Oltre ogni limite ! 2a Parte

L’attesa dei miei tre nuovi “amici” si stava facendo più lunga del previsto e cominciai a pensare che forse ci avevano ripensato o magari intendevano soltanto divertirsi un po’ in chat. Per un attimo mi pentii di essermi prestata così facilmente a quel gioco troppo trasgressivo e poi di averli addirittura invitati qui da me senza sapere nulla di loro ma per lo meno a casa mia mi sarei sentita più tranquilla.
Quando suonarono al citofono ero immersa in questi pensieri e sobbalzai sul divano. Andai a rispondere e indicai loro la scala dove abitavo sperando che nessuno dei vicini li vedesse entrare nel mio appartamentino al piano terra alle due e mezza di notte!
Aprii la porta e un attimo dopo comparvero dal cancelletto esterno, feci un cenno con la mano e li feci entrare quasi furtivamente.
Li trovai ancora più desiderabili che in cam e tutti e tre, dopo esserci presentati, dispensarono complimenti per me e per la mia piccola dimora.
Volentieri accettarono un caffè e quando tornai in salotto dopo aver riportato le tazzine in cucina vidi Taribo e Rudy già seduti sul divano mentre Sammy era in piedi di fronte alla libreria a giorno ad osservare i numerosi volumi che ne occupavano almeno tre ripiani. Mi avvicinai a lui chiedendogli se gli piaceva la lettura. Mi rispose che era un lettore incallito e che i classici erano i suoi preferiti. Ne fui contenta perchè anche io amavo molto quel genere.
Quando mi voltai verso gli altri due sentii le mani di Sammy poggiarsi sulle mie spalle per poi andare ad accarezzarmi sul collo…e fui subito attraversata da un lungo e piacevole brivido. Mi bloccai in attesa di conoscere il percorso di quelle due mani forti e delicate nello stesso tempo e quando dal mio collo le sentii infilarsi sotto il colletto della mia maglietta per andare ad accarezzare il mio non abbondante seno capii che ero pronta per abbandonarmi completamente ai miei e ai loro desideri.
Poi pian piano mi sfilò la maglietta, le sue braccia mi cinsero all’altezza dell’ombelico, comincio’ a strusciare i suoi pantaloni contro i miei e percepii distintamente il suo sesso eccitarsi sempre più e quando, tenendo sempre un braccio intorno alla mia vita, l’altro si scostò per consentire alla sua mano di insinuarsi dentro il bordo dei miei pantaloni, la mia voglia aumentò a dismisura come quella di Taribo e Rudy che seduti davanti a me iniziarono a spogliarsi.
Poco dopo li vidi uno affianco all’altro completamente nudi iniziare a masturbarsi con lo sguardo fisso su me e Sammy che togliendo la mano dalle mie mutandine già umide mi portò proprio davanti a Rudy. Lui smise di toccarsi per potermi slacciare i bottoni dei miei pantaloni e farmeli scivolare giù. Sammy mi lasciò libera per qualche istante, lo vidi spogliarsi, si riavvicinò subito dopo per completare anche la mia svestizione….adesso tutti e quattro eravamo completamente nudi e stracolmi di eccitazione…e il gioco stavolta non più virtuale ebbe inizio!!!

Fu Taribo a prendere la mia mano con la sua per farmi sedere sul divano tra lui e Rudy, e tutti e due iniziarono a toccarmi e ad accarezzarmi in ogni parte del corpo mentre Sammy, in piedi dinanzi a noi osservava il tutto muovendo lentamente la mano sul suo fallo in piena erezione. I due accanto cominciarono poi a leccarmi il seno, i capezzoli e poi sul viso, sulle labbra…..aprii la bocca per poter scambiare con loro gli umori delle nostre lingue….sentii le mani di Sammy afferrare le mie caviglie e sollevarle per poi far unire i miei piedi intorno al suo cazzo color ebano iniziando poi a muoverli avanti e indietro gemendo dall’eccitazione che evidentemente gli procurava quella sensualissima masturbazione…..eccitazione che stava travolgendo anche me e subito proposi di trasferirci nella mia camera. I tre amici accettarono molto volentieri….ci alzammo dal divano e poco dopo prendemmo possesso del mio accogliente lettone…

Io mi sdraiai supina proprio al centro mentre Sammy e Taribo, in ginocchio, si misero ai miei lati e Rudy, nella stessa posizione, si pose di fronte. Proprio lui si chinò con il busto e dopo avermi fatto divaricare le gambe vidi il suo volto scendere verso la mia quasi implorante e vogliosa passera. Un istante più tardi la sua lingua iniziò a percorrerla sempre più velocemente lungo tutta la fessura che si schiuse in pochi attimi…. per riceverla al suo interno. Si muoveva in modo sublime e dal profondo della mia caverna cominciò a sgorgare senza sosta il succo procuratomi dal piacere pazzesco che stavo provando. Rudy continuò per almeno un minuto a cibarsi del mio umore sino a quando Sammy quasi lo spinse via per poi iniziare a leccarmela furiosamente sino a farmi giungere al limite dell’orgasmo che cercai in tutti i modi di trattenere e ci riuscii soltanto perchè stavolta fu Taribo a voler prendere il suo posto… ma quando lui, oltre a leccarla, la penetrò con due dita, sentii di nuovo arrivare il momento topico. Gli sollevai il capo appena in tempo….mi sentivo pulsare all’interno delle cosce….volevo soltanto essere posseduta e non seppi più nascondere quel che stavo desiderando immensamente…ormai ero completamente succube dei miei sensi più sfrenati !!!

IO: Mi state facendo impazzire…ho voglia di fare l’amore…non ce la faccio piùùùùùù
SAM: Cristina, sei tu che fai impazzire noi, devi dirci soltanto se vuoi che ci “proteggiamo” e se c’è qualcosa che non ti senti di fare….
IO: Non serve nessuna “protezione” e voglio fare di tutto….basta non ci sia violenza
SAM: Non preoccuparti, vogliamo solo godere e farti godere senza far nulla che tu non voglia……
Appena pronunciate queste parole Sammy si sdraiò sopra di me e subito spalancai le gambe in attesa di accogliere il mio primo membro nero……
A stento trattenni un urlo di piacere quando finalmente fui penetrata….sentii la sua cappella sbattere in fondo al mio utero…accompagnai le sue spinte frenetiche tenendo i suoi glutei con le mie mani…per un attimo guardai intorno a me Taribo e Rudy che si masturbavano…..e stavolta non potei più prolungare l’attesa…
IO: Sammy….io vengooooooooooo!!!!!
Lui non ebbe la forza di rispondermi ma il mio orgasmo fu esplosivo almeno come il fiume di sperma che riuscì a scaricarmi dentro… poi lo vidi togliersi e scendere dal letto….solo pochi istanti e dentro di me c’era già il pene turgido di Taribo che mi riempì dopo pochi secondi….si tolse anche lui e a scoparmi toccò a Rudy che con il suo ritmo pazzesco mi fece arrivare ad un nuovo memorabile orgasmo che subito dopo fu seguito dal suo…..e appena lui fece uscire il suo cazzo appagato, dal mio spacco cominciò a colare sulle lenzuola il biancastro cocktail del loro sperma ………

Mezz’ora dopo i miei tre “amanti scuri” di quella folle notte mi aspettavano in salotto, reduci da una veloce doccia calda, doccia che io feci dopo di loro, e sotto lo scroscio quasi bollente la spugna insaponata si soffermò più a lungo tra le mie cosce come a voler togliere ogni eventuale minima traccia del seme dei miei amici. Abbassai lo sguardo lì in mezzo, vidi la spugna intrisa di schiuma e per un attimo volli immaginare che fosse invece piena della loro sostanza …. e mi eccitai subito come subito rimossi l’idea di “toccarmi”. Di là mi stavano aspettando e mentre mi asciugavo mi resi conto di non essere per nulla ancora sazia…..

Alle 4 del mattino eravamo tutti e quattro nudi, seduti sul divano. Alla mia destra sedeva Sammy, alla sinistra Rudy e accanto a lui Taribo ma c’entravamo abbastanza comodamente. Rimanemmo in silenzio per qualche momento poi Sammy con una mano cominciò ad accarezzare i miei capelli e con l’altra ad accarezzarsi il membro. Girai lo sguardo dall’altra parte del divano e vidi anche gli altri due toccarsi e in quel momento il silenzio fu rotto dalla voce di Sammy …..
SAM: Cristina, manchi solo tu….

Per un istante risi dentro di me perchè per lui e per i suoi due amici oramai io ero soltanto Cristina e in effetti all’anagrafe e sulla patente di guida il mio nome è Stefania Cristina … colpa di una virgola dimenticata al momento della mia nascita. Ma sin dal primo vagito, Stefania l’ho sempre considerato il mio unico nome e tutti quelli che mi conoscono mi chiamano soltanto così. Sammy guardando il mio documento per cercarmi su skype aveva evidentemente preferito il secondo e quando in chat sentii chiamarmi con quel nome pensai di poterlo usare da allora in poi ogni qualvolta la tranquilla “Stefania” avesse avuto il desiderio di trasformarsi nella porca e insaziabile “Cristina” di quella notte!

Sospirai e per qualche secondo rimasi quasi immobile ad osservare come in pochi attimi i loro splendidi cazzi erano già diventati così turgidi, poi la mano libera di Sammy prese la mia, la destra e l’accompagnò tra le mie gambe….
SAM: Mmmmmmm sei già umida…dimmi che hai voglia pure tu
IO: Oh Sammy, ne ho davvero tanta, sapete eccitarmi in modo spaventoso
SAM: Non immagini neppure quanto ci stai eccitando tu
Lasciò libera la mia mano e cominciai a masturbarmi insieme a loro……

Nessuno di noi parlava … il silenzio era scalfito soltanto dal movimento delle nostre mani e da qualche gemito di piacere….dopo 5 minuti cominciai già a dovermi trattenere ma quel continuo rallentare ogni qualvolta che lo sentivo “arrivare” mi fece capire che continuando in quel modo correvo il serio “rischio” di schizzare via tutto…. e forse farlo davanti a qualcuno avrebbe potuto davvero farmi provare vergogna…..ma evidentemente quella notte stava azzerando ogni residuo limite del mio seppur minimo pudore!

Quando Taribo mi chiese se volessi offrire il mio “spettacolo” stando seduta di fronte a loro, ero nuovamente prossima all’ennesimo punto di “arrivo” ma mi interruppi volentieri…. l’idea di vederli lì davanti e il desiderio quasi morboso di assistere alle loro “eruzioni” mi fece accettare la sua proposta senza esitazioni. Mi alzai, presi la piccola poltrona senza braccioli che si trovava a fianco del divano e la posizionai di fronte e al centro, andai in bagno e presi un grande asciugamano col quale coprii la poltroncina e un attimo dopo ero lì seduta con i piedi poggiati sul bordo del divano. I tre si erano leggermente avvicinati tra loro e ripresero a masturbarsi. Allargai le mie cosce spostando i piedi ai lati delle gambe di Rudy che era quello seduto proprio di fronte a me. Ripresi a toccarmi decisa stavolta a non fermarmi per nessun motivo anche per non far crescere il leggero dolore che stava affiorando all’interno della mia intimità, provocato dalle frequenti contrazioni che imponevo a quei muscoli nascosti per bloccare il mio ormai continuo e irrefrenabile bisogno d’orgasmo.

Di nuovo calò il silenzio e quando poco dopo non potei più rinunciare a far penetrare nella mia tana fradicia l’indice e il medio della mano destra si cominciò a sentire distintamente il rumore di sciacquettio provocato dal muoversi di quelle dita tra il liquido copioso di cui ero già colma. E questo provocò sia a loro che a me una repentina scalata di piacere. Sammy, aumentando la velocità della sua mano sul membro pulsante, mi afferrò il piede sinistro per portarselo sul viso iniziando poi a leccarlo avidamente imitato subito dopo da Taribo che si impossessò dell’altro per poggiarlo sul suo cazzo per poi continuare la sua masturbazione con le due mani a cingere il mio piede. Passarono pochi attimi ancora e la visione delle gocce di liquido trasparente, preludio dell’ormai prossimo orgasmo di Rudy, mi fece abbandonare del tutto alla voglia troppo soffocata che avevo nel corpo.

Le mie due dita cominciarono a spingere sempre più forte dentro la parete superiore….solo pochi secondi e mentre il mio corpo si mise a tremare in maniera incontrollata sentii l’interno delle mie cosce bagnarsi repentinamente…..guardai e rimasi io stessa pratcamente allibita!!!
A fiotti, senza sosta, mi stava uscendo un liquido biancastro molto simile a quello maschile e mentre la mia sostanza scorreva come un torrente sull’asciugamano e sulle mie gambe Sammy e Taribo abbandonarono i miei piedi, si alzarono dal divano e continuarono a masturbarsi ai miei lati…..vedere quei due falli neri vibrare così vicini al mio viso mi scatenò l’inferno!!!

