Era una notte strana

Ero sulla via di casa mia e provenivo da una visita ad alcuni amici, pioveva a dirotto, così forte che
dovevo guidare a soli 50 all’ora anche dove era permesso andare a 130.
Il lampo è balenato illuminando il cielo nero e lo scoppio del tuono si sentiva chiaramente sopra il
rumore ronzante del motore della macchina.
Proseguendo lungo l’autostrada ho visto che non c’erano altre macchine in giro.
Ho pensato che la maggior parte della gente era rimasta saggiamente dove si trovava in attesa che il
temporale finisse.
Oltre a ciò era l’una di notte.
Ho guidato per circa mezz’ora e improvvisamente davanti a me ho visto una figura a lato della
strada, stava agitando freneticamente le braccia cercando di attirare la mia attenzione.
Ho anche notato una macchina parcheggiata sul bordo della strada, ho pensato che avesse problemi
con la macchina.
Ho pensato che se fossi passato oltre probabilmente sarebbe rimasta tutta la notte fuori sotto la
pioggia; ho rallentato e mi sono fermato.
Aperta la porta della macchina, sono uscito e ho visto una donna che correva verso di me sotto la
pioggia.
Indossava una camicetta azzurro navy che con la pioggia e l’oscurità della notte sembrava quasi
nera.
Era tanto bagnata che la forma del suo seno era facilmente individuabile e le mammelle sembravano
grandi e sode, i capezzoli erano eretti, probabilmente perché la camicetta fredda e bagnata le
strofinava.
I lunghi capelli castani erano inzuppati e gocciolanti ed aderivano al suo abbigliamento.
Indossa una gonna, anche quella bagnata, che aderiva alla pelle.
Quando si è avvicinata ho potuto vedere i suoi grandi occhi scuri e le sue labbra piene.
Era veramente uno spettacolo ed io ero contento di essermi fermato.
“Grazie a Dio si è fermato!”
Mi ha gridato sopra il ruggito della pioggia.
“la mia macchina si è fermata, non vuole mettersi in moto, e non so cosa ci sia di rotto.”
Mi sono avvicinando sorridendo leggermente.
“Bene, cercherò di metterla in moto anche se non sono un meccanico.”
Mi ha sorriso, evidentemente grata che mi fossi fermato.
Ci siamo diretti verso la sua macchina ma avevo dei problemi a farla ripartire.
Il motore non voleva girare e dopo cinque minuti ho deciso che era una causa senza speranza.
“Cosa possiamo fare?”
Mi ha domandato.
“Dunque, a quest’ora non ci sono garage aperti quindi non è possibile che esca un carro attrezzi.”
Mi sono fermato un momento a pensare.
“La mia casa non è molto distante da qui, forse altri venti minuti con questo tempo.”
I suoi occhi si sono stretti mentre mi guardava, sembrava che mi stesse soppesando.
“Potrebbe passare la notte a casa mia, ho un stanza non utilizzata dove potrebbe stare, e sarebbe più
facile per me e più conveniente per lei, piuttosto di andare in un albergo.”
Mi sono diretto verso la macchina per ripararmi dalla pioggia, anche se ero già bagnato e
gocciolante.
Mi ha seguito fino all’auto e quando ho aperto la porta dalla parte del conducente e sono entrato, lei
è entrata dalla porta del passeggero.
“OK, ma cosa succederà alla mia macchina?”
Ha domandato, quando si è seduta.
E’ rabbrividita leggermente per il freddo e vedendo ciò ho aperto il riscaldamento.
“Beh, potrei portarla ad un garage domani mattina, e così potranno venirla a prelevare e portare
via.”
Ho risposto.
“Lo farebbe?”
Ha detto un po’ sorpresa.
“Sicuro, perché no?”
Ho risposto semplicemente.
“Dio, com’è gentile, le pagherò il disturbo se vuole.”
E dicendo questo mi ha sorriso.
“No, no. Non voglio soldi, veramente non è un disturbo,” ho detto, cercando di sembrare un
gentleman.
Mi ha dato una certa occhiata, che sembrava voler dire, ‘Chi ha parlato di soldi’ e quindi si è girata
sul sedile per guardare la strada.
“Okay, mille grazie.”
Ho accennato col capo, mentre portavo la macchina di nuovo sulla strada.
L’ho osservata mentre guardava fuori dal finestrino, aveva spinto indietro con le dita i capelli e i
vestiti gli aderivano alla pelle.
Aveva le braccia incrociate davanti al torace come se stesse cercando di scaldarsi.
“Mi chiamo Luca,” le ho detto, rompendo il silenzio che c’era tra noi.
Si è girata verso di me ed ha sorriso,
“Sono Daniela” ha fatto una pausa un momento, come per decidere qualche cosa.
“Cosa stavi facendo stasera per tornare a casa a quest’ora?”
Le ho spiegato che ero stato da amici dove c’era stata una piccola festa ed essendomi annoiato
avevo deciso di tornare a casa.
“E’ stata la mia fortuna che tu l ‘abbia fatto,” ha sogghignato.
“La fortuna è stata anche mia,” ho detto senza pensarci.
“Oh? Cosa te lo fa pensare?”
Ha detto con uno sdegnato tono sarcastico.
“Niente, niente,” ho risposto.
L’interno della macchina si era riscaldato e ora sembrava più rilassata, si è appoggiata allo schienale
e si è stiracchiata.
“A casa tua non avresti un cambio di vestiti da darmi?”
Ha domandato con voce quasi supplichevole.
“Sono sicuro che troverò qualcosa per te,” ho risposto.
“Buono, non ne posso più di togliermi questi vestiti.”
Ha detto quasi seducentemente, come se volesse togliersi i vestiti in quel momento.
Abbiamo fatto un po’ di conversazione e ho scoperto che anche lei stava tornando a casa dopo aver
fatto visita a un amico.
Comunque viveva duecento chilometri più lontano.
Finalmente siamo entrati nel viale d’ingresso della mia casa che è una villetta di dimensioni
superiori alle mie necessità.
“E’ tuo questo posto?” Ha domandato con curiosità.
“No, davvero, sono in affitto. Non sono abbastanza ricco per possedere una casa,” ho detto
onestamente.
A queste parole ha sogghignato verso di me.
Sembrava avere circa 25 anni, cioè circa 4 anni più di me.
Ci siamo precipitati fuori dalla macchina ed abbiamo fatto una corsa fino alla porta.
Dopo averla aperta sono entrato.
Gli ho mostrato la camera da letto degli ospiti e quindi sono sceso rapidamente nella mia stanza.
Mi sono cambiato velocemente, mi sono messo una T-shirt e pantaloni da jogging e ho preso un
altro paio di pantaloni da jogging ed un’altra T-shirt per Daniela.
Sono tornato alla stanza degli ospiti e ho aperto la porta. Continua a leggere Era una notte strana

Cose assurde

Faccio il palafreniere, da una vita, amo i cavalli perché sono molto intelligenti.
Sono stato assunto da poco tempo in una tenuta, da una Baronessa. Una donna molto elegante di
circa quarantanni. Anche lei è amante dei cavalli, ed adesso ho scoperto il perché !.
Una mattina come tutte le altre mi sono recato nella stalla per spazzolare i cavalli, prima di
consegnarne uno alla baronessa per la cavalcata mattutina. Quando mi accorsi che – Breda – uno
splendido stallone bianco era agitato. Cercando di capire cosa aveva e di calmarlo, lo accarezzai. Si
era fatto tardi, rispetto agli altri giorni e la signora non scendeva per farsi la solita cavalcata.
Quando ad un tratto vidi spuntare la baronessa, dicendo – Gragie Ernesto, e scusa il ritardo, mio
marito mi trattenuto al telefono con le sue solite chiacchere
La signora nonostante fosse di sangue nobile, con noi servitù era molto socievole. Breda era già
sellato, e lo consgnai alla signora. Montò in sella e si allontanò velocemente verso la boscaglia.
Breda era molto irritato. Sellai un’altro cavallo e dopo circa cinque minuti, montai in sella e pian
piano mi diressi verso il bosco, dove era andata la Baronessa. Sentivo il nitrito di Breda, da lontano.
Scesi da cavallo e mi incamminai a piedi. Continua a leggere Cose assurde

L’Infermiera

Salve a tutti, mi chiamo Alessandro ed ho 28 anni. Vi voglio raccontare un fatto capitatomi circa 3
anni fa.
Era la fine d’agosto e mi stavo recando in ospedale per sottopormi ad un piccolo intervento, per
l’asportazione di un neo fastidioso, situato proprio pochi centimetri sopra la base del pene.
Arrivato in ospedale e dopo aver fatto la classica trafila d’impegnative e pagamenti, mi sono
sistemato in sala d’attesa.
Dopo circa mezzora che aspettavo, dalla chirurgia è uscita l’infermiera che fece il mio nome ed io
alzatomi, la seguii.
Una volta dentro la stanza dove dovevo essere operato, l’infermiera si volta verso di me e mi dice
con naturalezza:
“Si tolga pantaloni e slip e si stenda sul lettino.”
A questo punto, potete capire il mio imbarazzo nello spogliarmi davanti ad una donna giovane ed
oltre tutto molto bella, che ti dice di levarti le mutande come se ti avesse chiesto di appendere il
soprabito sul attaccapanni.
Una volta steso sul lettino vedo che mi si avvicina reggendo in mano un vassoio, lo poggia sul
carrellino a fianco e mi dice:
“Il chirurgo è impossibilitato per circa un’ora, comunque intanto io la devo depilare.”
Io sorpreso le rispondo che non capivo cosa intendesse e lei innocentemente mi ripete:
“Be, se vuoi che ti togliamo il neo devi farti spiumare l’uccellino.”
A questo punto capisco che l’affare che ho tra le gambe, che del resto è abbondantemente sopra la
media, deve aver fatto il suo effetto e cosi le rispondo: “Ah va bene, basta che non me lo decapiti.”
E lei:
“non preoccuparti non voglio tagliarti nemmeno un pelo, preferisco usare il sapone che irrita meno
e lascia la pelle più liscia, come quella di un bimbo.”
Detto questo, si mette all’opera e sento che con le manine piccole ed affusolate mi massaggia per
bene il pelo in modo che il sapone faccia il suo dovere.
All’improvviso però, oltre al pelo circostante il neo, la porca, comincia ad insinuare le manine fra le
cosce e sui testicoli, fino ad arrivare fra le chiappe ed al buco del culo.
Grazie al trattamento, il mio fino ad allora dormiente aquilotto comincia a risvegliarsi e facendo
finta di niente le chiedo cosa stia facendo.
E lei mi risponde:
“Non preoccuparti, lo sai che i bimbi non hanno peli sul sederino e perciò non voglio li abbia anche
tu!”
Finita l’operazione di insaponatura, prosegue:
“Vieni, che ora vediamo come sei bello con il pisellino ed il culetto tutto depilato.”
Mi fa alzare e mi porta in un angolo della stanza dove si trova un bidè e una volta fattomi sedere,
comincia a togliermi il sapone con una piccola doccetta.
Da questa situazione, sentendomi esposto completamente al suo sguardo ed oltretutto, data la mia
posizione, potevo intravedere le sue superbe pere che ondeggiavano libere da qualsiasi presenza di
reggiseno, il mio cazzone si è librato libero e nudo dirigendosi con la rossa e turgida cappella verso
la bocca di lei. Continua a leggere L’Infermiera

Masturbazione in diretta

ciao sono sul letto, il mio dito è sul clitoride, mmmm si muove x tutta la lunghezza delle grandi labbra, si sta bagnando, la figa. Sì il pensiero va’ a te magari stai dormendo oppure… stai facendo dell’altro. Mi porto di dito alla bocca, lo infilo e gli dò una ciucciata,mmmm che buono. Lo riporto là dove la mia voglia pulsa. È da un pò di tempo che ho scoperto la masturbazione, prima c’eri tu. Ora il dito si infila dentro mmmm lo muovo, dentro, lo tiro fuori lo lascio girare sulle labbra della figa, bagnata. Faccio la stessa cosa con un altro dito. Lì metto tutte e due entro, oh sì il piacere sta crescendo, mmmm le dita sono lì oh le muovo dentro le tiro fuori il clitoride, è tirato pretende un pò di attenzioni, io gliele dò, mi tiro giù le mutandine x muovermi meglio, mmmm mi bagno il dito x metterlo dentro penso al tu bell’arnese grosso e duro, mi bagno mentre ci penso….
Mi piacerebbe prenderlo in bocca, ti passerei la lingua sù tutta la lunghezza… So che ti piacerebbe, ll dito ancora sul clitoride, la figa bagnatata, mi piace stimolarmi pensarti mentre lo faccio. Oh infilo 3 dita con maestria nella mia bella figa, non è larga, è stretta e sento le intruse le muovo sù e giù come un cazzo, duro immaginami così con le gambe aperte, le dita dentro mentre si muovono x farmi piacere. Mmmm il ritmo incalza dentro giù fino in fondo per poi salire e più sù più velocemente come se fosse il tuo… Mmmm vorrei sentirlo dentro di me, carnoso duro che mi riempie la figa, il respiro si fà più veloce dentro e fuori mi sento si dilata si stringe anche dietro… Ti ricordi ti piaceva dietro, il mio. Dentro e fuori, sù giù mmmm il calore divampa la figa bagnata si apre si chiude come animata il clitoride è teso, dentro le mie dita vanno più in fondo mmmm sì continuo sino a che il piacere mi invade il movimento delle dita è sempre più veloce ti immagino mentre mi scopi mi sbatti tutta mentre mi prendi i seni e me lì strizzi mmmm il calore è sempre più intenso, oh continuo la danza interna più veloce le 3 dita le sento la figa è stretta e lunga anche l’ano è aperto x il piacere, no oggi no non ho tempo voglio venire lascio il telefono per venire,sì sì lasciando il cell mi sono stimolata il clitoride mentre le dita dell’altra mano erano dentro, sono venuta così..

