesoro mio.
– Che ne diresti di venire a casa mia? Mi è passata la fame. – dico osservando i tuoi occhi che si
illuminano.
Non dici niente.
Non riesci più a dire niente, ma lo sguardo di sfuggita che lancio alla patta dei tuoi jeans spiegano
tutto.
– Ci alziamo entrambi e, lasciando lì i nostri vassoi, testimoni di un piacere non più prorogabile,
usciamo.
Non piove più, ma questo è un particolare secondario.
Facciamo appena in tempo a prendere il bus.
La pioggia ha costretto molta gente a rientrare a casa prima del solito, per cui l’autobus è pieno.
Entriamo. Non possiamo aspettare oltre.
Dietro di me ci sei tu, e dietro di te altra gente che preme per salire.
Ti sento. Il tuo cazzo poggia sul mio culo.
Mi sposto per farlo alloggiare meglio… nello spacco.
Lo sento. Il suo calore è contagioso.
Il movimento del bus agevola i nostri sfregamenti eccitandoci ancora di più.
Finalmente la nostra fermata.
Scendiamo e, quasi di corsa, ci dirigiamo verso il mio appartamento.
L’ascensore è qui, facciamo prima.
Mi giro per chiudere le porte, schiaccio il bottone del sesto piano mentre tu ti schiacci contro di me.
Ho le tette che premono contro la porta dell’ascensore e il tuo bacino che preme contro il mio culo.
Poi sento le tue mani che mi accarezzano ancora indecise le cosce.
Con calma incomincio a muovere il mio culo massaggiando il tuo cazzo ancora più teso, se
possibile, mentre con le mani afferro le tue e me le porto in mezzo alle gambe facendoti sentire
come sono già bagnate del piacere che viene fuori da quella grotta che ora mi stai accarezzando…
ssiiiiii… tesoro mio, siiiii… infilami le tue dita dentro, cosììììì… la senti come è bagnata la tua zietta?
Ed è tutto merito tuo, tesoro!
Bravo, hai preso coraggio!
Bene, palpami il culo come si deve, così!
Solleva la gonna se vuoi vederlo, ecco, bravo.
Sei un allievo tutto speciale.
Ti piace il culo della zietta?
No! Che fai, tesoro, vuoi mettermelo in culo?
Qui! Nell’ascensore? No. Aspetta… ecco… ricomponiti, siamo arrivati, non si sa mai!
Usciamo mentre io cerco le chiavi.
Le mani mi tremano mentre vedo le tue che si aprono e si chiudono per la voglia di accarezzarmi di
nuovo.
Eccole, finalmente! Apro la porta.
Finalmente soli!
Ci fissiamo. I volti arrossati, il respiro ansante, gli occhi lucidi.
C’è ancora voglia in te, tesoro. E anche in me.
Ci buttiamo uno nelle braccia dell’altra e cominciamo a baciarci.
– Uuuuhhhmmmm… non sapevo sapessi baciare così bene! – ti dico staccandomi un attimo dalle tue
labbra – Chi ti hai insegnato?
– A… amiche… compagne di scuola… – mi dici mentre non smetti di baciarmi e di toccarmi
dappertutto.
Mentre non smettiamo un attimo di baciarci, cominci a spogliarmi. Poi io comincio a spogliare te.
Ci dirigiamo verso la mia camera da letto.
Il letto! Ci siamo sopra, distesi!
– Siiii… tesoro, baciami le tette… cosìììì… bravo! Mi fai bagnare tutta quando mi baci le tette…
Tu non rispondi sei impegnato a fare tutt’altro.
Il tuo pensiero è uno solo! SCOPARTI LA ZIETTA!
Ed io! Pensi che sia da meno?
VOGLIO SCOPARTI E SPOMPARTI FINO ALL’OSSO!
Sento il tuo cazzo caldo e duro sulle mie cosce. Voglio toccartelo,
prenderlo in mano.
Tu intuisci i miei desideri e ti muovi agevolandomi. Eccolo, finalmente!
E’ mio! Le mie mani ti stanno facendo godere, ma non voglio sprecarlo in questo modo.
Mi posiziono la fica sotto il tuo cazzo, lo dirigo verso di essa, verso il mio foro e… eccoooo… siiii…
ora sei dentro!
Sei dentro la zietta! Sssssiiiiii… cavalcami, così, così… il tuo cazzo mi sta facendo morire di
piacere… mi sta ravanando tutta la fica piena di umori caldi che scivolano fuori ogni volta che lo tiri
via per poi infilarmi con più forza provocando quell’osceno ed eccitante rumore dei nostri bacini
che si scontrano e lo sciacquio dentro il mio foro bollente.
Eccoooo… ssiiii… più forte adesso… più forte, tesoro… siiiiiii… cossssììì… vengoooo…
vengoohhhoooooo…
E vieni anche tu con me!
Sento il tuo piacere che mi bagna tutte la vagina.
E come l’acqua dei pompieri, soltanto che questo è il tu piacere che si fonde con il mio… caldo ed
eccitante!
Che invece di spegnermi mi eccita ancora di più!
Ma tu sei già pronto a prendermi un’altra volta! Che uomo!

  • Edo Phoenix

    eccitantissimo bello anche se la scopata col nipote dura poco ma comunque bello ed eccitante