Benvenuti su Racconti Eros

Ciao a tutti, sono Lyla la admin di questo fantastico blog che tratta racconti erotici, racconti porno e racconti eros .

Potrebbero sembrare la stessa cosa ma per quanto mi riguarda i racconti eros sono quei racconti dove e al contrario l’atmosfera è leggera e poetica quasi.I racconti erotici sono quelli più classici di racconti di tradimento, di sesso a tre, di orgie con i vicini, di sesso con la sorella o la cugina etc 🙂 In questi ci sono volgarità e parole/frasi molto hot ! Mentre per i racconti porno io ci catalogo quelli più spinti dove si parla di bdsm, di violenze, di sesso con animali e qualunque altra cosa la nostra perversa fantasia ci fa immaginare 😀

Come avete capito questo blog di racconti è pieno zeppo di storie di sesso che attendono solo qualcuno che le legga e che si masturbi sborrando tantissimo 😉

Oppure di una coppia in cerca di nuove fantasie e di piccanti storie da cui trarre ispirazione!

Buona lettura 🙂

Bermuda

 


Erano arrivati in aereo il giorno prima, faceva molto caldo nonostante fosse autunno inoltrato e sicuramente sarebbe stato possibile fare il bagno ancora per qualche settimana.
All’aeroporto Marco e Licia erano stati accolti da Stefania e Fabio due amici di Licia che si erano trasferiti in quelle isole del sud per motivi di lavoro.
Marco era ormai un medico affermato, Licia dopo l’università aveva fondato una compagnia di import export per il sud America e aveva guadagnato un sacco di soldi.
Erano una coppia molto felice ed affiatata, lavoravano nello stesso campo di Licia, erano i responsabili dell’agenzia di viaggio più importante di Hamilton.
Lei aveva 26 anni, non molto alta, magra e con i capelli lunghi di color rosso, lui invece era alto, muscoloso e con i capelli biondi.
Dopo i soliti saluti e convenevoli li accompagnarono a casa loro, una bella villa in riva al mare, completamente immersa nella ricca vegetazione locale e lontana da tutte le altre case . Marco e Licia erano stanchi e prima di fare un giro dell’isola preferirono riposare un po’ nella loro stanza.
Marco si spogliò prima di sua moglie e sdraiatosi sul letto si mise a guardarla mentre faceva la stessa cosa.
Lei cominciò con il togliersi le scomode scarpe nere con il tacco, quindi slacciò la gonna attillata scoprendo due magnifiche gambe inguainate in collant bianchi molto provocanti.
Licia sapeva di avere addosso lo sguardo attento ed eccitato di Fabio, per questo fece tutti i movimenti in modo molto lento cercando di attrarre la attenzione di lui sulle parti più rotonde e sexy del suo meraviglioso corpo.
Quindi si mise seduta tutta nuda su una sedia aspettando che lui facesse la prima mossa. Marco si abbassò gli slip, mise le mani sul pene e muovendo su e giù in modo regolare lo inturgidì per bene, quindi si alzò e si avvicinò a lei glielo strusciò sulla pelle, prese la sua testa tra le mani e glielo mise in bocca.
Subito si sentì scossa da un brivido, sentiva quel cazzo caldo che scivolava tra le labbra, sentiva che la sua saliva prendeva un sapore diverso, dolciastro, un sapore che conosceva bene, che aveva assaggiato tante volte.
La sua lingua seguiva la curva del glande, quindi scendeva lungo il corpo sino ad arrivare alle palle che poi prendeva in bocca fingendo di morsicarle. Amava il suo uomo, lo aveva sempre amato, non lo avrebbe mai tradito, anche se in passato per una volta sola non era riuscita a trattenersi.
Mentre continuava a leccare il cazzo, si mise a ricordare cosa era successo.
Aveva forse 20 anni ed era al mare con delle amiche; una sera, erano uscite per mangiare una pizza e poco prima di ritornare in campeggio lei e la sua amica Loredana erano state avvicinate da due ragazzi molto belli, di origine tedesca, che volevano portarle a ballare.
Lei non voleva, ma Loredana aveva insistito tanto che alla fine aveva ceduto. I due erano simpatici e avevano dei modi galanti, le avevano fatte ballare per tutta la sera, cosa cui lei non era abituata, e alla fine, forse per il troppo bere, aveva acconsentito ad andare con uno dei due a passeggiare sulla spiaggia.