Sesso … da Morire

Finalmente mi ha invitata a cena a casa sua. E sarà una serata davvero speciale visto che ogni volta
che mi vede “mi mangia con gli occhi”. E’ un ragazzo molto bello, alto, muscoloso, capelli neri,
occhi scuri, orecchino (che io trovo molto sensuale), e penso che a letto sia una forza!
Vediamo, cosa mi metto? Qualcosa di molto sexy … reggiseno di pizzo nero, perizoma di pizzo
nero, calze autoreggenti, maglietta di pizzo molto trasparente, minigonna, tacchi alti. Mmmm,
penso proprio di riuscire a fare colpo così.
Trucco leggero, tranne la bocca … rossetto rosso fuoco che evidenzia bene le mie labbra carnose;
capelli lunghi, sciolti, sulle spalle.
Sono già eccitata da morire al pensiero delle sue mani sul mio corpo, della sua bocca che lecca ogni
centimetro di me. Mmmm, ho una voglia incredibile di sesso. Comincio a toccarmi in mezzo alle
gambe, penetrando nella mia fica con quasi tutta la mano … mmmm … non mi basta; vado di là, in
cucina, e prendo uno di quei grossi cetrioli. Sono eccitata e la mia fica è bagnatissima. Allargo le
gambe, tiro su un po’ la gonna, scoprendo del tutto le mie gambe, e appena il mio sedere rotondo e
sodo; scosto un po’ le mutandine e comincio a strusciarmi sulla fica quell’enorme cetriolo … mmmm
… oh Dio ho i brividi che mi percorrono tutto il corpo; me lo infilo tutto dentro, lo tiro dentro e fuori
prima lentamente … così … mmmm … e ora più veloce, veloce … aaahhh … mi sento morire dal
piacere, sto per venire … aaahhh … fantastico!
Sono in ritardo, mi ritocco un po’ il trucco; mi viene un’idea; mi metto un dito in mezzo alle gambe,
tiro fuori un po’ del “mio liquido” e me lo metto sul collo, come profumo. Mi sa che mi salta
addosso appena entro. Va beh, correrò il rischio.
Bene direi che ci siamo. Esco di casa e mi avvio verso il suo appartamento. Per strada tutti mi
guardano. E’ una cosa che mi fa impazzire, tutti questi occhi puntati addosso, che mi desiderano,
che mi vogliono. Mi piace essere bella, sensuale, desiderabile …
Eccomi arrivata. Suono il campanello; lui mi viene ad aprire dopo qualche secondo. Oh Dio è
proprio bello: jeans, maglietta nera, aderente, senza maniche, che mette in risalto tutti i suoi
muscoli; capelli tirati un po’ su, con un po’ di gel. Mi guarda, mi fa i complimenti, mi da due baci
sulla guancia come saluto. Deve aver sentito l’odore della mia fica, che mi sono messa addosso; ho
visto il suo pene indurirsi sotto i pantaloni.
Mi fa entrare, mi offre un bicchiere di spumante, facciamo un brindisi; lui attacca un po’ di musica,
ci mettiamo in divano e chiacchieriamo un po’. Lui mi osserva … mi guarda le gambe quasi
completamente scoperte, il seno che si intravede sotto la maglietta trasparente, la sensuale bocca
rossa. Glielo leggo negli occhi quello che mi vorrebbe fare …
Si avvicina alla mia bocca continuando a fissarla, mi annusa; il mio odore lo fa impazzire. Comincia
a baciarmi e a leccarmi le labbra, il collo. Mi mette una mano sulla gamba e comincia ad
accarezzarmi, salendo sempre più su; mi alza la gonna, scoprendo il mio sedere e la mia fica,
appena coperta dal piccolissimo perizoma di pizzo. Mmmm … mi fa impazzire, sento le sue mani
che scostano le mutandine ed entrano nella mia fica … mmmm e poi risalgono prendendomi il
sedere, e poi più su tirandomi giù il reggiseno, scoprendomi così del tutto i seni, che prende tra le
mani. Sono bagnatissima, eccitata da morire. Voglio sentirlo tutto dentro di me, voglio che mi
faccia morire di piacere.
Continua a toccarmi dappertutto, senza staccare le labbra dalla mia bocca e dal mio collo. Mi
spoglia, completamente nuda; lui ancora vestito mi prende in braccio. Sento i suoi muscoli sul mio
corpo; mi distende delicatamente sul suo letto, continuando a baciarmi e a toccarmi. La sua mano
entra ed esce da me, facendomi impazzire.
Sento la sua lingua, la sua lingua che, dal collo, comincia a scendere … mi prende in bocca i seni ,
mordendoli; poi scende sul ventre, ed arriva alla mia fica. Mmmm me la lecca tutta … mi penetra
con la lingua … me la bacia. Mi fa impazzire. Poi scende ancora e mi lecca le gambe; poi risale e si
ferma ancora a leccarmi la fica … mmmm …e i seni … e il collo … e la bocca.
Mi gira a pancia in giù e ricomincia a baciarmi e a leccarmi la schiena, il sedere, e ancora la fica …
mmmm. Si ferma, si spoglia continuando a guardarmi e a desiderarmi più che mai. E’
completamente nudo anche lui ora; ha un corpo splendido e un pene meraviglioso, grande,
durissimo. Mi avvicino a lui, glielo prendo tra le mani; lui mi guarda eccitatissimo; poi mi avvicino
con la bocca, comincio a leccarglielo, a baciarlo, lo prendo in bocca quasi tutto … mi piace da
morire il suo pene, lo sto facendo impazzire. Continuo a leccarlo, a prenderlo in bocca fino alla
gola, gli faccio passare la mia lingua tutta attorno … mmmm … lo prendo ancora in mano, lo faccio
passare tra i miei seni, lo riprendo in bocca … poi mi fermo, non voglio che goda ora, deve godere
dentro di me; mi rimetto sul letto a pancia in giù; lui si mette sopra di me, e mi penetra da dietro …
mmmm … Appena me lo mette dentro, mi sento già impazzire dal piacere. Comincia ad andare su e
giù, con quel pene durissimo … e dopo qualche secondo … aaahhh … la testa mi gira, i brividi mi
pervadono il corpo, sento il suo respiro sempre più forte su di me, e … godiamo tutti e due insieme
come matti, sento il suo sperma che mi riempie. Oh Dio, fantastico! Continua a leggere Sesso … da Morire

Soltanto una foto …

Ciao solo una foto, ma non tanto osè, mirko mi chiese di trovarci e così, accettai il suo invito ad andare a casa sua, lui mi piaceva ancora molto, sono passati mesi dall’ultimo incontro…. Mi stava chiedendo una foto mia con lui, insieme nudi. Mirko è un ragazzo alto, mi superava di una spanna, ogni volta che lo baciavo mi girava la testa, occhi neri come la notte senza stelle, bocca bella e piena, quanto mi piaceva la sua bocca, mentre parlava lo guardavo. nella mia mente si susseguivano immagini di quando stavamo insieme. Dai rosi, sù dai. Cavoli se era insistente… Io stavo ancora sorseggiando il the caldo, dai mirko non posso, adesso non sto più con te, al mio fianco c’è un’altra persona. Io mi chiamo rosi pagani e sono nata 39 anni fà. Ho i capelli neri e lunghi, sempre legati x comodità, occhi marroni un pò truccati, bocca rossa e piena come piace ai ragazzi, non tanto alta, ma si sà il vino buono sta nella botte piccola, pesavo 5 kg in meno xké ero stressata, avevo perso il lavoro e non ne trovavo in giro. Mirko continuava ad insistere, oh adesso basta mi hai rotto ti ho detto no. Mirko abbassò lo sguardo e non disse più niente. Mi fece un peccato, vederlo così giù. Dai alla fine ne hai tante di foto mie,no? Cambiamo discorso,tagliò corto lui, si alzò dalla sedia e con tre passi mi raggiunse io seduta sulla sedia mi feci sfiorare dalle sue dita, affusolate e sapienti. Mi prese le spalle e cominciò a massaggiare, un massaggio lento, sù rosi sei tesa, adesso vedrai che ti sciolgo. Chiusi gli occhi, le sue mani erano come il miele x un orso, una tentazione. Le sue mani si muovevano sulle spalle x poi finire sulla schiena, con movimenti circolari mi stavano sciogliendo la tensione degli ultimi tempi. Mmmm, mirko le tue mani sono fantastiche. Il mio uomo era fuori città x lavoro e così avevo del tempo x me. Mi alzai dalla sedia, aveva risvegliato la gatta che era in me. Mi misi sul divano a 3 posti, e mi sdraiai a pancia bassa, lui si mise a cavalcioni sù di me per continuare il massaggio, mi fece scivolare la camicia sù dalle spalle x toglierla, e così fece con il reggiseno. Mise ancora le mani sulla schiena rilassata, e cominciò il massaggio. Mmmm mirko mi fai venire, lo prendo un pò in giro… E no rosi basta così poco? Farò di meglio,se me lo permetti,rosi. Cosa hai in mente? Mirko si alzò dalla mia schiena io mi alzai, e mi misi seduta, mentre lui si mise davanti a me, prese il tel e accese il lettore musicale x mettere un sottofondo, scelse quella che piace a me, e al ritmo della musica cominciò a levarsi la maglietta x restare a petto nudo. A me era sempre piaciuto il suo corpo ne troppo secco ne troppo grasso, giusto. Io feci fatica a non alzarmi x raggiungere i suoi capezzoli maschili… Continuò adagio lo spogliarello, eseguendo dei circoli con i fianchi x poi sfilare i pantaloni dagli stessi… Mmmm, era fantastico e la danza mi stava facendo effetto.. Mi stavo eccitando, i miei pensieri non si fermavano, continuavo a pensare come avrei abusato di lui se avessi voluto. Mirko mentre si sfilava i pantaloni mi fece l’occhiolino, sapevo cosa voleva e lo volevo anch’io. Mi alzai di scatto e mi avvicinai a lui rimasto in slip. La sua voglia si vedeva molto bene, e si percepiva, mi misi a ballare, lui mezzo nudo e io ancora con i jeans ma in un attimo me ne libero. Mirko mi prese per la vita e avvicinò i miei fianchi ai suoi, sentì il suo membro che premeva sul mio prepuzio sopra la mia mutandina, il suo slip bagnato di voglia, io con due dita glielo sfilò per ammirare la sua eccitazione gonfia e bagnata. La sua mano prese un seno x massaggiarlo. Mmmm con le dita mi prese un capezzolo. Io con la mano lo sfiorai lì sul cazzo tirato, e una gocciolina uscì dalla cappella. Mirko si avvicinò con la bocca al seno stimolato prima, e un oh mi uscì dalla mia bocca, la sua lingua fece circoli fantastici sul mio capezzolo, per poi sentire la minima pressione dei suoi denti e delle sue labbra, mi stavo bagnando, la mutandina era bagnata, dal mio eccitamento. Continua a leggere Soltanto una foto …

