Archive for the ‘Tradimenti’ Category

FINALMENTE UN FRATELLINO

marzo 15th, 2014 by ivan1996 | Posted in Racconti Erotici, Sex, Tradimenti, trasgressivo   3 Comments »

ciao a tutti. Voglio raccontarvi una mia vera esperienza di un annetto fa. Vi spiego meglio: i miei genitori hanno avuto me quand’erano ancora minorenni cioè all’età di 16 anni, poi dopo un paio d’anni volevano un altro figlio, ma purtroppo non arrivava, così hanno provato tutti i metodi esistenti al modo, ospedali, cliniche ecc ma niente ancora, perché mio padre è diventato infertile, e un po’ vi hanno rinunciato.

Adesso, invece, i miei hanno 34 anni e io sono diventato maggiorenne avendo 18 anni, non ci speravo più neanche io oramai. Un detto dice: 2mai dire mai”! Ed infatti, un giorno tornando a casa da scuola, mia madre mi dice: Ivan lo sai che molto probabilmente avrai il tanto desiderato fratellino? E io un pò sorpreso le dico: ma se papà non può più? E lei: giacchè sei diventsto maggiorenne certe cose ormai te le posso dire senza nessun tipo di timore o problemi di nessun tipo…bè ma un ultimo modo rimasto ci sarebbe! Io: e quale sarebbe? Mi spiega: ai mai sentito parlare di uomini che fanno da donatori di sperma, cioè che donano il proprio seme a coppie in difficoltà di avere un figlio come me e papà, chiaramente devono essere sani e “adatti” in tutti i sensi? No mai sentito…non vi potevate ricordare un pò prima? Lei: e ora lo abbiamo appreso e ne abbiamo avuto il coraggio…Io le domando ancora: e chi vi farebbe da donatore di sperma? Lo avete già scelto? Mia mamma: ma certo figlio mio! sarà un collega di lavoro di papà, solo che non sta in ufficio come papà, ma come lavoro fa l’intonachista sempre nella stessa ditta e non è sposato è single. Io: e quanti anni ha? Lei: è più grande di noi, ha 46 anni. Ci a portato tutte le analisi che gli abbiamo chiesto ed è più che consono! Io: a ok bene. Lei: oggi pomeriggio, giacchè io sono nel periodo fertile, quando sia tuo padre che il suo collega finiranno di lavorare, verranno direttamente qui a casa nostra…ma te Ivan…diciamo forse è meglio che esci o vai a casa di qualche amico…vedi un po te…Ma io non capendola molto le chiedo con tono curioso: E perché mai me ne dovrei andare? In che modo te lo donerà il suo sperma? Mia madre arrossendo un pò mi dice: vedi caro figlio mio…lo sai che noi abbiamo provato affinché io rimanessi incinta, già tutti i metodi esistenti e possibili al mondo…e l’unico modo rimasto, efficace e sicuro è…è quello per via naturale capisci….

Io per un po non capisco più niente e alquanto scioccato dopo essere tornato in me…gli rispondo: aaa ecco perché non vuoi che sto anchio…però lo sai che ora mi hai fatto ricordare che proprio tra un po queste cose le studieremo con la prof di scienze? Lei: a bello allora. E io le chiedo: mamma, potrei rimanere anchio quando viene il donatore, così lo conosco anchio, e…se tu e papà me lo acconsentite, vorrei tanto rimanre ad assistere a questa inseminazione naturale perché sono davvero molto curiosio! Allora potrei? Dai su ti prego mami…Lei: ma sei proprio sicuro Ivan? Io: sìì lai detto tu stessa che ora che o 18 anni molte cose le posso vedere, sentire e sapere! Così quando le studieremo a scuola io saprò gia abbastanza di come avviene la donazione di sperma e magari potrò raccontarla a tutta la classe! Lei: e vabbene come vuoi.

Verso le 18.30 sentiamo suonare il campanello: erano mio padre ed il suo collega di lavoro! Mia madre va ad aprire la porta ed ecco che dietro mio padre vedo entrare il futuro donatore: un omone molto alto (poi mi dice che è alto 1.96 cm!), magro, con un aspetto davvero virile, con la barba e piercing alle orecchie, sopracciglio e naso, capelli corti a cresta, vestito ancora con le  robe da lavoro e scarpe antinfortunistiche sudice…ci presentiamo tutti quanti e papà, guardando anche mia mamma mi dice: ma pure tu devi stare qui con noi adesso? Non mi sembra davvero il caso Ivan, penso che tua madre ti abbia già parlato…e io sì sì starò presente pure io…nonché Gino il collega e donatore dice: e che fa fallo stare presente pure lui tanto è grande e pure curioso vero? E io: sìsì ma certo! Dopo aver bevuto delle birre il tizio va a pisciare in bagno e torna in salotto dove stavamo seduti sui divani io mio padre e mia madre sedendo accanto a lei; e incomicia ad accarezzarle le coscie, la faccia, il seno…poi pian piano Gino e mia madre incominciano a limonare, lui la incomincia a spogliare, toglie reggiseno, lei le toglie la tuta di sopra lasciando vedere un fisico davvero imponente: muscoloso, peloso e tatuaggi sulle spalle petto e collo, e le ciuccia le tette, poi il perizoma e gli lecca la passera e le fa i ditalini forti tanto da farle uscire forte più volte il liquido a fontanelle e facendola gia gridare un po’…dopo un po’ Gino si alza in piedi facendo abbassare mia madre che li tocca il suo pacco da cui si riesce già a vedere una verga davvero di grosso calibro…e infatti appena gli abbassa giù la tuta io e mio padre rimaniano a bocca aperta e molto scioccati! Mai visto un cazzone così enorme!! minimo di 22 cm bello largo e venoso e palle grossissime pieno di tanto sperma caldo! Dopo che Gino si toglie del tutto scarpe, tuta e calzini bianchi sporchi così stando a piedi (anzi a piedoni nudi facendo 47! mi disse) nudi non scivola sul pavimento e ce la può montare bene, mia madre incomincia a fargli i bocchini e le spagnole e Gino le sputava in bocca; dopo un po quest’ultimo si siede sul divano e ce la incomincia a montare da dietro sempre più forte tanto che lei incomincia a gridare forte dal piacere però, ma io e mio padre abbiamo avuto paura che le facesse davvero male con quel cazzone da paura!  Poi la mette a pecorina scopandocela tirando schiaffi forti sul sedere tanto da farlo diventare rossissimo; come se non bastasse la prende in braccio e la scopa fortissimo stando in piedi! Dopo un po decidiamo di andare in camera mia anche se i letti erano un po piccoli per Gino che si mette coi piedi fuori e mia madre sopra che li fa qualche altro bocchino, poi ce la tromba dinuovo dietro, ma poi incomincia a scoparsela sempre più forte tanto da sentire i classici rumori forti “scttà sctà scttàà!!” che ce la sbatteva davanti..ed ecco che dopo una decina di minuti sentiamo un grido forte di piacere di Gino mentre inonda di caldo ed abbondante sperma mia madre gemendo pure lei!

Dopo un paio di giorni vediamo che mia madre non è rimasta incinta…infatti ci è voluta una seconda volta per rimanere incinta sempre con io e mio padre presenti ad assistere! E per mia fortuna è un maschio! Un bel fratellino!

Miraccomando a commentare! vi siete eccitati? Chi vuole essere al posto di Gino? ?

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: FINALMENTE UN FRATELLINO

Aspettando l’ammucchiata

gennaio 7th, 2014 by Lyla | Posted in cuckold, orgia, Tradimenti, Trio   No Comments »

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Al secondo appuntamento, vieni a casa nostra, che mio marito non c’è ancora.
Tu sei molto eccitato dall’idea di quello che faremo (ed anch’io, anche se cerco di non farlo capire) e
vorresti cominciare subito.
Ma io voglio aspettare che arrivi Francesco.
Ci mettiamo in salotto, a chiacchierare, ma dopo un poco tu sei visibilmente distratto dalla visione
delle mie cosce; vengono fuori prepotentemente dalla gonna, che, troppo stretta, è risalita
notevolmente.
Mi metti una mano fra le gambe, ma io sono nervosa.
Ti chiedo di smettere, perché, ti ripeto, voglio aspettare mio marito.
Ti convinci e riprendiamo a chiacchierare.
Ora la gonna è salita davvero un po’ troppo; devono proprio vedersi anche le mutandine!
Le tocchi e sotto senti un paradiso di morbidezze, già umide.
Ti lascio fare per un poco, ma poi, ritornando in me, ti blocco la mano, afferrandoti il polso, e ti
chiedo di smettere.
Ancora chiacchiere, ma ormai la mia mente è partita, il mio pensiero è al sesso, al sesso alla mia
maniera.
Ma perché tarda a venire Francesco?
Non so se riuscirò a resistere ancora!
Tu, lentamente, ma non di nascosto, ti abbassi la lampo.
Seguo i tuoi movimenti con la coda dell’occhio, un po’ sorridendo ed un po’ nervosa. Infili una
mano nella patta e afferri la minchia.
La tiri fuori.
E’ già dura.
La scoppoli completamente, poi, con tutte e due le mani, fai risalire la pelle a ricoprire il glande e la
tieni ben tesa dalla base e, malizioso, mi chiedi se mi piace.
Mi conosco bene, e perciò evito di guardarla.
“Smettila”, ti dico, con un sorrisino.
“Ma guardalo un attimo. Ti piace o no?”, insisti.
Resisto; riesco ancora a resistere.
Ed allora, piano piano, mi sfiori un ginocchio con la cappella.
Abbasso lo sguardo ed appena i miei occhi la incontrano si fanno umidi di desiderio.
Mi porto le mani al seno.
Da sopra la camicia me lo accarezzo, non perdendo di vista il cazzo e leccandomi, nel contempo, le
labbra.
Poi con la destra vengo ad impadronirmene. (altro…)

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: Aspettando l’ammucchiata

Il dominatore (2° episodio)

dicembre 12th, 2013 by Lyla | Posted in Racconti Erotici, schiavi & padroni, Tradimenti, trasgressivo   No Comments »