Mentre lei parlava dei suoi studi, si era accorta che l’atmosfera intorno a loro due stava cambiando; si sentiva strana, tesa, la testa le girava un po’ e quasi per gioco, senza realmente volerlo, le sue mani si erano abbassate ed erano andate appoggiarsi sulla patta di Karl.
Non avrebbe voluto farlo, ma ormai non riusciva a staccare le mani dal quel gonfiore che pian piano andava aumentando di dimensioni.
Sentì un brivido intenso e incontenibile in mezzo alle gambe, delle gocce, non so se di sudore o di eccitazione, le scesero lungo le cosce.
Non osava muoversi, dentro di se pregava che fosse lui a respingerla e a riportarla a casa o a fare la seconda mossa; e infatti Karl liberò dai pantaloncini corti il cazzo e glielo mise tra le mani.
Era un cazzo grosso, non più di quello del suo ragazzo, ma diverso; era la prima volta che ne toccava un altro e si sentiva un po’ a disagio.
Non ricordava bene cosa era successo in seguito se non che lui l’aveva stesa sulla sabbia, le aveva slacciato il body, aperto molto delicatamente la figa e infilato il pene tra le piccole labbra.
Mentre lui si muoveva affannosamente sopra di lei, Licia aveva la mente occupata da tanti pensieri; le piaceva quel ragazzo, le piaceva avere il suo cazzo dentro, le piaceva essere in un luogo pubblico con le gambe aperte all’inverosimile e le piaceva pensare che da li non molto lui le sarebbe venuto addosso e anche lei avrebbe goduto.
E infatti quando il ragazzo le spruzzò il suo seme tra le gambe, sentendo gli
schizzi che le colpivano le pareti della vagina Licia non poté che urlare dal piacere.
Si risvegliò da quel sogno, durato appena un attimo, quando Marco cominciò a passare la lingua tra le sue gambe.
Era molto bravo in quella tecnica, e in quel frangente il presente la eccitava più dei ricordi, per questo smise di pensare e si concentrò solo sulla lingua di suo marito che le frullava il clitoride.
Quella sera stessa, i loro amici li portarono in giro per la città; era un posto pieno di luci e la gente ballava per le strade; la temperatura non era molto alta e Licia aveva indossato un abito corto e stretto di colore rosso, con sotto delle autoreggenti sexy color carne; mentre camminava al fianco dei suoi amici, Licia non poté fare a meno di notare gli sguardi pieni di desiderio che le lanciavano gli uomini del posto; forse, pensò, si era vestita in modo un po’ troppo conturbante, comunque non la offendevano, non erano volgari, ed essere guardata non è che le dispiacesse molto.
Entrarono in un locale moderno, con delle luci al neon dappertutto e una musica tipica che si diffondeva in ogni angolo; bevvero tutti qualcosa di forte, e parlarono per quasi due ore.
Poi ad un certo punto Stefania che era andata alla toilette per sistemarsi un po’ sembrava non dovesse più ritornare al tavolino.
Licia si alzò per andare a vedere se le era successo qualcosa .
Si ritrovò in un corridoio, il posto era molto buio ed umido, non le piaceva essere lì da sola.
Arrivata in bagno poi non aveva trovato Stefania ma, mentre si apprestava a tornare da Marco, sentì delle voci provenire da una porta semichiusa; le era sembrato di udire la voce di Stefania e in effetti quando sbirciò dalla porta la vide.
Dentro c’era un salottino con due divani, e sopra uno di questi era sdraiata Stefania, per terra c’erano le sue scarpe e i collant; aveva un cazzo dentro la fica e un cazzo in bocca, due uomini di colore la stavano sbattendo e non sembrava che le dispiacesse.
Come faceva a fare ciò che stava facendo con suo marito di là che la aspettava?
Licia stava pensando a questo quando improvvisamente sentì delle mani che da dietro le stringevano le natiche e qualcosa di duro le premeva sullo spacco.
Si girò di scatto e si trovò di fronte un negro con un cazzo equino tra le gambe.
Non aveva mai visto un uccello così grande e rimase disorientata.
Il negro approfittò di quell’attimo di confusione mentale, la prese per i fianchi, le tirò fuori le tette e la spinse sul divano libero.
Stefania, sull’altro divano continuava a mugolare e a godere come non mai; guardò in faccia Licia che sembrava un po’ sconcertata e le fece un gesto d’intesa.
