MIA NIPOTE IN VENDITA (primo capitolo)

Mia nipote in vendita

prologo

 

Filomena, è un’ex infermiera “caposala”, da poco in pensione, bellissima sessantenne, alta 1,60, bruna, capelli cortissimi e ricci, formosetta, quinta abbondante di reggiseno, culo ben sodo e, una figa ancora contornata da una folta “boscaglia nera”.

Lei, rimasta vedova da circa dieci anni, vive di sola pensione che, per le molteplici spese di casa e qualche vizietto, ovviamente non le basta.

Sin da quando viveva il marito che, di professione faceva il pescatore, di conseguenza costretto a restare fuori di casa per parecchie settimane(tranne nel periodo di fermo biologico) ella, aveva “ed Ha” una relazione saltuaria con Marcello “ausiliario socio -sanitario presso l’ospedale dove lavorava”, un bel ragazzo di vent’anni più giovane di lei, castano, alto all’incirca 1,70, corporatura media ed un mediocre arnese; ma, a lei non importava;  in quanto, felicemente appagata ed anche perché lui, è un abile leccatore di fregne.

Filomena “per gli amici e colleghi: Mena la responsabile”, ha una figlia, Mariella, bellissima quarantenne, bruna, sposata con una figlia, Kimberly, stupenda biondina, diciannovenne, alta, fisico da top model, amante del ballo ed esperta in arti marziali.

Con tutta onestà, a Marcello, oltre a Mena, interessavano “sessualmente parlando”, sia Mariella che Kimberly; ma poiché lei, era una donna seria ed onesta  e, la sua relazione con lui “nonostante, fosse vedova”doveva rimanere segreta, non acconsentì mai a creare “si dice dalle nostre parti” una sorta di cooperativa a sfondo sessuale(mamma, figlia, nipote), pur potendone approfittare in quanto, rimaneva quasi sempre al verde; perché, doveva  aiutare per quel che poteva anche sua figlia il cui marito non aveva un lavoro fisso.

Un bel dì di qualche anno addietro “eravamo in piena estate”, a Mariella, si presenta l’urgenza di rifare l’impianto termo-idraulico della sua abitazione perché, obsoleto e faceva acqua da tutte le parti.

Per poter far questo, non avendo a disposizione la somma necessaria, fu costretta a chiedere a sua madre un prestito personale; la quale,  a sua volta,ne fece richiesta presso la banca dov’era accreditata la pensione; ma, affinché tale richiesta andasse a buon fine, la banca, le  chiese  l’avallo di un garante e lei, pensa bene di rivolgersi al suo amico Marcello   che, per pura combinazione, incontrò  davanti al Colorado Caffè; lui, si offrì subito di aiutarla ma in cambio di una prestazione sessuale extra.

All’inizio, si mostra abbastanza titubante, rimproverandolo  di avere sempre un chiodo fisso ovvero, fottersi Mariella e Kimberly, offrendo all’istante il proprio corpo come ha sempre fatto in cambio di qualche regalino saltuario; ma poi, riflettendo un po’ e, sapendo che la nipote è una ragazza: viziata e viziosa, pensa bene di proporre un incontro a tre (Marcello, nonna nipote), in cambio di qualche ricarica telefonica o, al massimo qualche bel braccialetto di bigiotteria per comprare il suo silenzio.           

Capitolo primo

 

 

 

Mena: ciao, Marcello, come va? È da un po’ di tempo che non ti si vede! Che c’è, non ti piaccio più!? Sto iniziando a diventare vecchia, rincoglionita, vero!?

Marcello: no, ma che dici! Sai, ho avuto molto da fare in questo periodo e, non potevo venire a trovarti; sai che, sei la mia zoccolona, responsabile preferita. Tu, come va, sempre alle prese con i soliti problemi!?

Mena: beh, abbastanza bene!Solo, che Mariella, ha necessità di ristrutturare casa, ed ha bisogno di soldi, abbiamo chiesto diecimila euro di prestito personale alla mia banca; e, mi hanno detto che ci vuole un garante e, sinceramente, non so a chi rivolgermi; eventualmente, me lo faresti tu,  questo piccolo piacerino!?

Marcello. Beh! Volendo si potrebbe, dipende da cosa mi “offriresti” in cambio, oltre alla solita scopata saltuaria! Rispose con malizia.

Mena: tu, cosa vorresti in più?

Marcello: mah! Un bell’incontro a tre con tua figlia, magari a cose fatte, incontro al quale, parteciperesti come “maitresse”, guardona che, si masturba vedendo sua figlia scopare!

Mena: ah,ah,ah!!! Ma tu, sei fissato! T’ho già detto un sacco di volte che, mia figlia e mia nipote, non si toccano, non sono in V E N D I T A!  Se vuoi, adesso possiamo andare a casa mia e, possiamo fare una cosa veloce, una sveltina!Ti prometto che a Mariella, te la faccio scopare col pensiero.

Marcello: come sarebbe col pensiero!?