Non ebbi neppure il tempo di avvertire il “povero” Rudy che era rimasto davanti a me, seduto a non più di un metro…immaginavo che allentando leggermente la spinta poteva succedere quello che poi accadde. L’orgasmo più sublime era in arrivo…. smisi di colpo di premere e sentii subito la fatidica sensazione….un urlo quasi liberatorio accompagno’ il primo e fortissimo getto liquido che andò a finire violentemente sia sul corpo che sulla sua faccia del mio amico che però, dopo un primo attimo di sorpresa, con la mano libera andò a bagnarla passandola sul petto per poi inebriarsi quando le dita di quella mano entrarono nella sua bocca il gusto del mio succo. Il mio secondo “squirt” lo colpì mentre si stava alzando in piedi e subito dopo. l’ansimare incontrollato di Sammy mi fece voltare verso di lui e vidi il suo membro avvicinarsi ancor di più al mio volto… la sua masturbazione divenne frenetica poi, poggiando l’altra mano sulla mia testa urlò che stava per godere…..e io spalancai le labbra ….sì, stavolta ero davvero pronta……il suo primo spruzzo mi finì direttamente in bocca, la chiusi immediatamente per conoscere finalmente quel sapore che mai avevo voluto provare. Mi pentii all’istante di averne sempre avuto timore….quel sapore indefinibile che da quella notte ribattezzai come “sapore di maschio” ebbe il solo effetto di farmi avvicinare ad un nuovo orgasmo anche se solo da poco avevo finito di “squirtare”. Mentre ingoiavo voluttuosamente quella crema afrodisiaca, gli altri schizzi di Sammy mi finirono sul viso e sui capelli. Poi lui si fece da parte lasciando il posto a Rudy. Lui e Taribo ripresero a masturbarsi lì accanto e io feci lo stesso subito pronta a godere ancora e, stavolta senza schizzi, fui ugualmente travolta da un altro splendido orgasmo non appena i due accanto a me, praticamente insieme, mi scaricarono nella bocca, in faccia e sul petto una quantità pazzesca della loro bollente e divinamente gustosa sborra……..

Dalla finestra del salotto traspariva il primo timido chiarore dell’alba. Nessuno di noi riuscì a dire nulla su ciò che era appena accaduto. Non avevo neppure la forza di sollevarmi da quella poltroncina talmente ero esausta e appagata. Alcune gocce di sperma mi stavano ancora colando lungo il corpo e fu davvero dolcissimo Sammy ad andare di sua iniziativa in bagno, prendere un asciugamano con il quale delicatamente mi pulì.Gli stampai per ringraziarlo un tenero bacio sulle labbra.

Quandò i tre miei stupendi neri si rivestirono per tornare a casa erano già passate le sei del mattino. Preparai un quasi indispensabile caffè e li accompagnai sull’uscio salutandoli con un bacio sulla guancia. Sammy prima di uscire si avvicinò per dirmi di non cancellarlo dai miei contatti di skype. Sorridendo gli risposi che non ci pensavo nemmeno lontanamente……

Uscirono, chiusi la porta. Avrei voluto, prima di addormentarmi, ripassare nella mia mente ogni momento di quella notte incredibile ma, travolta dalla stanchezza crollai non appena andai a distendere sul lettone il mio corpo completamente nudo.

La notte “oltre ogni limite” finiva lì…………

Oltre ogni limite ! 1a Parte

Dopo un lungo e rilassante bagno caldo indossai il mio pigiamino preferito composto da camicetta e pantaloncini corti di seta rosa. Dopo aver acceso il notebook andai in cucina per prepararmi un buon caffè e dopo averlo gustato mi distesi comodamente sul divano, scaricai prima la posta elettronica e subito dopo aprii skype.
Mi chiamo Stefania, ho da poco compiuto 53 anni, mai sposata e da qualche mese di nuovo single dopo aver messo la parola fine ad un paio d’anni di una convivenza monotona e alla fine tanto noiosa.
Vivere da sola non mi dispiace affatto ma da qualche tempo, forse un effetto provocato dalla mia abbastanza recente menopausa, nel mio corpo si è scatenata una sorta di tempesta per la quale il mio desiderio sessuale è diventato quasi ossessivo al punto di dovermi masturbare sempre più spesso con fantasie erotiche talvolta addirittura indecenti ma che mi aiutano a raggiungere orgasmi paradisiaci e molte volte anche multipli.

Sistemai il mio pc sulla pancia dopo aver poggiato la nuca su un bracciolo del mio divano di stoffa blu. Mi misi online per vedere se tra i miei contatti ci fosse qualcuno in linea alle 11 di sera.
Nessuno era su skype, a quell’ora o dormivano o avevano qualcosa di meglio da fare….. mi accorsi che c’era una nuova richiesta di contatto da parte di un certo Sammy ma lì per lì non riuscii a fare mente locale su chi potesse essere ma la mia curiosità mi spinse ad accettare la richiesta e con “molto gradita” sorpresa mi resi conto che a cercarmi era il proprietario della palestra vicino casa dove da un mese andavo per cercare di mantenere in forma il mio corpo non ancora da “rottamare”….
Il mio gradimento era dovuto al fatto che Sammy era un tipo da urlo, massimo trentenne..fisico da paura..nero come l’ebano..insomma uno per me irraggiungibile…così credevo!
Gli chiesi come avesse fatto a trovarmi e lui mi rispose che era troppo semplice disponendo della lista degli iscritti in palestra e aggiunse che voleva avere tra i suoi contatti la più bella di quella lista. Non volevo credere che potessi davvero averlo colpito, soprattutto dopo essersi visti di sfuggita solo poche volte…la cosa mi stava eccitando!!!
Dopo aver dialogato un po’ tramite tastiera lui mi chiese se poteva invitarmi in videochat e non esitai ad accettare. Mentre sistemavo la cam arrivò la chiamata alla quale risposi subito.

SAM: Sei bellissima anche in televisione!!!
E ridemmo insieme
IO: Grazie, la stessa cosa vale per te!
Mentre la mia cam inquadrava soltanto il mio viso, quella di Sammy aveva una panoramica più ampia e oltre a vederlo a mezzo busto con indosso una bella t-shirt attillata notai dietro di lui passare ogni tanto altre persone anche loro di colore.
IO: Vedo che non sei solo
SAM: No, vivo in questa casa con altri due amici
Così dicendo li chiamò e me li presentò in diretta. Taribo e Rudy erano i loro nomi, anche loro originari del Suriname come il mio nuovo “amico” e come lui giovani e affatto male! Poi i due si allontanarono e li vidi scomparire dallo schermo.
Parlammo del più e del meno ancora un po’ ma poi Sammy ruppe gli indugi……

SAM: Sono indiscreto se ti chiedo come sei vestita?
IO: Non sei indiscreto…sono in pigiama
SAM: Posso vederne un pezzetto?
Io mi accorsi che posizionata così stavo un po’ scomoda allora sistemai il pc sul tavolino di fronte al divano e mi misi seduta di fronte, abbassai un poco la cam e inquadrai la camicettadi seta.
SAM: E’ veramente molto carino e mi pare che sotto la camicia non porti nulla.
IO: Hai indovinato…..
E rialzai nuovamente la cam come prima
SAM: E il pezzo di sotto? Così ho un panorama completo…ma forse chiedo troppo?
IO: OK ma a questo punto sono curiosa pure io…..
Entrambi spostammo l’inquadratura più in basso e la vista dei suoi boxer mi fece subito venire pensieri “strani”….
SAM: Ti trovo molto sexy, ma stavolta non mi azzardo a chiederti cosa indossi lì sotto….
IO: Mi piacciono molto anche i tuoi boxer, comunque sotto non ho nulla
SAM: Non dovevi dirmelo….solo immaginarti mi sta provocando un certo movimento sotto i boxer…scusa se te lo dico
IO: Non mi dispiace molto di farti questo effetto
Sammy sospirò poi mi disse che si doveva assentare per un paio di minuti per un urgente bisognino e lo vidi alzarsi dalla sedia della sua postazione e uscire dalla porta della stanza da dove chattava.
Ne approfittai anche io per andare a fare pipì. Seduta sulla tazza provai ad immaginare lui mentre lì in piedi faceva la stessa cosa e fui assalita dal desiderio quasi morboso di vedere quel cazzo nero nascosto sotto quel boxer color panna e dopo essersi lavata tornò asedersi sul divano. Lui era già lì ma senza maglietta…
La vista di quel corpo scolpito non mi aiutò di certo a placare la voglia crescente che sentivo addossoò
IO: Vedo che hai caldo…o sbaglio?
SAM: Non sbagli ma forse sei che mi fai aumentare il calore della pelle.
IO: Sono sempre più sorpresa da quello che mi dici…non lo immaginavo neppure lontanamente
SAM: E ti dispiace?
IO: Direi l’esatto contrario
SAM: Proposta indecente, ti va di giocare con me in cam?
Sospirai lungamente, la proposta era esattamente quello che speravo mi chiedesse…
IO: Che genere di gioco dovremmo fare?
SAM: Quello che chiamano cybersex ovvero sesso virtuale, ma forse sto esagerando
IO: Non l’ho mai fatto così ma provarlo non mi dispiacerebbe.
SAM: Allora accetti?
IO: Proposta indecente accettata!
SAM: Sono sracontento ma ti dico subito che la regola vuole che ci si possa dire e si possa fare tutto quello che ognuno desidera senza porsi freni di nessun genere e naturalmente se ritieni di voler interrompere lo puoi fare in qualsiasi momento.
IO: Va bene, ho capito le regole e sono pronta.
Sammy non poteva di certo immaginare quanta libido avevo in quel momento dentro di me e quanto fossi disposta a qualsiasi tipo di gioco, avevo troppa voglia di godere…..e tanto!
SAM: Per cominciare dovresti toglierti quella splendida camicetta rosa e allargare l’inquadratura
Col telecomando della videocamera diminuii lo zoom fino a riprendermi dal viso sino al ventre, mi slacciai i bottoncini e un istante dopo per la prima volta il mio seno nudo si mostrava in cam.
SAM: Mi piace da impazzire, accarezzalo un po’
Cominciai a toccarlo delicatamente e appena le mie dita toccarono i capezzoli li sentii subito irrigidirsi e allora le tolsi per mostrarne l’effetto al mio compagno di gioco.
SAM: Mmmmmm quanto mi stai eccitando, voglio masturbarmi davanti ai tuoi occhi, lo posso fare?
IO: Siiii, voglio vedere mentre lo fai
Sammy spostò l’inquadratura e in primo piano adesso c’erano solo i suoi boxer e la sua mano destra a muoversi all’interno.
SAM: Dai Cristina, dimmi che me li devo togliere, dimmelo tu
IO: Si Sammy, toglili, non aspetto altro
Quando finalmente quell’ormai inutile indumento si tolse di mezzo ebbi un sussulto nel trovarmi sullo schermo quel membro nero e già rigido, subito provai il desiderio di poterlo possedere nella realtà ma intanto mi accontentai di quella visione così eccitante
Sammy lo afferrò con una mano, si sedette e cominciò a masturbarsi.
SAM: Adesso impazzirei se pure tu ti togliessi i pantaloni del pigiama per mostrarmi la tua fica
IO: Non credevo di poter arrivare a tanto ma in questo momento non posso dire di no
Come aveva fatto lui spostai la visione all’altezza delle mie parti intime e mi denudai del tutto.
SAM: Mamma mia, il tuo pelo scuro come i tuoi capelli è stupendo, ti prego, apri le gambe, voglio vedere la tua passera in primo piano!
Le aprii subito e guardando nel monitor la finestra della mia trasmissione mi resi conto che lì sotto quelle labbra si erano già dischiuse.
SAM: Sto per svenire dal gusto che mi fai provare, masturbati con me
La mia mano andò subito in mezzo alle mie gambe e appena accennai alle prime carezze la sentii bagnarsi. Vidi quel membro eccitato avvicinarsi alla cam per poi quasi far venire a contatto dell’obiettivo il glande enorme.
SAM: Pensa se te lo trovassi davvero davanti al tuo viso, cosa faresti?
IO: Lo prenderei in mano e inizierei a masturbarlo come sta facendo la tua…
SAM: Solo il pensiero potrebbe farmi venire….e poi cosa faresti?
IO: Comincerei a leccartelo tutto e poi lo farei scivolare nella mia bocca.
SAM: Sto per morire!!! Ti piace il sesso orale?
IO: Da matti
SAM: Ti sei mai fatta venire in bocca?
IO: Mai, ho sempre avuto paura che potesse non piacermi il sapore ma la voglia di provarlo ce l’avrei.
Mentre proferivo queste inusitate parole provai ad immaginare di accogliere nella mia bocca il frutto del desiderio di chi avevo di fronte. Infilai due dita all’interno del mio spacco e le sentii come immergersi in un bicchiere di latte caldo, tra le mie cosce vedevo colare il liquido biancastro che fuoriusciva senzasosta. Potevo godere in pochi istanti ma volevo trattenermi per esplodere insieme a Sammy. Lui rallentò il ritmo della mano sul membro e si spostò un po’ indietro rimettendosi seduto.
SAM: I miei due amici mi stanno chiedendo se possono guardarti un attimo in cam.
IO: Fa parte del gioco?
SAM: Volendo si
IO: Se le regole lo permettono falli pure guardare. Continua a leggere Oltre ogni limite ! 1a Parte

