Le ripetizioni di letteratura

 

Ero arrabbiato con mia moglie. Ancora una volta mi aveva coinvolto senza dirmi nulla. E non era la prima volta che succedeva. Mia moglie è specializzata nel promettere miei favori alle persone. Se qualcuno va a chiederle che io faccia qualcosa lei accetta per me senza dirmi nulla, così io mi trovo impegnato a mia insaputa. Questa volta si trattava di dar ripetizioni di italiano alle due figlie della nostra portinaia. Le due ragazze avevano rimediato un debito in italiano e la madre aveva chiesto a mia moglie se io avessi potuto dare loro qualche ripetizione. Mia moglie aveva ovviamente accettato con entusiasmo assicurandole che anche io sarei stato felice di farlo e mi trovai coinvolto in una serie di lezioni da tenere un paio di pomeriggi la settimana per tutto il mese di luglio. E così il lunedì successivo alle 15 si presentarono le mie due allieve, Naomi ed Ester  che frequentavano la stessa classe perché Ester, la più grande, aveva perso un anno. Erano davvero carine, piccole, more con una frangetta sbarazzina che incorniciava un visino delizioso. Sembravano gemelle, si somigliavano in tutto, anche nel fisico, minuto ma fornito di un bel seno abbondante che notai sotto la candida maglietta che lo ricopriva.   Durante la prima lezione mi resi subito conto che il loro livello di preparazione era davvero bassissimo. Feci fare loro un tema che poi leggemmo insieme, non c’era una frase scritta correttamente! Visto che ormai ero in ballo decisi di fare le cose seriamente e quindi dissi loro di venire ogni giorno per tutto il mese. Facemmo una settimana di temi a ripetizione per cercare di migliorare un po’ l’esposizione e l’ortografia. La seconda settimana decisi di  far leggere loro ogni giorno un brano da commentare. Alle 15, come al solito, si presentarono a casa mia. Notai subito un cambiamento: entrambe indossavano un paio di pantaloncini cortissimi e una canottiera bianca abbastanza larga da lasciare vedere benissimo che sotto non indossavano reggiseno. Ebbi il mio bel da fare per non cadere continuamente in tentazione e guardare le loro bellissime mammelle che sembravano voler saltare fuori ad ogni minimo movimento.  Anche il secondo giorno si presentarono puntuali e vestite come il giorno prima. Si sedettero al tavolo di studio posizionandosi una alla mia destra e l’altra alla mia sinistra. Cominciammo a leggere da un unico testo che tenevo davanti a me. Poiché il libro da cui leggevamo era unico si avvicinarono a me unendo le loro sedie alla mia, mettendo un braccio dietro di me per vedere meglio il libro al centro. Io tenevo le mie braccia in grembo sotto il tavolo e sentivo il contatto dei loro seni appoggiati alle mie braccia. Mi sentivo un po’ a disagio ma non mi mossi continuando a leggere. Al termine del brano chiesi loro di spostarsi con le sedie mettendosi di fronte a me e di dirmi  cosa avessero capito di quello che avevamo letto.  Si misero sull’altro lato del tavolo e mentre la più grande iniziava a parlare, la più piccola si mise in ginocchio sulla sedia poggiando mi gomiti sul tavolo. Attraverso la scollatura della maglietta vedevo il suo seno nudo e i capezzoli. Prestai poca attenzione a quello che diceva la sorella. Quando la prima ebbe finito di commentare, iniziò a parlare l’altra mentre anche Ester assumeva la sua stessa posizione. Adesso avevo due bellissimi seni da guardare e l’attenzione per quello che dicevano era nulla, guardavo solo senza sentire nulla. Finalmente quella lezione finì e ci demmo appuntamento al giorno successivo.  Per la terza lezione dissi alla grande di sedersi di fronte a me e scrivere una relazione su quanto avevamo letto il giorno prima mentre l’altra si mise al mio fianco per leggere un altro brano. Questa volta misi io il mio braccio sullo schienale della sua sedia alla mia destra mentre lei si accostava a me per leggere. Dopo qualche minuto che leggeva feci scivolare la mia mano dallo schienale alla sua spalla. Non disse nulla continuando a leggere. Dopo qualche minuto Naomi cambiò posizione poggiando un braccio sul tavolo, io allora feci scivolare la mia mano sotto la sua ascella sfiorando con le dita la sua mammella. Mi feci più audace e le diedi un leggero pizzicotto sulla mammella che avevo sfiorato. Non disse nulla. Infilai una mano nell’apertura della canottiera e le afferrai il seno. Lo racchiusi nella mia mano e rimasi immobile, tenni la mano in quella posizione fin quando finì di leggere il brano. A quel punto si alzò in piedi cedendo il posto alla sorella. Anche Ester si posizionò seduta alla mia destra e iniziò a leggere ed io ripetei l’operazione che avevo fatto in precedenza con la sorella toccandole il seno. Anche lei non disse nulla e lasciò che la palpeggiassi fino alla fine del brano. Terminammo la lezione e prima di andarsene mi salutarono entrambe con un bacio sulla guancia lasciandomi solo con il mio membro eretto stretto nei pantaloni. Attesi con ansia l’inizio della quarta lezione. Puntuali come i giorni precedenti le due ragazze bussarono alla mia porta: indossavano entrambe un corta gonna e la solita canottiera. Come il giorno precedente dissi ad una di scrivere la relazione mentre l’altra avrebbe letto un brano. Fu a quel punto che Naomi mi disse “Professore, poiché ho difficoltà a leggere, le spiace se mi siedo sulle sue ginocchia?” Annuii e la ragazza si sollevo la gonna per non sedercisi sopra e poggiò le nude membra sulla mia gambe. La sorella intanto si era posizionata di fronte a noi, in ginocchio sulla sedia e scriveva tenendo i gomiti poggiati sul tavolo. Praticamente dalla scollatura vedevo le due mammelle nude penzolare. Attraverso la leggera stoffa dei pantaloni sentivo il sesso caldo della ragazzina poggiato sulle mie gambe. L’erezione fu immediata. Il mio membro premeva contro le natiche di Naomi che continuava a leggere tranquilla. Non resistetti più di tanto e le infilai le mani sotto la gonna accarezzandole le cosce lisce, poi feci risalire le mani verso il suo ventre. Ebbe un sussulto. “Mi fa il solletico” mi disse.   “Scusa, non volevo, – risposi imbarazzato – smetto subito.” “No, no tenga pure la mano, se vuole, mi fa piacere.” Intanto Ester aveva interrotto la scrittura della relazione e mi guardava con un sorriso sfrontato. “A mia sorella piace essere accarezzata, professore, a me invece piace accarezzare.” Ero sbalordito e colto di sorpresa dalla sfrontatezza delle due ragazze. Decisi di stare al gioco. “E cosa ti piace accarezzare?” le dissi. “Beh mi piace accarezzare i ragazzi o anche mia sorella.” “E cosa ti piace accarezzare dei ragazzi?” le chiesi conoscendo già la risposta. Infatti mi disse “Professore non faccia l’ingenuo, lo sa cosa piace farsi accarezzare  ai ragazzi. Ce l’hanno sempre duro e come lo tocco un po’ mi vengono in mano.” Ero sbalordito dalla sfacciataggine della ragazza. Continuò “Recentemente poi ho imparato una cosa nuova che mia sorella non conosce ancora. Se vuole le mostro cosa so fare. “ “Fammi vedere allora” le dissi. Si avvicino a noi e fece alzare Naomi dalla mie gambe, poi si mise in ginocchio davanti a me e disse alla sorella più piccola di fare lo stesso. Mi sbottonò i pantaloni ed estrasse il mio membro eretto. “Guardi cosa ho imparato a fare – mi disse – so che ai ragazzi piace molto.” Così dicendo si infilò il mio pene in bocca e cominciò a leccarmelo.