Che uomo il mio nipotino parte 2 (Al mc Donald)

sesso al mc donald - racconti erotici
Abbiamo preso il nostro vassoio e ci sediamo in un posto appartato.
Non c’è molta gente, gli impiegati si riverseranno fra tre quarti d’ora circa, ma a quell’ora…
uuhhhhmmm… calmati, devi calmarti!
Non anticipare i tempi! Ma è difficile, soprattutto con lo sguardo di Leo che mi guarda non più
come un zia dolce e cara, ma… direi… una troia, una puttana… anzi… una puttana di zia pronta a
farsi scopare dal suo nipotino!
Uuuuhhhhmmmm… che pensieri focosi! Il mio braccio urta il sacchetto dove c’è l’oggetto della
nostra complicità e va a finire per terra.
– Lascia, lo prendo io, zia… – mi dici mentre ti chini sotto il tavolo.
Tranquillamente mangio le mie patatine mentre allargo le cosce.
Non te lo aspettavi, vero tesoro?
La tua zietta porcona non ha le mutandine e tu puoi bearti pienamente delle sue cosce spalancate e
del tesoro in mezzo ad esse.
Non riesci a vederlo il tesoro?
Va bene, le allargo ancora di più!
Il tuo sospiro mi dice che questa volta hai visto tutto e per bene, ma ora è tempo che ti tiri su se non
vuoi che tutti i ragazzi che ci sono qui si chiedano cosa stia facendo la sotto e si mettano a guardare
anche loro!
Chiudo le cosce e tu, con un sospiro, rialzi la testa da sotto il tavolo porgendomi il sacchetto.
– Ecco, zia… – riesci appena a dire inghiottendo altra saliva.
Il mio spettacolino deve averti eccitato sino allo spasimo. E anche me! Non immagini quanto!
– Grazie, tesoro.
– Grazie a te, zia! – mi dici e mi guardi negli occhi facendomi capire che non c’è la fai più.
Ti capisco, tesoro mio.
– Che ne diresti di venire a casa mia? Mi è passata la fame. – dico osservando i tuoi occhi che si
illuminano.
Non dici niente.
Non riesci più a dire niente, ma lo sguardo di sfuggita che lancio alla patta dei tuoi jeans spiegano
tutto.
– Ci alziamo entrambi e, lasciando lì i nostri vassoi, testimoni di un piacere non più prorogabile,
usciamo.
Non piove più, ma questo è un particolare secondario.
Facciamo appena in tempo a prendere il bus.
La pioggia ha costretto molta gente a rientrare a casa prima del solito, per cui l’autobus è pieno.
Entriamo. Non possiamo aspettare oltre.
Dietro di me ci sei tu, e dietro di te altra gente che preme per salire.
Ti sento. Il tuo cazzo poggia sul mio culo.
Mi sposto per farlo alloggiare meglio… nello spacco.
Lo sento. Il suo calore è contagioso.
Il movimento del bus agevola i nostri sfregamenti eccitandoci ancora di più.
Finalmente la nostra fermata.
Scendiamo e, quasi di corsa, ci dirigiamo verso il mio appartamento.
L’ascensore è qui, facciamo prima.
Mi giro per chiudere le porte, schiaccio il bottone del sesto piano mentre tu ti schiacci contro di me.
Ho le tette che premono contro la porta dell’ascensore e il tuo bacino che preme contro il mio culo.
Poi sento le tue mani che mi accarezzano ancora indecise le cosce.
Con calma incomincio a muovere il mio culo massaggiando il tuo cazzo ancora più teso, se
possibile, mentre con le mani afferro le tue e me le porto in mezzo alle gambe facendoti sentire
come sono già bagnate del piacere che viene fuori da quella grotta che ora mi stai accarezzando…
ssiiiiii… tesoro mio, siiiii… infilami le tue dita dentro, cosììììì… la senti come è bagnata la tua zietta?
Ed è tutto merito tuo, tesoro!
Bravo, hai preso coraggio!
Bene, palpami il culo come si deve, così!
Solleva la gonna se vuoi vederlo, ecco, bravo. Continua a leggere Che uomo il mio nipotino parte 2 (Al mc Donald)

Marito felice

Il mio nome e’ Marco sono un marito felice che quando ha scoperto una parte di me per ora nascosta
sono ancora piu’ felice e il mio matrimonio va a gonfie vele.
Una mattina sono uscito di casa per andare in negozio e nella confusione mattutina mi sono accorto
di aver lasciato documenti importanti a casa, dopo circa un oretta quando arriva il mio commesso
vado a casa per riprendere i documenti, arrivato a casa vedo che c’e’ la macchina di mia moglie e la
macchina del pronto intervento idraulico mi avvicino alla finestra e vedo mia moglie che e’ vestita
con un accappatoio minuscolo e si nota che di sotto e’ nuda l’idraulico poverettto sta li sotto e ogni
tre secondi si tocca l’uccello eccitatissimo da quella vista e la sua faccia e un misto di godimento
indescrivibile, lui da vero porco fa chinare mia moglie in basso per poter vedere meglio le sue
nudita’ e ad un tratto troppo eccitato infila una mano nella passera di mia moglie che da gran troia si
fa masturbare e dopo pochi secondi a gia’ il suo uccello in bocca poche leccate e si ritrova l’uccello
tutto dentro la passera e l’uomo dice
“Dov’e’ quel cornuto di tuo marito ?” e lei candidamente gli risponde che con il cazzetto che ha puo’
solo farsi una pippa io ho bisogno di almeno due cazzi di grossa misura al giorno senno mi devo
masturbare e non mi piace dopo successe una cosa strana invece di incazzarmi per aver scoperto
mia moglie che e’ una troia comincio ad eccitarmi e comincio a farmi una sega che si conclude con
una sborrata nella finestra di casa mia.
Risalgo in macchina e penso all’esperienza appena passata mi eccita vedere mia moglie sbattuta da
un’altro uomo. Continua a leggere Marito felice

La casalinga annoiata e la sua amica

Anna è una classica bellezza del sud con lunghi capelli neri corvini belle gambe slanciate e tornite dai tacchi alti che usa di solito e esaltate ancora di più dalle minigonne che indossa ha circa 40 anni , ma in realtà non è di Anna che voglio parlarvi ma di una sua amica Grazia che è la moglie di un amico una bellissima donna di circa 40/45 anni e di come grazie a Anna siamo riusciti a coinvolgerla nei nostri giochi erotici , L’avevo vista insieme a lei anche lei una bella donna una bellezza del sud con belle gambe spesso messe in mostra da minigonne mozzafiato e una aria da santarella che in realtà ero convinto nascondesse una gran porca , e non mi sbagliavo ,
Grazia sapeva che Anna spesso si prostituiva e che questo gli dava un tenore di vita migliore del suo, andavano a fare shopping in taxi , gli faceva regali e comprava un sacco di vestiti grazie al suo extra ,
vedendole insieme mi è subito venuta l’idea di cercare di invitare Anna a coinvolgere l’amica che fino a allora non lo aveva mai fatto e non sapevamo la sua reazione , ma tentare non nuoce no??
Anna ha organizzato una festa a casa di un amico invitando anche Grazia e altre amiche , lei e Grazia sono venute con la macchina di Anna in modo che alla fine dovesse essere lei a riaccompagnarla a casa ,
come in tutte le feste abbiamo ballato e anche bevuto cercando di fare bere Grazia un po di più non ubriacarla ma renderla un po euforica , con il passare della serata alcune amiche se ne sono andate e siamo rimasti in pochi,
Anna , Grazia , un paio di amiche e 5/6 maschietti giusto quello che volevo e abbiamo dato inizio al nostro piano , Anna ha fatto uno spogliarello che ha alzato di molto il livello della serata ricevendo i complimenti di tutti noi e le sue 2 amiche l’hanno imitata mentre Grazia non voleva partecipare e l’abbiamo lasciata un po in disparte ,Anna si è seduta tra me e Carlo e ha incominciato a toccarci e a spogliarci mentre le sue altre 2 amiche si dileguavano come d’accordo in camera insieme ai loro maschietti .
Anna ha una bocca stupenda due labbra che sembrano fatte apposta x succhiare i cazzi e lo fa veramente molto bene un po come Bocca di Rosa lei lo fa x passione il sesso gli piace e lo fa volentieri , puttana si ma per passione , e si vede che gode non finge lo senti quando risalendo le sue cosce arrivi a toccare la sua figa umida e calda ,lo vedi dai suoi capezzoli che diventano duri e sodi , lo senti quando la senti vibrare come una corda di violino sotto le tue carezze , o quando gli infili la testa tra le cosce e vai a slinguare il suo clitoride e mugola come una gatta in calore , si Anna è una gran donna veramente , non so cosa pensasse Grazia vedendo Anna con 2 uomini insieme uno che gli slinguava la figa mentre l’altro si faceva fare un pompino , poi messa alla pecorina con un cazzo in bocca e uno nella sua figa ma dopo un po Anna si è alzata e prendendoci x i cazzi si è avvicinata a Grazia offrendogli i 2 cazzi da succhiare Grazia non era molto d’accordo faceva la timida ma con un po di diplomazia l’ha convinta prima a prenderli in mano e poi a farci un pompino e mentre Grazia seduta sul divano ci faceva un pompino Anna molto delicatamente ha iniziato a spogliarla , prima la camicetta poi la minigonna , il reggiseno e ha incominciato a accarezzarla e infine gli ha sfilato gli slip l’ultima barriera che proteggeva la sua intimità , Grazia mi arrappava molto vestita ma nuda era veramente uno schianto 2 seni non eccessivamente grossi ma sodi , due belle gambe con al centro un triangolo semidepilato con cura e un culo da favola bello sodo da sfondare x tutte le volte che x la strada l’ho vista sculettare in modo arrappante , mentre Anna la accarezzava e gli titillava i capezzoli io ho approfittato x infilare la mia mano tra le sue cosce e Grazia prontamente le ha serrate ma piano piano la mia mano si è fatta strada fino a arrivare alla sua figa e sentirla umida e calda , piano piano le sue cosce si sono rilassate e la mia mano ha potuto esplorare quella calda fessura dove molte volte ho pensato di infilarci il mio cazzo e finalmente ci ero vicino , sentendola più rilassata mentre Carlo continuava a dargli il suo uccello in bocca ho aperto le sue cosce e sono andato a leccargli la fessura a titillare il suo clitoride con la lingua facendole emettere dei gemiti di piacere e in breve è venuta stringendomi la testa tra le cosce come in una morsa ,ma ormai la strada era aperta e allora l’abbiamo fatta alzare e ci siamo spostati in camera dove c’erano gli altri e l’abbiamo fatto spazio x lei nel grande letto era ora di scoparla come si deve e mentre Anna e le sue amiche ci succhiavano il cazzo x farlo diventare ancora più duro lei era li nel letto a cosce spalancate pronta a ricevere i vari cazzi che gli offrivamo il primo a scoparla è stato Carlo mentre Franco gli dava il suo uccello in bocca ,era il suo battesimo di troia quella sera e dovevamo battezzarla alla grande nò? con un sacco di sborrate su di lei (e qualcuna anche dentro di lei )
Carlo finisce e lascia il posto a me vederla li a cosce spalancate con quella vulva pulsante di piacere è stato qualcosa di indescrivibile ho appoggiato la mia cappella tra la fessura e l’ho spinto dentro con forza entrando in quella vagina umida e pulsante che sembrava risucchiasse il cazzo ogni volta che andavo indietro , poi l’abbiamo girata alla pecorina e mentre un altro la scopava abbiamo mirato al suo culo vincendo una sua iniziale resistenza (era vergine nel culo ) ma lo è rimasta ancora x poco , per lubrificarlo non avendo sotto mano dei lubrificanti infilavo il mio uccello nella sua figa grondante di umori insieme in una doppia penetrazione vaginale e poi piano piano mi aprivo la strada in quel buchino vergine fino a stantuffarla x bene , ma Anna è anche una grande stronza in quanto aveva a nostra insaputa organizzato una altra sorpresa x Grazia , infatti sentiamo suonare alla porta e Anna va a aprire e torna con 2 neri suoi amici che voleva far partecipare alla festa di Grazia , 2 neri di un metro e ottanta di altezza con un fisico statuario e anche qualcos’altro di statuario quando si sono spogliati , mentre noi continuavamo a provvedere a Grazia Anna e le sue amiche hanno provveduto ai 2 nuovi arrivati , non so se avevano una valvola come quella dei palloni ma quando i loro membri sono usciti dalle bocche fameliche di Anna e le sue amiche mi sembravano cresciuti di parecchio rispetto a prima e prima non erano certo piccoli ,
mentre noi continuiamo con la doppia penetrazione uno dei neri gli si mette di fronte e gli da la sua mazza in bocca , credevo soffocasse a prendere in bocca quel membro ma poco alla volta gli è entrato tutto in bocca fino alla fine , l’altro nero si avvicina al letto e ci dice di fare spazio che era il suo turno a scopare la troia bianca e afferrata Grazia x i fianchi gli ha spinto il suo uccello in figa (meno male che l’avevamo lubrificata e allargata già noi altrimenti non so se sarebbe entrato quel randello che si trovava tra le gambe , ma Grazia dopo un paio di urletti di dolore iniziali ha incominciato a trovare gusto in quel randello la sentivamo gemere come una cagna in calore , poi il nero che stava spompinando si è messo sotto di lei e l’ha fatta mettere a cavalcioni sul suo cazzo vedere Grazia impalarsi su quel cazzo enorme mentre l’altro nero si piazza dietro di lei e punta il suo randello nel suo culo , Grazia seppur sverginata da noi non era certo in grado di accogliere quella mazza enorme pensavo io ma il nero che puntava al suo culo ha detto di ficcargli un uccello in bocca così non urlava , prontamente mi sono piazzato davanti a lei è ho provveduto a farla stare zitta mentre l’altro si faceva strada nel suo buchetto posteriore poco alla volta fino a spingerlo tutto dentro e a sbatterla dicendogli ti piace troia il cazzo nero ?
ormai eravamo alla fine quasi e allora x rendere gli onori alla nuova troia Anna e le amiche con pompini e seghe ci hanno portato alla eiaculazione facendoci sborrare su Grazia come Battesimo della Nuova troia

