L’inculata del camionista

L’inculata del camionista

Gustavo, è un simpatico quarantenne, bruno, barbuto e panciuto; sposato, di professione camionista, lavora, con il suo autosnodato sulla tratta autostradale Bologna Forlì.

Una notte d’inverno, si ferma, per il solito riposino di rito in un autogrill dove incontra Cornelia, una bellissima travesta venticinquenne, attiva e passiva, alta all’incirca un metro e ottanta, bionda 4^ di seno, coscia lunga e, in mezzo alle gambe un cazzo abbastanza sostanzioso.

Lui, essendo sempre in giro con il suo camion, non ha mai il tempo di farsi una scopata come si deve con sua moglie; e cosi, pensa bene di rimorchiarla, offrendole un drink al bar dell’autogrill, ignaro che fosse una trav; ma “ a lui, arrapato come un matto, non importava nulla anzi” ….

Gustavo: ciao, bellezza! Posso offrirti un drink!?

Cornelia: oh! Ciao, bel maschione, barbuto e panciuto! Una vodka grazie.

Gustavo: dal tuo abbigliamento abbastanza succinto, devo dedurre che, sei una escort.

( Cornelia, indossava un vestito decolté, molto corto, un paio di stivaloni mezza coscia tacco 12, un paio d’orecchini a cerchio, unghie lunghe smaltate di nero ed in bocca, una lunga sigaretta sottile, fumava come una gran porca –troia).

Cornelia: si, sono una escort, una trav–escort, attiva e passiva, t’interesso, tesoro? Slurp, slurp [email protected]@@@!!

Gustavo: beh! Veramente si, sono due mesi che non chiavo mia moglie, per via del mio lavoro; e, di questi tempi … meglio feriti che morti di figa! Quanto prendi?

Cornelia: cinquanta euro e faccio tutto, bocca e culo;  se poi, hai anche esigenze particolari, mi basta un piccolo regalino in più.

Gustavo: cosa intendi per esigenze particolari!? E poi, a quanto ammonterebbe questo piccolo regalino in più?

Cornelia. T’ho già detto che, sono attiva e passiva; se, desideri essere inculato, posso farlo volentieri, ho una minchia abbastanza sostanziosa! E poi, adoro gli uomini panciuti e pelosi; per quanto riguarda il regalino, vado letteralmente in calore per le collane di perle, oh! Quelle di bigiotteria che, son lì alla cassa.

Gustavo: capisco, come ti chiami?

Cornelia: il mio nome d’arte è Cornelia, sono un’appassionata di storia romana; allora, che facciamo, andiamo, bel maschione!?

Gustavo: si, andiamo, andiamo nel mio camion che è parcheggiato alle spalle dell’autogrill.

Cornelia: ok, d’accordo slurp. E, lo seguì sculettando come una bagascia, “bardolese”(zoccolona).

Salirono sul camion e, Gustavo, distesosi sulla brandina dapprima si fece leccare i coglioni e succhiare voluttuosamente il cazzo, poi glie lo ficcò in culo.

Gustavo: mmm!! Leccami i coglioni, leccami i coglioni, porca, vacca, troia! Ohhh!! Succhiami il cazzo, succhiami il cazzo, ti prego, succhiameloooo!!!

Cornelia: sii!! Mmm!! Prima, fammi leccare questo petto villoso e questo enorme e lardoso trippone! Slurp, slurp! Adesso, mi mangio i coglioni e poi, ti lecco tutta l’asta! Sluap, sluap!! Mmm!!!

Gustavo: ti prego, Cornelia, ficcatelo tutto in bocca si, tutto in bocca, fino in gola! Ahhh!! Dai, tira, tira! Lecca la cappella, lecca la cappella! Ahhhh sìììììì!!! Troia, zoccola! Voglio incularti, voglio sborrarti nel culo!

Cornelia: prego, spaccami il culo, panciuto, riempimi il retto di sborra!

Gustavo: si, senza vasellina, te lo ficco in culo! Ahhh! Sii!! Prendilo tutto in culo, prendilo tutto, prendilo tutto, sgualdrina di “un travestito”!

Cornelia: si, si, sfondami, sfondami tutta, fino a farmi cagare diarrea! Ahhh!! Sbatti quella pancia vicino alle mie chiappe! Ciach, ciach! Ahhhhh!!!!

Gustavo: che fantastica inculata! Ma adesso, ti dispiace se ti tocco un po’ il cazzo!?

Cornelia: toccami il cazzo, toccami il cazzo, segami “froscione”! ahhh!!!mmm!!!

Gustavo: ahhh!! Sborro, ohhhh!! Uhhh!!

Cornelia: sborrami in culo, sborrami in culo ahhhh!! Siii!! Adesso, mi sego.

Gustavo: aspetta, ti compro due collane di perle, fammelo prendere in bocca; e poi, desidero essere inculato.

Cornelia: ah! Le collane di perle, mi fanno eccitare! Inginocchiati, porco e succhialo, succhialo come un troione, zoccolo!

Gustavo: si, chiamami pure zoccolo, chiamami puttano ahh!!

Cornelia: dai, troione, barbuto! Succhiamelo, voglio sentire la tua barba pungere la mia cappella ohhhh!! Mmmm!!!! Adesso, voglio incularti, “froscione”.

Gustavo: si, si un attimo che, mi metto a pecora, ti piace il mio culone peloso!?

Cornelia: certo che mi piace, i peli sul culo, mi fanno eccitare molto! Aspetta, che ti lecco un po’ il buco.

Gustavo: oh! Si, ti prego, ti supplico, leccamelo! Ti riempio di collane, perle e diamanti, ti prego, leccamelooo!!

Cornelia: il tuo sfintere, assaporerà la mia lingua mm!! Tienila, è tutta per te!

Gustavo: ahhh!! Che bella sensazione, inumidisci, con la tua saliva le mie emorroidi ahhh!!! Adesso, sculacciami, t’imploro, sculacciami ahhh!!! ancora, ancoraa!! Ahhhh!!!!!

Cornelia: si, ma adesso, tesoro, il mio cazzo ha voglia di sborrare, posso sbattertelo nel culo!?

