Una sodomia alquanto particolare


Avevo notato in Elisa una certa tristezza nello sguardo e non la vedevo brillante come sempre.
Un certo sguardo di “cane bastonato” frammisto ad un timido sorriso all’angolo della bocca
aleggiava costantemente sul suo viso.
La cosa mi incuriosiva ma anche provavo dispiacere per lei in quanto capivo che qualcosa girava
storto.
Provai a chiederglielo, ma lei con un sorrisino mi rispose
“niente … va tutto bene”.
Ho anche pensato che potesse avere avute conseguenze con la penetrazione del cavallo di quella
sera.
Comunque l’avrei saputo!!
Qualche giorno dopo, in assenza del mio principale, dissi ai colleghi di studio che sarei dovuta
uscire per un’oretta.
Attraverso i meravigliosi vicoli fiorentini giunsi in piazza della Repubblica e da lì mi fù facile
giungere al “porcellino” dove Elisa con il marito avevano un negozietto di paglie e cazzate varie …
tanto amate dai turisti (a giudicare dal loro alto tenore di vita).
Elisa era sola in negozio e ci sedemmo a chiacchierare.
Tornai a chiederle la ragione di quella sua mestizia e dopo tanto insistere lei mi confessò che da
quella sera che aveva avuto il coito con il cavallo … litigava spesso con il marito.
La ragione era che il marito, avendo visto con quanto … trasporto si era fatta penetrare dal cavallo,
adesso chiedeva che il cavallo la sodomizzasse!
Lei non era contraria, anzi la cosa sotto sotto la eccitava e molto, ma aveva il terrore che le
dimensioni del membro equino le procurasse una lacerazione all’ano. Il timore non era avventato!
Cosa avrebbe detto in ospedale? “ricucitemi che sono atterrata sul campanile di Giotto” ?
Io le ricordai che il nostro amico Guelfo era dotato di un “coso” che a vista aveva poche differenze,
almeno in grossezza, con quello del cavallo … allora perché non fare allenamento durante la
settimana? sarebbe servito a rilassare i muscoli dello sfintere ed a verificarne la dilatabilità.
Le ricordai inoltre che nel nostro gruppo NESSUNO era obbligato a fare qualcosa per imposizione
e si sarebbe potuto, anche all’ultimo momento, rifiutare.
Quindi qualora lei avesse voluto io avrei proposto la cosa e lei rimaneva libera di accettare o meno.
Rimanemmo così d’accordo.
Al Sabato sera, come d’accordo, io feci un “bocca a bocca” con gli altri del gruppo in modo da
spingerli a richiedere ad Elisa di farsi sodomizzare dal cavallo, ma avrei potuto fare a meno di far
tanta fatica sarebbe stato sufficiente dirlo solo alla vulcanica Giulia perche’ in brevissimo tempo …
tutto fosse già organizzato e pronto!
Mancava solamente il consenso di Elisa, che un con un po’ ritrosia accettò, ma ponendo la
condizione che se si fosse pentita anche durante il … meeting le sarebbe stato concesso di smettere
immediatamente.
L’entusiasmo fu generale e tutti partimmo verso la stalla.
Ci sistemammo nel vasto spiazzo trepidanti ed eccitatissimi.
Le mani di tutti erano sparite fra le natiche, i seni, le cosce delle donne presenti e si muovevano con
la stessa frenesia che immagino doveva esserci stata a Cape Canaveral subito prima della partanza
del missile per la Luna!
Le donne lasciavano fare distrattamente pregustando lo spettacolino.
Arrivò Giulia dopo aver rassicurato Elisa che in caso di …”incidente” avrebbe provveduto lei stessa
alla …riparazione … non era forse un chirurgo lei?
Subito dopo arrivò Elisa più pallida che mai, più diafana che mai.
I suoi capelli leonini rosso Tiziano facevano da cornice al suo viso spaurito, ma eccitato e ne
facevano risaltare maggiormente la bellezza.
Il saio che indossava faceva indovinare le sue magnifiche forme ed il fiato leggermente ansante
tradivano l’ansia.
Questa volta il marito, seduto in un angoletto a fianco al box, non si adoprava e non parlava, era
sudatissimo e continuava a tergersi il sudore con un foulard. In mano aveva il suo uccello e se lo
menava distrattamente più per “dovere d’ufficio” e fissando il … palcoscenico.
Vennero scelte due ragazze che preparassero il cavallo e che facessero da ancelle alla “sacrificanda”
(ma alla fine sarebbe stato veramente un sacrificio?).
In un primo momento ero stata scelta io, e sempre da quella stronzetta di Giulia, ma il mio ormai
proverbiale terrore dei cavalli, li convinse a desistere e venni sostituita da Paola che in quanto a
forme … rischiava di distrarre la platea!
Paola e Lella iniziarono ad accarezzare dolcemente le palle del cavallo che in un primo momento
era molto nervoso.
Il massaggio alle palle lo calmò e cominciò a tirare fuori una piccolissima parte del suo membro.
Paola si chinò mostrandoci un culo da sturbo, due natiche che scaturivano da un solco da Gran
Cagnon e si univano con due labbra che sembravano sorridessero alla fica cui stavano a guardia;
