COME UNA RAGAZZINA A 47 ANNI

Sei bellissima nel letto ad attendermi, i tuoi lungi capelli neri adagiati sul cuscino in attesa del paradiso. Sembri una leonessa pronta a ruggire e bruciare.

Le tue forme sono perfette, i tuoi immensi seni tra le tue mani e le tue gambe già pronte ad accogliere emozioni infinite. Il tuo sesso è magnifico, liscio come la seta cinese e splendidamente gonfio di un oceano di inferno pronto ad esplodere.

Adagio al mia bocca tra le tue gambe e inizio a gustare avidamente il frutto della tua passione.

Dolcissimo e magico.

Sento la tua clitoride tra mie labbra gonfia e immensa, la succhio, la mangio e la strizzo con le mie labbra. I tuoi gemiti iniziano a farsi incessanti, le mie dita entrano in te a cercare quall’angolo di magia immerso nella tua calda passione. Sei un lago dolcissimo. La mia lingua ora ha attenzione solo per il tuo punto G ormai quasi in splendida mostra, senti le mie dita e la mia lingua, inizi a gridare e stringermi a te tenedomi per i capelli. Una calda fontanella sgorga dal tuo sesso. Ne bevo avidamente come se fosse un’oasi in un rovente deserto.

Ti voglio.

Ti voglio.

Ora voglio farti sentire tutto me stesso.

Voglio prenderti subito con tutto il vigore e la forza possibile.

Sei un lago Mia Regina e il mio cazzo è enorme gonfio.

Ti prendo Mia Regina.

 Ora.

Tutto in te, subito, fino a fartelo sentire in gola.

Un grido di dolore esce dalle tue labbra, io ti bacio ad annichilire quella sensazione ma sento che stai impazzendo, che lo vuoi tutto. Ti senti quasi spaccare ma sai che in attimo sarà piacere assoluto.

Inizio a pomparti come non mai, una danza costante e lunghissima detro di te; mi senti a lungo uscire ed entrare sempre più profondo, profondissimo in te. Sento le tue grida e il tuo ansimare sempre più forte e violento. Esco dal tuo sesso e inizio stimolarti con le mie labbra mentre le mie mani strizzano i tuoi immensi seni quasi a farli scoppiare; un caldo getto inonda e riempie la mia bocca e tu gridi al mondo il piacere del tuo orgasmo. Ti bacio con il frutto della tua passione tra le mie labbra e ne beviamo assieme mentre il mio cazzo torna padrone del tuo sesso.

La mia mano continua prendersi cura del tuo seno, e,mentre il mio cazzo ti pompa imperterrito e potente,

senti la mia mano libera accarezzare tua gamba sinistra e salire; ora il mio dito ti cerca. Cerca il tuo ano, lo accarezza mentre il mio cazzo è tutto in te, così profondo da sentirlo quasi uscire dalla tua gola, si Mia Regina il mio dito inizia a farsi strada nel tuo culetto, grodande degli umori dei tuoi orgasmi; lo senti entrare e senti una magica sensazione di pienezza. il mio dito medio è tutto nel tuo ano e con la mano ti stringo a me; quel dito profondissimo nel tuo ano, il cazzo profondo in te che ti pompa frenetico e la mia mano non ti danno vie di fuga: sei mia! Non puoi scappare!

Ti senti gongia, piena, provi una magnifica sensazione e infinite scosse nel sestire quel sottile lembo di carne che separa la tua fika e il tuo ano essere stimolato e coccolato dalle mie dita. Un oragsmo immenso ti prende, ti senti scoppiare e gridi come fossi presa dal demonio ma io non mi fermo. Continuo io tuoi orgasmi diventano frequenti e ormai si susseguono ad un ritmo incessante. Le lenzuola sono un lago, sono intrise di tutto il tuo essere donna. Esco da te e vedo la tua fika splendidamente aperta e spaccata

ti tocco e sento il tuo tuo punto G gonfio e immenso ora è la mia bocca a volerlo!

Ti lecco, senti tutta la mia lingua sbattere sul tuo punto G dentro la tua fika; non riesci più trattenerti e mi riempi la mia bocca della tua calda fontanella incolore, insapore e lunghissima, interminabile!

Ora ancora la mia lingua e le mie dita a non dar tregua al tuo sesso!

Si! La tua estasi arriva in cielo!

Ancora! Si Mia Regina!

Le mie dita e la mia bocca si fermano. Ora senti tutto il mio cazzo in te! Ti senti pompare come mai hai provato in vita tua: 5-6-7-8-9 colpi potentissimi! Esco da te ancora, e, ancora con la mai lingua pronta a bere avidamente quel caldo getto che sgorga tutto tra le mie labbra. Mi fermo e riprendo a pomparti mentre ti bacio e beviamo ancora il succo magico del tuo piacere.

Si Mia Regina è ora… è ora che tu perda la tua verginità come se fossi una ragazzina.

Si!

Lo voglio!

Si!

Lo vogliamo!

Mi fermo, ti bacio e senti la punta del mio pene apppoggiarsi sul tuo ano, cercarlo, quasi provocarlo.

Senti il mio cazzo bagnato di te. È ora che mi prenda la tua verginità. Inizi a sentirlo entrare delicatamente, una sensazione strana ma bellissima, fortissima, senti il tuo anellino tirarsi e arpirsi, si Mia Regina lo senti! Senti qualcosa di grosso appena dentro di te che con tutta la delicatezza del mondo si fa largo in te, lentamente, lo senti entrare ed uscire da te!

Senti scosse e fremiti nuovi, mai provati.

Ogni volta che mi muovo, lo senti sempre più in te, gonfio, grosso ed enorme, le tue grida sono incontenibili, ora ti senti, tirare, aprire, quasi a romperti ma le scosse e i brividi che provi sono sensazioni fortissime.

Provi un incredibile cockatil di piacere e dolore, provi magia!

Ti senti usata ma magnifica, ti senti troia, ti senti terribilmente viva!

Ora lo senti tutto in te, ti senti piena come non mai, gonfia e aperta, il tuo ansimare è rapidissimo e tuoi respiri fortissimi; mi fermo profondo in te ti lascio abituare a quella grossa presenza che si è presa la tua verginità.

Ti senti pienamente donna.

Ha ora inizio inizio la danza più proibita della tua vita.

Ti bacio e ricomincio a muovermi in te profondissimo nel tuo ormai non più vergine. Riprendo a farmi masturbare delicatamente dal tuo ano strettissimo.

Le tue grida sono il canto degli angeli dell’inferno!

Movimenti sempre più lunghi, uscire da te e spingere… Sempre di più. Ogni spinta è un piccolo passo in più dentro di te, piccoli passi tra paradiso e inferno.

Ti piace da impazzire, ti senti piena, ti senti spaccare senza romperti.

Mia Regina, ora sei aperta, voglio farti provare infinito piacere e scosse di dolore!

Il mio cazzo entra ed esce frenetico dal tuo culo, so cosa ti sto regalando, piacere e dolore ma le tua grida, mi dicono che sei in paradiso! Sento i umori sul mio cazzo quando sono quasi tutto fuori di te mentre ti pompo, sento i tuoi orgasmi lubrificare il mio cazzo enerme e gonfio con il tuo dolce nettare, mi senti entrare sempre più profondo in te ma ora il dolore è diventato solo piacere. Il tuo nettare rende tutto dolce, liscio e scorrevole.

È estasi Mia Regina!

Ti pompo frenetico forte e durissimo stringendo le tue gambe al mio cazzo tutto dentro di te, profondissimo dentro il tuo culo!

Ti senti viva come non mai!

Senti il mio cazzo pomparti con un vigore immenso, senti il mio cazzo che da dentro il tuo culo accarezza il tuo punto G! Una sensazione magica bellissima di pienezza che non hai mai provato! Ti sento ancora sgorgare e gridare il tuo immenso piacere, non riesco più a contenermi e ti pompo con tutta la forza che, come se ti volessi portare all’inferno!

Si sono all’estasi!

Si è ora!

Esco da te, avvicino il mio cazzo gonfissimo e pulsante al tuo viso, lo prendi tra le tue labbra e senti un getto bollente inondare la tua bocca! Io grido di infinito piacere e sussulti di passione sgorgano nella tua bocca fino a riempirla!

Mi rilasso e ti bacio e bevo assieme a te il frutto del mio piacere, del piacere che ho provato nel rubare la tua verginità e farti sentire donna come non mai in vita tua!

Ti senti come una ragazzina a 47 anni!

I nuovi amici.

