Il mio migliore amico

 

Ci incontrammo per caso dopo circa dieci anni dall’ultima volta che ci eravamo visti. Marco era di tre anni più giovane di me ed era il fratello del mio compagno di studi Andrea. Avevo frequentato casa loro quotidianamente per moltissimi anni dalla scuola media all’università finché, dopo la laurea, ognuno aveva preso la sua strada e la frequentazione si era fatta più rada. Poi io mi ero sposato e dopo un paio di anni anche Marco aveva impalmato una ragazza di Bergamo andando a vivere nella città della moglie. Ed ora dopo dieci anni ci incontravamo di nuovo a Napoli. Quanti ricordi! Praticamente ero cresciuto a casa loro e con Marco in particolare c’era stato sempre un rapporto privilegiato. Con il fratello avevo frequentato le stesse scuole, la stessa facoltà, poi il pomeriggio mi trasferivo a casa loro per studiare insieme. Dopo lo studio spesso capitava che  Andrea dovesse andare da qualche parte con il fratello più grande o con un genitore ed io rimanevo con Marco aspettando mio padre che venisse a riprendermi. Nei primi anni quando capitava questa cosa ci mettevamo a leggere o guardavamo la televisione o giocavamo a qualcosa, poi verso i 15 anni (lui ne aveva 13) scoprimmo qualcosa di più divertente da fare: il sesso. La loro casa era molto grande e c’erano molti posti in cui stare in santa pace. In uno di questi, un locale adibito a ripostiglio, scoprimmo che il padre conservava la rivista Playmen, la versione italiana di Playboy! Per degli adolescenti in piena tempesta ormonale era una vera e propria manna. Appena rimanevamo soli in casa ci fiondavamo a guardare le ragazze nude ritratte nella rivista. Dal guardare al toccarsi il passo fu breve e, oserei dire, obbligato. Dopo aver sfogliato un po’ di riviste, sceglievamo la ragazza che ci piaceva e tiravamo fuori i nostri membri masturbandoci. Un giorno mentre eravamo intenti a questa pratica mi venne l’impulso di provare una sensazione nuova. Avevamo sfogliato già qualche rivista e stavamo scegliendo la ragazza su cui fantasticare, avevamo i pantaloni già abbassati per sfogare ancora una volta i nostri istinti quando mi venne la voglia di provare a toccare il pene di Marco. Lui mi lasciò fare e così continuai a tenerglielo in mano. Come sensazione non era un gran che. Poi cominciai a sentire che diveniva duro e la cosa mi piacque. Iniziai a muovere la mano su e giù, prima lentamente poi più velocemente. Intanto anche il mio membro si era eretto. Invitai Marco a toccarmi anche lui. Lo fece. Aumentai il ritmo del movimento e Marco dopo qualche secondo mi venne in mano. Poi cominciò a muovere la sua mano e a masturbarmi. In breve venni anche io. La cosa ci piacque moltissimo per cui da allora ci toccavamo a vicenda rendendo la masturbazione una pratica molto più appagante. Ovviamente quando eravamo da soli continuavamo a toccarcelo per conto nostro, ma quando eravamo insieme uno masturbava l’altro. Una sera che i  genitori erano fuori città  miei amici mi chiesero di restare a dormire da loro. Andrea andò a dormire in una stanza con la nonna mentre io ero  in camera con Marco. Dopo un po’ che eravamo a letto sentii Marco infilarsi nel mio letto e accendere una torcia elettrica. Vidi che sorrideva e che aveva una rivista. “Oggi facciamo una cosa diversa – mi disse – e aprì la rivista.” Non era una delle solite, era una rivista porno. C’erano amplessi di ogni tipo. In breve tempo i nostri membri erano belli duri e già l’uno teneva in pugno il pene dell’altro. Marco mi fermò la mano. “Aspetta, voglio fare una cosa. Però mi devi promettere che dopo fai lo stesso anche a me.” Promisi. Marco prese il mio membro e se lo mise in bocca. Cominciò a leccarlo tutto. La sensazione che provavo era bellissima anche se ovviamente nessuno dei due aveva mai fatto o ricevuto quella cosa. Il fatto che me lo leccasse mi eccitava moltissimo e all’improvviso venni. Marco si ripulì il viso e poi mi indicò il suo membro che era già duro. Non ebbi alcun problema a prenderglielo in bocca. Come avevo fatto io anche Marco venne quasi subito.  La nostra esperienza omosessuale però si fermò lì. Non provammo mai ad avere rapporti anali. Non rinnego nulla pur essendo consapevole di essere fondamentalmente eterosessuale. Mi piaceva quel che facevamo insieme. Abbiamo continuato a masturbarci a vicenda  per anni anche quando io ero fidanzato con quella che poi sarebbe diventata mia moglie. L’ultima volta che lo facemmo fu a casa mia qualche mese dopo che mi ero sposato. Marco era venuto per dare un’occhiata al mio pc che aveva qualche problema e dopo che lo aveva sistemato io gli dissi se voleva vedere una cosa interessante. Aprii una cartella di foto e avviai la presentazione. Erano foto che avevo scattato a mia moglie con la macchinetta digitale. Erano foto di nudo. Avevo ripreso mia moglie in ogni posizione, ma soprattutto a gambe aperte. Vedevo Marco guardare il grosso sedere di mia moglie, la vulva pelosa oscenamente spalancata con le dita, il seno abbondante. Ci toccammo ancora una volta  l’un l’altro e poi ce lo prendemmo in bocca reciprocamente. Dopo qualche mese Marco, come detto,  si fidanzò con una ragazza di Bergamo e se ne andò a vivere da lei. Ora dopo più di dieci anni ci incontravamo