Elena la moglie in calore


Io intanto tornai a casa per aspettare quella troia di mia moglie.
Lei entrò dalla porta ed io feci finta di essere sorpreso ed incazzato.
Lei tentava a malapena di coprirsi i genitali con quella minuscola giacchetta mentre io gli urlavo :
“troia dove sei stata in quelle condizioni”.
Lei farfugliando qualcosa cercò di giustificarsi come al solito di essersi masturbata in strada, io
replicai urlando :
“ma se sei piena di sperma dalla testa ai piedi e puzzi come una latrina, fammi vedere la figa!”.
Lei si mise sul divano e spalancò le gambe, io le mollai una sberla e le dissi:
“guarda in che condizioni ti sei fatta ridurre, hai una fregna viola e tumefatta nella quale ci
passerebbe un treno, senza parlare del buco del culo che sta ancora grondando di sperma e sangue”.
Ricordandomi allora quello che le aveva fatto il padrone del negozio gli infilai tutta la mia mano
dentro la figa, ma per non essere da meno gli misi dentro anche l’altra e cominciai a stantuffare con
tutte e due le mani, intanto feci partire la videocassetta che precedentemente avevo messo nel
videoregistratore.
“Guarda in che condizioni ti sei fatta sfondare puttana”,
urlai a mia moglie; io continuavo ad andare su e giù mentre lei cominciava a godere e la fregna
assumeva dimensioni enormi.
Intanto il filmato partii proprio con la mano del proprietario del negozio tutta dentro la figa di mia
moglie, le se ne accorse e tentò di bloccare la trasmissione io allora la fermai e senza pietà
cominciai ad incularla violentemente.
“E così ti sei masturbata in strada”,
urlai mentre nel video passavano le immagini di Elena chiavata in bocca e nell’ano.
Lei era ammutolita non rispondeva e rivedendosi così troia ricominciava ad eccitarsi nuovamente.
Quando io rividi i cinquanta uomini che entrarono per scoparsi mia moglie le venni violentemente
nell’ano, mentre lei venne masturbandosi con il telecomando quando si rivide pisciata in faccia da
tutti.
Alla fine di tutta la rappresentazione lei si vergognava come una matta e io le dissi che se deve farsi
scopare in quella maniera allora bisognava cercare di guadagnarci qualcosa.
Il giorno dopo andammo da un produttore di film pornografici che mi aveva segnalato il
proprietario del negozio di videocassette.
Ci accolse subito nel suo studio, era un lercio grassone che disse:
“così sua moglie vuole fare l’attrice porno?”
Lei rispose subito:
“Si”,
“bene disse lui”
alzandosi verso di lei ,
“spogliati che vediamo come sei fatta,”
lei mi guardò io acconsentii e lei cominciò a togliersi i vestiti, rimase a seno nudo che il grassone
cominciò subito a palpeggiare, si tolse la gonna e rimase in reggicalze, non si era messa il perizoma
ed il tipo le mise la mano nella figa per vedere quanto grande fosse.
“Bene”, disse
“non sarà difficile farti scopare da tre o quattro uomini, ma all’inizio dovrai cominciare dal basso,
inginocchiati e fammi un pompino!”
Lei subito mi guardò e cominciò a succhiarli l’uccello.
Intanto entrarono due uomini con un grosso cane alano, capìì subito cosa stava per succedere ma
Elena non vedeva dietro le spalle.
Il cane cominciò a leccarli la figa, aveva già il cazzo tutto in tiro,
Elena si accorse di quello che accadeva e smise di spompinare il produttore dicendo che non voleva
farsi penetrare da un cane, lui si sedette e li rimpiazzò la bocca sul suo cazzo dicendo che se voleva
diventare un’attrice porno doveva cominciare dagli animali.
Io ero viola di vergogna e di rabbia non sapevo dove mettermi , il produttore mi guardava ridendo
mentre l’alano avvinghiò mia moglie messa alla pecorina con le zampe anteriori e cominciò a
chiavarla. era una scena torrida mia moglie scopata da un cane che con foga la stantuffava mentre
spompinava l’uccello del grassone, vennero tutti e tre contemporaneamente, il produttore sborrò in
bocca a Elena che con compiacimento di tutti inghiotti tutto lo sperma.
Il cane, che con il suo grosso cazzo rosso paonazzo entrava ed usciva freneticamente dalla figa
enorme di mia moglie, con un mugolio le venne nella fregna ed Elena anche lei da schifosa maiala
si fece venire l’orgasmo dalla penetrazione di un cane.
Dopo che il cazzo del cane non senza difficoltà fu estratto da mia moglie il proprietario cominciò a
tirare fuori i contratti, mentre gli altri due muscolosi buttafuori già nudi ed eccitati con due cazzi
enormi si presero Elena, ancora frastornata, e se la scoparono a sandwich, uno la stantuffava
nell’ano e l’altro in figa contemporaneamente.
Era la prima volta che mia moglie si scopava degli sconosciuti con me presente in sala e questo la
eccitava ancora di più perchè nel mentre che firmavo le formalità lei mi urlava di guardarla come
godeva.
Finito di firmare i contratti presi il cane con il quale mia moglie avrebbe dovuto convivere per un
mese prima del film ed andai a casa lasciando Elena a gambe spalancate e fregna gocciolante che
non aveva ancora finito di essere sbattuta dai due energumeni, le sarebbe servito come allenamento.

IL CAVALIERE, LE CORTIGIANE E LE SOUBRETTE(iii ATTO)

III atto
Bunga bunga
La settimana successiva, il prof Paolone, si presenta con le due “pollastre” al castello del cavaliere; e, questa volta, a fare gli onori di casa, è donna Vittoria.
Il prof: buongiorno, donna Vittoria! Ho appuntamento con il cav Rodolfo.
Donna Vittoria: oh! Professore illustrissimo, i miei rispetti! Loro, sono le due ragazze!?
Il prof: sì, ve le presento; lei, è Rosistella Galatini, soubrette; e lei, è Caterina detta Catia, “Velina”. Ragazze, lei è donna Vittoria, la governante del cav Cavalcanti.
Rosy: molto lieta! Mi può chiamare anche Rosy.
Catia: Enchanté!
Donna vittoria: attendete un attimo che, vi annuncio al cavaliere.
Il prof: prego!
Donna vittoria: permesso, cavaliere?
Il cav: avanti!
Donna Vittoria: scusate, cav, di là, c’è il prof Vaccariello con le due ragazze.
Il cav: prego, lo faccia accomodare!
Il cav: oh! Caro professore!
Il prof: esimio cavaliere! Le presento queste due splendide girl’s.
Ul cav: incantato dalla vostra bellezza! Piacere, Rodolfo cavalcanti.
Rosy: grazie, molto gentile; io, sono Rosistella; ma, mi può chiamare pure Rosy; e, sono una showgirl.
Catia: piacere è mio; io, mi chiamo Caterina; ma, tutti mi chiamano Catia e, sono una velina.
Il cav: suppongo che, il qui presente prof Vaccariello, detto simpaticamente: “ditta Paolone & Vaccariello”, per il suo essere traffichino, da buon napoletano, vi abbia già accennato il motivo per cui, vi ho fatte venire qui.
Rosy: sì, sì, ha parlato di una festa in suo onore.
Il cav: trattasi di una festa; ma, contornata da una buona dose di sesso, sesso sfrenato ed anche un pochettino estremo; ovviamente, in cambio di un ottima ricompensa, economica e di carriera, sia nel mondo dello spettacolo , sia nel mondo della politica; il tutto, subordinato alle vostre prestazioni sessuali, ovvero al vostro essere più porche e zoccole possibili.
Rosy: o, se è per questo, non ci sono assolutamente problemi, caro cavaliere! A me, è sempre piaciuta la politica, mi sarebbe piaciuto fare la deputata o, la senatrice; e, per raggiungere tale obbiettivo, sarei disposta a tutto, il mio livello di troiagine non ha limiti, leccherei e succhierei i cazzi di qualsiasi dirigente; e, se fossero donne, la mia lingua, non esiterebbe neanche un minuto a lustrare le loro fighe, mi farei aprire la fregna, penetrare il culo fino a sfondarmi il retto, da qualsiasi cazzo, di qualsiasi misura, anche di colore!
Il cav: bene, bene, grande troia, la ragazza! E tu, Caterina?
Catia: beh! Anch’io, la penso alla stessa maniera; visto che, in buona sostanza, per avere successo nella vita, bisogna vendersi tutto; io, sarei disposta anche a vendermi mia madre, se, ce l’avessi ancora in vita.
Il cav: perfetto, cosi mi piacciono le femmine, servili, luride e sgualdrine, sessualmente parlando. Che dice, prof, le facciamo accomodare nella sala dei letti; cosi, le facciamo esibire in un lesbo-show? So, che a lei piace tanto.
Il prof: ah! Per me non ci sono problemi, le lesbicate, mi fanno impazzire, mi eccito in un battibaleno, quasi, quasi, sborro nelle mutande! Che ne pensate, ragazze?
Rosy: magnifico! Tanto noi, siamo bisex, ogni tanto, una lesbicata fra di noi ce la facciamo, vero Catia?
Catia: confermo, la mia figa, si è già inumidita, cola!
Il cav: perfetto; ora, ci facciamo servire dalle mie cameriere, un ottimo caffè con degli squisiti frollini, fatti dall’esperte mani della governante donna Vittoria!
Dopo che ebbero sorbito il caffè e, mangiato i frollini, i due pervertiti, in compagnia delle due porche ragazze, si accomodarono nella sala dei letti, sala dove, l’arzillo e perverso cavaliere, dava sfogo alle sue voglie più indicibili.
Il lesbo-show, s’aperse con un eccitante strip, con annessa pizzica tarantata, ballo molto gradito ed apprezzato dal cavaliere; che, assieme al suo compagno di merenda Paolone, era seduto in poltrona, con un pizzico di voyeurismo, si masturbava divinamente; pardon, si masturbavano entrambi.
Il cav: guarda, Paolone, che spettacolo meraviglioso! Sì, sì, sculettate e contorcetevi come due zoccole accaldate! Toglietevi le mutandine mentre ballate! Mmm!!! Che gran troia, la Rosy! A questa, gli farei fare la ministra della salute pubblica, sotto la scrivania., però!
Il prof: anche la Catia, è una gran porca, guarda un po’ come sbaciucchia bene! Mmm!!1 sì, cosi, succhia, lecca, torturale i capezzoli a quella troia focosa della Rosy!
Dopo quel lussurioso spettacolo preliminare, le due girl, si distesero sul lettone che, il cavaliere, aveva sistemato appositamente in un angolino della grande sala dei letti; e, inscenarono un bel lesbo-sessantanove.
Rosy: dai, Catia, da brava, ti prego! Affonda la tua bollente lingua fin’infondo alla mia fregna, bagnata fradicia! Ohhh!! Sto sbrodando come una troiaaa!!! Ahhhh!!! Che voglia di cazzo che, mi è venuta!
Catia: anche tu, fa entrare la tua lingua nella mia fighetta colante! Senti, com’è bollente e ben lubrificata! Sììì!!! Ahhh!!!! Giocala , giocala, sul clitorideee!! Mmm!!! Sììì!!! Sei formidabile Rosyy!!
Il cav: che spettacolo arrapante, a momenti sborro!
Il prof: anch’io, anch’io! La mia cappella, ha cambiato colore, da violacea, è diventata rossa!
Rosy: ascolta, Ketty; a me, è venuta voglia di cazzo; vedo che, questi due, stanno godendo come porci nel guardarci. Io, ho nella borsetta, un vibratore bi- fallo; che dici, li stendiamo, facendoli guardare mentre, ci scopiamo a vicenda!?
Catia: bellissima idea!
Rosy, estrasse dalla sua sac à main(borsetta), il vibratore bi- fallo.
Rosy: gentili signori, concludiamo questo lesbo-show, con una vicendevole e solenne scopata fra noi due!
Il cav: prego, fate pure, deliziate i nostri occhi, appagate i nostri cazzi!
Si sedettero, l’una di fronte all’altra; e, si ficcarono quel vibratore nelle rispettive fregne, godendo e, ansimando come due vitelle in procinto di diventare vacche.
Rosy: ti prego, Ketty, ti prego, sfondami tutta, sfondami tutta, fammi sentire, troia delle troie, baldracca delle baldracche, sgualdrina delle sgualdrine, ahhh!! Sììì!!! Mi stai facendo sbrodare pure l’anima! Sìììì!!!! Chiamami puttana delle puttaneee!!
catia: anch’io, sto sbrodando come una lurida puttanella, schifosa! Mmmm!!! Ahhhh!!! Sìììììì!!! Rosyyyyyyy!!!!
Rosy: adesso, tesoro, mi è venuta voglia di prenderlo in culo; ti prego, Caterina, ficcamelo tutto nel culo! Guarda, mi metto a pecora, a 90 gradi, come una lurida vacca zozzona! Sì, sono una zozzona lurida, sfoga cazzi! Darei l’anima al diavolo, pur di diventare una lady in carriera!
Catia: sì, tesoro; adesso, te lo ficco tutto in culo! Anch’io, farei l’impossibile, pur di diventar qualcuno. Mi venderei mia madre, sì, mia madre!
Il prof: visto, caro cav!? le donne, farebbero voto a Satana, pur di diventar famose!(non tutte n d a). guarda, come l’incula, guarda, come l’incula! Sì, sì, sto sborrando!
Il cav: certo! Anch’io, sto venendo; avviciniamoci e, schizziamole addosso, a queste due troiette! Sì! Avviciniamoci e…..
Il prof:sìììì!!! Ohhh!!! Sborrooooo!!!!
Il cav: anch’io! Ahhhhhhh!!! Sìììì!!!!!!!
E, i corpi delle due girl, furono schizzati del loro caldo sperma!
Rosy: i signori, si possono ritenere soddisfatti?
Il cav: sì, è stato stupendo! Ecco un piccolo regalino per voi!(mille euro a cranio).
Rosy: oh! Grazie, molto gentile e generoso, col gentil sesso! Allora, per quando è prevista, la festa bunga bunga?
Il cav: facciamo per questo fine settimana, se non avete nulla in contrario.
Rosy: io, non ho impegni; tu, Catia?
Catia: neanch’io!
Il cav: allora, prof, organizzi per domenica sera.
Il prof: ai suoi comandi, cavaliere!
La domenica sera, si presentarono al castello del cavaliere: “Rosistella, Catia; oltre, naturalmente le dame di corte”(donna Vittoria, accompagnata da sua figlia Patrizia; che a sua volta, era in compagnia dell’amico di colore Mustafà, quello che l’aveva deflorata e di due bellissime e graziosissime girl,Felicia e Natasha, anch’esse amiche di scuola).
La serata, s’aprì con un’apericena di benvenuto e, un balletto introduttivo di pizzica di corteggiamento.
Il cav: buonasera, buonasera a tutti! Un saluto particolare a queste splendide ragazze e, alle mie due fedeli cortigiane, donna vittoria, governante e Veneranda, cameriera. Ora, vi prego di accomodarvi nella sala da pranzo!
Dopo, aver mangiato, ostriche e champagne e, dopo la pizzica, il cav, diede inizio al bunga bunga finale, fece vestire le ragazze a seconda dei suoi gusti, chi da infermiera, chi da suora, chi da poliziotta; quest’ultimo travestimento, venne chiesto con una certa autorità a la Rosy.
S’accomodò in una stanza illuminata con luci rosse, fece mettere le ragazze in fila indiana dietro la porta; ed ognuna di loro, aveva il compito di offrigli uno spettacolino privato, senza che l’una, vedesse l’altra; in parole povere, creando un atmosfera mistery.
Il cav: ora, mie dolcissime ragazze, ad ognuna di voi, affiderò un ruolo; a te, Patrizia, affiderò il ruolo di sexy infermiera, a te, Catia il ruolo di suora in calore e a te, Rosy, il ruolo di sexy poliziotta; perché, questa sera tu, sarai la “maitresse” della casa.
Rosy: perché, proprio a me, cavaliere?
Il cav: perché, mi sei entrata subito nel sangue; e, voglio fare di te, la stella della politica cittadina! E quindi, voglio verificare se, hai un carattere autoritario e, sei in grado di dominare queste ragazze .
Rosy: la ringrazio infinitamente, cavaliere, per la preferenza; farò del mio meglio!
Il cav: bene, le ragazze che ho testé nominato, possono recarsi nel camerino per cambiarsi; lì, troveranno i vestiti, mentre io, mi accomodo nella camera a luci rosse e, mi farò trovare denudato.
Il cav: iniziamo dalla più giovane. Prego, infermiera Patrizia, inizia a mostrare le tue splendide e giovani forme agl’occhi del tuo cavaliere; che, è malato ed ha bisogno delle tue amorevoli cure!
Patty: lo farò con molto piacere, mio dolce cavaliere, afflitto e sconsolato! Adesso, sta a guardare come mi spoglio, eseguendo un bel balletto!
Si tolse il camice da infermiera; e sotto, aveva un bell’intimo di pizzo, composto da peri, autoreggenti , reggicalze e reggiseno bianco, se lo levò molto lentamente, ballando e sculettando come una zoccoletta, troietta, In quella penombra illuminata soltanto da un fil di luce rossa, facendo risvegliare le voglie proibite del cavaliere vizioso!
Il cav: mmm!! che spettacolo lussureggiante! Vieni qua, avvicinati, fatti toccare quella bella figa semi rasata! Ohhh!! Sìììì!! Com’ è bella, umida! Siìììì!!! Adesso, abbassati un pochino, fammi palpeggiare le tette! Sì, le tette! Mmm!!! Come sono belle, gonfie! Spero che presto, ri riempiano di latte! Ohh!! Sìì!! Toccami il cazzo, toccami il cazzo! Sìììì!!! Tocca, tocca, anche le palle! Adesso, succhialo, troietta! So che, ti piace l’asta stagionata!
E, concluse il suo primo prive, con un mezzo voluttuoso pompino.
Il cav: grazie, basta così, Patty, fatti un bel ditalino? Ok!
Avanti la suora!
Catia: ave, mio imperatore! Cosa, posso fare per lei!?
Il cav: ascolti, suor Caterina; io, sono un cavaliere, afflitto e sconsolato! E, solo le tette e la figa di una suora, potranno farmi riacquistare la serenità di cui, ho bisogno.
Prego, suor Caterina, inizi pure la sua opera di bene, si spogli, mi faccia vedere le sue delizie carnali; che, nasconde sotto quell’abito da monaca di clausura in calore!
Catia: certo, lo farò con molto piacere! Guarda e godi, porco! Cosi, riacquisterai la tua serenità interiore!
Il cav: sì, cosi, mi piaci, dammi pure del porco! Perché, io sono un porco, pervertito! Sì, spogliati e sculetta, zoccola di una monaca! Ohh!! Sììì!! Le collant, le collant nere, mi fanno impazzire! Ahhh!! Ora, mi sego come un piorco guardone!
Quando Catia, s’ebbe denudata a metà, rimanendo in perizoma e reggiseno, il cav: “adesso, inginocchiati davanti al fallo del tuo imperatore! Ricordati che, io sono il tuo Dio, il mio cazzo la sostanza che ti sazierà in eterno, facendoti entrare nel paradiso dei piaceri perduti; e, sedere sul trono della lussuria e del peccato e, il mio sperma, la bevanda che, ti disseterà! Avanti, rispondi: “me lo ricorderò per tutta la vita, adorerò il tronco carneo del mio imperatore per l’eternità,nei secoli dei secoli ora pro nobis”!
Catia, ripeté.
Il cav: adesso, fammi mettere la mano in mezzo alle tette; poi, fammi palpare la fregna, mmm!!! Com’è bella, depilata! Mmm!!! Adesso, succhialo, finiscilo di ciucciare come, ha precedentemente fatto quella gran troietta della mia infermiera! Sììì!! Ohhh!! Mmmm!! Sìììì!!! Vengo, vengo uhhh!!1 suor Caterina! Che, fantastica bocca che, hai! Ahhh!!! Sìììì!!! Sborrooooo!!!! Sììì!!! mmm!!!! ahhh!! Sì, ingoia, ingoia tutto! Dissetati col mio prezioso nettare.
Perfetto, puoi andare. Che entri la sexy poliziotta!
Rosy: salute a voi, mio dolcissimo imperatore! Cosa può fare, quest’umile servitrice dello stato per vossignoria!
Il cav: senta, agente, io sono un uomo abituato sempre a comandare; ma, a volte, sento il bisogno interiore d’essere dominato, di provare le brezza d’essere sottomesso, umiliato; ma non da un uomo, da una donna, energica e autoritaria; insomma, una maschiaccia!
Rosy: hah! E allora, io sono l’ispettrice di polizia Galatini, inizia ad inginocchiarti, leccami la punta degli stivaloni, lurido porco!
Il cav: obbedisco, signora ispettrice, m’inginocchierò come un servo, fa col suo padrone, in questo caso, con la sua padrona!
Rosy: bravo. Adesso, mettiti faccia al muro; cosi, t’ammanetto.
Il cav: sì, ammanettami pure; e, dammi qualche sculacciata. Sììì!! Ahh!! Continua, voglio essere il tuo schiavo, il tuo servo! Adesso, denudati, ti supplico! Voglio, prima annusare le tue mutandine e poi, leccare ed adorare la tua figa! Sì, io adoro la figa, ne sono devoto.
Rosy: leccamela come Dio comanda, lurido leccafregne!
Il cav: ti prego, ti supplico, continua ad insultarmi! Sto godendo come un maiale!
Rosy: ah! Ti piace, eh! Depravato; e allora, lecca, lecca come un cane sì, devi leccare tutto, come un cane! Sì, vai sul clitoride! Succhialo, succhialo come un dannato! Adesso, striscia con la lingua sulle cosce, sulle “coscie”!
Mmm!!! bagnale con la tua saliva, lurido verme schifoso! Lecca, lecca con devozione; sì, anche i piedi!
Il cav: adesso, Rosy, ti prego, pisciami, pisciami in faccia!
Rosy: certo! Te, lurido porco, assapora il mio scroscio di pioggia dorata!
Il cav: sei stata sublime; ora, andiamo nella sala dei letti; e, ci godiamo un bel lesbo-incesto.
Il cav: ed ora, miei cari amici ed amiche, vi prego di accomodarvi nella sala dei letti; dove, assisteremo ad un eccitante lesbo-incesto-show, posto in essere dalla mia fedele e servile governante Vittoria assieme a sua figlia Patrizia; mentre tutti noi, formeremo un bel girotondo intorno a loro e, ci masturberemo guardandole; gli uomini, si facciano una sega e le donne un solenne ditalino!
Donna Vittoria: ora, figliola, comincia a sbaciucchiarmi in bocca; mentre io, con la mano inizio a riscaldarti la fighetta!
Patrizia: sei fantastica, mamma; continua, continua a smanettarmi la figa! Mentre io, ti sbaciucchio e, slinguazzo tutta! Sì, cosi, ahhh!!!! Tocca, tocca, toccaaaa!! Facciamo divertire questi porci e queste troie borghesi, unghie pittate, tutte incipriate ed ingioiellate! Guarda, come smanettano le loro fregne infracidite e “represse”, queste gran zoccole!
Donna Vittoria: mmmm!!! Guarda, guarda come si segano quei gran viziosi e pervertiti dei colletti bianchi! Ahh! C’è anche qualcuno col vizietto! Guarda, quei due gay, come si menano la sega a vicenda!
Adesso, io mi distendo sul lettone, tu ti metti a sessantanove; cosi, ci lecchiamo a vicenda le fregne! Poi, li stendiamo con una bella lesbo-scopata! “la mamma, scopa la figlia; cosi, accontentiamo tutta la famiglia”!
Patrizia: iohh!! Mamma! Continua, continua con quella lingua! Sìììì!!! Sul clitoride! Mmm!!! Adesso, voglio un cazzo, sì, un cazzo!
Donna vittoria: anche tu, Patty, mi stai facendo sbrodare come una vecchia puttana-zoccola! E, in questo caso, anche lesby! Ahhh!!! sììì!!! Anch’io, desidero ardentemente un cazzo! Facciamo una cosa; prima tu, scopi me e, mi fai finire di sbrodare, e poi, io trombo te!
Patty: ok. Mamma, come vuoi tu!
Intanto, il cav: “ guardate, guardate, come si trombano a vicenda, quelle due gran troie! Sìììì!!! Ahhhh!!! Sto sborrando come un porco troglodita!
Il prof: stupendo, divino! Anch’io, sto sborrando, come un lurido pervertito! Sìììì!!! Ohhh!!!! Sborrr…..!!!
Veneranda: io, ho squirtato per ben tre volte ed ho la vescica piena, che faccio?
Il cav: avvicinati e, pisciale addosso, pisciale addosso, riempile di pioggia dorata! Anche tu, Rosy ed anche tu, Catia! Ahhh!! Sììì mmm!! Ahhh!!!
Dopo un breve spuntino ricostituente, il cav: “ed ora, miei cari amici, concludiamo questa bellissima festa piccante, con una fantastica ed eccitantissima gang bang bukkake. Prego, signore e signori, divertitevi pure, sfogate cazzi, leccate fregne ed appagate culi”!
In mezzo a tutto quel groviglio di carne umana, cazzi che riempivano bocche focose e carnose; e, sfondavano culi e fighe di signore e “signori” dell’alta società, del mondo dello spettacolo e, della politica; ad avere la meglio, fu la Rosy che, si sorbì i trenta centimetri di minchia nera e scapocchiata di Mustafa, l’amico di Patrizia.
Rosy: mmm!!1 sììì!!! Tutto dentro, tutto dentro, avanti, bel negrone! Sfondami il culo, sfondami il culo! Sììììì!!! Fin dentro l’intestino, lo voglio sentire! Ahhhh!!!!! Uhhhh!!!!
Mustafa: ahhh!!! Sìììì!!! Sboro, sboroooo!!!! Tuttto! Pure coglioni!
Rosy: sì! Riempimi tutto il corpo, sì! Anche un po’ in bocca!
Assieme a Mustafa, anche gli altri eiacularono, riempiendo i corpi femminili di un fiume di calda sborra!
La festa si concluse, con lo show delle sexy vampire di Patty end girl.
Il cav: spero vi siate divertiti, miei cari amici e mie care amiche! Nell’augurarvi una buona notte, vi do appuntamento al prossimo bunga bunga.
Fine
Nota dell’autore
La storia è frutto della mia fantasia, completamente inventata; pertanto, ogni riferimento a fatti e personaggi reali, è puramente casuale
Mimmo L scrittore hard production email: [email protected]