Anna era entusiasta di aver partecipato a quel campo lavoro di un mese in Africa. A venti anni aveva vissuto un’esperienza bellissima ed era ritornata a casa arricchita nello spirito e con un mare di nuove conoscenze, ragazzi e ragazze conosciuti al campo e che adesso avrebbe rivisto in Italia per coltivare l’amicizia appena nata. Decisero di vedersi a casa di Beppe, un ragazzo piemontese che viveva in un casolare in campagna e che poteva ospitarli tutti. Beppe era un tipo alto, magro,  con lunghi capelli e folta barba: di poche parole e gran lavoratore, le aveva fatto un po’ la corte lì in Africa ma Anna non aveva dato seguito alla cosa perché non era nello spirito adatto, si era lasciata da poco con il ragazzo, e perché Beppe era molto più grande di lei visto che aveva superato la trentina anche se fisicamente lo trovava molto attraente. Appena arrivarono nel casolare fu tutta una profusione di baci e abbracci, poi visto che era pomeriggio inoltrato, pensarono ad organizzare la cena per tutti. Beppe mise a disposizione ogni ben di dio, salumi, formaggi, vino, tutta roba genuina e prodotta dalla sua famiglia. Dopo la cena accesero un gran falò nell’aia del casolare e passarono il resto della serata a bere vino e a cantare. Per dormire Beppe aveva messo a disposizione un grosso stanzone nel sottotetto in cui tutti misero i sacchi a pelo e brandine da campo e si sistemarono  per la notte. Tutti insistettero perché anche Beppe rimanesse con loro a dormire e il ragazzo accettò di buon grado. Si stese anche lui in un sacco a pelo proprio vicino ad Anna che invece aveva una brandina. A causa delle abbondanti bevute caddero tutti addormentati in pochi minuti. Durante la notte Anna ebbe sete e si alzò, facendo attenzione a non svegliare nessuno,  e andò di sotto a bere, dopodiché tornò al suo posto. Forse per la scomodità del giaciglio o per l’ambiente nuovo ebbe difficoltà a riaddormentarsi, per cui stanca di stare a fissare la parete alla sua destra si girò dall’altra parte verso i ragazzi che dormivano. Proprio vicino a lei c’era Beppe, nella penombra Anna distingueva benissimo il suo barbone, e il torace nudo ricoperto di peli. Dato il caldo estivo Beppe, come tutti gli altri ragazzi, indossava solo un pantaloncino corto e null’altro. Lo sguardo di Anna si posò sul suo pantaloncino e si accorse che al di sotto dell’indumento il ragazzo aveva un membro eretto di notevoli dimensioni. Anna avrebbe voluto guardare altrove e soprattutto pensare ad altro ma non riuscì a distogliere lo sguardo. Poi, forse per effetto del vino bevuto e incurante del fatto che si trovava a dormire in una stanza con una decina di persone, le venne voglia di toccarlo. Poggiò delicatamente due dita sul pantaloncino di Beppe alla base del suo membro e le fece scorrere per tutta la lunghezza.  Ritrasse immediatamente la mano e si rigirò verso il muro. Dopo un po’ si girò di nuovo verso il ragazzo che nel frattempo non si era mosso di un millimetro e continuava a dormire. Anna poggiò di nuovo la mano sul membro eretto del ragazzo. Sotto la stoffa senti che era duro come l’acciaio. Provò a stringere un po’, Beppe ebbe un leggero sussulto e lei ritrasse la mano. Rimase lì a fissarlo con gli occhi semichiusi fingendo di dormire. Dopo qualche minuto riprese a guardare il membro eretto di Beppe al di sotto dei pantaloncini la cui punta arrivava quasi al bordo dell’indumento. Le venne voglia di sentire ancora con la mano la durezza del pene di Beppe. La poggiò ancora una volta sul pantaloncino e la lasciò lì leggermente stretta intorno a quel membro di marmo. Anna sentiva crescere in lei una strana eccitazione e le venne voglia di toccarsi. Indossava solo una maglietta e un paio di mutandine, infilò una mano sotto la maglietta e le mutandine raggiungendo il suo pube. Di lì proseguì verso le sue grandi labbra e le aprì con un dito. Iniziò a massaggiarsi mentre con l’altra mano teneva stretto il pene del ragazzo. Poi con decisione si infilò un dito nella fessura ormai bagnata di desiderio. Cominciò a muovere all’unisono le due mani masturbandosi e masturbando il ragazzo che dormiva. Ormai non aveva più inibizioni voleva solo godere e stringere tra le mani quel membro vigoroso. Si fermò un attimo ma solo per infilare la mano nel pantaloncino del ragazzo e sentire il contatto con la carne del suo pene. Lo afferrò e ricominciò a muoverla su e giù riprendendo anche il movimento del dito nella sua vagina. In quel momento Beppe aprì gli occhi e si trovò gli occhi di Anna puntati addosso.  Non fece un movimento né disse una parola, rimase lì a fissare la ragazza che si agitava nel suo lettino. Ad un certo punto si irrigidirono entrambi, Anna affondò il viso nel cuscino mordendolo e venne, Beppe le eiaculò nella mano dividendo il suo seme tra il suo ventre e la mano di Anna.

La Regia

Laura stava architettando qualche cosa, la vedevo da quanto era distratta.
Tutto il giorno fuori x compere di non so cosa, nuovo completino Aubade, vestaglia trasparente in seta e una scatola fasciata.
Alla sera è tutta eccitata, le chiedo che succede, e mi dice che le è venuta in mente una fantasia nuova.
Devo attendere un po’ però, devo uscire dal salotte che deve preparare chissà cosa.
Così dopo una mezz’oretta mi chiama in sala.
Due piccole telecamere montate nei due angoli della stanza….
Drinnn, la porta…
Va ad aprire, Marco , il marito di Valentina entra.
Sono stupito ma inzio a capire…
Laura vuole fare un film, vuole riprendere tutto….
Questo filmino lo girerai te amore, e poi lo faremo vedere ai tuoi amici o colleghi…
Oppure lo guardereai te quando vorrai masturbarti…
Ma pensa te stà puttana, ha letto su un sito cuck questa perversione e non se la fa scappare.
Io devo occuparmi delle riprese, lei e Marco saranno gli attori…
Tutto sommato l’idea è fantastica, una vera umiliazione…
E così Laura, indossato il completo nuovo, mi dice di accendere tutto.
Io posso cambiare le angolazioni delle riprese da una telecamera all’altra e zoomare la cosa.
Marco non so perché abbia accettato, ma è consapevole della cosa e parecchio divertito.
Iniziano le riprese….. Laura sembra un attrice porno di classe, occhi che guardano gli obbiettivi, sorriso malizioso….
Spoglia Marco, si inginocchia e inizia a leccargli il cazzo. Continua a leggere La Regia

Da RaccontiEros.it, Racconto: La Regia

tina e lui quarto atto

Dopo la scoperta del “buco” (vedi il mio primo racconto) abbiamo preso l’abitudine ad andarci spesso per prendere il sole nudi o quasi, è veramente molto eccitante mettere in mostra la mia Tina e vedere i cazzi duri di tutti quei ragazzi che aspettavano solo che lei si girasse per mettere in mostra ora il culo e le tette ora la fica a malapena coperta dal tanga, infatti lei teneva sempre il tanga perché trovava più eccitante far intravedere la fica che mostrarla nuda.

Ma un giorno è successa una cosa che all’inizio mi ha preoccupato, lei ha avuto dei giramenti di testa ed anche quasi uno svenimento; ho quindi insistito per andare da un dottore a Torvaianica.

La accompagno in macchina ed andiamo al primo ambulatorio che ho trovato, ci viene ad aprire un bellissimo dottore sulla trentina, abbronzato e con un corpo atletico che si intravedeva attraverso il camice.

La accompagniamo dentro, le apre il leggero vestitino che aveva indossato e la fa distendere sul lettino ed io mi siedo su una poltroncina davanti alla scrivania.

Comincia a massaggiarle le tempie ed il collo e mi tranquillizza dicendo che si tratta solo di un leggero colpo di sole.

Io che conosco mia moglie capisco che si è ripresa e si sta gustando i massaggi di quel bel fustone, infatti gli chiede di massaggiarle anche le spalle ….. e poi anche il seno, io resto a bocca aperta, ma al dottore non pare vero e continua pian piano a massaggiarle tutto il corpo come richiesto.

Dopo poco lei si leva il tanga e chiede al dottore di scendere più in basso con le mani e guardandomi mi dice: “a te non dispiace vero?”

Io resto a bocca aperta ma il cazzo mi diventa immediatamente duro, anche perché sotto il camice vedo il bozzo del medico molto interessante e anche Tina se ne era accorta ed aveva infilato le mani sotto il camice e vedevo che trafficava.

A quel punto gli ha chiesto di levarsi il camice perché faceva caldo, cosa che lui ha fatto immediatamente ed è restato nudo con un cazzo veramente notevole e lei, dopo avermi lanciato uno sguardo ed aver visto che mi stavo masturbando, l’ha preso in bocca succhiandolo come una forsennata.

Poco dopo lui l’ha tirato fuori dalla sua bocca e l’ha scopata come un pazzo.

Dopo una decina di minuti lo ha preso in mano e le ha sborrato sulla pancia, mentre lei crollava sul lettino sfinita.

Ma non è finita qui, quella puttanella mi ha ordinato di lavarla ben bene e quindi di leccargliela tutta per sentire il sapore del maschio, il dottore a quella vista è tornato alla carica e mentre Tina era sopra di me alla pecorina che gliela leccavo, vedevo il cazzo di lui di nuovo durissimo che la scopava come un forsennato, finché l’ha tirato fuori e mi ha sborrato in faccia.

Devo dire che anche sentire il sapore del maschio mi è piaciuto molto.

Anche questa è una storia assolutamente vera, ma non è finita qui, abbiamo avuto tante altre esperienze, che forse vi racconterò e tante godute, finché …….è diventata mamma e presa dai gemelli (eh si ne sono arrivati due insieme!)  o forse dalla sua maternità, pian piano ha scordato le stupende esperienze esibizionistiche e non solo…

Oggi il nostro rapporto si è molto raffreddato, praticamente facciamo vite separate, frequentiamo persone diverse, lei casa-chiesa-opere pie ed io sono qui a ricordare e, pur se ho scoperto che scrivere queste avventure così intime mi eccita molto, mi fa soffrire pensare che tutto questo non succederà più!

A meno che non riesca a trovare una signora che voglia diventare prima di tutto mia amica per dividere viaggi e vacanze e poi provare a ricreare insieme situazioni così intriganti per entrambi.

Sarà possibile? Io ci spero sempre ed aspetto commenti o proposte, mi potete inviare email al: lap69@tiscali.it per corrispondenza e scambi di sogni e desideri. Io continuo a sognare ma vi aspetto e chissà…..