Una settimana sconvolgente…4a e ultima parte

Laura accese la luce della mensola sopra la spalliera del letto. Erano le 11 del mattino ma sembrava notte.
Si distesero supine una accanto all’altra e Cristina si portò subito la mano tra le gambe iniziando a toccarsi. Laura la guardò in viso per qualche momento per poi far scendere anche la sua mano.
Si masturbarono per un paio di minuti nel silenzio interrotto solamente dai loro gemiti sino a quando Cristina andò ad offrire le sue dita bagnate alla bocca dell’amica che subito ne imitò il gesto. Dopo essersi gustate a vicenda il frutto della loro eccitazione finirono per mischiarne i sapori con un lungo e voluttuoso bacio terminato il quale Laura osservò Cristina scendere dal letto per prendere quella custodia di stoffa e poggiarla sul comodino…
CRI – Ti andrebbe di giocare un po’?
LAU – Mmmmmm….con te giocherei tutta la giornata
CRI – Mi ecciti da impazzire
LAU – Con te voglio godere in tutte le maniere sino allo sfinimento
CRI – Si, non desidero altro, mi sembra di vivere un sogno
A quel punto disse all’amica che aveva bisogno di lavarsi un attimo e mentre Laura le porgeva un asciugamano pulito la pregò di non sbirciare in quella borsetta…doveva essere una sorpresa.
Quando, dopo qualche minuto, uscì dal bagno per rimettersi nel letto fu Laura ad entrarvi e dopo un accuratissimo lavaggio delle parti intime era di nuovo accanto alla sua amica.
Cristina aprì quella custodia misteriosa e ne estrasse due dildi identici nella forma ma non nei colori, uno infatti era argentato e l’altro nero lucido, di diametro non eccessivo e lunghi una ventina di centimetri. Laura guardò la scena sorridendo e alla richiesta di scelta optò per quello color argento lasciando l’altro all’amica. E il gioco iniziò……..
Cristina si mise in ginocchio accanto a lei distesa supina, prese l’oggetto lucido e cominciò a passarle la punta sul seno e sul collo, lo fece lentamente scendere sino al pube per poi spostarlo sul clitoride. Laura chiuse gli occhi e allargò un po’ le gambe. Sentì il dildo accarezzarle la fessura bagnandosi quasi subito e il suo piacere aumentò repentinamente quando lo sentì strusciare in tutta la sua lunghezza. Cristina vide le intime labbra dell’amica schiudersi come ad invitare l’oggetto che teneva tra le dita ad andare ad esplorare la calda caverna e allora dopo averne fatto leggermente roteare la punta sull’ingresso lo fece scivolare all’interno. Cominciò a farlo muovere in ogni maniera, roteandolo, alzandolo e abbassandolo per farlo sbattere sulla parete su periore e inferiore e poi spingendolo su e giù fino in fondo cambiando continuamente ritmo. Laura aveva la bocca spalancata, ansimava senza sosta, ormai prossima a godere quando l’amica lo fece scivolare fuori, aprì gli occhi e la vide infilarsi in bocca il dildo per poi succhiarlo avidamente..
LAU – Così impazzisco….stavo per venire
CRI – Me ne ero accorta ma non ho finito qui….
La prese per le mani e la tirò leggermente a se, poi la invitò a girarsi per mettersi a pecorina. Laura eseguì e poggiò le mani sul cuscino davanti al suo viso. L’amica, inginocchiata dietro di lei, l’aiutò ad aprire di più le gambe per ritrovarsi davanti ai suoi occhi il fantastico spacco dilatato e intriso di umori. Si gettò subito lì in mezzo con la sua bocca avida iniziando a leccare senza sosta, poi la sua lingua si spostò appena più su per assaporare il buco più nascosto. Aiutandosi con i pollici allargò i glutei e così riuscì a farne entrare leggermente all’interno la punta provando un piacere immenso, forse pari a quello di Laura che continuava a gemere in attesa di esplodere.
Cristina si staccò malvolentieri dall’intimità più nascosta ma era arrivato il momento di far venire la compagna di letto. Così riprese tra le sue dita il dildo che fece nuovamente scivolare nella fica fradicia che aveva lì davanti. Lo fece lubrificare in pochi secondi poi lo tirò fuori e subito poggiò la punta sopra l’ingresso più stretto. Provò a spingerlo pianissimo per assicurarsi di non provocarle dolore ma evidentemente si era talmente lubrificato che quasi non incontrò resistenza. Vide quell’ingresso pulsare davanti ai suoi occhi, spinse ancora e un istante dopo lo fece scivolare dentro per quasi metà della lunghezza, quasi risucchiato dal desiderio di Laura che iniziò ad emettere continui urli soffocati dal cuscino sopra il quale spingeva il viso. Il dildo a muoversi su e giù con ritmo vertiginoso, Cristina le infilò nella fica due dita della mano rimasta libera per masturbarla selvaggiamente e poco dopo un urlo pazzesco annunciò il sopraggiungere dell’orgasmo dell’amica. Laura sollevò il capo e subito dopo esplose accompagnata da un tremore che si placò a fatica almeno un minuto dopo. Cristina sfilò lentamente da quel buchetto il luccicante oggetto del piacere e dopo essersi accasciata accanto al corpo esausto di Laura se lo fece scivolare in bocca……..
Cinque minuti di silenzio seguirono a quei momenti di straordinaria libidine, poi Laura ebbe la forza di scendere dal letto e andò a lavarsi.
Uscita dal bagno ritrovò Cristina in veranda, naturalmente nuda, intenta a preparare un caffè che si gustarono poco dopo lì fuori anche perchè il tempaccio si era nuovamente allontanato.
Dovevano ancora alzarsi da tavola quando videro in lontananza il piccolo furgoncino adibito alla raccolta dei rifiuti all’interno del campeggio e certamente a breve sarebbe arrivato ai secchioni vicini ai loro bungalow.
LAU – Ci tocca rientrare
CRI – Aspetta,fammi vedere prima chi c’è sopra
Così dicendo si affacciò all’esterno della veranda sbirciando in lontananza. Il furgoncino si era fermato per la raccolta ad una trentina di metri da lì. Cristina tornò indietro e si sedette davanti a Laura.
CRI – Sono in due di colore, un po’ giovani ma non male, almeno da lontano
LAU – E con questo?
CRI – Che ne pensi se gli offriamo un caffè?
LAU – Sei proprio mattacchiona, magari rimanendo così come siamo!
CRI – Certo, mi eccita l’idea di vedere se si eccitano davanti a due non giovincelle, dai, questa deve essere la nostra giornata pazza o no?
LAU – E vada per la giornata pazza ma magari neppure accettano
CRI – Non penso ma almeno proviamo a vedere come reagiscono
LAU – E va bene ma proponi tu
CRI – OK
Un istante dopo il furgoncino si fermò li fuori ma da dove dovevano raccogliere i rifiuti non si poteva vedere dentro la veranda di Laura così Cristina non fece altro che alzarsi e uscire all’esterno e dirigersi così come stava verso di loro. Laura si sentiva molto imbarazzata e quasi sperò che i due tipi rifiutassero quel pazzo invito ma qualche istante li vide arrivare sulla soglia insieme all’amica.
CRI – Lei è la mia amica Laura
Così disse Cristina ai due per rompere il ghiaccio. A quel punto Laura fu costretta ad alzarsi dalla sedia e ad avvicinarsi a loro stupiti di quanto gli stava accadendo. Erano davvero molto giovani ma davvero niente male. Tommy e Taribo erano i loro nomi. E parlavano abbastanza bene l’italiano anche se erano arrivati dal Senegal solo da due anni. Accettarono molto volentieri l’invito per il caffè ma dissero che avrebbero finito il turno di lavoro tra un paio d’ore.
CRI – Allora vi aspettiamo per le 15, va bene?
Ai due andava più che bene e dopo averle osservate con particolare attenzione tornarono al lavoro.
Cristina aspettò che i furgone si allontanasse prima di andare a rimettersi seduta.
CRI – Mi sembra non abbiano rifiutato
LAU – Siamo matte da legare
CRI – Chissà cosa succede dopo il caffè
LAU – Intanto ho voglia di rientrare e sai perchè
L’amica sorridendo si alzò insieme a lei e rientrarono.
Stavolta fu Laura a far distendere l’amica mentre la sua mano prendeva possesso del dildo nero lucido. Si chinò subito di fronte alle gambe già aperte ma prima di iniziare il gioco non riuscì a trattenere il desiderio di farla eccitare con la lingua. Ci volle pochissimo per sentire il sapore del liquido che iniziava ad uscire. Ancora doveva capire se le dava più gusto il sapore di quel nettare o l’odore che spargeva la sorca di Cristina quando si eccitava…….ma in quel momento era un quesito di poca importanza e soddisfatte le sue papille gustative prese l’oggetto che aveva accanto per farlo entrare nell’alveo già pronto ad accoglierlo. La velocità con la quale si avvicinava l’estasi spinse Cristina a implorare l’amica di penetrarla nell’altro buco. Subito Laura lo estrasse da lì…..il dildo nero era quasi completamente ricoperto dal liquido biancastro che la sua bocca ancora assetata lo ripulì voluttuosamente. Poi vide l’amica sollevare le gambe aiutandosi con le mani per offrire il suo buchino al giocattolo che immediatamente e senza la minima resitenza penetrò all’interno. Laura cominciò a manovrarlo spingendolo freneticamente su e giù, sentì ansimare Cristina, allora si piegò ricominciando ancora una volta a leccare quella passera insaziabile aumentando contemporaneamente il movimento del dildo. L’ansimare dell’amica cominciò ad accompagnarsi a gemiti sempre più forti e mentre la sentiva gridare e avvertire che stava per godere nella sua bocca cominciarono ad arrivare schizzi del piacere di Cristina sempre più frequenti sino a quando l’urlo quasi inumano almeno quanto l’incredibile getto di umore che le finì direttamente in gola accompagnò il devastante orgasmo della sua straordinariamente sensuale amica.
Il bacio che si scambiarono poco dopo fu un miscuglio di dolcezza e voluttà. Sapevano entrambe che probabilmente quei tre giorni sarebbero stati soltanto una breve ma intensa parentesi colma di straordinaria attrazione sessuale.
Cristina sarebbe ritornata al suo Centro Benessere con una bellissima avventura in più e Laura alla sua solita vita con la fantastica scoperta di un lato sino allora sconosciuto e mai immaginato della sua sessualità.
P.S. Volutamente ho voluto soprassedere su come andò a finire l’incontro con i due senegalesi…lasciando a chi legge immaginarselo…..
Volevo che questo racconto in quattro parti vedesse protagoniste soltanto loro due…….Laura e Cristina

[ CONCORSO 2013 ] – I nostri discorsi di amanti virtuali..

Cosi ..di primo mattino..?
Buongiorno….
Sei già  a lavoro..? Beh….come proposta iniziale… Un bel caffè ..!
Mi porti a letto un bel caffè bollente.. Ti sei alzata presto..hai gia’ girovagato svogliatamente
per la casa…e facendo rumori assordanti che mi hanno svegliato..mi sono rigirato nel letto proponendomi
di fartela pagare…sai che mi piace trattenermi a letto… Sei andata in bagno..hai fatto le tue cose….
Poi sei andata in cucina..per fare il caffè intanto ti sei infilata sotto la doccia…e ancora semibagnata..
avvolta in un telo…ti sei avvicinata al letto..portandomi il caffè’ su un vassoio…le tue splendide tette
dondolavano..ad ogni passo..e giunta al mio letto…ti sei seduta accanto a me ..mi hai costretto a
girarmi per guardarti e mi hai detto..: ehi..Pask…sveglia…il caffè’ lo vuoi..corretto…?..e con
sguardo malizioso hai..guardato le tue tette..fresche e pronte per essere..succhiate..!
—–
– Va bene come proposta mattutina?..e allora…continua tu…che avrei ancora un po di..sonno…
e mi piace gustarmi questa permanenza a letto…….
– Ma figurati se mi alzo per farti il caffé … te lo puoi scordare!
Controllo sotto le coperte se c’é vita, appoggio i quarti posteriori e confido in un penetrante
colpo di anche … del resto si puó parlare dopo.
– Dai ti prego… Lo sai che senza caffè’ ..non riesco proprio a..svegliarmi..
-Intanto mi sono innervosita, mi vesto e vado a lavorare, perché non é possibile che si strofini una
robina umida e semiaperta senza avere alcuna reazione apprezzabile, se non la richiesta di un caffé …
ma dai!

———————-

 Dopo circa due ore…

 –        Ok… Mi sono svegliato completamente..la mia erezione e’ persistente e fin da quando
ho sentito il rumore della porta quando sei andata via,,il pensiero di una bella scopata augurale del
mattino ..specialmente oggi che me la proponevi in un modo carino..non mi ha più’ abbandonato.
Ho pensato a mille alternative…ma nessuna mi piaceva. Chissa’ cosa stara’ facendo in ufficio..
incazzata e delusa.. Accettera’ le avances del collega? Del barista.. Del benzinaio? Mmmmm..so di cosa
e’ capace…la troietta..!!
Le donne deluse per un mancato sesso…sono terribili e vendicative..! Mi alzo..mi infilo sotto la
doccia…e…a stento devo frenare il mio impulso di masturbarmi..pensando a te..! Mi insapono..
ed apprezzo la mia erezione…mi sciacquo velocemente…indirizzando il getto su di lui..lo giro..
lo accarezzo…e penso a come sarebbe stato bello se fossi stata tua prendertene cura..gia’
dal primo risveglio..! So di cosa sei capace…delle tue potenzialita’..sei davvero irresistibile..
quando prendi l’iniziativa..e quando…hai deciso di andare avanti e dar sfogo alla tua carica erotica.,,!
Peccato..forse dovro’ rimediare…in qualche modo facendomi perdonare..! Mi vesto ed esco…prendo
l’auto e mi fermo dal giornalaio.,,poi dal fioraio..per una rosa…per te! Devo riconquistarti subito
sapendo che..sei capricciosa..! Continua a leggere [ CONCORSO 2013 ] – I nostri discorsi di amanti virtuali..