ancora. Mi raccontò che la sua storia era finita e che era tornato a Napoli a casa dei suoi. Chiacchierammo ancora un po’ del più e del meno poi mi sembrò naturale invitarlo a cena per quella sera. Accettò di buon grado dicendo che gli avrebbe fatto bene distrarsi un po’. Quella sera verso le otto venne a casa nostra portando in dono una bottiglia di vino. Mia moglie lo salutò con gran calore e la cena si svolse in un’atmosfera di serena amicizia. Dopo cena ci mettemmo comodi seduti sui divani a continuare la chiacchierata. Mia moglie conosceva Marco da quanto conosceva me e quindi si era vestita in maniera informale, aveva un corto abitino di maglina, molto aderente in verità. L’abito la fasciava completamente mettendo in risalto le forme generose di cui era dotata. Non indossava il reggiseno, come faceva sempre quando stava a casa. Si vedevano chiaramente i capezzoli sotto la leggera stoffa del vestitino, così come i contorni del minuscolo tanga. Più di una volta vidi Marco sbirciare nella profonda scollatura dell’abito di mia moglie o guardarle le gambe mentre stava seduta ed il sedere quando era in piedi. La cosa non mi infastidiva minimamente, anzi mi eccitava.  Eravamo seduti sul divano, mia moglie alla mia destra e Marco sulla poltrona a fianco. Quando mia moglie si alzò per prendere dei bicchieri in cucina le diedi una pacca sul sedere, quando si risedette le misi un braccio intorno alle spalle facendo ricadere la mano sul suo seno. Continuammo a parlare ed io con indifferenza le infilai una mano nella scollatura toccandole un seno. Marco non sembrava per nulla infastidito o turbato dal mio comportamento e continuava a chiacchierare normalmente. Vidi però che spesso il suo sguardo cadeva tra le gambe di mia moglie semiaperte a causa della seduta bassa del divano. L’abito era molto corto e stando seduta le si vedevamo le mutandine candide. Chiesi a mia moglie di andare a fare del caffè e quando rimanemmo soli dissi ridendo a Marco “Ha finito di guardare tra le gambe di mia moglie?” “Capirai – mi rispose – non vedo nulla di nuovo, ti ricordi quando mi facesti vedere quelle foto? Ho visto Elena nuda in tutte le posizioni, quindi non cambia nulla se le guardo le mutandine. E poi parli tu che la stai palpeggiando continuamente. Se hai voglia di fare sesso con tua moglie dimmelo così me ne torno a casa.” “Perché non la tocchi anche tu – gli risposi – invece di guardare solo?” “No dai, non scherzare, non ne ho il coraggio, che figura ci faccio.” “Tu non preoccuparti – gli dissi – se ha qualcosa da ridire ci penso io a calmarla. E poi conosco bene mia moglie non avrà nulla da ridire.” In effetti con mia moglie avevamo spesso fantasticato su uomini immaginari o reali  che la toccavano o che lei toccava. Mi aveva raccontato nei minimi particolari le sua esperienze sessuali avute prima di conoscermi e quei racconti mi avevano eccitato moltissimo soprattutto se me ne parlava quando facevamo sesso. Ci alzammo dal divano e ci mettemmo seduti alla scrivania su cui tenevo il computer. Mia moglie tornò dalla cucina con il caffè e ci raggiunse rimanendo in piedi di fianco a noi con i gomiti poggiati sulla scrivania. Stavo facendo vedere a Marco delle foto che avevo scattato e, mentre le guardavamo, vidi con la coda dell’occhio che Marco aveva infilato una mano sotto il vestito di mia moglie. Continuai a guardare le foto mentre Marco toccava il sedere di mia moglie. Come immaginavo mia moglie aveva capito che l’iniziativa non era partita da Marco ed era ben contenta di stare al gioco. Lasciai che la palpeggiasse ancora un po’ mentre già sentivo l’eccitazione crescere in me. Feci un cenno a mia moglie che senza dire una parola prese a sbottonare i pantaloni di Marco e, estratto il membro che conoscevo benissimo, se lo mise in bocca. A quel punto mi sbottonai anche io i pantaloni e tirai fuori il mio pene spostandomi con la sedia di fianco a Marco. Mia moglie capì al volo quello che volevo e comincio a leccare alternativamente i membri di entrambi. Marco intanto aveva preso a toccarle il seno. Dopo un po’ si alzò dalla sedia e si mise dietro mia moglie, le sollevò il vestito, le abbassò le mutandine e la penetrò da dietro. La visione di Marco che penetrava mia moglie fece raddoppiare la mia eccitazione tanto più che Elena continuava a succhiarmelo. Mia moglie si sfilò completamente il vestitino rimanendo nuda. Vedevo le sue mammelle ballonzolare per i colpi che Marco le dava da dietro. Le afferrai entrambe con le mani e le strinsi. Ad un certo punto mia moglie si alzò in piedi e ci disse di fermarci. “Ora voglio vedere come ve lo toccavate.” Marco ed io ci guardammo negli occhi divertiti ma poi come avevamo sempre fatto prendemmo in mano l’uno il membro dell’altro e cominciammo a masturbarci. Mia moglie intanto si era seduta sul divano e con le gambe aperte si era infilato un dito nella vulva bagnata stimolandosi il clitoride. Restammo alcuni minuti in quella posizione poi Elena, con un urlo ebbe un orgasmo. Dopo un po’ si alzò dal divano e si avvicinò a noi, prese i nostri membri con le mani, si inginocchiò e riprese a succhiarceli. In breve tempo ci portò al massimo del piacere e le venimmo addosso inondandola di sperma caldo. Ci buttammo esausti sul divano.