Gustavo: si, certo, amorino, ficcamelo tutto in culo, tutto in culo; ma, attenta alle mie emorroidi.

Cornelia. non preoccuparti, lo ficco piano, piano!

Gustavo: si, piano, piano, piano, piano, ahhhhhh!!! Uhhhhhhh!!! Che doloreeeeee!!!!

Cornelia. sìììììììììì!!!! Adesso sborrooo!! Ahhhh!! Ahhh!!! Ohhhh!!! Mmmm!!!! Sborroooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!

Gustavo: si, sborrami in culo! Addolcisci le mie emorroidi con la tua calda e densa sborra! Ahhhh!!! Siiii!!!! Adesso, sto meglio. Devo correre in bagno a farmi un bidet, ho la calotta del culo che mi brucia ahh!! Ohhh!! Uhhh!!

Cornelia:  andiamo insieme; anch’io, devo farmi una doccia.

E, dopo essersi lavati, Gustavo, come promesso, regala a Cornelia un set di collane e bracciali di perle di bigiotteria, acquistate presso la cassa dell’autogrill, oltre alla normale prestazione; e, gli fece una proposta “indecente”.

Gustavo: bene, Cornelia, contenta!?

Cornelia: sii! Sei un tesoro!

Gustavo: che ne diresti, se un giorno, t’invitassi a casa mia e, ti scopassi mia moglie!? ti prometto che, io guarderò e, in quell’occasione,  indosserò il gonnellino scozzese.

Cornelia: oh! Molto volentieri, se lei ci sta!

Si salutarono, scambiandosi i rispettivi numeri di cellulare; e Gustavo, proseguì il suo viaggio, consapevole di essere diventato un futuro “se non lo era già a sua insaputa” cornuto e un povero rott’in culo, sventurato.

Fine

L’estate è carica di emozioni

Trovarsi in una spiaggetta paradisiaca e solamente con poche persone con Laura non può che riservare piacevoli sorprese.
Ma ieri è stato piacevolissimo e particolarissimo.
Sbarcati da una barchetta ci siamo trovati su una spiaggia isolata, con un baretto stile messicano sulla spiaggia, musica di sotto sfondo e mare cristallino.
Sulla barca, non so neppure io perché, mi sono messo a fissare il rigonfiamento che un ragazzo aveva in mezzo alle gambe.
Laura, senza dire nulla, ovviamente si accorge dei miei sguardi.
Dopo poco che siamo in spiaggia, mi dice di essere particolarmente eccitata.
Mi dice pure che mi vuole vedere con il cazzo di quel ragazzo in bocca.
Ma cosa dici Laura, abbiamo sempre fatto le cose assieme, calmati.
Laura con calma appunto mi sussurra nell’orecchio: non te lo stò mica chiedendo, lo devi fare e basta, ti ho visto che gli stavi guardando il cazzo, datti da fare immediatamente.
Lo so che quando Laura fa così non c’è modo di dissuaderla…
La cosa però ovviamente mi stuzzica, conquistare il ragazzo e farmi spiare da Laura non mi dispiace.
Mi alzo e passeggio per la spiaggia.
Vedo il ragazzo al bar, mi avvicino.
Scambio due chiacchere, bevo una cosa con lui.
Non so proprio come iniziare la cosa, gli occhi mi cadono sempre sul suo cazzo, lui se né accorto e sembra assolutamente non infastidito.
Senti, è inutile che ci giriamo troppo in giro, vorrei farti un pompino, vorrei raccontarlo a mia moglie e vorrei che lei ci spiasse.
Luca mi risponde che però vuole vedere chi è mia moglie, io la indico, è la donna in topless sulla sdraio rossa.
Il ragazzo si incammina verso Laura, vedo che si stringono la mano, parlano 1 minuto e lui torna indietro.
Laura deve essere proprio porcellina, mi piace pensare che mi succhierai il cazzo per farle un piacere…
Pochi passi all’interno dalla spiaggia, bella vegetazione che regala fresco e intimità.
Luca si accorge che facendo quei pochi passi il mio cazzo è diventato durissimo, anche il suo sembra già pronto.
Lui si appoggia ad un albero, io senza dire più nulla mi inginocchio e tiro giù il costume.
Ha un cazzo bello grosso, già pronto. Continua a leggere L’estate è carica di emozioni

