[ CONCORSO 2013 ] – La Rossa

Rammento che tutti i miei racconti sono veri, situazioni e nomi compresi. Liberissimi di non credermi…
Su un noto socialnetwork ho conosciuto Paola. Ci siamo scambiati il nostro indirizzo di posta e successivamente il telefono. Lei, sposata con un notaio, senza figli, abita a in una città a pochi  chilometri da me. Iniziamo la nostra frequentazione virtuale, nel mondo dove puoi dire tutto, fare tutto…metterti a nudo, sicuro e protetto dallo schermo di un PC. Mi racconta del marito che ama e che l’ama ma, preso dal suo lavoro, la trascura mentre lei a 43 anni si sente ancora nel pieno della vita. Certo le assicura un tenore di vita elevato ma, mi dice, che non si vive di solo pane…e per questo ha iniziato a conoscere persone nuove anche se solo virtualmente. Mi racconta che il PC portatile regalatole dal marito e Internet le hanno aperto un mondo nuovo. Ha iniziato con la navigazione in siti porno e di racconti erotici, spesso riconoscendosi nelle fantasie delle protagoniste  e che mi ha contattato per curiosità a causa del mio nick. Iniziamo un fitto scambio di mail, mi confida le sue fantasie…io le mie…decidiamo di incontrarci per il solito caffè. Ci vediamo di mattina in un anonimo bar della sua città. E’ bella, alta, formosa, solare ma soprattutto è Rossa, come non ne avevo mai viste…di quelle dai riccioli rossi, con le lentiggini sul viso e sul decoltè. Dice di trovarmi simpatico che con me riesce ad aprirsi…facciamo un giro in macchina facendomi giurare che non la sfiorerò. Nel tepore dell’auto mi confida che ha tre desideri che vorrebbe realizzare: fare l’amore con due uomini contemporaneamente di cui uno negro e mostruosamente dotato, fare la puttana in un albergo e incontrare una coppia con lei bisex. Le dico che se vuole posso realizzare i suoi desideri, nel rispetto della persona e della privacy dicendole il mestiere che faccio e spingerla a fidarsi di me…cosa che avviene. Le racconto cosa vorrei fare per realizzare i suoi desideri e noto che le guance diventano rosse e inizia a muoversi sul sedile stringendo e allargando le gambe. Le chiedo se è eccitata, mi risponde di sì…le tocco un ginocchio…si ritrae…le dico che se dobbiamo scopare seppure con altri prima o poi la dovrò pur toccare…si rilassa. Inizio a massaggiarle il ginocchio..poi la coscia infilando la mano sotto la gonna fino ad arrivare alla sua fica che inizio a massaggiare seppur coperta da collant e mutandine…Le prendo la mano e me la porto sul pacco. Dapprima timidamente poi con maggior vigore inizia a massaggiarmelo. Mi sbottono, abbasso lo slip e salta fuori come una molla…lei sgrana gli occhi dallo stupore..me lo impugna e inizia a segarmelo. Le prendo la testa, la faccio piegare e le dico che voglio un anticipo…(fortuna che siamo in un posto isolato). Mi dice che non l’ha mai fatto, io le rispondo che è ora di incominciare visto anche ciò che dovrà affrontare per soddisfare i suoi desideri e dapprima solo con la lingua poi con le labbra inizia a succhiarmelo. La sua inesperienza si vede e…si sente (con i denti), ma gradualmente le dico come fare e sempre gradualmente viene fuori un talento naturale. Se lo succhia, se lo lecca come un calippo…se lo ingoia…mentre io scosto collant e mutandine e seppur a fatica inizio a sditalinarla…Inizia il suo su e giù, stringendo le labbra quando scende e risucchiando quando risale…il trattamento dà i suoi frutti e dopo un pò le riempio la gola di sperma…Lei fà per ritirarsi ma le spingo la testa sul cazzo obbligandola a ingoiare tutto. Quando ha finito si rialza..ha il viso sconvolto..-Mi è piaciuto-, mi dice, -anche se ora ci vorrebbe altro, ma non posso trattenermi, devo correre a casa…ma tu organizzami una mattina di fuoco al più presto possibile, mi raccomando-. -Tranquilla le dico, al più presto avrai mie notizie…-. Ci salutiamo con un bacio.