[ CONCORSO 2013 ] – La Rossa

Rammento che tutti i miei racconti sono veri, situazioni e nomi compresi. Liberissimi di non credermi…
Su un noto socialnetwork ho conosciuto Paola. Ci siamo scambiati il nostro indirizzo di posta e successivamente il telefono. Lei, sposata con un notaio, senza figli, abita a in una città a pochi  chilometri da me. Iniziamo la nostra frequentazione virtuale, nel mondo dove puoi dire tutto, fare tutto…metterti a nudo, sicuro e protetto dallo schermo di un PC. Mi racconta del marito che ama e che l’ama ma, preso dal suo lavoro, la trascura mentre lei a 43 anni si sente ancora nel pieno della vita. Certo le assicura un tenore di vita elevato ma, mi dice, che non si vive di solo pane…e per questo ha iniziato a conoscere persone nuove anche se solo virtualmente. Mi racconta che il PC portatile regalatole dal marito e Internet le hanno aperto un mondo nuovo. Ha iniziato con la navigazione in siti porno e di racconti erotici, spesso riconoscendosi nelle fantasie delle protagoniste  e che mi ha contattato per curiosità a causa del mio nick. Iniziamo un fitto scambio di mail, mi confida le sue fantasie…io le mie…decidiamo di incontrarci per il solito caffè. Ci vediamo di mattina in un anonimo bar della sua città. E’ bella, alta, formosa, solare ma soprattutto è Rossa, come non ne avevo mai viste…di quelle dai riccioli rossi, con le lentiggini sul viso e sul decoltè. Dice di trovarmi simpatico che con me riesce ad aprirsi…facciamo un giro in macchina facendomi giurare che non la sfiorerò. Nel tepore dell’auto mi confida che ha tre desideri che vorrebbe realizzare: fare l’amore con due uomini contemporaneamente di cui uno negro e mostruosamente dotato, fare la puttana in un albergo e incontrare una coppia con lei bisex. Le dico che se vuole posso realizzare i suoi desideri, nel rispetto della persona e della privacy dicendole il mestiere che faccio e spingerla a fidarsi di me…cosa che avviene. Le racconto cosa vorrei fare per realizzare i suoi desideri e noto che le guance diventano rosse e inizia a muoversi sul sedile stringendo e allargando le gambe. Le chiedo se è eccitata, mi risponde di sì…le tocco un ginocchio…si ritrae…le dico che se dobbiamo scopare seppure con altri prima o poi la dovrò pur toccare…si rilassa. Inizio a massaggiarle il ginocchio..poi la coscia infilando la mano sotto la gonna fino ad arrivare alla sua fica che inizio a massaggiare seppur coperta da collant e mutandine…Le prendo la mano e me la porto sul pacco. Dapprima timidamente poi con maggior vigore inizia a massaggiarmelo. Mi sbottono, abbasso lo slip e salta fuori come una molla…lei sgrana gli occhi dallo stupore..me lo impugna e inizia a segarmelo. Le prendo la testa, la faccio piegare e le dico che voglio un anticipo…(fortuna che siamo in un posto isolato). Mi dice che non l’ha mai fatto, io le rispondo che è ora di incominciare visto anche ciò che dovrà affrontare per soddisfare i suoi desideri e dapprima solo con la lingua poi con le labbra inizia a succhiarmelo. La sua inesperienza si vede e…si sente (con i denti), ma gradualmente le dico come fare e sempre gradualmente viene fuori un talento naturale. Se lo succhia, se lo lecca come un calippo…se lo ingoia…mentre io scosto collant e mutandine e seppur a fatica inizio a sditalinarla…Inizia il suo su e giù, stringendo le labbra quando scende e risucchiando quando risale…il trattamento dà i suoi frutti e dopo un pò le riempio la gola di sperma…Lei fà per ritirarsi ma le spingo la testa sul cazzo obbligandola a ingoiare tutto. Quando ha finito si rialza..ha il viso sconvolto..-Mi è piaciuto-, mi dice, -anche se ora ci vorrebbe altro, ma non posso trattenermi, devo correre a casa…ma tu organizzami una mattina di fuoco al più presto possibile, mi raccomando-. -Tranquilla le dico, al più presto avrai mie notizie…-. Ci salutiamo con un bacio.

Prima di realizzare i tuoi desideri voglio averti prima da solo perchè, per ciò che ho in mente, dopo non sarai più la stessa. La mia proposta non ammetteva repliche e ci incontrammo a casa sua in una giornata che il marito era fuori città per lavoro, mi accolse con una gonna sopra il ginocchio, calze nere sorrette da reggicalze, camicetta a fiori che a stento conteneva le sue tettone. Mi offrì da bere sedendosi sul divano accanto a me, presi a carezzarla le gambe, ancora un pò irrigidita mi lasciò fare, finchè arrivai al suo nido che trovai caldo e umido. Sembrò sciogliersi e prese a massaggiarmi il cazzo sopra il pantalone, mi sbottonò e inizio a spompinarmi, oramai aveva imparato come fare e la sua lingua saettava lungo l’asta leccandomi anche i coglioni. La stesi, le sfilai le mutandine e presi a leccarle la fica, era dolce, succosa e più leccavo più si bagnava, le presi il clito tra le labbra succhiandoglielo come un piccolo cazzo. Iniziò a dimenarsi – o cazzo…che bello…succhiami…fammi godere – le infilai due dita mentre leccavo e lei partì per il primo orgasmo. Senza darle il tempo di riprendersi le alzai le gambe e la infilzai in profondità finchè non sentii il collo dell’utero sotto la mia cappella. La pompai in velocità, dando bordate sempre più forti e profonde – daiiiii…di più….scopami…spaccami…fammi sentire una zoccola…sono una zoccola, la tua zoccola….fammi godere…godooooo….vengooooooo – me la scopai per una mezz’ora senza darle il tempo di riprendersi da un orgasmo all’altro finchè anche io, la limite, le sborrai dentro tutto il mio succo…- AHHHH…come sei caldo….ti sento tutto…riempimi….che bello…come godo…ancora un pò daiiiiiii…vengo di nuovo…. – Dopo gli ultimi colpi ci stendemmo su letto, rilassati a coccolarci. Ci misi poco per riprendermi, del resto con una donna del genere ci vuole veramente poco. Iniziai a titillarle i capezzoli che si indurirono subito e che presi subito a succhiare impastandole le tette con le mani. Ricoprivo di baci la sua bocca, il viso, dietro le orecchie, scendendo sul collo e risalendo. La portai di nuovo al massimo della eccitazione tanto che riapri le gambe per accogliermi di nuovo. Sprofondai in lei come un coltello caldo nel burro, era bagnatissima anche a causa dei precedenti orgasmi e presi a pomparmela di gusto. Ora però volevo assaggiare il suo culetto che tanto mi faceva impazzire, tenendola distesa le alzai le gambe e con la cappella iniziai a titillarle il buco del culo, alternando leggere penetrazioni a raccolta dei suoi succhi per lubrificarla bene..-Fai piano – mi disse, – è la prima volta – Fui delicatissimo come al mio solito, lasciai passare la cappella faceldola abituare alla intrusione, poi presi a fare dei leggeri movimenti avanti e indietro, sentendola di volta in volta sempre più ricettiva. Nel frattempo lubrificavo l’asta con la saliva e i suoi succhi che raccoglievo dalla fica, finchè il mio cazzo riuscì a scorrere per bene. Mi accorsi che non le facevo male…aveva una dote naturale a prenderlo dietro. Iniziai a pomparmela alternando colpi in fica e nel culo, lei si dimenava in preda ai continui orgasmi, quando la inculavo le infilavo un pollice in fica e quando me la scopavo le mettevo un dito nel culo. Questa sorta di doppia penetrazione la fece esplodere in un potente orgasmo, il suo corpo sembrava scosso dalle convulsioni, le sue tette ballavano, il viso era di un rosso acceso, le tappai la bocca con un bacio quasi a raccogliere il suo piacere dentro di me. Infine si accasciò quasi senza forze mentre continuavo a pomparla – basta -, mi disse – non ne posso più, lasciami abituare, non ho mai goduto così intensamente -. Mi sfilai con l’uccello ancora duro, mi stesi, le presi la testa e le guidai la bocca sul mio cazzo. Prese a succhiarmelo come le avevo insegnato, le dissi di farlo più velocemente, lei obbedì, andava su e giù con la testa sempre più velocemente, finchè sentii la sborra montarmi dai coglioni, la bloccai e le scaricai in bocca tutto il mio succo. Lei tentò di divincolarsi come la prima volta, ma non glielo permisi, anzi, le turai il naso costringendola ad ingoiare tutto. Stanco e soddisfatto ci fumammo una sigaretta con lei accoccolata sul mio petto. Mi chiese – come hai intenzione di realizzare le mie fantasie? – Le risposi: – Per fare la puttana ho un amico che gestisce un albergo, prendiamo una camera lì, metto un annuncio per reperire maschi, decidiamo il giorno e ti regalo la tua giornata da vera puttana, ovviamente dovrai dargliela anche al mio amico. Per la coppia con lei bisex, nessun problema, ho una coppia di amici ospitali e per il Superdodato ne conosco uno ma è pericoloso.- Perchè?- mi chiese, -perchè è dotato in modo mostruoso e poi una volta iniziato non si ferma davanti a niente, quindi eventualmente devi decidere prima fin dove vuoi arrivare perchè se è vero che i limiti non li supera è anche vero che se decidi di prenderlo e dove prenderlo poi devi farlo perchè un colosso del genere non posso fermarlo.- -E’ un mio desiderio farlo con un superdotato e comunque se mi sarai vicino credo di riuscire a farlo e poi se ci passa un bambino credo ci passa un cazzo no? Il culo però no, almeno per il momento…quello lo prenderai tu insieme a lui, per il resto seghe, spagnole, pompini e penetrazione in fica-. Ci lasciammo con la promessa che ci saremmo rivisti presto. Continua a leggere [ CONCORSO 2013 ] – La Rossa

[ CONCORSO 2013 ] – Stasera devo uscire

Stasera devo uscire x andare a lavorare, un secondo lavoro. È venerdì torno a casa dopo una lunga e pesante giornata di lavoro in fabbrica, nella cassetta delle lettere la bolletta del gas e della luce, mai una volta una cartolina. E io pago! Apro la porta, mi sfilo le scarpe, apro l’acqua della doccia, la maglia scivola x terra, mi sfilo i jeans, giro x casa in mutande e reggiseno, mentre l’acqua si scalda. Tolgo anche la biancheria e mi infilo sotto la doccia. Un’insaponata a tutto il mio corpo, dai piedi, sù x le cosce, la spugna lava via anche un pò della stanchezza che ho addosso. Una risciacquata veloce uno sciampo ai capelli, esco dalla doccia, mi asciugo, e mi infilo il mio completo intimo preferito, reggiseno e perizzoma nero e bianco, con inserti di retina effetto vedo nn vedo, molto bello. Camicetta verde, in lino leggero e una mini che mi arriva a metà coscia leggera e sbarazzina. Nn dimostro più di 25 anni vestita così. Poi vado nell’armadio, tiro fuori una scatola apro, ho l’imbarazzo della scelta, bionda, rossa, o castana? Le parrucche stavano lì, dovevo solo scegliere, presi la castana con un taglio a caschetto. Un filo di trucco, sugli occhi e un rossetto color mattone sulle labbra, un bacio ad un fazzoletto x togliere l’eccesso di colore dalle labbra. Prendo borsa e esco. Arrivo al pub dove lavoro, è un lap dance, x fortuna non ballo, sono una ragazza che fa compagnia ai tavoli, 4 chiacchiere e 2 risate con il cliente, e poi…. Cara, il barman, giulio con il suo solito saluto mi prepara un aperitivo, ciao giulio. Mi guardo intorno, è ancora presto, il locale è semi vuoto. Vado in un camerino, una stanza con degli armadietti, per riporre la borsa e giacchetta, torno al banco,saluto le altre e il buttafuori il tempo passa e tra un ballo delle ragazze attaccate ai pali, il locale si riempie. Ci sono ogni sorta di avventori, dai ragazzi, che sanno ancora di latte,e sono lì x passare una serata in allegria, all’ uomo che si lamenta della moglie che non lo capisce, e a chi è solo perché non ha tempo di pensare a farsi una vita xchè lavora molto. Stasera, c’è anche un’addio al celibato. Ci sta un pò di casino. Io sono al banco, quando mi si avvicina un tizio. Buona sera, fu il suo saluto, buonasera risposi. Posso offrirle da bere? Cosa le offro, un bladymery grazie e mentre lo dico, il barman me lo stava già preparando, è l’unica cosa alcolica che riesco a bere, a parte il vino e la birra, lui si ordinò un wisky con giaccio. Continua a leggere [ CONCORSO 2013 ] – Stasera devo uscire

[CONCORSO 2013] -Il parcheggio del sesso

Era una serata  come tante, una serata come tante ma…ben presto divenne una serata molto speciale.

sono tornato a casa un po’ prima, dico a mia moglie :preparati che usciamo,lei: dove andiamo ?…io : non fare domande, preparati e basta , intanto io faccio la doccia.

Ci vestimmo con molta fretta, era da tanto che avevo sentito dire di quel posto e quella sera volevo vederci chiaro, volevo davvero capire cosa ci fosse di strano in quel parcheggio.

Pero’ pensai bene di far vestire mia moglie in modo provocante , non so perche’ ma volevo essere preparato.

Allora gli dico : mettiti il completino di seta che ti ho regalato per S. Valentino, una gonna non troppo lunga e le calze autoreggenti.

Lei stupita, ma senza fare domande, fa come le ho chiesto e intanto si truccava.

Sei pronta ?…si solo qualche minuto e andiamo…ok, rispondo.

Salimmo in macchina e ci avviammo verso l’uscita della citta’…quella gonna corta faceva vedere il merletto del gambaletto e gia’ mi faceva ingrossare il cazzo solo al pensiero, cosi’ allungai la mano nella sua fica e gli infilai subito il dito e intanto con l’altra mano guidavo.

Lei era zitta e  con la sua mano mi aiutava a far entrare meglio il mio dito nella sua fica caldissima, che gia’ incomincio a bagnarsi tutta, le nostre dita bagnate finirono prima nella sua lingua e poi nella mia…e intanto mi avviavo.

Ad un certo punto, svoltai oltre un bivio e mi addentrai dentro un immenso parcheggio pulmann dismesso, pieno di grandi alberi e cespugli, poco illuminato e molto frequentato da coppie in auto.

Era quello il posto, mi avevano detto che si scambiavano le coppie e che era molto frequentato da cercatori incalliti di sesso.

In effetti ho notato diverse persone , tutte molto educate e discrete.

Noi ci fermammo in un angolo coi fari spenti e i finestrini abbassati col davanti dell’auto verso l’entrata.

Mia moglie senza fare domande guardava quelle auto che entravano e giravano in giro lampeggiando o fermandosi e accendendo e spegnendo la lucina interna dell’abitacolo

Intanto io ho allungato di nuovo la mano per non fare raffreddare quella sua fica vogliosa e incomincio a lavorare col tutta la mano…cosi’ lei mi abbassa la zip dei pantaloni e incomincia a maneggiare lentamente il mio cazzo, ormai duro.