Sorpresa anale

Frequento l’ultimo anno di liceo scientifico e da circa sei mesi sono insieme ad una mia compagna

di classe, Carlotta.
Dopo circa due settimane da quando eravamo insieme me la diede per la prima volta, e da quel
giorno, quasi ogni pomeriggio me la portavo a casa, e sperimentavamo sempre nuove posizioni.
Un pomeriggio le telefonai dicendole che avevo una sorpresa, e la feci venire a casa mia.
Naturalmente capi’ subito di che tipo di sorpresa si trattava, e si presento’ vestita con un paio di
jeans elasticizzati, da cui si potevano vedere il suo culo sodo come il marmo, e il solco della sua
fica, perche’ non aveva le mutandine.
Dopo averla spogliata la misi sul letto matrimoniale dei miei, dove cominciammo subito a fare un
69; mentre lei mi spompinava io potevo sentire i suoi umori caldi cominciare a colare dalla fica, ne
presi un po’ sul dito e gilelo ficcai nel culo per lubrificarlo.
Inizialmente si oppose, ma quando il suo buco vergine cominciava ad allargarsi comincio’ a provare
piacere, e mi disse di continuare a sditalinarla.
Il suo culo si allargava a vista d’occhio, e Carlotta era talmente impegnata a prendersi il mio cazzo
in gola che non si accorse del vibratore che avevo preso in mano, e che subito le ficcai in culo.
Entro’ con una facilita’ estrema, tutto su per lo sfintere, e a questo punto le ficcai pure il mio cazzo,
nella fica grondante.
Potevo sentire il dildo attraverso il sottile strato di pelle tra il suo culo e la fica, e mentre Carlotta
agitava sempre piu’ forte quel vibratore nel suo culo io pompavo con decisione quella fica sbragata.
Tirai fuori il mio cazzo dalla fica, per svuotare subito dopo la mia sborra nella sua bocca, che bevve
tutta avidamente.
Carlotta, lasciandosi il dildo nello sfintere, si arrabbio’ per la velocita’ del mio orgasmo, e mi disse
che voleva sentire il mio cazzo nel suo culo; ma si era dimenticata della sorpresa.
Scesi dal letto, aprii l’armadio e feci uscire mio fratello, che si era nascosto.
Mio fratello ha 28 anni, ed e’ pure fidanzato, ma ero riuscito a convincerlo.
Era gia’ completamente nudo, e Carlotta, senza capire piu’ niente si getto’ sul suo cazzo (che’ ahime’
e’ molto piu’ grande del mio) e lo prese completamente in gola.
Mi stesi sul letto a pancia in su’, adagiai Carlotta sopra di me e la penetrai nuovamente nella fica
bollente, mentre mio fratello comincio’ ad incularla.
I gemiti di Carlotta erano fortissimi mentre io e mio fratello la pompavamo come due dannati, io
nella fica e lui nel culo, e dopo circa 10 minuti di affanni versammo la nostra sborra nuovamente
dentro la sua bocca, e un rivolo di sperma scorreva fuori da essa , scivolando sul collo.

RICATTATI DAGLI AMICI DI NOSTRO FIGLIO

Io e mia moglie siamo una coppia trasgressiva, ci piace incontrare altre coppie e singoli trasgressivi. Per farlo frequentiamo club, dove ci sentiamo liberi di vivere la nostra trasgressione. Ovviamente, le nostre scappatelle, le teniamo nascoste a tutti. Soprattutto a nostro figlio Federico.

Quel pomeriggio, quando ho aperto la porta e mi sono ritrovato davanti sei amici di Federico, pensavo che fossero venuti lì per cercarlo.
“Federico è a scuola di pianoforte!” li ho detto io, e uno di quelli mi ha fatto intendere che erano lì per parlare con noi, per questo gli ho fatti accomodare in salotto.

Quando ho visto quelle foto mi sono sentito male. Non so come abbiano fatto, fatto sta, erano riusciti a fotografarci in una delle nostre serate trasgressive. Una decina di foto che ritraevano mia moglie farsi scopare da altre donne, e io vestito da donna farmi fottere da altri uomini.
Ho intuito subito che avevano intenzione di ricattarci. Mi sentivo uno schifo, alla sola idea di essere raggirato da sei ragazzetti appena maggiorenni. Ma tremavo all’idea che Federico scoprisse la bisessualità mia e di sua madre.
“Quanto volete per tenere la bocca chiusa?” li ho chiesto, senza tanti preamboli.
“Voliamo solo una cosa!” mi risponde quello che sembrava essere il boss del gruppo.
“Cioè?” gli chiedo io.
“Cioè, lei!”mi risponde lo stesso, indicando mia moglie.
Era ovvio che da mia moglie non desideravano una torta di mele ma bensì altro, ma io non potevo proprio permettere.
“Non ci penso nemmeno!” è stata la mia risposta.
“Bene!” mi risponde l’amico di mio figlio, “Vorrà dire che Federico saprà i gusti del suo papà!” mi fa, mostrandomi una foto sul suo palmare, con io che prendevo in bocca due cazzi.
A quel punto ho cominciato a trattare offrendo soldi, vacanze, motorini nuovi. Ma loro niente.
Ad un certo punto lo stesso ragazzotto mi minaccia con il palmare in mano.
“O ti decidi, o spediamo le foto a Federico!”

Io e mia moglie a quel punto non abbiamo avuto scelta. Seguendo gli ordini di quei sei, siamo saliti in camera nostra. Mi hanno legato a una poltrona, giusto per impedirmi di avere qualche reazione. Mi hanno tappato persino la bocca, ma non mi hanno bendato, visto che volevano che io vedessi.
Hanno ordinato a mia moglie di spogliarsi completamente nuda, e subito dopo si sono spogliati anche loro.
Tanto per iniziare hanno preteso da lei un pompino a testa con ingoio, poi una volta distesa sul letto hanno iniziato a scoparsela in sei. Tutti e sei contemporaneamente.
L’hanno messa a pecorina. Un cazzo in fica, uno in culo, e due in bocca, e gli altri due individui segati dalle mani di mia moglie.
Di tanto in tanto si davano il cambio. Chi sotto passava sopra, chi dietro davanti. Dalla mano alla fica, dal culo alla bocca.
All’inizio mi veniva la nausea a vederli trattare come una puttana la mia signora, la madre di mio figlio. Poi, davanti a quell’orgia mi sono ritrovavo uno spettatore eccitato.

Sono andati avanti per ore, a usarla a loro piacimento. Quando se ne sono andati pensavo che tutto fosse finito, invece non era così. Il ricatto continua, oramai da mesi.

Ogni giovedì per lavoro mi devo recare a Firenze. Parto alle due, e torno alle nove di sera. Ultimamente chiedo a mio figlio Federico di accompagnarmi, così se mi sento stanco durante il viaggio continua a guidare lui.
Lui, da bravo ragazzo viene con me ogni volta, ma la storia della mia stanchezza è solo una balla. La torbida verità è che ogni giovedì porto mio figlio con me, per permettere ai suoi amici di andare a casa nostra a scoparsi sua madre.