Una bella sorpresa


Eravamo sposati io e mio marito da circa 10 anni, il nostro rapporto era molto buono ed avevamo
anche un discreto affiatamento sul piano sessuale.
Avevamo un figlio di 8 anni che era cresciuto in compagnia di una ragazza che abitava al piano di
sotto, la raggazza, Cinzia, era ormai divenuta una bella figa di 20 anni.
Capitò che ebbi un periodo di ferie al lavoro e partii per la nostra casa al mare, mio marito non poté
raggiungerci perché non poteva allontanarsi dal lavoro.
Partii con mio figlio e per compagnia chiesi a Cinzia se voleva accompagnarci.
Lei assentì di buon grado perché anche il suo ragazzo, Marco, sarebbe rimasto impegnato con il suo
lavoro tutta la settimana.
Arrivati al mare, era il mese di giugno, e si stava benissimo, sulla spiaggia non c’era quasi nessuno,
i primi giorni trascorrevano nel relax più totale.
Andavamo al mare, dove prendevamo il sole, io in topless, come l’abitudine (ho una magnifica
quarta), Cinzia con un bikini molto ridotto, ma del quale non voleva liberarsi del pezzo di sopra, per
pudore.
Una sera, eravamo in casa, scoppiò uno di quei temporali improvvisi, che già preannunciavano
l’estate, mio figlio già stava dormendo al piano di sopra, noi vedevamo la televisione, andò via la
luce e ci preparammo ad andare a letto, Cinzia mi confessò di essere terrorizzata dai lampi e dai
fulmini e così la feci venite nel mio letto.
Si raggomitolò e venne molto vicino a me, sentivo il calore del suo corpo, i suoi seni ancora un po’
acerbi, piccoli, ma durissimi che premevano contro il mio fianco, ad un certo punto sentii la sua
mano che carezzava lentamente il mio braccio, provai un brivido, una scossa quasi improvvisa, li
per li non ci feci caso, ma quando la mano di Cinzia passò dal braccio, alla spalla al petto, mi sentii
un po’ a disagio, nelle mie fantasie, soprattutto di adolescente, era stato presente il rapporto lesbico,
ma vuoi per l’educazione impartita, vuoi perché presto avevo cominciato ad avere rapporti con i
ragazzi, non mi era mai passata per la testa l’idea di far l’amore con una donna.
Intanto Cinzia era arrivata al seno e cominciava a titillarmi il capezzolo con molta delicatezza,
fingevo di dormire, ma il mio capezzolo cominciava ad indurirsi e ad ergersi, ed anche tra le mie
gambe sentivo un certo fremito.
E così presi senza penarci su la mia decisione, mi voltai completamente verso di lei e le diedi un
timido bacio, lei lo ricambiò e in breve esploravamo tutte e due le nostre bocche con le nostre
lingue.
Io che d’estate dormo in genere nuda, mi ero infilata un baby doll cortissimo, Cinzia aveva un
pigiamino con camicia e short.
Cominciò a mettermi le mani tra le gambe e ad accarezzarmi l’interno della cosce, li dove sono
sensibilissima, intento con le mani un po’ tremolanti cominciai a sbottonarle la camiciola e a
metterle a nudo le sue tettine; presi in bocca uno dei suoi capezzoli e cominciai a succhiarlo, la
sentii gemere forte.
Ci liberammo dei rispettivi pigiami e a turno ci leccavamo i seni mentre le nostre mani frugavano le
cosce e poi le nostre fiche.
La sua mano si impadronì della mia, grande, con un clitoride che quando si eccita ha un erezione
incredibile, mi sentivo già abbondantemente bagnata e lubrificata, intanto io carezzavo la sua
fichetta stretta, ma molto pelosa e bagnatissima, i suoi umori già grondavano dalla vulva e le
bagnavano copiosamente le cosce e la mia mano.
Ci girammo e demmo inizio ad un eccitantissimo 69, i nostri mugolii si facevano sempre più
intensi, io leccavo la sua fica e soprattutto gli umori che continuavano ad uscirne, lei con la sua
lingua, con una maestria insospettabile, giocava con il mio clitoride, venni quasi subito, fu un
orgasmo Continua a leggere Una bella sorpresa

L’ esperta


Finalmente ero riuscita a convincere la biondina che serviva al bar della discoteca a seguirmi a casa.
Erano le quattro e trenta e viaggiavamo in silenzio consapevoli di cosa sarebbe successo.
Io, Barbara avevo 37 anni appena compiuti e sapevo di essere ancora una bella donna ma la mia
preda aveva 16 anni di meno.
Ci avevo provato più volte poiché la biondina, Nicoletta, mi piaceva da impazzire.
Ora ce l’avevo in pugno; la stavo portando a casa per completare il mio sabato notte.
Nella mia mente passavano i desideri più sconvolgenti ma il pensiero più frequente riguardava il
fatto che dovevo fare di tutto per non perderla, ora che stava diventando mia.
Era troppo bella anche se troppo giovane.
Nicoletta aveva già detto di non aver avuto esperienze omosessuali e questo mi rincuorava poiché
conoscevo bene le mie potenzialità.
Dovevo farla andare via di testa per far si che, anche con un futuro minimo contatto con un uomo,
avrei dovuto ritornarle in mente. Continua a leggere L’ esperta