Poi si abbassa la testa verso quel cazzo e se lo mette in bocca incominciandolo a leccare di gusto.

Cosi’ mentre io non capivo piu’ nulla, si avvicinano due uomini, bussano nel finestrino mezzo abbassato e chiedono: scusate , abbiamo visto che non siete appartati e quindi credevamo cercavate compagnia, quindi , se cercate compagnia noi siamo  qui’ per questo.

Io in un primo momento rifiutai,e gentilmente risposi: no ragazzi , grazie ma noi cerchiamo solo coppie .

Cosi’ salutando si allontanarono, ma erano sempre sul posto a cercare altro sesso.

Mia moglie che in quel momento si era fermata di leccare il mio cazzo mi domanda cosa o chi  dovevamo aspettare, io gli risposi che non lo sapevo e che se capitava una coppia piacevole magari potevamo provare qualcosa di particolare con loro.

Passo’ un altro po’ di tempo non so se 15, o 30 minuti e intanto lei era bagnatissima, sara’ venuta almeno 3 volte…che arriva una macchina con due persone , erano appunto una coppia, ci affianca e abbassando il finestrino ci chiede :

Siete qui’ per giocare ?…io rispondo: certo !! quindi escono dall’auto e si presentano..con lo sguardo chiedo a mia moglie se erano di suo gradimento , specialmente lui..tanto a me lei mi piacque subito , era una gran bella figona con la faccia da porca, un culo enorme e una figa tutta da gustare.

Non sapendo al momento dove andare decidemmo di mettere le macchine  unendo i due frontali e allargando il di dietro in modo da fare un triangolo , in un angolo molto appartato del parcheggio, posto tra due grandi cespugli e tre alberi.

Cosi’ con gli sportelli aperti le due donne si sedettero nelle rispettive auto coi piedi verso l’asfalto, praticamente meta’ dentro l’auto e meta’ fuori ,Mentre noi uomini restammo all’impiedi fuori.

Nessuno poteva vederci, nemmeno passando perche eravamo sistemati bene.

Io mi avvicinai alla moglie di quell’uomo appena conosciuto…e intanto lei seduta aveva allargato le gambe e incominciava a toccarsi la fica.

Cosi’ mi abbassai dolcemente la testa e incominciai col leccare la caviglia , pian piano con la mia lingua salivo leccando la gamba e sempre lentamente arrivai alla sua enorme figa.

Era gia’ un vulcano rovente , tutta depilata e infuocata, cosi’ incominciai a leccare ,leccare , leccare

Leccavo sempre di piu’…mentre lei con la mano spingeva la mia testa verso la sua fica e schizzava continuamente.

Poi mi allontana la testa e mi abbassa la zip dei pantaloni, il cazzo era gia’ durissimo e aspettava proprio la sua bocca.

Non ebbi nemmeno il tempo di fiatare che gia’ lo leccava, se lo infilava in bocca arrivando fino in gola, riuscivo a sentire le sue calde tonsille.

Menava, succhiava, leccava, leccava menava succhiava..era golosa di cazzo e godeva come una troia.

Intanto che lei succhiava il mio cazzo.

Io pensai di girarmi x vedere cosa facesse mia moglie , che era messa a pecorina nel sedile posteriore col culo fuori dall’auto ,mentre lui che gli infilava un dito nella figa e un altro nel culo e di tanto in tanto la leccava.

Mi rigiro eccitato al massimo e gli dico  allarga le gambe che ti sfondo col mio cazzo !! Continua a leggere [CONCORSO 2013] -Il parcheggio del sesso

[ CONCORSO 2013 ] – Io mamma e il mio ragazzo “versione integrale”

Io, mamma e il mio ragazzo

Di Mimmo L scrittore hard production

Prologo

Carissimi amici e carissime amiche

Questa è la storia di Angela e Marco, due ragazzi  trentenni, lei, alta, bruna, capelli lunghi, cosce lunghe e ben tornite e un seno da far spavento, lui, alto un metro e settanta, bruno, fisico atletico  e …. Una minchia abbastanza sostanziosa.

Loro, amano il sesso a 360 gradi, piace fare tutto, anche sesso telefonico; mentre, lei parla con l’operatrice, lui le lecca appassionatamente e voluttuosamente la figa, facendola sbrodare come una gran troia.

Durante una di queste loro strane performance, Angela, viene attratta dalla caliente voce di Vulcania, operatrice dell’899, una bella cinquantenne, bionda, capelli cortissimi, abbastanza prosperosa.

Dopo ripetute insistenze, riesce ad ottenere un appuntamento dal vivo con lei, al quale si presenta assieme a Marco e, scopre che la misteriosa operatrice Vulcania, in realtà è sua madre.

Dopo lo sgomento iniziale e un accesa discussione, Angela, con un piccolo ricatto  convince Laura(questo è il suo vero nome), ad avere un lesbo –rapporto con lei e, dopo un piccolo gioco sado –maso con Marco a farsi trombare da quest’ultimo.

Prima parte

 

In un mite pomeriggio d’autunno, Marco aveva da poco terminato di sistemare un PC ; in quanto, il suo lavoro è perito informatico.  e, per smaltire un po’ di stress accumulato, decide di recarsi a casa della sua ragazza che, abita  poco distante da lui; per passare un paio d’ore in sua compagnia e delle sue strane gesta erotico – sessuali.

Angela:  ciao tesoro! Qual buon vento, ti porta ad essere qui a quest’ora?

Marco: beh! sai, ho appena finito  di sistemare il PC ad un cliente e cosi, ho pensato bene di passare da te per “smaltire un po’ di stress accumulato”; e, di godere delle tue strane performance sessuali.

Angela: mmm!! Vedo che, sei molto eccitato! Ma ti prego, accomodati  che, ci facciamo uno scotch  wiski a cranio e poi, inizio a farti uno strip e un bel pompino di riscaldamento!

Marco: fantastico! Ho già il cazzo bello,  duro!

Dopo il wiski ed aver mangiucchiato qualche pasticcino secco, Angela inizia a far eccitare Marco eseguendo, ancheggiando lentamente, un arrapante striptease di fronte allo specchio dell’armadio della sua camera da letto , divaricando scandalosamente le cosce, ficcandosi lentamente le dita nella sua fregna che, nel frattempo, sbollentava di piacere; mentre Marco, calatosi, pantaloni e boxer, si sedeva alla poltroncina segandosi come un forsennato.

Angela: si! Ti piace come, sculetto eh! Gran porcone! Mmm!! Ammira il mio gran culo e, di riflesso le mie tette! E, segati, segati  come un dannato porco!

Marco: oh! Si ti prego, tesoro, continua, continua a sculettare come una zoccola! Si! Mi piace, si! Apri quelle cosce da gran troia mm!! ficcati tutte le dita dentro quella fantastica figa!

Angela: si! Guarda, guarda come mi masturbo , maiale! Ahhh!! Mmm!! Ti piaccio, gran porcone!

Marco: si tesoro! Sei fantastica, sei proprio una gran puttana di professione!

A sorpresa, Angela apre l’anta dell’armadio e tira fuori un vibratore di quelli funzionanti a pile, ficcandoselo bruscamente nella fregna, ormai colante di umori vaginali, urlando di piacere.

Dopo quell’eccitante preliminare, Angela, rimasta soltanto in autoreggenti e stivaloni a mezza coscia neri , s’avvicina al suo ragazzo, mettendogli i piedi in faccia, prima il piede destro, poi quello sinistro: “ora, stai aspettando che io te lo succhi, vero, gran carognone”!?

Marco: oh! Si ti prego, il mio cazzo scoppia!

Angela: certo, che, te lo succhio! Ma prima, dovrai ubbidire ad un mio ordine!

Marco: si, si! Faccio tutto quello che, desideri, te lo giuro! Ma ti prego, fammi sborrare!

Angela: mi sfilerai prima gli stivaloni, dando una leggera leccata alla suola, mi raccomando, molto lentamente! Poi, le autoreggenti, annusandole e leccandole , poi mi dovrai annusare, baciare e leccare i piedi, voluttuosamente e con servilismo, ficcando la lingua in mezzo alle dita come un vero slave, mi adorerai come una Dea! Se, lo saprai fare bene, la tua dolce ragazza, nonché padrona , ti farà un bel pompino e, come premio finale , ti farà leccare la sua figa infracidita!

Marco: come desideri, tesoro!

Angela: no! Devi rispondermi: “obbedisco padrona”! avanti, rispondi, schiavo!

Marco: obbedisco, padrona!

Angela: si cosi, mi piaci!

Dopo che, s’ebbe fatta servire a dovere; ed aver constatato che s’era comportato bene, Angela, come promesso, regala a Marco il pompino tanto atteso.

Angela: e,  bravo il mio schiavetto! Adesso, ti meriti il pompino!

Marco. Oh! Si ti prego, succhialo, succhialo come una dannata troia! Tanto a te, ti piace succhiarlo ohhh!! Che bocca divina che, hai!

All’improvviso, Angela, tirando fuori la verga dalla sua carnosa   bocca: “ascolta, mi sto eccitando come una vacca! La mia figa è intrisa di sbroda, desidero che tu me la lecchi”!

Marco: oh! Si tesoro! Mettiamoci a sessantanove sul lettone!

Angela:eh! No, io proporrei un bel giochino!

Marco: mmm!! Uno di quei tuoi soliti giochini strani!?

Angela: si certo! Ora, io mi stravacco sul letto, con le cosce ben aperte, tu inizi a leccarmela, mentre io, faccio una telefonata al telefono erotico li c’è  una porcona matura che si chiama Vulcania; e, cosi, mentre tu lecchi me, facendomi godere e squirtare come una lurida zoccola io, virtualmente glie la lecco a lei!

Marco: oh! Eccitante! Ma poi, mi prometti che ingoi la mia sborra?

Angela: si, si! E ti pulisco pure la cappella!

Marco: che, depravata, pervertita che sei!

Angela: ti piaccio eh!?

Marco: certo che mi piaci! Sei la donna porca che, ho sempre desiderato!

Voce telefonica:”benvenute su lesbo-hot-line! Premere uno per parlare con la vostra porcellona preferita”!

Operatrice: “pronto! Sono Simona la porcona, ho la figa bagnata! Pronta per essere leccata”!

Angela: pronto? Ciao Simona, sono Angela, una bisex , vorrei Vulcania, la mia milf preferita!

Simona: ciao Angela! Un attimo che te la passo, la tua porcona preferita! Slurp, slurp [email protected]@@@!! Porcella!

Vulcania: pronto! Amore! Dì tutto alla tua Vulcania! Che, c’hai voglia d’una bella  leccata!? Oh! Son qua tutta per te! Con le cosce spalancate e, la mia figa pelosa , pronta a ricevere la tua lingua! Senti il mio clito com’è duro! Mi sto già bagnando!

Angela: mmm! Oh! Vulcania! Il fatto è che, sono stravaccata sul lettone come una gran troia! E, c’è questo porco, lecca fregne del mio ragazzo  che, me la sta leccando come uno spudorato! Ed io sto avvertendo  il desiderio di leccare una gran figa matura e pelosa come la tua!

Vulcania: oh, che porcellina! Si! È tutta tua, la mia fregna  in calore! Anzi, fai una cosa, inizia a mordicchiarmi e succhiarmi i capezzoloni! Mi sono diventati duri come le pietre! Vieni qua, ficca la testa in mezzo alla mia abbondante latteria!

Angela: ahh! Sii!! Fantastico! La mia figa, langue di piacere! E, tu!   Continua a slinguazzare, porco lecchino! Che misura di reggiseno hai, Vulcania!?

Vulcania: oh! Le mie tette, sono enormi, ho la settima! Dai, mi sto eccitando veramente, ciuccia, ciuccia i capezzoli! Immagina che dentro, ci sia il latte, tiralo fuori, riempiti la bocca, troietta! Immagina che sia sborra!

Angela: oh! Si, Vulcania! È veramente celestiale, ti ciuccio il latte dalle tette! Mmm!! Mi sto riempendo la bocca! Immagino che è la sborra di Marco!

Vulcania; ora, vai giù con la lingua, passando per le cosce, leccamele! E, poi, ficcala nella figa! Che, sta eruttando di vampate di piacere e di calore! Da gran porca prossima alla menopausa, quale io sono!

Angela: siii! Mi eccitano moltissimo, le fregne mature! Te la lecco, porca, scrofa! Ahhh!! Sto squirtandoo! Più forte, Marco con quella lingua! Siii!! Ahhhh!! Mmmm!!! Squirtooooooooooo!!!!

Vulcania, che si stava sditalinando veramente: “si, tesoro! Forse, non ci crederai ma, ni sto facendo veramente un ditalino! Mmmm!! Godo come una porca! Ahhhh!!  Siii!! Sbrodooooo!!!! Fantastico, tesoroooo”!!!!!

Angela: ascolta, Vulcania, posso chiederti di che città sei?

Vulcania: certo! Io, sono di Roma e tu? Perché, questa domanda?

Angela: che strana coincidenza, anch’io sono di Roma! Che ne diresti se un giorno, c’incontrassimo e, facciamo una bella “spadellata” di sesso dal vivo, magari assieme al mio ragazzo ?

Vulcania: eh, no, cocca mia! Per regolamento non si può, per noi è proibito, incontrare clienti! Possiamo solo fare sesso virtuale.

Angela: oh! No, ti prego, Vulki! Fa uno strappo alla regola! Ti prometto che, rimarrà un segretissimo segreto!

Vulcania: ma, perché ci tieni tanto ad incontrarmi?

Angela: sai sono rimasta attratta dalla tua caldissima e bellissima voce e, mi piacerebbe vederti e conoscerti in carne ed ossa!