NON è PIU UNA SCOMMESSA

 

Era cominciato tutto per una scommessa persa. Il pegno, farsi riprendere nuda, in casa di uno dei compagni “di merende”, ma dovrei dire di bevute al bar, abituale ritrovo per i ragazzi e le ragazze della mia età che non sapevano come ammazzare il tempo.
Il tempo io lo ammazzavo eccitando i ragazzi del posto, sono una bella ragazza, con le curve al posto giusto, una di quelle su cui i ragazzi lasciano gli occhi appiccicati. Io per contro vestivo spudoratamente, lasciando all’immaginazione ben poche cose.
Tutto questo più per noia che per vero interesse a provocare chissà quale scandalo. D’altronde il paese era piccolo e la gente già sparlava abbondantemente alle mie spalle.
Così quel gioco in cui spavalda mi ero avventurata era l’ennesima bravata da cui mi ero lasciata sedurre. E siccome, non mi faccio mancare niente, in quella scommessa persa, mi sono spinta ben oltre trasformando l’idea iniziale di uno spogliarello privato – dietro l’occhio certificatore della telecamera – in una “ménage a trois”. L’iniziale disagio davanti a quell’occhi indiscreto era scemato fino a diventare naturale coinvolgimento all’eccitazione generale di quei due, Carlo e Massimo. Dopo aver pagato quindi il pegno ben oltre ogni rosea previsione con una prestazione completa sia al mio ex (Carlo) che al suo amico, mi sono ritrovata spesso a pensare e ad eccitarmi a quell’idea di posare dietro una telecamera. Ne parlai pertanto con Carlo, la persona con la quale avevo condiviso la mia prima esperienza sessuale….., e anche la sua.
Fu entusiasta della cosa, figuriamoci se non lo fosse stato.
L’unica raccomandazione che gli feci era quella che fosse lui a creare delle situazioni eccitanti e impreviste, mi fidavo di lui.
Carlo è un rappresentante di prodotti tipici del luogo, in pratica non combina niente dalla mattina alla sera, visto che qui in paese ognuno i prodotti se li produce in maniera pressoché esclusiva.
Tempo qualche giorno ricevetti la sua chiamata.
– Ciao Rosy, come va?
– Ciao Carlo, sto bene.
– Sei sempre disponibile per quelle riprese.
– …si certo, (Carlo, si era mosso alla svelta, già pregustavo il piacere chiedendomi cosa stesse architettando, speravo solo che non fosse con il suo amico del cuore – Massimo – si l’ultima volta non era stato male, ma non è che mi facesse saltare dalla gioia fare nuovamente una cosa a tre. Piuttosto volevo provare cose nuove).
– Passo a prenderti questa sera …..ti porto in un posto che ho scoperto da poco. Indossa un abbigliamento molto provocante. Come tuo solito….
– Ok, ho già in mente cosa indossare….(in effetti non è che avessi molta scelta, era raro a causa della mentalità ristretta delle comari di paese indossare abbigliamento succinto senza destare scandalo. Io stessa poi non facevo testo, ero considerata ai più un maschiaccio, ormai un anima persa. Già per mezzo paese venivo considerata una troia e per l’altra metà molto più che una svergognata. Mi piaceva la cosa, ma diventava anche pesante, a volte, quando dovevi trovarti a fronteggiare pubblicamente gli sguardi rigidi e puritani di quelle donne).
Spero che Carlo, un giorno mi porti lontano da qui, da questo ambiente.
Puntuale bussò alla porta di casa, alle 20,00. La nostra non è mai stata una relazione ufficiale, Carlo è un bel tipo, con molte ragazze che gli corrono dietro. Con me non ha mai avuto bisogno di chiedere.
Si avvicina e mi bacia sulla guancia. Apre il mio soprabito per vedere che sotto non indosso niente di più che un completino rosso che copriva a mala appena le mie parti intime.
– Rosy sei bellissima, hai capito perfettamente come ti desideravo.
Salii sulla sua Golf e uscimmo fuori dal paese. Il dorso delle sue dita mi aveva accarezzato più volte l’interno della coscia dandomi qualche brivido di piacere.
– Dove andiamo? Chiesi.
– E’ un segreto, anzi ora dovrò bendarti per rendere la cosa ancora più intrigante. Vorrei che stessi tranquilla, lo sei?
– Se mi dici così mi fai preoccupare….
– ….
Sorrise, accostando la macchina al ciglio della strada.
– Fidati, ti piacerà!
– Se lo dici tu….
Una volta usciti dal paese aveva preso una di quelle stradine di campagna, la macchina sobbalzava ad ogni buca. Il suo palmo sulla mia coscia rimaneva invece ben aderente. Velocità di crociera, disse mentre la sua mano andava su e giù sulla mia coscia, come un onda sulla spiaggia. Istintivamente allargai le cosce invitandolo a salire più su, ma lui niente, voleva farmi morire di desiderio.
– Siamo quasi arrivati, ci attendono.
(Ecco lo sapevo ora finisce in orgia).
Si fermò lasciando scivolare le ruote della macchina sullo sterrato.
– Eccoci!
L’aria della sera era fresca, il profumo di un camino acceso….la sua mano sul mio braccio mentre nel buio in cui stavo, per la bendatura, camminavo a tentoni con le braccia davanti a me.
Una porta cigola.
Carlo dice: “siamo arrivati”, dall’altra parte silenzio.
Sento che c’è qualcuno che mi osserva, l’essere osservata è uno di quei piaceri di cui una donna a volte è gratificata.
Carlo mi spoglia, rimango in intimo davanti a non so quante persone.
– Rosy, stiamo riprendendo. Ora ti puoi accomodare, dice Carlo facendo una leggera pressione sulla spalla e accompagnandomi con una mano sul fianco, fino a che i miei glutei non trovano una superficie solida su cui adagiarsi.
Mi afferra, prima una mano e poi l’altra. Passandole oltre la mia schiena e legandole alla gamba della sedia. Il fuoco del cammino ebbe un crepitio, la temperatura dentro quella casa era ideale.
– Spero non ti dispiaccia essere legata
– Affatto gli rispondo, ritrovando la stesa spavalderia avuta qualche giorno prima, durante la scommessa persa.
– Questa è una prova di gusto….ti faremmo assaggiare alcune prelibatezze del posto, ti ripeto che stiamo riprendendo e che potrai rivedere tutto quanto con comodità a casa tua quando vorrai. Noi non ci terremmo niente della registrazione che faremo oggi, sarà tua e di tuo esclusivo utilizzo.
– Annui, sorridendo.
– Potete spogliarvi, disse Carlo, poi si volto verso di me, non sei intollerante a qualche alimento vero?
– No, credo di no.
– Le persone qui presenti spalmeranno successivamente nelle loro parti intime alcuni alimenti e tu dovrai individuarli…non sbagliarli apposta mi raccomando, il pegno potrà essere molto doloroso. Prima però ecciteremo i nostri amici.
Lo disse passando alle mie spalle, e avvicinando le sue labbra e soprattutto la sua lingua alle mie orecchie per rendere la cosa ancora più erotica e facendo scorrere le sue dita sulla mia pelle. Sentivo il suo fiato sul collo, le sue dita scendevano fino a disegnare i miei seni, infilarsi dentro il reggiseno e far sbordare fuori i miei capezzoli. Ora li stava tormentando. Avvertivo i gesti di approvazione dei presenti.
– Rosy a giudicare da ciò che vedo le persone qui presenti si stanno eccitando.
– Grazie della telecronaca Carlo. Cosa stanno facendo?
– Diciamo che si stanno toccando….
Premette il capezzoli tra il pollice e l’indice fino a farmi sentire dolore. Il che mi indusse a chiudere la bocca (a tacere) facendone uscire qualche gemito, quelli no, non riuscivo a trattenerli per me. Lasciò la presa con le dita e le sue mani avvilupparono i miei seni, stringendoli e lasciandoli ballare sotto i suoi palmi. Un istante dopo erano liberi entrambi, mi aveva liberato del reggiseno. Le sue dita continuavano a scendere, lungo un ventre teso, che già si stava riempendo di piacere. Varcò il bordo degli slip, entro dentro, si inoltrò nel mio boschetto a forma di rettangolino che avevo appositamente curato quando mi sono preparata per la serata. Le sue dita scivolarono ancora più giù tra le mie labbra già umide di piacere. Stuzzicò il mio clito, avevo imparato a riconoscere quel tocco, il suo dito medio accompagnato dall’indice in movimenti rotatori sempre più veloci, quando mi prendeva da dietro. Incominciavo a non resistere più a quel tocco delle sue dita. Fu allora che completò la sua rotazione intorno a me riposizionandosi davanti a me spingendo le sue dita sul mio sesso. Speravo mi penetrasse, finalmente avrei goduto e invece con l’altra mano scivolò dentro il mio perizoma e me ne liberò definitivamente. Ora ero completamente nuda, a parte qualche monile e le scarpe con tacco da 10. (Portare quei trampoli era un sacrificio appena tollerabile da parte mia).
– Scusa Rosi, devo assaggiarti….(si era eccitato anche lui, bene, ora me lo sarei ritrovavo in mezzo alle gambe con la sua lingua che avrebbe slappato le mie labbra. Mi faceva morire, l’avrei desiderata dentro…ma il gioco doveva ancora incominciare…). Dopo avermi fatto raggiungere l’apice del piacere senza farmi godere, quel bastardo di Carlo mi lasciò lì, gambe aperte e un desideri incontenibile di essere scopata…
– Direi che ora ci siamo…..invitò i presenti a preparare le degustazioni. Attese qualche istante e mi invitò a portare fuori la lingua.
Cadde qualche goccia…« questa è facile – risposi – questo è miele, direi di eucalipto». Solo dopo avrei capito, riguardando il video da che parte anatomica colava quel nettare. E fu nuova eccitazione vedere quel nettare colare da quella parte anatomica (che ancora non ho intenzione di svelarvi).
Un istante di silenzio e poi nuovamente la voce di Carlo, che sembrava aver atteso la conferma dai presenti sull’esattezza della risposta.
– Brava Rosy è proprio miele di Eucalipto. Andiamo avanti, disse Carlo appoggiando un bicchiere e bagnando la mia gola con del vino, un frizzantino che scendeva giù che era una bellezza. La gola bruciava, dopo esser stata attraversata dal miele.
– Questo vino è afrodisiaco Rosy è fatto con….. no meglio che non ti dica niente. Asciugò le mie labbra tamponando qualche goccia con un tovagliolo.
– Nuovo assaggio, Rosy, apri la bocca. Questa volta è lungo. Continua a leggere NON è PIU UNA SCOMMESSA

Le ripetizioni di letteratura

 