Le tre amiche

Marzia Carla e Teresa sono sempre state inseparabili amiche, sin dal primo anno di scuola hanno
costituito un sodalizio che pareva inattaccabile, sopravvissuto alle inevitabili tensioni
dell’adolescenza, ai primi amori. Insieme sono cresciute, hanno frequentato le superiori, iniziato
l’università.
Io sono di un paio di anni più vecchio di loro, le ho viste crescere e vi confesso che sono rimasto
molto stupito quando l’anno scorso il gruppo all’improvviso, senza un’apparente spiegazione si
ruppe. Carla, rimase esclusa, triste e solitaria, e fu in quei giorni che io mi avvicinai a lei, dapprima
solo come amico desideroso di aiutarla in un momento difficile, poi sempre più intimamente, sino a
diventare il suo ragazzo.
Carla è sempre stata la più bella delle tre, non che le altre fossero brutte, anzi, ma lei aveva qualche
cosa di speciale, un tocco di perfezione nei lineamenti dolcissimi, nei lunghi capelli scuri, nelle sue
deliziose curve, Marzia era decisamente più carnale con un fisico giunonico, grandi tette e morbidi
fianchi, Teresa, troppo atletica per seere bellissima, gambe e fianchi snelli, seni piccoli, un culetto
formoso ma impertinente.
Avevo sempre avuto una predilezione per Carla, ma ora che sono il suo ragazzo, il mio sentimento
si è ulteriormente rafforzato. Stiamo benissimo assieme e vi posso assicurare che da mesi non
guardo un’altra donna con idee maliziose. Carla riempe la mia mente in ogni momento ed
incomincio a convincermi che questa volta sia una cosa seria.
Due settimane fa, Carla raggiante mi ha comunicato di essere stata scelta per uno stage di una
settimana in un’università tedesca. Ho cercato di mostrarmi entusiasta quanto lei, ma l’intimità tra di
noi è ormai troppa, e lei si è accorta che qualche cosa non andava. “Tu sei dispiaciuto, perché ?” mi
domandò, io dapprima tentai di negare per non rovinarle la festa, poi ammisi “Scusami ma è un
attacco d’egoismo, non riesco a pensare ad una settimana senza di te” risposi sinceramente.
Lei mi sorrise dolcemente, e mi baciò quel giorno facemmo l’amore a lungo e teneramente, in un
modo tanto soddisfacente che mi parve legarci in modo indissolubile. E ho continuato a crederlo
sino a due giorni fa.
Carla era partita il giorno prima, finite le lezioni del pomeriggio, stavo uscendo per tornarmene a
casa. Camminavo pensieroso, quando ad un tratto, qualcuno davanti a me cadde a terra. Accorsi per
dare aiuto, e mi accorsi che si trattava di Marzia e Teresa. Teresa a terra, si teneva la caviglia
lamentandosi, mentre Marzia cercava di rincuorarla.
Insieme l’aiutammo a rialzarsi, ma Teresa non riusciva a camminare “Sei in macchina ?” mi
domandò Marzia “Si” risposi “Puoi darci un passaggio, in queste condizioni non può prendere il
pulman” continuò Marzia “Vieni, aiutiamola, la macchina non è distante”. “Invece di andare a casa,
non sarebbe meglio andare al pronto soccorso?” suggerii io “No, non voglio che mi ingessino,
portami a casa, conosco un bravo fisioterapista, sentirò lui”.
Sorreggendo Teresa, c’incamminammo e raggiungemmo la mia macchina. Salimmo ed io le
accompagnai a casa di Teresa. “Viste le condizioni di Teresa, le accompagnai all’appartamento,
depositammo Teresa sul suo letto, e per la prima volta, vedendola distesa sul letto, con le sue belle
gambe lunghe ed affusolate, mi passò per la mente un pensiero eccitato. Subito lo ricaccia
sentendomi in colpa e pensando a Carla.
“Bisognerebbe metterle del ghiaccio, vieni andiamo a prenderlo in cucina” mi disse Marzia.
Andammo in cucina, e lei mi chiese di prendere una pentola, mentre lei prendeva il ghiaccio dal
Frigorifero. Mi abbassai a prendere la pentola sotto il lavello, e quando presa la pentola, mi voltai
per rialzarmi, mi trovai con il volto a pochi millimetri dalle sue cosce, lasciate generosamente
esposte da una cortissima minigonna.
A fatica distolsi lo sguardo e mi rialzai, se lei notò il mio imbarazzo, non lo diede a vedere, ed
iniziò a scaricare i cubetti nella pentola che io reggevo. Si agitava ed i suoi seni grossi e morbidi
sobbalzavano elastici sotto la polo ed io capii che non portava reggiseno, inevitabilmente cominciai
ad eccitarmi.
Finito di prelevare i cubetti, lei andò in bagno, prese una borsa del ghiaccio e me la diede, poi iniziò
a versare i cubetti nella borsa, quindi tornammo nella stanza di Teresa. “Non farmi male ti prego”
piagnucolò lei, io le presi dolcemente il piede malato e vi posai la borsa. Lei al contatto lanciò un
grido e ritrasse di scatto la gamba. Ero seduto sul letto, ai suoi piedi, e quel rapido movimento fece
salire la già corta gonna ed io mi ritrovai di fronte l’incredibile spettacolo della sua rosea vagina, dal
momento che Teresa non indossava mutandine.
Rimasi pietrificato, incapace di distogliere lo sguardo da quel meraviglioso spettacolo, il mio
membro prese ad ingrossarsi rapidamente. Ad un tratto mi scossi, ma solamente perché la mano di
Marzia si posò sul gonfiore dei pantaloni, ormai evidente, iniziando ad accarezzarlo “Terry, credo
che Flavio ora abbia un problema più grosso del tuo, ti dispiace se penso un poco a lui ?” la sentii
dire, e subito dopo il rumore della zip dei pantaloni che si abbassava. La sua manina che penetrava
nell’apertura, e s’impossessava del cazzo ormai durissimo.
Teresa, divaricò oscenamente le gambe, e le sue mano si portò sulla rosea vagina dilatandone le
grandi labbra, titillandosi il tenero clitoride con un dito. Quando sentii le morbide labbra di Marzia
cingermi la cappella, affondarsela profondamente in gola e la lingua impertinente prendere a
giocare con il mio cazzo, non fui più capace di resistere e mi avventai con il volto tra le cosce di
Teresa, iniziando a baciare e leccare la sua vagina.
Da quel momento le due troiette si scatenarono, e ben presto eravamo tutti e tre nel letto,
completamente nudi, e le due davano prova di perfetto affiatamento, leccandomi e succhiandomi il
cazzo all’unisono.
I loro corpi non avevano la perfezione di quello di Carla ma erano comunque stupendi, esile e
raffinata Teresa, prosperosa e morbida Marzia, le mie mani vagavano su di loro, palpando le