Prima di realizzare i tuoi desideri voglio averti prima da solo perchè, per ciò che ho in mente, dopo non sarai più la stessa. La mia proposta non ammetteva repliche e ci incontrammo a casa sua in una giornata che il marito era fuori città per lavoro, mi accolse con una gonna sopra il ginocchio, calze nere sorrette da reggicalze, camicetta a fiori che a stento conteneva le sue tettone. Mi offrì da bere sedendosi sul divano accanto a me, presi a carezzarla le gambe, ancora un pò irrigidita mi lasciò fare, finchè arrivai al suo nido che trovai caldo e umido. Sembrò sciogliersi e prese a massaggiarmi il cazzo sopra il pantalone, mi sbottonò e inizio a spompinarmi, oramai aveva imparato come fare e la sua lingua saettava lungo l’asta leccandomi anche i coglioni. La stesi, le sfilai le mutandine e presi a leccarle la fica, era dolce, succosa e più leccavo più si bagnava, le presi il clito tra le labbra succhiandoglielo come un piccolo cazzo. Iniziò a dimenarsi – o cazzo…che bello…succhiami…fammi godere – le infilai due dita mentre leccavo e lei partì per il primo orgasmo. Senza darle il tempo di riprendersi le alzai le gambe e la infilzai in profondità finchè non sentii il collo dell’utero sotto la mia cappella. La pompai in velocità, dando bordate sempre più forti e profonde – daiiiii…di più….scopami…spaccami…fammi sentire una zoccola…sono una zoccola, la tua zoccola….fammi godere…godooooo….vengooooooo – me la scopai per una mezz’ora senza darle il tempo di riprendersi da un orgasmo all’altro finchè anche io, la limite, le sborrai dentro tutto il mio succo…- AHHHH…come sei caldo….ti sento tutto…riempimi….che bello…come godo…ancora un pò daiiiiiii…vengo di nuovo…. – Dopo gli ultimi colpi ci stendemmo su letto, rilassati a coccolarci. Ci misi poco per riprendermi, del resto con una donna del genere ci vuole veramente poco. Iniziai a titillarle i capezzoli che si indurirono subito e che presi subito a succhiare impastandole le tette con le mani. Ricoprivo di baci la sua bocca, il viso, dietro le orecchie, scendendo sul collo e risalendo. La portai di nuovo al massimo della eccitazione tanto che riapri le gambe per accogliermi di nuovo. Sprofondai in lei come un coltello caldo nel burro, era bagnatissima anche a causa dei precedenti orgasmi e presi a pomparmela di gusto. Ora però volevo assaggiare il suo culetto che tanto mi faceva impazzire, tenendola distesa le alzai le gambe e con la cappella iniziai a titillarle il buco del culo, alternando leggere penetrazioni a raccolta dei suoi succhi per lubrificarla bene..-Fai piano – mi disse, – è la prima volta – Fui delicatissimo come al mio solito, lasciai passare la cappella faceldola abituare alla intrusione, poi presi a fare dei leggeri movimenti avanti e indietro, sentendola di volta in volta sempre più ricettiva. Nel frattempo lubrificavo l’asta con la saliva e i suoi succhi che raccoglievo dalla fica, finchè il mio cazzo riuscì a scorrere per bene. Mi accorsi che non le facevo male…aveva una dote naturale a prenderlo dietro. Iniziai a pomparmela alternando colpi in fica e nel culo, lei si dimenava in preda ai continui orgasmi, quando la inculavo le infilavo un pollice in fica e quando me la scopavo le mettevo un dito nel culo. Questa sorta di doppia penetrazione la fece esplodere in un potente orgasmo, il suo corpo sembrava scosso dalle convulsioni, le sue tette ballavano, il viso era di un rosso acceso, le tappai la bocca con un bacio quasi a raccogliere il suo piacere dentro di me. Infine si accasciò quasi senza forze mentre continuavo a pomparla – basta -, mi disse – non ne posso più, lasciami abituare, non ho mai goduto così intensamente -. Mi sfilai con l’uccello ancora duro, mi stesi, le presi la testa e le guidai la bocca sul mio cazzo. Prese a succhiarmelo come le avevo insegnato, le dissi di farlo più velocemente, lei obbedì, andava su e giù con la testa sempre più velocemente, finchè sentii la sborra montarmi dai coglioni, la bloccai e le scaricai in bocca tutto il mio succo. Lei tentò di divincolarsi come la prima volta, ma non glielo permisi, anzi, le turai il naso costringendola ad ingoiare tutto. Stanco e soddisfatto ci fumammo una sigaretta con lei accoccolata sul mio petto. Mi chiese – come hai intenzione di realizzare le mie fantasie? – Le risposi: – Per fare la puttana ho un amico che gestisce un albergo, prendiamo una camera lì, metto un annuncio per reperire maschi, decidiamo il giorno e ti regalo la tua giornata da vera puttana, ovviamente dovrai dargliela anche al mio amico. Per la coppia con lei bisex, nessun problema, ho una coppia di amici ospitali e per il Superdodato ne conosco uno ma è pericoloso.- Perchè?- mi chiese, -perchè è dotato in modo mostruoso e poi una volta iniziato non si ferma davanti a niente, quindi eventualmente devi decidere prima fin dove vuoi arrivare perchè se è vero che i limiti non li supera è anche vero che se decidi di prenderlo e dove prenderlo poi devi farlo perchè un colosso del genere non posso fermarlo.- -E’ un mio desiderio farlo con un superdotato e comunque se mi sarai vicino credo di riuscire a farlo e poi se ci passa un bambino credo ci passa un cazzo no? Il culo però no, almeno per il momento…quello lo prenderai tu insieme a lui, per il resto seghe, spagnole, pompini e penetrazione in fica-. Ci lasciammo con la promessa che ci saremmo rivisti presto.

Per il mio lavoro conosco tanti militari anche stranieri che lavorano alla Base NATO. Tra di essi ne conosco uno di colore. Avete presente uno dei protagonisti de -il miglio verde?- il gigante buono….oppure di Armageddon…ecco, il mio amico assomiglia a quel colosso…120 Kg di muscoli forgiati da ore di palestra, zero peli, zero capelli, scurissimo di pelle ma soprattutto un cazzo spropositato, senz’altro 32 cm di lunghezza per una circonferenza che unendo pollici e indici una donna non riesce a circoscrivere, amico di tante scorribande ha il difetto di non riuscire a contenersi quando scopa, non sente suppliche…affonda la sua mazza e via, sordo a tutte le preghiere, l’unico limite è che non fà nulla che la donna non voglia ma deve dirlo prima. Le ho parlato di Paola e decidiamo di farle la festa insieme.