Sentivo la sua lingua sul mio glande e le sue labbra stringerlo dolcemente. Ad un certo punto se lo tolse di bocca e disse “Mia sorella non l’ha mai fatto ancora, le spiace se le faccio provare con il suo?” Non ebbi il tempo di rispondere che anche Naomi aveva aperto la bocca e cominciato a leccarmi il pene. Ad essere sincero non mi sembravano tanto inesperte ma non avevo alcuna voglia di appurare la verità, volevo solo godermi il momento. Le due sorelle si alternavano dividendosi il mio membro, mentre una mi succhiava il glande l’altra si spostava sui testicoli e viceversa. Io ero completamente estasiato e con le mani frugavo nelle loro canottiere palpeggiando i seni. Ad un certo punto mentre Ester teneva il mio pene in bocca, Naomi inizio a masturbarmi con la mano: fu il colpo finale, venni in bocca alla ragazza che senza battere ciglio ingoiò tutto, poi sorridendo disse alla sorella “Assaggia anche tu” e la baciò infilandole la lingua in bocca. Mi sentivo svuotato ma felice per il trattamento riservatomi dalle due ninfette. Il giorno successivo, appena entrarono dalla porta Ester mi disse “Professore oggi tocca a Naomi, mi ha detto che vuole provare lei a farsi venire in bocca.” Aderii felice alla proposta e devo dire che la piccola superò la maestra. Da quel giorno e per tutto il mese di luglio, dopo la lezione, le due ragazze me lo prendevano in bocca mentre io con le mani le toccavo tra le gambe, accarezzavo loro il seno, infilavo le dita nel loro ano.  Ad Agosto a malincuore andai un mese in vacanza con mia moglie ma, al ritorno, ripresi le lezioni fino al giorno dell’esame. Furono entrambe promosse e me lo vennero a comunicare una sera insieme ai loro genitori. Colsi l’occasione al volo e dissi “Sarebbe meglio che anche durante l’anno scolastico veniste a fare un po’ di ripetizione.” Accettarono con gioia e i loro genitori si profusero in ringraziamenti per la mia disponibilità. Mia moglie baciandomi mi disse “Hai visto che ho fatto bene ad accettare.” Non sai quanto cara, non sai quanto.