dominatore-racconti-erotici

Naturalmente mi sbagliavo e dovevano trascorrere ancora alcuni anni prima che potessi
comprendere pienamente come gestire quello straordinario potere. Ma alla fine imparai che non
esisteva alcuna possibilità di generalizzare, non esisteva alcuna regola fissa, ma che ogni persona
era diversa, ed ad ogni persona occorreva adattarsi, individuandone i punti deboli, per poterli poi
accuratamente sfruttare al momento opportuno.
A 24 anni ero ormai pronto, la fine della mia carriera scolastica mi aprì un nuovo affascinante
mondo. Iniziai a “Lavorare” nell’azienda di famiglia, e decisi che la mia vita sarebbe stata dedicata
allo studio delle persone, delle donne in particolare. Per tanto mi feci assegnare un incarico di
supervisore alla gestione del personale che mi portava continuamente in giro per il mondo,
trascorrendo periodi di tempo abbastanza lunghi nelle varie consociate.
Non avevo e non ho alcuna preferenza particolare in fatto di donne, mi piacciono tutte, e ciò è
perfettamente naturale in quanto ognuna di esse rappresenta non solo un piacere sessuale ma una
sfida con me stesso, quindi ciò che più mi attrae in una donna è la sua inaccessibilità.
Come dimenticare la mia prima esperienza con una sfida impossibile, l’ultimo anno
d’università ????. Lei si chiamava Giovanna, 45 anni ancora decisamente piacente. Era la direttrice
del dipartimento di scienza del comportamento.
Una sfida affascinante per me giovane temerario, bella, matura, intelligente. Sposata, con solida
posizione finanziaria, madre e moglie felice, apparentemente inattaccabile.
Inizia a frequentare assiduamente l’istituto studiandone le abitudini, cogliendo ogni occasione per
parlarle. Divenni uno di casa all’istituto, mi feci amico una delle segretarie, ed in breve divenni
molto più che un amico per lei, e la sfruttai per carpirle informazioni su Giovanna.
Sembrava assolutamente perfetta ed inattaccabile, allora con un’intuizione improvvisa cambia
tattica e incominciai ad indagare sulla famiglia. Il figlio non si prestava allo scopo, troppo giovane,
ma il marito appariva interessante. Cinquantenne di bell’aspetto, affermato medico con ambizioni
politiche, mi parve subito un possibile obiettivo. Concentrai tutte le mie attenzioni su di lui, e mi
avvalsi della collaborazione di un investigatore. Dopo un solo mese, la figura che appariva davanti
ai miei occhi era ben diversa da quella di partenza. Dopo 3 mesi ero assolutamente raggiante e
rimiravo le sue foto in compagnia della giovane amante.
Non mi lasciai prendere dall’euforia e continuai il mio lavoro meticoloso, attendendo con pazienza
l’arma decisiva. E l’arzillo ed arrapato professore non mi fece attendere troppo. Il mio informatore
scoprì che la giovane amante era in realtà solo una delle tante, quasi tutte infermiere degli ospedali
nei quali il professore lavorava, stesi la mia rete e poche settimane dopo il professore era in
trappola.
Poche foto rubate in uno degli sgabuzzini dell’ospedale, ma inequivocabili, una giovane biondina
amorevolmente inginocchiata ai piedi dell’augusto professore, intenta a succhiare amorevolmente il
suo più che rispettabile uccello, o appoggiata al muro con le gambe avvinghiate alla vita dell’uomo.
Ancora non mi accontentai, chiesi al mio informatore più informazioni, gli dissi di concentrarsi
sulla lista delle amanti del professore e di controllarne stipendi carriera, ogni cosa.
Sei mesi dopo l’inizio della mia offensiva ero pienamente soddisfatto, avevo sottomano un dossier
molto ricco, l’elenco completo delle amanti del professore, foto compromettenti ed uno studio
comparative tra le carriere e gli stipendi delle stesse e quelli delle altre infermiere. Ero pronto al
passo finale. Mi preparai accuratamente e mi presentai nell’ufficio di Giovanna “Ciao Claudio,
cercavi me ?” disse lei quando mi vide, con il suo sorriso cordiale.
Io rimasi molto serio “Avrei bisogno di parlarle in privato signora Giovanna” le dissi “Adesso non
posso, potremmo fare più tardi” rispose lei senza curarsi molto di me “Veramente no, è una
questione molto importante e delicata, soprattutto per lei ” calcai la mano, “ma anche molto
urgente” conclusi. Lei smise di sorridere “Non capisco, comunque in questo momento non posso
proprio” rispose infastidita “Debbo insistere, per il suo stesso interesse” insistetti e lei a questo
punto cedette.
“Va bene entra e chiudi la porta” disse e io lo feci “Spero sia veramente importante, farò tardi ad
una riunione importante” disse, io mi ero accomodato sulla poltrona davanti alla sua scrivania
“Allora di che cosa si tratta” mi incalzò spazientita “Io ho un amico giornalista, un giovane di
grande volontà, di recente ha condotto un’inchiesta sul funzionamento degli ospedali Italiani e
proprio ieri me ne ha mostrato i risultati” dissi interrompendomi.
Lei attese qualche istante che riprendessi, poi impaziente intervenne “Che cosa centro io con tutto
questo” disse guardando l’orologio. “Suo marito non è il prof. Lamberti ?” dissi e la vidi trasalire “Il
professor Lamberti primario del San Patrizio ed assessore alla sanità del comune ?” domandai io
con fare sicuro “Certo e con ciò ?” domandò lei, “Il mio amico ora lo conosce probabilmente molto
meglio di lei” dissi e senza attendere la sua risposta, presi dalla borsa il dossier e lo appoggiai sulla
scrivania davanti alle sue mani.
Lei si sforzò di mantenere un atteggiamento compassato “Che cosa ti fa pensare che sia interessata a
questa roba ?” disse io scossi il capo “Non penso che lei sia interessata, ma sono convinto che lei
farebbe meglio ad esserlo, quel dossier può portare un sacco di problemi per lei e suo marito”
risposi con calma, lei mi guardò confusa, poi con le mani che tremavano impercettibilmente, aprì il
dossier.
Per i successivi 5 minuti, non staccò gli occhi dai fogli che lentamente sfogliava. Avevo
opportunamente impaginato il dossier, nella prima parte le considerazioni generiche, rubate
all’interno dell’ospedale, le voci di corridoio. Poi le foto del marito di lei con l’amichetta, e i dati
della ragazza. Poi il lungo elenco delle altre amanti del professore e l’analisi comparativa di carriere
e stipendi, infine a completare il dossier le foto dell’incontro nello sgabuzzino dell’ospedale.
Mentre leggeva il suo viso era lo specchio delle emozioni che provava, ed io potevo leggere il suo
volto come se stessi leggendo i fogli stessi. Quando giunse alle foto finali, chiuse di scatto il dossier
con un gemito soffocato. Era smarrita,. confusa, arrabbiata, si guardava intorno senza sapere che
cosa fare.
“Venga, sarà meglio proseguire altrove, lei è troppo sconvolta” le dissi premuroso, ritirai il dossier e
la aiutai ad infilarsi la giacca, e la condussi fuori dall’ufficio. “Dove mi stai portando ?” domandò,
“In un posto più tranquillo, conosce il bar dall’altra parte della piazza, a questora è abbastanza
tranquillo” “No, potremmo incontrare gente che conosco, o dio dove possiamo andare” gemette lei
“Se vuole, il mio appartamento non dista molto da qui” buttai li io e lei subito accettò “Si andrà
benissimo” disse.
Pochi minuti dopo eravamo nel mio appartamento, la feci accomodare e le diedi qualche cosa di
forte da bere “E` tremendo, tremendo, la mia vita sarà distrutta per colpa di quel porco” disse
mentre sorseggiava il liquore, la lasciai sfogare. Lei continuava a pensare ad alta voce “Che cosa
posso fare cosa posso fare” diceva affranta, poi si riscosse ricordandosi della mia presenza
“Claudio, il tuo amico è proprio intenzionato a pubblicare la ricerca ?” domandò ed io annuì “Non
esiste un modo per convincerlo a non farlo, possiamo pagare, pagare bene” disse Giovanna
disperata “Non fornisca al mio amico altri elementi a supporto della sua ricerca, credo ne abbia già
a sufficienza “Già, hai ragione, ma deve essere possibile fare qualche cosa, non è possibile che la
mia vita e quella di mio figlio vengano spazzate via così” gemette disperata “Forse qualche cosa si
può fare ” dissi io e lei immediatamente reagì.
“Cosa hai detto, si può fare qualche cosa” domandò lei ansiosa “Dimmi ti prego spiegami “Si forse
qualche cosa si può fare, o meglio, posso fare qualche cosa”, dissi con calma “Che cosa per carità
dimmi tutto”. “Il mio amico ha con me un grosso debito, infatti come vedi sono riuscito a farmi dare
copia del dossier, io posso impedirgli di pubblicarlo” dissi con calma, lei parve dapprima sollevata,
poi divenne improvvisamente seria “Tu puoi impedire la pubblicazione di questa roba, ma non l’hai
fatto, allora dimmi che cosa vuoi tu per non pubblicare il dossier” disse dura.
Era veramente intelligente, non vi era ombra di dubbio, di li a pochi minuti avrei saputo se i miei
calcoli erano esatti “Non denaro, stai tranquilla, io ne ho sin troppo. Ma tu sei una donna splendida,
intelligente bella, inaccessibile, ed a me le cose inaccessibili piacciono, piacciono moltissimo.” Feci
una pausa, lei restò immobile “Adesso io mi alzerò e me ne andrò in camera se non vuoi veder
pubblicata quell’inchiesta, spogliati e raggiungimi di la, altrimenti conosci la strada” dissi e mi alzai
sorridendole “Bastardo” sibilò lei io annuì “Questo è certo, come è certo che tu verrai di la, e ti
comporterai come la più perfetta delle puttane, e farai di tutto perché la cosa mi piaccia, dal
momento che da questo dipende la tua vita futura” le dissi gelido, e senza attendere risposta mi
allontanai iniziando a spogliarmi.
Entrai in camera lasciando la porta aperta, accesi la luce e mi spogliai lentamente e mi stesi nudo
sul letto. Ero eccitato, tremendamente eccitato, e non rimasi deluso. Passarono alcuni minuti in cui
lei rimase in assoluto silenzio, poi incominciai a sentire l’eccitante rumore dei vestiti che lei si stava
togliendo e poco dopo lei comparve sulla porta nuda, con le braccia tentava di coprirsi pudicamente.
‘Spegni la luce per favore” disse umilmente “No, voglio vedere tutto, anzi smetti di coprirti” le dissi
autoritario, e lei con rassegnazione tolse la braccia mostrandosi a me.
Era bella, veramente bella, snella, ma con seni pieni ed ancora sodi per i suoi 45 anni, le feci cenno
di raggiungermi, e lei obbedì inginocchiandosi sul letto al mio fianco. Le mie mani presero a
scorrere sul suo corpo, mentre lei si irrigidiva “Rilassati e vedrai sarà meglio di quanto immagini” le
dissi, mentre la mia mano le accarezzava le sode chiappe. Si rilassò, ma s’irrigidì quando le presi
una mano e la portai al cazzo eccitato.
“Coraggio, sembri una ragazzina alle prime armi, una signora come te, deve saper fare molto
meglio” le dissi, e lei si riscosse, le sue carezze diventarono più piacevoli, la accarezzai tra le gambe
e risalii verso il pube, questa volta cnon s’irrigidii nemmeno quando presi ad accarezzarle il
clitoride. La mano scorreva esperta lungo la mia asta, le sue dita solleticavano piacevolmente il
glande eccitato.
“Hai una mano deliziosa Giovanna, ma sono convinto che la tua bocca sarà ancora meglio” dissi.
Lei rassegnata si chinò e le sue labbra raggiunsero il glande. Le dischiuse e lasciò timidamente
affondare il glande nella sua bocca iniziando a leccarlo con la lingua, poi la sua testa iniziò a
muoversi avanti ed indietro “Se lo succhi così capisco perché tuo marito si fa spompinare negli
sgabuzzini. Dovresti guardare quelle foto per imparare, quella ragazza ci sa davvero fare con il
cazzo” le dissi malignamente, lei s’irrigidii ma non smise di succhiare, anzi dopo pochi istanti, la
sua lingua divenne più veloce, la testa accentuò i movimenti ed il mio cazzo incominciò ad
affondare sempre più nella sua bocca. (altro…)

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: Il dominatore (2° episodio)

Elena, quella troia di mia moglie in calore (1° episodio)

dicembre 12th, 2013 by Lyla | Posted in gangbang, Tradimenti, trasgressivo   1 Comment »

racconti-erotici-moglie-troia

Mia moglie Elena si eccita solamente se viene guardata da altri uomini nelle parti intime.
Per questo motivo usa solo gonne sempre cortissime e la sua biancheria è composta solamente da
perizomi minuscoli e trasparenti (non trovandoli facilmente sul mercato se li costruisce con del
pizzo).
Usa solo reggicalze che costantemente escono dalla gonna ogni volta che si inchina o si siede, non
porta reggiseno e le sue tette non grandi ma ben formate escono sempre da scollature o camice
trasparenti.
Ogni volta che ci muoviamo in macchina si masturba alzandosi la gonna e togliendosi la camicia in
modo che i passanti le guardino le tette ed i camionisti, da più in alto, la figa sempre depilata ed
umida.
E’ specialista in pompini ne avrà fatti più di 10.000 è gli piace guardare film o foto porno e mentre
mi succhia l’uccello si sditalina freneticamente.
Quando si reca a comprare cassette pornografiche esce di casa completamente nuda (solo con
reggicalze e tacchi a spillo) coperta solo da una piccola giacchetta, percorre a piedi tutto il tragitto
inchinandosi ogni tanto a raccogliere qualcosa, arriva al negozio dove il prorietario un lurido
grassone non la fa mai pagare.
Dopo alcuni mesi ho capito perchè.
Mi sono appostato fuori dalla porta e ho visto mia moglie Elena che si toglieva la giacca davanti a
tutti, rimaneva nuda, il grassone cominciava a toccarli le tette e la figa mentre gli altri uomini si
liberavano l’uccello dai pantaloni. In un batter d’occhio mia moglie stava spompinando il
proprietario e nello stesso momento uno la inculava violentemente mentre un altro la pistonava con
foga in vagina. quando il grassone le sborrò in bocca subito un altro prese il suo posto e così via nel
culo nella vagina ed in bocca per mezz’ora. (altro…)

La vedova del secondo piano

novembre 14th, 2013 by kikkus | Posted in incontri, Racconti Erotici, Tradimenti   No Comments »

Racconti Porno - www.raccontieros.itQuel sabato pareva procedere proprio come l’avevo immaginato.
Monica, mia moglie, era partita la mattina alle 7 per andare a trovare una cara amica ricoverata in una clinica di Bologna e sarebbe ritornata soltanto la sera dopo.
Dopo averla accompagnata alla stazione tornai a casa e per prima cosa iniziai a preparare un buon ragù che mi sarei gustato a cena dopodichè soltanto divano, tv e computer, insomma assoluto relax, proprio come piace a me.
Saranno state le sei del pomeriggio quando sentii suonare alla porta e sbuffando andai ad aprire trovandomi di fronte Mariagrazia, un’inquilina del secondo piano, che da quando un paio d’anni prima era rimasta vedova, ogni tanto veniva a casa nostra per farsi due chiacchiere con Monica.
Devo dire di non averla mai trovata molto simpatica, forse perchè spesso esagera nel piangersi addosso oltre ad essere troppo logorroica; unico punto a suo favore è che malgrado la non più giovane età conserva un fisico asciutto e ancora in forma ma soprattutto non mi dispiacciono affatto le sue gambe, con quella carnagione così chiara, e che non disdegna di mettere in risalto indossando non di rado vestiti piuttosto corti….proprio come in quel tardo pomeriggio settembrino.
Naturalmente cercava mia moglie ma quando le dissi della sua assenza non riuscì a nascondere una certa delusione.
MAR: Peccato, era soltanto per invitarvi dopo cena a bere uno spumantino da me.
Non mi sembrò gentile lasciarla sulla soglia così mi scostai per farla accomodare e subito dopo le chiesi se l’invito era legato a qualche ricorrenza particolare.
MAR: Nulla di eccezionale….visto che oggi sono arrivata alla “tenera età” di 68 anni e mi avrebbe fatto piacere condividere con voi un piccolo brindisi….da sola non è il massimo.
Rimasi nel contempo meravigliato per i suoi anni portati veramente alla grande e un po’ imbarazzato perchè non sapevo se era opportuno farmi avanti per brindare io insieme a lei ma mentre cercavo la soluzione più elegante per trarmi da quell’impaccio fu lei a risolvere subito i miei dubbi…
MAR: Anche se mi farebbe piacere non mi azzardo neppure a chiederti di salire da solo……lo so bene che sei uno che vuole starsene in santa pace…..
Ma quel brindisi mi stava improvvisamente allettando…….
IO: E se ti dicessi che invece mi farebbe piacere?
Mi guardò abbastanza sorpresa poi rispose
MAR: Credi che a Monica possa dar fastidio?
IO: Sai che è gelosa per principio ma visto che si tratta di un semplice brindisi posso anche decidere di non dirle nulla…non ci vedo nulla di male
MAR: Sono molto contenta, adesso mi vado a fare un bel bagno caldo e a mangiare qualcosa…se ti sta bene dalle nove in poi puoi salire quando vuoi.
Le dissi che a quell’ora andava benissimo e lei tornò a casa sua.
Dopo una bella doccia e un bel piatto di tagliatelle al ragù, salii da lei poco dopo le nove e un quarto con una bottiglia di Berlucchi che proprio all’ultimo momento ricordai di avere nel mobile bar.
IO: Mi dispiace che sia ancora da mettere in fresco
MAR: Non dovevi disturbarti ma sono contenta….lo gradisco molto…lo metto subito nel freezer

Poi mi fece accomodare sul suo bel divano a tre posti di tessuto rosso granata e lei nel frattempo andò ad inserire nel lettore dell’impianto stereo un cd di musica classica, dandomi modo di ammirare le sue ancora invidiabili forme tenute così poco nascoste da quel corto vestito di maglina leggera …… mmmmm….l’attempata vedova mi stava facendo eccitare troppo!!
Venne a sedersi sistemandosi sul lato opposto al mio e cominciammo a chiacchierare del più e del meno…… soprattutto lei. Dopo un pò mi disse di avere la necessità di distendere per qualche minuto le gambe sul tavolino di cristallo posto dinanzi al divano chiedendomi se mi avesse dato fastidio. La rassicurai del contrario così lei si sfilò le infradito e facendosi scivolare leggermente sullo schienale si sistemò in quella più comoda posizione.
IO: Hai i piedini di una ragazzina…. complimenti|
MAR: Grazie Claudio, ma ogni tanto mi fanno un pò tribolare per via della circolazione… così sono costretta, soprattutto a fine giornata, a farli riposare insieme alle mie povere gambe.
IO: Non pensi che un bel massaggino sarebbe molto più efficiente?
MAR: Penso di si, qualche volta lo faccio da sola, non è il massimo ma sicuramente costa molto meno……..
IO: Qualcuno dice che me la cavo benino e se ti andasse di provare …. sono più che disponibile.
Girò lo sguardo verso di me sfoderando un sorriso leggermente malizioso…
MAR: Se è gratis…. lo accetto volentieri!
IO: Sono pronto, scendo un attimo a prendere un flaconcino d’unguento profumato per massaggi, chiamo Monica per salutarla e tra cinque minuti sono di ritorno.
MAR: Anche l’unguento…. allora è una cosa seria…. io intanto tolgo lo champagne dal frigo e quando risali lo stappiamo!
Mentre uscivo mi consigliò di mettermi più in libertà visto il caldo afoso che era ricomparso in quei giorni.
Pensai che aveva proprio ragione e prima di risalire indossai una polo e un paio di pantaloncini corti al posto della camicia e dei jeans e ai piedi comode ciabattine da mare a sostituire le ingombranti scarpe da passeggio.

