Un aperitivo al cioccolato

L’acqua calda della doccia scende lungo il mio corpo nudo, mi massaggio delicatamente il corpo col bagnoschiuma. Una profumazione orientale si sprigiona nella stanza da bagno, facendo vagare la mia mente in luoghi lontani,paradisiaci, spiagge bianche,  mare azzurro e giornate piene di sole. Sono rilassata e compiaciuta, mi accarezzo i seni con le mani, massaggiandoli lentamente e delicatamente, scendo lungo il mio ventre piatto e poi dietro suimiei glutei sodi.

Verso sulla mani un altro po’ di bagnoschiuma ed inizio a massaggiarmi i piedi, salendo su per le caviglie, fino alle cosce affusolate.
Il mio corpo è così tonico, la palestra ha un effetto veramente positivo sulla mia forma fisica, non solo per gli attrezzi che uso, ma per gli incontri che faccio e che mi consento un’attività aerobica extra almeno tre volte la settimana. Come mi piacciono gli uomini muscolosi, i bicipiti pulsanti da accarezzare, i pettorali da leccare, le gambe muscolose da cui farsi stringere,i glutei solidi che nascondono il buchetto dell’ano da slinguacciare, i cazzi duri che ti scopano in tutti i buchi e posizioni…. mmm.

Ecco cosa manca sulla spiaggia un bel bagnante moro e abbronzato.

Ho ancora voglia, quanta voglia.
Inizio a sciacquarmi usando l’acqua fredda, i capezzoli sono sempre più dritti e duri, dirigo il getto freddo sulla mia vagina, apro le grandi labbra e inizio a massaggiarmi. L’eccitazione cresce, voglio un orgasmo! Continuo a risciacquare il mio corpo eliminando ogni residuo di sapone. Infilo un ditino nel culetto è aperto e voglioso anche lui, ne infilo un altro e stantuffo un altro po’.

Chiudo l’acqua ed esco dalla doccia, mi asciugo delicatamente ed inizio a prepararmi per la serata, resistendo all’impulso di masturbarmi e arrivare così all’appuntamento con un bel po’ di fame…

Non trascuro alcun particolare: Carlo adora i piedini ben curati, li massaggio con un olio
idratante e rifinisco la manicure con uno smalto rosso brillante, infilo le autoreggenti nere, con il bordo di pizzo alto, proprio come piace a lui,completo l’intimo con un body nero e rosso di pizzo aperto sia sul seno che sulle mie parti basse.

E’ da molto che non ci vediamo e, soprattutto, che non ci facciamo una bella scopata.

Un vestitino a fascia nero mi aderisce completamente al corpo, arrivando a coprirmi fino a metà coscia, stivali di pelle nera coi tacchi a spillo chiodo di pelle e un tocco di profumo… ok sono pronta. Mi specchio e non posso fare a meno di eccitarmi di nuovo, farei perdere la testa a chiunque.

Suona il campanello, chi può essere rischio di fare tardi al mio appuntamento… uff!!!
E’ Tinè, il ragazzo capoverdiano che fa da badante al mio vicino Umberto. E’ un bel ragazzone creolo, prima di venire in Italia faceva l’animatore turistico  in un villaggio, è lì che ha imparato molto bene l’italiano.  Non ci siamo mai parlati, anche se ha un corpo statutario.
Apro la porta: “Ciao”.
“Ciao, avrei finito lo zucchero e Umberto vuole un caffè. Puoi prestarmene un po’?”.
“Certo, ora lo prendo”.

Mi piego verso lo scaffale basso in cucina, sento il vestito che sale scoprendo le gambe e avvolgendo, se possibile, ancora di più il mio sedere.

Sento una mano infilarsi fra le mie cosce e arrivare alla mia fighetta, che era pronta ad esplodere già da un pezzo. Resto in quella posizione, sono già eccitata e disponibile. Sento un dito sfregarmi le grandi labbra ed impregnarsi dei miei umori. Ora gira la mano inducendomi ad allargare le gambe. Infila un dito nella fighetta e poi subito un altro, inizia a stantuffarmi delicatamente  facendomi gemere di piacere. Mi solleva il vestito e con una mano mi spinge la schiena verso il basso, mettendo così in bella mostra la mia fighetta rasata di fresco.
Sento qualcosa di duro poggiarsi sul mio clitoride e strusciarsi contro di esso furiosamente facendomi gemere ancora di più. Mi allarga la fighetta con le mani e lo sento entrare, finalmente! Grosso e duro, entra dentro lentamente, poco alla volta. Inizio ad urlare dal piacere, i suoi movimenti sono lenti e delicati, accendendo in me ancora più desiderio.

Sono al limite del piacere, lo voglio sentire in tutta la sua forza: “Scopami, dai più forte! Fammi tua!!” E all’improvviso i suoi movimenti si fanno più veloci e, cazzo! sento un bruciore improvviso e caccio un urlo di dolore e piacere: “E’ enorme!” Ora sento le sue palle gonfie sbattere contro la mia fighetta accaldata e dolorante. Mi possiede tutta, con forza e vigore, urlo come un’assatanata senza mai riprendere fiato.

Con una mano mi sgrilletto il clitoride e esplodo in un’enorme orgasmo, bagnando tutto quel lungo cazzone coi miei umori.

Esce dalla mia fighetta e risistema quell’enorme pacco nei pantaloni, non dandomi neanche il tempo di poterci giocare un po’.

Si piega, prende lo zucchero e si gira verso la porta.
“Devo andare, il caffè sarà venuto su ormai.”
“Aspetta, io… stanotte posso prepararti un buon caffè se ti và.”
“Verrò a suonare alla tua porta quando rientri” e chiuse la porta dietro di sé.

Sistemo il vestito, un ultimo sguardo allo specchio e mi avvio, Carlo mi sta aspettando, certo dopo questo aperitivo speriamo che la cena sia sostanziosa, male che va c’è lo spuntino di mezzanotte ad aspettarmi…