La portai a casa del mio amico di pomeriggio presto, ci accolse in accappatoio bianco che faceva risaltare lo scuro della pelle. Paola alzando lo sguardo rimase a bocca aperta e piacevolmente sorpresa, ma una volta entrata in casa riacquistò la sua sicurezza. Ci accomodammo sul divano, il mio amico si scusò dicendo che era appena tornato dal lavoro e aveva fatto una doccia. Ci offrì da bere, tanto per scaldare l’ambiente. Mi avvicinai a Paola iniziando a carezzarla scoprendole le gambe e toccandole i seni. Carl si toccava la proboscide parzialmente indurita…-E’ spaventoso- mi sussurrò Paola guardandolo con la coda dell’occhio – non sò se riuscirò a prenderlo tutto-, -se vuoi rinunciare sei ancora in tempo, dopo non riuscirò a fermarlo- -no, voglio provare…al massimo mi porti in ospedale- Lei scherzava, ma la cosa non era del tutto improbabile…Carl si avvicinò inginocchiandosi cominciando a carezzarle le gambe mentre io le toglievo giacca e camicetta. Slacciai il reggiseno, di quelli che si sbottonano dal davanti, liberandole le tette che presi subito a succhiare. Carl nel frattempo le aveva sfilato gli slip e la leccava. Quando fu completamente nuda ad accezione delle autoreggenti nere ci spostammo in camera da letto dove anche io mi spogliai accomodandomi in poltrona. – che fai?- mi disse – niente, voglio godermi un pò lo spettacolo…- Carl la stese e si stese a sua volta di fianco. -Toccalo un pò, non morde mica…- Paola timidamente inizio a sfiorarlo e si accorse che la sua mano non ce la faceva a cingerlo. Carl iniziò a baciarla tutta, leccandole il collo, le orecchie, i capezzoli, l’ombellico…la fica; Paola con una sola mano non riusciva a segarlo..Provò con due inginocchiandosi sul letto e iniziando a leccare la spaventosa cappella. Provò a mettersela in bocca ma per quanto si sforzasse solo una piccola parte riusciva ad entrare, succhiava la parte che riusciva a mettersi in bocca mentre Carl l’aveva posizionata a 69 continuando a leccarle la fica. Paola smaniava, mi guardava mentre succhiava…All’improvviso Carl le disse -ora basta giocare…- la stese, dal comodino prese un tubetto con della crema, ne versò sull’uccello e una dose generosa la spalmò sulla fica di Paola anche se già sufficientemente bagnata -cos’è?- chiese..-è un lubrificante lenitivo cosi non sentirai troppo male risposi io. -Fai piano, ti prego…sei troppo grosso- disse Paola…-Zitta puttana!!!!- l’apostrofò Carl…-hai voluto il cazzo nero e ora lo prendi tutto- Alla missionaria puntò la cappella all’entrata della fica e iniziò a spingere. Nonostante gli sforzi nemmeno la cappella riusciva a passare. -Sei strettissima…quasi vergine…ma tranquilla dopo il mio trattamento non sarai più la stessa…-Paola boccheggiava in cerca d’aria….una lacrima le solcava la guancia, con le mani cercava di contenere l’irruenza di Carl che continuava a spingere mentre lei cercava di indietreggiare ad ogni affondo..ma il cazzo non entrava…Carl le prese le gambe, le alzò ripiegandole sulla pancia di Paola, ora era completamente scosciata…puntò il cazzo e spinse…la cappella entrò…Paola cercava di liberarsi…ansimava in cerca d’aria, stringeva le lenzuola con le mani, si vedeva che si sarebbe volentieri accontentata di qualcosa di meno grosso…Un’altra spinta cui segui un urlo di Paola mi avvisò che parte del cazzo era entrato -Mio Dio…è enorme….mi sento piena…esci, ti prego, mi fà male- -Fallo uscire di prego….non resisto…mi stà aprendo in due….- Ma io sapevo che non potevo intervenire…questi erano i patti con Carl..Mi avvicinai a Paola e iniziai a baciarla sussurrandole:- tranquilla, ora passa e diventerà tutto più bello…rilassati…assecondalo-, -macchè bello- gridava Paola-Mi stà squarciando…fallo fermare-. -Zitta Troia- disse Carl – Ti apro in due e con altri due colpi la riempì tutta di cazzo anche se circa la metà rimaneva fuori. Una volta dentro si fermò facendola abituare all’intrusione. Paola ansimava, lacrimava…le leccavo le tette, la baciavo…cercando di lenire la sofferenza…Pian piano si rilassò…giaceva sottomessa accettando la volontà del maschio che la possedeva. Carl iniziò a muoversi lentamente iniziando a scoparla. Paola iniziò ad ansimare…stavolta per il piacere…ruotava la testa a destra e a sinistra..i polmoni continuavano a cercare aria. Carl aumentò il ritmo della scopata. Il cazzo si riempì di una schiumetta bianca, segno che Paola iniziava a godere. -Ti piace?- le chiesi – ora sì, anche se mi fà ancora un pò male- Carl la girò a pecorina, le allargò le gambe, puntò la mazza e la penetrò, le prese le mani da dietro e la sollevò. Ora Paola non aveva nessun punto d’appoggio se non le ginocchia sul materasso e il cazzo in fica…Urlava dal dolore…dal godimento-Mi stà spaccando…me lo sento nello stomaco, mi riempie tuttaaaaa!!!!!- Iniziò a godere..la sua fica grondava umori quasi stesse pisciando. Mi misi davanti a lei e glielo misi in bocca. Ad ogni affondo di Carl corrispondeva una succhiata al mio cazzo. Io venni per primo, tanta era l’eccitazione, ma era sempre così quando mi scopavo qualcuna con Carl. Le riempii la bocca di calda crema ma lei sembrava non accorgersene tutta presa dal suo godimento. Poi fù il turno di Carl, nel modo che avevo già avuto modo di vedere in passato. Le lasciò le mani lasciando libera Paola, l’afferrò per i fianchi, iniziò a darle dei tremendi colpi -Oddio…piano….mi sfondi tutta- – Zitta puttana….ti lavo la fica dall’interno….ti sfondo l’utero- Paola avanzava verso la spalliera del letto fino a toccare il muro..Carl dietro che continuava a martellarla..Incastrata al muro accettò l’inevitabile…si fermo pregando che tutto finisse presto. Carl diede altri colpi, poi si fermò di colpo e stando sempre fermo disse -Ora di allago troia!!!!- Venne nella sua fica..Data la posizione e l’enorme pressione la sborra inizio ad uscire dalla fica di Paola a spruzzi sempre più violenti.