Sul tavolino di cristallo era già pronto il vassoio con il Berlucchi e due flute. Facemmo il primo brindisi di quella calda serata….. e dopo aver nuovamente riempito i bicchieri lei andò a rimettere la bottiglia in fresco. Era arrivato il momento di dedicarmi ai suoi piedini bisognosi di un pò di sollievo.
Mi sedetti ben composto su un lato del divano e a quel punto dissi a Mariagrazia che poteva poggiare i piedi sulle mie gambe. Si levò le ciabattine e si distese poggiando la testa sul bracciolo e subito dopo i miei pantaloncini accolsero le sue sensuali estremità.
Iniziai a toccarli molto delicatamente sul dorso e sotto la pianta per poi dedicarmi un poco alle dita minute dei suoi piedini con quelle molto più vigorose delle mie mani. Erano curati alla perfezione come perfette trovai le sue unghie laccate e lucidissime.
MAR: Ma lo sai che sei bravissimo?
Lo disse a voce bassa, quasi sospirando.
In quei tre o forse quattro minuti il mio sguardo era rimasto concentrato solo in quel punto e quando, alle sue parole, lo spostai sul resto del suo corpo sussultai all’istante. Nel distendere le gambe verso di me il suo mini vestito evidentemente non aveva fatto altrettanto…. lasciandomi godere della inaspettata visione di quelle mutandine di seta bianca sotto le quali il trasparire dell’oscuro cespuglio mi portò ad una eccitazione immediata.
Fortunatamente Mariagrazia, completamente abbandonata al mio “massaggino”, se ne stava ad occhi chiusi e per qualche istante potei continuare ad osservare quello spettacolo in mezzo alle sue gambe……..e per evitare inmbarazzi successivi volli interrompere un momento con la scusa di sorseggiare un po’ di spumante. Le spostai i piedi per potermi sporgere verso il tavolino. Lei probabilmente si accorse di essersi quasi “denudata” si tirò il bordo del vestito verso le ginocchia nel momento in cui si rimetteva seduta per gustarsi con me ancora un pò di “bollicine”.
MAR: Ma hai già finito?
IO: Nooooooo, era solo un breve preliminare…… adesso sarò più professionale…
Ridendo poggiai sul tavolo il mio bicchiere ormai vuoto, lei sorseggiò le ultime gocce e fece altrettanto. Ci rimettemmo subito posizionati come prima ma stavolta la vidi attenta a non scoprirsi oltre il lecito.
Stavolta le mie mani cominciarono a muoversi più decise di prima e dopo qualche minuto notai la sua mano destra abbandonare la spalliera del divano per spostarsi appena sopra il ginocchio tenendo l’altra poggiata appena sotto il suo petto. Io pian piano spostai i suoi piedi dalle mie gambe verso la mia pancia concentrandomi nuovamente sulle dita ora quasi impercettibilmente sudate insieme alla pianta.
MAR: Vorrei andare a lavarmeli, credo sia meglio per te!
Per tutta risposta li avvicinai al mio volto e iniziai ad annusarli voluttuosamente in ogni punto, sopra….sotto….tra le dita…..
IO: Hanno un profumo stupendo…. non pensarci neppure!
Rimase in silenzio per alcuni secondi poi quasi con vergogna cominciò a sussurrare….
MAR: Claudio, ho paura a dirlo ma ti devo confessare una cosa……
IO: Non devi avere paura di nulla….dimmi pure….senza problemi
Ancora attimi di silenzio prima di ascoltare la sua sofferta confessione….
MAR: Mi stai facendo eccitare in un modo inimmaginabile!!!!!
IO: E questo ti fa paura? Io credo di essere eccitato come e più di te!!!!!
MAR: Fermiamoci qui, ti prego, hai trent’anni meno di me e una moglie dolcissima e che mi è amica….. non mi sembra giusto tutto questo…
IO: Forse non è giusto ma in questo momento desidero soltanto continuare a godermi con te questa serata che trovo straordinariamente colma di erotismo….. è il tuo compleanno… e tutti e due abbiamo la stessa voglia…sei davvero convinta di doverci fermare proprio ora?
Mariagrazia si coprì il volto con la mano che prima poggiava sul vestito come a voler meditare sulle mie parole….. poi emise un lungo sospiro che l’aiutò a riprendere fiato….
MAR: No Claudio, non mi voglio fermare!!!!
Ripresi ad accarezzarle i piedi ora poggiati sul mio petto, vidi la mano che poco prima le copriva il viso scivolare in basso per poggiarsi all’altezza del ventre mentre l’altra andò a nascondersi sotto il vestito fermandosi all’interno della coscia destra. Mi chinai quel poco che mi consentisse di inebriarmi ancora del conturbante odore dei suoi piedini sempre più sudati e quando finalmente mi decisi percorrerli con la mia lingua il mio pene divenne duro in pochi istanti. Li leccai provando un gusto sublime che crebbe ancor di più quando. una ad una, presi a succhiarle tutte le dita e a quel punto vidi il repentino movimento della mano di Mariagrazia per spostarsi proprio nel mezzo delle sue cosce ancora nascoste da quel vestitino ormai divenuto superfluo. Cominciò a toccarsi aprendo istintivamente le gambe….il mio sudore non provocato dal caldo ma dall’eccitazione aumentò il suo incedere nel vedere quel dito medio strofinarsi lungo quel tratto di seta già umida. La mia inaspettata compagna di quella notte da favola aprì un momento gli occhi incontrando subito il mio sguardo “estasiato”, mi sorrise e smise di toccarsi spostando la sua mano nuovamente sulla spalliera del divano….. ora la bagnata trasparenza di quella seta mi stava mostrando quel cespuglio nero diviso da un solco roseo spaventosamente dilatato!!!!!!!!
Si alzò quasi di scatto e rimettendosi le infradito mi disse che doveva andare un secondo in bagno chiedendomi intanto di riempire i bicchieri…… cosa che feci molto volentieri.
Tornò in salotto dopo una decina di minuti almeno. Dai movimenti provenienti dal bagno avevo capito che si era voluta fare una veloce doccia anche perchè le punte dei suoi capelli lunghi solo sino alle spalle erano in qualche punto leggermente bagnate. Mancava ormai poco alla mezzanotte e io ridendo le ricordai che quello era l’ultimo brindisi dedicato al suo compleanno.
MAR: Allora finiamo la bottiglia entro dieci minuti…… vorrà dire che dopo la mezzanotte il mio modesto spumante dolce lo berremo brindando solamente a questa pazza e quasi inverosimile serata….
Mariagrazia riportò in cucina bottiglia e flute ormai vuoti e quando rientrò nel salottino feci il cenno di rimettermi a sedere sul divano lei mi afferrò la mano per accompagnarmi nella sua stanza…..
MAR: Qui forse si sta un pò più comodi……
Così dicendo si andò a sedere nel centro del suo lettone e muovendo la mano mi fece cenno di accomodarmi lì sopra con lei. Non aspettavo altro.
MAR: Vuoi continuare il massaggio qui?
IO: Soltanto ai tuoi dolci piedini?
MAR: Decidi tu dove vuoi…..
Le sollevai il vestito di maglina sfilandoglielo per poi riporlo sul fondo del letto. Il suo seno nudo e chiaro come il resto della sua pelle lo trovai perfetto per i miei gusti… non eccessivamente prosperoso e con i capezzoli non troppo accennati…. l’aiutai a distendersi….. si era cambiata le mutandine…. sempre di seta ma di un rosa tenue…. e in trasparenza l’ombra del suo cespuglio…. e la mia voglia ebbe il sopravvento sul “massaggio”….. dovevo subito annusare e assaporare tutto il resto del suo corpo.
Quasi le feci male nella foga di sedermi su di lei ancora vestito per poter iniziare a leccarla sul collo, sulle spalle e poi sul seno iniziando a succhiarle quei capezzoli che sentii inturgidirsi tra le mie labbra…. poi andai più giù per provare i suoi sapori più nascosti…sentii le sue mani quasi strapparmi la Lacoste di dosso e subito dopo afferrarmi e slacciare il bottone che teneva chiusa la parte superiore dei miei pantaloncini…. mi abbassai la lampo e li tolsi gettandoli lontano….. scesi un attimo dal letto per sfilarmi gli slip… il mio cazzo era turgido all’inverosimile… dal mio glande vidi uscire le prime gocce premonitrici….. le vide anche Mariagrazia che alzò il busto per piegarsi verso me…. afferrò le mie natiche con le sue piccole mani e la sua lingua andò a pulire quel mio liquido di piacere prima di sentire la sua bocca vogliosa impossessarsi del mio membro ancor più voglioso….. mi tirai indietro e la spinsi risoluto sulle lenzuola, le aprii le gambe e finalmente tuffai il mio viso in mezzo alle sue cosce……
Le mie narici apirarono l’odore più gratificante mai sentito e la mia bocca fu riempita dall’umore più libidinoso mai assaggiato….. me ne ci cibai in modo forsennato fino a quando sentii Mariagrazia implorarmi di possederla.
Fui subito sopra di lei e la penetrai immediatamente…. il mio membro pulsante scivolò in fondo alla sua caverna infuocata…. la sua bocca andò a cercare la mia prendendo possesso della mia lingua impastata dal suo intimo succo….. le unghie delle sue mani quasi penetrarono la mia schiena….le sue gambe avvinghiate intorno al mio bacino cominciarono a tremare come tutto il resto del suo corpo……poi staccò la sua bocca dalla mia per emettere subito dopo un gemito irreale e mentre il suo orgasmo quasi spasmodico la travolgeva totalmente io cominciai a inondare la sua immensa fica, chissà da quanto tempo inviolata, da una incredibile serie di schizzi del mio bollente sperma.
Trascorsero almeno cinque minuti prima che i nostri corpi trovassero la forza di dividersi dopo quell’amplesso così appagante e coinvolgente……
Indossai i miei vestiti mentre Mariagrazia si mise addosso solo una t-shirt che a malapena le copriva il pube.
Tornammo in salotto e poco dopo ci gustammo beati un bicchiere del fresco spumantino dolce…….non commentammo quanto era appena accaduto…..tutto era stato talmente bello che ad entrambi sembrò la cosa più giusta per non scalfire quell’atmosfera stupenda e forse difficilmente ripetibile. Mi congedai da lei dandole un semplice ma tenero bacio sulle labbra.
Scendendo i primi gradini mi voltai solo un momento per osservare pensieroso la porta ormai chiusa della “vedova del secondo piano”…………………………………………………………….

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: La vedova del secondo piano

La fruttivendola

novembre 14th, 2013 by antonio marino | Posted in incontri, Racconti Erotici, Sex, Tradimenti, trasgressivo   No Comments »