PS : I miei racconti sono storie di fantasia. Nei miei racconti tutti i protagonisti sono maggiorenni e consenzienti. Per quanto spinte o estreme, le mie storie non vogliono essere di cattivo esempio, ma solo divertire letteralmente un pubblico adulto, appassionato del genere erotico

ORGIA IN FAMIGLIA

La cazzata l’abbiamo fatta io e mia moglie. Volevamo apparire ai nostri figli come due genitori moderni e alla fine ci siamo ritrovati invischiati in una situazione che mai avremmo pensato.
Tutto è iniziato quando Manuela, mia moglie, ha trovato una canna nel giubbotto di nostro figlio Marco, che a sentir lui gli era stata regalata la sera prima a una festa. Subito è partita la classica discussione in famiglia su droghe leggere, droghe pensanti, su ciò che giusto e ciò che è sbagliato, con io che mi sforzavo di spiegare ai miei figli che una canna può anche passare, basta solo non passare a roba più forte e nociva.
In parole povere, all’apice della discussione, un po’ sfidati da mio figlio Marco, io e Manuela abbiamo deciso di fumarci quella canna in compagnia dei nostri figli, nella tranquillità e nella privacy del salotto di casa nostra. Infondo eravamo tutti convinti che si trattasse solo di una semplice canna.
L’abbiamo accesa, ce la siamo passata, un tiro due tiri, tre tiri. Ho sentito la mia testa leggera, ridevo senza alcun motivo, e intorno a me tutti ridevano. A un certo punto mi è venuta voglia di ballare, mi sono alzato in piedi e mi sono messo a ballare, e tutti intorno a me ballavano. Poi, mi è venuta improvvisamente voglia di spogliarmi, e senza pensarci due volte ho iniziato a spogliarmi, e come mi spogliavo io, si spogliava mia moglie, mia figlia mio figlio.
Quella canna l’abbiamo accesa verso le undici di sera. Alle undici e dieci ballavamo tutti nudi in soggiorno. Alle undici e venti eravamo tutti distesi sul tappeto del soggiorno a toccarci palpeggiarci senza ritegno. E alle undici e vent’otto, eravamo completamente partiti.
Mi sono ritrovato seduto sulla mia poltrona, con mia figlia in ginocchio davanti a me che mi leccava il cazzo.
Manuela, distesa sul tappeto, si faceva sbattere da Marco come una puttana che non vede un cazzo da dieci anni.
Stavo impazzendo dall’eccitazione che mi dava la lingua di mia figlia, e godevo nel vedere come mio figlio si sbattesse mia moglie.
Volevo scopare anch’io. Mi sono alzato dalla poltrona, sul tappeto ho messo Lisa a pecorina, e prendendola per i fianchi ho iniziato a penetrare la sua giovane fica stretta, e mentre me la scopavo, continuavo a guardare mio figlio, sbattersi mia moglie.
“Vieni avanti papà!” mi fa ad un cento punto mio figlio. Le sue intenzioni, le ho già capite. Così con una sculacciata faccio avanzare Lisa, fino a farla ritrovare sopra a sua madre a sessantanove.
Manuela da sotto inizia a leccarmi le palle. Marco divarica ancor più le cosce di sua madre, poi senza farle del male afferra sua sorella per i capelli e le abbassa la testa.
“Lecca la fica di mamma!” le ordina, e Lisa obbedisce, e Manuela da sotto non ci pensa due volte a ricambiarle il favore.
“Dammi il cinque, papà!” mi fa mio figlio.
Inconsciamente, sono venuto dentro mia figlia, e l’orgasmo che ho avuto è stato così forte che oltre aver riempito la mia principessa, sono riuscito pure a sbiancare il volto di mia moglie.
“Voglio due cazzi!” è stata la sua richiesta, una volta che ci siamo sciolti da quella posizione.
Mi sono disteso, il mio cazzo era ancora duro. Mia moglie è montata sopra di me, mentre mio figlio ha iniziato a prenderla analmente da dietro.
“Il marito in fica, e il figlio in culo! Cosa può pretendere di più una donna!” è stata la sua battuta, mentre ce la sbattevamo in due.
“E io, che faccio?” ci ha chiesto Lisa, quasi in disparte.
“Siediti qui sul sofà!” le fa Manuela, e Lisa si è seduta sul sofà, di fronte a sua madre. Manuela le ha aperto le cosce, iniziando avidamente a leccarle la fica. Siamo andati avanti così, finché Manuela non ne ha avuto abbastanza, e Lisa a voluto prendere il suo posto.
A quel punto, ho voluto essere io quello dietro. Sbattevo il cazzo in culo a mia figlia, e intanto spingevo la sua testa tra le cosce di sua madre.
A mezzanotte in punto, siamo caduti esausti sul tappeto, e lì ci siamo addormentati.
Vi lascio solo immaginare l’imbarazzo del risveglio.
“Dimentichiamoci tutto, non è successo niente!” sono state le sole parole di mia moglie.
Sono passate un paio di settimane da quella sera, e io non faccio altro che pensarci e ripensarci. L’effetto della canna è completamente sparito, ma non vi è giorno che non mi prenda la voglia di rifare quell’insana orgia in famiglia.

PS : I miei racconti sono storie di fantasia. Nei miei racconti tutti i protagonisti sono maggiorenni e consenzienti. Per quanto spinte o estreme, le mie storie non vogliono essere di cattivo esempio, ma solo divertire letteralmente un pubblico adulto, appassionato del genere erotico

Orgia a tre

Per fortuna quella noiosissima festa era terminata presto!! Di solito le feste in casa della mia amica
Flavia erano molto diver- tenti, ma quella serata si era risolta in un vero disastro: signore tutte
parate a festa con gioielli e pennacchi, col trucco sfatto per via dei troppi sbadigli.
I signori, invece, in smoking, si lamentavano per il colletto inami- dato, insomma la noia mortale
aveva convinto tutti ad andarsene a ca- sa presto.
Dopo i soliti estenuanti saluti di commiato, nel soggiorno di Flavia eravamo rimasti solo io e Gaia
per il drink della staffa. In fondo e- rano gli amici piu’ cari che io avessi e non me la sentivo di lasciarli
soli a piangere sul fiasco della serata.
Tutto sembrava filare liscio come il solito tra noi, quattro chiac- chiere e qualche whisky, forse uno
di troppo, quando improvvisamente Flavia, con la scusa che stava morendo di caldo, si tolse la
gonna e si sbottono’ il giubbetto scoprendo in un sol colpo le sue splendide tette e la figa pelosa,
sorprendentemente nuda.
Per non mettere in imbarazzo l’amica, anche Gaia dichiaro’ di morire dal caldo e si tolse gli abiti,
mentre io ero stupito ed eccitato al- la vista di tale spettacolo. Non avrei mai immaginato che
fossero cosi’ porche quelle due!!
Sentii l’uccello tra le gambe che si metteva sull’attenti, come vo- lesse portar rispetto alle signore, e
mi levai i pantaloni e i boxer per mostrare a quelle troie le intenzioni del mio cazzo che non ave- va
per nulla caldo, ma che anzi non vedeva l’ora di riscaldarsi in quelle graziose topine…
Ma evidentemente le due avevano ben altri progetti per la testa, in- fatti senza neanche degnarmi di
uno sguardo, cominciarono a toccarsi ridacchiando, aprendosi le gambe ed esplorandosi tra le
pieghe della figa a vicenda, mentre io mi masturbavo come un adolescente. Al momento pero’,
rimasi sconcertato da tanto disinteresse per la mia splendida fava (non fo per vantarmi, ma e’ lunga
ben 24 cm), ma poi capii. Flavia e Gaia, che erano molto amiche, non potevano applicare la legge
del “meta’ per uno” ne’ quella del buon senso che “uno per uno non fa male a nessuno”; preferivano
rinunciare a farsi riempire da me, pur avendone una gran voglia.
Per fortuna io ho lo memoria lunga e mi ricordai che una volta Flavia mi aveva mostrato un cazzo
finto doppio di dimensioni eccezionali, e dopo una breve ricerca nei cassetti di casa, ritornai con
l’oggetto in mano.
Finalmente in “quattro” potevamo iniziare una bella partita a poker, dove il punto vincente sarebbe
stato la doppia coppia svestita. Mi avvicinai alle due e le unii, infilandole contemporaneamente il
fallo di puro lattice. Poi, potei finalmente togliermi lo sfizio di infilare il mio uccellone che stava
per scoppiare in bocca a quella porcona di flavia che parve gradirlo molto da come prese a leccarlo.
Ma da come succhiava era chiaro che aveva una gran voglia di schian- tarselo in figa e dopo aver
scambiato un’occhiata con gaia, decisi che era il momento di accontentare la mia cara amica. Sfilai
il cazzo finto che aveva avuto il merito di rompere il ghiac- cio e liberai le due che trascinai verso il
tavolo, dove mi sdraiai, facendo sedere Flavia sul mio uccello a gambe larghe, pronto ad in- forcarla
come lei desiderava.
Poi volle che le sborrassi in gola e lei bevve tutto senza far uscire neppure una goccia e ando’ ad
offrire la sua bocca piena di sperma, alla sua amica.
Incredibile!!

IL CAVALIERE, LE CORTIGIANE E LE SOUBRETTE (I ATTO)

Il cavaliere, le cortigiane e le soubrette

Sit commedyxxx hard

(ogni riferimento è puramente casuale)

Personaggi: “Rodolfo cavalcanti(cavaliere)

Donna Vittoria Montemilone(governante)

Veneranda Torreferlizza(cameriera- cortigiana)

Paolo Vaccariello “detto anche ditta Paolone & Vaccatiello” (professore faccendiere)

Rosi stella Galatini(detta Rosy) soubrette

Caterina, detta ketty(soubrette)

Patty(figlia di donna Vittoria”).

Introduzione

Nello sperduto ed immaginari villaggio di Porcorè, vive e regna un cavaliere: “Rodolfo Cavalcanti”, scapolo ma molto vizioso, ama solitamente organizzare nel suo sontuoso castello, attorniato dalle sue cortigiane, festini a luci rosse con bunga bunga finale.

A tali festini, oltre a cortigiane e concubine, vi partecipavano anche i notabili del villaggio, ivi compreso un professore di origine napoletana, faccendiere e traffichino, grande procacciatore di femmine, ben ammanicato con alti dirigenti  delle tv locali e nazionali: “il prof Paolo vaccariello”, detto anche Paolone;  al quale, il cav, chiede di procurargli un paio di “pollastre” della tv per farle partecipare ad un bunga bunga molto particolare, dandogli carta bianca, ovvero promettere ed offrire loro ciò che desiderano, ivi compresa una brillante carriera politica.

I atto

Cav: donna vittoria! Donna vittò!?

Donna vittoria: comandate, cavaliere eccellenza!

Cav: donna vittoria, quante volte, vi devo dire che, quando vi presentate al mio cospetto, oltre a fare l’inchino, dovete anche sculettare e, mostrare le vostre prorompenti grazie corporee!?

Donna vittoria: perdonate, cavaliere, va bene cosi!?

Cav: che corpo meraviglioso che avete, mi state facendo rizzare il tronco carneo!

Donna vittoria: oh! Se volete, mi posso chinare e andar giù di bocca; cosi, potrete appagare il vostro piacere carnale! Lo sapete che, son brava.

Cav: quasi, quasi una pompa me la farei fare; ma, prima mi dovete fare una cortesia.

Donna Vittoria: dite, sono ai vostri ordini!

Cav: mi dovete cercare il prof. Paolo Vaccariello; e, gli dovete dire che il cavaliere gli vuole parlare.

Donna Vittoria: certo, cavaliere! Lo chiamo subito al suo cellulare.

Cav: aspettate, donna Vittoria, fatemi prima il pompino, poi lo chiamate.

Donna Vittoria: ascoltate, eccellenza, avrei da chiedervi un piccolo favore.

Cav: ditemi, donna Vittoria, tutto quello che volete!

Donna Vittoria: vedete, eccellenza; come Ella ben sa, io ho una figlia “Patty”, nata da una relazione clandestina con un alto ufficiale dell’esercito,ha appena compiuto diciott’anni;  il suo sogno, è quello di fare la ballerina e, magari entrare in televisione. Volevo chiedervi di intercedere presso il suo amico Vaccariello e, domandargli se, poteva far qualcosa per lei.

Cav: certo che, si può fare! Ma prima, questa sua figliola, me la vorrei “un pochettino interrogare”.

Donna Vittoria: interrogare, in che senso? Scusate!

Cav: beh,  nel senso che, intendo verificare se è sessualmente in gamba come sua madre!

Donna vittoria: ma voi, siete un depravato, pervertito! Pure con le diciottenni; ma, non vi vergognate alla vostra età, potreste essere suo nonno!

Cav: oh! Io adoro molto, fare sesso con le diciottenni, mi piace leccare le loro fighette, vedere quando fanno la pipì ed infine, farmelo succhiare!

Donna vittoria: voi, siete proprio malato, perciò, non avete mai preso moglie! Comunque, bando alle ciance; o, mi accontentate, oppure, domani, vi sputtano sui giornali; cosi, tutti sapranno chi è in realtà il cavaliere Cavalcanti.

Cav: ahh!! Non esagerate, donna vittoria! Ogni cosa, ha il suo prezzo; dite, quanto costa il vostro silenzio!?

Donna vittoria: cento mila euro!

Cav: ok, affare fatto! Ma mi raccomando, nessuno dovrà mai venire a sapere di questa mia piccola depravazione.

Donna Vittoria: potete stare tranquillo, cavaliere eccellenza, sarò una tomba!

Cav: adesso, succhiatelo alla vostra maniera, fedele e servile cortigiana!

Donna vittoria: ai vostri ordini, farò uscire dai vostri testicoli fino all’ultima goccia della vostra preziosissima sborra!

Cav: oh! Siete fantastica, donna vittoria con quella carnosa bocca oh!! Succhiatelo, succhiatelo sììì!!! Mmmm!!!! Che fantastica pompa! Mmm!!! Ohhh!!! succhiatelo, leccatelo come una troia vogliosa! Sììììì!!!! Come una zoccola, lurida, concubina! Adesso, sborro, sborro, sììììììììì!!! Ingoia, ingoia tutto che ti fa bene, lurida concubina! Sì, pulisci pure la cappella, da brava lecchina, sguattera! Mmm!! Che gran troia!

Donna vittoria: siete stato soddisfatto, cavaliere!?

Cav: divina come sempre!

Donna Vittoria: adesso, gradirei un piccolo anticipo per quella faccenda di mia figlia.

Cav: oh! Sì, certo! Adesso, vediamo cos’ho nel cassetto della scrivania.

Aprì la scrivania e, tirò fuori un pacchettino nel quale, vi erano, un collier d’oro e diamanti e, una mazzetta da cinquemila euro in banconote da cinquecento.

Cav: prego, madame; questo, è solo un piccolo anticipo, apritelo pure!

Donna Vittoria: oh! Stupendo, grazie! Voi, siete sempre molto generoso con il gentil sesso!

Cav: oh! Ma figuratevi, donna Vittoria! Adesso, aspetto quel “bocciuolo” di vostra figlia.

Donna vittoria: certo, ve la servirò su di un letto a baldacchino oro e argento!

Cav: brava, cosi mi piacciono le mie cortigiane, servili ed ubbidienti ad ogni mio schiocco di dita!  E adesso, telefonate a quel prof Vaccariello.

Donna Vittoria: obbedisco, cavaliere eccellenza! Pronto,  prof vaccariello!?

Prof: sì, qui Vaccariello, con chi ho l’onore d’interloquire!?

Donna vittoria: salve, sono vittoria Montemilone, la governante del cavalier  Cavalcanti; ascolti, il cavaliere, desidera parlarle, glie lo passo!

Prof: sì, sì, me lo passi pure!

Cav: oh! Caro prof, come stai?

Prof: cavaliere illustrissimo! Io, sto bene, tu!?

Cav. Eh! Non c’è male! Ascolta, t’ho chiamato, per chiederti una grossa cortesia.

Prof: dimmi tutto, per il cavaliere Cavalcanti, qualsiasi cosa!

Cav: ma, per telefono, non si può parlare di determinati argomenti delicati, rischieremmo di essere intercettati dalla “madama”(magistratura-polizia).

Prof: ah! Ho capito! Si tratta di festa, eh!?

Cav: esatto! Allora, t’aspetto domattina al castello; cosi, ci mettiamo nella sala “dei letti” e, ne discutiamo con calma.

Prof: d’accordo, cavaliere, a domattina, alle 10.00 in punto.

Cav: mi raccomando, impeccabile come sempre!

Il mattino seguente, il prof Paolone, si presenta al castello e, a riceverlo è direttamente il cav.

Cav: oh! Caro Paolone, prego accomodati pure! Donna vittoria!?

Domma vittoria: comandate, cavaliere eccellenza!

 

cav: ci prepari un ottimo caffè alla napoletana, e, ce lo serva direttamente nella sala dei letti; e, mi raccomando, per nessun motivo, desidero essere disturbato! Ah, dimenticavo, vi presento la ditta Paolone & Vaccariello!

Prof: molto lieto, bellissima donna!

Donna vittoria: incantata!

Cav: ascolta, Paolo, t’ho fatto chiamare, perché la prossima  settimana, avrei intenzione di organizzare una festa di quelle col finale molto piccante!

Prof: insomma, un bunga bunga party!

Cav: esattamente! Ed avrei bisogno che tu, mi procurassi un paio di starlette della televisione, due belle pollastre, una bionda e l’altra bruna, max 25 anni. Ah! Dimenticavo, in quell’occasione, ci sarà anche Patty, la figlia della mia governante, una bellissima ed altissima diciottenne; la quale, vorrebbe far carriera nel mondo dello spettacolo e della tv.

Prof: certo, si può fare; per la figlia della governante, non ci dovrebbero essere grossi problemi; ma, per le altre due, occorre, come dire: “comprare il loro silenzio”, ovvero premettere loro un futuro certo ed anche, sborsare un po’ di moneta liquida.

Cav: oh, caro professore! Lo sa benissimo che con me, non ci sono problemi per queste cose, io non bado a spese, prometta quello che vuole, paghi qualsiasi cifra e, se è necessario, una buona probabilità di entrare in politica; da me, ha carta bianca, l’importante è che si comportino bene e che, soddisfino le nostre porche e perverse voglie carnali.

Prof: Bene, come vuole lei, cavaliere!

Cav: bene, bene, bene! Ed ora, dobbiamo festeggiare con un bel brindisi ed una bella  trombata con le mie due belle cortigiane!  Donna Vittoria!?

Donna Vittoria: comandate, cavaliere eccellenza!

Cav: ascoltate, serviteci due aperitivi analcolici, completi: e poi, fate venire anche Veneranda; cosi, facciamo una bella cosina in quattro!

Donna vittoria: ai vostri ordini, cavaliere!

Passato qualche minuto: “ecco i vostri aperitivi completi”!

Cav: ok, grazie! Adesso, accomodatevi in camera da letto; e, iniziate a prepararvi.

Donna Vittoria: d’accordo, cavaliere! Veneranda!?

Veneranda: dite, donna Vittoria!

Donna Vittoria: hai sentito, il cavaliere? Accomodiamoci in camera da letto e, facciamo il nostro dovere di  zoccole concubine!

Veneranda: agl’ordini, donna Vittoria!

Dopo che i due, ebbero “strafocato”(mangiato come maiali), seguirono le due donne nella camera da letto padronale; dove, le due serve, li deliziarono dapprima, eseguendo uno strip; poi, stravaccandosi sul lettone a baldacchino, li fecero eccitare con un lussurioso e libidinoso lesbo-spettacolo.