Ero arrabbiato con mia moglie. Ancora una volta mi aveva coinvolto senza dirmi nulla. E non era la prima volta che succedeva. Mia moglie è specializzata nel promettere miei favori alle persone. Se qualcuno va a chiederle che io faccia qualcosa lei accetta per me senza dirmi nulla, così io mi trovo impegnato a mia insaputa. Questa volta si trattava di dar ripetizioni di italiano alle due figlie della nostra portinaia. Le due ragazze avevano rimediato un debito in italiano e la madre aveva chiesto a mia moglie se io avessi potuto dare loro qualche ripetizione. Mia moglie aveva ovviamente accettato con entusiasmo assicurandole che anche io sarei stato felice di farlo e mi trovai coinvolto in una serie di lezioni da tenere un paio di pomeriggi la settimana per tutto il mese di luglio. E così il lunedì successivo alle 15 si presentarono le mie due allieve, Naomi ed Ester  che frequentavano la stessa classe perché Ester, la più grande, aveva perso un anno. Erano davvero carine, piccole, more con una frangetta sbarazzina che incorniciava un visino delizioso. Sembravano gemelle, si somigliavano in tutto, anche nel fisico, minuto ma fornito di un bel seno abbondante che notai sotto la candida maglietta che lo ricopriva.   Durante la prima lezione mi resi subito conto che il loro livello di preparazione era davvero bassissimo. Feci fare loro un tema che poi leggemmo insieme, non c’era una frase scritta correttamente! Visto che ormai ero in ballo decisi di fare le cose seriamente e quindi dissi loro di venire ogni giorno per tutto il mese. Facemmo una settimana di temi a ripetizione per cercare di migliorare un po’ l’esposizione e l’ortografia. La seconda settimana decisi di  far leggere loro ogni giorno un brano da commentare. Alle 15, come al solito, si presentarono a casa mia. Notai subito un cambiamento: entrambe indossavano un paio di pantaloncini cortissimi e una canottiera bianca abbastanza larga da lasciare vedere benissimo che sotto non indossavano reggiseno. Ebbi il mio bel da fare per non cadere continuamente in tentazione e guardare le loro bellissime mammelle che sembravano voler saltare fuori ad ogni minimo movimento.  Anche il secondo giorno si presentarono puntuali e vestite come il giorno prima. Si sedettero al tavolo di studio posizionandosi una alla mia destra e l’altra alla mia sinistra. Cominciammo a leggere da un unico testo che tenevo davanti a me. Poiché il libro da cui leggevamo era unico si avvicinarono a me unendo le loro sedie alla mia, mettendo un braccio dietro di me per vedere meglio il libro al centro. Io tenevo le mie braccia in grembo sotto il tavolo e sentivo il contatto dei loro seni appoggiati alle mie braccia. Mi sentivo un po’ a disagio ma non mi mossi continuando a leggere. Al termine del brano chiesi loro di spostarsi con le sedie mettendosi di fronte a me e di dirmi  cosa avessero capito di quello che avevamo letto.  Si misero sull’altro lato del tavolo e mentre la più grande iniziava a parlare, la più piccola si mise in ginocchio sulla sedia poggiando mi gomiti sul tavolo. Attraverso la scollatura della maglietta vedevo il suo seno nudo e i capezzoli. Prestai poca attenzione a quello che diceva la sorella. Quando la prima ebbe finito di commentare, iniziò a parlare l’altra mentre anche Ester assumeva la sua stessa posizione. Adesso avevo due bellissimi seni da guardare e l’attenzione per quello che dicevano era nulla, guardavo solo senza sentire nulla. Finalmente quella lezione finì e ci demmo appuntamento al giorno successivo.  Per la terza lezione dissi alla grande di sedersi di fronte a me e scrivere una relazione su quanto avevamo letto il giorno prima mentre l’altra si mise al mio fianco per leggere un altro brano. Questa volta misi io il mio braccio sullo schienale della sua sedia alla mia destra mentre lei si accostava a me per leggere. Dopo qualche minuto che leggeva feci scivolare la mia mano dallo schienale alla sua spalla. Non disse nulla continuando a leggere. Dopo qualche minuto Naomi cambiò posizione poggiando un braccio sul tavolo, io allora feci scivolare la mia mano sotto la sua ascella sfiorando con le dita la sua mammella. Mi feci più audace e le diedi un leggero pizzicotto sulla mammella che avevo sfiorato. Non disse nulla. Infilai una mano nell’apertura della canottiera e le afferrai il seno. Lo racchiusi nella mia mano e rimasi immobile, tenni la mano in quella posizione fin quando finì di leggere il brano. A quel punto si alzò in piedi cedendo il posto alla sorella. Anche Ester si posizionò seduta alla mia destra e iniziò a leggere ed io ripetei l’operazione che avevo fatto in precedenza con la sorella toccandole il seno. Anche lei non disse nulla e lasciò che la palpeggiassi fino alla fine del brano. Terminammo la lezione e prima di andarsene mi salutarono entrambe con un bacio sulla guancia lasciandomi solo con il mio membro eretto stretto nei pantaloni. Attesi con ansia l’inizio della quarta lezione. Puntuali come i giorni precedenti le due ragazze bussarono alla mia porta: indossavano entrambe un corta gonna e la solita canottiera. Come il giorno precedente dissi ad una di scrivere la relazione mentre l’altra avrebbe letto un brano. Fu a quel punto che Naomi mi disse “Professore, poiché ho difficoltà a leggere, le spiace se mi siedo sulle sue ginocchia?” Annuii e la ragazza si sollevo la gonna per non sedercisi sopra e poggiò le nude membra sulla mia gambe. La sorella intanto si era posizionata di fronte a noi, in ginocchio sulla sedia e scriveva tenendo i gomiti poggiati sul tavolo. Praticamente dalla scollatura vedevo le due mammelle nude penzolare. Attraverso la leggera stoffa dei pantaloni sentivo il sesso caldo della ragazzina poggiato sulle mie gambe. L’erezione fu immediata. Il mio membro premeva contro le natiche di Naomi che continuava a leggere tranquilla. Non resistetti più di tanto e le infilai le mani sotto la gonna accarezzandole le cosce lisce, poi feci risalire le mani verso il suo ventre. Ebbe un sussulto. “Mi fa il solletico” mi disse.   “Scusa, non volevo, – risposi imbarazzato – smetto subito.” “No, no tenga pure la mano, se vuole, mi fa piacere.” Intanto Ester aveva interrotto la scrittura della relazione e mi guardava con un sorriso sfrontato. “A mia sorella piace essere accarezzata, professore, a me invece piace accarezzare.” Ero sbalordito e colto di sorpresa dalla sfrontatezza delle due ragazze. Decisi di stare al gioco. “E cosa ti piace accarezzare?” le dissi. “Beh mi piace accarezzare i ragazzi o anche mia sorella.” “E cosa ti piace accarezzare dei ragazzi?” le chiesi conoscendo già la risposta. Infatti mi disse “Professore non faccia l’ingenuo, lo sa cosa piace farsi accarezzare  ai ragazzi. Ce l’hanno sempre duro e come lo tocco un po’ mi vengono in mano.” Ero sbalordito dalla sfacciataggine della ragazza. Continuò “Recentemente poi ho imparato una cosa nuova che mia sorella non conosce ancora. Se vuole le mostro cosa so fare. “ “Fammi vedere allora” le dissi. Si avvicino a noi e fece alzare Naomi dalla mie gambe, poi si mise in ginocchio davanti a me e disse alla sorella più piccola di fare lo stesso. Mi sbottonò i pantaloni ed estrasse il mio membro eretto. “Guardi cosa ho imparato a fare – mi disse – so che ai ragazzi piace molto.” Così dicendo si infilò il mio pene in bocca e cominciò a leccarmelo. Continua a leggere Le ripetizioni di letteratura

La vergine mora dell’isola

Quello che ho deciso di raccontarvi e’ una storia vera.
Sono stato mandato per lavoro su un’isola del tirreno.
E’ l’inizio di luglio di quest’anno e sull’isola arrivano fighe di ogni genere.
Cavallone bionde e more con tette da favola e culi da infarto.
Ma le solite antipaticone da spiaggia che se la tirano pensando di averla solo loro.
Le immagino nelle posizioni più porche ma nel profondo spero che se la passino con sonori ditalini
per quanto sono stronze.
Insomma, l’isola si anima di belle donne e li, tra le tante, le altre che incontro lei.
È sera e sto passeggiando lungo il molo e la vedo.
I suoi occhi scuri profondi lunghi capelli mori e soprattutto due grandi meloni.
Mi fanno impazzire le grandi tette da leccare che ti eccitano e fanno eccitare.
C’è uno sguardo d’intesa che parte dai suoi caldi occhi.
La perdo tra le stradine dell’isola. Devo assolutamente rivederla.
I giorni seguenti passano cercandola in giro: per le strade del centro, sulla spiaggia.
Nulla, non c’è.
Il ricordo dei suoi capelli, dei suoi occhi e soprattutto dei suoi grandi seni mi sprona alla ricerca.
E finalmente eccola, è lei che stavolta mi viene incontro.
È di nuovo sera sulla banchina del porto.
La presentazione di rito.
Si chiama Enza, ha 20 anni e da vicino è ancora più bona di quello che sembrava.
I suoi occhi lucidi e soprattutto la conferma di ciò che avevo intravisto: i maestosi seni.
Lo sguardo è tra il felice e l’arrapato represso.
Sai, quella che soffre di cazzo-carenza ma che l’educazione, le condizioni di vita le fanno
considerare il sesso solo tabù.
Il suo sguardo è comunque penetrante, che invoglia a sua volta a penetrare(!).
I suoi discorsi da verginella divagano sui soliti argomenti: cosa fai come va, ecc. e così termina la
serata ed è ora di rientrare.
Naturalmente mi offro di accompagnarla a casa.
Il discorso continua e naturalmente approfitto per abbracciarla.
Il suo corpo parla da solo e dice il contrario delle sue parole.
Un leggero tremolio, la pelle d’oca mi annunciano il momento propizio per attaccarla.
Ci dobbiamo salutare così le mie labbra si avvicinano alle sue in cerca della lingua che timida si
intreccia con la mia.
Anche i nostri corpi si toccano e sento per la prima volta le sue morbide pere, il mio cazzo reagisce
e sicuramente lei lo sente.
È la prima sera, può bastare e la mando a dormire strappandole la promessa di riverderci.
Passano due giorni e devo tornare sulla terra ferma ma i miei pensieri restano alla mora dell’isola.
Ritorno ed il lavoro scorre veloce nella speranza di poterla rivedere nella pausa del suo lavoro.
Sono le 12.00 e l’aspetto all’uscita.
Eccola, mi vede con il solito sguardo.
Ci mettiamo all’ombra di un tunnel che conduce
alla spiaggia con i turisti che ogni tanto passano.
L’abbraccio, è un contatto cercato e ricambiato.
Siamo vestiti ma è come se fossimo pelle a pelle.
Le mie labbra sulle sue e la lingua che si fa spazio.
Eccola che ricambia con timidi colpetti. Continua a leggere La vergine mora dell’isola

Mia zia e mia madre

Fu durante le vacanze di Pasqua che mia zia 45enne, separata dal marito, venne a stare qualche giorno da noi, come faceva abbastanza spesso, a far compagnia a mia madre vedova, di tre anni più anziana di lei. Mia zia era una donna non bellissima, ma ben formata, non molto alta, con un seno abbondante e un sedere prorompente sorretto da cosce sode e belle gambe che fasciava sempre con calze velate color fumè: il tutto era abbastanza per solleticare il mio desiderio di ventenne, aumentato anche dai discorsi che le sentivo fare con mia madre sul fatto che non volevano rassegnarsi alla loro età ad una vita di clausura. Un pomeriggio mia zia stava riposando sul letto matrimoniale, notai subito che il vestito le aveva scoperto buona parte delle cosce: riuscivo a vedere le calze autoreggenti e parte delle sue mutandine; l’eccitazione mi salì alle stelle, ed approfittando del fatto che mia madre era in bagno, decisi di spararmi velocemente una sega a due passi da mia zia che dormiva. Stavo quasi per venire quando mi accorsi della presenza di mia madre che mi strattonò alle spalle cercando di portarmi via: rimasi sorpreso e imbarazzatissimo ma non riuscii a controllare l’orgasmo e venni sporcando anche, con uno schizzo, il vestito di mia madre. Alle richieste di spiegazioni da parte di mia madre risposi bofonchiando qualcosa del tipo “non stavo facendo nulla” e mi ritirai nella mia stanza pieno di vergogna. Continua a leggere Mia zia e mia madre

Mia mamma e gennaro parte 2

 