-Me lo sento nell’uterooooo!!!!…ho un idrante nella fica….- L’orgasmo la colse all’improvviso, si accasciò sul letto accogliendo le ultime bordate che Carl aveva ripreso a darle. Entrambi distrutti si stesero. -Bella troia mi hai portato- Mi disse Carl -Lo sò, bastava solo tirare fuori la zoccola che è in lei e piano piano ci riuscirò- Paola si toccò la fica aperta come una caverna -Accidenti…è una voragine…che dirò a mio marito adesso?- -Tranquilla- le dissi – è elastica, prima di stasera tornerà normale….quasi!!!- Dopo una pausa, un caffè e una sigaretta avevo ripreso le mie energie…Ora toccava  a me godermela per bene. Iniziai a leccarle le tette, a baciarmela dietro le orecchie, strusciandomi sul suo corpo..Paola iniziò a rieccitarsi di nuovo…Voleva anche me…Mi stesi, mi venne sopra e si impalò…quasi non la sentivo per quanto era larga, ma anche a causa degli umori che la sua fica secerneva…iniziò a muoversi, dapprima lentamente, poi aumentando il ritmo…andava su e giù, a destra e a sinistra, circolarmente…come le avevo insegnato…Carl nel frattempo, lento a riprendersi, si era avvicinato e gli aveva dato da succhiare il suo cazzo, che seppur moscio era pur sempre il doppio del mio..Paola cavalcava, con la bocca succhiava Carl mentre con una mano si stimolava il clitoride mentre io con entrambe le mani e le la lingua le stimolavo le tette. Così stimolata non ci mise molto a partire di nuovo…Si tolse da me, fece stendere Carl e si accovacciò su di lui. Iniziò lentamente a farsi penetrare dal mostro, quando fu dentro fin dove poteva arrivare iniziò a muoversi un pò più velocemente. Io mi misi dietro e puntai la cappella al buchino…era già lubrificato e non ci misi molto a incularmela anche se molto stretto a causa della presenza ingombrante di Carl. Iniziammo una scopata sincronizzata, mentre io affondavo Carl si ritirava e viceversa. Paola godeva di questa nuova esperienza, si agitava, si contorceva, la testa dai lunghi capelli rossi ondeggiava a destra e a sinistra, continuava a ripeterci: -spaccatemi, rompetemi, sono una zoccola….mi piace il cazzo….mi piacciono tutti i cazzi…specie i vostri…voglio sempre cazzi…voglio morire di cazzi…- diceva frasi a volte sconclusionate ma godeva, eccome se godeva….Dopo una buona mezz’ora le allagai il budello stretto, quando fui uscito lei si tolse e iniziò una violenta sega a due mani al mio amico, tentando sempre si succhiare la cappella…Alla fine anche Carl con un urlo se ne venne inondandole la bocca, la faccia, i seni, i capelli di sborra bollente che Paola in minima parte riuscì ad ingoiare. Eravamo distrutti, era stato un pomerigigo di sesso fantastico. Dopo una doccia rigenerante ci salutammo. Paola in macchina crollò, si appisolò..aveva il viso soddisfatto. Quasi sotto casa la svegliai…-Come và?- le chiesi – Molto bene..Benissimo, è stato bellissimo, anche se sono tutta un dolore- Mi baciò in bocca con un grazie e con la promessa di rivederci presto.

Franco e Marina sono una coppia con la quale ho passato splendidi momenti. Lei è dolcemente bisex e li scelsi per l’altra fantasia di Paola. Ci incontrammo a casa loro in un pomeriggio di novembre. Paola e Marina erano splendide, vestite di lingerie per l’occasione. Marina, magra, di capelli lunghi e nerissimi, Paola procace e rossa…creavano un contrasto perfetto. Drink di benvenuto e per sciogliere il ghiaccio, dopo proposi uno spogliarello da parte delle donne. Franco mise su una base di musica soft e si accomodò im poltrona per godersi lo spettacolo. Le due donne iniziarono lentamente a spogliarsi, Marina rimase con un catsuit a rete che lasciava scoperto solo i seni e la parte inferiore, Paola per l’occasione aveva indossato un bustino all’antica con le stecche di balena che sorreggevano il busto e le tette, le calze erano di quelle con la riga dietro sorrette da reggicalze che partivano dal bustino…Due belle zoccole insomma. Iniziarono a carezzarsi e a baciarsi stando di fronte. Ognuna toccava le tette dell’altra baciandosi in bocca e accarezzandosi. Anche se per Paola era la prima volta con una donna, sembrava molto tranquilla e a suo agio. Si stesero sul letto, Marina prese l’iniziativa e si mise su Paola a 69 prendendo a leccarle la fica. Paola faceva altrettanto, leccando e inserendo le dita nella fica di Marina. Gemiti e sospiri delle due donne si sentivano per la stanza. Franco, come sua abitudine aveva preso a masturbarsi godendosi lo spettacolo. Io mi avvicinai alle due, a gambe aperte mi misi alle spalle di Marina e sulla faccia di Paola. Iniziai a scopare quella fica che conoscevo benissimo, Paola da sotto continuava a leccare Marina e le mie palle in contemporanea, nel frattempo avevo messo i pollici nel culo di Marina. Paola godeva della lingua di Marina e quest’ultima del doppio trattamento. Scopavo Marina, lo tiravo fuori e Paola prontamente lo ingoiava..le pompavo per un pò la bocca, lo sfilavo e riprendevo a scoparmi Marina. Le rigirai all’incontrario e ripresi il lavoretto provvedendo però a dedicare la maggiori attenzioni al culone di Paola che oramai era avvezza a questo tipo di rapporti. Mentre me la inculavo, Marina da sotto le leccava il clitoride e nel frattempo le metteva due dita dentro ricevendo, nel contempo, lo stesso trattamento da Paola. Me le scopai entrambe per un pò, poi le feci inginocchiare e mentre si baciavano sborrai sulle labbra di entrambe mentre Franco sborrava anche’egli. Soddisfatto mi godei per un pò lo spettacolo offerto. Marina prese il suo fido compagno di giochi solitari, un bel vibratore di dimensioni generose e iniziò a giocare con Paola. Per Paola era uno zuccherino al confronto della mazza di Carl, ma dopo un pò iniziò a smaniare. Si mise a percorina mentre Marina da dietro glielo infilava profondamente, nel frattempo passai davanti e le diedi la mia mazza da succhiare. Franco, nel frattempo