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Le vacanze estive quest’anno le avevo programmato all’insegna del riposo assoluto: due settimane in campagna dai parenti di mia moglie, quindici giorni senza fare assolutamente nulla eccetto mangiare e dormire e soprattutto senza guidare, visto che ogni giorno per lavoro macino chilometri su chilometri. Il primo giorno la mia vacanza ha rispettato in pieno il programma ma il secondo ecco che mia moglie mi chiede di andare a comprare della frutta. A nulla sono valse le mie proteste, sono dovuto andare dal fruttivendolo che, per mia fortuna, distava poco dalla casa ma non tanto da poterci andare a piedi. Con lo stesso entusiasmo con cui si va dal dentista mi sono messo in macchina e, presa la lista, sono partito. Fortunatamente nei paesini di campagna non ci sono problemi di traffico e di parcheggio per cui in pochi minuti sono arrivato proprio davanti alla bottega che mi avevano indicato. Parcheggio, scendo dall’auto, prendo le buste vuote ed entro: mi accoglie una visione da favola. Il fruttivendolo era una fruttivendola e che ragazza! Alta, bruna abbronzata, lunghi capelli corvini raccolti in una coda di cavallo e, soprattutto, un fisico da pin up. Indossava un paio di jeans attillatissimi e una canottiera azzurra che fasciava il suo ampio e sostenuto decolté, un davanzale davvero notevole, non indossava reggiseno e distinguevo chiaramente il rigonfiamento dei capezzoli. Restai letteralmente senza parole, impietrito, all’ingresso del negozio. La ragazza sfoggiò un sorriso a trentadue denti e mi chiese cosa desiderassi. “Frutta” dissi. “Ehm, quale?” mi chiese. “Questa – risposi – me ne dà un chilo.” “Questi sono peperoni” mi fece notare sorridendo ironicamente. Ero nel pallone più totale, fortunatamente mi ricordai di avere la lista, la presi e gliela consegnai. Mentre preparava le cose scritte nell’elenco non le toglievo gli occhi di dosso. Molte cose segnate si trovavano nelle ceste poste in basso per cui ogni volta che si abbassava i miei occhi si tuffavano nella sua scollatura o, se mi dava le spalle, si perdevano nel suo sedere immenso. Aveva quasi finito di preparare il tutto quando mi chiese se fossi del posto. Le risposi che ero in ferie e che sarei rimasto solo due settimane in vacanza. Mi disse che lei era stata in vacanza al mare in Puglia e mi fece vedere alcune foto che aveva sul cellulare. Fui felice di poter ammirare quel capolavoro della natura: un due pezzi ridottissimo copriva a malapena un corpo da favola. Sentivo l’eccitazione crescere in me di pari passo ad una sensazione di calore asfissiante. In realtà il calore non era solo una sensazione perché anche lei si sventolava continuamente ed era madida di sudore. L’idillio fu interrotto dall’ingresso di una cliente, pagai ed uscii. Il resto della giornata fu occupata dal pensiero continuo e martellante della fruttivendola e del suo fisico da sballo. Il giorno dopo alle otto ero già pronto per uscire ed andare a fare la spesa. Mia moglie mi disse: “Sapevo che non avresti resistito a stare senza far nulla tutto il giorno, fortunatamente qui siamo in tanti e occorre comprare qualcosa tutti i giorni.” Annuii con un sorriso e la baciai sulla fronte dicendole “Solo tu mi capisci.” Impiegai ancora meno tempo a raggiungere il negozio.  Giusi – così si chiamava – era dentro, oggi indossava un’altra canottiera e una minigonna che metteva in risalto le lunghe gambe color ambra. Chiacchierammo un po’, si interessò molto al mio lavoro, mi chiese della mia famiglia. Poi mi parlò di lei, mi disse che proprio prima dell’estata era stata mollata dal fidanzato  – che pazzo – e che aveva trascorso le vacanze da sola. Finalmente cominciò a prepararmi le cose che mi occorrevano o meglio quelle che mi venivano in mente perché non avevo la lista e non sapevo assolutamente cosa prendere. Quello che mi interessava era che le cose di trovassero in basso in modo da potermi perdere in quella abbondanza di delizie. Ad un certo punto alzai lo sguardo e vidi alcune bottiglie di vino in alto sugli scaffali. Stranamente non erano a portata di mano ma quasi a tre metri di altezza, per cui occorreva una scaletta per prenderle. Le chiesi il motivo e mi disse che più di una volta i clienti nel prenderle le avevano fatte cadere e visto che nemmeno si vendevano tanto perché erano ritenute costose dalla gente del posto, che il vino se lo faceva da sola,  le aveva messe in alto e le prendeva su richiesta. Mi venne un colpo di genio e le chiesi di prendermene una. Prese la scaletta e vi salì sopra. Le porte del paradiso si aprirono al mio sguardo. Le guardai tra le cosce ammirando quelle due colonne di carne che si riunivano in due colline colore dell’oro ricoperte da minuscole mutandine bianche che lasciavano uscire ciuffetti di peli neri prima di perdersi nel profondo delle natiche. Le chiesi di prendere un’altra bottiglia più distante, si ripresentò la visione celestiale. Ne chiesi una terza e per la terza volta fui elevato nell’empireo. Ero completamente sconvolto, sentivo il mio membro pulsare e premere nei pantaloni. Avrei voluto affondare le mani nei suoi glutei e, ancora sulla scala, infilare la mia lingua nella sua foresta di peli neri. Ovviamente mi astenni dal fare qualcosa. Non ebbi il coraggio di osare per il timore che qualcuno potesse entrare nel negozio. Presi la mia roba, pagai e tornai a casa. Ero così eccitato che non diedi tempo a mia moglie di mettere a posto quello che avevo portato. La cinsi alle spalle, le sollevai la gonna, le abbassai le mutandine e la penetrai da dietro. Bastarono pochi colpi per farmi venire sul suo sedere capiente (anche mia moglie non era per niente male). La feci girare sollevandola e mettendola sul tavolo a gambe aperte, affondai la bocca nella sua vulva ancora bagnata e la leccai in profondità facendola godere.  Non era la prima volta che mi succedeva per cui mia moglie non  trovò nulla di strano nel mio comportamento. Spesso facevamo l’amore appena svegli o al mattino prima di andare al lavoro quando la vedevo uscire dalla doccia o quando ne uscivo io con il pene già eretto. Insomma non mi ci voleva nulla per infiammarmi e prenderla in qualsiasi momento della giornata. Ricordiamo ancora entrambi con piacere una memorabile domenica mattina quando l’avevo montata mentre lei montava a sua volta la panna.   Dopo un’oretta però una spiacevole sorpresa: ero di nuovo eccitato ed il mio pensiero correva a Giusi, alla visione delle sue cosce abbronzate, al suo seno, al suo didietro. Il mattino dopo con la scusa del caldo uscii alle sette. Arrivai al negozio nel paesino deserto, non avevo incontrato anima viva nel pur breve tragitto. Giusi era sulla porta, aveva appena terminato di sistemare la merce e si sventolava con una cartoncino di quelli che usava per scrivere i prezzi. Mi accolse con il solito sorriso e mi chiese se il vino mi era piaciuto. Le risposi che lo avevamo finito e che me ne occorreva altro. “Ne ho quanto ne vuoi” mi disse prendendo la scala. Anche questa mattina indossava la solita canottiera e la minigonna. Salì in alto e rividi  le due corsie dell’autostrada di carne che conduceva alla sua aiuola di peli neri ricoperti di candido pizzo. Mentre ero intento alla celestiale visione mi chiese di tenerle la scala “Non vorrei cadere, è vecchia e poco sicura.” Mi avvicinai al nirvana che si apriva al di sopra del mio capo. Potevo sentire il profumo che emanava dal suo sesso distante non più di un metro dal mio naso. Sentivo l’eccitazione divampare nel mio corpo e concentrarsi nel mio pene turgido di desiderio. Prese una bottiglia di vino e scese dalla scala. Si appoggiò a me che tenevo le due mani sul lati della scala, mi scostai repentinamente per timore che il contatto tradisse il mio stato. Risalì sulla scala per prendere un’altra bottiglia, guardai di nuovo, eccitazione si aggiunse a eccitazione. Ridiscese e ancora una volta sfiorò il mio corpo sospinto verso di lei. Questa volta non mi scostai subito ero teso come un arco ed attendevo solo un minimo cenno da parte sua, un segnale, una parola, per agguantarla e farla mia. Invece con un agile movimento si sottrasse al mio abbraccio e mi chiese cos’altro volessi. Ero confuso, perplesso. Possibile che non si fosse accorta che la desideravo e che mi stava facendo impazzire. Possibile che non si fosse accorta che le guardavo tra le gambe quando montava sulla scala, che scrutavo nella sua scollatura quando si chinava. Possibile che non si fosse accorta del mio membro eretto che formava un evidente rigonfiamento nei pantaloni e che doveva aver sentito quando ci eravamo toccati. Non riuscivo a capire: forse le piaceva essere oggetto del mio desiderio ma non aveva intenzione di concedersi, voleva solo torturarmi e farmi sbavare dietro di lei. Mi sentivo frustrato ma ero impotente, non potevo metterle le mani addosso anche se il suo corpo mi faceva impazzire di desiderio. Mi ripeté la domanda se desiderassi altro. Chiesi altre cose distrattamente e quando le ebbe preparate mi fece il conto. Pagai e stavo per raccogliere la merce ed uscire quando decisi di fare un tentativo per vedere se ci stava o meno. Le dissi “Ma quando mi farai provare la tua roba migliore?” “Quale?” mi rispose. Era il momento, dovevo rischiare il tutto per tutto, se fosse andata bene avrei avute aperte le porte del paradiso, se fosse andata male potevo sempre dire che aveva capito male: “Quella che hai tra le gambe.” Mi guardò un attimo senza dire nulla, non mi sembrava offesa né mi sembrava che non avesse capito bene, dallo sguardo però non riuscivo ad intuire quale sarebbe stata la sua reazione. Poi uscì dal banco e si diresse verso l’ingresso, chiuse la porta di vetro a chiave e girò il cartello da Aperto a Chiuso, quindi si voltò di nuovo verso di me e infilò le due mani nell’ampia scollatura, tirò fuori le due mammelle e mi disse: “Intanto assaggia questi due meloni.” Aveva appena pronunciato l’ultima sillaba che già le mie labbra si erano chiuse su uno dei suoi capezzoli succhiandolo avidamente. Con le mani intanto le avevo afferrato entrambe le natiche e stringevo vigorosamente. Staccai la bocca dal suo seno e la baciai con passione. Le nostre lingue si intrecciarono in un vortice di eccitazione. Sembravamo due assetati che hanno trovato la loro fonte di acqua fresca. Le ficcai un dito nell’ano mentre la spingevo verso il mio sesso turgido ma ancora imprigionato nella sua gabbia di stoffa. “Aspetta – mi disse – non qui, andiamo sul retro.” Entrammo in una porta dietro il bancone e ci trovammo nel retrobottega, un piccolo locale con alcune cassette di frutta e una brandina. Ci buttammo sul giaciglio per consumare il nostro amplesso. Mi tolse la camicia baciandomi sul petto e succhiandomi a sua volta i capezzoli. Io nel frattempo mi ero tolto le scarpe e slacciato la cintura dei pantaloni. Lei completò l’opera aprendo la chiusura a liberando finalmente il mio sesso impennato. Lo impugnò e se lo mise in bocca. Succhiava avidamente dandomi sferzate di piacere. Le sfilai la canottiera afferrandole il seno e ricominciai a tormentarlo con le mani, poi le misi le mani sui lati della testa e cominciai a muoverla su e giù mentre lei teneva sempre in bocca il mio sesso. Mi venne il desiderio di assaporare il suo. La staccai da me, la feci distendere sul letto e le sfilai la minigonna e le mutandine: ai miei occhi si aprì la bellissima foresta nera solcata da una lingua di lava rossa e bagnata. Volli immergere la mia bocca in quel lago a forma di fiore rosso. Mi aprii la strada con la lingua tra gli anfratti della sua caverna di piacere, succhiai il nettare odoroso che mi aveva inebriato quando sulla scala ne avevo sentito l’aroma. Giusi mugolava e mi teneva le mani ben salde sul capo. Leccai, succhiai, rovistai con la lingua finché non mi ordinò, implorandomi, di prenderla. La penetrai dolcemente affondando contemporaneamente il viso nel suo seno immenso. Mi sembrava di essere avvolto completamente da lei, eravamo una sola entità. Cominciai a muovermi dentro di lei affondando la mia verga di carne nelle sue profondità: ogni colpo sempre più forte e sempre più profondo. Aumentai man mano il ritmo assecondando i suoi movimenti e gli incitamenti che mi dava. Il suo ansimare si fece più forte e veloce all’unisono con il mio. Eravamo entrambi madidi di sudore. I nostri respiri componevano una sinfonia ritmata con il cigolio della brandina. Ancora qualche momento ed esplodemmo entrambi nel gran finale: Giusi con un urlo strozzato venne affondandomi le unghie nella schiena e in uno spasmo di piacere io, un attimo dopo di lei, inarcai la schiena e dopo aver dato l’ultimo colpo di reni  estrassi il mio membro dalla sua vulva vibrante per l’orgasmo appena provato. Lo afferrò subito con una mano sostituendola alla vagina e muovendola velocemente. Le venni sul ventre inondandola di caldo umore, poi mi accasciai su di lei, unimmo le nostre labbra e ci abbandonammo esausti al momento catartico che segue l’estasi.

 

 

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: La fruttivendola

Un aperitivo al cioccolato

ottobre 4th, 2013 by SAMYGRANDE | Posted in incontri, Racconti Erotici, Sex, Tradimenti, trasgressivo   No Comments »

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L’acqua calda della doccia scende lungo il mio corpo nudo, mi massaggio delicatamente il corpo col bagnoschiuma. Una profumazione orientale si sprigiona nella stanza da bagno, facendo vagare la mia mente in luoghi lontani,paradisiaci, spiagge bianche,  mare azzurro e giornate piene di sole. Sono rilassata e compiaciuta, mi accarezzo i seni con le mani, massaggiandoli lentamente e delicatamente, scendo lungo il mio ventre piatto e poi dietro suimiei glutei sodi.

Verso sulla mani un altro po’ di bagnoschiuma ed inizio a massaggiarmi i piedi, salendo su per le caviglie, fino alle cosce affusolate.
Il mio corpo è così tonico, la palestra ha un effetto veramente positivo sulla mia forma fisica, non solo per gli attrezzi che uso, ma per gli incontri che faccio e che mi consento un’attività aerobica extra almeno tre volte la settimana. Come mi piacciono gli uomini muscolosi, i bicipiti pulsanti da accarezzare, i pettorali da leccare, le gambe muscolose da cui farsi stringere,i glutei solidi che nascondono il buchetto dell’ano da slinguacciare, i cazzi duri che ti scopano in tutti i buchi e posizioni…. mmm.

Ecco cosa manca sulla spiaggia un bel bagnante moro e abbronzato.

Ho ancora voglia, quanta voglia.
Inizio a sciacquarmi usando l’acqua fredda, i capezzoli sono sempre più dritti e duri, dirigo il getto freddo sulla mia vagina, apro le grandi labbra e inizio a massaggiarmi. L’eccitazione cresce, voglio un orgasmo! Continuo a risciacquare il mio corpo eliminando ogni residuo di sapone. Infilo un ditino nel culetto è aperto e voglioso anche lui, ne infilo un altro e stantuffo un altro po’.

Chiudo l’acqua ed esco dalla doccia, mi asciugo delicatamente ed inizio a prepararmi per la serata, resistendo all’impulso di masturbarmi e arrivare così all’appuntamento con un bel po’ di fame…

Non trascuro alcun particolare: Carlo adora i piedini ben curati, li massaggio con un olio
idratante e rifinisco la manicure con uno smalto rosso brillante, infilo le autoreggenti nere, con il bordo di pizzo alto, proprio come piace a lui,completo l’intimo con un body nero e rosso di pizzo aperto sia sul seno che sulle mie parti basse.

E’ da molto che non ci vediamo e, soprattutto, che non ci facciamo una bella scopata.

Un vestitino a fascia nero mi aderisce completamente al corpo, arrivando a coprirmi fino a metà coscia, stivali di pelle nera coi tacchi a spillo chiodo di pelle e un tocco di profumo… ok sono pronta. Mi specchio e non posso fare a meno di eccitarmi di nuovo, farei perdere la testa a chiunque.

Suona il campanello, chi può essere rischio di fare tardi al mio appuntamento… uff!!!
E’ Tinè, il ragazzo capoverdiano che fa da badante al mio vicino Umberto. E’ un bel ragazzone creolo, prima di venire in Italia faceva l’animatore turistico  in un villaggio, è lì che ha imparato molto bene l’italiano.  Non ci siamo mai parlati, anche se ha un corpo statutario.
Apro la porta: “Ciao”.
“Ciao, avrei finito lo zucchero e Umberto vuole un caffè. Puoi prestarmene un po’?”.
“Certo, ora lo prendo”.

Mi piego verso lo scaffale basso in cucina, sento il vestito che sale scoprendo le gambe e avvolgendo, se possibile, ancora di più il mio sedere.

Sento una mano infilarsi fra le mie cosce e arrivare alla mia fighetta, che era pronta ad esplodere già da un pezzo. Resto in quella posizione, sono già eccitata e disponibile. Sento un dito sfregarmi le grandi labbra ed impregnarsi dei miei umori. Ora gira la mano inducendomi ad allargare le gambe. Infila un dito nella fighetta e poi subito un altro, inizia a stantuffarmi delicatamente  facendomi gemere di piacere. Mi solleva il vestito e con una mano mi spinge la schiena verso il basso, mettendo così in bella mostra la mia fighetta rasata di fresco.
Sento qualcosa di duro poggiarsi sul mio clitoride e strusciarsi contro di esso furiosamente facendomi gemere ancora di più. Mi allarga la fighetta con le mani e lo sento entrare, finalmente! Grosso e duro, entra dentro lentamente, poco alla volta. Inizio ad urlare dal piacere, i suoi movimenti sono lenti e delicati, accendendo in me ancora più desiderio.

Sono al limite del piacere, lo voglio sentire in tutta la sua forza: “Scopami, dai più forte! Fammi tua!!” E all’improvviso i suoi movimenti si fanno più veloci e, cazzo! sento un bruciore improvviso e caccio un urlo di dolore e piacere: “E’ enorme!” Ora sento le sue palle gonfie sbattere contro la mia fighetta accaldata e dolorante. Mi possiede tutta, con forza e vigore, urlo come un’assatanata senza mai riprendere fiato.

Con una mano mi sgrilletto il clitoride e esplodo in un’enorme orgasmo, bagnando tutto quel lungo cazzone coi miei umori.

Esce dalla mia fighetta e risistema quell’enorme pacco nei pantaloni, non dandomi neanche il tempo di poterci giocare un po’.

Si piega, prende lo zucchero e si gira verso la porta.
“Devo andare, il caffè sarà venuto su ormai.”
“Aspetta, io… stanotte posso prepararti un buon caffè se ti và.”
“Verrò a suonare alla tua porta quando rientri” e chiuse la porta dietro di sé.

Sistemo il vestito, un ultimo sguardo allo specchio e mi avvio, Carlo mi sta aspettando, certo dopo questo aperitivo speriamo che la cena sia sostanziosa, male che va c’è lo spuntino di mezzanotte ad aspettarmi…

 

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: Un aperitivo al cioccolato

Mia mamma e gennaro parte 2

settembre 19th, 2013 by trasgressione.pura | Posted in cuckold, Etero, Racconti Erotici, Tradimenti, trasgressivo   No Comments »