In un primo momento Licia avrebbe voluto urlare e scappare via, nessuno la tratteneva, ma la vista della sua amica e di quel cazzo enorme, nero, del colore dell’ebano, l’avevano eccitata moltissimo.
Senza provare sensi di colpa si lasciò sfilare le mutandine e toccare in mezzo alle gambe; era già tutta bagnata e desiderava solo di essere penetrata: chissà che sensazioni avrebbe provato di li a poco nell’avere dentro di se quel cazzo enorme?
Mentre il negro si posizionava bene per poterla sbattere, con la coda dell’occhio vide che uno dei due uomini che si stavano scopando la sua amica, si era staccato da Stefania e con il cazzo ancora duro le si stava avvicinando. In un attimo se lo ritrovò in bocca e cominciò a succhiare con trasporto.
L’altro, che nel frattempo si era posizionato tra le sue gambe aperte le appoggiò il pene gigantesco all’imboccatura della fica e dette un poderoso colpo di reni che la fece rimanere senza fiato.
L’uomo spingeva come un forsennato, non le dava tregua, Licia non faceva in tempo a riprendersi da un affondo che già un altro stava per cominciare.
La fica le faceva male da morire, non era mai stata dilatata così tanto, ma il dolore era misto a piacere e per nulla al mondo ci avrebbe rinunciato. Avrebbe voluto che Marco fosse lì a guardarla mentre quel cazzo enorme le sfondava la fica.
Questo pensiero la fece godere più di una volta in pochissimi minuti.
Non lo aveva mai fatto con due uomini, sentiva una strana sensazione di continuità, come se il suo corpo fosse un ponte di collegamento tra due sponde, da una parte entrava e dall’altra usciva, sembravano uno solo, si confondevano in un’unica meravigliosa immagine di bellezza.
Aveva perso il conto di quante volte era venuta, aveva coscienza solo del cazzo che aveva in bocca, del cazzo che aveva nella fica e della sue bellissime gambe coperte dalle calze soffici sollevate verso il soffitto.
Tutto finì in pochi attimi; sentì delle urla e delle parole in una lingua straniera che non riuscì a decifrare, poi vide arrivarsi addosso un’ondata di sborra che le ricoprì i capelli, gli occhi e le guance.
Anche l’uomo che la stava scopando era sul punto di venire, infatti ad un certo punto smise di penetrarla avvicinandole il cazzo alla bocca.
Visto da così vicino faceva ancora più paura, non riusciva neppure ad imboccare la cappella, con la lingua cercava di stuzzicarne la punta mentre con le due mani cercava di farlo godere.
Il primo e il secondo schizzo le arrivarono direttamente in gola, era così tanta da impedirle di respirare e non poté far altro che deglutire, gli altri schizzi invece le andarono ad inzaccherare i capelli ed il seno.
Sembrava ricoperta di panna montata, si sentiva sazia e sfinita.
Quando si furono lavate e sistemate, le due amiche senza dover dire niente, si misero d’accordo di non dire nulla e ritornarono dai loro mariti.
Licia faceva fatica a camminare, le faceva male il bacino e sentiva la fica tutta arrossata; non riusciva a capire come avesse potuto comportarsi così, tutto sino a quel momento era andato perfettamente tra loro due ma solo a pensare alla situazione in cui si era trovata la faceva tremare tutta dal godimento, lo avrebbe rifatto subito anche in mezzo alla strada.
Il giorno dopo si alzarono tutti molto presto e andarono sulla spiaggia; la giornata prima sembrava un sogno irreale forse un’idea da dimenticare.
Poche barche a vela approfittavano della brezza mattutina per fare una puntata al largo, alcuni pescatori invece lanciavano le canne dal pontile di legno del vecchio porto.
Licia aveva indosso una tuta bianca, molto attillata ed i capelli raccolti in due lunghi codini che le ricadevano sulle spalle, Marco invece portava dei pantaloncini corti con immagini tipiche della flora locale.
Fabio e Stefania li portarono in una piccola baia isolata, in cui le donne, dicevano, avrebbero potuto prendere il sole senza essere disturbate da nessuno.
Arrivati sul posto, dopo un’oretta di corsa le due ragazze si misero in costume e si sdraiarono sugli asciugamani, mentre i due uomini si divertivano a nuotare non lontano dalla riva. Continua a leggere Bermuda