ripresosi, si apprestò a scoparsi la moglie, le urla di guduria delle due salirono di intensità. Franco si spostò sotto Paola sempre a pecorina, continuando a sfondarle la fica con vibratore, Marina si mise a cavalcioni di Paola con me dietro che alternavo botte in fica e culo, in questo modo avevo tre buchi a disposizione. Mi posizionai Paola a smorzacandela mentre Franco la prendeva da dietro e Marina le dava le tette da succhiare. Un potente orgasmo sconvolse Paola, non la finiva più di dire oscenità…-scopatemi…..chiavatemi…sono la vostra zoccola, il vostro puttanone…fatemi godere come una cagna- Godemmo insieme, tutti e quattro, quando Franco si inculò Paolo ed io Marina. Giacemmo sfiniti sul lettone, bevemmo una bibita fresca, le due zoccole però non erano ancora sazie..iniziarono a toccarsi, a baciarsi come due lesbiche. Si stesero di fianco, contrapposte l’una all’altra e iniziarono a leccarsi le fiche…uno spettacolo!!!! Le feci posizionare di fianco, a pecorina e iniziai a montarmele per bene, una decina di colpi all’una, poi passavo all’altra, Franco si posizionò davanti a loro facendoselo succhiare da entrambe. Andammo avanti così per una mezz’oretta tra me che alternavo i quattro buchi a mia dosposizione e Franco, cultore del pompino, che godeva della bocche delle due troie. Cambiammo posizione, con Franco che se le scopava ed io che venivo succhiato. Decidemmo di farcele insieme, Franco si stese tirandosi su Paola la quale non si fece pregare mettendosi il cazzo dentro mentre io da dietro me la inculavo di nuovo, nel frattempo Marina ci massaggiava le palle, dopo facemmo cambio e fu il turno di Marina assaggiare le gioie della doppia. Franco se ne venne in fica della moglie mentre io da dietro continuavo con potenti bordate. Marina se ne venne di culo anche perchè Paola aveva iniziato a sollecitarle il clitoride, lasciai marina sul letto soddisfatta e mi dedicai a Paola mettendomi le gambe sulle spalle e scopandomela alla grande. Un altro orgasmo la colse, sentivo la fica che mi mungeva il cazzo e duando mi accorsi di essere al limite mi sfilai preso le due troie per la testa e le obbligai a succhiare – ora tocca a voi zoccole, fatemi venire con la bocca e badate di non sprecarne neanche una goccia – Si alternavano nel pompino, mentre una succhiava, l’altra leccava l’asta, non disdegnando di baciarsi tra di loro. L’aria era satura di profumi di sesso, entrambe presero a leccarmi l’asta, stringendomela tra le loro labbra in una sorta di sega, però fatta con le labbra socchiuse e all’improvviso esplosi in un potente orgasmo che loro si affrettarono a raccogliere con le loro lingue passandoselo di bocca in bocca e dividendoselo e ingoiandolo da buone amiche. La serata finì con una doccia per ripulirsi e con la promessa di rivedersi presto.

Per l’ultima fantasia dovevo organizzare le cose per bene. Sapevo che lei voleva veramente fare la puttana, nel senso che voleva essere pagata per fare sesso e conscia che ai clienti non poteva negare niente, vecchi, brutti o ragazzi che fossero stati. Complice il mio amico gestore misi un annuncio con una sua foto a viso coperto nel quale spiegavo che una insospettabile moglie, assolutamente non profesisonista, si sarebbe concessa ad uomini facoltosi per una sola volta, chiarendo che lei non sarebbe stata riconoscibile in viso perchè avrebbe portato una mascherina e che il tutto sarebbe avvenuto con me sempre presente, partecipe o meno a seconda dei gusti. Inutile dire l’enorme mole di mail che arrivarono. L’appuntamento era per gli inizi di Dicembre, quando l’albergo era chiuso al pubblico e il marito di lei era fuori per lavoro. Selezionai una rosa di 30 uomini di età diversa e di ogni estrazione sociale che avevano assicurato la presenza per il giorno prefissato. Arrivammo sul posto insieme, un’oretta prima di dare inizio alle danze, per avere modo di prepararsi. Ritirai la chiave ed entrammo da una porta secondaria. In camera fece la doccia, indossò la consueta lingerie come sempre molto arrapante ed infine la mascherina tipo carnevale di Venezia. Le dissi che il mio amico voleva essere “pagato” l’affitto della stanza.  -Fallo venire- mi disse,lo chiamai e appena entrato lessi lo stupore nei suoi occhi nel vedere quella stupenda femmina. Lei era sul letto semidistesa, con un bustino che a stento reggeva le tettone e che fungeva anche da reggicalze, calze nere velate, rossetto e smalto rosso fuoco, perfettamente pettinata e truccata, una vera troia da monta insomma. Si salutarono, lei si alzò, si avvicinò, lo baciò dietro l’orecchio tastandogli il pacco. Lo prese per mano, lo portò in bagno, gli sbottonò la patta e, nel lavandino gli lavò il pene come una vera puttana. Dopo averlo asciugato lo precedette sculettando in camera da letto, lui la seguiva affascinato da quelle chiappe maestose che ondeggiavano. Si sedette sul letto, gli calò i calzoni ed iniziò un fantastico pompino. Il mio amico, eccitatissimo, le carezzava i capelli, le dava il ritmo della pompa, dopo un pò lei prese un preservativo, lo srotolò come una vera professionista, si stese, allargò le gambe preparandosi alla monta, si umettò la fica con le dita precedentemente inumidite con la saliva e gli fece segno di infilarglielo. Il mio amico non si fece pregare, glielo affondo dentro per intero…pochi colpi e tutto fù finito, si rialzò soddisfatto, raccolse le sue cose e se ne andò a ricevere gli ospiti. Lessi la delusione nel suo sguardo, anticipai le sue domande dicendole – le puttane non godono, sono pagate per far godere. Io non sò gli altri come saranno, ma tu sarai pagata per farlo, dovrai farli godere senza pensare al tuo piacere. Certo se godrai con loro ben venga, ma il tuo piacere verrà dopo, quando tutti se ne saranno andati -. – Ok -, mi disse, – sono pronta a fare la zoccola però, se ti farò un occhiolino, la persona che mi ha scopato