Vulcania: ascolta, amore, so di rischiare il posto di lavoro; ma, per te, farò un eccezione, sento che, sei una cliente diversa dalle altre, ho notato, dalla tua voce che, il sesso, ce l’hai nel sangue  ed ho avvertito una diversa sensazione; quasi, stessi dialogando con mia figlia. Ma, prima che scade il tempo, vorrei chiederti il tuo numero di cellulare cosi, io ti mando il mio via sms e, ci accordiamo per l’incontro ok? Ma, ti prego gioia,  non farne parola con nessuno; altrimenti, sono guai per me.

Angela: ma è fantastico! Aspetta che, ti do  il mio recapito  e, non preoccuparti, sarò una tomba! [email protected]@@!!

Dopo che, le ebbe dato il suo numero ed ebbe riagganciato, Angela, riprese a spompinare con passione la verga del suo ragazzo che … Continua a leggere [ CONCORSO 2013 ] – Io mamma e il mio ragazzo “versione integrale”

[ CONCORSO 2013 ] – Harry Potter e il culo di Hermione

 

 

Anche quell’estate Harry Potter stava trascorrendo le vacanza in casa degli zii che, come sempre,  non mancarono di ricordargli quanto dovesse essere grato per la loro ospitalità. Ormai Harry era adulto e non ne poteva più di stare chiuso in quella casa dove era malvoluto e soprattutto dove non aveva  ragazze sotto mano. Dopo l’ultima avventura conclusa con la morte di Lord Voldemort, Harry era considerato un eroe da tutti gli alunni di Hogwarts che facevano a gara per congratularsi con lui e stare in sua compagnia. Le alunne poi se lo contendevano apertamente e per Harry era una vera cuccagna, le aveva tutte a sua disposizione e lui approfittava volentieri di tutto quel ben di dio. Aveva una sua personalissima classifica delle specialità delle appartenenti alle varie case, così le ragazze del Grifondoro erano le migliori a fare le seghe, mentre quello della Serpeverde lo facevano impazzire con i pompini, il culo più bello lo avevano quelle del Corvonero, la fica più accogliente le ragazze del Tassorosso. Non passava giorno che Harry non si facesse un’alunna, a volte anche due per volta, il massimo lo aveva però raggiunto quando si era scopato una ragazza volando  sulla sua scopa da Quidditch. Quell’estate però Harry si era consumato la mano a furia di farsi seghe chiuso in camera sua pensando all’unica ragazza che non era riuscito a scoparsi: Hermione. La fidanzata del suo amico Ron era diventata il suo chiodo fisso. Si conoscevano da bambini ed avevano passato insieme mille avventure, poi Hermione si era innamorata di Ron e Harry Potter aveva preso atto della sua scelta, ma ora che erano cresciuti lei era diventata una fica da sballo con un culo da leggenda. E proprio il culo di Hermione era diventata la fissazione di Harry. Quante volte si era menato il cazzo pensando di infilarlo nel buco del culo di Hermione, quante volte aveva pensato a lei mentre si scopava le altre ragazze. Purtroppo Hermione era la ragazza del suo amico fraterno Ron  e lui non poteva tradire così un’amicizia.

Finalmente l’estate terminò e, come al solito, si ritrovarono tutti al binario 9 e ¾ della stazione di King’s Cross per prendere il treno che li avrebbe condotti al Castello di Hogwarts.   Il viaggio si rivelò una vera e propria tortura per Harry che assisteva nello scompartimento alle effusioni di Ron e Hermione, avrebbe volentieri voluto essere al posto del suo amico per baciare le labbra della ragazza e farsi fare un pompino. Ad un certo punto non potendo più resistere uscì dalla scompartimento e si chiuse nel bagno con una ragazza della casa Serpeverde che gli fece un pompino con ingoio che manco un dissennatore, ma Harry se ne accorse appena, preso com’era dal desiderio del culo di Hermione.  Giunsero in serata al castello e si divisero nelle varie case. Dopo la cena ed il solito discorso di benvenuto si ritirarono nelle loro stanze. Harry era inquieto, il desiderio di Hermione e del suo culo era insopportabile, il solo pensiero glielo faceva diventare duro come l’acciaio e a nulla valse farsi l’ennesima sega. Decise che non poteva più andare avanti così: quel culo doveva essere suo. Uscì dalla sua stanza e si diresse verso le stanze delle ragazze, bussò piano alla porta della camera di Hermione e, quando la ragazza aprì la porta, la invitò ad uscire dicendole che doveva comunicarle una cosa della massima importanza. La condusse nella Camera dei Segreti e Harry si rinchiuse la porta alle spalle dopo aver controllato che nessuno li avesse seguiti. Hermione indossava solo una camicia da notte molto trasparente e Harry intravedeva benissimo sotto l’indumento le bellissime tette nude della ragazza con i capezzoli appuntiti. Posò poi lo sguardo sul culo di Hermione che era praticamente scoperto visto che indossava solo un minuscolo perizoma. La sola vista gli provocò un’erezione che gli gonfiò i pantaloni del pigiama facendo emergere il suo cazzo al di sotto dell’indumento. Hermione se ne accorse subito e gli chiese cosa avesse in tasca.  “Proprio di questo volevo parlarti – rispose lui – siamo di nuovo in pericolo. Una nuova oscura minaccia incombe su tutti noi, qualcosa di inimmaginabile e di talmente potente da far impallidire il ricordo di Lord Voldemort.” Hermione lo guardò con occhi terrorizzati, era ancora viva nel suo animo la sofferenza provata nella guerra vittoriosa contro il signore oscuro, conclusasi da poco a prezzo di tante morti. Abbracciò forte Harry stringendosi a lui con quanta forza aveva in corpo. Ad Harry sembrò di impazzire, la abbracciò a sua volta facendo pian piano scendere la mano all’altezza del suo culo. “Non preoccuparti mia cara abbiamo un’arma molto potente che ci aiuterà a sconfiggere il male anche questa volta. Se ben ricordi abbiamo dovuto già usare le bacchette magiche di sambuco e di quercia per avere la meglio sul nostro nemico, ma questa volta ci vorrà una bacchetta molto più potente: la bacchetta di carne!” “E dove si trova questa bacchetta?” disse la ragazza. “Ne ho qua una io – rispose Harry – ma ha bisogno di essere attivata e potenziata.” “E come possiamo fare?” disse Hermione. “Occorre che sia infilata nel culo di una vergine.” “Ma io non sono vergine,  – disse la ragazza – lo sai che con Ron ci diamo dentro.” “Basta che il culo sia vergine – rispose Harry – il tuo lo è?” “Sì – disse Hermione – a Ron non lo ho ancora dato.” “Vuoi sacrificarti per il bene di tutti – le chiese Harry – come sacrifico io la mia bacchetta?” “Certo, Harry, farò tutto quello che occorre.”  A quel punto Harry Potter si sbottonò i pantaloni del pigiama calandoseli alle caviglie e mettendo in mostra il suo cazzo duro ed eretto. “Ecco, Hermione, questa è la bacchetta che ci farà vincere anche questa volta. Diamo inizio all’incantesimo di attivazione e potenziamento.” “Cosa dobbiamo fare?” chiese la ragazza. “Per prima cosa deve essere bagnata con la saliva di una vergine.” “Ma già ti ho detto che non lo sono.” “Basta il culo intatto, Hermione. Ecco prendilo in bocca e leccalo ben bene.” La ragazza fece come le era stato chiesto, si inginocchiò e si mise in bocca il cazzo di Harry, cominciando a leccarlo. Harry vide che Hermione ci metteva tutto il suo impegno e le pose in testa entrambe le mani guidandola nel movimento. Dopo qualche istante le chiese di alzarsi in piedi e di stendersi sul divano che era nella stanza. Le sollevò la camicia da notte e le sfilò le mutandine. La fica di Hermione si rivelò in tutta la sua bellezza. Harry ci infilò subito il suo cazzo e cominciò a spingere. “Harry, ma non doveva essere attivata nel culo? Lì non sono vergine” osservò la ragazza. “E’ meglio che facciamo una doppia attivazione – rispose Harry – non si sa mai, per ora la attivo qui poi te lo metto nel culo.” “Va bene Harry, tu sai cosa fare.” Harry continuò a stantuffare nella fica di Hermione afferrandole le tette con le mani e stuzzicandole i capezzoli, poi glieli leccò succhiandoli avidamente. Alla fine decise che era il momento di prenderla da dietro. Si staccò da lei e la fece girare a pancia in sotto. Rimase incantato dalla perfezione del culo di Hermione, lo accarezzo a lungo, poi con le dita dischiuse le soffici natiche rivelando il delizioso buchetto che come un fiore si celava fra le due semisfere. Lo baciò e con la lingua esplorò ogni millimetro di quella rosa di carne. Hermione mugolava di piacere e si protendeva verso di lui offrendogli il premio tanto ambito. Harry prese il suo cazzo e lo puntò verso il buco del culo della ragazza iniziando a spingere per allargarlo. Hermione emise un lieve lamento ma subito lo rassicurò dicendogli “Forza Harry attiviamo questa bacchetta magica.” Harry Potter incoraggiato dall’invito della ragazza spinse con energia fino in fondo penetrando nei reconditi anfratti del culo di Hermione. Finalmente! Continua a leggere [ CONCORSO 2013 ] – Harry Potter e il culo di Hermione

[ CONCORSO 2013 ] – Sera di fine estate

Siamo sulla porta del bar, un pomeriggio di fine estate, inizia a piovere, vedo la strada coprirsi di macchie più scure, il vento soffia, l’odore di pioggia misto al tuo profumo giunge alle mie narici. Osservo in lontananza le persone che iniziano a correre, ma vengo distratto dalla tua mano che mi cerca:
” Ci dobbiamo salutare adesso,…vado a casa”
” Ti accompagno se vuoi, non ti preoccupare, ho la macchina a pochi metri,”.
Accetti il mio invito, ricordandomi che abiti non distante. I nostri sguardi si incrociano e decidiamo di andare,  correndo sotto la pioggia sempre più insistente, ti prendo per mano per avvicinarti a me , quasi a volerti trattenere; la mia mano sul fianco ti accompagna in macchina dopo averti aperto la portiera. Partiamo.
Infili le dita tra i capelli divenuti umidi e ti lamenti che sono bagnati.
“Sei molto bella anche così, in disordine” sorridi, e mi ringrazi della cortesia, poi mi omaggi della tua bellezza alzando leggermente la gonna. Mostri le gambe, stupende, e osservi senza farti notare la mia reazione. Schiaccio sull ‘acceleratore, poche svolte per prendere una strada che porta fuori città; Ovviamente mi chiedi spiegazioni.
“Dove stai andando, io abito dall’altra parte, che intenzioni hai?”
“Lo so, ma… ho voglia di stare con te” Sorridi; continuo dicendo:”Dai, facciamo un giro sotto la pioggia, poi ti porto a casa ” .Un passaggio a livello ed un treno molto lento ci costringono ad una sosta. Spengo il motore. Ti guardo negli occhi, e ripeto:
“Sei bellissima” Tocco i tuoi capelli e sospiro; penso a quanta fatica sto facendo, sarebbe cosi semplice dirglielo…
“Perchè sospiri, cosa c’è che non va?
Un attimo di esitazione poi, mi volto verso di te.
” Mi piaci…e….voglio baciarti!”
” Anche tu mi piaci…”sorridiamo entrambi poi mi avvicino e le nostre labbra si uniscono, nascondendo le lingue che fanno conoscenza. Il segnalatore del passaggio a livello smette di suonare, purtroppo ci dobbiamo staccare. Possiamo ripartire, penso a questa situazione, sei al mio fianco e, non voglio certo portarti a casa, sono felice di passare questi momenti assieme a te, quindi non voglio rovinarmi la serata. Imbocco lo svincolo della superstrada, premo il gas ed inserisco le marce una dopo l’altra con rapidità.
” Di sicuro non mi porti a casa, cos’hai in mente adesso?”
” Non ti preoccupare, fidati di me!” Passo di gran lunga il limite di velocità, solo 60 km ci separano dal mare, e mentre vedo le nubi scomparire in lontananza fantastico su che potrebbe accadere. Parcheggiamo sul lungomare a pochi passi da un ristorantino con vista sul molo, il sole è ormai nascosto e all’orizzonte rimane solo un leggero chiarore arancione che sfuma dal rosso, al viola per poi confondersi con il blu della sera. Scendi ,ti sitemi la gonna,  fai alcuni passi e mi perdo ad osservarti:  i piedi uno davanti all’altro, un tacco 12, le gambe toniche che si muovono decise, che portamento! Muovi le anche in una maniera che fa sognare, che donna meravigliosa sei. Mi precipito immediatamete davanti a te,  per bloccare il tuo movimento e  ti bacio nuovamente. Ti sento partecipe e rilassata, sei a tuo agio e mi fa piacere. Tengo i tuoi fianchi in maniera energica, quasi ti sollevo, hai un corpo stupendo e lo sguardo cade nella scollatura, i tuoi seni non esagerati sono proporzionati alla corporatura. Fortunatamente l’aria fredda portata dal vento fa irrigidire i tuoi capezzoli che spuntano da sotto il vestito. Ti copri con un braccio e con quell’aria indispettita esclami:
” Cosa guardi?!” Mi scansi, sistemi la borsa sulla spalla e con le braccia conserte, continui con quel passo deciso avanzando verso il ristorante. Ritorno al tuo fianco accompagnandoti in questo tragitto.  Un’ ottima cena, romantica, accompagnata da un buon vino e una vista meravigliosa.  Pago il conto ed usciamo per fare due passi, ti tengo stretta a me,  la temperatura si è abbassata ed inizi ad avere freddo. “Forse ho bevuto troppo vino, mi gira la testa” Mi chiedi di rientrare. Un bacio prima di salire in macchina e riprendiamo la via del ritorno. Mentre guido ti osservo quando fai scorrere la mano sulla coscia, accarezzandola, prosegui sotto la gonna, fino a farla scomparire tra le gambe. Te la stai toccando e ti mordi le labbra. Questo spettacolo mi eccita, guardi i pantaloni dove noti chiaramante il mio gonfiore, allora allunghi una mano ed inizi a toccarlo. Sono costretto a rallentare e a trovare un posto dove sostare. Una stradina di prima periferia mostra uno spiazzo e una serie di alberi; Mi fermo. Mi guardi con aria compiaciuta:
“Allora ti piaccio, non dovrei al primo appuntamento, ma non resisto, sono sicura che non ti dispiacerà!”  Non riesco nemmeno a rispondere, mi slacci la cintura, i pantaloni ed è tra le tue mani. Scopri lentamente la punta,  lo stringi con decisione ed inizi un lentissimo su e giù, mentre guardandomi aspetti un mio sospiro. L’inizio della svolta è proprio questo, la tua bocca si avvicina al mio membro, per forza al massimo dell’eccitazione, ed inizia a baciarlo ed a leccarlo, scorri con la lingua tutta l’asta soffermandoti sul glande. Stai aspettando un mio movimento, che arriva deciso, con la mano spingo delicatamente la tua testa per farti capire le mie intenzioni. Mi assecondi volentieri, apri la bocca e lo lasci entrare fino in fondo,lo accogli delicatamente. Sali e scendi senza fargli prendere aria,  tutte le volte che sei in cima succhi dolcemente il glande e mi fai impazzire di piacere. In questo modo resisto ben poco. Sto per esplodere, cerchi di ingoiarlo con movimenti lenti e controllati vuoi rilassare la gola in modo che possa entrare del tutto. Quando finalmente riesci e, con la mano, tieni i testicoli ed io mi lascio andare; Il mio sperma scende nella gola ed accompagni ogni contrazione con dei mugolii. Da togliere il respiro, sei bravissima,  mi hai fatto venire così intensamente,  questo è veramente un momento fantastico. Continui a succhiarlo per accogliere anche l’ultima goccia del mio seme. Con quell’aria compiaciuta mi osservi mentre lo baci e mi lasci rilassare; dopo aver abbassato il parasole dalla tua parte ed aver scoperto lo specchio, ti controlli il trucco, leggero, e rinnovi il lucida labbra. Continua a leggere [ CONCORSO 2013 ] – Sera di fine estate