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Salve ragazzi sono di nuovo io con una altro racconto che vede protagonista sempre la mia mammina e quel super dotato di gennaro
se volete contattarmi il mio contatto è sempre
trasgressionepura@hotmail.itEra passata una settimana da quando avevo sorpreso mia mamma a scopare con il mio amico di infanzia gennaro e ancora non potevo capacitarmi di come fosse potuta succedere questa cosa ma la cosa che più mi sembrava assurda era che non potevo non segarmi ripensato a quel cazzo duro e venoso entrare nella figa vogliosa e bagnata di mia mamma…quella stessa figa dalla quale io ero uscito….
quello che vi raconto è successo ieri… mi sono dovuto recare all’università per sostenere un esame importante e mia mamma sarebbe rimasta sola tutta la giornata visto che mio padre lavorava….ieri contattai gennaro e venni a sapere che anche lui sarebbe rimasto a casa da solo…naturalmente era chiaro che il mio amichetto sarebbe salito e avrebbe chiavato quella troia di mia mamma. Mamma era sempre più strana, sempre più rilassata e come non comprenderla visto che si faceva galoppare da quel porcone voglioso di gennaro con quel cazzo sempre scapocchiato???
un cazzone venoso che come ricordo è lungo ben 23 cm…
Fatto sta che poco prima di sostenere l’esame decisi di chiamare mia mamma per vedere cosa stesse facendo e vuoi per fortuna vuoi che sono destinato a essere un figlio di puttana contento mentre parlavo con lei sentii il campanello della porta bussare…”Mamma chi è?” ” è Gennaro…”
“cosa vuol….” “scusami antonio ma devo andare la mamma di gennaro mi vuole, Ciao!”
Che stronza! io la chiamavo per avere un pò di conforto e lei mi abbandona per un cazzo?
Era successo infatti che quando gennaro busso aveva il pisello fuori e mia mamma vedendolo moscio non poteva non farglielo diventare duro…ma ormai lo avrete capito…mia mamma è una zoccola e gli piace il cazzo….
Passarono due ore e io sostenni l’esame prendendo 30 e lode! Decisi di richiamarla per dirle del voto e per farmi fare qualche bel complimento ma naturalmente mia mamma aveva in mente un altro programma….
“Pronto?” (in sottofondo sentivo mamma che godeva come una troia ma la cosa che mi eccitava di più era sentire il rumore della lingua di gennaro che passava tra le labbra di mia mamma)
“Mamma ho preso 30 e lode!”
“siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii bravooooooooooooooooooooooooo”, naturalmente la sua reazione era un modo per poter urlare il suo godimento senza che io sospettassi di nulla….naturalmente io sapevo che lei si stava facendo galoppare…quella cessa!
“mamma ma che stai facendo?”
“nulla figlioletto mio…. sono così contenta…mmm siiii il mio ometto così bravo…”
ad un certo punto sentii in sottofondo ” e io?”
e mamma cercando di coprire il telefono per non farmi sentire ” ma dai genny non fare il geloso lo sai che sei il mio stallone ma fammelo abbabbiare un pò ad antonio sennò rompe lo sai anche tu”
” si hai ragione è proprio un coglione ma ora te lo schiatto tutto in culo e voglio che tu continui a parlare con lui…”
a questo punto quella stronza di mia mamma invece di dissuaderlo si mise addirittura a pecorina!
“antonio mmm….” ” mamma che c’è sempre che ti stai sforzando…”
“beh sto in bagno oggi non ho avuto tempo di andarci pur di preparare la cena al mio ometto…”
intanto sentivo chiaramente le palle piene di gennaro sbattere sul culo di mia mamma e la cosa mi eccitava tanto…non potevo restare col cazzo duro in aula così decisi di andare in bagno…
“mamma ma cos’è questo rumore ritmatico?” e lei:” amore è la goccia d’acqua che cade si senti?
si si si la gocci entra nel buco del lavandino” a questo punto iniziarono entrambi a ridere ma io non riescivo a provare rabbia….ma solo eccitazione così iniziai a segarmi nel bagno dell’uni…
“mamma ma c’è qualcuno?” “no amore che dici!”
“ma io sento delle voci!” “amore ma sarà la televisione…”
“mamma ma non stai in bagno?”
“a si e sarà una interferenza” intanto quel porco di gennaro si era avvicinato al cell e aveva iniziato ad ansimare per farmi sentire…quel bastardo! ma quanto ci sapeva fare!
mamma ricopri di nuovo il cell e senti gennaro dirle:” troia stao per sborrare ma non voglio venirti in culo voglio farla bere ad antonio!” e mia mamma:”ma sei scemo e come facciamo?”
e lui:”prendi la coca cola che sborro dentro così la beve quel coglione di tuo figlio,quella zoccoletta di tua figlia e quel cornuto di tuo marito!”
“antonio dai torna presto così festeggiamo… lo sai che gennaro mi ha portato una bella bottiglia di coca cola?” e io da bravo coglione:”ma come è gentile :) quando torno lo ringrazio” e lei:”sisi ringrazialo io già ci ho pensato…” e certo che ci aveva pensato quella zoccola gli aveva dato anche il culo!
fu allora che sentii rumori cagneschi fortissimi! i due porci avevano sborrato…
ragazzi…quella sera bevi la coca cola molto ma molto volentieri…ma le sorprese non erano finite….gennaro aveva sborrato due volte….volete sapere come lo sapevo? beh quando quella sera mi andai a mettere a letto il cuscino aveva delle chiazze acri al gusto e all’odore….beh ragazzi quella sera feci proprio un bel sogno SBORRATO!

Ragazzi questo racconto mi è stato suggerito da un lettore spero vi sia piaciuto
scusatemi in anticipo per i dialoghi ma non sono molto bravo col discorso diretto
per consigli e suggerimenti
trasgressionepura@hotmail.it o su skype trasgressione.pura

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: Mia mamma e gennaro parte 2

Mia mamma gennaro e il suo papino parte 2

settembre 19th, 2013 by trasgressione.pura | Posted in cuckold, Etero, Racconti Erotici, Tradimenti, trasgressivo, Trio   No Comments »

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Eccomi di nuovo pronto a raccontare di un altra bella cavalcata tra gennaro il suo rozzo papino e della mia dolce mammina succhiacazzi
come sempre se volete fare un commento o darmi un suggerimento potete scrivere o aggiungermi su msn
trasgressionepura@hotmail.itLa settimana scorsa sono stato davvero molto male, ho iniziato con una febbricola che poi si è trasformata in una iperpiressia molto grave. Finchè avevo la febbricola mamma continuava a scendere dalla “mamma” di gennaro per farsi la sua buona dose di cazzo che il amichetto amorevolmente gli offriva spesso insieme al suo caro papino. devo ammettere che mamma era proprio brava a casa infatti continuava a essere la dolce mammina di sempre…era davanti al cazzo duro che smetteva di essere razionale e si trasformava in una puttana.
Dopo un paio di giorno di febbricola la temperatura aumento e arrivo a poco più di 39 stavo molto male e in qualche modo prevalse l’istinto materno di non scendere a suchiare il cazzo ma di restare vicino a me, ma evidentemente la voglia era tanta….fatto sta che mentre stavo a letto molto stordito sento bussare la porta e indovinate chi era?
bravi il mio amichetto gennaro, era molto trasandato, aveva un pantaloncino corto che metteva in mostra il suo pacco e le sue gambe belle villose e una magliettina di quelle che si usano per casa.
Appena entrò lo sentii dire :” pina mia mamma ti vuole, ha detto che h comprato dei nuovi gelati a calippo e te li vuole far assaggiare…perchè non scendi?” e mia mamma di tutta risposta :” gennaro dì a tua mamma che avrei davvero tanta voglia di assaggiare un bel calippo ma ho antonio con la febbre alta e non mi va di lasciarlo solo…”
A quel punto gennaro volle vedermi ed entrò in stanza…ragazzi il suo pacco si era fatto gonfissimo e si poteva intravedere un pò di cappella che usciva dalla parte inferiore dei pantaloncini…io stavo molto male ed ero intontino ma comunque comprendevo e capivo e come se capivo quel cazzone…fatto sta che abbracciandomi non so se lo fece apposta ma premette il suo cazzo contro il mio fianco…
beh ragazzi decisi che era il momento di fare il rincoglionito più totale così alle domande di gennaro rispondevo in modo vago o completamente sbagliato…beh la natura è stata molto ma molto generosa con gennaro con il cazzone che si ritrova ma non tanto col cervello fatto sta che cadde nella trappola e in mia presenza disse a mia mamma
:” il frocetto di tuo figlio non capisce un cazzo potresti succhiarmelo ora davanti a lui e lui non capirebbe nulla…dai ora ti porto il calippo sopra ok? (altro…)

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Mia mamma e gennaro….una bella giornata di mare…

settembre 15th, 2013 by trasgressione.pura | Posted in cuckold, Etero, Racconti Erotici, Tradimenti, trasgressivo   1 Comment »

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Salve a tutti eccomi qui pronto a raccontarvi altre storie sulle avventure di mia mamma.
Per chi non mi conoscesse può leggere i precedenti racconti e farsi un idea.
Volevo raccontarvi di quello che è successo questa estate….
Io con la mia famiglia abbiamo deciso di andare al mare per sfuggire al grande caldo di questa estate a Napoli….naturalmente io da buon amichetto ho invitato il mio miglior amico Gennaro che come potete immaginare ha accettato di buon grado di venire con noi….siamo arrivati al mare e subito ci siamo spogliati negli spogliatoi che erano tre cabine attaccate un po’ malandate in verità piene di rattoppi per chiudere i buchi….
appena usciti non potei non notare gennaro….come è di moda a napoli aveva un costume a mutandina che ahime lasciava intravedere le sue grazie e subito notai gli occhi vogliosi di quella cagna di mia mamma manco non avesse visto un cazzo da anni…fosse stato per lei gli avrebbe fatto un bucchino con sburrata in bocca davanti a tutti….
andammo a mare ma mia mamma e gennaro preferirono rimanere sopra….non fecero nulla non vi preoccupate li tenevo sott’occhio…non appena salimmo loro iniziarono a scendere io mi asciugai e loro continuavano a stare in ammollo…ma erano abbastanza distanti….
notai che gennaro ogni tanto si mordeva le labbra….e allora capii… gennaro si stava facendo una sega con il piede di mia mamma sott’acqua!!! bastardi….lui che non evitava di scoparsi mia mamma nemmeno quando io gentilmente lo avevo portato con me….e lei sempre puttana e cagna!
Li raggiunsi a mare chiaramente seccati per il mio arrivo…il mare era agitato quindi non riuscivo a vedere il fondo ma a un certo punto gennaro iniziò a giocare con me buttandomi sott’acqua…era un modo per farsi continuare la sega e poter ansimare come un porco….dopo circa due minuti gennaro fece una megasborrata in acqua mentre io ero ancora sotto….quando mi rialzai notai che i due stronzi ridevano….sulla mia faccia c’erano fili di sborra che mia mamma con la scusa di accarezzarmi mi tolse….
sapevo che per gennaro quella sborrata era solo che un antipasto…lui da bravo stallone doveva montare…decidemmo di cambiarci i costumi e andammo negli spogliatoi…mamma in quello centrale e noi in quelli laterali….attraverso i fori dopo neanche
un minuto vidi uscire da un buco della cabina di mamma un grande cazzo….di 23 cm….era gennaro…mamma da brava mammina inizio a lubrificarlo con la bocca….passava la lingua ovunque da esperta pompinara sapeva che doveva soffermarsi sulla base della cappella e sulla regione del frenulo….sentii gennaro dirle che era proprio fortunato ad avere la mamma di un amico così e sopratutto un amico coglioncello come me…usci fuori e andai dietro la cabine… (altro…)

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Mia mamma e gennaro

settembre 15th, 2013 by trasgressione.pura | Posted in cuckold, Etero, Tradimenti   No Comments »

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Ciao a tutti sono un ragazzo di 20 e come si sa i ragazzi a questa età hanno gli ormoni a mille… amo tutto ciò che è trasgressivo quindi se volete potete contattarmi magari per fare qualche chiacchierata su esperienze e fantasie trasgressionepura@hotmail.it  o su skype trasgressione.pura Naturalmente onde evitare problemi i nomi sono inventati :P Gennaro è un ragazzo di 23 anni che abita nel mio parco, ci conosciamo da piccoli e siamo praticamente cresciuti insieme. Non è un bellissimo ragazzo ma ha il suo fascino; un pò di pancetta alto 176 capelli rasati ma la sua qualità è un’altra: un pisello da 23 cm e credetemi non sto scherzando, lo so bene perchè lo conosco bene. gennaro è molto esibizionista e quando era piccolo non faceva altro che far vedere il suo cazzo già molto grande,per non parlare di tutte le volte che si segava in mia presenza… oltre a essere lungo il suo pisello e anche molto grosso inoltre è circonciso quindi aveva sempre quella cappella fuori che faceva venir voglia di succhiare. purtroppo non sono stato io a godere di quel bastone di carne duro e venoso… ma mia mamma. ma è meglio che racconti tutto dall’inizio. io e gennaro abbiamo perso un pò i contatti purtroppo visto che crescendo abbiamo scelto vie diverse ed erano mesi che non ci sentivamo tranne che per pc. anche se viviamo a pochi metri di distanza non ci sentiamo più spesso. nell’ultimo periodo gennaro ha iniziato a bussare sempre più spesso ma non chiedeva di me bensi di mia mamma. All’inizio non ci feci molto caso capitava spesso che le nostre mamme si chiamassero passassero del tempo insieme e anche quando rispondevo io lui mi diceva che era la mamma a chiamare mia mamma. la storia andò avanti per alcune settimane poi un bel giorno accadde qualcosa che evidentemente i due porchi non avevano previsto. la mamma di gennaro, che evidentemente non era a casa, mi chiamò a casa chiedendomi di passargli mia mamma… qualcosa non quadrava mamma era già scesa giù! così le dissi che non c’era. per mia fortuna gennaro abita al primo piano così era semplice vedere cosa succedeva in casa sua. sceso giù senza farmi sentire mi metto vicino la finestra della camera di gennaro e non c’era nessuno ma quando vado nella finestra della camera dei genitori vedo una scena che non mi sarei mai aspettato: mamma con le gambe aperte sulle spalle di gennaro che si faceva scopare come una grande troia…la mia mammina che mi aveva messo al mondo ora scopava con un ragazzo della mia età? Rimasi scioccato di quanto mia mamma fosse troia… quella stronza ad ogni affondo gridava che ne voleva di più! ma come cazzo faceva se gennaro aveva una bastone di carne di 23 cm? ad un certo punto gennaro le disse che era una grande puttana e che era fantastico scoparsi la mamma di un suo amico se poi quell’amico ero io era ancora più eccitante…mamma gli chiese cosa avesse voluto dire e lui rispose che ero un coglioncello che non capiva un cazzo e anche se avessi visto mia mamma fare lo smorzacandela avrei pensato che stesse facendo ginastica. (altro…)

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La baby sitter

agosto 25th, 2013 by Lyla | Posted in Tradimenti   No Comments »

eleonora-la-matura-racconti-erotici
Io mi chiamo Marco, ho 31 anni, sono un imprenditore, sono sposato con Valeria 28 anni,
commerciante e abbiamo una figlia, Daniela di 2 anni, io amo mia moglie e in questi 4 anni di
matrimonio non ho mai pensato di tradirla un po’ perché il lavoro non me ne da la possibilità, un po’
perché non ho mai cercato l’occasione, nè ho mai sfruttato quelle poche possibilità che mi si sono
presentate .
Fino a quando …
Giovedì sera, sto leggendo il giornale quando Valeria mi dice :
“Caro, chiami tu la baby-sitter per domani sera, il numero è sull’agenda, si chiama Roberta, chiedile
di essere qua per le 8 e mezza”
“Ok”rispondo io, sfoglio la rubrica, trovo il numero e chiamo:
“Pronto, buonasera sono Marco, il marito della sig.ra Rossi, potrei parlare con Roberta?”
“sono io”
“Ah, buonasera, potrebbe venire domani sera alle 20.30 per tenere Daniela?”
“Fino a che ora?”
“Guardi io sarò di ritorno al massimo a mezzanotte”
“Va bene, ci vediamo domani sera”
“buonas …, ha riattaccato”
“Di poche parole la signorina, eh Valeria”
“E’ così brava e gentile, sarà stata impegnata, poi deve piacere a Daniela non a te, sono già io la tua
baby-sitter !”.
L’argomento baby-sitter finì lì, io non l’avevo mai vista, ma mia moglie e la bambina erano
entusiaste di lei, e poi da quel poco che avevo visto era anche educata, sempre la casa in ordine, non
usava mai il nostro telefono, faceva giocare la bimba, la metteva a dormire e poi si metteva a
studiare .
Il giorno dopo, ore 20.30
“Apro io . Ciao Roberta, sei puntualissima !”
“buonasera Signora, ciao Dany, piccolo terremoto stasera spacchiamo tutto !! Signora ci sono
problemi se mi faccio venire a prendere dai miei amici a mezzanotte per andare in discoteca?”
“Ma figurati, a quell’ora Marco sarà già a casa, io no ! Vado ad un addio al nubilato e mi sa che farò
tardi”
“Buona serata, e non tormenti gli uomini”
Io nel frattempo, mi stavo preparando per andare ad una riunione con i miei soci, eravamo vicini al
lancio di un nuovo prodotto e lavoravamo anche alla sera, quella era l’ultima riunione, bisognava
solo controllare le ultime cose, però ero curioso di vedere com’era questa Roberta, chissà perché mi
ero messo in testa strane idee , forse ricordo di gioventù, quando nei romanzetti porno si leggevano
storie di baby-sitter troie, così con un pizzico di curiosità arrivo in cucina e la vedo di spalle, che
delusione ! una ragazza alta, un po’ curva, coi capelli raccolti, pallida, gli occhiali con quella
montatura di moda, finto intellettuale, un paio di jeans sfatti e un paio di anfibi sporchi .
“Buonasera Roberta, piacere di conoscerla, ci vediamo più tardi”
“Buonasera”.
La riunione finì presto, alle 10.30 ero già sulla strada di casa, con il mio socio ci fermammo a bere
una birra, nel locale vedemmo compagnie di amici che si apprestavano a passare la serata in
qualche locale, ci sentimmo un po’ fuori luogo e dopo due chiacchiere tornai a casa, erano le 11.30 .
“Buonasera Roberta, tutto bene?”
“Benissimo grazie, Daniela è a letto dalle 9.30 e io sto studiando, non ha chiamato nessuno”,
“Cosa studi?”
“Faccio Economia e Commercio, ma Matematica mi sta dando parecchi problemi, io e lei non
siamo compatibili”
“Se vuoi posso darti lezione qualche volta, ho fatto Ingegneria, non l’ho finita, ma gli esami di
analisi li avevo passati tutti e 2 con dei bei voti”
“Grazie, lo terrò presente, posso usare il suo bagno per cambiarmi, sa tra poco vengono a prendermi
i miei amici?”
“Prego, fai pure, un attimo solo che vado io poi e’ tutto tuo”
Dopo essere andato in bagno mi misi in poltrona a leggere, Roberta era entrata in bagno, guardai
distrattamente verso la porta e vidi che non era chiusa bene, si intravedeva la sua immagine sullo
specchio, all’inizio feci finta di niente, poi la curiosità prese il sopravvento e guardai, la vidi
togliersi il maglione ed i jeans, e notai così un gran bel sedere, sodo senza ombra di cellulite o
smagliature, quando dopo essersi tolta le calzacce di lana che indossava, incominciò a togliersi gli
slip, mi imbarazzai un attimino e girai gli occhi verso il libro, ma niente da fare istintivamente mi
rigirai verso il bagno e le vidi mentre indossava un perizoma , mmhh ! il perizoma è sempre stato un
mio sogno erotico, solo che mia moglie non lo mette perché non le piace, intanto sento un leggero
formicolio nei miei slip e questo mi sorprende, non ero certo in astinenza, ma quella vista rubata ed
il perizoma facevano un certo effetto . (altro…)