cerca di farla aspettare in un altra stanza, alla fine lo faremo tutti insieme e gratis -. – Che troia che sei…tu sei puttana dentro, altro che per finta – le dissi. I “clienti” iniziarono ad arrivare e Paola iniziò il suo giorno da “puttana”. Il patto era che avrebbero dovuto lasciare un regalino fisso più uno a piacere se riusciva a soddisfarli. Dalle 10 alle 17 si alternarono fra le sue cosce 30 uomini, tutti più o meno dotati, giovani, vecchi o di mezza età. Con tutti si ripeteva il rito del lavaggio preliminare e di quello conclusivo. A tutti praticò il pompino, qualcuno volle venirsene in bocca con un regalino supplementare, qualcuno volle farle il culo che lei accettò in cambio di una banconota, qualcuno se ne veniva subito, qualcun’altro era molto più resistente. Con alcuni vidi che godeva ma con altri si limitava ad essere passiva. Con chi le piaceva mi faceva l’occhiolino ed io mi precipitavo a proporgli un’altra ora di sesso alla fine, stavolta gratis. Alla fine ne erano rimasti tre più io. Inutile stare a descrivere ciò che le facemmo…aveva a disposizione quattro cazzi e dopo una giornata di sesso non era ancora sazia. Ce la scopammo in tutte le posizioni alternandoci nella bocca, nel culo, nella figa o fra le tette, non disdegnando le doppie e triple penetrazioni mentre un quarto cazzo veniva sollazzato dalle sue mani. Era uno spettacolo vedere Paola che godeva in continuazione, un orgasmo infinito, perchè quando uno era stanco subito un altro era pronto a prendere il suo posto nel buco lasciato libero. – Scopatemiii!!!…spaccatemii!!!…rompetemi tutta…voglio i vostri cazzi e bere la vostra sborra – Alla fine le venimmo tutti addosso, una vera pioggia di sborra che finì impiastricciandole le tette che nel frattempo era state tirate fuori dalla guepiere, il viso e i capelli e che lei si spalmava su tutto il corpo. Quando tutti se ne furono andati giaceva stremata ma soddisfatta sul letto. Si volse, mi guardò e mi sussurrò – Grazie -, – Non credevo si potesse godere così a fare la puttana -. Le risposi che forse era perchè tutto sommato era una sua fantasia realizzata e che le altre che lo fanno per necessita forse non godono. Mi rispose – può darsi, ma a me è piaciuto tantissimo, tanto che lo rifarei ancora – La riaccompagnai a casa, nei pressi, prima di scendere mi disse: – ora  sò cosa vuol dire scopare, voglio dare un senso alla mia vita che poi ti dirò, ma prima devo verificare una cosa – – Cosa? – le chiesi, – tu organizza un’altra giornata di sesso con Carl e poi te lo dirò -. Mi baciò precipitosamente e scese dalla macchina.

Ci sentimmo qualche giorno dopo, avevo organizzato un nuovo incontro con Carl. Mi disse che si era accorta che non era tanto male prenderlo dietro e che comunque aveva goduto ed ora voleva provare a prendere quello di Carl almeno una volta. – Sei sicura?, guarda che se glielo dico e poi ci andiamo poi non puoi tirarti indietro!!! -. – Lo sò – mi rispose, ma credo di farcela-. -Allora la mattina prima di andare fatti un paio di clisteri di camomilla, aiuta e pulisce ed eviterai sgradite sorprese-. Il giorno concordato ci recammo a casa di Carl, Paola come al solito vestita sexy, ma aveva nello sguardo qualcosa che non le avevo mai visto, una sorta di sguardo da porca. – Ho saputo che vuoi provare a prenderlo dietro – le chiese Carl – Si, credo di riuscirci, spero però che almeno all’inizio sarai delicato, sai non vorrei finire all’ospedale – rispose Paola, – tranquilla, sono esperto, non sarai la prima nè l’ultima, ti prometto che almeno all’inizio non ti farò del male anzi, facciamo così, lascerò che sia tu ad impalarti completamente, però una volta arrivato in fondo dopo non potrai tirarti indietro e dovrai lasciare fare a me…-. – Và bene – disse Paola. La stendemmo, la spogliammo, lasciandole solo il reggiseno a balconcino e le calze autoreggenti che per l’occasione aveva indossato. Dopo esserci spogliati anche noi prendemmo a leccarla dappertutto, un seno per uno, poi i lobi delle orecchie, le nostre mani vagavano sul suo corpo, se infilavo un dito nella fica Carl di dedicava al culetto e viceversa, se uno leccava tra le gambe, l’altro le faceva succhiare il cazzo, la portammo ad uno stato tale di eccitazione che la sua fica grondava umori in continuazione finchè Paola ci pregò di scoparla. Carl la infilzò con la sua potente mazza che entro dentro come il burro, iniziando a pomparsela ma senza andare fino in fondo, poi ci demmo il cambio. La scopavamo con metodo, evitando di farle raggiungere l’orgasmo, nel timore che poi si sarebbe raffreddata. Quando fu pronta Carl la mise a percorina e mentre io glielo mettevo in bocca prese una bella dose di lubrificante a base di acqua e se lo spalmò su tutta l’asta. Una dose generosa la usò per lubrificare lo sfintere, aiutandosi con le dita per farlo penetrare all’interno. Ne mise prima uno, poi due, poi tre, simulando una penetrazione, quando fu sufficientemente lubrificata le appoggiò la grossa cappella al foro e attese. Paola, timidamente, iniziò ad indietreggiare facendosene entrare un poco dentro. -Ahi- urlò Paola -mi fà male- Ma Carl prendendole la testa disse – Dai troia apri bene le chiappe e fatti sfondare dal mio cazzone. Te lo metto tutto fino in fondo, senti quant’è grosso-. Paola iniziò dei piccoli movimenti avanti e indietro e ogni volta l’immane cazzo entrava un pò di più. Quando fu dentro per circa la metà Carl si fermò. Paola ce l’aveva dentro per metà e a me già sembrava impossibile che un cazzo del genere potesse entrare nel buco di un culo, anche se l’avevo già visto qualche altra volta. Sudava, ansimava, si lamentava dal dolore, stringeva i pugni sul lenzuolo ma non desisteva dal suo proposito -Rilassati e apri bene il culo, stronza, se no senti male per davvero.- diceva Carl mentre le accarezzava la fica in modo da allentare la tensione della donna.