[CONCORSO 2013] – il sogno diventato realtà

Caspita e nato come un gioco x me……
ed invece ora eccomi quì a raccontare
LA MIA PRIMA VOLTA
io ero super agitata da giorni..
tra un tira e molla che durava da un bel pò
mesi direi…
il suo primo ordine era di farmi trovare bendata, bendata in intimo dietro la porta
ma io come al solito sempre in ritardo non ero ancora pronta al suo arrivo
perciò mi trovò in camera da letto
Io bendata e in intimo
tremavo dalla paura ma appena appoggiate le sue mani sulle mie spalle
mi ritrovai in un altra dimensione, a parer mio paradisiaca ….
cominciò col massaggiarmi dolcemente, poi, qualcosa molto lentamente in me è cambiato senza che io stessa me ne accorgessi. Lui mi ha cambiato, quasi senza farmene accorgere. Non ero di certo una slave, non lo sono neppure ora, non adesso, non ancora.
Ad un tratto la sua bocca si avvicinò al mio orecchio donandomi un brivido bagnato e mi disse soavemente “ora girati, piano”.
Io lo feci, e capii immediatamente che di fronte a me avevo una entità superiore, quell’entità che prima di allora, avevo sentito solo x telefono.
Un brivido gelato mi corse lungo tutta la schiena. Io deglutii e…. la situazione si stava facendo seria, non era un gioco, o un provare a vedere che cosa significava entrare nel suo mondo bdsm che per mesi da spettatrice ho cercato curiosa di capire e che credevo con arroganza di avere capito.
La sua voce e il suo magnetismo erano carchi di sicurezza ed io mi sono sentita immediatamente catturata dal magnetismo e dal potere di Edoardo…..

a quel punto mi ha fatto imparare la posizione dell’ATTESA “

la prossima volta mi aspetterai così”

ora rispondi…..

si …SIGNORE…dissi io.

 

Ora il Padrone, aveva preso il sopravvento sull’uomo, l’orgoglio sull’amore, il desiderio sul razionale. Ora io dovevo piegarmi come canna al suo vento. Un vento fatto di suoi desideri che dovevo fare miei, per non spezzarmi sotto l’amarezza della donna. Quando LUI mi tocca, quando LUI  gioca non sento il freddo del distacco, non sento il vomito di una rabbia sopita e riversata su di me, sento al contrario una sferzata di sensazioni.
Resto inebriata fra il dolore e il piacere.
Un lampo nella mia mente, un dolore nel mio corpo, un piacere che si scatena dentro di te, nella mia anima.

Perfetto – disse lui- il gioco consiste proprio in questo: nell’alternanza di piacere e dolore, fino a che non e’ più possibile distinguerne i confini; per questo vedremo di definirli. Non ti ho imbavagliata apposta perché  tu possa esprimerti liberamente

 

Io non so quando e come, ma eseguo quello che LUI mi ordina poiché LUI è autorevole e poiché so che LUI  non farà mai nulla che mi possa portare conseguenze.

Si perché non è una strada facile quella della schiava.
Non si sale la scale tutta d’un fiato.

 

……. Ero troppo agitata per pensare,……. e

 lascio decidere al mio corpo (in fondo era la soluzione migliore): il mio corpo cooperò……

LUI  mi fu addosso, e afferrò la mia mascella con la mano, e mi costrinse a spalancare la bocca e la tenne così, col viso vicinissimo al suo, per un istante, prima di affondare la sua lingua nella mia bocca, se ne  impadronì  la succhiò, mi morse il labbro, continuando a tenermi  la mascella stretta tra le dita,  io non retrocedevo, gli risposi con una furia pari alla sua.

Poi sempre senza parole, fui lasciata sola. Un silenzio di tomba mi circondava, la mia curiosità insieme a una tenue paura avvolgevano il mio corpo,pronta a percepire qualsiasi rumore cercando di capire dove era Edw,   Mi mancava, mi mancava la sua presenza. Avevo bisogno di LUI. Pensai :“Sento dei passi,sta tornando, cosa starà facendo, dal rumore sento che appoggia non so che cosa per terra”… i miei pensieri si  bloccarono ero spaventata, spaventata e eccitata e non volevo fermarmi, ero spaventata eccitata e curiosa. Mi aveva chiamato slave. Ancora quella parola. Mi fece capire chi ero e chi era LUI  riportandomi alla bocca un altro spontaneo

….“Si signore”…..

Tra me e me pensavo, è meraviglioso essere slave, essere oggetto del Padrone. Se avessi saputo che essere slave era così eccitante avrei chiesto di fare una sessione con LUI già mesi fa.

E’ naturale sentirsi slave dinnanzi a LUI, riconoscere che LUI è il Padrone. E’ naturale lasciarsi guidare da LUI è naturale diventare slave con LUI, in questo percorso alla ricerca di me stessa, del lato erotico del bdsm. Quindi per me essere qui a raccontare ciò che ho imparato è naturale. Confortata dai miei pensieri  mi lascio andare……

“Vedi Jade, ancora prima che IO  venissi da te oggi, sapevo già nella mia testa che percorso avresti fatto con me, lo so da mesi, e so che ora non ti è chiaro. So che ora non sai chi sei, o dove ti condurrò, e non è necessario che tu lo sappia. Perché basta solo che lo sappia IO…

 Io so già che cosa diventerai e fin dove ti saprò spingere per soddisfarmi, tu devi lasciarti andare in un percorso che sarà lungo e a volte tortuoso, ma che ti spingerà a conoscere te stessa nel tuo profondo, i tuoi limiti le tue inclinazioni, e ti aiuterà a valorizzare le tue capacità e cambierà il tuo modo di porti nei confronti degli altri facendoti diventare più forte, sicura, paziente. Ciò che ti chiedo è solo quello di avere fiducia in me, e di non chiedere, perché non ti risponderò”. I miei pensieri si moltiplicavano come formiche impazzite. Era vero! LUI voleva trasformarmi in una slave.

Io non avevo capito prima cosa fosse bdsm. Il bdsm in se e per se, è tortura, umiliazione, dolore, costrizione, ridicolizzazioni, sottomissione, ordini, ma è sbagliato pensarla così. Il bdsm con Edw.  è il piacere di lasciarsi trasportare in un mondo avvincente di fantasia che dona sensazioni impagabili fortissime a volte incontrollabili, scariche di adrenalina pure come solo una droga, o il bungy jumping, o qualunque altra cosa estrema lo potrebbe fare. Non è bdsm fine a se stesso, padrona o slave fini a se stesso ma molto di più. E’ tutto un mondo di sensazioni. Sensazioni così forti da essere avvertite anche giorni dopo, mesi dopo, tutta la vita. E’ comunione stretta e pura con due entità alla scoperta di emozioni fortissime che è indescrivibile poterle raccontare. Bisogna provare! Dal canto mio,sono ancora frastornata di quanto accaduto e incredula……. “

 Mi sento veramente una cagna e ne sono orgogliosa. Il mio Signore sa come si trattano le schiave. Mi sento orgogliosa di appartenergli.

 Ora mi metto a quattro zampe e così, ma  per alcuni secondi mi manca il fiato. Mi sento in una condizione innaturale mai poi, il mio corpo si adatta e il respiro torna normale in  questo modo… gli dico “ SIGNORE” mi scappa la pipì….
Davanti a me non vedo Edw.  perchè,sono ancora bendata . Mi schiocca le dita davanti al viso, devo seguirlo.
Cammino a carponi lungo il corridoio, davanti a me i suoi passi. Poi una stanza, il bagno. Mi dice di fermarmi mentre,
sento il pavimento e le mie mani che vi si appoggiano.
è a quel punto mi concede di espletare le mie funzioni…

Sento Edw. che mi si avvicina, si china verso di me e mi accarezza la testa. Con voce dolce di derisione mi dice “da brava, ora si continua

La mia autodistruzione della dignità non era mai arrivata a tanto, ma ugualmente non riesco a sottrarmi…..

È meraviglioso….

E sempre a carponi ritornammo in camera è più

precisamente vicino al letto….

E il  mio Signore mi  chiese…….. Continua a leggere [CONCORSO 2013] – il sogno diventato realtà

[ Concorso 2013 ] – QUELLA DOLCE SCOPERTA

Come tutte le mattine ormai da sei mesi entro nel solito bar per fare colazione.
Mi avvicino al bancone come sempre quando un ragazzo mi si avvicina dicendomi:” il latte macchiato e la brioches liscia se non ti spiace li offro io visto che questa mattina sei in anticipo ed hai tempo di fermarti un attimo visto che sei sempre di corsa.”
Io sono stupita da quanto questo ragazzo sappia di me, significa che è un po’ che mi osserva e incuriosita accetto .
“piacere io mi chiamo Marco”,” io sono claudia, molto piacere” rispondo io un po’ intimidita, ci sediamo ad un tavolino e cominciamo a chiacchierare del più e del meno , Marco è molto simpatico e mi accorgo che ogni giorno che passa io arrivo sempre prima al bar proprio per la voglia che ho di parlare con lui.
Dopo qualche giorno mi accorgo che ormai siamo diventati abbastanza affiatati, lui comincia a fare domande un po’ spinte ed io mi sorprendo eccitata nel rispondere .
Ormai i nostri discorsi sono abbastanza spinti e negli ultimi giorni arrivo in ufficio e mi devo cambiare le mutandine ormai fradice, finalmente trovo il coraggio di dirlo a Marco con l’idea di smorzare un po’ i toni e per tutta risposta lui mi dice che sapere questo lo eccita da impazzire io mi rendo conto che senza volere anche io non riesco più a stare senza questo stato di eccitazione che mi pervade per tutto il giorno e mi sento un po’ in colpa anche verso mio marito che sicuramente non approverebbe. Continua a leggere [ Concorso 2013 ] – QUELLA DOLCE SCOPERTA

[CONCORSO 2013] – Che uomo, il mio nipotino!

Salve a tutti! Mi chiamo Adriana e dopo aver letto tutte quelle vostre storie eccitanti su ErosItalia (a
proposito, complimenti per l’iniziativa!) mi sono decisa a scriverVi quello che mi è successo l’anno
scorso. I protagonisti della
vicenda sono io e mio nipote, Leonardo… e una deliziosa complice commessa.
E’ successo tutto per caso.
Sono uscita di casa verso le undici perché si avvicinava il Natale e mi ero decisa a iniziare a fare le
compere per me (a proposito: sono ancora nubile nonostante i miei trentasette anni e la mia
bellezza, come dicono i miei vari amanti, e ancora non mi sono decisa a mettere testa a partito,
come dice mia sorella) e i vari regali per i miei famigliari più stretti (fra cui il mio Leo).
Avevo preso la 54 ed ero scesa in P.zza S. Babila.
Qui avevo incominciato a guardarmi intorno (sia le vetrine che i maschioni che c’erano in giro,
maschioni che, nonostante la mia bellezza: mi ero messo una mini nera e delle calze color crema
che lasciavano abbondantemente scoperte le cosce di cui vado fiera insieme al mio culo e alle mie
tette, anche se porto solo una terza, mentre mi sarebbe piaciuto avere tanto le tette di mia sorella, la
madre del mio ometto, che ha una quarta abbondante!
Ma loro sembravano più presi dallo sbavare con gli sguardi sulle ragazzine che mostravano con
nonchalance tutto quello che la madre natura ha dato loro).
Dunque, avevo preso a guardare le vetrine e mi ero fermata davanti alla Benetton, quando è
incominciato a venire una piaggia da matti.
Il cielo non era così nero quando ero uscita, ma nel giro di mezz’ora era scoppiato un mezzo diluvio.
Mi ero rifugiata sotto la protezione del corso e avevo ripreso a guardare le vetrine.
Mi ero fermata a guardare una vetrina dove era esposta della lingerie magnifica, quando, spostando
un attimo lo sguardo vedo arrivare, piano piano, lemme lemme, il mio nipotino Leo.
Aveva un ombrello e camminava tranquillamente osservando ora le ragazzine ora le vetrine del
corso. Subito l’ho chiamato.
– Leo! Leo, sono qua. – lo chiamo alzando il braccio per farmi vedere da lui.
Lui mi ha visto e si dirige verso di me.
– Ciao, zia! Cosa fai sotto la pioggia senza ombrello? – mi chiede subito, non senza aver dato uno
sguardo rapido alle mie gambe. Continua a leggere [CONCORSO 2013] – Che uomo, il mio nipotino!