 

L’estate è carica di emozioni

Trovarsi in una spiaggetta paradisiaca e solamente con poche persone con Laura non può che riservare piacevoli sorprese.
Ma ieri è stato piacevolissimo e particolarissimo.
Sbarcati da una barchetta ci siamo trovati su una spiaggia isolata, con un baretto stile messicano sulla spiaggia, musica di sotto sfondo e mare cristallino.
Sulla barca, non so neppure io perché, mi sono messo a fissare il rigonfiamento che un ragazzo aveva in mezzo alle gambe.
Laura, senza dire nulla, ovviamente si accorge dei miei sguardi.
Dopo poco che siamo in spiaggia, mi dice di essere particolarmente eccitata.
Mi dice pure che mi vuole vedere con il cazzo di quel ragazzo in bocca.
Ma cosa dici Laura, abbiamo sempre fatto le cose assieme, calmati.
Laura con calma appunto mi sussurra nell’orecchio: non te lo stò mica chiedendo, lo devi fare e basta, ti ho visto che gli stavi guardando il cazzo, datti da fare immediatamente.
Lo so che quando Laura fa così non c’è modo di dissuaderla…
La cosa però ovviamente mi stuzzica, conquistare il ragazzo e farmi spiare da Laura non mi dispiace.
Mi alzo e passeggio per la spiaggia.
Vedo il ragazzo al bar, mi avvicino.
Scambio due chiacchere, bevo una cosa con lui.
Non so proprio come iniziare la cosa, gli occhi mi cadono sempre sul suo cazzo, lui se né accorto e sembra assolutamente non infastidito.
Senti, è inutile che ci giriamo troppo in giro, vorrei farti un pompino, vorrei raccontarlo a mia moglie e vorrei che lei ci spiasse.
Luca mi risponde che però vuole vedere chi è mia moglie, io la indico, è la donna in topless sulla sdraio rossa.
Il ragazzo si incammina verso Laura, vedo che si stringono la mano, parlano 1 minuto e lui torna indietro.
Laura deve essere proprio porcellina, mi piace pensare che mi succhierai il cazzo per farle un piacere…
Pochi passi all’interno dalla spiaggia, bella vegetazione che regala fresco e intimità.
Luca si accorge che facendo quei pochi passi il mio cazzo è diventato durissimo, anche il suo sembra già pronto.
Lui si appoggia ad un albero, io senza dire più nulla mi inginocchio e tiro giù il costume.
Ha un cazzo bello grosso, già pronto. Continua a leggere L’estate è carica di emozioni

Femminilizzazione e strap-on

Un giorno mi trovai con la voglia di provare un esperienza sessuale diversa dalla solita routine, un amico mi aveva raccontato di essere andato da una signora, una quarantenne molto carina che faceva la Mistress di professione e che gli aveva fatto provare sensazioni mai provate prima con nessuna donna con cui era stato.

Sono sempre stato molto scettico su queste considerazioni assolute,però non potevo nascondere che mi aveva incuriosito e dopo essermi fatto dare il numero la chiamai:
“Pronto?”
“Salve,ciao, mi ha dato il tuo numero un mio amico, non so se ricordi…”
“Si certo ricordo benissimo, cosa posso fare per te?”
“Il mio amico mi ha detto che tu sei una Mistress e quindi…bè insomma vorrei provare.”
Dopo qualche secondo di silenzio mi rispose con un tono di voce completamente diverso e molto più autoritario.
“Tu vorresti provare? Conosci qualcosa di quello che faccio? Qualche pratica?”
“Non so nulla sinceramente, ma vorrei provare se per lei va bene Signora.”
“Chiamami Padrona se proprio vuoi immedesimarti nella parte, posso riceverti domani dalle 20 in poi.” Non era una domanda, non avevo margine di contrattazione, o accettavo oppure sapevo già che non l’avrei vista; questa telefonata era già un test per mettermi alla prova e per capire quanto potevo essere disposto a sottostare ai suoi desideri.
“Sento che sei indeciso, addio.”
“Aspetti,aspetti… Padrona, per me va benissimo domani all’orario che mi ha detto.” In realtà avevo già preso impegni con una ragazza conosciuta da poco, ma la curiosità  ormai aveva preso il sopravvento sul resto.
“Bene, allora ci vediamo domani.” Non mi salutò ma chiuse il telefono senza darmi il tempo di rispondere.
Chiamai subito il mio amico per avere ragguagli in merito non sapendo bene cosa sarebbe successo e raccontandogli la telefonata.
“è strano che ti riceva con così poco preavviso,solitamente i tempi con lei sono abbastanza lunghi e ti fa attendere diverse settimane per aumentare il mistero e la curiosità.”
Gli chiesi alcune informazioni ma non riuscii a cavargli nulla di quello che già sapevo e questo m’incuriosì sempre di più.
Il giorno successivo all’ora fissata suonai il campanello all’indirizzo che mi aveva dato e dopo qualche attimo di attesa mi venne ad aprire… La mia immaginazione aveva fatto si che mi aspettassi una donna vestita in pelle con frusta in mano e invece, la donna che vidi vestiva sobriamente,un completo gonna e camicetta come se fosse appena tornata dal lavoro.
Era una donna molto bella,capelli neri ondulati, occhi di un intenso color verde, le labbra erano carnose ma non esagerate, il trucco, leggero faceva risaltare il suo freddo sguardo.
“Seguimi.”
Arrivammo in una stanza senza finestre  dove  mi fece accomodare su un divanetto rosso.
Mi sedetti sul divano e iniziai con lo sguardo a perlustrare la stanza, non c’era nulla appeso che mi desse qualche indicazione, mi aspettavo di vedere una sala di tortura, con fruste, scudisci e ogni genere di perversione ma invece ai muri erano appesi delle copie di alcuni quadri di Munch e alcune tele raffiguranti passi della divina commedia.
Mi colpii un quadro raffigurante un uomo prostrato ai piedi di uno specchio,nello specchio si potevano vedere solo i piedi di una donna ma niente di più.
“Vedo che sei rimasto colpito dal quel quadro.” Mi disse, seguendo il mio sguardo.
“Effettivamente si,lasci che mi presento, sono Francesco ci siamo sentiti ieri, sono qui per…”
Con un gesto secco della mano mi bloccò subito. “So per cosa sei qui non preoccuparti sto solo decidendo cosa fare di te…”
Non seppi cosa rispondere ma mi limitai a rimanere zitto abbassando lo sguardo a terra.
“Bene, vieni con me, iniziamo subito, seguimi.”
Mi fece strada verso una porta che non avevo notato prima che scoprii essere un bagno.
“Ora spogliati completamente, dovrò rasarti tutto, quindi non muoverti altrimenti rischierò di farti male.”
Mi spogliai completamente e rimasi nudo davanti a lei che mi osservava con curiosità, si avvicinò e iniziò a spalmarmi il corpo con una crema profumata, poi, partendo dai piedi iniziò a radermi con cura,senza fretta, mi depilò le palle,il cazzo e il buco del culo senza poi tralasciare nessun punto.
Fatto questo disse.
“Ecco ora va molto meglio, ora passiamo alla seconda fase, dobbiamo vestirti nel modo giusto.”
Dicendo questo un lampo accese i suoi occhi, mi portò nella stanza adiacente che era un enorme guardaroba con ogni tipo d’indumento,scarpe e ovunque specchi che riflettevano la mia nudità.
“Ora provati questi.”
Mi porse alcuni completi di lingerie di pizzo, perizoma, autoreggenti, reggicalze,reggiseni, li guardai senza capire cosa dovevo fare, ma la risposta arrivò subito sotto forma di uno schiaffo che mi colpì in piena faccia.
“Non voglio vederti esitare, ora farai quello che io dirò hai capito? Sarai la mia puttanella e per esserlo dovrai indossare questi! Ora provateli e vediamo come ti stanno Troietta.”
Diventai rosso in viso a sentirmi chiamare così, non ho mai avuto nessuna esperienza omosessuale in vita mia, nemmeno con una trans sono mai andato e non avrei mai pensato di eccitarmi all’idea di indossare questi indumenti femminili…
iniziai provando ad indossare un completo perizoma e reggiseno color argento, le calze erano color carne associate a un reggicalze e una volta fattorimasi davanti a lei per farmi guardare.
“Non ci siamo proprio, questo colore non ti dona,provati quello bianco avanti.”
Feci come mi aveva chiesto ed effettivamente guardandomi allo specchio non potei fare a meno di ammettere che aveva ragione.Le calze autoreggenti bianche modellavano le mie gambe muscolose e il perizoma bianco metteva in risalto il mio culo sodo.
“Ora ci siamo,il bianco ti si addice, sei una troietta ma sei anche vergine in questo campo, il bianco oggi sarà il tuo colore, ora indossa queste scarpe e il vestito.”
Mi porse un paio di scarpe con il tacco non troppo fine e un vestito color panna che mi fasciava completamente il corpo.
“Sei proprio carina lo sai? Mancano ancora alcuni dettagli e sei proprio perfetta Puttanella, seguimi.”
Tornammo in bagno e mi fece accomodare su una sedia di fronte allo specchio, iniziò quindi a truccarmi meticolosamente, non un trucco pesante e volgare ma qualcosa di leggero, i colori mettevano in risalto il taglio dei miei occhi, il rossetto lucido faceva risaltare le mie labbra; non paga del trattamento mi dipinse anche le unghie delle mani e infine mi mise una parrucca bionda in testa pettinandomela fino a quando non fu completamente soddisfatta.
“Guardati troietta non sei bellissima? Sei una puttanella in cerca di qualcuno che la sfondi vero? ” Continua a leggere Femminilizzazione e strap-on