Mena: mentre scopi con me, chiudi gl’occhi e fai finta di scopare con lei! Dai, entriamo nel bar, offrimi un succo di frutta e un gratta e vinci e, ti faccio un bel pompino veloce, Immagina che te lo stia  facendo la mia Mariella.

Marcello: ok, affare fatto! Sai che quando ti vedo mi viene sempre il cazzo duro! Ma, mi prometti che per quell’affare del prestito, ti fai venire qualche idea geniale, insomma mi organizzeresti un giro di zoccole!? Anche vedove mi andrebbero bene; tu, vai sempre al cimitero e, qualche vedova allupata, in calore la trovi sempre.

Mena: ok! Ma, non  ti prometto niente.

Entrarono nel bar e, dopo aver preso il succo di frutta ed il gratta e vinci, si diressero verso casa. Mena, dopo essersi spogliata completamente nuda, mostra a Marcello una foto di sua figlia in mutandine e reggiseno (scattata di nascosto), ponendo in essere una solenne sditalinata in piedi con le cosce aperte di fronte allo specchio dell’armadio della sua camera da letto; e, lo invitò, dapprima a segarsi e, scoparsela col pensiero, poi constatato che il suo arnese era pronto per essere spompinato, lo fece sdraiare sul lettone e iniziò a leccare e succhiare con voluttà.

Mena: questa è la foto di mia figlia; avanti, toglile le mutandine e il reggiseno! Leccale la figa,porco!mentre io, ti guardo e mi faccio un bel ditalino, mmm!!! Si dai, fatti una sega! Sii!! bastardo sii!!ti piace, eh! Ahhh!!!

adesso, scopala,scopala, lurido depravato! Sii!! tutto nella figa, tutto nella figa!mmmm!!! sii!! continua, continua!E tu, troia, accontenta Marcello!

Marcello: Bella troia Mariella! E tu, sei una gran zoccolona, ficcati le dita in quella fregna!

Mena: ti piace, come si masturba la tua zoccola responsabile! Vedo che, il tuo cazzo è diventato duro, mmm!!Adesso, distenditi sul letto, che ti faccio un bel pompino ed ingoio tutta la sborra! Intanto tu, continua a fantasticare su Mariella.

Marcello: ohhh!!! si, Mariella!! leccami pure la cappella; mmm!!! e, leccala, Marièèèè!!!! Adesso, succhialo, succhialo, come fa quella gran troia di tua madre! Ahhh!! Mariella, sborro, sborro, Mariellaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!! Ingoia, ingoia tutto si! Sei brava come quella gran baldracca di tua madre!

Mena: ti è piaciuto!? Allora, sto piacere?

Marcello: si può fare; tu, intanto ricordati di organizzare l’harem delle vedove in calore.

Mena: ascolta, tu sai che il martedì, mi reco al cimitero a trovare mio marito; sicuramente, mi dovrei incontrare con Franca, una mia amica anche lei vedova di pochi anni più grande di me, dovrei chiedere a lei!

Marcello: ehm! Com’è questa Franca!?

Mena: è una bellissima donna, robusta, sesta di reggiseno; solo che, ha i capelli bianchi,penso che, dovrebbe piacerti, no?

Marcello: beh! A prescindere dall’età e dal colore dei capelli, l’importante è che non sia una stecca di bigliardo e, che non abbia una figa simile ad una fettina di carne impanata.

Mena: no, no, ormai, conosco i tuoi gusti, so che a te piace la donna vacca; comunque, ti faccio sapere.

Marcello: va bene! Ora, ti lascio.

Mena: vedo che, ti stai toccando, vuoi farti ancora  una sega?

Marcello: se, lo vuoi tu!

Mena: facciamo una cosa; ora, vado a farmi una doccia, tu mi segui e, mentre m’insaponi la schiena, con l’altra mano, appoggia il cazzo vicino al buco del culo.

Marcello: mmm!! Molto volentieri, tesoro!

E, mentre le insaponava la schiena, Marcello si fece un’altra solenne sega; con la punta della capocchia poggiata vicino allo sfintere della sbrodolosa responsabile, sborrando per l’ennesima volta, invocando il suo nome. “ohhh!! sborr, Menina! Siii!! Meninaaaa”!!!!!

mena: sei proprio un gran porcellone!

Marcello: e tu, sei una gran vacca! Ora, devo proprio  andare, si è ormai fatto tardi; allora, mi fai sapere?

Mena: non preoccuparti; comunque, fatti sentire, sai che a me piace anche essere intrattenuta per telefono!

Marcello: d’accordo, tesoro, ti saluto; ah, ti lascio qualche spicciolino per pagare il caffè a Lisetta, la tua vicina di casa, non si sa mai!

Mena: ah, ma quella non te la dà! Dice che è abbastanza soddisfatta di suo marito.

Marcello: oh! No, non sto dicendo niente! E che, mi eccita sapere che la tua vicina di casa sa che ti fai trombare da uno più giovane.

Mena: uhmm!! Che figlio di buona donna che, sei!

Fine primo capitolo