Cav: oh! Guardi, guardi, esimio professore! Che gran vacche svizzere! Sì! Leccatevi, leccatevi le fregne, come due luride, zoccole, sgualdrine! Sìììì!! mmm!!! che spettacolo meraviglioso!(frattanto, si denudavano).

Donna Vittoria: hai sentito, il cavaliere!? Continua, continua a leccare, Veneranda! Sì, anche i capezzoli, sì! L’areola! Adesso, mettiamoci un po’ a sessantanove, io lecco te, tu lecchi me!

Veneranda: come desiderate, donna Vittoria! Anche la mia caverna, ha bisogno di lingua; e ……  di un grosso palo di carne che, la sfondi tutta!

Il prof: il lesbo-sessantanove, mi fa impazzire; quasi, quasi, inizio a farmi una sega!

Il cav: sì, io me la sto già facendo; ma adesso, ce lo facciamo succhiare come Dio comanda! Ehi! Voi due, vi siete ben riscaldate!?

Donna vittoria: certo, cavaliere! Le nostre fighe, son già belle e pronte a ricevere i vostri  cazzi  ed anche le vostre lingue; insomma, son cotte e bollenti al punto giusto, pronte per essere sbollentate!

Il cav: prima delle vostre accalorate passere, i nostri cazzi, il mio e, quello del qui presente esimio professore, desiderano essere succhiati e leccati dalle vostre carnose bocche e, dalle vostre abili e biforcute lingue; che, son simili all’ enorme figa spanata d’una vacca!

Donna vittoria: come i signori desiderano, siam’ qui apposta per soddisfare le vostre proibite voglie e soddisfare i vostri più perversi desideri!

Il cav: stupende!  Ora,  prostratevi  dinanzi alle nostre verghe in attesa di eiaculare, leccate prima i testicoli. Poi tutta l’asta ed infine, ficcateveli in bocca e, succhiate, succhiate come due zoccole troie! Sìììì!!! Ohhh!!! Succhiate, leccate entrambi i falli a fasi alterne.

Il prof: siii!! Ohhhh!! Succhiate, spompinate, sguattere, concubine, serve, schiave! Sìììì!!! Ohhh!!! sììì!!!  Ora, sborro, sborro, ohhhhhhhh!!!! Sìììììììììììììì!!!!!!!!!!  Ingoiate, ingoiate tuttooooooo!!!!!!!!!!

Il cav: sì, anch’io, vengo, vengo!   Ohhhh!!! siii!! Stupendo! Meritate un bel premio!

Donna vittoria: che premio?

Il cav: un bel cd del mio cantante preferito; ovviamente “farcito”!

Il prof: ed io vi prometto, donna Vittoria che, m’interesserò per la sua figliola.

Donna Vittoria: oh! Molto gentile, prof Vaccariello!

Prof: ma si figuri!

Fine primo atto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Bagnino pompa sempre due volte

Quell’estate dopo il diploma avevo trovato un posticino da bagnino presso il lido Rivabianca di
Rimini, ed alloggiavo a casa di un mio cugino più grande che mi aveva aiutato a trovare quel
lavoretto.
Era la prima vacanza indipendente, lontano dai miei, e mi ripromettevo di fare follie.
Avevo fatto amicizia con un ragazzo scozzese e con lui ogni sera, ogni notte, facevamo nuove
esperienze.
Le ragazze sembrava che fossero lì ad aspettarci da sempre, era difficile che non si arrivasse al
dunque già la seconda, o terza, volta che ci si incontrava.
Certo Jack lo scozzese, rosso, era un bestione ma anch’io abbronzato e dopo un anno di palestra mi
difendevo bene.
A metà agosto ci procurammo due inviti per la festa di compleanno della contessina Burlenghi (il
nome è di fantasia, la contessina no).
Per l’occasione Jack, che ormai s’era trasferito da me da qualche giorno, mi consigliò di depilarmi
per mettere meglio in rilievo le masse muscolari come faceva lui da anni.
Ci aiutammo reciprocamente per la depilazione, facemmo una doccia e con i nostri vestiti più
aderenti andammo alla festa che si preannunciava ricca di possibilità cuccatorie.
All’inizio la festa si rivelò una mezza delusione, tutto in etichetta, tutto organizzato, molti nobili
genitori che affollavano la pinetina privata.
All’una di notte fu servita la torta al bordo della piscina grande e dopo qualche bicchiere di
champagne molti cominciarono a salutare ed andar via.
Avevo perso di vista Jack, mentre non perdevo di vista una deliziosa biondina di cui non sapevo
definire l’età perchè sotto un viso dolce, quasi infantile, mostrava un corpo niente male.
Mentre la gente diminuiva cercavo di farmi notare dalla ragazza ma intuii che questa
volontariamente mi ignorava.
Non sapevo che fare, la serata era ancora calda e lo champagne stava facendo il suo effetto, andai
un po’ distante fra gli alberi per togliermi la maglietta e rimanere più fresco in canotta.
Nel toglierla sentii dei rumori provenire da dietro un cespuglio, in silenzio mi avvicinai attratto da
quei mugolii che riconoscevo sempre meglio.
Infatti, era Jack che po-derosamente stava scopando con una signora dell’alta società.
Mi allontanai delicatamente e mi sedetti sul bordo della piscina piccola mentre con la mano
massaggiavo il mio membro e lo liberavo mentre cresceva ripensando alla vista di prima.
Ero tentato, in fondo con Jack avevamo fatto trio più volte le sere precedenti, mi specchiai
nell’acqua mi vidi più bello e prestante del solito, mi feci coraggio, mi alzai, mi voltai …e mi
ritrovai di fronte la ragazza di prima che mi aveva seguito.
Istintivamente misi le mani sulla patta dei pantaloni, per coprirmi, ma lei mi fece cenno – con un
dito – di tacere, si avvicinò e mi tolse la canotta.
Le sue mani cominciarono a scorrere sulla mia pelle glabra, che sensazione ! dei brividi sottopelle
pervadevano tutto il mio corpo.
Dai bicipiti passò ai pettorali, quasi massaggiati da un movimento rotatorio che si concluse sui
capezzoli …un pizzicotto, un bacio …ero in estasi …e poi le sue mani cinsero il mio torace toccando
la schiena. Le sue labbra fra i miei seni, la sua lingua umida che scendeva lungo gli addominali
…hummm …ero bloccato ed incredulo nello stesso tempo mentre il mio pene con forza voleva
partecipare.
La rialzai, la penetrai in bocca con la lingua mentre la spogliavo ad occhi chiusi.
Ripetei quasi i suoi gesti …le succhiai i seni e portai la mia faccia di fronte alle sue mutandine di
pizzo ormai umide, le tolsi, stavo per affondare in lei la mia lingua quando mi sentii tirar su a mia
volta.
Ero ancora preso dalle sensazioni che mi dava la mia “nuova pelle” quando mi sfilò i pantaloni, io
mi tolsi i mocassini con i piedi stessi, ero in costume da bagno (indossato per ogni evenienza)
quando mi trascinò nella piscina.
Lì all’ingresso dove l’acqua superava appena la cintura mi abbassò il bianco costume mentre il mio
pene si ergeva con la punta fuori dall’acqua.
Dopo un attimo la sua bocca cinse il glande mentre le sue mani giocavano sott’acqua con le mie
palle, sentivo che stavo per esplodere, l’aiutai portando la mia mano sulla sua testa, …sentii lo
sbattere sul pelo dell’acqua… venni, profondamente, …mi accasciai esausto, nelle sensazioni più che
nelle forze.
Mi sdraiai per terra, sul bordo della piscina, con le gambe aperte nell’acqua mentre lei continuava ad
estrarre da me fino all’ultima goccia di sperma.
Quando riaprii gli occhi vidi Jack e la signora che ci guardavano, …Jack – dissi – ed in quel mentre
la ragazza smise di succhiare e disse “mamma!”.
E sì si trattava proprio di sua madre, la quale però non si scompose per nulla e ad un gesto di Jack
entrarono in piscina, e ci separarono.
La serata cominciata con nuove sensazioni di pelle, proseguì in un modo imprevedibile, in un’orgia
di piaceri indescrivibili.

La figlia era brava, ma la mamma …

COSTRETTI A FARLO (una perversa eccitante disavventura in famiglia)

 

Non avrei mai pensato di ritrovarmi in un’esperienza del genere. Avevo sentito parlare del tizio che entrava nelle case, faceva rapine, e poi costringeva i mal capitati a compiere atti osceni. Ma mai avrei pensato che fosse capitato a me.
Doveva essere una cena in famiglia, io, la mia Alessia, e i nostri rispettivi genitori.
C’è ne stavamo in salotto, a prenderci il caffè e il digestivo, quando quello ci è apparso davanti, vestito tale e quale come il protagonista di Arancia meccanica.
Prima ci ha chiesto di tirare fuori soldi e gioielli, poi, ci ha obbligato a passarci una canna, e infine a spogliarsi tutti quanti nudi. Io, la mia ragazza, i miei genitori, e i suoi genitori.
E a quel punto, approfittandosi della pistola che aveva in mano, e della roba che avevamo fumato, ha dato il via al suo perverso gioco.
Senza rendermene nemmeno conto, mi sono ritrovato inginocchiato sul tappeto del salotto. Le mie mani stringevano i fianchi di mia madre, e con colpi ripetuti mi spingevo dentro di lei, spingendo il mio cazzo dentro la sua fica.
Sotto di noi, distesa sotto a mia madre a sessantanove, c’era Barbara, la mamma di Alessia, la mia futura suocera, costretta da quel pazzo a leccare la passera di mia madre, e a massaggiarmi le palle.
Davanti a mia madre, seduti sul divano, c’era mio padre e Alessia. Erano seduti una sopra l’altro, mio padre stando sotto Alessia era costretto a penetrarla, mentre mia madre, con la testa fra le loro cosce era costretta a leccarle il clitoride.
Ovviamente in quel perverso gioco, c’era anche il padre della mia Alessia, costretto, in piedi sopra al divano, a infialare il cazzo in bocca della figlia.
Ero sconvolto, spaventato ma anche terribilmente eccitato. Forse per la cosa che avevo fumato, o forse molto semplicemente perché godevo nel fare quello che stavo facendo.
Per un po’ mi sentì in colpa per questo, ma poi mi resi conto che infondo non ero l’unico lì dentro a godere di quel perverso gioco, e la cosa, mi fece sentire in un certo senso apposto con la mia coscienza, e libero di assaporare quel perverso piacere che provavo.
Tutti lì dentro stavano godendo, di quel depravato gioco.
Godeva mia madre, e lo intuivo dai suoi sgorganti umori, dalle contrazioni della sua fica, e dallo stesso modo che mi sculettava addosso. Godeva Barbara, la mamma di Alessia, e questo lo capivo semplicemente nel modo in cui mi toccava le palle. E quando per un attimo il cazzo mi scivolò fuori dalla fica di mia madre, senza che nessuno le dicesse niente, me lo succhiò, per poi rifilarmelo dentro.
Godeva Alessia, la mia Alessia. Lo capivo dalle sue guance rosse, dai suoi capezzoli turgidi, dalla sua fica bagnata, e dal modo che si muoveva sopra a mio padre, e spompinava il suo.
E ovviamente, godeva anche mio padre e il suo, nel fare quello che stavano facendo.
Ed io ero eccitatissimo di tutto quello che vedevo e provato.
Poi, ad un certo punto, il tizio, quel pazzo che ci aveva costretti a quel gioco, iniziò a spogliarsi, abbandonò persino la sua pistola, che a guardar bene mi accorsi che era niente di più che una pistola giocattolo, e nudo e disarmato, quel ragazzo di colore, si avvicinò a noi.
A quel punto, avremmo potuto prenderlo, fermarlo, e mettere fine al tutto. Infondo, eravamo tre uomini, contro uno.
Potevamo benissimo farlo, ma non lo abbiamo fatto.
“Mettiglielo al culo!” ha sussurrato a mio padre. E lui, senza controbattere ha sollevato la mia ragazza, infilando il suo cazzo rigido su per il suo culetto.
“Fammi un po’ di posto!” a domandato poi quel pazzo a mia madre, e piazzandosi davanti alla mia ragazza glielo ha sbattuto dentro.
Avrei dovuto incazzarmi per una cosa così, invece mi sono ritrovato eccitato ancora di più all’idea che la mia Alessia, si stava facendo sbattere da mio padre e da uno sconosciuto di colore.
A nessuno gli venne in mente di fermare quel gioco. Oramai da vittime di quel pazzo, ci eravamo trasformati in suoi complici.
Mia madre, senza che lui glielo chiedesse, iniziò a leccarli quella sue nere chiappe, come se fossero di cioccolata, per poi iniziare con la punta della lingua a leccagli il buco del culo.
Alessia, la mia Alessia gridava dal piacere, e mio padre e quel pazzo se la pompavano a dovere.
Andammo avanti così, finché quel pazzo non decise di rendere quel perverso gioco ancor più perverso di quello che già era.
“La tua mammina, con la sua lingua mi ha fatto venire voglia!” mi disse. “Mettimelo al culo!” mi ordinò poi. A quel punto, avrei potuto dirgli di no, mettergli le mani intorno al collo e immobilizzarlo. Ma non l’ho fatto. E quello che ho fatto, è stato semplicemente continuare a obbedire.
Così, senza tanto pensarci, glielo ho infilato in culo, a quel perfetto sconosciuto che continuava a pomparsi la mia ragazza. E quello, poi, ha ordinato a mia madre di mettersi dietro di me, e di aiutarmi nel farlo godere. A Barbara, la mamma di Alessia, ha chiesto di farle succhiare le sue belle tette. E ad Enzo, il papà di Alessia, di sbatterglielo in bocca a mio padre.
Nessuno di noi si è rifiutato, tutti hanno accettato di continuare in quel suo perverso gioco.
Io, per la prima volta nella mia vita, mi sono ritrovato a inculare un uomo, e mentre lo facevo, sentivo il pube di mia madre spingersi contro le mie chiappe, mentre lei mi sussurrava:
“Bravo, così! Inculalo! Inculalo!”
Trovai persino eccitante, vedere mio padre fare un pompino ad un altro uomo. A guardar bene la cosa non sembrava proprio dispiacere, ne a lui, ne a Enzo.
Alessia e quel pazzo, si misero a giocare con le tette di sua madre, una quarta gonfia di latte, visto che stava ancora allattando il fratellino di Alessia, che quella sera era rimasto a casa con la babysitter.
Alessia e quel pazzo, le palpavano le tette, e da quei turgidi capezzoli il latte schizzava fuori.
Ad un certo punto, continuando a incularmi quel pazzo, mi allungai, e mi feci spruzzare del latte in bocca.
“Dammene un po’ anche a me!” mi chiese mia madre, e prendendomi per i capelli, mi fece girare il volto, per poi appoggiare le sue labbra alle mie, e iniziare a limonare, con quel latte materno in bocca.

Per il momento ci fermiamo qui. Se la storia è troppo forte per i vostri gusti, vi chiediamo scusa.
Se invece volete conoscere il seguito, fateci sapere con un semplice messaggio qui sotto, e saremmo entusiasti di accontentarvi.
BlueJack

Aspettando l’ammucchiata

Al secondo appuntamento, vieni a casa nostra, che mio marito non c’è ancora.
Tu sei molto eccitato dall’idea di quello che faremo (ed anch’io, anche se cerco di non farlo capire) e
vorresti cominciare subito.
Ma io voglio aspettare che arrivi Francesco.
Ci mettiamo in salotto, a chiacchierare, ma dopo un poco tu sei visibilmente distratto dalla visione
delle mie cosce; vengono fuori prepotentemente dalla gonna, che, troppo stretta, è risalita
notevolmente.
Mi metti una mano fra le gambe, ma io sono nervosa.
Ti chiedo di smettere, perché, ti ripeto, voglio aspettare mio marito.
Ti convinci e riprendiamo a chiacchierare.
Ora la gonna è salita davvero un po’ troppo; devono proprio vedersi anche le mutandine!
Le tocchi e sotto senti un paradiso di morbidezze, già umide.
Ti lascio fare per un poco, ma poi, ritornando in me, ti blocco la mano, afferrandoti il polso, e ti
chiedo di smettere.
Ancora chiacchiere, ma ormai la mia mente è partita, il mio pensiero è al sesso, al sesso alla mia
maniera.
Ma perché tarda a venire Francesco?
Non so se riuscirò a resistere ancora!
Tu, lentamente, ma non di nascosto, ti abbassi la lampo.
Seguo i tuoi movimenti con la coda dell’occhio, un po’ sorridendo ed un po’ nervosa. Infili una
mano nella patta e afferri la minchia.
La tiri fuori.
E’ già dura.
La scoppoli completamente, poi, con tutte e due le mani, fai risalire la pelle a ricoprire il glande e la
tieni ben tesa dalla base e, malizioso, mi chiedi se mi piace.
Mi conosco bene, e perciò evito di guardarla.
“Smettila”, ti dico, con un sorrisino.
“Ma guardalo un attimo. Ti piace o no?”, insisti.
Resisto; riesco ancora a resistere.
Ed allora, piano piano, mi sfiori un ginocchio con la cappella.
Abbasso lo sguardo ed appena i miei occhi la incontrano si fanno umidi di desiderio.
Mi porto le mani al seno.
Da sopra la camicia me lo accarezzo, non perdendo di vista il cazzo e leccandomi, nel contempo, le
labbra.
Poi con la destra vengo ad impadronirmene. Continua a leggere Aspettando l’ammucchiata

VACANZE NATALIZIE A COURMAYEUR

Vacanze natalizie a Courmayeur

Siamo a natale, i coniugi: Aldino Mangiacolombi e, Lauretta Latroietta, l’uno, direttore di banca, l’altra ,prorompente  dottoressa in medicina, decidono di trascorrere le vacanze natalizie, investendo, le loro laute tredicesime, nonostante la crisi e, i debiti accumulati durante l’anno con il vizio del gioco, nella famosa località sciistica valdostana di Courmayeur.