Festa della donna

La nostra amica Barbara voleva festeggiare l’8 marzo con alcune sue amiche, Anna ,Paola, Renata e Monica presso il night club di un suo caro amico dove ci sarebbe stato uno spettacolo di strip maschile per sole donne,e poi dopo la mezzanotte io e gli altri mariti avremmo potuto raggiungerle e avremmo fatto follie fino all’alba e mi aveva domandato se Laura era disposta ad andare con loro, io ho fatto presente a Barbara che avrei aderito molto volentieri alla sua proposta  ma  Laura come lei ben sapeva aveva  frequentatole scuole dalle suore e le avevano inculcato delle idee assurde per quanto riguarda il sesso,lei non concepiva il rapporto al di fuori del matrimonio quindi sapendo che ci sarebbe stato lo strip non sarebbe mai andata.
Barbara mi ha richiamato il giorno dopo dicendomi che se io fossi stato d’accordo lei aveva trovato il modo per portare Laura  alla festa, e anche di farle cambiare idea sul sesso in quanto aveva parlato con il suo amico Carlo,e questi gli aveva detto che se avesse voluto avrebbe parlato con gli strip man  e poteva organizzare qualcosa di veramente eccezionale per loro. A questo punto la curiosità si è fatta grande e ho chiesto se eventualmente avessi potuto assistere allo spettacolo,Barbara mi ha detto che c’era una sala con un finto specchio che veniva usata per controllare che nel salone fosse tutto tranquillo e avrei potuto tenere d’occhio la situazione. A Laura abbiamo detto che lei e le altre donne sarebbero andate a mangiarsi una pizza e poi sarebbero andate in discoteca dove io e gli altri mariti le avremmo raggiunte più tardi.
La sera dell’8 marzo alle 19 Barbara e le altre amiche sono passate a prendere Laura
E sono andate in pizzeria dove Barbara ha provveduto a far  bere  Laura un po’ più del solito non ubriacarla, ma renderla un po’ più euforica .Io intanto mi  sono recato al night di Carlo come d’accordo , gli altri mariti sapevano che  mi avrebbero dovuto coprire e ci saremmo ritrovati tutti all’una di notte. Uscite dalla pizzeria sono andate in una discoteca li vicino dove Barbara sapeva che per quella sera era obbligatoria la prenotazione difatti non le hanno fatte entrare, a quel punto Barbara ha proposto di andare in un locale di un suo amico e che ci avrebbero telefonato per spostare il ritrovo. Detto fatto alle 20,30 Barbara e le altre sono arrivate al locale e gli è stato assegnato un tavolo proprio in prossimità del palco e in una posizione che dalla saletta si poteva vedere benissimo. Il locale non era molto grande,  c’era una musica  bassa e molto sensuale e ospitava circa una settantina  di donne molte delle quali già frementi per lo spettacolo che da li a poco avrebbe avuto inizio, sui tavolini c’erano delle bottiglie di spumante e dei mazzi di mimosa.
Mia moglie Laura è una 40enne taglia 46 con 3a di seno ed  è ancora una donna piacente da come vedo gli altri uomini che la guardano quando usciamo insieme.
Quella sera era vestita con una minigonna (io adoro le minigonne) una camicetta calze autoreggenti e un completo intimo molto sexy che le aveva regalato  Barbara proprio per la festa della Donna .
Dalla saletta potevo vedere Laura  un po’ euforica  che rideva scherzava con le altre e forse dopo un paio di bicchieri di spumante anche un po’ alticcia. Le luci nella sala si sono abbassate e  sul palco che invece si è illuminato sono comparsi otto ragazzoni di cui  4 bianchi e 4 neri che hanno incominciato a ballare invitando alcune signore del pubblico, dopo un po’ uno alla volta hanno riaccompagnato le signore ai tavolini e hanno dato inizio allo strip. Io guardavo Laura e la vedevo un po’ a disagio ma le altre la schernivano dicendo che quella sera era la loro festa e che si divertivano un mondo  e poi bastava che guardasse come si comportavano le altre donne tra cui c’erano ragazze,ma anche tante madri di famiglia e erano chiaramente molto eccitate. Terminato lo strip nuovamente i ragazzoni sono scesi tra quella folla di donne con addosso solo il tanga tra il tripudio generale ,tutte che volevano essere invitate a ballare e stringersi tra le braccia quei fustoni, i ragazzi ne scelsero alcune e le portarono sul palco e dopo hanno ballato avvinghiate a quei maschioni cercando di palparseli il più possibile. Io incominciavo a spazientirmi erano già le 10,30 e non era ancora successo nulla di particolare, anzi Laura,Barbara e le altre non erano neanche state avvicinate,Carlo mi guardava e si è messo a ridere dicendomi che  per fare le cose bene ci vuole pazienza , bisogna aspettare che  il vino,la musica,e l’atmosfera agiscano sui freni inibitori, adesso inizia la vera sorpresa.
Gli 8 ragazzi dopo essersi fatti sfilare i tanga dalle signore le riaccompagnano ai tavoli , e poi mentre 2 di loro portano sul palco alcuni tavolini gli altri 6 si avvicinano a Laura e alle sue amiche e le portano sul palco incominciando a ballare  stringendo le donne e strusciandosi contro con fare seducente, vedo il ragazzo che balla con Laura la stringe e il suo pene eretto preme sulla gonna di Laura intanto le accarezza la schiena  e piano piano scende sul suo sedere, Barbara non resiste a sentire il cazzo del suo accompagnatore sfregarle il ventre e  incomincia spogliarsi seguita a ruota da Monica e Anna che prendono in mano le aste dei loro  accompagnatori e dopo averle massaggiate un po’ incominciano a spompinarle, l’accompagnatore di Laura a quel punto prende la mano di Laura e la guida sul suo uccello e quando Laura cerca di ritrarla gli mostra le sue amiche in pieno  coinvolgimento erotico  e l e altre donne presenti in sala che vorrebbero essere al suo posto,poi con la mano le solleva la gonna e gli tocca il culo ,vedo Laura disorientata , ma intanto anche Renata e Paola si sono fatte prendere dall’euforia erotica e sono anche loro già nude, rimane solo Laura da spogliare  e Barbara e Renata  gli si avvicinano e incominciano spogliarla vedo che Laura non è pienamente d’accordo,ma loro non so cosa gli dicono e alla fine  si lascia spogliare. Paola e Anna intanto sono state fatte sdraiare su due tavolini e stanno godendo come pazze Paola con un cazzo nero in bocca e un cazzo bianco in figa ,mentre  Anna sta spompinando due cazzi bianchi in contemporanea e il terzo ragazzo
Con la testa tra le sue cosce gli sta leccando
la figa accuratamente depilata. Barbara si inginocchia e fa inginocchiare anche Laura e Renata davanti agli altri 3 ragazzi e dice loro di mettersi in fila e passare a farsi fare un pompino incominciando da lei poi da Renata e infine da Laura spostandosi spesso  tipo roulette russa  e avrebbe vinto quella che fosse riuscita a ottenere almeno due sborrate in bocca su tre, intanto Carlo mi ha detto che sarebbe sceso anche lui sul palco e di non farmi troppe seghe perché da li a poco lo avrei raggiunto .Non so chi abbia vinto la Roulette,anche perché in seguito gli altri ragazzi hanno voluto partecipare anche loro,poi due dei ragazzi hanno preso Laura e la hanno sdraiata sul tavolino uno gli ha allargato le cosce e ha incominciato a leccargli la figa pelosa mentre l’altro gli  offriva il suo cazzone nero da succhiare, Carlo intanto era sceso in sala e salito sul palco ha incominciato a scopare  Barbara ho visto che mormorava qualcosa all’orecchio di Barbara, che si è messa a ridere, quindi è arrivato un cameriere che portava  delle bende e le ha consegnate a Barbara la quale le ha distribuite alle amiche dicendo che sarebbe stato molto più eccitante  fare sesso senza vedere con chi lo facevi,tutte hanno indossato la benda, Laura sulle prime si  opposta ma a quel punto doveva stare al gioco  .Dopo averla bendata alcuni ragazzi hanno incominciato a toccarla dappertutto  e Carlo mi ha fatto segno di raggiungerlo,mi  sono spogliato e sono salito sul palco,e anche se ho sempre voluto scoparmi Renata sono subito andato da Laura il mio uccello stava per scoppiare poi a vedere uno dei neri che se la stava scopando  ero eccitato come non mai, gli ho messo il cazzo in bocca e mi sono fatto fare un pompino aggiungendo alla fine anche il mio sperma a quello che già  le colava dal viso, poi quando il nero ha finito mi sono infilato tra le sue cosce umide di sperma e l’ho scopata ,mentre  Carlo gli toccava le tette e gli dava il suo uccello da succhiare poi  le hanno messe alla pecorina e siamo tornati giocare alla Roulette russa  scopandole un po’ per uno mentre gli altri si facevano fare i pompini e dopo anni di  rifiuto assoluto sono finalmente riuscito a incularla dopo che uno dei ragazzi non sapendolo gli aveva rotto il culo seguito a ruota dagli altri che da tempo non vedevano un culo vergine. e anche le altre amiche hanno avuto la loro dose di cazzi in culo ,intanto i camerieri in sala di davano da fare con le altre donne che reclamavano la loro parte.Alle 24,30  Carlo mi ha chiamato e mi ha mandato a  vestirmi poi ha chiamato Barbara dicendo di chiamare le sue amiche perché tra poco sarebbero state aperte le porte per permettere agli uomini fuori di raggiungere le compagne, Barbara chiamò le amiche e  raccolti i vestiti corsero ai bagni per rimettersi in ordine . Noi siamo ufficialmente arrivati alle ore, 01,20,in modo di dargli tempo per riordinarsi e farsi una doccia,
Quando siamo entrati Laura era ancora un po’ euforica, ci siamo baciati e ho sentito ancora nella sua bocca il sapore un po’ aspro dello sperma,quando gli ho chiesto se si era divertita mi ha risposto che  la serata era andata bene ma che voleva ora ballare con me.