Da RaccontiEros.it, Racconto: Bermuda

Due sexy studentesse

 

Sono seduto a studiare nella sala lettura della mia facoltà. All’improvviso sento una voce molto dolce che attira la mia attenzione.
Distolgo per un attimo lo sguardo dai libri e vedo uno spettacolo decisamente sensuale. Lei è seduta di fronte, indossa una minigonna molto corta che le fascia in modo perfetto la parte superiore delle cosce accavallate. Sono belle, interminabili e sode. Indossa un top bianco dal quale s’intravede la forma del seno in tutta la sua bellezza. E’ decisamente bella, capelli neri, lisci, lunghi, un viso dolce e allo stesso tempo malizioso, labbra carnose e occhi neri decisamente espressivi. E’ un angelo, penso che debba avere circa ventidue anni.
Resto incantato per circa 2 minuti finché non si accorge che le sto guardando le gambe sotto la scrivania.
Decido il tutto per tutto, alzo lo sguardo e la fisso negli occhi. Lei mi guarda, un attimo interminabile, mi sorride e, con molta eleganza accavalla le gambe invertendole di posizione. Per un attimo intravedo le sue mutandine di pizzo bianche. Sento un brivido lungo la schiena, mi alzo e m’incammino verso il bagno.
Al ritorno le passo vicino e noto che sulla sua scrivania ci sono gli stessi libri del mio esame, è un’occasione da non perdere, e così m’avvicino, le sorrido.
– Ciao, ti va di avere uno scambio d’opinioni sull’ultima lezione del corso ? -.
Lei mi risponde che in quel momento va molto di fretta, ma mi lascia il suo indirizzo e mi chiede se ho voglia di passare per casa sua in serata.
Così la sera mi preparo e vado da lei. Arrivato sotto casa sua, citofono e una voce mi prega di salire.
Busso alla porta e aspetto finche non viene ad aprirmi una ragazza davvero bella, bionda, alta circa come me (1,77 cm) e con un corpo da modella. Indossa un pigiama molto aderente dal quale si nota la forma del suo seno molto prorompente.
– Sei l’amico di Marina ? –
– Si -, rispondo io, – Ci siamo conosciuti oggi all’Università –
– Bene, Marina sta facendo la doccia, ma cosa fai lì davanti alla porta, entra. –
Così dicendo si gira e comincia a percorrere il corridoio.
Non posso che notare il suo culo perfetto in ogni centimetro che ancheggia in tutta la sua bellezza.
Mi fa accomodare in una stanza molto accogliente, arredata con gusto, con molti pupazzi.
Lei si siede di fronte e mi dice:
– Marina mi ha detto che anche tu stai studiando l’esame di fisica, che palle ! –
– Effettivamente – le rispondo – è molto noioso, ma ci fa capire come funzionano molte cose –
– Ma !, non so cosa ci trovi d’interessante – mi dice. – Io mi chiamo Milena e tu ? –
– Mi chiamo Marco – le rispondo.
Così dopo esserci presentati e aver parlato per circa 5 minuti del più e del meno, appare Marina in tutto il suo splendore, con addosso solo l’accappatoio e i capelli ancora bagnati:
– Ciao Marco – mi dice,
– Ciao Marina, sei bellissima – le rispondo sorridendo.
Non so dove abbia trovato il coraggio di dirle quelle parole, ma davanti a così tanta bellezza è difficile non esprimere i propri pensieri.
Marina guarda l’amica e le sorride.
– Grazie – mi risponde e guardando la mia cartellina mi dice:
– Ma sei pazzo? Cosa hai fatto, hai portato i libri ? –
– Veramente pensavo … – un po’ imbarazzato le rispondo.
– Non m’interessa quello che pensavi – mi risponde in tono secco, ma sorridendo.
– Stasera voglio divertirmi un po’ e mandare affanculo l’Università. Cosa ne dici se mangiamo qualcosa e poi facciamo qualche gioco ? –
– Ok, per me va bene –
– Adesso voltati per favore che voglio vestirmi – mi dice.
Così mi giro verso Milena e, senza farlo apposta, vedo il riflesso di Marina nel vetro dell’infisso del balcone. Ho un erezione istantanea. Inoltre noto Milena che guarda Marina con uno sguardo malizioso che provoca in me un aumento dell’eccitazione. Ha un corpo bellissimo, due gambe meravigliose, il pelo è folto e nero, il culo è qualcosa di stupendo, senza alcuna imperfezione, alto, sodo e carnoso.
La vedo mentre indossa le mutandine, poi il reggiseno e infine una maglietta bianca.
– Bene ora puoi girarti – mi dice.
E’ perfetta, non ho mai visto una ragazza così bella.
– Forza, andiamo a mangiare qualcosa, ho una fame incredibile – dice Milena.
Così ce ne andiamo in cucina dove trovo la tavola apparecchiata per tre, e, al centro del tavolo, una bottiglia di vino rosso da due litri.
Dopo avere cenato e bevuto abbastanza, Marina esce dalla cucina, torna con un mazzo di carte in mano e dice:
– Ora facciamo un gioco. Chi prende la carta più alta è costretto a bersi un bicchiere di vino tutto di un fiato. –
– Io ci sto – risponde Milena sorridendo.
– Anche per me va bene – rispondo io.
Così scherzando e ridendo ci finiamo ben 2 litri di vino.
Tra un bicchiere e l’altro sento un calore diffondersi in tutto il corpo e lo stesso vale per Marina che comincia a farsi vento con il bordo della sua maglietta, scoprendo così le mutandine e il reggiseno.
Mi alzo per andare in bagno, ma mi accorgo che mi tremano le gambe e chiedo aiuto alle ragazze.
Loro mi sorreggono e mi accompagnano.
– Bene, ora faccelo vedere – mi dice Marina guardandomi con aria da fanciulla maliziosa .
Non me lo faccio ripetere due volte e così mi sbottono la cerniera dei pantaloni, tiro fuori il cazzo e faccio una pisciata interminabile.
– Niente male il ragazzo – dice Milena
Appena finito, non mi danno neanche il tempo di pulirmi che sento una mano accarezzarmi il cazzo, lo impugna e lo tira, costringendomi ad andare nella stanza da letto.
Mi sbattono sul letto, accendono lo stereo e una luce soffusa rossa invade la stanza.
Cominciano entrambe a danzare muovendosi in modo sinuoso, abbracciandosi e strofinandosi tra loro.
Si spogliano lentamente mentre si baciano, vedo le loro lingue muoversi e intrecciarsi con estrema abilità percorrendo tutto il corpo.
Restano solo con le mutandine. Milena ha un tanga nero meraviglioso con un filino che gli attraversa le chiappe.
Si avvicinano e mi tolgono tutti i vestiti, non mi sembra vero, sento le loro mani e le lingue dappertutto, mentre cerco in tutti i modi di palpare e di baciare le grosse tette di Milena e le tonde chiappe di Marina.
– Marco, hai un cazzo bellissimo, ne ho visti di più lunghi, ma mai così largo – mi dice Marina.
Milena finisce di spogliarsi e la osservo in tutta la sua bellezza. Ha un seno molto grosso con due capezzoli che sembrano due ciucciotti. Il pelo è biondo e le labbra della fica sembrano una seconda bocca.
– Vogliamo che ci chiavi con forza, in tutte le posizioni e in tutti i buchi, ti faremo godere tantissimo. – Mi dice mentre si lecca la mano e comincia a masturbarmi.
Sento le sue dita che scorrono lungo la mia asta oramai dura come il marmo, nonostante l’alcol mi scorre nel sangue. Continua a leggere Due sexy studentesse