cominciò lentamente a titillare il glande del cavallo con la punta della lingua fino a quando il
membro della bestia non si fu allungato di un bel po’ consentendo a Lella di apporre le proprie
benefiche manine sul grande fallo e cominciò dolcemente un andirivieni con ambedue le mani.
Il cavallo mostrò di “gradire” molto sia la lingua di Paola che le manine di fata di Lella e sfoderò
tutti i suoi 70 e più cm di cazzo.
A questo punto Paola, ormai anch’essa eccitata, non poté fare a meno di introdursi il glande del
morello in bocca e cominciò un pompino da vera professionista. Lella baciava dolcemente lungo
l’asta il grosso fallo e continuava fargli una benefica sega.
Tememmo che se il cavallo avesse eiaculato in bocca a Paola … lo spettacolo sarebbe finito prima di
cominciare!
Richiamammo a gran voce Paola perché sospendesse il bocchino alla bestia; lei resisteva e fu quasi
strappata al suo ciucciotto.
Elisa fece scivolare in terra il saio e rimase meravigliosamente nuda. Le sue superbe mammelle
bianco latte costellate da efelidi erano lì in bella mostra e facevano risaltare due capezzoli appuntiti
e bruni che tutti avremmo voluto succhiare. Il suo ventre era piatto con incastonato un ombelico
da … Venere.
La sua rossa foresta di peli erano una macchia di colore e di fuoco sul suo pube e si insinuava fra le
statuarie cosce che custodivamo una fica da infarto e di cui si intravedeva l’inizio della fessura.
Ma questa sera il punto focale era il suo culo da matrona romana, non eccessivo ma ben
dimensionato, tondo e sodo, diviso in due lobi da un sentiero che tutti avremmo voluto percorrere.
Si avvicinò al cavallo, lo carezzo sulla groppa, scese con la mano sotto la pancia, carezzò il pene
mostruoso forse pregustando le gioie successive o … temendone le disastrose conseguenze.
Si pose carponi sulla tavola, alzo quanto più possibile il culo verso l’alto … ed attese.
Fu Lella, che abbrancava con ambe le mani il cazzo del cavallo, che iniziò a indirizzarlo verso la
“rosa” di Elisa,
Paola leccò dolcemente il buchetto dell’amica per farlo rilassare e per insalivarlo.
Elisa aveva gli occhi chiusi e l’espressione tra l’ansioso ed il preoccupato.
Lella poggiò il glande della bestia al buco del culo di Elisa che … con una mossa a sorpresa venne
indietro facendo penetrare la punta del cazzo equino nel suo sfintere.
Ormai era fatto! l’enorme glande gonfio del cavallo aveva superato le “colonne di Ercole” dei
muscoli dello sfintere.
Ci fu un momento di sosta, Elisa trattenne il fiato poi riprese ad indietreggiare, continuò a spingere
fin quando tanti dei molti centimetri del cazzo del cavallo scomparvero nel suo meraviglio buco
segreto.
Iniziò un lento andirivieni durante il quale il cazzo del cavallo appariva e scompariva inghiottito dal
culo di Elisa.
Infine si rilassò, evidentemente cominciò anche a provare piacere e così iniziò a farsi inculare con
grande trasporto dal cavallo.
Era iniziata la grande inculata!
Parecchi minuti di fottuta ci portarono tutti al parossismo.
Non rispondevamo più dei nostri gesti e tutti eravamo impegnati a scambiarci baci, palpeggi, e
qualcuno a tentare di più.
Ma tutti erano distratti dall’indicibile meravigliosità dello spettacolo di un cazzo enorme di cavallo
che stantuffava il culo di una splendida donna!
Io mi sentii ficcare una mano nella fica ed un dito si insinuò nel mio buchetto più intimo e
cominciai a godere come una troia in calore.
Elisa prese grande gusto all’inculata inusuale e pregò le ancelle di leccarle la fica e di succhiarle le
mammelle.
Godeva come mai in vita sua ed il suo prezioso umore scolava sul viso di Paola che continuava a
lapparla con ingordigia succhiandole il clitoride.
Alla fine il cavallo eiaculò il suo seme nell’intestino di Elisa, la tirarono via ed il seme si riversò su
tutto il suo splendido corpo con schizzi violenti ed abbondanti.
Mille mani la toccarono, la massaggiarono, sparsero quel liquido sul suo corpo a mò di unguento
miracoloso.
Io mi avvicinai e chinandomi, le diedi un bacio in bocca e le sussurrai
“è andato tutto bene”? lei mi sorrise riconoscente, mi ricambiò il bacio lussurioso e mi disse in un
orecchio
“non mi farò mai più inculare da un uomo … il cavallo è il mio maschio ideale”!
Giulia ricoprì Elisa con il saio gettato sulle spalle perché era tutta sudata; il suo sudore si mischiava
con il residuo sperma del cavallo e la condusse in casa per … visitarla in caso avesse subìto una
qualche lacerazione.
Nel passarmi vicino notai una goccia di sperma dell’animale mista all’acre sudore di lei che scolava
da un suo capezzolo ritto, allungai la mano, raccattai la goccia con un dito ed avidamente lo
bevvi … volevo vedere la differenza di sapore tra lo sperma umano e quello di un cavallo.
Ottimi ambedue!

  • Ivan Resta

    ma dove li fate questi festini?