La famiglia Mangiacolombi- Latroietta , è composta, oltre che, da marito e moglie, anche da due figli, Alessandro, ragazzo ventenne, studente in medicina e, Carlotta, di un anno più piccola, diplomata in ragioneria e, disoccupata.

Il loro modello famigliare è di tipo moderno; ovvero, di larghe vedute, specie dal punto di vista erotico- sessuale; loro, non hanno tabu e, quando sono tutti a casa e, ne hanno voglia, non si fanno alcun problema a praticare sesso fra loro, a volte, organizzano festini a luci rosse, coinvolgendo altri amici ed amiche.

Aldino: “ragazzi!  Io, e vostra madre, vi dobbiamo dare una bellissima notizia”!

Alessandro: “quale sarebbe”?

Aldino: “beè! Quest’anno, abbiamo deciso di trascorrere il natale a Courmayeur”!

Carlotta: “Courmayeur!? Ma, è fantastico, papi! Cosi, oltre a sciare, approfittiamo per fare nuove amicizie e, nuove esperienze erotiche; penso che, fra tutta quella gente di media-alta borghesia cioè del nostro rango, ci sarà qualcuno che, la pensi come noi, dal punto di vista sessuale”!

Lauretta: “ certo; contenti, ragazzi”?

Alessandro: “ contentissimi”!

Aldino: io, direi di festeggiare la notizia, con un bel brindisi! E, proporrei a voi due, donne di famiglia, di esibirvi in un eccitante “lesbo- spettacolo”!

Lauretta: io son d’accordo; tu Carlotta?

Carlotta: anch’io mamma!

Dopo , aver sorseggiato un limoncello , le due donne, esaudiscono la richiesta del capo famiglia, eseguendo dapprima un appassionante ed eccitante lesbicata sul divano che, era in cucina; con i due, padre-figlio che, guardavano e, si masturbavano! Per concludere il tutto con un voluttuoso pompino, facendosi venire in bocca, ingoiando tutto lo sperma.

Una volta, giunti sul posto, con la loro fiammante Mercedes rossa, all’ingresso della località sciistica, in mezzo ad una coltre di neve, incontrano una prorompente ragazza dalle curve mozzafiato, da copertina che, attira subito l’attenzione morbosa di Alessandro e Carlotta.

Aldino: scusi! Signorina?

.. prego?

Aldino: emmm!! Stiamo cercando l’hotel Tre meloni.

La ragazza: l’hotel Tre meloni? È proprio qui, a duecento metri sulla destra; comunque, ci lavoro io, come donna delle pulizie; mi presento, mi chiamo Laretta!

Alessandro: mmm!! Laretta, Laretta, che fighetta!!

Carlotta: ehi, porcellino! Sta zitto, un po’ di contegno! Oh! Piace pure a me; visto che, lavora nell’hotel in cui alloggeremo, perché, non escogitiamo uno stratagemma per attirare la sua attenzione?  le sussurrò in un orecchio.

Arrivata in hotel, accompagnata dalla strafiga Laretta, la famiglia Mangiacolombi, si trova di fronte, un portiere d’albergo, di origine romana, bruno, bassino; ma , con un pisellone di 22 centimetri, un po’ ingenuo, bruttino che, di nome, faceva Natalino.

Lauretta: buongiorno, mi scusi, ci dovrebbe essere un prenotazione a nome della famiglia: Mangiacolombi-Latroietta!

Natalino:  ora vediamo.. eccola! Le vostre camere, sono la 122 e la 123!

Lauretta: grazie, gentilissimo!

Natalino: prego! Ma, chi è “la troietta”?

Lauretta: sono io, prego dottoressa Latroietta!! Rispose seccata e, un po’ maliziosa.

Natalino: Latroietta! A troiona!

Lauretta: come a detto scusi?

Natalino: emm! Niente, parlavo de politica!

Laretta: oh! Lo perdoni; è soltanto un po’ ingenuo!

Saliti  e, sistemati in camera, i ragazzi, escogitarono un trucco, per far si che, Laretta, salisse in camera da loro; e cosi, si docciarono , lasciando la porta del box doccia, completamente aperta, in modo da allagare la stanza per giustificare l’intervento della donna delle pulizie.

Entrata in camera, Laretta, si trova di fronte, oltre alla stanza piena d’acqua, ad uno spettacolo a dir poco scandaloso; i due ragazzi, si erano distesi, completamente nudi sul letto, con lei che, maneggiava e slinguettava , il grosso tronco carneo del fratello.

Laretta, all’inizio, restò scandalizzata; tanto che, incominciò a lanciare qualche parolaccia,” in dialetto romanesco” all’indirizzo dei due ragazzi; i quali, le spiegarono che, la loro famiglia, era scevra da ogni tabu; e, le chiesero di unirsi a loro, per fare una cosina a tre; ovvero, un orgetta natalizia.

La ragazza, in un primo momento, gli rispose di no; ma poi, vista l’insistenza dei giovani focosi,  accettò, condizionando la sua partecipazione all’orgetta ad un regalino di natale, che i due, le avrebbero consegnato  durante il cenone.

I ragazzi, acconsentirono e cosi, diedero inizio all’incontro ravvicinato a tre; con Carlotta che, leccava e successivamente  scopava col sexy toy Laretta e, Alessandro che, la penetrava nel culo in un  susseguirsi di scambio di ruoli e posizioni del kamasutra.

Durante il classico cenone natalizio, la famiglia Mangiacolombi, conosce e, prende amicizia con un altra  coppia di coniugi ; anch’essi di mentalità aperta.

Loro sono: il comm Oronzo Scapocchione, titolare dell’omonima ditta di preservativi e sua moglie, Dolores Rodriguez Pelosa di origine spagnola; che, poi si scoprirà essere una vecchia amante di Lauretta.

E, insieme, dopo una sciata, andata non molto bene ad Aldino e, una partitina a poker, dove ad avere la peggio è la famiglia Mangiacolombi, perseguitata dalla sfiga, organizzano una mega, anal-gang bang-bukake, con la partecipazione straordinaria di Laretta e del portiere Natalino; con Dolores e, Lauretta, regine assolute.

Dopo la festa, la tempesta!

Rientrati a casa, i coniugi Mangiacolombi,  si trovarono di fronte a due sgradite sorprese: il conto Bancario di entrambi in rosso di parecchie decine di migliaia di euro e, l’ufficiale giudiziario sulla porta di casa;
che, il dott Aldino tenta di corrompere offrendo in cambio della chiusura di un occhio prestazioni sessuali da parte di moglie e figlia.

Fine.

 

 

 

 

 

In palestra

Finalmente mi ero deciso a iscrivermi in palestra!

Dopo vani tentativi di andare a correre la mattina presto o la sera al ritorno dall’ufficio, tentativi sempre naufragati dopo un paio di giorni, avevo deciso di andare in palestra durante le due ore di spacco che avevo al lavoro. Trovai una palestra vicino al mio ufficio ed il primo settembre cominciai a frequentare. A quell’ora la palestra era praticamente deserta, infatti oltre a me c’erano solo tre culone inchiavabili tipo la Merkel e un  ragazzo di colore che faceva da inserviente al proprietario-istruttore. Avevo tutti gli attrezzi a disposizione ma la voglia non era troppa per cui passavo la maggior parte del tempo sul tapis roulant o alla cyclette. Le tre vegliarde fingevano di  impegnarsi ma in realtà pensavano più a chiacchierare che a fare gli esercizi. L’unico che si impegnava a fondo era Patrick, l’inserviente che, dopo il turno del mattino, ripuliva e metteva  a posto gli attrezzi e poi si metteva anche lui a fare esercizi insieme a noi. Verso le due finalmente smettevo la tortura e andavo nello spogliatoio a fare la doccia per poi tornare al lavoro. Nel primo mese di frequenza scambiai poche parole con gli altri, mi limitavo a fare i miei esercizi da solo senza fare conversazione. Poi col passare del tempo, forse con l’esempio del ragazzo che veramente si impegnava, presi a fare gli esercizi insieme a lui e devo dire che cominciavo anche a vedere qualche (modesto) risultato in termini di tono muscolare. Un giorno, avevo appena terminato la sessione, mi recai nello spogliatoio e vi trovai Patrick che si apprestava a fare la doccia. Mi spogliai e mi infilai sotto il getto dell’acqua calda. La stessa cosa fece il ragazzo e per poco non mi venne un colpo: aveva un cazzo enorme. Ovviamente era in fase di riposo ma già così era lungo il doppio del mio! Non che io sia un buon termine di paragone ma quello era veramente lungo. Patrick si accorse che lo fissavo con un’espressione di sgomento e si mise a ridere. Uscimmo entrambi dalla doccia e cominciammo ad asciugarci con gli asciugamani. Appena lui ebbe finito rimase di nuovo nudo ed io non potei evitare di guardargli ancora l’uccello cercando di immaginare come  sarebbe stato in erezione. Non potei fare a meno di commentare “Con quell’attrezzo che ti ritrovi sarai l’idolo delle ragazze!” “Non posso dire di no – rispose – ma a volte mi imbarazza perché ogni volta che mi spoglio tutti hanno la tua reazione, rimangono a bocca aperta. Spesso evito di fare la doccia con gli altri perché mi scoccia che mi guardino. Con le ragazze però effettivamente me la spasso.” Finimmo di rivestirci e tornai al lavoro. La volta successiva però,  quando mi recai a fare la doccia Patrick mi seguì e cominciò a spogliarsi anche lui. “Ma non hai detto che ti imbarazzava fare la doccia con gli altri?” Mi sorrise e rispose “Non fraintendere è solo un caso, devo andare via anche io”. Fui costretto di nuovo all’umiliazione del confronto. Il mio mi sembrava addirittura più piccolo del solito! Continuavo a fissare il cazzo del ragazzo e mi sorpresi di nuovo a desiderare di vedere quel palo eretto. “Se così è il doppio del mio, quando sei eccitato cosa sarà? – gli dissi – Tu sei una causa di depressione per gli altri uomini.” Sorrise divertito mostrando i suoi denti bianchissimi. “Qualche volta te lo faccio vedere, se prometti di non deprimerti troppo.” Terminai di rivestirmi e ritornai in ufficio. La sera a casa raccontai a mia moglie del ragazzo e del suo uccello notevole e lei, come immaginavo, espresse tutto il suo entusiasmo e la voglia di vederlo da vicino. “Per ora ti devi accontentare di questo” le dissi abbassandomi i pantaloni e ficcandole il mio cazzo in bocca. “Cercherò di farmelo bastare” rispose. Prese a succhiarmelo con piacere, come aveva sempre fatto, ma ben presto mi fece capire che voleva essere scopata per bene. Non ebbi difficoltà ad accontentarla, la feci mettere appoggiata al divano del salone e la scopai da dietro venendole sul capace culo. Appena finimmo mi disse: “E allora quando me lo porti a vedere?” “Presto” risposi. Le volte successive in palestra non ebbi l’occasione di incontrare il ragazzo negli spogliatoi finché un giorno l’istruttore a metà lezione ebbe una telefonata e dovette andare via lasciandoci soli visto che le tre befane quel giorno non erano venute. Finii di fare gli esercizi della scheda e mi avviai verso lo spogliatoio. “Aspetta” mi disse Patrick “Voglio farti vedere una cosa.” Dopo aver chiuso a chiave la porta della palestra mi raggiunse e cominciò a spogliarsi. Appena fu completamente nudo prese il suo smartphone e cominciò ad armeggiare con lo schermo. “Ho bisogno di un piccolo aiuto” disse. In un primo momento non capii, poi vidi che con una mano teneva il telefonino e con l’altra si toccava l’uccello mentre teneva gli occhi incollati allo schermo. Mi avvicinai e vidi che stava guardando un film porno sul telefonino. Ecco l’aiuto di cui parlava! Devo dire che lo stratagemma aveva funzionato benissimo. Il suo cazzo nero si ergeva in tutto il suo splendore. Quasi trenta centimetri di carne turgida sfidava la forza di gravità puntando al cielo. “Posso toccarlo?” gli chiesi. Mi guardo con un’espressione incerta. “Non fraintendere – gli dissi – non sono omosessuale, anzi sono sposato con figli e questa e la prima volta che tocco il cazzo di un altro uomo, se si escludono le seghe fatte in compagnia dei miei amici quando avevo 13 anni.” “Fa pure” rispose. Afferrai l’uccello con la mano destra: era duro come il marmo ma caldo e pulsante. Restai qualche secondo immobile indeciso se lasciarlo o continuare a tenerlo stretto. Decisi di assecondare il mio istinto che mi diceva di non mollarlo. Fissai Patrick negli occhi e non lessi espressioni di fastidio o sgomento, forse non era la prima volta che gli capitava. Non so se consapevolmente iniziai a muovere la mano lentamente. Il ragazzo chiuse gli occhi e inarcò le reni sporgendosi in avanti. Continuai a masturbarlo aumentando il ritmo mentre con l’altra mano gli presi i testicoli, stringendoli leggermente. Continuai a muovere la mano alternando colpi veloci a colpi più lenti. Finalmente Patrick emise un gemito e venne inondando il pavimento di sperma caldo. Non dicemmo nulla mentre ci  rivestivamo, poi ci salutammo e andai al lavoro. La sera a casa raccontai tutto a mia moglie e, come al solito, dovetti spegnere con il mio cazzo l’eccitazione che le avevo provocato. “Voglio vederlo anche io – ribadì – trova il modo di portarlo qui.”  Due giorni dopo ero di nuovo in palestra e appena lo vidi subito mi venne un’idea per portarlo da mia moglie. “Senti Patrick – gli dissi – volevo chiederti se ti andava di farti fare qualche foto, sai ho l’hobby della fotografia ed un amico mi ha chiesto  se gli faccio delle foto per il catalogo della sua fabbrica di intimo. Tu hai “l’attrezzatura” giusta per riempire i boxer da uomo.  Ti porto via solo un paio di ore sabato mattina e guadagni pure qualcosa. Che ne dici?” Accettò volentieri e così ci demmo appuntamento per il sabato successivo a casa mia. Arrivò puntuale e lo introdussi subito nel piccolo studio fotografico che avevo allestito nel garage di casa mia. “Questa è mia moglie e poserà per l’intimo femminile insieme a te” Diedi a Patrick una serie di boxer da indossare e lo accompagnai in una stanzetta a fianco dove avrebbe potuto spogliarsi e indossarli. Mia moglie era già pronta con un completo perizoma e reggiseno pushup che indossava sotto l’accappatoio. In pochi minuti Patrick fu pronto e devo dire che faceva un bellissimo effetto il suo corpo palestrato e muscoloso e quel cazzo statuario che si delineava all’interno dei boxer aderenti. Cominciammo a scattare delle foto con mia moglie che si metteva sempre in modo da stare a contatto con il ragazzo praticamente strusciandosi addosso a lui. Ad un certo punto le dissi di togliersi il reggiseno e di abbracciare Patrick da dietro mettendogli una mano sul bordo dei boxer come se volesse infilarla dentro. Li lasciai in quella posizione per un po’ di tempo fingendo di dover regolare la macchina fotografica e i flash. Vedevo il ragazzo in evidente difficoltà per il contatto con i seni di mia moglie sulla schiena e la mano che si muoveva sul suo ventre. Mi accorsi che il suo cazzo aveva iniziato a crescere. Dissi a mia moglie di infilare la mano un po’ più dentro. Fu la fine, Patrick non riuscì più a controllarsi ed il suo cazzo si erse completamente. “Così non posso scattare” dissi. “Aspetta – disse mia moglie – ci penso io.” Si inginocchiò davanti a Patrick e gli abbassò il boxer liberandogli il cazzo di ebano. Lo prese in bocca ingoiandolo quasi tutto. Patrick mi guardo con sguardo interrogativo ma io lo rassicurai con un sorriso. Mia moglie intanto gli faceva un pompino. Presi a scattare foto forsennatamente, arrapato a mia volta. Mia moglie era assatanata e muoveva le mani e la bocca con voluttà sul cazzo enorme del ragazzo.   Ad un certo punto si staccò da lui, si tolse gli slip e si mise sul divano che era nella stanza con il culo rivolto verso di lui, le gambe spalancate e la fica bagnata di desiderio. “Chiavami Patrick” Il ragazzo non se lo fece ripetere due volte e le infilò il cazzo nella fica iniziando a fotterla vigorosamente. Mia moglie urlava di piacere, io scattavo foto furiosamente. Vedevo dal mirino della macchina fotografica  il palo d’ebano entrare e uscire dalla fica di mia moglie riempendola tutta. Zoomavo ingrandendo i particolari e scattando foto ravvicinate. Poi posai la macchina e mi avvicinai alla coppia, tirai fuori il cazzo e lo infilai in bocca a mia moglie. Tramite la sua bocca sentivo la veemenza dei colpi che Patrick le dava da dietro. Per un fortunato caso venimmo tutti e tre insieme, io in bocca a lei Patrick nella sua fica, mia moglie contraendo contemporaneamente fica e labbra. Ci abbandonammo esausti sul divano, mia moglie seduta al centro con le mani strette intorno ai due cazzi come se temesse di svegliarsi da un sogno.