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Vacanza

agosto 23rd, 2013 by Lyla | Posted in gangbang, Tradimenti, Trio   No Comments »

sesso-di-gruppo
Finalmente, finalmente in vacanza.
Erano giorni che ci preparavamo io e mia moglie per una vacanza tutta avventura in Turchia. I
pericoli?
<<non succedera’ nulla>>, dicevamo con tranquillita’ e con l’incoscienza di chi ha 24 anni ed e’ da
poco sposato.
E’ davvero bella la Turchia, la gente ti guarda curiosa ma ti sorride, l’architettura, sembra quasi di
vedere dei tappeti volanti…….
Il primo giorno passa serenamente; noto si curiosita’ nei nostri confronti, ma soprattutto su di mia
moglie, giovane e’ bella e……. bionda.
In molti si girano per guardarla, la cosa mi preoccupa e infastidisce un po’, forse anche lei!
Le consiglio di non vestire succinta: mettera’ per il resto dei giorni pantaloni leggerissimi.
La sera in albergo, pero’ diamo libero sfogo ai nostri istinti, lasciandoci andare ad amplessi sfrenati
che in verita’ sono anche dovuti alla strana situazione che si e’ creata di quasi disagio.
Istanbul e’ bella ma decidiamo di visitare l’interno.
Affittiamo fuoristrada e tenda, ci facciamo spiegare bene tutto il tragitto che durera’ in totale circa
tre giorni.
Partiamo, ora siamo lontani dalla citta’, siamo piu’ distesi e anche contenti per l’avventura appena
intrapresa, nel caso di non arrivo ci verrebbero a cercare e questo ci rende tranquilli, la vacanza e’
vacanza.
Il tempo ci e’ favorevole, caldo si, ma le nuvole a tratti ci proteggono dal sole. Il paesaggio si fra
brullo e molto irregolare, la strada sterrata che percorriamo e’ pero’ buona.
Siamo stanchi, sono le dodici circa, in lontananza vediamo una specie di grotta.
Ci fermiamo nei pressi, scendiamo e entriamo dentro, l’oscurita’ ci avvolge, chiudiamo gli
occhi…pian piano ci abituiamo al buio.
E’ bellissima la grotta, grande e soprattutto fresca, ci stendiamo a terra e cominciamo a parlare……
poi ci addormentiamo.
Vengo risvegliato piu tardi, da qualcosa di piacevole e mia moglie che giocherella col mio pene.
Faccio finta di dormire ma lo sento durissimo; lei sale e scende con la mano in maniera sapiente,
dalla prima notte di nozze ad oggi ne sono passati di rapporti: lei e’ stata una brava alunna, ha
imparato in fretta e bene.
Ora sento la sua lingua, mi sta’ facendo un pompino meraviglioso, lo fa con lentezza, quasi per non
disturbarmi, io faccio finta ancora un po, poi mi volto lei e’ nuda: gia’ tutta nuda.
Mi guarda assatanata, mi alzo la prendo di spalle e la appoggio ad una roccia che fa al caso, la infilo
subito e comincio a stantuffarla violentemente, lei urla, gemita………. wow che scopata.
Ci ributtiamo di nuovo a terra, esausti, e’ stata breve ma intensa.
<<sono le 5.00>> dice lei……….
<< cazzo >> dico io, secondo la tabella di marcia siamo gia’ in ritardo di 2 ore, meglio andare
subito.
Ci rivestiamo e ripartiamo.
Stiamo in silenzio, i nostri occhi sono troppo impegnati ad osservare quel paesaggio strano,
affascinante, cosi’ diverso dal nostro.
Ora sono le 11.00, camminiamo al buio, ma dobbiamo raggiungere quella costruzione consigliata
per passare la notte……. eccola, deve essere quella; scendiamo ed entriamo con la luce dei fari,
fortunatamente buoni.
All’interno troviamo un lume ad olio, proviamo ad accendere……… si, e’ fatta, funziona.
Pensavamo di trovare qualcuno, invece, la casa e li da sola, giusto con qualche branda e vettovaglia
messa li quasi per caso, l’importante e’ avere un riparo.
Ci abbracciamo, tutto e’ fantastico, quasi fiabesco.
Ci baciamo con foga, sono di nuovo eccitato, ci struscichiamo, pian piano ci svestiamo, le sue tette,
una terza, premono contro il mio petto villoso, sto’ scoppiando di nuovo la spingo verso la brandina,
mi ferma capisco che le fa un po schifo, faremo in piedi…….. la bacio le succhio i capezzoli, poi lei
scende di nuovo sul mio cazzo me lo succhia con avidita’………………
Ho la testa che mi scoppia, c’e’ silenzio, pian piano mi sveglio, voglio toccarmi la testa……. ma non
ci riesco sono legato, legato alla parete con braccia e gambe larghe.
Chiamo mia moglie ma non risponde nessuno, grido aiuto……silenzio.
Ora vedo bene, sono in una stanza abbastanza grande legato ad una parete, di fronte la porta in
legno con spioncino, ma mia moglie?
Sento dei passi, qualcuno apre la porta, viene dentro, mi slega, mi prende sulle spalle e mi porta via,
io sono incapace di reagire, forse mi hanno drogato.
Facciamo tutto un corridoio, ora sento delle voci……… ora quella di mia moglie che chiede aiuto, mi
agito ma e’ inutile mi muovo a stento.
Entriamo in una stanza, mi legano di nuovo a parete e mi spogliano, mia moglie e legata, anch’essa
nuda, ad un tavolo attorno alcuni uomini che la palpeggiano, mi chiama, ha paura, io parlo a stento.
Cosa succede?
Chi e’ costui?
Qualcuno si avvicina, sembra il capo della banda: si perche’ ho l’impressione di esser stato rapito
non so’ da quale temibile banda turca………..
Si avvicina col suo seguito di uomini fidati a mia moglie, parla a coloro i quali sino a poc’anzi la
massaggiavano, parlocchia con i suoi uomini, i loro occhi sembrano vogliosi, temo che……….
Sono tutti e cinque nudi, a parte la situazione e la drammaticita’ degli eventi, sono dei begli uomini
robusti muscolosi e dei cazzi enormi, suppongo una media di 22 cm.
gli altri quattro cominciano a leccare mia moglie con gusto, il capo comincia a titillare la fica di mia
moglie col suo glande, mia moglie comincia ad urlare, ma un tremendo ceffone la stordisce.
Il capo ora la penetra, lei si ridesta, un’altro le mette il cazzo in bocca con foga, lei sembra
rimettere….. e’ uno spettacolo terrificante ed allo stesso tempo eccitante: cinque energumeni stanno
pompando mia moglie alla grande.
Gli altri due le liberano le mani e le portano ai propri cazzi invitandola a masturbarli ed
accompagnando il gesto con la propria mano; l’ultimo le lecca
le tette.
Continua cosi’ in maniera lenta e quasi con arte; penso che se continua cosi’ a mia moglie
comincera’ a piacere…….. in effetti comincio a vedere mia moglie contorcersi di piacere…. e da sola
ora masturba i due uomini, insomma ho l’impressione di assistere ad un rapporto multiplo
consensiente………ma il mio cazzo e’ teso! (altro…)

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: Vacanza

Big Clit

agosto 20th, 2013 by scopodonnexsetteore | Posted in Etero, Tradimenti   No Comments »

Finalmente le agognate vacanze. 15 giorni di sole, spiaggia e relax in un paesino della calabria. Al lido facemmo conoscenza  con una giovane coppia, sulla 30ina, con un bambino piccolo. Lui calabrese, lei milanese, erano lì per il mare e per far visita ai genitori di lui. Lei, Fiorella, bella donna, un invidiabile culetto a mandolino e due tette sode di una terza misura anche se con il viso leggermente butterato dall’acne adolescenziale. Eravamo su due file contrapposte, loro davanti a noi e le prime giornate trascorsero in chiacchiere come normalmente si fà con i vicini di ombrelloni. Lei portava dei costumi abbastanza larghi e a mezza coscia tipo pantaloncino, tranne un pomeriggio che ne usò uno normale. Nello stendersi aprì le gambe leggermente e senza malizia e notai una protuberanza proprio lì in mezzo. Al momento non ci feci caso più di tanto, ma guardando meglio immaginai che doveva essere il suo clitoride e così mi ritrovai a fissarla per quasi tutto il pomeriggio, facendo attenzione a mia moglie e al marito ma anche a lei perchè non volevo che se ne accorgesse per evitare una figuraccia.  Tra chiacchiere e aperitivi trascorse anche quel pomeriggio con me che tentavo sempre di sbirciarle tra le gambe. La mattina dopo, in acqua, mi chiese perchè il giorno precedente la fissassi così intensamente. “Te ne sei accorta?” Le chiesi. “Certo”, mi rispose, “anche se non capisco perchè”, ci conosciamo da quasi 10 giorni e ieri è stata la prima volta. Sfacciatamente le dissi che la guardavo in mezzo alle gambe. “Si vede molto?” “Si”, le dissi “..e credo che deve essere una cosa bellissima”. “Non me ne parlare, guarda, è la mia vergogna portarmi quest’affare tra le gambe, a volte mi sembro un uomo”. “Non devi vergognartene, è uno strumento di piacere e ciò che dà piacere non può essere vergognoso”. “Si, lo sò, ma vorrei che mio marito l’apprezzasse, invece si limita a zomparmi addosso, quattro botte e tutto finisce” “Vuoi dire che non te l’ha mai leccato o succhiato”, le chiesi. Mi rispose di no, che non sapeva cosa significasse godere, che l’aveva presa vergine. Aveva sentito parlare del godimento fisico, ma non era sicuro di averlo mai raggiunto . Le chiesi se avesse internet a casa, lei
rispose di si. Dissi “quando sei da sola fai una ricerca con google metti come chiave racconti e scopodonnexsetteore, scoprirai qualcosa di me, poi ne riparliamo”.
Il pomeriggio si ripresentò in spiaggia e quasi non mi guardava, ma vedevo che aveva le guance rosse. Approfittando di un momento che eravamo soli mi avvicinai e prima che potessi parlare mi chiese “ma davvero fai tutte quelle cose con le donne?, io non ne avrei mai il coraggio”. “Beh mi basterebbero 10 minuti da soli per farti ricredere”. Restò pensierosa e perplessa per un attimo poi mi disse “vorrei provare, ma deve essere per una sola volta e non voglio che mi giudichi una troia”. “Tranquilla” le dissi, “se hai letto di me, sai anche che non giudico mai nessuno e, vedrai che ti servirà anche con tuo marito per la tua vita futura”. Mi disse che l’indomani il marito andava a pesca in barca col padre e il bambino e che era sola a casa.
L’indomani inventai una scusa con mia moglie e alle 9 ero da lei. Mi accolse col due pezzi della spiaggia, mi trascinò dentro e prese a baciarmi con foga. La sua bocca era dolce e sapeva di fragola, presi a stringerle le tette dopo averle tirate fuori. Due tette che non avevano bisogno di reggiseno, che presi a succhiare avidamente. Infilai la mano destra nello slip per verificare se la mia prima impressione era esatta…Non mi ero sbagliato, nelle mie mani c’era un clitoride lungo quanto metà del mio mignolo…un piccolo cazzo…Ebbe un brivido come una scossa elettrica…Mi disse “scusa, ma lì sono molto sensibile..” La stesi sul letto, la spogliai e apparve un qualcosa al di là di ogni immaginazione. E’ vero che tra le gambe aveva un piccolo cazzo, ma sotto c’erano due grandi labbra vaginali polpose, rosee e lucide di umori, perfettamente depilate perchè come mi disse dopo i peli le davano fastidio al clitoride, il tutto sormontato da un triangolino sul monte di venere.
Uno spettacolo insomma, come diciamo dalle nostre parti: 3 chili di fica, buon peso…Mi ci fiondai e presi a leccarla avidamente, spostai in alto il clitoride e passai la lingua tra le labbra della fica leccandole gli umori che scendevano copiosi, aveva un buon sapore. Glielo presi in bocca e presi a succhiarglielo…Il suo corpo era attraversato da continue scariche, alternavo succhiate a leccate ed iniziò a godere urlando “Oh Dio che bellooooo!!!!…succhiami!!!!!, leccamiiiii!!!!, fammi godere!!!! non fermarti”, e più leccavo più si bagnava. La sua fica secerneva umori bianchicci e attaccaticci ed era diventata parecchio scivolosa. Godè in modo scomposto, poi si accasciò come una bambola inanimata, ma non le diedi tregua. me la misi sopra, lei me lo prese in mano tentando di infilarselo, ma io le dissi di lasciare fare a me. Glielo misi tra le grandi labbra in modo che il suo clitoride fosse schiacciato tra il suo pube e il mio cazzo e le dissi di muoversi avanti e
indietro. Così fece per parecchi minuti continuando a godere e a bagnarsi, finchè facilitato dagli umori il mio cazzo trovò il suo naturale buco. Le uscì un urlo strozzato ed iniziò a muoversi in modo scomposto, la feci fermare e le spiegai che doveva fare dei movimenti circolari, alternandoli a movimenti avanti e indietro e poi su e giù. Imparò in fretta e riprese a godere, il suo respiro era corto e affannoso, tipo le donne quando stanno per partorire, iniziò poi a gridare frasi scomposte “Me lo sento tutto dentro….mi stò sfondando…che bellooooo!! Che bel cazzo che hai!!..scopami….fammi godere…sto impazzendoooo!!!!” Me la stesi su di me e iniziai a scoparmela forte, le ero tutto dentro e il succo del suo godimento si spargeva sulla mia pancia. Finito di godere si tolse improvvisamente e si stese rannicchiata a me, ma io ancora a cazzo duro la stesi nella classica posizione del missionario e la penetrai. Dio come scivolava, bene era come un coltello caldo che penetra in un panetto di burro. Le alzai le gambe sulle mie spalle, io ero in ginocchio e con la destra le strizzavo le tette mentre con il pollice della sinistra le carezzavo il clitoride. Era uno spettacolo vederla godere sotto i miei colpi, il suo corpo era un susseguirsi di scosse e brividi mentre mi urlava di chiavarla forte, che voleva ancora godere. Le chiesi se era protetta, mi rispose di no ma che non faceva niente in quanto era sua intenzione fare un altro figlio. Accelerai il ritmo e pizzicandole forte il clitorite tra le dita venimmo insieme tra le sue urla “scopami….sbattimi…oh Dio ci sono…ecco vengo, vengooo, vengoooooo….mi inondiiiiiiii…mi piace…..come sei caldooooo”. Ci riposammo, in attesa del secondo round, bevemmo perchè avevamo la gola riarsa. Poi lei si mise inginocchiata di lato e iniziò a succhiarmelo, con la destra le carezzavo piano il clitoride gonfio e non ci mise molto a farmelo rizzare di nuovo. Quando fui pronto le chiesi di girarsi “che vuoi fare?” “Niente” risposi, “Solo sfondarti per bene”. Si girò e inginocchiata a gambe chiuse con le tette e la testa appoggiate al letto, vedevo la sua fica bella in evidenza, appoggiai la cappella e spinsi…fui risucchiato dentro di lei e iniziai a
pompare. La chiavavo forte schiaffeggiandole il culo e vi risparmio le urla e le frasi che mi diceva. A quel punto persi la testa come poche volte mi è capitato nella mia vita e, in quel momento, feci una cosa che non era da me, lo sfilai dalla fica e con un colpo solo me la inculai. Fui subito dentro di lei, facilitato dagli umori copiosi che le erano colati sul buchino nelle precedente scopata e dal mio cazzo lucido e ben lubrificato. Un potente grido le usci di bocca e fece dei movimenti scomposti per cercare di rimuovere il corpo estraneo. Più si muoveva e più le andavo a fondo: “Togliloooooo…mi stai facendo un male caneeee..toglilo per carità….mi sfondiiiii” “Buona” le dissi “ora passa e vedrai che godi”, ma lei niente, continuò per un po a gridare, poi, forse vedendo che era inutile cominciò a rilassarsi iniziando ad assecondare i miei movimenti, all’inizio leggermente, poi iniziò a muoversi avanti e indietro venendomi incontro. “Lo tolgo?” le dissi “No, lascialo lì dov’è, anche se mi fa male sta iniziando a piacermi”. Raccoglievo gli umori che colavano dalla fica e me li spalmavo sul cazzo continuando ad incularmela. Quando fu bella larga e ricettiva iniziai a muovermi sempre più velocemente mentre con una mano le masturbavo il clitoride. Iniziò a godere “Sfondami…spaccami il culo…da oggi voglio essere una troia…che belloooo!!!! Non credevo si potesse godere cosììììì….Chiava la tua puttana…inculami…” Presi ad alternare le profonde inculate a violente penetrazioni in fica, finché sentendola scossa da un violento orgasmo me ne venni nel budello stretto. Mi accasciai su di lei e stemmo così, stesi l’uno sull’altra col mio cazzo che iniziava a perdere consistenza nel suo culo. Volse lo sguardo verso di me, le dissi “Scusa per prima ma ho perso la testa, non è da me fare certe cose senza prima chiedere se sono gradite” “Non preoccuparti, anche se mi hai fatto molto male ora sto bene ed ho scoperto un nuovo modo di fare l’amore” Ci baciammo e stemmo per un poco abbracciati, ma oramai si era fatto tardi e dovevamo lasciarci. Mi disse “questa è stata l’unica volta che ho tradito mio marito, sono stata benissimo con te ma la cosa finisce qui. Amo mio marito e mio figlio, spero che capirai e non mi creerai problemi” “Tranquilla” le dissi, ” Anche io sono stato bene e neanche io voglio problemi né voglio creartene”.
Ci lasciammo con un ultimo bacio da amanti. Il pomeriggio non scese in spiaggia e neanche il giorno dopo. La rividi l’ultimo giorno di vacanza, scese teneramente abbracciata al marito con il figlio nella mano. Ci salutammo e trascorremmo la giornata in chiacchiere finché, approfittando di un momento che eravamo da soli sul bagnasciuga le chiesi se andava tutto bene. Mi disse “Si, meravigliosamente bene, ho messo in pratica con mio marito parecchie cose che ho fatto con te. Pensa non avevamo mai parlato di sesso, per pudore, io verso di lui e lui verso di me. Ora ci siamo chiariti e siamo giunti alla conclusione che mai più dovremo tenere nascoste e nostre fantasie. Mi ha chiesto di dargli il didietro che desiderava da anni ma per paura di ferirmi non me lo avevo mai chiesto. Mi è piaciuto farlo, forse perchè con lui c’è amore e l’unico mio rammarico è che non è stato il primo, ma non importa, se non era per te probabilmente tra noi sarebbe finita male col passare degli anni” Con una punta di invidia verso quella coppia innamorata, sinceramente le dissi ” Sono contento per te e per lui, però fatti viva, mi piacerebbe sapere come ti vanno le cose. Scrivimi da casa, mi farà piacere” “Sono sicura che lo farò”. Il pomeriggio tardi le rispettive famiglie si salutarono con casti baci sulle guance con la promessa/speranza di rivederci l’anno successivo, lei mi baciò sulla guancia destra e mi sussurrò all’orecchio “Grazie!!!”