Siti di Racconti

In questa pagina voglio elencare un po di siti internet in cui scrivo saltuariamente (chi più chi meno) alcuni racconti erotici. I blog sono tutti attivi e recenti e cerco di differenziare le categorie delle mie storie per separare alcuni racconti sensuali magari più leggeri/soft e alcuni racconti porno più duri e trasgressivi con storie di gangbang, tradimenti, cuck old etc etc 😀

Quindi se vi piacciano i racconti e vi eccitano questi siti fanno decisamente voi:

http://www.iraccontierotici.it

http://www.raccontipornoreali.it

http://www.relatos-porno.es/ (in spagnolo ma scritti sempre da me 🙂 )

Così ampliate i racconti su cui eccitarsi e fanstasticare per masturbarsi di piacere o prendere ispirazione per del buon sesso selvaggio con il/la partner 😉

Kiss
Lyla

Sito Racconti Erotici in Spagnolo

Ciao a tutti, questo non è un racconto ma una semplice news :). Da poco ho iniziato un nuovo progetto, un blog di racconti porno in spagnolo. Sono madrelingua italiana e spagnola ( ho vissuto moltissimi anni in tutte 2 due le nazioni) quindi ho pensato di provare a cimentarmi nei racconti erotici scritti in lingua spagnola sperando che anche a chi parla quella meravigliosa lingua piacciano :D.

Se qualcuno di voi capisce e/o parla lo spagnolo seguitemi anche sul mio blog di racconti erotici per la spagna: www.relatos-porno.es (relatos eroticos autenticos)

Ho aperto anche la pagina facebook per i racconti: https://www.facebook.com/relatos.eroticos.Mas18

Spero di vedervi anche li a leggere una bella storia eccitante che vi farà sborrare tanto 😉

Graciasss.

hasta luego 😉