Paola si rilassò per un istante e con un colpo all’indietro fece entrare tutto il cazzone nel buchetto con le palle pelose a contatto con la fica. Ahiiiii…- urlò Paola -mi bruciaaa…- e iniziò a piangere -Mi fa malee.. mi bruciaaaa – -Ti brucia il culetto ?- disse Carl -Dai prendilo tutto e senti com’è grosso-. -Vedrai che ti piacerà e poi qualcuno prima poi te lo doveva rompere per bene – -Ora inizierò a pomparti bene il buco merdoso, stronza. Mi sa che dovrò allargartelo per un bel po’ questo buco- e iniziò a pompare. -Aghh…. mamma …. no …. mi stai rompendo… ti prego…. ahhh… fa male ….-implorava Paola. -Nooo…. non resisto. …. me lo sento in fiamme…… brucia … brucia…. mi brucia il culooo ……- Incurante delle lamentele di Paola, Carl continuava a pompare mentre le diceva: -Voglio proprio allargartelo questo buco. Sentirai un po’ di male all’inizio ma poi vedrai che ti piacerà da morire. Ce l’hai proprio bello stretto e bollente. Mi stai strizzando il cazzo, troia- -Aghhhhhh….. che maleee… ce l’hai troppo grossoooo…. cazzo che male… mi stai spaccando il culo..- urlava la donna -Sta zitta troiona rossa -le rispose l’uomo -stai zitta e goditi questo cazzone. Ti slargo tutta, ti voglio rompere. Te lo riempio fino all’intestino vacca…. troiona… Puttanona. Muovi il culo troia.- Paola era squassata dai colpi violenti e dal cazzone che le occupava tutto il retto. Prima iniziava a supplicare l’uomo continuando a dirgli -Ti prego… mi stai slargando il culo … me lo stai rompendooo.. ahiii… più piano … ti prego … mi stai sfondandooo….- Ma Carl rispose -Lo senti questo bastone nel culo eh, puttana? .. godo a fartelo sentire fino in fondo troia…. sììììì…… ti voglio spaccare questo buco del culo pieno di merda… te lo voglio spanare… mmmmmm……- dandole delle manate forti sulle chiappe. Nel frattempo io mi deliziavo nella sua bocca prendendole le tette a piena mani. Ad un certo punto Paola iniziò a trarre piacere da quelle sensazioni di godimento e dolore e sentiva delle ondate di piacere fortissime -mmmmhh… mi sta iniziando a piacere ora… mmmhhh…. cazzo come mi allarghi beneee… mi stai sfasciando ma sto godendo…. daiii spaccami….. spaccameloo..è bello anche così…- -Dai vacca … mi stai facendo un bel servizio col culo … dai che ora godo e ti allago il culo di sborra ..daii….segami il cazzo col retto- -Il tuo cazzone mi sta facendo impazzire… daiiii… mi brucia il culo ma godo da matti. Mi fa male ma mi piace- -Sei una troia….. che gode col culo. Dai dillo mentre ti sbatti il mio cazzone- -Siii, sono una troia da strada…. mettimi questo bastone fino in fondo…. sto godendo…..godoooo… godoooooo- e Paola raggiunse l’orgasmo, anhe aiutata da me che nel frattempo mi ero steso per sdidalinarla. Carl si mise a pompare sempre più forte e anche lui godette urlando -Eccoti la sborra vacca da quattro soldi ….. ti allago gli intestiniiii- Un violento getto di sborra davvero le allagò l’intestino e, come al solito, tanta era la pressione che buona parte le usci dal culo spruzzando dappertutto. Carl si accasciò su Paola, i due si baciarono con un lungo lingua in bocca. Carl tirò fuori il cazzo e Paola ne approfittò per correre in bagno per liberarsi dai residui. Al ritorno Carl le disse -Dai, piccola, segalo, fai su e giù sul bastone nero- accarezzandole la testa rossa.
Paola, come in uno stato di trance, cominciò a segare il cazzone del ragazzo di colore sentendolo ridiventare gradualmente sempre più duro. Intanto, il ragazzo, con fare autoritario, iniziò a tastarle le tette, per poi allungare una mano e strusciarle la fica. La trovò già bagnata e per questo motivo, sorridendo, fece un commento: -mmmm.. troia bianca, il bastone nero te l’ha già fatta bagnare di nuovo… aveva proprio ragione il nostro amico quando mi ha detto che eri un bel puttanone….. continua a segare e fammelo intostare bene bene.- Paola, senti risalire sempre di più l’eccitazione, presa dalla sega che stava facendo al cazzone nero e dal piacere che le rudi ma efficaci palpate mie e del ragazzo di colore le procuravano.