Salve ragazzi sono di nuovo io con una altro racconto che vede protagonista sempre la mia mammina e quel super dotato di gennaro
se volete contattarmi il mio contatto è sempre
trasgressionepura@hotmail.itEra passata una settimana da quando avevo sorpreso mia mamma a scopare con il mio amico di infanzia gennaro e ancora non potevo capacitarmi di come fosse potuta succedere questa cosa ma la cosa che più mi sembrava assurda era che non potevo non segarmi ripensato a quel cazzo duro e venoso entrare nella figa vogliosa e bagnata di mia mamma…quella stessa figa dalla quale io ero uscito….
quello che vi raconto è successo ieri… mi sono dovuto recare all’università per sostenere un esame importante e mia mamma sarebbe rimasta sola tutta la giornata visto che mio padre lavorava….ieri contattai gennaro e venni a sapere che anche lui sarebbe rimasto a casa da solo…naturalmente era chiaro che il mio amichetto sarebbe salito e avrebbe chiavato quella troia di mia mamma. Mamma era sempre più strana, sempre più rilassata e come non comprenderla visto che si faceva galoppare da quel porcone voglioso di gennaro con quel cazzo sempre scapocchiato???
un cazzone venoso che come ricordo è lungo ben 23 cm…
Fatto sta che poco prima di sostenere l’esame decisi di chiamare mia mamma per vedere cosa stesse facendo e vuoi per fortuna vuoi che sono destinato a essere un figlio di puttana contento mentre parlavo con lei sentii il campanello della porta bussare…”Mamma chi è?” ” è Gennaro…”
“cosa vuol….” “scusami antonio ma devo andare la mamma di gennaro mi vuole, Ciao!”
Che stronza! io la chiamavo per avere un pò di conforto e lei mi abbandona per un cazzo?
Era successo infatti che quando gennaro busso aveva il pisello fuori e mia mamma vedendolo moscio non poteva non farglielo diventare duro…ma ormai lo avrete capito…mia mamma è una zoccola e gli piace il cazzo….
Passarono due ore e io sostenni l’esame prendendo 30 e lode! Decisi di richiamarla per dirle del voto e per farmi fare qualche bel complimento ma naturalmente mia mamma aveva in mente un altro programma….
“Pronto?” (in sottofondo sentivo mamma che godeva come una troia ma la cosa che mi eccitava di più era sentire il rumore della lingua di gennaro che passava tra le labbra di mia mamma)
“Mamma ho preso 30 e lode!”
“siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii bravooooooooooooooooooooooooo”, naturalmente la sua reazione era un modo per poter urlare il suo godimento senza che io sospettassi di nulla….naturalmente io sapevo che lei si stava facendo galoppare…quella cessa!
“mamma ma che stai facendo?”
“nulla figlioletto mio…. sono così contenta…mmm siiii il mio ometto così bravo…”
ad un certo punto sentii in sottofondo ” e io?”
e mamma cercando di coprire il telefono per non farmi sentire ” ma dai genny non fare il geloso lo sai che sei il mio stallone ma fammelo abbabbiare un pò ad antonio sennò rompe lo sai anche tu”
” si hai ragione è proprio un coglione ma ora te lo schiatto tutto in culo e voglio che tu continui a parlare con lui…”
a questo punto quella stronza di mia mamma invece di dissuaderlo si mise addirittura a pecorina!
“antonio mmm….” ” mamma che c’è sempre che ti stai sforzando…”
“beh sto in bagno oggi non ho avuto tempo di andarci pur di preparare la cena al mio ometto…”
intanto sentivo chiaramente le palle piene di gennaro sbattere sul culo di mia mamma e la cosa mi eccitava tanto…non potevo restare col cazzo duro in aula così decisi di andare in bagno…
“mamma ma cos’è questo rumore ritmatico?” e lei:” amore è la goccia d’acqua che cade si senti?
si si si la gocci entra nel buco del lavandino” a questo punto iniziarono entrambi a ridere ma io non riescivo a provare rabbia….ma solo eccitazione così iniziai a segarmi nel bagno dell’uni…
“mamma ma c’è qualcuno?” “no amore che dici!”
“ma io sento delle voci!” “amore ma sarà la televisione…”
“mamma ma non stai in bagno?”
“a si e sarà una interferenza” intanto quel porco di gennaro si era avvicinato al cell e aveva iniziato ad ansimare per farmi sentire…quel bastardo! ma quanto ci sapeva fare!
mamma ricopri di nuovo il cell e senti gennaro dirle:” troia stao per sborrare ma non voglio venirti in culo voglio farla bere ad antonio!” e mia mamma:”ma sei scemo e come facciamo?”
e lui:”prendi la coca cola che sborro dentro così la beve quel coglione di tuo figlio,quella zoccoletta di tua figlia e quel cornuto di tuo marito!”
“antonio dai torna presto così festeggiamo… lo sai che gennaro mi ha portato una bella bottiglia di coca cola?” e io da bravo coglione:”ma come è gentile 🙂 quando torno lo ringrazio” e lei:”sisi ringrazialo io già ci ho pensato…” e certo che ci aveva pensato quella zoccola gli aveva dato anche il culo!
fu allora che sentii rumori cagneschi fortissimi! i due porci avevano sborrato…
ragazzi…quella sera bevi la coca cola molto ma molto volentieri…ma le sorprese non erano finite….gennaro aveva sborrato due volte….volete sapere come lo sapevo? beh quando quella sera mi andai a mettere a letto il cuscino aveva delle chiazze acri al gusto e all’odore….beh ragazzi quella sera feci proprio un bel sogno SBORRATO!

Ragazzi questo racconto mi è stato suggerito da un lettore spero vi sia piaciuto
scusatemi in anticipo per i dialoghi ma non sono molto bravo col discorso diretto
per consigli e suggerimenti
trasgressionepura@hotmail.it o su skype trasgressione.pura

Mia mamma gennaro e il suo papino parte 2

 

Eccomi di nuovo pronto a raccontare di un altra bella cavalcata tra gennaro il suo rozzo papino e della mia dolce mammina succhiacazzi
come sempre se volete fare un commento o darmi un suggerimento potete scrivere o aggiungermi su msn
trasgressionepura@hotmail.itLa settimana scorsa sono stato davvero molto male, ho iniziato con una febbricola che poi si è trasformata in una iperpiressia molto grave. Finchè avevo la febbricola mamma continuava a scendere dalla “mamma” di gennaro per farsi la sua buona dose di cazzo che il amichetto amorevolmente gli offriva spesso insieme al suo caro papino. devo ammettere che mamma era proprio brava a casa infatti continuava a essere la dolce mammina di sempre…era davanti al cazzo duro che smetteva di essere razionale e si trasformava in una puttana.
Dopo un paio di giorno di febbricola la temperatura aumento e arrivo a poco più di 39 stavo molto male e in qualche modo prevalse l’istinto materno di non scendere a suchiare il cazzo ma di restare vicino a me, ma evidentemente la voglia era tanta….fatto sta che mentre stavo a letto molto stordito sento bussare la porta e indovinate chi era?
bravi il mio amichetto gennaro, era molto trasandato, aveva un pantaloncino corto che metteva in mostra il suo pacco e le sue gambe belle villose e una magliettina di quelle che si usano per casa.
Appena entrò lo sentii dire :” pina mia mamma ti vuole, ha detto che h comprato dei nuovi gelati a calippo e te li vuole far assaggiare…perchè non scendi?” e mia mamma di tutta risposta :” gennaro dì a tua mamma che avrei davvero tanta voglia di assaggiare un bel calippo ma ho antonio con la febbre alta e non mi va di lasciarlo solo…”
A quel punto gennaro volle vedermi ed entrò in stanza…ragazzi il suo pacco si era fatto gonfissimo e si poteva intravedere un pò di cappella che usciva dalla parte inferiore dei pantaloncini…io stavo molto male ed ero intontino ma comunque comprendevo e capivo e come se capivo quel cazzone…fatto sta che abbracciandomi non so se lo fece apposta ma premette il suo cazzo contro il mio fianco…
beh ragazzi decisi che era il momento di fare il rincoglionito più totale così alle domande di gennaro rispondevo in modo vago o completamente sbagliato…beh la natura è stata molto ma molto generosa con gennaro con il cazzone che si ritrova ma non tanto col cervello fatto sta che cadde nella trappola e in mia presenza disse a mia mamma
:” il frocetto di tuo figlio non capisce un cazzo potresti succhiarmelo ora davanti a lui e lui non capirebbe nulla…dai ora ti porto il calippo sopra ok? Continua a leggere Mia mamma gennaro e il suo papino parte 2

UNA ZIA PORCELLA (Seconda Parte)

 

(…CONTINUA DALLA PRIMA PARTE…)
Elisa in un lampo scalcia via le
scarpe, si sfila la maglietta, sgancia la gonna e si toglie le mutandine.
Un altro secondo ed è distesa tra le mie gambe e mi lecca l’uccello, unto dagli umori della zietta,
come fosse un gelato.
Come tecnica è un po’ strana ma niente affatto spiacevole.
Adriana osserva rapita la nipote e si sgrilletta con furia.
Per contribuire anch’io mi contorco un po’ e riesco ad infilarmi tra le sue gambe, ricominciando a
leccare.
Evidentemente Elisa è più che pronta a ricevere la sua parte perché mi molla l’uccello e, salitami
sopra, se lo infila in corpo.
Ha la fichetta decisamente stretta ed al momento fa una smorfietta di fastidio ma una volta entrato
completamente sento che si rilassa notevolmente.
Ha uno stile decisamente differente da Adriana, meno irruente, meno aggressivo, si fotte da sola
lentamente, facendo entrare ed uscire il mio cazzo centimetro per centimetro; è anche molto più
silenziosa della zia e si gode la penetrazione con un basso mormorio cadenzato.
Trovandosi a fica vuota Adriana decide di arrangiarsi come può.
Si alza, apre un cassetto di un mobile e ne tira fuori una valigetta.
Quando la apre riesco a vedere un vera e propria collezione di vibratori.
Ne prende un paio di varie misure e si stravacca nuovamente sul letto.
Sceltone uno se lo infila nella fica a gambe spalancate e ci osserva che scopiamo.
Con Elisa è chiaro che spetta a me prendere le redini in mano, quindi decido di cambiare: la
rovescio sul letto, le alzo le gambe fin sopra la testa e, inginocchiato davanti a lei glielo rimetto
dentro.
La bambina guaisce ma non protesta, anche perché non gliene do certo il tempo.
Adriana mi incita continuando a ficcarsi con forza il vibratore nella fica.
“Dai, sbattila per bene. Falle sentire il cazzo fino in fondo. Allargale per bene la fichetta.”
Agguanta un secondo vibratore, decisamente più piccolo del primo, se lo punta sullo sfintere anale e
si penetra lentamente.
“Cazzo quanto mi piace.”
Balbetta riprendendo a fottersi da sola.
Lo spettacolo mi ha distratto per un attimo, ma le pulsazione della figa di Elisa attorno al mio cazzo
mi fanno ritornare al lavoro che sto facendo: mi guarda ad occhi spalancati e lucidi, con una buffa
espressione sorpresa stampata sulla faccia.
Fa piccoli respiri ansimanti e mi stringe le braccia sempre più forte poi punta la testa contro il
cuscino, inarca la schiena e viene contro il mio cazzo con un lungo e sibilante sospiro.
Io mi fermo per darle il tempo di riprendere fiato ma Adriana è in agguato, si è avvicinata a quattro
zampe ed ora reclama un po’ di attenzioni.
Mi fa scostare e si piazza in mezzo alle gambe di Elisa con un vibratore in mano.
“Mentre coccolo un po’ Elisa, perché non riprendi da dove avevamo interrotto?” mi dice
sculettando.
Io mi sacrifico più che volentieri.
Mentre lei inizia a leccare di buona lena la nipotina infilandole contemporaneamente in fica il
vibratore, io ricomincio a fotterla da dietro. Non passano nemmeno cinque minuti ed Elisa si tende
di nuovo: deve essere una caratteristica di famiglia venire a raffica!
Il culo di Adriana è proprio sotto il mio naso ed essendo un attrazione per me irresistibile, dopo
averlo tormentato con un dito, mi accingo a riempirlo con il cazzo.
Mi sfilo dalla sua fica e lo punto sull’entrata posteriore.
“Aspetta.” mi blocca Adriana,
Sposta le ginocchia e si stende sulla pancia, poi si prende le chiappe e le allarga.
“Così mi piace di più.”
Per me va più che bene: mi metto a cavalcioni sulle sue gambe reggendomi con una mano, mentre
con l’altra punto l’uccello al suo buco ed inizio a spingere.
La cappella si fa strada e, quando e quasi passata, mi lascio cadere di peso su di lei penetrandola di
colpo tutto in una volta.
Lei grida e stringe i denti poi sibila un “Porco!”.
Prendo a stantuffarla con una certa cattiveria mentre lei non stacca più la bocca dalla fica di Elisa.
Sento che la sborra, già fin troppo trattenuta nelle palle, mi ribolle pronta a schizzare: penso un
attimo ad Elisa che ha avuto una razione davvero piccola di cazzo, ma la voglia di scaricarmi in
quel budello bollente mi sta sopraffacendo.
Sto quasi per sfilarmi dal culo di Adriana ma lei mi previene.
“Vienimi dentro.” rantola abbandonando la fica della nipote.
“Riempimi il culo, dai.”
Mi fermo per un attimo
“E Elisa?” riesco a chiedere in un piccolo moto di altruismo.
Adriana gira la testa verso di me e sorride.
“Te lo facciamo ridiventare duro noi, non preoccuparti”
Questo è molto probabile.
“Quand’é così!” mi rimetto a pomparla sbattendola con cattiveria, affondando in lei quasi con rabbia
e godendo nel sentire il suo sfintere contrarsi attorno alla mia asta.
Lei continua a tenersi le natiche divaricate ed è tesa all’indietro come un arco.
Mi sprona a riempirle il culo, a farle un clistere di sborra, a sfondarla. Io alzo gli occhi un attimo
giusto in tempo per vedere Elisa che si è impadronita del vibratore e lo fa andare a tutta forza.
Sento l’orgasmo montare, tendo le braccia e sferro gli ultimo fortissimi colpi nel culo di Adriana che
a sua volta sta raggiungendo il climax del piacere.
Do un altro colpo, rimango piantato a fondo nel suo culo e schizzo come un geiser nel suo intestino,
gorgogliano un frammentato “Veeengggooo.” nel suo orecchio.
Mi abbatto sopra di lei, che è venuta proprio quando le ho irrorato il budello, e rimango li
boccheggiante senza fiato.
Con uno sforzo riesco a sfilarmi da lei e a rotolarle al fianco.
Lei si solleva con fatica sulle ginocchia; si passa una mano fra le natiche e la ritira coperta di
sperma.
“Cazzo quanta ne hai fatta!” esclama. “Hahufff” e tutto quello che, almeno per il momento, riesco a
dire.
Adriana mi guarda e sorride. Sento Elisa che si muove accanto a me, avanza lentamente al mio
fianco e si appropria del mio cazzo che, lentamente ma inesorabilmente, si sta ammosciando.
“Posso?” chiede. E’ certamente una domanda retorica perché senza aspettare risposta lo prende in
bocca ripulendolo per bene.
Io chiudo gli occhi e prendo un attimo di pausa.
Quando li riapro nipote e zia sono impegnate in un 69 da urlo.
C’è un sordo ronzio che invade la camera: sono i vibratori che vanno a tutto spiano.
Adriana ne ha infilato uno nella fica di Elisa e la ragazza ha ricambiato e raddoppiato, infilandone
uno per buco della zietta.
Si leccano con trasporto ed io decido di approfittare per godermi lo spettacolo e riposarmi un po’.
Almeno per il momento dimentiche di me, si trastullano tra di loro; dall’affiatamento è evidente che
non si tratta della prima volta che si dedicano a questi passatempi.
Hai capito Adriana?
Le piace, e non poco, il cazzo, rimorchia uno sconosciuto e se lo fotte, si fa la nipotina, ha una
collezione di vibratori: davvero un bel tipetto.
Mentre penso a queste cose le due porcelle hanno deciso che è il momento di riprendere in mano un
attrezzo di carne, si sciolgono dall’abbraccio e si buttano sul mio uccello che, dato lo spettacolo,
aveva già iniziato a dare segni di ripresa.
Con due bocche e due lingue che gli si dedicano per bene la ripresa diventa quella di una Ferrari da
Formula Uno ed in men che non si dica è pronto a dare nuovamente battaglia.
“Stavolta tocca ad Elisa.” dichiara Adriana tirando nuovamente su di se la ragazza e riprendendo a
leccarla.
La nipotina sembra decisamente gradire sia la leccata sia la prospettiva di godersi il mio cazzo.
La posizione è ottimale: è praticamente alla pecorina con la zia sotto la pancia. Mi metto dietro di
lei e saggio con un dito l’accoglienza della fichetta: è fradicia di umori.
Intanto Adriana da un’altra succhiata al mio cazzo tanto per sicurezza.
Io mi goderei anche il pompino ma Adriana la pensa diversamente: si sfila l’uccello di bocca e lo
punta alla fichetta della nipote.
Una bella spinta e le sono dentro.
La prendo per i fianchi e inizio a sbatterla per bene mentre lei si dedica a leccare la zia, ricambiata
per benino (con qualche interruzione per darmi una salpata alle palle.
Ditemi che sono monomaniacale, ma il buchino posteriore di Elisa mi alletta parecchio.
Tanto per esperimento lo stuzzico con un dito.
La ragazza solleva la testa.
“li no, non l’ho mai preso!” mi avverte.
Avete presente che effetto fa sventolare un drappo rosso davanti al naso di un toro? SI? U – GUA –
LE !!
Adriana lo capisce al volo ed interviene.
“E’ una buona occasione per provare, Elisa.”
La ragazza tenta di divincolarsi ma Adriana le blocca il sedere abbracciandola, mentre io mi sfilo
dalla fichetta.
“Mi farà male!” protesta la ragazza, anche se con non troppa convinzione.
“Solo al momento.” ribatte Adriana convinta.
“Poi vedrai che gusto! Non hai visto me prima?”
“Si, ma tu ci sei abituata!”
“E lo sarai anche tu!”
Mentre si scambiano queste battute mi sono dedicato al buchino di Elisa, giocandoci con le dita.
Passo alla lingua e si nota subito la differenza: la ragazza rabbrividisce ma sembra gradire quel tipo
di leccata.
Spingo la punta della lingua nel forellino e sento che si contrae, stringendomela. Continua a leggere UNA ZIA PORCELLA (Seconda Parte)