Il mio migliore amico

 

Ci incontrammo per caso dopo circa dieci anni dall’ultima volta che ci eravamo visti. Marco era di tre anni più giovane di me ed era il fratello del mio compagno di studi Andrea. Avevo frequentato casa loro quotidianamente per moltissimi anni dalla scuola media all’università finché, dopo la laurea, ognuno aveva preso la sua strada e la frequentazione si era fatta più rada. Poi io mi ero sposato e dopo un paio di anni anche Marco aveva impalmato una ragazza di Bergamo andando a vivere nella città della moglie. Ed ora dopo dieci anni ci incontravamo di nuovo a Napoli. Quanti ricordi! Praticamente ero cresciuto a casa loro e con Marco in particolare c’era stato sempre un rapporto privilegiato. Con il fratello avevo frequentato le stesse scuole, la stessa facoltà, poi il pomeriggio mi trasferivo a casa loro per studiare insieme. Dopo lo studio spesso capitava che  Andrea dovesse andare da qualche parte con il fratello più grande o con un genitore ed io rimanevo con Marco aspettando mio padre che venisse a riprendermi. Nei primi anni quando capitava questa cosa ci mettevamo a leggere o guardavamo la televisione o giocavamo a qualcosa, poi verso i 15 anni (lui ne aveva 13) scoprimmo qualcosa di più divertente da fare: il sesso. La loro casa era molto grande e c’erano molti posti in cui stare in santa pace. In uno di questi, un locale adibito a ripostiglio, scoprimmo che il padre conservava la rivista Playmen, la versione italiana di Playboy! Per degli adolescenti in piena tempesta ormonale era una vera e propria manna. Appena rimanevamo soli in casa ci fiondavamo a guardare le ragazze nude ritratte nella rivista. Dal guardare al toccarsi il passo fu breve e, oserei dire, obbligato. Dopo aver sfogliato un po’ di riviste, sceglievamo la ragazza che ci piaceva e tiravamo fuori i nostri membri masturbandoci. Un giorno mentre eravamo intenti a questa pratica mi venne l’impulso di provare una sensazione nuova. Avevamo sfogliato già qualche rivista e stavamo scegliendo la ragazza su cui fantasticare, avevamo i pantaloni già abbassati per sfogare ancora una volta i nostri istinti quando mi venne la voglia di provare a toccare il pene di Marco. Lui mi lasciò fare e così continuai a tenerglielo in mano. Come sensazione non era un gran che. Poi cominciai a sentire che diveniva duro e la cosa mi piacque. Iniziai a muovere la mano su e giù, prima lentamente poi più velocemente. Intanto anche il mio membro si era eretto. Invitai Marco a toccarmi anche lui. Lo fece. Aumentai il ritmo del movimento e Marco dopo qualche secondo mi venne in mano. Poi cominciò a muovere la sua mano e a masturbarmi. In breve venni anche io. La cosa ci piacque moltissimo per cui da allora ci toccavamo a vicenda rendendo la masturbazione una pratica molto più appagante. Ovviamente quando eravamo da soli continuavamo a toccarcelo per conto nostro, ma quando eravamo insieme uno masturbava l’altro. Una sera che i  genitori erano fuori città  miei amici mi chiesero di restare a dormire da loro. Andrea andò a dormire in una stanza con la nonna mentre io ero  in camera con Marco. Dopo un po’ che eravamo a letto sentii Marco infilarsi nel mio letto e accendere una torcia elettrica. Vidi che sorrideva e che aveva una rivista. “Oggi facciamo una cosa diversa – mi disse – e aprì la rivista.” Non era una delle solite, era una rivista porno. C’erano amplessi di ogni tipo. In breve tempo i nostri membri erano belli duri e già l’uno teneva in pugno il pene dell’altro. Marco mi fermò la mano. “Aspetta, voglio fare una cosa. Però mi devi promettere che dopo fai lo stesso anche a me.” Promisi. Marco prese il mio membro e se lo mise in bocca. Cominciò a leccarlo tutto. La sensazione che provavo era bellissima anche se ovviamente nessuno dei due aveva mai fatto o ricevuto quella cosa. Il fatto che me lo leccasse mi eccitava moltissimo e all’improvviso venni. Marco si ripulì il viso e poi mi indicò il suo membro che era già duro. Non ebbi alcun problema a prenderglielo in bocca. Come avevo fatto io anche Marco venne quasi subito.  La nostra esperienza omosessuale però si fermò lì. Non provammo mai ad avere rapporti anali. Non rinnego nulla pur essendo consapevole di essere fondamentalmente eterosessuale. Mi piaceva quel che facevamo insieme. Abbiamo continuato a masturbarci a vicenda  per anni anche quando io ero fidanzato con quella che poi sarebbe diventata mia moglie. L’ultima volta che lo facemmo fu a casa mia qualche mese dopo che mi ero sposato. Marco era venuto per dare un’occhiata al mio pc che aveva qualche problema e dopo che lo aveva sistemato io gli dissi se voleva vedere una cosa interessante. Aprii una cartella di foto e avviai la presentazione. Erano foto che avevo scattato a mia moglie con la macchinetta digitale. Erano foto di nudo. Avevo ripreso mia moglie in ogni posizione, ma soprattutto a gambe aperte. Vedevo Marco guardare il grosso sedere di mia moglie, la vulva pelosa oscenamente spalancata con le dita, il seno abbondante. Ci toccammo ancora una volta  l’un l’altro e poi ce lo prendemmo in bocca reciprocamente. Dopo qualche mese Marco, come detto,  si fidanzò con una ragazza di Bergamo e se ne andò a vivere da lei. Ora dopo più di dieci anni ci incontravamo ancora. Mi raccontò che la sua storia era finita e che era tornato a Napoli a casa dei suoi. Chiacchierammo ancora un po’ del più e del meno poi mi sembrò naturale invitarlo a cena per quella sera. Accettò di buon grado dicendo che gli avrebbe fatto bene distrarsi un po’. Quella sera verso le otto venne a casa nostra portando in dono una bottiglia di vino. Mia moglie lo salutò con gran calore e la cena si svolse in un’atmosfera di serena amicizia. Dopo cena ci mettemmo comodi seduti sui divani a continuare la chiacchierata. Mia moglie conosceva Marco da quanto conosceva me e quindi si era vestita in maniera informale, aveva un corto abitino di maglina, molto aderente in verità. L’abito la fasciava completamente mettendo in risalto le forme generose di cui era dotata. Non indossava il reggiseno, come faceva sempre quando stava a casa. Si vedevano chiaramente i capezzoli sotto la leggera stoffa del vestitino, così come i contorni del minuscolo tanga. Più di una volta vidi Marco sbirciare nella profonda scollatura dell’abito di mia moglie o guardarle le gambe mentre stava seduta ed il sedere quando era in piedi. La cosa non mi infastidiva minimamente, anzi mi eccitava.  Eravamo seduti sul divano, mia moglie alla mia destra e Marco sulla poltrona a fianco. Quando mia moglie si alzò per prendere dei bicchieri in cucina le diedi una pacca sul sedere, quando si risedette le misi un braccio intorno alle spalle facendo ricadere la mano sul suo seno. Continuammo a parlare ed io con indifferenza le infilai una mano nella scollatura toccandole un seno. Marco non sembrava per nulla infastidito o turbato dal mio comportamento e continuava a chiacchierare normalmente. Vidi però che spesso il suo sguardo cadeva tra le gambe di mia moglie semiaperte a causa della seduta bassa del divano. L’abito era molto corto e stando seduta le si vedevamo le mutandine candide. Chiesi a mia moglie di andare a fare del caffè e quando rimanemmo soli dissi ridendo a Marco “Ha finito di guardare tra le gambe di mia moglie?” “Capirai – mi rispose – non vedo nulla di nuovo, ti ricordi quando mi facesti vedere quelle foto? Ho visto Elena nuda in tutte le posizioni, quindi non cambia nulla se le guardo le mutandine. Continua a leggere Il mio migliore amico

ORGASMO MUSICALE

Orgasmo musicale

in un conservatorio di musica del centro Italia, durante l’ora di ricreazione, studenti e studentesse, si ritrovano davanti alla macchinetta del caffè, posta vicino all’ingresso dell’edificio; oltre a ricrearsi e parlare di musica, approfittano dell’occasione per parlare anche di sesso, raccontandosi le loro più porche e perverse fantasie.

Marialaura, Stefania e Roberta, rispettivamente: “cantane, violinista e sassofonista”, tre splendide e strafighe ragazze ventenni, fisico da top model e curve mozzafiato, si stavano appassionatamente raccontando le reciproche fantasie nascoste; e a Marialaura, gli salta in mente di organizzare un incontro a luci rosse nell’aula sotterranea dell’istituto, aula dove non ci va mai nessuno.

Marialaura: ciao, ragazze! Cosa, avete fatto di bello, in aula?

Stefania: nulla di particolarmente importante; ma, sbaglio o, sei in ritardo

oggi?

Marialaura: no, non ti sbagli affatto! Sapete, ragazze questa notte, ho terminato il mio ciclo mestruale; e di conseguenza, mi son svegliata con una gran voglia di scopare; e, non potendomi masturbare nel letto altrimenti, facevo veramente tardissimo, ho approfittato della prima ora, che era buca, per l’assenza di un docente per correre in bagno a spararmi un solenne ditalino; devo esservi sincera, dopo cinque giorni di mestruo, la mia fighetta si era riempita di sbroda e si era “infiammata” e quindi, ho dovuto svuotarla e sbollentarla.

Roberta: ummm!! sei venuta molto!

Marialaura: è stato stupendo, mi sono accovacciata cosce aperte sul water ed ho prima fatto una lunga pisciata; poi, mi sono sgrillettata e masturbata, ficcandomi le cinque dita all’interno della vagina, strusciando le labbra con il palmo della mano; ed ho raggiunto un orgasmo sublime, squirtando alla maniera di “Sofia Gucci”.

Stefania: squirting alla Sofia Gucci eh! Ehm su chi hai fantasticato!?

Marialaura: beh! Ho immaginato una situazione davvero intrigante!

Roberta: e cioè?

Marialaura: pensate, ho immaginato che stavamo tutte e tre nell’aula sotterranea di quest’istituto, sapete quell’aula dove non ci va mai nessuno; a masturbarci come luride, dannate; quando, all’improvviso entrano e, ci sorprendono quei quattro fustacci di: “Fabio il chitarrista, Piero il trombonista, Silvio il pianista e Giorgio il violoncellista”, ci prendono, ci sbattono sul divano e ci ficcano le loro grosse minchie, chi in bocca e chi nella figa.

Stefania: stupendo! Sai, quei quattro mi piacciono da morire, sono strafighi e bonazzi, ho sempre sognato di scoparmeli tutti e quattro!

Roberta: oh! Che ingorda; lasciane uno anche per me; ad esempio, Silvio il pianista, mm!!! Un bel morettino da spompare!

Marialaura: ragazze, che ne dite se, mettiamo in pratica la mia fantasia!?

Stefania: magari! E come?

Marialaura: guardate, sono lì vicino all’aula 53 che stanno chiacchierando fra loro, li avviciniamo, ci facciamo offrire un bel caffè e cornetto e, con uno “stratagemma”, gli proponiamo d’incontrarci nell’aula sotterranea.

Roberta: d’accordo, io ci sto.

Stefania: anch’io.

Marialaura: battiamo cinque, tutti per una, “una per quattro”! Ora, ci penso io: “ehi! Ragazzi”!?

Fabio: ciao, Marialaura! Tutto bene?

Marialaura: si, tutto bene; ehm! Chi di voi, ci offre un caffè, con un bel cornettino alla nutella!?

Silvio: offro io, non c’è problema.

Marialaura: grazie, molto gentile! Ascoltate, ragazzi; io e le mie amiche, Stefania e Roberta, avremmo bisogno di un favore.

Piero: dicci tutto, cosa possiamo fare per queste,simpatiche “musiciste”! Ed in modo particolare per te, stupenda vocalist?

Marialaura: veramente, avremmo bisogno di provare due pezzi, un tangoe una polca che, dovremmo suonare sabato sera nella balera dove di solito, ci esibiamo; oh! Naturalmente, a buon rendere!

Fabio: ok! E, quali sono i titoli dei pezzi da provare? Avete gli spartiti o, ve li dobbiamo procurare?

Marialaura: il tango s’intitola: “Caschè”, del maestro Casadeie, lo canto io mentre, la polca s’intitola: “polkissima” e, la esegue Roberta al sax; il testo del tango e gli spartiti di entrambi i pezzi ce li abbiamo noi.

Giorgio: va bene; e, dove andiamo a provare?

Marialaura: beh! Potremmo usufruire dell’aula sotterranea; naturalmente, chiedendo l’autorizzazione in direzione.

Silvio: allora, possiamo fare nel pomeriggio,dopo le 14.00, vi va bene?

Marialaura: per me, non ci sono problemi, per voi, ragazze?

Stefania: neanche per me!

Roberta, acconsentì annuendo.

Giorgio: beh! Ragazze adesso, vi dobbiamo lasciare sta per iniziare la lezione di storia della musica; è stato un piacere bacetto! Mu@@!!

Marialaura: anche per noi, e grazie del caffè e dello squisito cornetto.

Silvio: ma figuratevi, è stato un vero piacere!

Marialaura: è fatta ragazze! Ora dobbiamo studiare il piano per sedurli e farci trombare.

Stefania: io ho un idea, proviamo prima i pezzi; e poi, per disobbligarci, gli e la diamo tutte e tre. Anzi, organizziamo un bel festino con orgia finale; andiamo a comprare un paio di bottiglie di birra da tre quarti, ce le scoliamo, ci spariamo una canna e poi…. “senti che tromb, tromb, tromb”!

Roberta: fantastico! Purché, non ci scopra quella scrofa di Francesca la bidella.

Marialaura: già, non ci avevo pensato; comunque , è un problema facilmente risolvibile, lei ha il vizio delle slot machine e per arrotondare lo stipendio, si prostituisce con gente facoltosa, perciò si è separata dal marito; basterebbe ricattarla, ovvero minacciando di sputtanarla in tutto il conservatorio e vedrai che, zittirà.

Stefania: grande Marialaura!

Il pomeriggio, terminata la lezione, le tre porcelle andarono a comprare le birre al bar di fronte all’istituto, ed aspettarono i quattro musicisti nell’aula sotterranea. Intanto, Francesca era lì che stava ultimando le pulizie.

Francesca: ciao ragazze, si suona oggi?

Marialaura: beh! Sinceramente, abbiamo chiesto l’autorizzazione in direzione per provare due pezzi di liscio.

Francesca: bello! A me, piace il liscio e adoro anche ballare.

Nel frattempo arrivavano i ragazzi.

Marialaura: sinceramente, uno è un tango, ti piace?

Francesca: mmm!! adoro il caschè!

Marialaura: ed è proprio il titolo del brano, “caschè”, del maestro Casadei.

Francesca: bene, vi ascolterò mentre, lavoro e magari, ballo con la scopa!

Grazie, rispose Silvio il pianista.

Francesca, era una bellissima rossa quarantenne, alta all’incirca 1,65, capelli a caschetto, robusta, 6^ di reggiseno e una figa pelosissima. Mentre, le ragazze, le avevano: “Marialaura, semi rasata, Stefania e Roberta, depilata”.

Finite le prove, Francesca la bidella, si complimenta con Marialaura per la splendida interpretazione del tango e con Roberta per l’esecuzione al sax della polkissima, complimenti che ovviamente si estesero anche agli altri musicisti.

Marialaura: che dite ragazzi se adesso, ci beviamo una birra, fumiamo un po’ e poi, ci divertiamo?

Silvio: Ottima idea!

Francesca: bene, vi lascio alle vostre cose, finisco di pulire il corridoio e vado via.

Stefania: ok, Francesca; tanto noi, ci intratterremo per un altra mezz’oretta, al massimo.

Francesca: bene, fate con comodo! Chiuse la porta e continuò a fare il suo lavoro.

Scolate le bottiglie di birra e fumata l’erba, sia le ragazze che i ragazzi, erano un po’ su di giri; e Marialaura, con voce da ubriaca fradicia, propose: “ragazzi, io voglio smaltire la sbronza! Che ne dite se, ce la spassiamo un po’? Ho la mia fighettina che scalpita, è tutta bagnata! Ed ha bisogno di essere grattata, vi prego, grattatemi e leccatemi la fighetta, voglio sbrodare come una lurida”!

Stefania. Anche la mia, cola! Solo che, ho la vescica piena, vado un attimo in bagno a pisciare.

Marialaura: no, no, ti prego, ti prego tesoro! Pisciami addosso, pisciami sulle tette, adoro essere inondata di pioggia dorata!

Salì sul divano, si accovacciò sulle tette dell’amica, aprì le gambe ed emise un lungo getto di pioggia dorata.

Marialaura: mmmm!! che fantastica pioggia dorata!

Fabio: oh! Roberta; come succhi bene! Oltre ad essere una brava sassofonista, sei anche un eccellente pompinara! Succhia, succhia; si, cosi, due alla volta. Ti piacciono i sassofoni di carne eh!

Intanto, Stefania e Marialaura, si stavano vicendevolmente leccando le fighette in posizione lesbo-sessantanove, godendo e gemendo come dannate, incuriosendo Francesca che, si mise dietro la porta ad origliare.

Stefania: ahhh!! Marialaura, Marialaura, Marialauraaaa!!! slinguazza per bene quella fighetta; mmmm!!! succhia il clitoride, ahhhh!! ahhh!!! ahhhhhhhh!!!!!!

Marialaura: anche tu, Stefy! Leccamela fino in fondo; siiii!!!! più veloce, più veloce con quella lingua ahhhh!! sbrodooooo!!

Francesca: ah! Ma questi stanno facendo le porcherie, stanno facendo un orgia! Adesso gli faccio vedere io, li segnalo in direzione.

Aprì la porta col passpartout : “luridi depravati! Ma per caso, avete preso questa scuola per un troiaio!? Uscite fuori di qui o, vi segnalo in direzione”!

Marialaura: ah! Tu, ci segnali in direzione!? E noi, tappezziamo tutto il conservatorio di manifesti, nei quali scriviamo che, tuo marito, t’ha lasciata perché, oltre a mettergli le corna, sei una grande giocatrice di macchinette video poker!