[ CONCORSO 2013 ] – I 4 Moschettieri & EVA

 

(  i racconti erotici sono 2, uno visto dall’occhio di lei, uno visto dall’occhio di lui )

 

L’INCONTRO COL MOSCHETTIERE

Ormai questo profilo di facebook è un’abitudine come lavarsi i denti il mattino. . soliti contatti inutili, qualche persona degna di nota e alcuni pesciolini interessanti tra quelli che hanno abboccato alle mie provocazioni molto esplicite. . . eh si oramai anche se sono persone virtuali di cui posseggo qualche foto, veritiera nel migliore dei casi, e un profilo parziale, meglio internauta, della personalità sono contatti che mi rallegrano la giornata. Li prendo quando ne ho voglia, gli faccio vedere quello che mi interessa che vedino e poi bye bye fino alla prossima connessione, sempre se mi va! Una vita leggera fatta di provocazione al massimo anche se nella realtà mi sento una persona normalissima, di quelle che incontri sul battello o in fila alla cassa del supermercato. Però come in ogni storia interessante c’è un personaggio, colui che ti cambia la giornata. uno che mi aveva catturata con un racconto, dove descriveva le gesta di una SPLENDIDA moglie e sono arrivata a chiedergli l’amicizia, io Eva Kant! sperando vivamente di conoscerla. . Lui non lo sa ma il paese natale che aveva messo nel profilo mi faceva ben sperare nel colpo di culo. . purtroppo la moglie così spudorata non esiste però lui è simpatico, sa stare al suo posto e cominciamo a scambiare mess. lui scrive per diletto e anch’io e ci scambiamo le nostre operette, ci eccitiamo a vicenda ma tanto è una cosa virtuale. . ma quel calore fra le gambe non è proprio virtuale. . azz la mia amica Morgana ha ragione quando mi dice che lo stare dietro la tastiera ti libera. Parli, ti esponi e le fantasie prendono il volo. Io sono un po’ più fortunata rispetto a lui perché qualcosa ho vissuto già ma è come se mi mancasse un non so che . . sono una romanticona, non mi basta il semplice atto meccanico voglio tutto. atmosfera, desiderio, sesso. . . Lui ha una mia foto, dove ci sbava sopra, me l’ha detto. . ma penso che anche se non fossi figa come lui mi trova lo avrei in pugno. la mia mente è frenetica nel renderlo schiavo e lui coi suoi racconti ha piantato nuove voglie nel mio giardino. però è distante ma forse è meglio così, già con 500km mi strema il cervello sarebbe dura sapere che con dieci minuti max un’ora ci vediamo. un giorno vedo un suo messaggio, Eva sono per lavoro a Venezia, ti va di incontrarci? ah h h h h? e adesso? cosa faccio? No è la prima risposta! Eva sii furba e di assolutamente no questo magari è un maniaco travestito da agnellino e io non voglio trovarmi nella prima pagina del gazzettino l’indomani. . ma io sono tonta e dopo 5 minuti gli dico si certo! la mia giornata inizia così mi sembra di essere su una nuvola, i problemi del lavoro mi scivolano addosso sono troppo impegnata a pensare al vestito. azz non ho tempo di andare dal parrucchiere farò da me e il vestito . . ma si quel vestito nero con il sopra che sembra una camicia in raso nero è l’ideale e le calze con i fiocchi dietro. . . fa un po’ troia perché si vede che sono autoreggenti ma che ci posso fare se ho le gambe lunghe? non so come faccio ma alle 7 sono in piazzale Roma dove un passante mi chiede informazioni per rimorchiarmi ma io faccio finta di essere russa e le poche frasette che so lo fanno desistere. . eccolo all’orizzonte il mio cavaliere e gli faccio un cenno discreto. . lui arriva e mi porta via. Passiamo in albergo dove lascia la valigia e mentre fa una doccia lo informo che andiamo a fare l’aperitivo al bar di un amico, ho una motivazione, ma non lo rendo partecipe. sembriamo 2 vecchi amici che si incontrano dopo tanto. parliamo allegramente mentre andiamo in riva e il sesso non è contemplato nei discorsi anche se la tensione erotica è tangibile. Ogni tanto un gesto, un’occhiata furtiva ma tutto ritorna nei canoni quando saluto qualcuno o gli faccio da cicerone sulle bellezze della mia città. E una buona compagnia ma bere un spritz insieme è il passo giusto. . le tensioni della giornata si alleviano e l’ambiente rilassato fa il suo effetto. Il barman un bell’uomo con il suo servizio rende mitico questo momento e io gli regalo uno dei miei migliori sorrisi. uno è poco ma 2 sono già troppi, meglio avviarci al ristorante , ciao ciao caro ci sentiamo presto faccio salutando il barman. il ristorante è superlativo, moeche e pinot grigio Jermann ghiacciato segnano diecimila goal in favore del mio amico. . ma tutto ha una fine e adesso che si fa? passiamo per piazza san marco, è una serata suggestiva, poca gente in giro forse perché la nebbia suggerisce di stare a casa. uno spettacolo unico e guardando san giorgio e la salute ci scambiamo il primo bacio. le nostre lingue si incontrano e sembrano fuse tra di loro. lo tiro al buio delle procuratie, voglio un po’ di privacy sono frenetica e mi sento già bagnata tra le gambe. . ho le tette che stanno scoppiando dalla voglia di essere carezzate, leccate, succhiate, morse. . .mi sbatte su una vetrina Il bacino preme sul mio mentre la sua mano si infila nella mia scollatura.. porto un bustino che lascia il seno libero e lui afferra voracemente le mie carni mentre con l’altra mano si infila tra le gambe. sono fradicia. ero rimasta dubbiosa se mettere o meno le mutandine alla fine non le ho messe e adesso capisco che è stato meglio così. ho le gambe piegate, una voglia animale e non vedo l’ora di soddisfare le sue pretese sessuali. corriamo verso l’albergo e finalmente siamo in camera. neanche il tempo di chiudere la porta che sono già in ginocchio che gli apro i pantaloni e mi riempio la bocca dei suoi cm. è grosso e avrei voglia di ricevere già il suo sperma in bocca ma mi trattengo. voglio che i miei fuochi siano spenti o almeno sopiti prima di soddisfare la mia sete . . sono una bocchinara eccezionale e le sue mani spingono la testa sulla sua asta ma ora comando io. . mi alzo, mi tolgo il vestito e mi faccio guardare. tra un come sei bella e un ti voglio mi bacia ovunque e le sue mani manipolano i miei buchetti.. gli orgasmi sono uno dietro l’altro lasciandomi sempre più vacca, più aperta e più bagnata. La sua lingua cerca di arginare i miei rivoli ma crea più danno che altro. non ho più il controllo e gli riempio la bocca delle mie voglie. lo scongiuro di scoparmi perché ormai ardo dal desiderio e ritrovarmi riempita di lui mi mi completa. ha movimenti ampi, sento la sua asta colmare il mio buchetto mentre mi stringe i seni. contraggo i muscoli per stringerlo a me e mi dice che se continuo così mi viene dentro. . mi metto al suo fianco e faccio un gioco a me caro: divido la mia bocca tra la sua asta e le sue labbra. . lui è teso e il suo membro gonfio è alla sua massima estensione. la mia bocca lo prende tutto, mi sforzo scendo di un paio di millimetri e sento che esplode il suo piacere. . delizioso il sapore mi avvolge, un po’ ingoio e un po’ trattengo in bocca e mentre mi adagio sul letto me lo roteo in bocca come farebbe un appassionato di distillati pregiati. . lui è senza fiato ma sento la sua mano ancorarsi tra le mie voglie. . mi bacia in bocca e al suo sapore mi guarda un po’ stupito ma neanche il tempo di pensarci ed è là che cerca con la lingua di assaporare il più possibile. . lo vedo già in tiro di nuovo ma io voglio che venezia gli rimanga nel cuore. . Senti ma le tue fantasie fatte di uomini erano chiacchere o desideri veri? lui un po’ gagliardo mi asserisce che vuole essere una puttanella dalla bocca piena… vado in bagno e ne approfitto per fare una telefonata, poi una giù in reception dove detto nome e cognome del mio atteso ospite.. intanto glielo prendo in bocca e lui si lascia fare tanto sa già che non gli rispondo. la mia bocca scivola su e giù mentre una voce familiare mi dice che non vede l’ora di ricevere lo stesso trattamento. . ciao tesoro, ti stavamo aspettando. lo abbraccio e lo bacio e nel farlo gli tiro giù la patta dei pantaloni. è senza mutande ed è un vero superdotato. lo guardi con cupidigia le misure enormi ti fanno voglia ma hai ancora timore intanto lui ti fa una battuta. . per farmi fare un bocchino da lei potrei fare tutto. beh iniziamo allora. . Continua a leggere [ CONCORSO 2013 ] – I 4 Moschettieri & EVA

[ CONCORSO 2013 ] – La soffitta

Era da tempo che non rientravo in quella che era stata la residenza estiva della mia gioventù. Ricordi, che mi vedevano circondato dalla servitù e da tutta una serie di parenti più o meno stretti che avevano preso l’abitudine di vivacchiare dentro quelle mura vicine a un incantevole mare.
Sono cresciuto viziato e senza regole. Le mie continue e giovanili marachelle si chiamavano libertà e non potevano pertanto essere raddrizzate che dal tempo. Solo lui sarebbe riuscito, con costanza a piegare quella schiena e quell’anima che veniva relegata in soffitta.
Già, la soffitta, il mio luogo di castigo, di evasione, da li controllavo tutta la casa.
La vedevo stagliarsi davanti a me, quel sottotetto dilaniato come se gli fosse crollato il mondo addosso. Curvo, storto, come se il tempo fosse riuscito a piegare anche lui.
Sapeva di cosa antica, perduta quella casa. Imponente, ma allo stesso tempo ora miseramente fragile, sarebbe bastato un alito di vento un po’ più forte per portarsela via, ma i ricordi quelli no, quelli li portavo custoditi con me e nelle pagine del diario giovanile che ero venuto a recuperare dopo tanti anni di forzato esilio.
Era ancora lì, dietro un mattoncino semipieno che solo io sapevo far venire fuori con maestria. Camminavo con cautela su quelle assi ora traballanti che erano state l’esile riparo che mi separava dai vizi di quell’attività familiare estiva.
Sapeva anche di rifugio, era abitudine che mi rintanassi lì per sfuggire alla calura estiva nei giorni in cui ero consegnato a casa e non potevo godermi il mare, era il luogo della mia prima esperienza con l’altro sesso.
Accadde una domenica pomeriggio, lo leggo nel diario.
Domenica 24 agosto
E’ passata Claudia, la vicina di casa. Mi fa compagnia sotto il porticato, giacché sono punito, nuovamente, sono agli arresti domiciliari dopo aver messo dei girini nel bicchiere che conteneva la dentiera del nonno. Sorrideva divertita di quante ne combinassi. Si annoiava di quella noia che diventa piacere di scoprire un mondo che va oltre il suo. Così dopo essersi meravigliata di quanto grande fosse la casa. Mi propongo di fargliela conoscere dal posto che conoscevo meglio. Il luogo dove vizi e virtù della mia famiglia rimanevano nascosti da quattro mura, ma non sepolti da un solaio in tavelle tanto esile che tra un asse e l’altro io imparavo le cose che gli adulti non ti dicono.
Camminando in quella soffitta le indico là c’è la stanza del nonno, ora riposa, là c’è la stanza dei miei. Solitamente dormono anche loro, altre volte fanno quelle cose le dico. La guardo mentre si incuriosisce come una gatta per il lardo, si avvicina, vuole sapere, vuole conoscere, dato che lei la mamma non c’è l’ha più. Si sdraia, si distende sul tavolato, il suo occhio si adegua al buio della stanza e osserva tra due assi che le consentono una lama di visuale sulla stanza dei miei. Sorride – lo stanno facendo dice. Vieni guarda anche tu.
-Lo stanno facendo cosa ribatto io.
– L’amore sciocco.
Mi avvicino per vedere di cosa stesse parlando. Mio padre si era avvicinato a mia madre e in quella camera buia che a volte lasciava definire quei corpi solo dalla generosità di quelle forme.
Bisbigliava temendo che potessero sentirci e faceva la cronaca degli avvenimenti – tuo padre le sta toccando qui, disse mimando quei gesti su stessa, e temendo potessi fraintendere diceva anche la parte anatomica, “sul seno”, qui disse prendendo la mia mano e poggiandola su quel particolare ancora acerbo di adolescente. Le stuzzica il capezzolo. Disse toccandosi l’altro sollevandosi di quel tanto affinché io potessi comprendere meglio come. Mimava quei gesti e io la guardavo estasiato. Le ha sollevato il vestito e le sta togliendo le mutande. Lei fece lo stesso, girandosi su stessa e si liberò dell’indumento, lasciandomi vedere per la prima volta il suo sesso. Una peluria rada, quasi inesistente a confronto con quella di mia madre che sembrava un vello fitto e nera che sembrava affogare nell’oscurità. Tuo padre si sta abbassando i pantaloni. Mise la sua mano davanti alla bocca…..è enorme, mi guardò e aspettò. Continua a leggere [ CONCORSO 2013 ] – La soffitta