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Manuela

agosto 18th, 2013 by Lyla | Posted in Tradimenti   No Comments »

direttore
Alba camminava che sembrava una principessa.
Aveva i capelli lunghi ed era magra, gli occhi neri e le mani esili. Non lo mai vista indossare un
paio di pantaloni, forse inconsciamente voleva mettere in mostra le belle gambe che aveva.
Guardava le vetrine di Corso Italia e anche se era li attenta a scrutare avevo l’impressione che
pensasse ad altro. Sai quando ti senti una cosa dentro lo stomaco, ti viene voglia di fermarla ma non
sai cosa dire? ecco così mi sentivo.
Saranno state le cinque, massimo le cinque e mezza ed io la vedevo dall’altra parte della vetrina del
mio negozio, lei stava guardando un completo da uomo, forse immaginandoci dentro il suo ragazzo,
non si era neanche accorta di me.
Io invece mi stavo stampando nella memoria la sua faccia, le sue gambe, i suoi capelli.
Però ero lì, immobile con quattro maglioni in mano, due a V e due a girocollo, non facevo un passo
e pregavo che lei alzasse gli occhi.
Lo sguardo passò su dei boxer, una cinta, un maglione beige e si soffermò dinuovo su un gruppo di
orologi con le bandierine della marina. Era bellissima.
Si chinò un attimo, forse per scorgere il prezzo di uno degli orologi e dalla camicetta potei scorgere
un capezzolo, stavo per sentirmi male. Un attimo dopo andò via.
Con la roba ancora in mano andai verso la porta e cercai di vedere dove si stava dirigendo, ma
aveva il passo veloce e già si stava mischiando tra la gente. Misi in ordine i maglioni e ricominciai
il mio solito lavoro.
La testa non si staccava da quella ragazza stupenda, e durante la giornata sembravo un po’ svanito.
Dovevo fare pipì, andai in bagno e con mia sorpresa notai che alla fine, quando lo si ‘sgrulla’ un filo
di sperma usciva dalla cappella. Non servì altro, la vista di quella donna aveva fatto scattare
quell’oscuro meccanismo che comanda la nostra sessualità e iniziai a farmi una sega, lì in piedi
vicino al water. Manuela era di là e mi chiamava.
– ma ci sei caduto? –
– aspetta un attimo…- avevo la voce strozzata
La mia mano scorreva su e giù sull’asta bagnata e dovevo trattenere i gemiti per non farmi scorgere
dall’altra commessa, Manuela appunto.
– Ale, ma che succede…?- disse lei entrando all’improvviso nel bagno. Avevo lasciato la porta
socchiusa com’è mia abitudine quando faccio pipì, la sega non era prevista e non avevo pensato a
chiudermi dentro. Lei quindi mi trovò in quella posizione indegna, una mano appoggiata al muro,
una mano intorno a mio cazzo ed io leggermente riverso in avanti verso il water.
– ma che stai a fa….?-
Tentai di darle le spalle facendo un salto per lo spavento e cercai di rinfilare il cazzo alla bella e
meglio nei pantaloni.
– ti stai facendo una sega ! Oddio, non mi dire che ti stavi facendo una sega! – rideva. Rideva la
stronza !
– no non mi stavo facendo una sega, facevo pipì !-
– te lo stavi menando, dì la verità –
– ma che cazzo ti salta in mente…-
– guarda che bozzo che hai – e indicò effettivamente il bozzo dei pantaloni – stai pure macchiando i
pantaloni nuovi …vieni qui che ti finisco io, stupido –
Cosa cavolo stava succedendo? Manuela, ventiquattro anni, commessa da tre mesi al negozio di mia
madre, fidanzata e non eccezionale come bellezza, abbastanza timida e riservata, vestita con un
maglioncino a rombi blu e rossi…Manuela insospettabilmente mi stava con destrezza tirando
dinuovo fuori l’uccello e iniziava a menarmelo con la sua mano ingioiellata. Iniziò a baciarmi.
– lo sai che mi piaci un casino he?! Ti eccita la mia minigonna, vuoi vedermi le cosce, vero? c’è né
voluto di tempo per fartelo venire duro… ma hai reagito finalmente! –
E chi glielo diceva che nemmeno mi ero accorto che portava la minigonna da un po’ di giorni?
– Ma Marco…- sopirai in un fil di voce
– non pensiamoci ora –
Manuela mi stava facendo una sega dellamadonna, la sua mano scorreva lenta sul mio cazzo e la
vedevo umida
– il negozio…. non c’è nessuno – sembra che quel che dicevo avesse un senso perché lei si staccò un
attimo
– aspetta, vado a chiuderlo –
Rimasi attonito, con il cazzo di fuori ad attendere che la matta tornasse indietro a finire il lavoro.
D’un tratto la sentii parlare, era entrato qualcuno nel frattempo, feci mente locale e ricordai che si
era allontanata con la mano ancora sporca di sperma – ommadonna…- pensai
– Può provarseli lì, io torno tra un attimo, mi scusi – la sentii dire. Un momento dopo riapparve
– uuufff….è entrata una vecchia…-
– ma hai la mano tutta bagnata…-
– l’ho pulita sulla giacca della vecchia…- e rise – vieni qui, sbrigati – Si mise in ginocchio e prese il
mio cazzo , che si era un po’ smosciato, in bocca. Iniziò a succhiare come una forsennata, era chiaro
che voleva che sborrassi subito, in modo da tornare dalla cliente.
– signorina…-
Manuela si sfilò il cazzo dalla bocca – si un attimo solo – lo rimise dentro e continuò con la stessa
foga
– signorina scusi…-
– che palle….mi sussurrò. Si signora arrivo. Tu aspetta tesoro. –
Ora aveva anche la bocca piena di sperma e le labbra lucide e unte
– mi dica – la sentii dire con il suo classico modo di fare affabile.
– mi sembra che questa gonna pieghi male, qui, vede? –
– No signora, l’ha messa male, la lampo va di lato non dietro, aspetti…. ecco, vede? –
– ah si, ma di questo modello c’è solo con questi colori? –
– credo ci sia qualcosa nel retro, aspetti vado a vedere –
Eccola che torna , entra in bagno come una furia, si inginocchia e ricomincia a succhiare, con la
testa andava su e giù e vedevo bene il mio cazzo, con le vene ormai gonfie, che scompariva dentro
le sue labbra. Aveva messo le mani sulle mie anche e mi tirava verso di se ogni volta che lo faceva
riaffondare tra le labbra.
– non riesco a venire con questa che sta di la! –
Manuela si staccò e passò il dorso della mano sulla bocca come a mo’ di bevitore del Far West
Tornò in negozio
– Mi dispiace quello è l’ultimo rimasto –
– Non fa nulla allora, grazie –
– Arrivederci, grazie a lei –
Sentii il campanellino della porta che suonava all’uscita della vecchia. Fu un attimo e il
campanellino suonò dinuovo. Non c’è mai stato tutto questo traffico nel mio negozio! Riconobbi ad
un tratto la voce, Manuela dicava qualcosa del tipo
– Aspetta un attimo devo finire di sistemare delle cose nel retro – e Marco le chiedeva se aveva
bisogno di aiuto. Oddio Marco! (altro…)

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Il vaccaro

agosto 15th, 2013 by Lyla | Posted in Tradimenti   No Comments »

il-vaccaro-porno-racconti
Finalmente in vacanza. Io e mia moglie abbiamo aspettato questi tre giorni nella vecchia casa di
campagna di mio zio, e ora potevamo finalmente goderci un po’ di solitudine e intimità.
L’immersione nella natura ci sembrò subito restituirci vigore e voglia di tenerezze, e spesso ci
addentravamo nel bosco per fare l’amore.
Un giorno, tornando da una escursione, mia moglie si è dovuta fermare per fare pipì, e nonostante
non ci fosse proprio nessuno si è appartata dietro un cespuglio, sottraendosi anche alla mia vista.
Sono rimasto ad aspettare, ma poi, incuriosito, mi sono affacciato lì dove lei si era rannicchiata, e
mi sono accorto che in realtà lei stava facendo pipì, con le mutandine abbassate e il culo ampio e
tondo in bella evidenza, mentre un vaccaro di circa 40 anni la spiava voglioso.
Ne ero sicuro, mia moglie stava facendo finta di niente ma sapeva bene di offrire un grande
spettacolo.
Invece di incazzarmi, ho cominciato ad eccitarmi e avvicinatomi a mia moglie le ho sussurrato:
<<lo so che sai che quel maiale ti sta osservando, fammi vedere fin dove sei capace di arrivare>>.
Detto fatto, mia moglie si tirò su e come niente fosse cominciò a sollevarsi molto lentamente le
mutandine, ancheggiando vistosamente.
Era un clamoroso invito, e il vaccaro scese di corsa dal montarozzo dove si stava godendo lo
spettacolo e cominciò a frugare mia moglie nelle sue parti intime. (altro…)

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Una passeggiata nel bosco

agosto 1st, 2013 by Lyla | Posted in Tradimenti   No Comments »

sesso-nel-bosco
Era ormai estate, mia moglie e mio figlio erano in vacanza al mare e io ero rimasto solo in città per
lavorare.
Era un pomeriggio molto caldo e, appena finito il lavoro, ero tornato a casa e mi ero bevuto più di
una birra per calmare il caldo: avevo una gran voglia di chiavare, ma ero desolatamente solo.
Per cercare di placare il caldo, e la voglia di sesso, me ne andai a fare un giro in bici vicino a casa
mia, entrai in un bel boschetto e, ad un tratto, vidi una macchina parcheggiata in un luogo appartato,
mi avvicinai ma non vidi nessuno dentro; allora abbandonai la bici e mi mossi a piedi e ben presto,
nascosti da alti cespugli, vidi un uomo e una donna, completamente nudi, che stavano scopando con
molta foga.
La donna aveva circa quarant’anni e l’uomo ne aveva un po’ di più, da ciò pensai che si dovesse
trattare di una coppia clandestina (e la cosa mi arrapava ancor di più).
I due si stavano esibendo in un ottimo 69 e la donna mi proponeva in primo piano la fica e il buco
del culo: l’uomo le stava leccando la fica e contemporaneamente le metteva il pollice nel buco del
culo e lei dimostrava il suo apprezzamento succhiando in maniera rumorosa il suo cazzo: il mio
cazzo, naturalmente, era già diventato durissimo, mi tolsi i pantaloni e le mutande e, appoggiato ad
un albero, cominciai a farmi una sega socchiudendo gli occhi.
Sentii un rumore e riaprii gli occhi e vidi i due amanti davanti a me che mi guardavano con un’aria
molto strana: l’uomo aveva ancora il cazzo duro e, notai compiaciuto, era un po’ più corto del mio e
molto meno grosso, la donna mi guardava il cazzo che avevo tra le mani con una certa ingordigia.
L’uomo mi disse
<Ti piace guardarci chiavare, ma adesso devi pagare il pegno, la mia donna dice che hai un bel
cazzo e che vorrebbe provarlo, che ne dici ?>
Io non dissi niente, ma lasciai che la donna mi si avvicinasse e cominciasse a leccarmi i coglioni,
per poi succhiarmi il cazzo, nel frattempo il suo uomo le si era posto di dietro e glielo aveva messo
nel culo dicendo
<Ti piace troia quasto cazzo che abbiamo trovato ???> (altro…)