Francesca: no, no, un momento ragazzi! A proposito di mio marito; lo sapete che, da quando mi sono separata, non ho più rapporti sessuali molto frequenti!? Quasi, quasi, ci faccio un pensierino anch’io, posso partecipare?

Marialaura: ma certo, franci! Una milf fra le teen non guasta mai; è come la ciliegina sulla torta!

Francesca: ok, un attimo che mi tolgo il camice e mi spoglio lentamente; cosi, potete ammirare le mie abbondanti forme da gran scrofa! Lo sapete, io sono una bidella molto porca!

Stefania: hai una figa pelosissima, Franci! Mi piacerebbe leccartela un po’, adoro le fighe mature e pelose!

Francesca: ma prego, fa pure Stefy! Ma poi, voglio leccare la tua che vedo che è bella, tutta depilata!

Intanto, Marialaura si stava facendo penetrare il culo e la figa da Piero il trombonista e Silvio il pianista; mentre Roberta, stava egregiamente cavalcando, a spegni moccolo, sull’altra poltrona il grosso arnese di Giorgio il violoncellista mentre, Fabio il chitarrista glie lo sbatteva in faccia e in bocca.

Marialaura: ahhhh!! sfondatemi, sfondatemi il cono uterino e l’ano! È la prima volta che mi faccio scopare da due uomini contemporaneamente! Ahhhh!!!!! godo come una porca, troiaaaa!!! mmmmm!! !!! ahhhhh!!!

Francesca, stava godendo al biondo Dio sotto i colpi di lingua, abbastanza veloci di Stefania; quando ad un certo punto: “ascolta, Stefy, sei straordinaria con quella lingua! Adesso, voglio fare un bel giochino con te.

Stefania: ehm! Che giochino, Franci?

Francesca: desidero che tu, prima mi rada la figa, ho nella borsetta il rasoio e il sapone da barba. E poi, dovresti sfondarmela con quella bottiglia vuota di birra.

Stefania: come la mia gran porca bidellona desidera! Certo, sei una gran troia Franci.

Francesca: molto troia! Mio marito, non mi soddisfaceva a sufficienza.

Stefania: oh! Ma questa figa, ha bisogno di essere sfoltita un po’ con le forbici; hai una peluria molto folta e lunga.

Francesca: le forbici, le ho nella tasca del camice, prendile e fammi un buon lavoro, mi raccomando!

Stefania: non preoccuparti madame; prima di entrare in conservatorio, ho fatto anche la parrucchiera; ed oltre a messe in piega, permanenti, tinture e tagli di capelli vari, ho rasato anche le fighe di molte clienti.

Francesca. Oh! Si adesso, insaponala e radila, lasciando solo un piccolo ciuffettino di peli sul basso ventre!

Intanto, Roberta e …. quella gran porca di Marialaura, si stavano facendo fottere nel culo e nella figa da, Fabio il chitarrista e Silvio il pianista; mentre, Piero il trombonista e Giorgio il violoncellista, si stavano facendo spompinare alla grande da entrambe; in parole povere, i buchi delle due: “sassofonista e cantante” erano ben tappati.

La figa di Francesca, era stata rasata dal rasoio, usato con maestria da Stefania; ed aspettava d’essere penetrata dalla bottiglia “vuota” della birra.

Francesca: adesso Stefy, fa una cosa, prendi la bottiglia, ci mettiamo a lesbo-sessantanove, io sotto, tu sopra; cosi, mi penetri con la bottiglia, ed io ti lecco la figa, godiamo insieme come due dannate troie! Tu troietta, io troiona! Mmm!!

Francesca: fantastico, sublime e perverso!

Francesca: ahhhh!! siiii!! ficcala tutta dentro, ficcala tutta dentro, quella bottiglia! Raggiungi l’utero ahhh!!! siiii!!! spingi, spingi! Ahhhhhhh!!!! uhhhhhhhhhhhh!!!!!!! siiiii!!!!! che zoccola latrinaaaaaaaa!!!!!

Stefania: e tu, leccami quella figa infracidita! Sto sbrodando come una zoccoletta! Si sbrodooo! Tuttaaa!!! mmmm!!! ahhhhhhhh!!!! franci! Siiii!!!!! ingoia tutta la mia sbroda! Mi sta venendo pure da pisciare!

Francesca: tranquilla tesoro, pisciami pure in bocca! Fammi sentire il sapore della tua pioggia dorata! Nel frattempo, sfondami il cono uterino con quella bottiglia!

E, la voglia di cazzo della porchissima bidella Francesca, saliva sempre più.

Francesca: adesso, la voglio anche nel culo, Stefy; ora, mi metto a novanta gradi.

Stefania: si! Adesso, te lo sfondo il culo, tesoro!

Francesca: mmm!! ahhhh!! tutta dentro, tutta dentro! Siii!! arriva fino all’intestino! Spaccami l’ano, spaccami l’ano! Ahhhhh!!!! sei stata fantastica Stefy! Adesso, che ne dici se, diamo una mano a Marialaura e Roberta a stendere quei quattro fustacci!?

Stefania: d’accordo, milady!

Francesca: eh! Ragazzi, concludiamo in bellezza questo fantastico festino! Venite qua, facciamo una grande ammucchiata; avanti, riempitemi di sborra e di sbroda!

Marialaura: certo! Ragazzi!? Accontentiamo questa gran troia, riempiamola di sborra, sbroda e…. pioggia dorata!

Francesca, mise in riga tre dei quattro musicisti e, inginocchiandosi, iniziò a leccare e succhiare le loro verghe che, stavano per emettere un gran fiume di sborra, ficcandosele in quella gran bocca, due alla volta, a fasi alterne, fino in gola, se le faceva arrivare! “Gran golosona di cazzi”! Dando dimostrazione di essere veramente porchissima.

Mentre, le tre ragazze, si occupavano di far “esplodere la minchia del quarto elemento della banda, ovvero Giorgio il violoncellista.

La bidella, dopo quella “plurispompinata”, pretese dai musicisti che la si trombasse a turno, prima nel culo e poi nella figa; ed alla fine che, la si sborrasse e pisciasse in bocca. Insomma, in quell’occasione, si dimostrò una gran zozza latrina.

Francesca: adesso, ragazzi voglio che mi sborriate e pisciate in bocca!trattatemi come la più lurida delle luride, latrine, puttana delle puttane.

Silvio: come vuoi! Tieni la mia sborra, ohhhh!! sborrrooo!!! siii!! anche in faccia!

Fabio: ecco anche la mia! Sborrr…. ohhhhhh!!!

piero. Ti schizzo tutte le tettone! Ahhhhhh!!!!!!!!!

mentre Giorgio, sfinito: “ragazze, non ce la faccio più, ora sborroooo”!!!

Marialaura: sborra nella mia figa, non preoccuparti, mi son presa la pillola anticoncezionale!

Giorgio: ahhh!! tutta dentro! Sborrr…!!! ahhh!! Marialauraaaaaaaaaa!!!!!!!

Silvio, sborrò sulle chiappe di Stefania.

Poi, la porcona di Marialaura ordinò alle sue amiche: “ragazze, leccatemi la figa e, ingoiate la sborra scaricata da Giorgio”.

Glie la leccarono e ingoiarono tutto il cocktail di sborra e sbroda.

Intanto, quell’insaziabile ed ingorda di Francesca: “eh! Ragazzi! Perché, non mi riempite di pioggia dorata; cosi, concludiamo in bellezza”.

Marialaura: idea geniale!

E gli scaricarono scrosci di pioggia dorata, sia maschile che femminile, inondando il morbidoso corpo della bidella che, in prima battuta voleva segnalare in direzione … la bravata degli allievi.

Marialaura: ci siamo proprio divertiti oggi, abbiamo raggiunto proprio un meraviglioso orgasmo, orgasmo…. “musicale”! Poi. Rivolta ai ragazzi: “perché sabato sera, non venite con noi a suonare nella balera? L’invito è esteso anche alla qui presente Francesca”!

Silvio, che era il capobanda: “per noi, non ci sono problemi”.

Francesca: neanche per me; sabato sera, sono libera; magari trovo qualche bel maschione con cui ballare ed alla fine …. scopareeee!!

fine

cronologia e citazioni

Sofia Cucci pornostar

Raoul Casadei musicista

Caschgè, un brano scritto dal maestro Raoul Casadei nel 1997.

parla di due amanti che, avendo ciascuno un proprio legame, sono costretti ad incontrarsi soltanto nelle gare di tango. Dove, stringendosi nei passi classici della danza, si amano alla follia, davanti a migliaia di persone inconsapevoli, tutte inconsapevoli tranne una.

Già dalla prima strofa, s’affaccia il volto di Rodolfo Valentino, l’uomo che sul tango ha costruito il suo mito; e, la sua presenza, si mescola con la visone delle stelle cadenti che piangono un amore impossibile.

Il testo, gioca con le allusioni e cerca la complicità dell’ascoltatore per aiutarlo a vedere fra la folla che circonda i “tangheros”, impegnati nella gara, lo sguardo di chi “ha capito, lo sguardo di chi ha scoperto il tuo segreto e, ha una lacrima negli occhi e un pugnale dentro il cuor”.

Le ripetizioni di letteratura

 

Ero arrabbiato con mia moglie. Ancora una volta mi aveva coinvolto senza dirmi nulla. E non era la prima volta che succedeva. Mia moglie è specializzata nel promettere miei favori alle persone. Se qualcuno va a chiederle che io faccia qualcosa lei accetta per me senza dirmi nulla, così io mi trovo impegnato a mia insaputa. Questa volta si trattava di dar ripetizioni di italiano alle due figlie della nostra portinaia. Le due ragazze avevano rimediato un debito in italiano e la madre aveva chiesto a mia moglie se io avessi potuto dare loro qualche ripetizione. Mia moglie aveva ovviamente accettato con entusiasmo assicurandole che anche io sarei stato felice di farlo e mi trovai coinvolto in una serie di lezioni da tenere un paio di pomeriggi la settimana per tutto il mese di luglio. E così il lunedì successivo alle 15 si presentarono le mie due allieve, Naomi ed Ester  che frequentavano la stessa classe perché Ester, la più grande, aveva perso un anno. Erano davvero carine, piccole, more con una frangetta sbarazzina che incorniciava un visino delizioso. Sembravano gemelle, si somigliavano in tutto, anche nel fisico, minuto ma fornito di un bel seno abbondante che notai sotto la candida maglietta che lo ricopriva.   Durante la prima lezione mi resi subito conto che il loro livello di preparazione era davvero bassissimo. Feci fare loro un tema che poi leggemmo insieme, non c’era una frase scritta correttamente! Visto che ormai ero in ballo decisi di fare le cose seriamente e quindi dissi loro di venire ogni giorno per tutto il mese. Facemmo una settimana di temi a ripetizione per cercare di migliorare un po’ l’esposizione e l’ortografia. La seconda settimana decisi di  far leggere loro ogni giorno un brano da commentare. Alle 15, come al solito, si presentarono a casa mia. Notai subito un cambiamento: entrambe indossavano un paio di pantaloncini cortissimi e una canottiera bianca abbastanza larga da lasciare vedere benissimo che sotto non indossavano reggiseno. Ebbi il mio bel da fare per non cadere continuamente in tentazione e guardare le loro bellissime mammelle che sembravano voler saltare fuori ad ogni minimo movimento.  Anche il secondo giorno si presentarono puntuali e vestite come il giorno prima. Si sedettero al tavolo di studio posizionandosi una alla mia destra e l’altra alla mia sinistra. Cominciammo a leggere da un unico testo che tenevo davanti a me. Poiché il libro da cui leggevamo era unico si avvicinarono a me unendo le loro sedie alla mia, mettendo un braccio dietro di me per vedere meglio il libro al centro. Io tenevo le mie braccia in grembo sotto il tavolo e sentivo il contatto dei loro seni appoggiati alle mie braccia. Mi sentivo un po’ a disagio ma non mi mossi continuando a leggere. Al termine del brano chiesi loro di spostarsi con le sedie mettendosi di fronte a me e di dirmi  cosa avessero capito di quello che avevamo letto.  Si misero sull’altro lato del tavolo e mentre la più grande iniziava a parlare, la più piccola si mise in ginocchio sulla sedia poggiando mi gomiti sul tavolo. Attraverso la scollatura della maglietta vedevo il suo seno nudo e i capezzoli. Prestai poca attenzione a quello che diceva la sorella. Quando la prima ebbe finito di commentare, iniziò a parlare l’altra mentre anche Ester assumeva la sua stessa posizione. Adesso avevo due bellissimi seni da guardare e l’attenzione per quello che dicevano era nulla, guardavo solo senza sentire nulla. Finalmente quella lezione finì e ci demmo appuntamento al giorno successivo.  Per la terza lezione dissi alla grande di sedersi di fronte a me e scrivere una relazione su quanto avevamo letto il giorno prima mentre l’altra si mise al mio fianco per leggere un altro brano. Questa volta misi io il mio braccio sullo schienale della sua sedia alla mia destra mentre lei si accostava a me per leggere. Dopo qualche minuto che leggeva feci scivolare la mia mano dallo schienale alla sua spalla. Non disse nulla continuando a leggere. Dopo qualche minuto Naomi cambiò posizione poggiando un braccio sul tavolo, io allora feci scivolare la mia mano sotto la sua ascella sfiorando con le dita la sua mammella. Mi feci più audace e le diedi un leggero pizzicotto sulla mammella che avevo sfiorato. Non disse nulla. Infilai una mano nell’apertura della canottiera e le afferrai il seno. Lo racchiusi nella mia mano e rimasi immobile, tenni la mano in quella posizione fin quando finì di leggere il brano. A quel punto si alzò in piedi cedendo il posto alla sorella. Anche Ester si posizionò seduta alla mia destra e iniziò a leggere ed io ripetei l’operazione che avevo fatto in precedenza con la sorella toccandole il seno. Anche lei non disse nulla e lasciò che la palpeggiassi fino alla fine del brano. Terminammo la lezione e prima di andarsene mi salutarono entrambe con un bacio sulla guancia lasciandomi solo con il mio membro eretto stretto nei pantaloni. Attesi con ansia l’inizio della quarta lezione. Puntuali come i giorni precedenti le due ragazze bussarono alla mia porta: indossavano entrambe un corta gonna e la solita canottiera. Come il giorno precedente dissi ad una di scrivere la relazione mentre l’altra avrebbe letto un brano. Fu a quel punto che Naomi mi disse “Professore, poiché ho difficoltà a leggere, le spiace se mi siedo sulle sue ginocchia?” Annuii e la ragazza si sollevo la gonna per non sedercisi sopra e poggiò le nude membra sulla mia gambe. La sorella intanto si era posizionata di fronte a noi, in ginocchio sulla sedia e scriveva tenendo i gomiti poggiati sul tavolo. Praticamente dalla scollatura vedevo le due mammelle nude penzolare. Attraverso la leggera stoffa dei pantaloni sentivo il sesso caldo della ragazzina poggiato sulle mie gambe. L’erezione fu immediata. Il mio membro premeva contro le natiche di Naomi che continuava a leggere tranquilla. Non resistetti più di tanto e le infilai le mani sotto la gonna accarezzandole le cosce lisce, poi feci risalire le mani verso il suo ventre. Ebbe un sussulto. “Mi fa il solletico” mi disse.   “Scusa, non volevo, – risposi imbarazzato – smetto subito.” “No, no tenga pure la mano, se vuole, mi fa piacere.” Intanto Ester aveva interrotto la scrittura della relazione e mi guardava con un sorriso sfrontato. “A mia sorella piace essere accarezzata, professore, a me invece piace accarezzare.” Ero sbalordito e colto di sorpresa dalla sfrontatezza delle due ragazze. Decisi di stare al gioco. “E cosa ti piace accarezzare?” le dissi. “Beh mi piace accarezzare i ragazzi o anche mia sorella.” “E cosa ti piace accarezzare dei ragazzi?” le chiesi conoscendo già la risposta. Infatti mi disse “Professore non faccia l’ingenuo, lo sa cosa piace farsi accarezzare  ai ragazzi. Ce l’hanno sempre duro e come lo tocco un po’ mi vengono in mano.” Ero sbalordito dalla sfacciataggine della ragazza. Continuò “Recentemente poi ho imparato una cosa nuova che mia sorella non conosce ancora. Se vuole le mostro cosa so fare. “ “Fammi vedere allora” le dissi. Si avvicino a noi e fece alzare Naomi dalla mie gambe, poi si mise in ginocchio davanti a me e disse alla sorella più piccola di fare lo stesso. Mi sbottonò i pantaloni ed estrasse il mio membro eretto. “Guardi cosa ho imparato a fare – mi disse – so che ai ragazzi piace molto.” Così dicendo si infilò il mio pene in bocca e cominciò a leccarmelo. Continua a leggere Le ripetizioni di letteratura