Cugine

Una tranquilla mattina di qualche anno fa.
Sono nella mia casa di campagna con alcuni miei parenti, quando mio zio invita me , i miei cugini e
le mie cugine ad andare in piscina .
La piscina è privata ed è nel giardino della casa di un suo amico che però è partito e gli ha lasciato
via libera per andare tutte le volte che vuole.
Trascorriamo lì tutta la giornata.
Il posto mi piace, è isolato, tranquillo e facile da raggiungere; insomma un buon posto dove
ritornare.
Un paio di giorni dopo chiedo un pò ai miei cugini chi vuole ritornarci, ma le uniche entusiaste
della proposta sono le mie due cugine Emanuela e Stefania.
Sono entrambe molto belle e quindi non mi dispiace andarci con loro. Anzi!
Una volta volta arrivati lì ci togliamo i vestiti e rimaniamo solo con i costumi.
Mi siedo subito sul prendisole mentre guardo le mie due cugine svestirsi.
Sono davvero molto interessanti e mi eccito per la situazione.
Anche loro si sdraiano sul prendisole, una alla mia destra e l’altra alla mia sinistra.
Dopo un pò Emanuela si mette a sedere e si sfila il reggiseno, subito dopo imitata da Stefania.
La mia eccitazione cresce e francamente non so a chi guardare.
Emanuela subito se ne accorge e mi dice perché visto che siamo soli non ci spogliamo
completamente e prendiamo il sole integrale?
Detto questo si toglie subito gli slip e mi mette con molta delicatezza una mano nel boxer tastando il
mio pene diventato ormai enorme.
Nel frattempo Stefania è già in ginocchio vicino a me, tutta nuda, con quei due seni sodi modellati
da anni di nuoto, che mi accarezza prima il petto e poi scende anche lei nel mio boxer per
accarezzarmi le palle. Continua a leggere Cugine

Da RaccontiEros.it, Racconto: Cugine

L’ospite inatteso

Kareem era un giovanissimo extracomunitario che una sera, tornando da lavoro, avevo notato singhiozzare silenziosamente seduto su una panchina in un angolo nascosto del parco dove vivevo. Mi ero avvicinato e mi ero seduto vicino a lui cercando di capire quale problema avesse. Parlava poco o nulla di italiano dato che era appena arrivato nel nostro paese; in compenso parlava abbastanza bene l’inglese che nel suo paese era la seconda lingua ufficiale. Mi spiegò che era venuto in Italia per cercare uno dei suoi  fratelli e che nel viaggio in treno dalla Sicilia, dove era sbarcato, aveva conosciuto dei suoi connazionali che gli avevano fatto credere di  sapere dove fosse il fratello e che lo avrebbero aiutato a raggiungerlo. Invece, giunti a Napoli, gli avevano rubato i pochi soldi che aveva lasciandolo solo in una città sconosciuta. Ovviamente non aveva idea di dove fosse il fratello e senza soldi non sapeva come fare per cercarlo. Stanco e  disperato si era seduto su quella panchina non sapendo dove andare e cosa fare. Sembrava poco più che adolescente, era magro, molto alto e con un fisico atletico. Cercai di consolarlo e fargli coraggio ma effettivamente si trovava in un vicolo cieco da cui non avrebbe potuto uscire senza aiuto. Visto che ormai era sera gli disse di venire con me a casa, qui avrebbe potuto mangiare qualcosa e trovare un letto per la notte; il giorno dopo dato che era sabato, non avendo da lavorare lo avrei aiutato a cercare il fratello. Salimmo quindi a casa dove in poche parole spiegai l’accaduto a mia moglie. Lei non trovò nulla da ridire per l’ospite inatteso ed anzi andò subito a preparare la stanza per lui visto che nostro figlio, pressappoco delle stessa età, era all’estero in vacanza. Kareem intanto era rimasto impalato nell’ingresso e non si muoveva quasi avesse paura quell’ambiente totalmente nuovo. Lo condussi in salone facendolo sedere sul divano e dicendogli che da lì a qualche minuto avremmo finalmente cenato. Effettivamente dopo dieci minuti ci mettemmo a tavola e il ragazzo si rivelò di buon appetito divorando tutto quello che gli mettevamo nel piatto. Dopo cena ci facemmo raccontare in po’ la sua storia, da dove veniva, come era la vita nel suo paese,  come era arrivato in Italia. Sapemmo così che aveva 19 anni ed era l’ultimo di cinque fratelli tutti emigrati all’estero. Lo rassicurammo ancora una volta che l’indomani avremmo iniziato a cercare il fratello e dopo un po’ gli facemmo vedere la camera di mio figlio dove avrebbe dormito e mia moglie gli diede un pigiama visto che non aveva altro  a parte quello che aveva addosso. A questo punto mia moglie mi disse “Forse è meglio che gli prepari un buon bagno, così si rilassa un po’ e io ne approfitto per mettere i suoi vestiti in lavatrice in modo che domani saranno puliti, anche se ci sono anche quelli di nostro figlio tra cui sicuramente troveremo qualcosa che gli vada.”  Comunicai la cosa a Kareem il quale accettò di buon grado. Normalmente quando qualcuno fa il bagno a casa nostra lasciamo sempre la porta aperta e uno di noi si intrattiene con l’altro per motivi di sicurezza. Un nostro parente aveva rischiato di morire annegato nella vasca da bagno a causa di un malore e da allora avevamo adottato questa precauzione. Mi recai quindi in bagno con Kareem il quale si spogliò e si immerse nella vasca che a malapena lo conteneva tutto visto quanto era alto. In realtà oltre all’altezza avevo notato anche che aveva un membro di dimensioni notevoli e questo già a riposo. Non osavo immaginare come sarebbe stato in erezione. Comunque mi sedetti su uno sgabello e mi misi a sfogliare una rivista. Ad un certo punto squillò il telefono e mia moglie rispose: era per me, un mio collega doveva chiedermi dei chiarimenti su alcune pratiche.  Uscii dal bagno e mentre rispondevo al telefono mia moglie mi disse “Vado io, non lo lascio certo da solo.” Sinceramente non pensai al fatto che il ragazzo era ovviamente  nudo e che avrebbe potuto provare imbarazzo in presenza di una donna,  ma fu una cosa automatica visto che  di solito facevamo così quando a fare il bagno era nostro figlio. E così prese il mio posto. Stetti al telefono circa un quarto d’ora poi riuscii a liberarmi e finalmente riattaccai. Mi diressi quindi di nuovo verso il bagno per dare il cambio a mia moglie ma prima di entrare sentii mia moglie che diceva al ragazzo di alzarsi in piedi così avrebbe potuto aiutarlo a liberarsi della schiuma che lo ricopriva tutto. Kareem obbedì alla richiesta di mia moglie alzandosi in piedi ma, forse per pudore, si mise di spalle. Io stavo fuori dal bagno dietro la porta ma seguivo tutta la scena guardando nello specchio che era sul lavabo di fronte alla vasca da bagno. Vidi mia moglie che aveva iniziato a  passargli la spugna sulla schiena poi con la manichetta della doccia lo sciacquava liberandolo dalla schiuma. Quindi lo fece girare verso di lei per compiere la stessa operazione sul davanti. Il ragazzo aveva davvero un fisico bellissimo, armonico con i muscoli che si vedevano chiaramente sotto la pelle e  reso lucente dall’acqua e sapone che mia moglie gli passava in continuazione dappertutto.   Mia moglie intanto aveva iniziato a fare la stessa operazione di lavaggio sul suo petto. Il ragazzo non sembrò particolarmente turbato dalla cosa anche quando mia moglie,  ad un certo punto, cominciò ad insaponargli il ventre e poi anche il membro con gesti molto naturali. Sembrava una mamma che lava il proprio figlio.  Ed infatti spesso aveva fatto lo stesso con nostro figlio, solo che aveva smesso quando il ragazzo era divenuto adolescente limitandosi solo ad assistere quando faceva il bagno.  La vidi passargli la spugna tra le gambe e poi sul membro, poi di nuovo sulle gambe  e quindi ancora sul membro. Ad un certo punto posò la spugna ma, invece di prendere la manichetta della doccia ed aprire l’acqua comincio ad usare solo le mani per detergere il corpo di Kareem. La vidi prendere il membro del ragazzo con la mano e sollevarlo poi, facendo scorrere indietro la pelle del prepuzio, fece fuoriuscire il glande e gli versò sopra dell’acqua. La vidi quindi ripetere l’operazione alcune volte. Lui non disse una parola ma, come immaginavo, il suo membro cominciò  a ergersi ed in breve tempo aveva raggiunto un’erezione ragguardevole. Mia moglie gli sorrise mentre quel palo di carne cresceva tra le sue mani che continuavano ad andare su e giù. Lo stava chiaramente  masturbando! Devo confessare che la scena mi eccitava moltissimo. Una delle nostre fantasie erotiche preferite era immaginare che mia moglie facesse sesso con altri uomini o che io facessi sesso con altre donne. Spesso, a letto, ci piaceva che l’uno o l’altro raccontasse di rapporti veri o immaginari con altre persone.  Non soffrivamo di gelosia anzi ci eccitava sentire quello che avevamo fatto o immaginavamo di fare con altri partners. Ora una di quelle nostre fantasie si stava realizzando! Vedevo mia moglie  seduta su uno sgabello a fianco alla vasca da bagno con il pene del ragazzo che gli arrivava all’altezza del viso. Indossava solo una lunga t-shirt molto scollata che lasciava vedere chiaramente che sotto non portava nulla se non le mutandine. Per effetto del movimento i suoi seni abbondanti ballonzolavano e vidi che Kareem li guardava dall’alto. Mia moglie, nella foga aveva anche spalancato le gambe mostrando il minuscolo perizoma che a malapena copriva il suo pube. Ad un certo punto il ragazzo allungò una mano e le afferrò un seno. Lei non fece o disse nulla, anzi fece scendere la maglietta dalle spalle rimanendo a seno nudo. Poi gli prese il membro in bocca. Lo leccava in tutta la sua lunghezza chiudendo le labbra sul suo glande. Lo faceva sparire quasi tutto nella sua bocca mentre con una mano non cessava di masturbarlo. Era sempre stata esperta di sesso orale e con quell’attrezzo a disposizione dava il meglio di sé. I suoi movimenti si fecero sempre più veloci ed il ragazzo cominciò a mugolare fin quando con un urlo strozzato le venne in faccia riempiendole il viso ed il seno di sperma caldo. Mia moglie, si ripulì con un asciugamani,  gli sorrise, si alzò ed uscì dal bagno.  Io ero fuori la porta e la guardavo sorpreso e divertito. Lei allora mi prese per mano per condurmi in camera da letto. Si tolse la maglietta ed il perizoma e si sdraiò sul letto con le gambe spalancate oscenamente. La sua vulva rossa era grondante di desiderio e voleva solo essere penetrata. Anche il mio membro non era meno desideroso, eccitato com’era dalla scena a cui aveva appena assistito. Mi spogliai in un attimo e le salii sopra penetrandole la vagina bagnata. Cominciai a spingere mentre lei mi afferrava le spalle. Bastarono pochi colpi per farla godere mentre mi diceva di non fermarmi. Avrei voluto continuare a lungo ma l’eccitazione era ormai giunta all’apice per cui venni anche io inondandole il ventre di sperma. Poi mi distesi su di lei e ci baciammo appassionatamente. Fu a quel punto che mi disse “Sai mentre facevamo l’amore pensavo al membro del ragazzo.” Per nulla infastidito da quella rivelazione le dissi “Pensa pure a chi vuoi, purché facciamo sempre l’amore così.”