-Ora dai una bella pompatina al bastone, fammi vedere come sai lavorare di bocca. Succhia il bastone di cioccolata, puttana.- Finita la frase Carl forzò le labbra della donna sulla cappella, Paola non potè fare altro che imboccare il cazzone e iniziare a fare un pompa. Carl le teneva la testa dandole il ritmo costringendo Paola a mettere molta saliva per far scivolare il cazzone nella sua bocca e a lavorare molto con la lingua roteando e leccando. Anche io le presentai il cazzo vicino al viso e quindi Paola si alternava a pompare i due cazzi, segandoli alternativamente. I nostri cazzi sembrano scoppiare da tanto erano tesi e questo aumentava la foga e la libidine con cui Paola circondava con le sue labbra l’una e l’altra asta. Arrivati a un punto in cui potrebbe essere difficile resistere e sborrare, Carl si mise in piedi, io mi distesi e feci in modo che Paola mi montasse sopra facendosi infilare di forza il mio cazzo fica. Carl, poi, la fece piegare su di me -Stai ferma e buona mentre senti il cazzo duro del mio amico che ti arriva fino all’utero. Ora ti allarghiamo di nuovo i buchi così sarai sempre pronta a prenderti cazzi di tutte le misure-. Carl avvicinò il cazzo alle natiche di Paola e spinse -Ora ti riempiamo tutti i buchi -.-Ahi …… fai piano ti prego …… ahhhhhhhh- Carl forzò la stretta fessura dicendo -Ora ti metto questa bella suppostona così sarai bella farcita in culo e in fica-. Con un colpo più forte entrò dentro lo stretto canale, reso ancora più stretto dalla mia verga in fica. -Ahh…. mamma …. no …. mi state spaccando…. vi prego…. ahhh… fa male ….- -Ancora ce n’hai solo metà- disse Carl -ora te lo metto tutto- e spingendo arrivò in fondo.
-Noooo…. non resisto. …. mi sento in fiamme…… brucia … brucia….
ohhhh … dio che male……. aahh….. si lo sento che mi sta occupando tutto il rettooooooo …… mi state riempiendo tuttaa…..Ahhhhhhhhhhhhhh……… cazzooooo….. mi state slabbrando i buchi …. vi prego non mi spaccate ……. ahhh- Carl intanto le pizzicava i capezzoli e le diceva -Dimmi un po’ se te lo senti tutto puttana ?- Poi aggiunse un commento veramente volgare: -Vedrai che dopo questo lavoretto il buchetto marrone avrà le grinze un po’ più lisce.-
Incuranti delle lamentele di Paola iniziammo a pompare sistematicamente, leccavo le tette di Paola che iniziava, ora che i buchi si erano allargati, a sentire meno dolore e sente il piacere riemergere.
-La troia sta iniziando a divertirsi mi sembra- disse con un sorriso Carl -Eh si, sento che contrae il buchetto grinzoso e la fica molto bene- risposi io.
Paola senti arrivare il piacere in modo improvviso, si sentiva avvolta in sensazioni che non aveva mai provato e mai credeva potessero esistere. -Mmhh, mi sta iniziando a piacere- diceva Paola senza più freni inibitori e ormai senza ritegno -Siete dei porci ma avete due cazzoni che mi stanno aprendo benissimo-. Carl, allora rincarando la dose disse:
-La prossima volta non ti lasciamo un’apertura libera. Te lo facciamo mettere anche in bocca, così sarai tutta bella riempita- La fica di Paola era ormai un lago e anche il buco del culo si stava contraendo in preda a sensazioni fortissime. Insieme la pompavamo in modo sempre più serrato e Paola venne in un orgasmo travolgente dicendo -Ohhh. sii… sto venendo davanti e dietro …. godo … godo ……- Allora Carl la incitò a usare parole più volgari dicendole:
-Dillo, puttana, dillo che vieni con la fica e con il culo, dillo che sborri con tutte e due.- Paola, nel vortice della perversione, urlò: -Siiii, sborro con la fica e con il culoo…..vengo con la fica e il culooo…- e si contorceva in preda alle contrazioni dell’orgasmo. Ormai ben affiatati, con una serie di colpi più forti la innaffiammo le budella e l’utero contemporaneamente.-Ti sborro nel culo, puttanona rossa – diceva Carl -Eccoti la sborra nel pancino, troia spanata- urlavo io
Paola senti una serie notevole di getti di sborra nella fica e nel culo che le diedero la sensazione di essere riempita fino all’orlo. Paola era distrutta, rivoli si sperma le colavano dalla fica e dal culo, si alzò e si fece la doccia, oramai si era fatto tardi e doveva ritornare a casa. In macchina la vedevo stranulata, rilassata, con lo sguardo che solo una donna soddisfatta ha negli occhi. Come al solito mi fermai ad una discreta distanza da casa sua, ci guardammo negli occhi, mi disse -Grazie, con te ho scoperto cosa significa il sesso!!! e…avevi ragione, non sono più la stessa di prima-. – Mi fà piacere, spero in senso positivo-, le risposi. -Certo, positivo senz’altro, ho scoperto la mia vera natura. Per troppo tempo mi sono negata ai piaceri del sesso ed ora voglio recuperare…Lascerò mio marito!!!!-. – Che cazzo dici?, una come tè non può stare senza agi, che farai? Come vivrai?- -Lascerò la città, andrò lontano, dove nessuno mi conosce- – per fare cosa? – -La puttana!!! …mi piace…mi piace fare sesso e in più mi darà da vivere, ma se mi verrai a trovare una scopata per te sarà sempre gratis -. Ero shoccato, incapace di muovermi, di parlare, tentai di abbozzare un timido tentativo di farla retrocedere dalla sua decisione ma lei si avvicinò, posò il suo indice sulle mie labbra poi mi baciò – Ci sentiamo – mi disse e scese dalla macchina. Non ho voluto più rivederla nè risentirla, sò che si è trasferita e ha messo in atto il suo proposito ma per me un conto è fare la puttana per sfizio un’altro svilire il proprio corpo di donna per denaro. Avrò anche una moralità contorta ma non posso farci niente. A qualcuno magari capiterà di andare a puttane, magari gli capiterà una bella “Rossa” dai capelli ricci, leggermente in carne, piena di efelidi sul viso, sui seni e sulla maggior parte del corpo, in quel caso pensate a questo racconto e con la mente, mentre ve la scopate, portatele i miei saluti.
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