chiappe sode e muscolose di Teresa, o quelle morbide di Marzia, accarezzando la curva nervosa
delle tettine di Terry, o gustando il morbido contatto con le tettone di Marzia, le mie dita
s’intruffolavano nella calde vagine, già tremendamente bagnate.
Conducevano la danza, ed io subivo incapace di reagire, un delizioso supplizio. Marzia mi salì a
cavallo ed il mio membro eccitato le affondò nel ventre lei prese a danzarvi mentre le palpavo le
dolci tettine e le strizzavo i piccoli e rosei capezzoli.
Marzia scorreva la tumida lingua sul mio cazzo e sulla vagina di Tersea, mi succhiava
perversamente i coglioni, poi le due si diedero il cambio ed il mio viso venne sepolto dalle
straripanti tette di lei. Bacia palpai e succhiai avidamente quelle meravigliose carni. Le mie labbra
si appiccicarono ai grossi e scuri capezzoli, succhiandoli con forza. Non mi fermai nemmeno
quando Marzia, fece entrare anche Carla nel nostro letto.
“Povero Flavio, quella schizzinosa di Carla, deve tenerti a stecchetto, se sei così scatenato. Sentii
che sollevava leggermente i potenti fianchi, il mio cazzo sfuggiva dal suo ventre per affondare nella
bocca di Teresa, profondamente, sempre più profondamente sino a scomparirvi.
“Dimmi Flavio, te l’ha mai succhiato così ?”, io sconvolto risposi “NO…..” con un gemito. Marzia
scivolò lungo il mio corpo, accolse il mio cazzo tra le grosse mammelle e strinse deliziosamente le
carni intorno all’asta, massaggiandola. “Ti piace, vedi lei non potrebbe fartelo, non ha delle tette
così” disse fissandomi “Rispondi” m’intimò decisa ed io capitolai “No lei non può, le tue tette sono
favolose” risposi sconfitto.
Teresa, s’intromise nel gioco. Si mise carponi sul letto, dandomi le spalle e sculettando
maliziosamente “Ti piace il mio culetto Flavio ?” domandò “Ti piacerebbe mettermelo li ?
Scommetto che Carla non te lo ha mai fatto fare, ed invece a me piace tanto” insistette. Il mio
cazzo, ebbe un sussulto tra le tette di Marzia. “Lui non risponde, ma il suo cazzo si, freme
impaziente” disse Marzia.
Teresa, si inumidì due dita di saliva e se le passò nel solco delle dolci chiappette, poi ripetè
l’operazione affondandosi le dita nell’elastico sfintere “Basta, non resisto, Flavio mettimelo subito
nel culo” gemette. Marzia mi lasciò ed io fremente la raggiunsi e spinsi con decisione la turgida
cappella tra le sue chiappe, raggiunsi lo sfintere e vi penetrai.
Teresa ebbe un gemito, ed un sussulto, poi inaspettatamente spinse con decisione indietro il bacino,
ed io affondai completamente in lei “Che meraviglia, come lo sento, mi riempe tutta, dai Flavio,
sbattimi ti prego” m’incitò la troietta, ed io afferratala per i fianchi inizia ad incularla con foga.
Vidi Marzia avvicinarsi a Teresa e darle un tubetto “mentre te lo godi pensa a me” la sentii dire.
Teresa, scossa dai miei furiosi colpi si cosparse il gel sulle mani, mentre Marzia si stendeva davanti
a lei, scosciandosi oscenamente e prendendo ad accarezzarsi le tette ed il clitoride. Vidi Teresa,
iniziare a penetrarla con le dita, prima una, poi due, poi sempre di più. Marzia gemeva e si
dimenava, mentre Teresa ora spingeva con la mano ripiegata, tentando di penetrarla. La vagina si
dilatava oscenamente e piano piano la mano di Teresa scomparve nel ventre di Marzia e lei
incominciò a scoparla muovendola avanti ed indietro.
Sentii Teresa fremere sotto di me, in preda ad un violentissimo orgasmo, le fece eco Marzia,
urlando il suo piacere “Flavio, presto, incula anche me” gemette, quando riuscì a riprendere fiato, e
Terse si voltò verso di me “Vai, mettiglielo tutto nel culo” mi disse.
Il mio cazzo si sfilò dal culetto di Teresa con uno schiocco osceno, Raggiunsi Marzia che si era
rotolata su di un fianco, mentre Teresa continuava a muovere la mano conficcata nella sua vagina
dilatata.
Il suo giunonico culo ondeggiava, le posi una mano sulle chiappe dilatandole ed avvicinai la
cappella allo sfintere. Si contraeva ritmicamente mentre la mano di Teresa scorreva nella sua
vagina. Spinsi con decisione, e Marzia lanciò un grido. Mi arrestai spaventato, ma lei subito
m’incitò “Non ti fermare, ti prego, sfondami” disse con voce roca, ed io spinsi con tutte le mie forse
e penetrai in lei sino a sbattere contro le morbide chiappe.
Sentivo chiaramente la mano di Teresa che scorreva separata dal mio cazzo solo da una sottile
parete, scopava Marzia, e nello stesso tempo mi accarezzava il cazzo strettamente fasciato dai
muscoli di lei. Fu una sensazione indescrivibile, insieme io e Teresa sbattemmo Marzia sino a
sentirla urlare in preda ad un nuovo orgasmo, ed io finalmente mi liberai a mia volta, gemendo e
scaricando un’inarrestabile torrente di sperma nel suo intestino.
Rimanemmo a lungo esausti nel letto, sino a che il ricordo di Carla non riprese possesso della mia
mente, ed io afflitto dalla colpa, mi rivestii e me ne andai malgrado le lusinghe delle due.
Nei giorni successivi, rimasi sconvolto, sia per il senso di colpa, sia per il ricordo di quelle
indimenticabili ore passate con Marzia e Teresa. Non andai a lezione, rimasi a casa aspettando
unicamente il ritorno di Carla. Venne il giorno del suo rientro, ed io attesi che come concordato mi
chiamasse, ma passò tutta la serata senza che il telefono squillasse. Il giorno dopo mi decisi ed
andai all’università sperando d’incontrarla, ma non la vidi. Telefonai a casa sua ma non rispose
nessuno. Sconsolato tornai a casa ed attesi senza riuscire a concentrarmi sullo studio.
Finalmente la sera, poco dopo cena il telefono squillò e mi precipitai al telefono “Carla finalmente,
cosa è successo ?” domandai non appena riconosciuta la sua voce “Nulla, ero solo molto stanca per
il viaggio, sono andata a letto ed ho dormito per tutto il giorno” rispose lei, la sua voce era
melodiosa come al solito “Muoio dalla voglia di vederti” le dissi “Sono sola a casa i miei
rientreranno solo dopodomani, vieni” mi disse, ed io mi precipitai da lei.
Appena entrato nell’appartamento la abbraccia e bacia con trasporto, mi condusse nel salotto,
parlammo di come era trascorsa la settimana, e lei mi raccontò, senza troppo entusiasmo del suo
stage, mi parve distratta, e dal momento che io avevo una gran voglia di lei, pensai che anche lei