Lo strascico di un compleanno


Quella sera Debora l’aveva passata con vecchi amici, una compagnia che lei frequentava tre o
quattro anni prima e che in qualche modo era rimasta legata: vuoi perché lei ancora lavorava con
altre ragazze che stavano nel gruppo, vuoi perché le unioni che quella compagnia aveva generato
legavano attraverso fili invisibili tutti gli ex componenti.
L’occasione dell’incontro fu un compleanno.
Mario aveva, quel giorno,trentadue anni.
I compleanni sono quelle cose che si fanno anche se non interessano a nessuno, l’occasione per
trovarsi, per stare insieme senza sforzare la mente alla ricerca di uno scopo intelligente.
Debora si era allontanata in un silenzio rancoroso quando il gruppo aveva cominciato a generare
troppe coppie, si sentiva arrabbiata senza sapere il perché; era felice per Gianna e per Sabrina ma
per se soffriva molto.
Non trovava attraente nessuno dei maschi e sentiva forte il bisogno di amare, di essere amata, per
quasi due anni evitò il contatto con loro, poi, piano piano si era riavvicinata.
Mario ci aveva provato con lei una volta, l’aveva chiamata a casa, le aveva chiesto di uscire: aveva
rifiutato.
Non che gli dispiacesse del tutto, questo no, era anche simpatico, solo che non la eccitava, non gli
piaceva ed era insicura, proprio come quella sera.
Cosa succede quando due labbra vengono in contatto? – Ciao Mario, auguri smack, smack.
Il caso, forse aveva fatto si che parte delle labbra di Mario sfiorassero le sue: quel fuggevole
contatto la lasciò inebetita.
Era forse alla frutta? Ventisei anni, mai avuto un rapporto sessuale con un uomo; Cristo, quello era
un uomo, un uomo che non le piaceva neanche tanto, perché mai avrebbe dovuto avere un effetto
simile su di lei? Passo, quell’attimo di sbandamento passo immediatamente fra l’imbarazzo
reciproco, ma durante tutta la serata di tanto in tanto fece capolino nuovamente, i suoi turbamenti
muovevano fino al centro della sua femminilità, costringendola a stringere le gambe come a
soffocare qualcosa che si muoveva fra le sue cosce.
A casa Debora sali le scale, si lavò e si infilo una vestaglietta leggera: Il caldo afoso non contribuiva
a placare quella forma d’ansia che l’aveva presa, spense le luci lasciando lievemente aperte le
imposte.
Chiuse gli occhi e si preparo al sonno.
… la solita storia di sempre, due palle, che abbiamo da dirci, io però che avrei fatto a casa, tanto vale
uscire un po con vecchi amici, i compleanni, che palle , io ho ventisei anni, sono sola, lui mi voleva
baciare sono sicura che lo voleva fare, come cavolo sii fa a sbagliare mira, però è stato bello non mi
interessa niente di lui niente: lui lo sa che non mi frega niente di lui, io già glielo detto, e poi come
si fa a chiedere ad una ragazza: perché non usciamo? Si va beh io gli ho chiesto anche perché, io,
sai che roba.
Se ci avesse provato in modo diverso forse ma no, che sto dicendo: mai, nemmeno morta, e poi lui
mi ha risposto, perché secondo te Debora, perché? Forse volevi scoparmi, scoparmi e basta, maiale.
Chissà cos’ è fare all’amore, i baci e le carezze, le mani che accarezzano altre mani… altri corpi,
come nei film Il sonno era sparito completamente lasciando il posto ad un languore che la
pervadeva.
La sua piccola figura si muoveva nel grande letto cercando di liberarsi dall’eccitazione che le aveva
fatto sollevare i capezzoli, la sua pelle vibrava e il contatto con le lenzuola stava divenendo erotico.
Debora si attorcigliò attorno al cuscino serrando le gambe.
Poi si arrese all’ eccitazione accarezzandosi leggermente i seni, seguendo il contorno del roseo
capezzolo, stringendolo lievemente: la sua mano scese febbrilmente, scavando fra le lenzuola e
scostando violentemente il cuscino, ultimo avamposto della tranquillità.
La sua piccola mano passo attraverso gli slip, sollevo la sottile stoffa e scese.
Prima un dito fugace, poi due, rapidi, a volte lenti, seguivano i contorni della sua cosina, aprivano
lievemente le sue morbide carni cercando un ristoro che non sapeva trovare.
Debora conosceva il suo corpo anche se raramente si permetteva di godere; Dio, essere toccata e
posseduta da un uomo, si se Mario fosse li ora gli avrebbe dato tutto, avrebbe fatto tutto quello che
lui gli avesse chiesto.
L’eccitazione era totale: nella sua testa viaggiavano corpi maschili, corpi reali, corpi di pubblicità, il
corpo di Mario che la toccava, la mano di Mario era la sua mano. Continua a leggere Lo strascico di un compleanno

La baby sitter


Io mi chiamo Marco, ho 31 anni, sono un imprenditore, sono sposato con Valeria 28 anni,
commerciante e abbiamo una figlia, Daniela di 2 anni, io amo mia moglie e in questi 4 anni di
matrimonio non ho mai pensato di tradirla un po’ perché il lavoro non me ne da la possibilità, un po’
perché non ho mai cercato l’occasione, nè ho mai sfruttato quelle poche possibilità che mi si sono
presentate .
Fino a quando …
Giovedì sera, sto leggendo il giornale quando Valeria mi dice :
“Caro, chiami tu la baby-sitter per domani sera, il numero è sull’agenda, si chiama Roberta, chiedile
di essere qua per le 8 e mezza”
“Ok”rispondo io, sfoglio la rubrica, trovo il numero e chiamo:
“Pronto, buonasera sono Marco, il marito della sig.ra Rossi, potrei parlare con Roberta?”
“sono io”
“Ah, buonasera, potrebbe venire domani sera alle 20.30 per tenere Daniela?”
“Fino a che ora?”
“Guardi io sarò di ritorno al massimo a mezzanotte”
“Va bene, ci vediamo domani sera”
“buonas …, ha riattaccato”
“Di poche parole la signorina, eh Valeria”
“E’ così brava e gentile, sarà stata impegnata, poi deve piacere a Daniela non a te, sono già io la tua
baby-sitter !”.
L’argomento baby-sitter finì lì, io non l’avevo mai vista, ma mia moglie e la bambina erano
entusiaste di lei, e poi da quel poco che avevo visto era anche educata, sempre la casa in ordine, non
usava mai il nostro telefono, faceva giocare la bimba, la metteva a dormire e poi si metteva a
studiare .
Il giorno dopo, ore 20.30
“Apro io . Ciao Roberta, sei puntualissima !”
“buonasera Signora, ciao Dany, piccolo terremoto stasera spacchiamo tutto !! Signora ci sono
problemi se mi faccio venire a prendere dai miei amici a mezzanotte per andare in discoteca?”
“Ma figurati, a quell’ora Marco sarà già a casa, io no ! Vado ad un addio al nubilato e mi sa che farò
tardi”
“Buona serata, e non tormenti gli uomini”
Io nel frattempo, mi stavo preparando per andare ad una riunione con i miei soci, eravamo vicini al
lancio di un nuovo prodotto e lavoravamo anche alla sera, quella era l’ultima riunione, bisognava
solo controllare le ultime cose, però ero curioso di vedere com’era questa Roberta, chissà perché mi
ero messo in testa strane idee , forse ricordo di gioventù, quando nei romanzetti porno si leggevano
storie di baby-sitter troie, così con un pizzico di curiosità arrivo in cucina e la vedo di spalle, che
delusione ! una ragazza alta, un po’ curva, coi capelli raccolti, pallida, gli occhiali con quella
montatura di moda, finto intellettuale, un paio di jeans sfatti e un paio di anfibi sporchi .
“Buonasera Roberta, piacere di conoscerla, ci vediamo più tardi”
“Buonasera”.
La riunione finì presto, alle 10.30 ero già sulla strada di casa, con il mio socio ci fermammo a bere
una birra, nel locale vedemmo compagnie di amici che si apprestavano a passare la serata in
qualche locale, ci sentimmo un po’ fuori luogo e dopo due chiacchiere tornai a casa, erano le 11.30 .
“Buonasera Roberta, tutto bene?”
“Benissimo grazie, Daniela è a letto dalle 9.30 e io sto studiando, non ha chiamato nessuno”,
“Cosa studi?”
“Faccio Economia e Commercio, ma Matematica mi sta dando parecchi problemi, io e lei non
siamo compatibili”
“Se vuoi posso darti lezione qualche volta, ho fatto Ingegneria, non l’ho finita, ma gli esami di
analisi li avevo passati tutti e 2 con dei bei voti”
“Grazie, lo terrò presente, posso usare il suo bagno per cambiarmi, sa tra poco vengono a prendermi
i miei amici?”
“Prego, fai pure, un attimo solo che vado io poi e’ tutto tuo”
Dopo essere andato in bagno mi misi in poltrona a leggere, Roberta era entrata in bagno, guardai
distrattamente verso la porta e vidi che non era chiusa bene, si intravedeva la sua immagine sullo
specchio, all’inizio feci finta di niente, poi la curiosità prese il sopravvento e guardai, la vidi
togliersi il maglione ed i jeans, e notai così un gran bel sedere, sodo senza ombra di cellulite o
smagliature, quando dopo essersi tolta le calzacce di lana che indossava, incominciò a togliersi gli
slip, mi imbarazzai un attimino e girai gli occhi verso il libro, ma niente da fare istintivamente mi
rigirai verso il bagno e le vidi mentre indossava un perizoma , mmhh ! il perizoma è sempre stato un
mio sogno erotico, solo che mia moglie non lo mette perché non le piace, intanto sento un leggero
formicolio nei miei slip e questo mi sorprende, non ero certo in astinenza, ma quella vista rubata ed
il perizoma facevano un certo effetto . Continua a leggere La baby sitter