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Mia moglie sa essere troia, col mio amico

luglio 28th, 2013 by urbyboy | Posted in Tradimenti   No Comments »

moglie-va-con-un-negro-superdotato

Era stata lei, con la sua sfrontatezza a farmi venire desideri sempre più trasgressivi. Volevo, però, che diventassero realtà senza forzature, in modo naturale, aspettando l’occasione propizia. Le condizioni si sono create con una semplicità e una complicità che neanche immaginavo. Era un sabato, di mattina, e da un paio di giorni erano ospiti a casa nostra mia cugina e il suo compagno, futuro marito nonché mio caro amico. In quel momento in casa mia cugina non c’era, eravamo in tre, tutti in cucina: mia moglie era seduta, io e Riccardo in piedi. Conversazioni piacevolmente leggere figlie del piacere dello stare insieme. Mentre discutevamo, mia moglie ha cominciato a muovere la testa come a sgranchirsi i muscoli lamentando che io non fossi mai disponibile a farle i massaggi. Lei, bionda, occhi azzurri, 41 anni, un seno invidiabile, un sedere che giustamente la inorgoglisce, non so se con malizia, ma sta di fatto che insiste sulla mia pigrizia e chiede a Riccardo se è bravo nell’arte del massaggio. Lui, con tranquillità, risponde che è molto abile ed è la gioia di Giovanna, mia cugina. Per il mio amico diventa spontaneo allora offrirsi per dare sollievo alla mia donna e, mettendosi dietro la sedia, le mette le mani sulla nuca strofinando con dolcezza e vigore. Gli occhi di mia moglie si illuminano, la sua bocca comincia a contorcersi: per lei è una goduria immensa. E’ in quel momento che credo si sia persa la consapevolezza di quello che poteva succedere o forse è proprio allora che si è capito che si rischiava di scivolare verso una deriva impensabile fino ad un minuto prima. (altro…)

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Sempre di più, sempre meglio

luglio 28th, 2013 by Lyla | Posted in gangbang, Tradimenti   No Comments »

sesso-al-cinema

Oramai il nostro rapporto è delineato, come avevo già detto.
Nessun padrone, nessuno schiavo, solo tanta voglia di eccitazione.
Laura venerdì mi ha invitato dopo l’ufficio per un’uscita inaspettata.
Mi viene a prendere sotto l’ufficio, si è vestita in maniera estremamente sexy, al limite del volgare.
I miei colleghi la guardano sorpresi e questo un po’ mi imbarazza a dire il vero.
Mi bacia languidamente e mi prende per mano.
Io sono sorpreso, molto sorpreso.
Dopo 5 minuti di cammino Laura entra in un cinema porno, tenendomi per mano.
Che vuole fare lì…..?
Fa due biglietti, entriamo.
La sala è quasi vuota, 5 o 6 uomini sparsi qua e là.
Laura mi fa sedere, ma invece che sedersi affianco a me si siede 2 file davanti.
20 minuti di nulla, solo rumori di fazzolettini e gemiti che vengono dal film.
Poi qualche uomo incuriosito dalla presenza di una donna si avvicina.
Laura ha le gambe appoggiate ai divanetti davanti, la gonna tirata su e si stà dolcemente accarezzando la fica.
Un uomo si siede proprio vicino a lei, è forse più imbarazzato lui di quanto lo sia io.
Comunque dopo essersi seduto, facendo finta di essere lì per caso, si tira fuori l’arnese.
Io non lo vedo, ma lo capisco solamente perché vedo la mano destra di mia moglie salire e scendere.
La stà segando, dal movimento credo che lo stia facendo molto lentamente.
Poi si gira verso di me, sorride… (altro…)

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Le storie di Marcella: Paolo e Caterina (I parte)

luglio 27th, 2013 by Lyla | Posted in Tradimenti   2 Comments »

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Sembra proprio che il mio racconto precedente sia piaciuto.
Pochi voti magari; non sufficienti ad entrare nelle hits, ma una valanga di mail.
Mi ha fatto davvero piacere riceverle – tutte, tranne un paio di un cafone.
Anche se, nelle mie giornate super-impegnate, non ho trovato il tempo di rispondere a tutti, mi ha
fatto molto piacere leggere giudizi positivi sulla mia scrittura.
Mi ha fatto molto piacere sapere che qualcuno si è eccitato leggendo la mia storia.
E questo mi incoraggia a continuare.
A continuare a raccontare le storie della mia vita.
Storie vere. Sempre e comunque.
Ed è questo che faccio in una domenica pomeriggio freddissima.
Una domenica pomeriggio che ho deciso di passare da sola, respingendo l’invito di un dirigente di
un’azienda cliente del mio studio. Il classico tipo tutto muscoli ed abbronzatura, che pensa che
l’aspetto fisico sia l’elemento decisivo per portarsi a letto una donna.
Una domenica pomeriggio che passo da sola dopo una notte favolosa passata con Alessia, una
giovane impiegata del mio studio, che mi ha fatto letteralmente perdere la testa.
L’ho detto in chiusura del precedente racconto.
Da quella notte, trascorsa nell’ufficio di Paolo a conoscere, per la prima volta, i piaceri del sesso, la
mia vita è cambiata.
Quella notte tornai a casa euforica.
Giorgia e Stefania mi aspettavano sveglie, nonostante l’ora. Vollero sapere tutto.
Ed io raccontai loro tutto.
Raccontai anche i particolari più intimi e più piccanti.
Con piacere.
Tra noi era sempre andata così e poi, in fondo, le mie amiche mi avevano aiutata.
Senza di loro forse non avrei mai trovato il coraggio di avvicinare Paolo.
Non avevo ancora compiuto vent’anni ed avevo finalmente scoperto l’amore ed il sesso.
Li avevo scoperti con un uomo fantastico.
Maturo, bello, intelligente, colto … ed espertissimo a letto.
Il nostro rapporto, nonostante i suoi numerosi impegni di lavoro e l’attenzione sempre presente
verso la sua vita familiare, è stato splendido.
Lui si è sempre rivelato un uomo squisito.
Da tutti i punti di vista.
La sua cultura anzitutto.
La sua profonda umanità.
La sua capacità di capirmi e di tirar fuori tutto da me, ragazzina di vent’anni, sicuramente
intelligente, ma con ancora moltissimo da conoscere e da imparare.
Inevitabilmente Paolo divenne la mia guida.
Da lui appresi praticamente tutti i piaceri del sesso. In fondo tutta la mia vita sessuale successiva
non è stata altro che una variante di quello che ho sperimentato con lui nel periodo in cui sono stata
la sua donna.
Dopo quella serata e quella notte divenni la donna di Paolo.
Lui era sposato ed aveva una vita sessuale molto intensa.
Non ero certamente l’unica donna che lui aveva avuto fuori dal matrimonio.
Al contrario.
Lui mi mise presto a conoscenza delle sue avventure extra-coniugali, delle numerose storie di
amore e di sesso. (altro…)

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In tre si chiava meglio

luglio 26th, 2013 by Lyla | Posted in Tradimenti, Trio   No Comments »

sesso-a-tre-raccontierotici

Io ed Elena siamo fidanzati da dieci anni e fra meno di un mese ci sposiamo.
Abbiamo colto l’occasione che i lavori a casa nostra sono quasi ultimati per prenderci una settimana
di assoluto riposto in riviera.
E’ agosto e l’Italia soffoca sotto una cappa di afa assoluta.
Non tira un filo di vento neanche in spiaggia, tanto che anche Elena, che abitualmente si ciba di
raggi solari, ha difficoltà a stare per più di mezz’ora lontana dall’ombra refrigerante dell’ombrellone.
Per fortuna lei il sole lo ha già preso prima ed è già super abbronzata, dai capelli ai piedi, natiche
comprese.
Elena, perché ve ne facciate un’idea, è una bella ragazza emiliana doc, bionda con gli occhi verdi e
con due poppe da dormirci in mezzo.
E’ alta quasi un metro e ottanta e, benchè in carne, è certo un gran bel pezzo di figliola, una di
quelle che quando passa gli uomini si girano e magari ci fanno anche un pensierino.
Non che mi dispiaccia, anzi.
A volte letteralmente godo nel vedere le reazioni di chi le sta intorno, specie nelle spiagge affollate
come qui in riviera.
Notare gli sguardi dei guardoni di turno, magari spaparazzati su un ombrellone vicino al nostro con
moglie grassa e figlio idiota al seguito.
A volte aggiungo un po’ di malizia alla provocazione del suo corpo pieno di curve e allora, mentre
le spalmo la crema, cerco di scostarle il costume scoprendo represse zone cangiandi delle sue
mammelle o del suo culo.
In acqua, mi lego a lei come un polipo, la bacio e intanto premo con il pacco sulla sua inguine.
Ricordo che la prima volta che l’ho presa in acqua lei c’era rimasta di sasso.
Non se l’aspettava. Intorno a noi i bagnanti starnazzavano, sbuffavano, giocavano o semplicemente
si lasciavano portare dalle onde.
Io estrassi dai boxer il mio arnese e tenendo le labbra serrate sulle sue scostai il suo costume e la
impalai.
Il contrasto tra il freddo dell’acqua marina ed il caldo della sua figa quasi mi faceva venire.
Ma mi controllai e allora cominciai a chiavarla, lasciandola trasportare dalle onde.
Vedevo i suoi capezzoli indurirsi sotto il costume bagnato, allora abbassai la testa fino ad
immergermi in quel ben di Dio.
La tenevo a me col cazzo e con le mani ben arpionate sul suo culo, in quel momento leggero come
una nuvola.
Ed il mio dito non potè fare a meno di scivolare verso l’orifizio anale e di perforarlo.
Elena mi diceva
“ma dai, ci possono vedere”, ma intanto accompagnava il moto delle onde con gesti secchi del
bacino e ad ogni tonfo apriva la bocca e mi baciava.
“Sei un maiale” mi diceva.
“E tu una porca” rispondevo.
“Mi piace fare la porca”.
“Eppure non lo sei abbastanza…”.
Lei mi guarda e mi dice:
“E’ sempre per quella solita storia del privè?”
“Sì”
“Ma lo sai che mi fa paura”.
“A me no”.
Lei mi bacia e mi dice: “Vedremo”.
Purtroppo quel vedremo non si è mai concretizzato in realtà e ancora oggi vivo con il desiderio di
scopare con Elena e altre persone insieme.
Adesso sta prendendo il sole di fianco a me, in questa calda giornata d’agosto, tra file d’ombrelloni
colorati e maree di gente che non conosciamo intorno a noi.
Ho sempre pensato che la spiaggia sia la patria dell’ozio e del voyeurismo.
Ma i miei occhi sono solo per lei, per le sue curve, per le sue poppe immense e la sua pelle
abbronzata.
Lei sta leggendo un libro che le ho regalato prima di partire per il mare.
Si tratta di una raccolta di racconti erotici più o meno spinti, alcuni tratti da storie vere e vissute,
altri frutto della fantasia dei loro anonimi autori.
Io l’ho già letto e mi è piaciuto parecchio.
Ed anche ad Elena sembra piacere, dato che non si stacca mai da quelle pagine che divora con
avidità.
Vorrei tanto che lei adesso appoggiasse il libro, si girasse verso di me, aprisse lentamente le gambe
e, richiamando la mia attenzione, si scostasse il costume per mostrarmi le labbra gonfie della sua
figa.
Vorrei che maliziosamente si infilasse un dito nella fessura della figa e si sditalinasse come una
maiala in calore.
Vorrei vedere il suo dito bagnarsi e lo vorrei succhiare.
E invece legge, ed io sto ad ascoltare la musica che viene dagli altoparlanti del bagno Pincopallino.
Apro anche il giornale, ma lo richiudo dopo poco.
Resto a sentire le conversazioni assurde dei nostri vicini d’ombrellone, poi la mia attenzione è presa
da un gemito che viene dalla parte di Elena.
Giro la testa lentamente per vedere cosa succede. (altro…)

Da: Racconti Erotici RaccontiEros, Racconto Erotico: In tre si chiava meglio

Mia moglie e la sua malizia

luglio 22nd, 2013 by Lyla | Posted in Tradimenti   No Comments »

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Io e Paola siamo fidanzati oramai da 10 anni …….sono stati e continuano ad essere dieci anni di
assoluto amore, voglia di vivere, conoscenza,…..
Paola e’ una ragazza fantastica, gioviale, formidabile, una donna che non scambierei mai con nessun
altra, assieme abbiamo passato i momenti piu’ elettrizzanti della nostra vita, le scene piu’ belle ….il
mio rapporto con lei e’ e spero sarà la cosa piu’ bella che mi sia mai capitata…la mia vita.
Della mia Paola …adoro la malizia, …lei e’ carina…veramente carina, credo che tutti la possano
desiderare, e ….soprattutto ….e’ una donna ….una di quelle donne che oltre tutto si sa far desiderare
da tutti ……..e’ una vera potenza …..tante volte …soprattutto i primi tempi …scoppiavo di gelosia ,
nel vederla, e nel vedere gli atteggiamenti degli altri , che anche se pur lei non ci facesse apposta
…la “sbranavano” con gli occhi …….ero geloso pazzo uscivo sconvolto dalla gelosia ogni volta che
vedevo qualcuno posargli gli occhi addosso…..
Poi con il passare del tempo la fiducia prese il posto della gelosia …..mi fidavo ciecamente della mia
Paola ….e sapevo che non avrebbe mai fatto niente che mi avrebbe dato realmente fastidio e …cosi
la pazzia ….si trasformo in complicita’ ….in gioco …….ora amavo gli occhi compiacenti su di lei, mi
gratificavano come credo che gratificassero lei.
La nostra vita scorreva tranquilla, lavoro la sera assieme…..era oramai qualche mese che
convivevamo in un piccolo appartamentino …si stava bene assieme…
Una sera come tante proposi a Paola un cinema e dopo a letto e lei con la sua solita allegria mi disse
…..
“Siiiiii” ….io dal canto mio ….al telefono con voce maliziosa le dissi
” …fatti bella per me ” ……la telefonata si chiuse con l’appuntamento a casa e… un “Ti Amo” di
entrambi.
La giornata lavorativa mi impegno’ una cifra parlai con tanta gente tra cui il mio amico Davide,
amico comune mio e di Paola, rimasto da solo in città, per una partenza improvvisa della moglie,
modella….. eravamo sotto Milano vende moda e …la moglie di Davide aveva trovato un ingaggio
all’ultimo momento per Mila Shon …..e …..via partenza di corsa lasciando il marito
geloso ed incazzato in citta’ solo soletto.
Parlando con Davide , gli chiesi se avesse voluto aggregarsi a me e a Paola , per una serata
tranquilla, senza pretese, un cinemino e poi a letto…..lui accetto’ di buon grado……puntualizzando
da persona perbene quale era se non avesse disturbato ….io lo rassicurai e gli diedi appuntamento
per la sera a casa nostra …ore otto.
Nella fretta, mi dimenticai di avvisare Paola di quella presenza …..beh poco male …….sapevo che
non le avrebbe dato fastidio. (altro…)

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