[ CONCORSO 2013 ] – La Rossa

Rammento che tutti i miei racconti sono veri, situazioni e nomi compresi. Liberissimi di non credermi…
Su un noto socialnetwork ho conosciuto Paola. Ci siamo scambiati il nostro indirizzo di posta e successivamente il telefono. Lei, sposata con un notaio, senza figli, abita a in una città a pochi  chilometri da me. Iniziamo la nostra frequentazione virtuale, nel mondo dove puoi dire tutto, fare tutto…metterti a nudo, sicuro e protetto dallo schermo di un PC. Mi racconta del marito che ama e che l’ama ma, preso dal suo lavoro, la trascura mentre lei a 43 anni si sente ancora nel pieno della vita. Certo le assicura un tenore di vita elevato ma, mi dice, che non si vive di solo pane…e per questo ha iniziato a conoscere persone nuove anche se solo virtualmente. Mi racconta che il PC portatile regalatole dal marito e Internet le hanno aperto un mondo nuovo. Ha iniziato con la navigazione in siti porno e di racconti erotici, spesso riconoscendosi nelle fantasie delle protagoniste  e che mi ha contattato per curiosità a causa del mio nick. Iniziamo un fitto scambio di mail, mi confida le sue fantasie…io le mie…decidiamo di incontrarci per il solito caffè. Ci vediamo di mattina in un anonimo bar della sua città. E’ bella, alta, formosa, solare ma soprattutto è Rossa, come non ne avevo mai viste…di quelle dai riccioli rossi, con le lentiggini sul viso e sul decoltè. Dice di trovarmi simpatico che con me riesce ad aprirsi…facciamo un giro in macchina facendomi giurare che non la sfiorerò. Nel tepore dell’auto mi confida che ha tre desideri che vorrebbe realizzare: fare l’amore con due uomini contemporaneamente di cui uno negro e mostruosamente dotato, fare la puttana in un albergo e incontrare una coppia con lei bisex. Le dico che se vuole posso realizzare i suoi desideri, nel rispetto della persona e della privacy dicendole il mestiere che faccio e spingerla a fidarsi di me…cosa che avviene. Le racconto cosa vorrei fare per realizzare i suoi desideri e noto che le guance diventano rosse e inizia a muoversi sul sedile stringendo e allargando le gambe. Le chiedo se è eccitata, mi risponde di sì…le tocco un ginocchio…si ritrae…le dico che se dobbiamo scopare seppure con altri prima o poi la dovrò pur toccare…si rilassa. Inizio a massaggiarle il ginocchio..poi la coscia infilando la mano sotto la gonna fino ad arrivare alla sua fica che inizio a massaggiare seppur coperta da collant e mutandine…Le prendo la mano e me la porto sul pacco. Dapprima timidamente poi con maggior vigore inizia a massaggiarmelo. Mi sbottono, abbasso lo slip e salta fuori come una molla…lei sgrana gli occhi dallo stupore..me lo impugna e inizia a segarmelo. Le prendo la testa, la faccio piegare e le dico che voglio un anticipo…(fortuna che siamo in un posto isolato). Mi dice che non l’ha mai fatto, io le rispondo che è ora di incominciare visto anche ciò che dovrà affrontare per soddisfare i suoi desideri e dapprima solo con la lingua poi con le labbra inizia a succhiarmelo. La sua inesperienza si vede e…si sente (con i denti), ma gradualmente le dico come fare e sempre gradualmente viene fuori un talento naturale. Se lo succhia, se lo lecca come un calippo…se lo ingoia…mentre io scosto collant e mutandine e seppur a fatica inizio a sditalinarla…Inizia il suo su e giù, stringendo le labbra quando scende e risucchiando quando risale…il trattamento dà i suoi frutti e dopo un pò le riempio la gola di sperma…Lei fà per ritirarsi ma le spingo la testa sul cazzo obbligandola a ingoiare tutto. Quando ha finito si rialza..ha il viso sconvolto..-Mi è piaciuto-, mi dice, -anche se ora ci vorrebbe altro, ma non posso trattenermi, devo correre a casa…ma tu organizzami una mattina di fuoco al più presto possibile, mi raccomando-. -Tranquilla le dico, al più presto avrai mie notizie…-. Ci salutiamo con un bacio.

Prima di realizzare i tuoi desideri voglio averti prima da solo perchè, per ciò che ho in mente, dopo non sarai più la stessa. La mia proposta non ammetteva repliche e ci incontrammo a casa sua in una giornata che il marito era fuori città per lavoro, mi accolse con una gonna sopra il ginocchio, calze nere sorrette da reggicalze, camicetta a fiori che a stento conteneva le sue tettone. Mi offrì da bere sedendosi sul divano accanto a me, presi a carezzarla le gambe, ancora un pò irrigidita mi lasciò fare, finchè arrivai al suo nido che trovai caldo e umido. Sembrò sciogliersi e prese a massaggiarmi il cazzo sopra il pantalone, mi sbottonò e inizio a spompinarmi, oramai aveva imparato come fare e la sua lingua saettava lungo l’asta leccandomi anche i coglioni. La stesi, le sfilai le mutandine e presi a leccarle la fica, era dolce, succosa e più leccavo più si bagnava, le presi il clito tra le labbra succhiandoglielo come un piccolo cazzo. Iniziò a dimenarsi – o cazzo…che bello…succhiami…fammi godere – le infilai due dita mentre leccavo e lei partì per il primo orgasmo. Senza darle il tempo di riprendersi le alzai le gambe e la infilzai in profondità finchè non sentii il collo dell’utero sotto la mia cappella. La pompai in velocità, dando bordate sempre più forti e profonde – daiiiii…di più….scopami…spaccami…fammi sentire una zoccola…sono una zoccola, la tua zoccola….fammi godere…godooooo….vengooooooo – me la scopai per una mezz’ora senza darle il tempo di riprendersi da un orgasmo all’altro finchè anche io, la limite, le sborrai dentro tutto il mio succo…- AHHHH…come sei caldo….ti sento tutto…riempimi….che bello…come godo…ancora un pò daiiiiiii…vengo di nuovo…. – Dopo gli ultimi colpi ci stendemmo su letto, rilassati a coccolarci. Ci misi poco per riprendermi, del resto con una donna del genere ci vuole veramente poco. Iniziai a titillarle i capezzoli che si indurirono subito e che presi subito a succhiare impastandole le tette con le mani. Ricoprivo di baci la sua bocca, il viso, dietro le orecchie, scendendo sul collo e risalendo. La portai di nuovo al massimo della eccitazione tanto che riapri le gambe per accogliermi di nuovo. Sprofondai in lei come un coltello caldo nel burro, era bagnatissima anche a causa dei precedenti orgasmi e presi a pomparmela di gusto. Ora però volevo assaggiare il suo culetto che tanto mi faceva impazzire, tenendola distesa le alzai le gambe e con la cappella iniziai a titillarle il buco del culo, alternando leggere penetrazioni a raccolta dei suoi succhi per lubrificarla bene..-Fai piano – mi disse, – è la prima volta – Fui delicatissimo come al mio solito, lasciai passare la cappella faceldola abituare alla intrusione, poi presi a fare dei leggeri movimenti avanti e indietro, sentendola di volta in volta sempre più ricettiva. Nel frattempo lubrificavo l’asta con la saliva e i suoi succhi che raccoglievo dalla fica, finchè il mio cazzo riuscì a scorrere per bene. Mi accorsi che non le facevo male…aveva una dote naturale a prenderlo dietro. Iniziai a pomparmela alternando colpi in fica e nel culo, lei si dimenava in preda ai continui orgasmi, quando la inculavo le infilavo un pollice in fica e quando me la scopavo le mettevo un dito nel culo. Questa sorta di doppia penetrazione la fece esplodere in un potente orgasmo, il suo corpo sembrava scosso dalle convulsioni, le sue tette ballavano, il viso era di un rosso acceso, le tappai la bocca con un bacio quasi a raccogliere il suo piacere dentro di me. Infine si accasciò quasi senza forze mentre continuavo a pomparla – basta -, mi disse – non ne posso più, lasciami abituare, non ho mai goduto così intensamente -. Mi sfilai con l’uccello ancora duro, mi stesi, le presi la testa e le guidai la bocca sul mio cazzo. Prese a succhiarmelo come le avevo insegnato, le dissi di farlo più velocemente, lei obbedì, andava su e giù con la testa sempre più velocemente, finchè sentii la sborra montarmi dai coglioni, la bloccai e le scaricai in bocca tutto il mio succo. Lei tentò di divincolarsi come la prima volta, ma non glielo permisi, anzi, le turai il naso costringendola ad ingoiare tutto. Stanco e soddisfatto ci fumammo una sigaretta con lei accoccolata sul mio petto. Mi chiese – come hai intenzione di realizzare le mie fantasie? – Le risposi: – Per fare la puttana ho un amico che gestisce un albergo, prendiamo una camera lì, metto un annuncio per reperire maschi, decidiamo il giorno e ti regalo la tua giornata da vera puttana, ovviamente dovrai dargliela anche al mio amico. Per la coppia con lei bisex, nessun problema, ho una coppia di amici ospitali e per il Superdodato ne conosco uno ma è pericoloso.- Perchè?- mi chiese, -perchè è dotato in modo mostruoso e poi una volta iniziato non si ferma davanti a niente, quindi eventualmente devi decidere prima fin dove vuoi arrivare perchè se è vero che i limiti non li supera è anche vero che se decidi di prenderlo e dove prenderlo poi devi farlo perchè un colosso del genere non posso fermarlo.- -E’ un mio desiderio farlo con un superdotato e comunque se mi sarai vicino credo di riuscire a farlo e poi se ci passa un bambino credo ci passa un cazzo no? Il culo però no, almeno per il momento…quello lo prenderai tu insieme a lui, per il resto seghe, spagnole, pompini e penetrazione in fica-. Ci lasciammo con la promessa che ci saremmo rivisti presto. Continua a leggere [ CONCORSO 2013 ] – La Rossa

[CONCORSO 2013] -Il parcheggio del sesso

Era una serata  come tante, una serata come tante ma…ben presto divenne una serata molto speciale.

sono tornato a casa un po’ prima, dico a mia moglie :preparati che usciamo,lei: dove andiamo ?…io : non fare domande, preparati e basta , intanto io faccio la doccia.

Ci vestimmo con molta fretta, era da tanto che avevo sentito dire di quel posto e quella sera volevo vederci chiaro, volevo davvero capire cosa ci fosse di strano in quel parcheggio.

Pero’ pensai bene di far vestire mia moglie in modo provocante , non so perche’ ma volevo essere preparato.

Allora gli dico : mettiti il completino di seta che ti ho regalato per S. Valentino, una gonna non troppo lunga e le calze autoreggenti.

Lei stupita, ma senza fare domande, fa come le ho chiesto e intanto si truccava.

Sei pronta ?…si solo qualche minuto e andiamo…ok, rispondo.

Salimmo in macchina e ci avviammo verso l’uscita della citta’…quella gonna corta faceva vedere il merletto del gambaletto e gia’ mi faceva ingrossare il cazzo solo al pensiero, cosi’ allungai la mano nella sua fica e gli infilai subito il dito e intanto con l’altra mano guidavo.

Lei era zitta e  con la sua mano mi aiutava a far entrare meglio il mio dito nella sua fica caldissima, che gia’ incomincio a bagnarsi tutta, le nostre dita bagnate finirono prima nella sua lingua e poi nella mia…e intanto mi avviavo.

Ad un certo punto, svoltai oltre un bivio e mi addentrai dentro un immenso parcheggio pulmann dismesso, pieno di grandi alberi e cespugli, poco illuminato e molto frequentato da coppie in auto.

Era quello il posto, mi avevano detto che si scambiavano le coppie e che era molto frequentato da cercatori incalliti di sesso.

In effetti ho notato diverse persone , tutte molto educate e discrete.

Noi ci fermammo in un angolo coi fari spenti e i finestrini abbassati col davanti dell’auto verso l’entrata.

Mia moglie senza fare domande guardava quelle auto che entravano e giravano in giro lampeggiando o fermandosi e accendendo e spegnendo la lucina interna dell’abitacolo

Intanto io ho allungato di nuovo la mano per non fare raffreddare quella sua fica vogliosa e incomincio a lavorare col tutta la mano…cosi’ lei mi abbassa la zip dei pantaloni e incomincia a maneggiare lentamente il mio cazzo, ormai duro.

Poi si abbassa la testa verso quel cazzo e se lo mette in bocca incominciandolo a leccare di gusto.

Cosi’ mentre io non capivo piu’ nulla, si avvicinano due uomini, bussano nel finestrino mezzo abbassato e chiedono: scusate , abbiamo visto che non siete appartati e quindi credevamo cercavate compagnia, quindi , se cercate compagnia noi siamo  qui’ per questo.

Io in un primo momento rifiutai,e gentilmente risposi: no ragazzi , grazie ma noi cerchiamo solo coppie .

Cosi’ salutando si allontanarono, ma erano sempre sul posto a cercare altro sesso.

Mia moglie che in quel momento si era fermata di leccare il mio cazzo mi domanda cosa o chi  dovevamo aspettare, io gli risposi che non lo sapevo e che se capitava una coppia piacevole magari potevamo provare qualcosa di particolare con loro.

Passo’ un altro po’ di tempo non so se 15, o 30 minuti e intanto lei era bagnatissima, sara’ venuta almeno 3 volte…che arriva una macchina con due persone , erano appunto una coppia, ci affianca e abbassando il finestrino ci chiede :

Siete qui’ per giocare ?…io rispondo: certo !! quindi escono dall’auto e si presentano..con lo sguardo chiedo a mia moglie se erano di suo gradimento , specialmente lui..tanto a me lei mi piacque subito , era una gran bella figona con la faccia da porca, un culo enorme e una figa tutta da gustare.

Non sapendo al momento dove andare decidemmo di mettere le macchine  unendo i due frontali e allargando il di dietro in modo da fare un triangolo , in un angolo molto appartato del parcheggio, posto tra due grandi cespugli e tre alberi.

Cosi’ con gli sportelli aperti le due donne si sedettero nelle rispettive auto coi piedi verso l’asfalto, praticamente meta’ dentro l’auto e meta’ fuori ,Mentre noi uomini restammo all’impiedi fuori.

Nessuno poteva vederci, nemmeno passando perche eravamo sistemati bene.

Io mi avvicinai alla moglie di quell’uomo appena conosciuto…e intanto lei seduta aveva allargato le gambe e incominciava a toccarsi la fica.

Cosi’ mi abbassai dolcemente la testa e incominciai col leccare la caviglia , pian piano con la mia lingua salivo leccando la gamba e sempre lentamente arrivai alla sua enorme figa.

Era gia’ un vulcano rovente , tutta depilata e infuocata, cosi’ incominciai a leccare ,leccare , leccare

Leccavo sempre di piu’…mentre lei con la mano spingeva la mia testa verso la sua fica e schizzava continuamente.

Poi mi allontana la testa e mi abbassa la zip dei pantaloni, il cazzo era gia’ durissimo e aspettava proprio la sua bocca.

Non ebbi nemmeno il tempo di fiatare che gia’ lo leccava, se lo infilava in bocca arrivando fino in gola, riuscivo a sentire le sue calde tonsille.

Menava, succhiava, leccava, leccava menava succhiava..era golosa di cazzo e godeva come una troia.

Intanto che lei succhiava il mio cazzo.

Io pensai di girarmi x vedere cosa facesse mia moglie , che era messa a pecorina nel sedile posteriore col culo fuori dall’auto ,mentre lui che gli infilava un dito nella figa e un altro nel culo e di tanto in tanto la leccava.

Mi rigiro eccitato al massimo e gli dico  allarga le gambe che ti sfondo col mio cazzo !! Continua a leggere [CONCORSO 2013] -Il parcheggio del sesso

L’ammucchiata

Dopo una mangiata di cazzi, la notte è stata frenetica, io e una mia amica abbiamo organizzato una festa con ammucchiata la serata comincia alle 19 con aperitivo e una sfilata di tette e cazzi, siamo 5 ragazze e 5 ragazzi, non sappiamo se qualcuno è venuto accompagnato, le tette sfilano le donne indossano un perizoma e maschera, i cazzi dopo camminano sulla passerella, uomini a petto nudo, pantaloni allacciati in vita solo la cerniera aperta con il membro in vista, mmmm quanta bella roba! Dopo la sfilata le ragazze vanno a farsi una doccia x poi arrivare in salone e distendersi sù tappetini,nude come la mamma le ha fatte tra di loro ci sono anch’io, dobbiamo fare i tavoli x le portate della cena, mentre si mangia, c’è chi stuzzica la tavola, chi usa la forchetta, con delicatezza, spuncia il seno chi fa una riga dal seno al clitoride sempre con delicatezza, con un coltello senza lama. Poco dopo il caffè non bevuto sui tavoli, la comitiva si sposta in un’altra sala, gli uomini ancora con pantaloni, aspettano noi usciamo da una porta,io vestita con un completo da infermiera, molto riduttivo, chi vestita da diavolo, angelo, chi da strega, e chi da gatta, i ragazzi appena ci vedono si mettono sull’attenti dobbiamo palpare il membro per vedere chi ce l’ha più duro, un la sfida è veramente ardua, appena mettiamo le mani sui cazzi una goccia li bagna, noi ci appoggiamo la bocca, 5 bocche x 5 cazzi. La danza dei pompini piace ai ragazzi poi ognuno si sceglie la sua, a me è capitato il più dotato, io sono l’ospite, mi sembra giusto. Lo prendo in mano mentre lui mi massaggia la figa, in piedi uno di fronte all’altra in una danza lenta,mmmm sì sento il suo membro farsi sempre più duro, ad ogni carezza di lui sulla figa mi bagno sempre più, oh sì la mia bocca gli prende un capezzolo, un sospiro di lui mi fa capire che gli piace anche lui mi prende un capezzolo,f lo stuzzica. Ancora in piedi mi chino x prenderlo in bocca… Mmmm gemo è duro anche lui geme e mi dice che sono brava a fare pompini mmmm con la bocca vado giù il cazzo in bocca che si muove dentro lo lecco, mi tiro sù x catturare le sue labbra per passare il gusto dalla mia alla sua bocca. Mi sposto sul divano per allargare le labbra e mentre io mi tocco lui si toglie il resto degli abiti, per restare nudo davanti a me,sì abbassa, mi lecca il clitoride,mmmm fantastico mi regala un piacere immenso con la lingua, sù lecca giù x poi tornare sù con la lingua sul clitoride mentre mi inserisce il dito in figa…..
By: Rosi Pagani