La vicina vogliosa


Uscendo dalla doccia, con il cazzo a penzoloni, mi avvicinai alla finestra ed osservando dall’altra
parte della strada mi accorsi che una ragazza nuda ed un po’ sovrappeso, era sdraiata sul divano
intenta a masturbarsi mentre guardava nella mia direzione.
Io rimasi fermo a guardarla, finché mi accorsi che stava guardando proprio me, o meglio stava
guardando il mi cazzo in completa erezione che dal suo punto di vista poteva vedere molto
chiaramente.
Istintivamente portai la mano al cazzo ed iniziai a masturbarmi anche io finché non schizzai e lei
chiuse violentemente le gambe per poi riaprirle facendomi intuire che aveva raggiunto l’orgasmo
insieme a me.
Il giorno seguente mi affacciai nuovamente alla finestra con ben poche speranze di rivederla, ma
con mia grande sorpresa lei era nuovamente sdraiata sul divano con le gambe spalancate; quando si
accorse della mia presenza prese un foglio di carta sul quale scrisse sopra il suo numero di telefono
che subito memorizzai, poi presi in mano il telefono indeciso se fare o no il suo numero, ma prima
che ci ripensassi l’avevo già composto ed una voce calda mi rispose
“è tutta la notte che ti sogno, ho sognato la tua sborra calda sulle mie labbra, sai mi sono sditalinata
parecchio e adesso ho la figa tutta rossa a furia di toccarmela” io non potei fare altro che
masturbarmi e raccontarle ciò che stava accadendo, quando lei aggiunse
“sai ho sognato che te lo tenevo in mano mentre pisciavi, poi ti sei girato e mi hai bagnato tutta”.
La linea è caduta dopo poco, penso che fosse venuta proprio in quell’istante.
Il giorno dopo sono uscito di casa e dopo pochi passi sentì una voce che mi chiamava, mi girai e la
vidi affacciata dal balcone che mi invitava a salire.
In ascensore avevo già il cazzo durissimo, finché arrivai al piano, entrai in casa e lei mi saltò
addosso dicendomi
“sapevo che saresti venuto, sarò la tua puttana, fammi quello che vuoi” nel frattempo si stava
spogliando e quando rimase nuda mi prese la mano e se la passo sulla figa fradicia.
Come una assatanata si mise in ginocchio ai miei piedi e aprendomi i jeans estrasse il mio cazzo ed
iniziò una violenta sega con lo scopo di ottenere il prima possibile la sborra che voleva.
Dopo poco le sborrai violentemente addosso riempiendole le tettone di sperma, lei se le accarezzò e
poi si leccò le dita, dopodiché tutta sporca di sborra si sedette sul divano e mi disse
“scusami ma no ce la faccio più”, così iniziò a masturbarsi selvaggiamente senza togliermi gli occhi
di dosso.
Io mi avvicinai a lei e le appoggiai una mano sulla sua mentre si sgillettava, cosi lei mi lasciò fare
ed io la penetrai prima con tre e successivamente con quattro dita facendole uscire un fiume di
umori che caddero sul divano macchiandolo. Continua a leggere La vicina vogliosa

UNA ZIA PORCELLA (Prima Parte)

 

 

E’ davvero una bella cavalla.
Questo è stato il commento che ho sentito su di lei quella sera.
Non che possa trovarmi in disaccordo, anzi, solo che il termine non mi piace troppo, ha l’aria di
essere qualcosa di spregiativo e siccome io le donne in genere le adoro preferisco usare altri
aggettivi più consoni.
Comunque il tutto è accaduto in un centro commerciale in città.
Ci ero andato solo per godermi un po’ di aria condizionata e per dare una sbirciata alle vetrine ed
invece ho avuto l’occasione di sbirciare ben altro.
Stavo guardando una magnifica vetrina di intimo femminile, altra mia grandissima passione, ed ero
un po’ perso con la testa tra pizzi, merletti, tanga, reggiseni, calze velate ed altri “ammennicoli” del
genere.
Il difficile è immaginarli indossati dal corpo giusto ma mettendomi d’impegno ci riesco piuttosto
bene.
Il commento lo fanno due ragazzi che, fermi davanti alla vetrina successiva, stanno osservando con
notevole interesse qualcosa
all’interno.
Incuriosito mi avvicino facendo finta di niente e do un’occhiata anch’io.
Alla faccia del bicarbonato di soda, si tratta davvero di un bellissimo esemplare, direi se
concordassi con il termine usato dai due.
Dico invece che si tratta di una bellissima donna: circa quarant’anni, mora, capelli lunghi fino a
metà schiena, abbronzata ma non troppo, ovvero quella magnifica tonalità caffellatte che valorizza
la pelle, un bel seno che tende una semplice camicetta bianca, un sedere “a mandolino” da urlo
inguainato da una gonna nera piuttosto attillata, due gambe da modella infilate in sandali dal tacco
alto e, guarda guarda, un sottilissimo braccialetto da caviglia; uno spettacolo.
E lo spettacolo è anche migliore perché sta scegliendo tra una decina di completini vari che in
genere definisco “da sesso”.
Non posso fare a meno di restare a guardarla ed immaginare quale potrebbe acquistare, mentre i due
ragazzi si allontanano: lo spettacolo è troppo poco esplicito per interessarli.
Io invece persevero, rimango ad ammirarmela finché non decide l’acquisto.
Strano ma vero è lo stesso che le avrei scelto io, una guepierre completa di reggicalze, tutto di raso
bluette con bordura in pizzo sempre bluette ma di una tonalità leggermente più chiara e con coppe a
balconcino, calze (e dico calze, non autoreggenti) in tinta, sottilissimo tanga satinato ed collarina in
tinta con un piccolo fiocchetto turchese.
Accidenti, beato l’uomo che ammirerà lo spettacolo.
Si fa impacchettare il tutto, paga ed esce.
Non resisto alla tentazione di seguirla per un tratto, anche perché ha un modo di ancheggiare che è
tutto un programma.
Si ferma davanti a varie vetrine; controlla la merce esposta; entra in un negozio; si accende una
sigaretta ed io sempre dietro.
Come pedinatore devo essere proprio una schiappa perché dopo una decina di minuti si è
perfettamente accorta che la stò seguendo, ogni tanto si volta e dà una sbirciatina controllando se ci
sono.
Porca miseria, non solo non protesta e non fa niente per seminarmi, ma alla vetrina successiva, dopo
l’ennesima sbirciata, con la scusa di controllare una cosa sul fondo della vetrina si piega a novanta
gradi spingendo il culetto in fuori e piazzandolo direttamente sulla linea di tiro dei miei occhi.
Chissà, forse le piace farsi ammirare.
Invece, al negozio successivo, appoggia la borsa per guardare un
paio di prodotti e poi si allontana senza riprenderla.
Come scusa è vecchia come il mondo ma questo non fa differenza: scatto veloce, afferro la borsa e
la seguo.
La riprendo fuori dal negozio e mi avvicino.
Facciamo le presentazioni, lei si chiama Adriana e partono le solite smancerie, i soliti complimenti,
le solite cosette varie più la punzecchiata finale “Sarebbe stato un peccato perdere un completino
bello come questo.”
“Nessun imbarazzo da parte sua ne tantomeno un gesto di meraviglia riguardo al fatto che cosa c’è
nella borsa.
“Piace anche a te questo tipo di biancheria?” chiede.
“Eccome, l’adoro! Anche se a dire la verità preferisco ammirarla dal vivo e, come dire, con il…
ripieno giusto.”
Espressione maliziosa da parte sua: allarga leggermente le braccia e sussurra:
“Un ripieno così andrebbe bene?”
Cosa dovrei rispondere, secondo voi?
“Assolutamente perfetto!”
Le prendo la borsa della merce e le porgo il braccio, lei si appoggia leggermente e partiamo.
Strano ma vero, il beato che godrà della vista di quell’articolo sarò proprio io.
In meno di un quarto dora siamo a casa sua.
Lascio la macchina in garage e saliamo con l’ascensore.
Durante il tragitto abbiamo chiacchierato del più e del meno come due semplici amici, senza
nessunissimo gesto compromettente.
Arrivati nel suo appartamento ci sediamo in salotto continuando a parlare; dopo una decina di
minuti di chiacchiere sempre più tendenziose, la maggior parte riguardanti la biancheria intima
piccante fa la sua mossa.
“Vuoi qualcosa da bere?” mi chiede,
“Caffè, te…” attimo di pausa e risatina soffocata.
“…Me?”
Non posso fare a meno di ridere assieme a lei, è una battuta talmente vecchia da aver bisogno delle
bretelle per stare su.
Comunque sto al gioco.
“Te, naturalmente!”
“Mi aspetti qui per un paio di minuti?”
fa alzandosi e lisciando la gonna.
“Molto volentieri.”
Sparisce nel corridoio ed io pregusto il momento in cui la rivedrò.
Cinque minuti più tardi rientra: è avvolta in un kimono blu scuro con degli aironi grigio perla
ricamati e indossa lo stesso paio di sandali neri.
Si avvicina a me mentre mi alzo in piedi.
“A te il compito.” dice sporgendo in avanti il bacino ed indicando il nodo che tiene chiusa la
cintura.
Ne tiro i bandoli ed il kimono si apre: lei abbassa leggermente le
spalle e l’indumento cade silenziosamente ai suoi piedi.
Come avevo previsto il completino le sta a meraviglia.
Ruota lentamente su se stessa permettendomi di ammirarla dalla testa ai piedi.
Il bluette risalta sulla sua pelle abbronzata valorizzandola perfettamente.
Senza rendermene conto in un minuto me la trovo addosso in un bacio da capogiro.
Si è incollata a me come una tellina, facendo aderire ogni centimetro del suo corpo al mio.
Sento attraverso la camicia i suo i seni dai capezzoli eretti contro il petto mentre il suo pube si
strofina contro il mio con un lento movimento ondeggiante, poi si abbassa lentamente senza perdere
il contatto, mi slaccia i pantaloni e mi tira fuori l’uccello che ormai ha la densità del marmo.
Mi stimola con le labbra e la lingua poi, finalmente lo prende in bocca.
Rimango lì a godermi il servizio per qualche istante poi la prendo sotto le ascelle e la costringo ad
alzarsi.
E’ il mio turno ad inginocchiarmi avanti a le, le faccio appoggiare un piede su una sedia, scosto gli
slip ed infilo la lingua tra le sue grandi labbra; ha il pube coperto solo da una strisciolina di peli neri
larga meno di due centimetri mentre il resto dell’inguine è liscio e depilato alla perfezione.
Prendo a leccarla con passione e lei, quasi subito mi afferra la testa ruotando il ventre contro la mia
bocca. Continua a leggere UNA ZIA PORCELLA (Prima Parte)