provasse lo stesso, e l’abbracciai e bacia, spingendomi a scorrere le mie mani sul suo corpo.
Lei mi respinse con garbo “Non avere fretta, hai aspettato una settimana , puoi aspettare ancora un
poco” mi disse con uno strano sorriso “Mi hanno regalato una cassetta, ti va se la vediamo
assieme ?” mi domandò, ed io annuii, ovviamente senza entusiasmo.
Lei sintonizzò il televisore, si sedette accanto a me rannicchiata al mio fianco e premette il
telecomando avviando il videoregistratore. Guardai distrattamente lo schermo, mentre il mio
braccio le circondava le spalle attirandola a me. All’improvviso, però, mi bloccai mentre sullo
schermo scorrevano le immagini registrate del mio incontro con Marzia e Teresa “Un regalino delle
mie due care amiche, ti piace” sentii la voce di lei sussurrare.
Ero incapace di qualunque azione, fissavo impietrito lo schermo sul quale passavano le immagini
del mio folle amplesso con quelle due troie scatenate “Non rispondi, ma lui risponde per te” disse
ancora Carla e mi accorsi con orrore che il mio membro si era eccitato premendo contro i pantaloni.
Sentii la sua mano posarsi sul gonfiore, accarezzarlo, sorpreso riuscii a distogliere lo sguardo dallo
schermo, lei aveva un’espressione imperscrutabile, mentre la mano incominciava a muoversi “Ti è
piaciuto fare quelle porcherie con quelle due troie vero ?” mi domandò, ma la voce era strana,
apparentemente calma, senza traccia d’ira “Carla, mi dispiace,……” cercai di scusarmi io “Rispondi”
m’intimò lei ed io sconfitto annuii “Avresti voluto che ci fossi anchi’io con loro ?” continuò con la
solita voce, mentre la sua mano accelerava nella carezza, sempre più succube annuii nuovamente.
All’improvviso si fermò, si alzò e mi prese per mano “Vieni presto” disse, ed io la segui come
un’automa, mi trascinò verso camera da letto, ma giunti davanti alla porta si fermò. “Spogliati” mi
disse ed io cercai di ribattere, ma lei rimase inflessibile, mi spoglia e malgrado la difficile
situazione, sfoderai un’impressionante erezione.
Lei aprì la porta ed entrammo. La stanza era illuminata, e sul letto, completamente nude, stavano
Marzia e Teresa. Le fissai stupito “Siediti li” mi disse Carla indicandomi una poltroncina. Mi ci
abbandonai, sentendomi all’improvviso privo di ogni forza, solo l’erezione non mi abbandonava,
curioso scherzo in una situazione simile.
Carla davanti ai miei occhi prese a spogliarsi, “Caro Flavio, ti ricordi che un tempo io e loro
eravamo inseparabili ?” mi domandò ed io annuii gettando un’occhiata alle altre due ragazze, poi il
mio sguardo tornò al favoloso corpo di Carla ormai nudo “Devi sapere che eravamo molto più che
amiche, eravamo amanti, si tre inseparabili lesbiche” mi disse, e si avvicinò a Marzia e Teresa, che
l’abbracciarono subito incominciando a palpare e baciare il suo splendido corpo “Poi un giorno
litigammo, ed accadde perché loro due volevano introdurre nel nostro terzetto anche un maschio. Io
non capivo e me ne andai.”
Disse e si abbandonò sul letto con Marzia e Teresa, le tre presero a baciarsi, accarezzarsi leccarsi,
quasi dimentiche di me, le vidi eccitarsi, godere, poi all’improvviso comparvero dei falli di gomma,
Marzia e Teresa, se li fissarono al pube, e mentre Teresa porgeva il suo alla bocca di Carla, Marzia
si portava alle sue spalle e la penetrava iniziando a scoparla.
Ormai non riuscivo più a trattenermi davanti a quello spettacolo, e la mia mano si portò sul cazzo
incominciando ad accarezzarlo lentamente. Carla se ne accorse e smise di leccare il fallo che Teresa
le porgeva “Allora io non ero mai stata con un uomo, mi bastavano questi, ma ora conosco te ed
amo il tuo cazzo quanto amo loro” disse e poi tornò a chinarsi sul cazzo di Teresa, leccandolo
voluttuosamente “Vieni Flavio, il delizioso culetto di Teresa ti aspetta
Cambiarono rapidamente posizione, e Teresa e Carla si allacciarono in un 69, con Teresa sopra,
mentre Marzia tornava ad affondare il fallo di gomma nel ventre di Carla e riprendeva a scoparla.
Mi alzai e le raggiunsi, e con il cazzo teso mi portai tra le chiappe di Teresa, affondandovi con un
solo potente colpo. La ragazza affondò il volto tra le coscie di Carla leccandole il clitoride mentre
lei mi accarezzava le palle che sbattevano contro le natiche di Teresa.
Continuai ad inculare Teresa mentre Carla mi accarezava e leccava lo scroto poi fu la volta di
Marzia, presa alla pecorina ed infilzata nel suo capace culo, mentre Carla le leccava la vagina e le
infilava un fallo di gomma e Teresa, si distendeva sul letto scopandosi contemporaneamente in fica
e nel culo con un cazzo di gomma lungo e flessibile.
Poi estasiato, vidi Marzia che cospargeva di crema il bel culo di Carla, affondava le dita nello
stretto sfintere preparandolo, ad un tratto Marzia si staccò da me, e vidi il gruppo delle tre
ricomporsi, con Marzia stesa sul letto che indossava nuovamente il fallo, Carla che le saliva sopra
affondandoselo nel ventre ed iniziando a danzarvi, mentre Teresa tornava a porgerle il cazzo di
gomma da succhiare.
Le mani di Marzia afferrarono le perfette natiche di Carla dilatandole in un’osceno invito, al quale
io non seppi resistere, le raggiunsi e con decisione violai lo stretto sfintere di Carla, affondando in
lei incurante dei suoi gemiti.
Teresa si era sfilata il fallo di gomma e ora porgeva la rosea vagina alla bocca di Carla che leccava e
baciava eccitata, mentre Marzia la scopava e le succhiava le deliziose tette ed io la inculavo
prepotentemente. La sentii fremere sotto di me scossa da un tremendo orgasmo, ed anch’io
accellerai il ritmo per godere a mia volta.
Intuite le mie intenzioni, Carla mi fermò e si staccò da me le tre si stesero sul letto, con i visi
affiancati “Sborraci in faccia Flavio” m’incitò Carla, ed io mi masturbai velocemente, sino a che non
riuscii a sfogare la pressione accumulata mugolando di passione ed iniziando a scaricare loro
addosso copiosi schizzi di sperma, che si stamparono sui bei volti, imbrattarono i capelli, colarono
nelle avide bocche. Esausto caddi sul letto mentre le tre si baciavano e leccavano ripulendosi di
ogni traccia.