La ragazza delle pulizie

L’appuntamento era alle 12 di ogni giorno nel nostro ufficio. A quell’ora Sabrina l’addetta alle pulizie smetteva di lavorare e veniva nella nostra stanza per firmare il foglio presenze. Il foglio  si trovava strategicamente  sulla scrivania posta al centro della stanza cosi che, quando lei si chinava per firmare, quelli delle scrivanie davanti si godevano lo spettacolo della sua profonda scollatura e quelli delle scrivanie di dietro godevano della vista del perizoma che immancabilmente usciva dai suoi pantaloni a vita bassa. L’appuntamento era sacro, dal lunedì al venerdì. E ne valeva la pena. Sabrina era una maggiorata con un fisico e atteggiamenti da pornostar. Tutti avevamo perso la testa per lei. Durante l’orario di lavoro indossava un ampio camice che copriva tutto, ma al momento di andare via lasciava bene in vista le grazie abbondanti di cui madre natura l’aveva fornita. Un seno monumentale e una sedere scultoreo fasciati da abiti attillatissimi. Tutti più o meno ci avevano provato con lei ma nessuno, a quanto mi risulta, era riuscito ad avere successo. In effetti anche io avevo fatto le mie avances ricevendo un cortese ma fermo rifiuto. Era successo un sabato mattina quando Sabrina mi aveva chiesto se l’accompagnavo ad acquistare una macchina fotografica compatta da portare in vacanza, visto che mi intendevo di fotografia. Dopo l’acquisto ci eravamo fermati nella mia auto nel parcheggio del centro commerciale a chiacchierare un po’. Quel giorno indossava una minigonna che lasciava poco all’immaginazione e, stando seduta, le vedevo chiaramente le mutandine candide tra le cosce tornite. Sopra poi aveva un corpetto di pizzo nero che le conteneva a fatica il seno prorompente. Vedendo che non le staccavo gli occhi di dosso, mi chiese “Ti piace il mio corpetto?” Io le risposi che mi piaceva il corpetto ed anche quello che conteneva e che era crudele a torturarmi in quel modo. Lei sorrise e poi mi disse “Guarda fin che vuoi ma fermati lì. Non ho intenzione di iniziare storie con persone dello stesso ambiente lavorativo. Per cui nessuno di voi ragazzi ha alcuna speranza di portarmi a letto anche se ci avete provato tutti.” Rimasi un po’ deluso ma rispettai il suo volere trovandomi effettivamente d’accordo con lei. Meglio tenere separati i due ambiti. Passarono così parecchi mesi senza che si presentasse un’occasione per ritornare sull’argomento. Tutti noi continuavamo a goderci lo spettacolo quotidiano e a fare commenti e battute tra di noi, ma nessuno riuscì a colpire nel segno. Un giorno recandomi in archivio per cercare alcune pratiche la trovai mentre faceva un po’ di pulizia sugli scaffali che erano stati appena liberati da vecchi documenti che avevamo mandato al macero.  Mi sorrise e mi disse “Posso chiederti una cosa?” “Dimmi pure risposi.” “Ho un problema un po’ particolare e non so come risolverlo. Sono stata invitata ad una serata trasgressiva in un club privato e vorrei indossare un tanga in strass con sopra due copricapezzoli dello stesso tipo. Ho comprati questi due on line ma non mi vanno.” Così dicendo mi mostrò due dischetti di strass rossi del diametro di  7-8 cm con una cordicella dorata ed un fiocchettino al centro. “Scusa che vuol dire non mi vanno? Mica li fanno di diverse misure? Li predi li attacchi sui capezzoli e basta.” “Effettivamente è come dici tu – rispose – ma quelli che ho comprati mi coprono i capezzoli ma lasciano scoperta parte dell’aureola intorno.”  “Non è possibile – le dissi – li avrai messi male.” “No, li ho messi bene, è che ho le aureole intorno ai capezzoli troppo grandi e questi cosi non le coprono tutte.” Il clima si stava facendo caldo, il pensiero del seno di Sabrina con i due capezzoli e le due aureole che immaginavo enormi mi faceva salire il sangue alla testa. Me ne uscii con una frase scema. “Avrei bisogno di vedere, non è possibile.” Invece di mandarmi a quel paese, Sabrina mi disse “Beh, qui non è possibile, facciamo così incontriamoci al parcheggio B del centro commerciale stasera quando esci dal lavoro così ti faccio vedere che ho ragione io.” E, così dicendo, uscì dall’archivio lasciandomi da solo incapace di ricordarmi perché mi trovavo lì.  Inutile dire che le ore successive mi videro molto poco applicato al lavoro, guardavo solo l’orologio aspettando l’orario di uscita. Finalmente la giornata lavorativa finì e mi fiondai in macchina, mi diressi al centro commerciale e parcheggiai dove lei mi aveva indicato. Dopo qualche minuto lei giunse, parcheggiò di fianco a me e salì sulla mia auto. Indossava dei jeans a vita bassa praticamente cuciti addosso e un maglioncino bianco con scollo a V che lasciava vedere l’abbondante decolté. “Allora – le dissi – hai portato il completo?” “Certo.” E così dicendo tirò fuori i due copricapezzoli rossi che mi aveva mostrato al mattino. “E tu dici che ti vanno piccoli?” Senza parlare infilò una mano nella scollatura e tirò fuori una mammella poggiandoci sopra il copricapezzolo. Effettivamente un’area di circa un centimetro di aureola rimaneva scoperta. “Vedi che mi vanno piccoli? Come faccio? Non mi piace così, la devono coprire tutta.” Lanciò via l’oggetto rimanendo con il seno scoperto al di fuori del maglioncino. Con un gesto fulmineo ci posi sopra la mia mano. Lei non disse nulla ed io la tenni lì carezzandole il seno. Poi fattomi coraggio infilai la mano nel maglioncino tirando fuori anche l’altra mammella. Che sensazione stupenda! Avevo le mani piene dei suoi seni, stringevo i capezzoli tra le dita poi soppesavo le mammelle e poi ancora stringevo leggermente per apprezzarne la morbidezza e la consistenza. La baciai, sempre tenendole il seno tra le mani. Avevo desiderato quel momento per anni ed ora finalmente potevo toccare l’oggetto del mio desiderio. Avvicinai la testa al suo seno e cominciai a succhiarlo. Che sensazione inebriante, sentivo con la lingua i suoi capezzoli farsi turgidi, affondavo completamente in quella collina burrosa.   La attrassi a me facendola stendere sulle mie gambe. Aveva il viso rivolto verso di me e la nuca poggiata sul mio grembo. La baciai ancora una volta e poi ripresi ad armeggiare con il suo seno. Avrei voluto avere altre mani perché due mi sembravano insufficienti. Mi feci più audace e infilai la mano destra nei suoi pantaloni. Incontrai subito il suo pube  che mi accorsi essere completamente depilato. Mi spinsi più in basso mentre lei per agevolarmi si sbottonò i pantaloni aprendo le gambe. Raggiunsi la sua vulva bagnata e ci infilai il dito medio. Era completamente inondata di umore vaginale, spinsi a fondo il dito muovendolo delicatamente. Sabrina mugolava di piacere. Ad un certo punto mi disse “Tirati giù i pantaloni voglio succhiartelo.” Non me lo feci ripetere due volte e in un baleno di sbottonai i pantaloni tirandoli giù fino al ginocchio insieme ai boxer. Il mio membro si ergeva turgido, Sabrina lo impugno facendo emergere il glande lucido e lo mise in bocca. Ero in Paradiso. La sua lingua percorreva ogni centimetro del mio membro, succhiando avidamente. Rimanemmo così interminabili istanti poi lei mi disse “Adesso prendimi.” Reclinai il sedile passeggero e lei si sfilò completamente i pantaloni stendendosi ed aprendo le gambe. Incurante del fatto che eravamo in un parcheggio dove avrebbero potuto vederci mi misi sopra di lei e la penetrai. Ero estasiato. Con entrambe le mani stringevo i suoi seni, con la bocca cercavo la sua. Cominciai a spingere prima dolcemente poi aumentando leggermente il ritmo. Sabrina cominciò a mugolare, poi emise degli urli strozzati, poi cominciò a dire “Sì,sì!” Ad un certo punto non si contenne più e ad alta voce mi esortava a spingere più intensamente. Finalmente, con un urlo liberatorio, venne. Io che non avevo ancora raggiunto l’apice del piacere continuavo stare dentro di lei e a muovermi con colpi sempre più violenti e ravvicinati. Poi, quando sentii di essere ad un passo dall’orgasmo estrassi repentinamente il membro dalla sua vagina e Sabrina lo afferrò con una mano guidandomi verso di lei e muovendo la mano velocemente. Le venni addosso inondandole il ventre di sperma caldo. Poi mi adagiai su di lei baciandola ripetutamente. Con le mani giocherellavo ancora con il suo seno accarezzandolo e stuzzicandole i capezzoli. Appena ci fummo un po’ ripresi dall’estasi del sesso le chiesi “Ma come mai hai cambiato idea? Non dicevi di non volere mischiare lavoro e rapporti personali?” “Non ho cambiato idea – mi disse – è cambiata la situazione. In realtà ho sempre desiderato fare l’amore con te, ma fino ad oggi non potevo.” “Perché, – le chiesi – cosa è successo oggi?” “Ho dato le dimissioni.”