Festa della donna

La nostra amica Barbara voleva festeggiare 8 marzo con alcune sue amiche, Anna ,Paola, Renata e Monica presso il night club di un suo caro amico dove ci sarebbe stato uno spettacolo di strip maschile per sole donne,e poi dopo la mezzanotte io e gli altri mariti avremmo potuto raggiungerle e avremmo fatto follie fino all’alba e mi aveva domandato se Laura era disposta ad andare con loro, io ho fatto presente a Barbara che avrei aderito molto volentieri alla sua proposta  ma  Laura come lei ben sapeva aveva  frequentatole scuole dalle suore e le avevano inculcato delle idee assurde per quanto riguarda il sesso,lei non concepiva il rapporto al di fuori del matrimonio quindi sapendo che ci sarebbe stato lo strip non sarebbe mai andata.
Barbara mi ha richiamato il giorno dopo dicendomi che se io fossi stato d’accordo lei aveva trovato il modo per portare Laura  alla festa, e anche di farle cambiare idea sul sesso in quanto aveva parlato con il suo amico Carlo,e questi gli aveva detto che se avesse voluto avrebbe parlato con gli strip man  e poteva organizzare qualcosa di veramente eccezionale per loro. A questo punto la curiosità si è fatta grande e ho chiesto se eventualmente avessi potuto assistere allo spettacolo,Barbara mi ha detto che c’era una sala con un finto specchio che veniva usata per controllare che nel salone fosse tutto tranquillo e avrei potuto tenere d’occhio la situazione. A Laura abbiamo detto che lei e le altre donne sarebbero andate a mangiarsi una pizza e poi sarebbero andate in discoteca dove io e gli altri mariti le avremmo raggiunte più tardi.
La sera dell’8 marzo alle 19 Barbara e le altre amiche sono passate a prendere Laura
E sono andate in pizzeria dove Barbara ha provveduto a far  bere  Laura un po’ più del solito non ubriacarla, ma renderla un po’ più euforica .Io intanto mi  sono recato al night di Carlo come d’accordo , gli altri mariti sapevano che  mi avrebbero dovuto coprire e ci saremmo ritrovati tutti all’una di notte. Uscite dalla pizzeria sono andate in una discoteca li vicino dove Barbara sapeva che per quella sera era obbligatoria la prenotazione difatti non le hanno fatte entrare, a quel punto Barbara ha proposto di andare in un locale di un suo amico e che ci avrebbero telefonato per spostare il ritrovo. Detto fatto alle 20,30 Barbara e le altre sono arrivate al locale e gli è stato assegnato un tavolo proprio in prossimità del palco e in una posizione che dalla saletta si poteva vedere benissimo. Il locale non era molto grande,  c’era una musica  bassa e molto sensuale e ospitava circa una settantina  di donne molte delle quali già frementi per lo spettacolo che da li a poco avrebbe avuto inizio, sui tavolini c’erano delle bottiglie di spumante e dei mazzi di mimosa.
Mia moglie Laura è una 40enne taglia 46 con 3a di seno ed  è ancora una donna piacente da come vedo gli altri uomini che la guardano quando usciamo insieme.
Quella sera era vestita con una minigonna (io adoro le minigonne) una camicetta calze autoreggenti e un completo intimo molto sexy che le aveva regalato  Barbara proprio per la festa della Donna .
Dalla saletta potevo vedere Laura  un po’ euforica  che rideva scherzava con le altre e forse dopo un paio di bicchieri di spumante anche un po’ alticcia. Le luci nella sala si sono abbassate e  sul palco che invece si è illuminato sono comparsi otto ragazzoni di cui  4 bianchi e 4 neri che hanno incominciato a ballare invitando alcune signore del pubblico, dopo un po’ uno alla volta hanno riaccompagnato le signore ai tavolini e hanno dato inizio allo strip. Io guardavo Laura e la vedevo un po’ a disagio ma le altre la schernivano dicendo che quella sera era la loro festa e che si divertivano un mondo  e poi bastava che guardasse come si comportavano le altre donne tra cui c’erano ragazze,ma anche tante madri di famiglia e erano chiaramente molto eccitate. Terminato lo strip nuovamente i ragazzoni sono scesi tra quella folla di donne con addosso solo il tanga tra il tripudio generale ,tutte che volevano essere invitate a ballare e stringersi tra le braccia quei fustoni, i ragazzi ne scelsero alcune e le portarono sul palco e dopo hanno ballato avvinghiate a quei maschioni cercando di palparseli il più possibile. Io incominciavo a spazientirmi erano già le 10,30 e non era ancora successo nulla di particolare, anzi Laura,Barbara e le altre non erano neanche state avvicinate,Carlo mi guardava e si è messo a ridere dicendomi che  per fare le cose bene ci vuole pazienza , bisogna aspettare che  il vino,la musica,e l’atmosfera agiscano sui freni inibitori, adesso inizia la vera sorpresa.
Gli 8 ragazzi dopo essersi fatti sfilare i tanga dalle signore le riaccompagnano ai tavoli , e poi mentre 2 di loro portano sul palco alcuni tavolini gli altri 6 si avvicinano a Laura e alle sue amiche e le portano sul palco incominciando a ballare  stringendo le donne e strusciandosi contro con fare seducente, vedo il ragazzo che balla con Laura la stringe e il suo pene eretto preme sulla gonna di Laura intanto le accarezza la schiena  e piano piano scende sul suo sedere, Barbara non resiste a sentire il cazzo del suo accompagnatore sfregarle il ventre e  incomincia spogliarsi seguita a ruota da Monica e Anna che prendono in mano le aste dei loro  accompagnatori e dopo averle massaggiate un po’ incominciano a spompinarle, l’accompagnatore di Laura a quel punto prende la mano di Laura e la guida sul suo uccello e quando Laura cerca di ritrarla gli mostra le sue amiche in pieno  coinvolgimento erotico  e l e altre donne presenti in sala che vorrebbero essere al suo posto,poi con la mano le solleva la gonna e gli tocca il culo ,vedo Laura disorientata , ma intanto anche Renata e Paola si sono fatte prendere dall’euforia erotica e sono anche loro già nude, rimane solo Laura da spogliare  e Barbara e Renata  gli si avvicinano e incominciano spogliarla vedo che Laura non è pienamente d’accordo,ma loro non so cosa gli dicono e alla fine  si lascia spogliare. Paola e Anna intanto sono state fatte sdraiare su due tavolini e stanno godendo come pazze Paola con un cazzo nero in bocca e un cazzo bianco in figa ,mentre  Anna sta spompinando due cazzi bianchi in contemporanea e il terzo ragazzoCon la testa tra le sue cosce gli sta leccando la figa accuratamente depilata. Barbara si inginocchia e fa inginocchiare anche Laura e Renata Continua a leggere Festa della donna

Una vera Birba


Sono quasi arrivato al lavoro, è una bellissima mattinata di sole; ad un tratto mi accorgo di aver
dimenticato la borsa; telefono a casa ma non riesco a prendere la linea, allora decido di tornare
indietro; giro la macchina.
La porta di casa non è chiusa a chiave:
“strano, Licia deve essersi dimenticata di chiudere quando è uscita”.
Licia è la mia fidanzata…viviamo insieme da circa un anno.
Prendo la borsa, sto per uscire, quando vedo una luce che proviene dal corridoio …
“Licia è proprio sbadata oggi”.
Spengo la luce, mi giro e col piede inciampo in qualcosa che è abbandonato per terra.
Mi chino, e trovo le scarpette bianche della mia ragazza; riaccendo la luce e più in là, lungo il
corridoio, vedo altri oggetti.
Li raccolgo; sono un paio di collant chiari, morbidi (quelli che indossava stamattina, penso tra me),
poi vedo degli slip arrotolati e buttati in un angolo, li raccolgo, sono fradici… il cuore mi salta in
gola e inizia a trottare quando raccolgo un paio di calze nere da uomo.
Spengo la luce.
Gocce di sudore mi scendono dalla fronte, ho paura.
Mi avvicino alla porta della nostra camera da letto, è chiusa a chiave dalla toppa vedo più di due
piedi che si muovono confusamente tra le lenzuola.
Non ci posso credere!!
Non voglio più vedere!!
Non è possibile che in questo istante un altro uomo sia dentro la carne del mio amore!?
Ho un’idea, mi rifugio in bagno e con il telefonino compongo il numero di casa mia…
Il telefono squilla almeno dieci volte prima che la porta della camera si apra ed esca fuori la mia
ragazza completamente nuda che a piedi
scalzi corre saltellando verso la cucina.
“pronto”, la sua voce mi paralizza, è tranquilla , dolce , come al solito.
Dico la prima cosa che mi salta in mente :
“sono io cara , volevo dirti che questa sera ritardo”,
“va bene, ma adesso devo scappare, sto facendo scendere l’acqua nella vasca”.
La saluto, ma è già scappata via.
Adesso la vedo dalla porta, sta per venire in bagno … mi nascondo dietro la tenda della doccia.
Lei si siede e inizia a far la pipì.
E’ bellissima, capelli neri tutti scompigliati, a piedi nudi con il reggiseno malamente arrotolato
sopra i capezzoli.
Ha gli occhi gai, il viso disteso.
La porta si apre e compare un uomo nudo con il cazzo dritto, si avvicina; lei è ancora seduta; il
cazzo le si appoggia sulle labbra, un colpo di reni e inizia a fotterla in bocca.
Non faccio a tempo a digerire questo che un altro uomo appare sulla porta.
E’ nudo pure lui, lo conosco, si tratta del nostro vicino di casa, Giulio:
“avete deciso di continuare la festa tutti soli ?”
Licia si alza si avvicina a Giulio e inizia a baciarlo con trasporto, le mani dell’uomo si muovono
sulla schiena, stringendole con forza le natiche.
L’altro le si avvicina da dietro e così Licia si trova in piedi, stretta tra due corpi.
L’uomo che le sta dietro indietreggia trascinando con se il bacino della mia fidanzata.
Lei si mette a 90 gradi e lo riceve dentro ansimando, mentre con la bocca si muove sull’asta di
Giulio, facendo schioccare la lingua.
La gelosia mi sta uccidendo, il cazzo però mi è diventato duro, lo sto toccando senza volerlo. Continua a leggere Una vera Birba