Bagno caldo

 

Quell’anno a Natale avevo deciso di trascorrere un settimana in montagna. Decisi di andare in Austria, un piccolo paese con ottime pista da sci e piscine termali. Partimmo io e mia zia Anna, lei era una bellissima donna di 40 anni capelli corti e bruni un corpo magro e atletico da cui emergeva un seno molto grande, che io da ventenne piatta le ho sempre invidiato. L’albergo era molto bello con grandi stanze e ampie finestre, dopo aver sistemato i bagagli mia zia mi propose di andare a fare un bagno in piscina. Le piscine erano due una interna e una esterna, entrambe termali con acqua calda. Non c’era distinzione di spogliatoi tra uomini e donne e mentre mi accingevo a entrare in uno per cambiarmi un uomo sulla sessantina nudo passò accanto a me e mia zia. Io mi stupii mentre mia zia non ci fece neanche caso. Lei era abituata alle piscine austriache dove quasi tutti fanno il bagno nudi. Mia zia Anna mi fece coraggio e spogliandosi mi invito a faro lo stesso. Guardandola mi accorsi che era depilata in tutto il corpo, riuscivo a vedere benissimo le labbra della sua fighetta e notai anche che erano più grandi e aperte delle mie La cosa mi turbava un po’ anche perché io non avevo avuto molte avventure e il nudo era ancora un tabù. Uscimmo dallo spogliatoio e ed andammo nella piscina esterna dove ritrovammo il vecchietto di prima e un’altra donna entrambi nudi. Sulle sponde della piscina c’era la neve e l’acqua calda produceva in continuazione vapore, tanto che a poca distanza già non ci si vedeva. Nuotare nuda nell’acqua calda era veramente eccitante. Mia zia era su una sponda appoggiata con la pancia sul bordo vicino al vecchietto e si muoveva in maniera strana. Mi immersi e da sotto vidi che lui le stava mettendo le mani ovunque mentre lei gli toccava il membro. La cosa continuo per alcuni minuti poi lei fece un sussulto più forte e lo abbandonò venendo da me. Non chiesi nulla a mia zia e lei non mi disse niente. Salimmo in camera. Continua a leggere Bagno caldo

Dalla mia ginecologa

Ciao a tutti! Sono Silvia P. , ho 19 anni, e fantastico abbastanza spesso di avere
rapporti lesbici, specialmente con donne più mature: una di queste è senza dubbio la mia
ginecologa.
Mi ricordo che , quando ho incominciato ad averne bisogno, la mia mamma mi portò dal suo
ginecologo, un uomo vecchio e gelido come il metallo dei suoi strumenti… mi visitò, ma
l’esperienza per me fu così brutta che mi rifiutai di andarci ancora.
Allora, dato che per una ragazza è importante averne uno, i miei si rivolsero al medico di famiglia
che si decise a parlarmi al riguardo: mi disse che, se poteva farmi sentire più a mio agio, una sua
nipote aveva appena aperto uno studio di ginecologia; era giovane, ma soprattutto donna, così non
avrei avuto nessun problema di imbarazzo.
Così ci andai, trovandola incredibilmente simpatica, e da allora siamo diventate come amiche: lei
ora ha trentaquattro anni, è una donna alta, piuttosto piacente e rigorosamente single.
Quando persi la verginità a diciassette anni fu la sola “adulta” a cui raccontai tutta la storia, anche i
più piccoli particolari… lei mi ascoltava con dolcezza mista a professionalità, facendomi domande
precise e intime, a volte anche strane per un medico (tipo se mi era piaciuta quella o quell’altra cosa,
come avevo reagito io, etc).
Anch’io le ponevo delle domande sulla sua prima volta, e lei con gentilezza e complicità me ne
parlò, guadagnandosi la mia fiducia.
Insomma, come hai capito, non solo mi piace come tipo di donna, ma mi dà sicurezza e uno strano
piacere quando mi tocca per visitarmi, a volte anche un po’ rudemente, tastandomi con le lunghe
dita le pareti vaginali.
Così la sera, soprattutto le prime volte che ci andavo, mi mettevo a fantasticare su di lei, e su come
le piacesse visitare una ragazza giovane e carina come me…
Bene adesso è una di quelle volte, una visita di controllo, ed io sono nel suo studio, mi sto
spogliando anche sopra perché mi deve “palpare il seno”, una cosa di cui noi donne abbiamo un po’
paura, sai.
Bè, oggi lei ha l’aria un po’ strana, come sopra pensiero, mi osserva togliere la camicetta e la gonna,
poi anche la biancheria intima. Continua a leggere Dalla mia ginecologa

UNA GUARDONA SPECIALE(SECONDA PARTE)

II parte

Dopo circa una mezzoretta, il tempo di “rifocillarsi” un po’, il prof, chiede a Claudio, in maniera piuttosto sarcastica,  di poter chiavare la sua ragazza, obbligandolo a menarsi una sega.

Il prof: allora, bel giovanotto; col tuo  permesso, vorrei assaporare le carni della tua dolce fidanzata! Posso?

Claudio: certo! Se lei vuole!?

Il prof: tu, dovrai guardare e, segarti, come un porco dannato! Vero, Licia?

Licia: si! Adesso, dovrai fare tu, il guardone maniaco, Claudio! Inizia a guardare come, mi ficco questo giocattolo di gomma nel culetto! Cosi, ti si inizia a rizzare, nuovamente il cazzo!

Claudio: ok, come vuoi tu, amore mio!

Licia, si mise in piedi, inarcandosi a novanta gradi, mettendo in bella mostra, il suo prosperoso culetto; e, afferrato  il suo giocattolino di gomma, se lo ficca tutto dentro il suo retto!

Licia: guarda e segati, porco, pervertito!

Anche, l’arnese del prof, aveva ripreso vigore.

Il prof: adesso, basta, troietta pervertita! Vieni qua; e, inizia a succhiare il mio cazzo, da brava puttanella, vogliosetta! Mentre, questa checca del tuo fidanzato, ci guarda e, si masturba!

