Festa di Carnevale


Era il giorno di Carnevale ed io mi dovevo recare ad una festa in maschera con la mia cara amica
Anna che era stata la protagonista diverse volte di alcuni miei sogni erotici.
Anna è una ragazza non molto alta, con delle belle gambe, una bocca da pompinara, un seno a
coppa di champagne ed un culo molto attraente che parla da solo.
Busso al suo citofono e salgo; mentre lei si prepara, rimango a parlare con il padre del più e del
meno.
Arriva lei che si era travestita da puttana, aveva un vestito di pelle nera, calze a rete, tacchi a spillo,
un fiocco intorno al collo, una borsetta nera ed era truccata molto pesantemente; appena l’ho vista
ho sentito il desiderio di incularla senza pietà.
Mi dice che con noi deve venire anche una sua cara amica e mi chiede se al ritorno possiamo
riaccompagnarla.
Dopo un po’ arriva Katia l’amica di cui avevo già sentito parlare (fidanzata) ed i miei occhi non
possono credere a quello che vedono: Katia è una ragazza stupenda con un viso angelicamente
meraviglioso, con delle gambe bellissime ed affusolate, un seno grande e molto ben proporzionato e
dulcis in fundo un gran bel culo molto sodo ed alto, e non ultimo era mascherata da ballerina di
Charleston con tanto di sigaretta e di bocchino.
Ci rechiamo alla festa e qui non riesco a distogliere lo sguardo da Katia, e nei pantaloni ho un cazzo
che fa le bizze.
Balliamo e ci divertiamo; sto un po’ con l’una ed un po’ con l’altra perché ci stavano troppi farfalloni
intorno.
Anna mi si struscia addosso un po’ troppo, la sua mano cade distrattamente (così pensavo io) sulla
mia patta.
Finisce la serata e ci rechiamo ad accompagnare Katia.
“Come trovi Katia ?” mi fa Anna.
“Simpatica” rispondo io.
“E questo è tutto quello che sai dire?”
“E questa bocca dove la metti?” infilandole un dito in bocca.
“E questo seno non ti piace?” accarezzandolo con una mano.
Non riesco più a guidare, mi fermo su una piazzola di emergenza e saliamo tutti dietro.
Katia mi sfila i pantaloni ed i boxer mentre Anna le lecca il seno.
Anna e Katia si dividono fameliche il mio cazzo che è come non mai.
Io ricambio la cortesia ed un po’ all’una un po’ all’altra lecco quelle fichette sbrodolanti.
A questo punto deve penetrarle perchè non ce la faccio più ed infilo il preservativo e glielo infilo
prima a Katia che sta leccando la fica dell’amica, la quale geme come una pazza.
Dopo un po’ passo ad Anna che fa lo stesso servizio con la lingua a Katia e mentre la stantuffo a più
non posso, infilo la mia lingua in bocca a Katia e lecco il suo stupendo seno aiutandomi anche con
le mani desidero se di provarlo.
Non ce la faccio più ed arrivo nella fica di Anna (anche avendo il preservativo) che raggiunge anche
lei l’orgasmo.
Come un’ossessa Katia me lo sfila ed ingoia tutto lo sperma contenutovi.
A questo punto Katia mi dice che non ha mai preso un uccellone di queste dimensioni nel suo bel
culo e lo vorrebbe provare; allora prima gioca con la lingua con i denti e con le mani col mio
uccello che subito si rialza e che non vede l’ora di poter prendere un culo così bello e sodo come
quello di Katia.
Non avendo niente per lubrificare il suo buchetto glielo lecco, poi infilo prima un dito e poi un altro
e sentendola ormai pronta (il suo desiderio era arrivato all’apice):
“Muoviti, inculami, ficcamelo tutto dentro che non ce la faccio più”; senza remore e con un colpo
secco la inculo facendole mancare il respiro e la incomincio a stantuffare.
Le sue urla di piacere miste a dolore mi fanno continuare.
Anna di fianco non crede ai propri occhi, lei ha detto che in culo non lo piglia e si masturba di
fianco.
Vengo di nuovo e questa volta le inondo le viscere col mio caldo sperma mentre lei giunge ad un
altro orgasmo.
Ormai tutti spossati ma felici accompagniamo Katia con la promessa di rivederci presto.
Sulla strada del ritorno Anna mi accarezza il petto e mi fa:
“U. dopo tutto quello che ho visto vorrei prenderlo in culo da te, ma non selvaggiamente come lo ha
preso Katia, ma molto dolcemente”.
Io ormai stanco rispondo che forse è meglio rimandare, ma lei ormai vogliosa mi caccia il cazzo
ormai moscio dai pantaloni e mentre con una mano mi accarezza il perineo con sapienti colpi di
lingua me lo riporta di nuovo alle massime dimensioni.
Fermo la macchina, le insalivo l’ano e molto dolcemente tento di penetrarla, ma il suo buchetto è
molto più stretto ed oppone molta resistenza.
All’improvviso, quindi, violentemente la inculo facendole anche male.
“No, basta non voglio”.
“Aspetta che ti piacerà” – faccio io e la stantuffo molto lentamente.
Lei incomincia a gemere di godimento mentre si grilletta il clitoride.
“U. il tuo succo, però, vorrei prenderlo tutto in bocca” mi dice.
Detto questo glielo sfilo e lei con pochi tocchi di lingua me lo fa arrivare.
Le sborro parte in bocca, parte sul viso.
Quindi distrutti ci rivestiamo e la riaccompagno.
Mentre aspettiamo l’ascensore e dopo esserci slinguazzati per bene, mi fa
“A quando la prossima festa di Carnevale?”.