Il prof, si distese sulla poltrona, con l’asta carnea, ben eretta; e, Licia, gli si accovacciò accanto, infilandosela, tutta nella sua, carnosa bocca, succhiando e, leccando, vogliosamente, tirando fuori, tutto  il suo essere, studentessa sfogacazzi! E, mentre Claudio, si segava …… …………………: “ohh!! Mmm!!! Siii!! Adesso, mettila, gambe aperte sulla poltrona; e, leccale, leccale la figa; a quella zoccola, troietta! Ti prego, prof, leccale la figaaa!! Falla sentire, una puttana, siii!! Una lurida, puttanaaaa!!! Continua a leggere UNA GUARDONA SPECIALE(SECONDA PARTE)

Chi fa il miglior saggio ha … un rapporto orale

Eravamo una classe dell’Istituto Tecnico, la 2^H, composta da 17 alunni con solo una ragazza (carina) più grande di un anno, Elisa.

Era bionda e alta e tra l’altro fumava molto, un brutto difetto per una ragazza di quasi 17 anni.

Era un sabato di fine novembre ed entrammo a scuola, dove alla prima ora avevamo la prof. d’inglese, Angela Maria. Aveva circa 35 anni, era mora e soprattutto bella. Prima di iniziare la lezione ci disse: “Volevo dirvi che oggi, visto che siete tutti presenti, vi faccio fare un saggio con sorpresa.”

Tutti ci lamentammo e dicemmo che non era giusto. “Oh allora! – replicò lei – almeno fatemi finire il discorso. Dunque, stavo dicendo che è un saggio con sorpresa, non solo a sorpresa o a vostra insaputa. Chi avrà il voto più alto in questa verifica, avrà un rapporto orale.” Nessuno capì cosa voleva dire, ma nessuno glielo chiese. Quella frase poteva avere diversi significati, da un rapporto sul registro (poi perché, se ha il miglior voto della classe ?) a qualcosa di troppo forte per essere vero.

I saggi li portò il sabato successivo e tutti aspettavano con ansia il proprio voto.

La professoressa cominciò partendo dal voto più basso a quello più alto, fino al punto che non aveva nominato me ed Elisa. “Hai preso otto e mezzo e, per quanto riguarda te Ramando, hai preso otto più.” Disse la prof. Subito pensai: “Evviva! non mi farà rapporto sul registro.”

Ma rimasi impietrito quando assistetti a una scena a dir poco scandalosa!”

“Elisa – disse Angela Maria – vieni qui da me.” La ragazza eseguì immediatamente l’ordine ed era molto contenta per aver preso il voto più alto della classe. “Con 16 ragazzi su 17 proprio tu dovevi prendere il voto più alto? – disse la prof. ironicamente – va bene, almeno nessuno di voi maschi si potrà lamentare dicendo perché lui si e a me niente. Continua a leggere Chi fa il miglior saggio ha … un rapporto orale

UNA GUARDONA SPECIALE(prima parte)

Una guardona speciale

Introduzione

Le ragazze e i ragazzi della generazione successiva alla nostra, risultano essere(io sono quarantenne), dal punto di vista erotico – sessuale, le più calienti e fantasiose, con fighe sempre colanti di umori vaginali(se ragazze) e, i più prestanti(se ragazzi).

Ma, vi sono “ragazze” che, amano le situazioni di sesso più strane, estreme e depravate; e, “ragazzi” cosiddetti. Versatili(bisex); o, addirittura effeminati, magari, regolarmente fidanzati, ma col vizietto; ovvero, con la propria partner che, ama guardarlo, mentre lui, spompina o, si fa inculare da un altro uomo maturo o, coetaneo; eccitandosi e, masturbandosi forsennatamente e viceversa.

Licia, è una bellissima studentessa universitaria, ventiduenne, non molto alta, terza misura di reggiseno, castana,  figa semi rasata e, un culetto, abbastanza prosperoso.

Lei, è una tipetta, molto caliente e troia nel sangue; ha la fighetta sempre bagnata, anche quando “è protetta da proteggi slip”; abbastanza esibizionista, indossa quasi sempre, jeans vita bassa molto aderenti,  perizoma colorati e, d’estate, ama mostrare il suo piatto ventre e, il suo eccitante ombelico.

Il sesso, per lei è il pane quotidiano; infatti, pur essendo fidanzata, ama molto scopare con altri, ragazzi e professori; e lesbicare con altre, colleghe studentesse e professoresse che, ci stanno. E, quando è da sola, si da piacere, praticando, sesso telefonico con sconosciuti, raccontando le sue fantasie più perverse e depravate; una di queste fantasie, è quella di vedere il suo fidanzato, Claudio, di due anni più grande, anch’egli studente, moro, alto un metro e settanta, fisico da fotomodello, a dir la verità, un po’ “femminiello”, spompinare e, farsi inculare da un uomo maturo. Fantasia che, realizza, di comune accordo.

Un uggioso venerdì mattina d’inverno, nella facoltà di giurisprudenza, frequentata da Licia e Claudio, non v’era lezione; e, i due ragazzi, decidono di trascorrere la mattinata, in un monolocale, fittato dalla loro comitiva, per passare le noiose e lunghe serate invernali.

Dopo, aver mangiucchiato e bevuto qualcosa, Licia, inizia a fare al fidanzato strani discorsi.

Licia: ascolta, amore mio! Tu sai che, a me, piace molto fare sesso, non ne posso fare a meno, sto sempre con il cazzo, in bocca, in culo e, nella figa, piace anche leccarla; e, in mancanza, passo, l’intera giornata a sgrillettarmi, come una forsennata; a volte, faccio sesso telefonico e, racconto a degli sconosciuti, strane fantasie.

Continua a leggere UNA GUARDONA SPECIALE(prima parte)

Incontro con sorpresa – SECONDA PARTE

– [Continua dalla prima parte] –

Non ha finito di parlare che eravamo già in cammino.

L’abbiamo seguita in camera da letto senza perdere tempo.

Era come se l’avessimo sempre fatto.

Sandra mi è saltata addosso spogliandomi degli ultimi vestiti che ancora

indossavo.

Suo marito, nel frattempo, le tolse quei pochi indumenti intimi che aveva

conservato.

Io e Sandra eravamo completamente nudi.

Rimaneva Claudio.

L’ho aiutato a togliersi la maglietta e Sandra, sempre ridendo, si è

inginocchiata davanti a lui per sfilargli i boxer.

Claudio aveva un cazzo semi-rigido.   Continua a leggere Incontro con sorpresa – SECONDA PARTE