Un sogno molto eccitante

Avevo preso appuntamento  dal mio parrucchiere, un gran bel figo, io finivo il turno alle 22 e mi ha dato l’app. X le 22 15 arrivo in negozio e mi fa accomodare sùkla poltrona lava teste, comincia a bagnarmi i capelli con movimenti lenti e circolari mi massaggia la testa,io mi rilasso chiudendo gli occhi, poi finito mi fa abbondare davanti allo specchio x farmi la messa in piega, comincia ad asciugarmi la testa ad un certo punto si ferma e mi guarda il seno che era in evidenza da una maglietta attillata e un reggiseno molto contenitivo. Mi soffia sul petto e mi scappa da ridere,sapete quella risata leggera, e avevo mangiato la foglia. Lo fisso dallo specchio e gli dico, che se non fa la prima mossa non sarebbe successo niente,non l’avessi mai detto, chiude la porta a chiave, tira la tendina della vetrina e arriva da me. Si mette dietro io ancora seduta, mi palpa il seno, con arroganza. Me lo stringe e lo solleva poi con un gesto mi libera il seno facendolo scavalcare la scollatura a v per palparlo meglio mi stringe i capezzoli tra le dita,mmmm intanto io lo guardavo dallo specchio. China la testa in avanti e lo prende tra le labbra il capezzolo diventa turgido sotto la sua lingua che me lo lecca in circolo, mmmm che sensazione fantastica, io indossavo un mini e x me è stato facile arrivare con la mano là dove la voglia cominciava a bagnarmi, mi alzo la mini fino alla vita, restando seduta, lui dalla sua posizione dietro di me ancora con la bocca sul seno guarda la mano,la mia, accarezzare le mutandine sempre più energicamente. Poi ah lui continua la danza della bocca sulle tette, osserva come infilo il dito tra la stoffa e il clitoride. La voglia intanto dentro di me cresceva, mentre si stacca dal seno mi si para davanti aprendo le mie gambe affonda la testa là per leccarla tutta mentre io gli tiro fuori il cazzo ormai duro x l’eccitazione. Lo accarezzo tutto è bello duro, avrei voluto prenderlo in bocca ma io ero troppo distante x fare il pompino. Lui continua la slinguazzata alla figa entra con la lingua affondando la sua bocca nelle grandi labbra, mi da gemere di piacere, x poi tirarsi sù e mettendosi più vicino xchè la mia bocca possa premerlo. Mmmm lo sento gemere quando gli faccio una leccata luogo il membro eretto, la mia bocca allora si apre per affondare tra le sue gambe e comincia la danza più vecchia del mondo io ogni tanto tiro sù la testa x guardare la sua espressione, mi eccita ancora di più e giù con la bocca sul pene, bagnato molto bagnato mi fa alzare dalla poltrona e mi porta in uno stanzino, il magazzino dietro mi tira sù la mini e si mette dietro x metterlo in figa io con il dito mi tocco il clitoride, lo sento entrare oh sìì mi prende un seno con la mano, e comincia a spingere dentro il cazzone duro sìì ad ogni sbattimento un gemito mi esce dalla bocca ah sì sempre più infondo, così mi sbatte tutta un colpo un’altro e un’altro e un’altro ancora e ancora mentre mi stringe il seno si aggrappa ad esso con tutte e due le mani per dare colpi sempre più profondi io piegata e appoggiata con le mani potevo solo prenderlo in figa dopo l’ennesima spinta ancora più profonda lui viene ancora prima di me, con fare si toglie il pene dalla mia figa x farmelo mangiare finché è ancora duro, in continuo il pompino, si allontana x guardarmi mi chiede se ho voglia di masturbarmi davanti a lui, io allora mi siedo x terra e allargo le gambe e la figa bagnata, infilo due dita in figa…

By: Rosi Pagani

Frutta & Amore


Non la conosco.
Non so il suo nome né da dove venga.
Eppure non abbandona la mia mente, neppure per un istante.
Ogni giorno la vedo, ma lei sembra neanche sapere che esisto.
L’aria è profumata di primavera.
Si sente quasi l’odore dell’erba appena tagliata.
Un odore che mi ricorda l’infanzia.
Quando dietro casa giocavo sui prati appena rasati.
Chissà dove ha trascorso l’infanzia.
All’angolo della via hanno aperto una gelateria.
Ci andiamo spesso, con glia amici, il gelato è buono.
Adoro quello con la frutta.
Quello con le fragole. Amo le fragole.
Mi piace morderle gentilmente per romperle a metà.
Poi guardarle. Hanno la forma del tempio femminile.
Il succo che cola lungo il centro ricorda gli umori del desiderio.
La parte centrale, dove il colore è meno intenso, ricorda le labbra della vita. Chissà se a lei
piacciono le fragole.
Spero di incontrarla un giorno.
Di portela fermare. Di conoscere il suo nome.
È alta, forse troppo. Il corpo magro, affusolato.
I capelli rossi come il tramonto le scendono sulle spalle.
Il viso sembra di quelli senza passato. Senza futuro. Immortale.
È primavera. Indossa gonne aderenti.
Quelle che disegnano i sogni. Il seno è proporzionato.
Non è piccolo, non è enorme.
Di quelli che resteresti a baciare per tutta la notte.
Le notti d’estate.
Quando il caldo è mitigato da una leggera brezza.
Quando il vino sposa la polpa delle pesche.
Le adoro con il vino rosso.
Mi piace addentare la polpa soda e vellutata delle pesche.
Mi piace sentirla sulle labbra. Mi piace succhiarla.
Come il seno di una donna. Come il suo seno.
La vedo quasi sempre da lontano.
Mentre il suo passo leggero disegna traiettorie rotonde sul selciato.
Ieri non sapevo chi fosse. Neppure oggi lo so.
Quando la incrocio abbasso lo sguardo. Non per timidezza.
Adoro le sue caviglie.
Mi piace guardare l’angolo che formano, seguire quel pendio che distrattamente precipita dentro una
scarpa in pelle scura.
Strano, ora che ci penso indossa sempre scarpe scure.
Solo una volte ne ho catturato lo sguardo.
Gli occhi grandi e verdi. Il verde del mare.
A casa ho preso un kiwi.
L’ho sbucciato con cura. Come se stessi spogliando una donna.
La sua polpa fibrosa, il suo gusto che pizzica il palato.
L’ho baciato.
Come se baciassi lei.
Poi l’ho guardato.
Lo guardato ad occhi chiuso, vedendolo con le mani.
A volte indossa pantaloni. Di quelli stretti.
Fasciano le sue gambe come una pelle.
Le gambe sono lunghe.
Obelischi innalzati al cielo.
Vorrei percorrerle come in estate si percorre una strada tra i boschi.
Con i finestrini abbassati.
Vorrei respirarne la fragranza.
Come respiriamo gli odori del bosco.
Guardo una ciliegia.
Tenera miniatura del suo rotondo sedere.
Poggio le mie labbra sul frutto.
Le mie labbra toccano la sua pelle di rosa.
Mangio la ciliegia a piccoli morsi. Dieci, cento, mille.
La mangio come se stessi mordicchiando le sue carni.
Adoro il suo sedere. Profuma di ciliegia.
Ma non la conosco.
Qualche volta mi siedo sulla panchina vicina al suo portone.
Aspetto di vederla.
Chiudo gli occhi e aspetto. La sento.
Avverto le vibrazioni che trasmette. Ne sento il profumo.
Tengo gli occhi chiusi, allungando quel piacere strano del rischio.
Il rischio di attendere troppo e non vederla.
La seguo con lo sguardo. Seguo il suo profilo.
L’altra notte ho giocato con le prugne.
Le addentavo e ne succhiavo il succo.
Con la lingua raccoglievo le gocce abbondanti che la polpa seviziata dal morso rilasciava.
Sentivo il suo profumo. Lo immaginavo.
Era come se la mia lingua percorresse la sua infinità.
Come se bevessi il suo piacere.
Ho preso un’altra prugna.
Con un coltello ne ho tagliato uno spicchio.
Piccolo, in modo che potessi solo insinuare la mia lingua. Sono andato alla finestra. Da dove posso
vedere la sua.
Sperando di rubarle un momento.
Nell’attesa la mia lingua si insinua nel frutto che tengo in mano.
Sto leccando lei. Sto leccando il frutto. Un solo istante.
Si affaccia alla finestra. La vedo tendere il collo come catturata da un rumore.
Affondo la lingua nel frutto. Affondo la lingua in lei.
Rientra. In tempo perché io ne possa bere il piacere. Qui indisturbato.
Mentre la penso distesa su un letto di nuvole.
Appena coperta da un velo di petali.
Io la prendo piano, come fosse prezioso cristallo. Le sollevo appena il bacino, giusto quel poco.
Entro con la mia lingua nei suoi segreti.
Il tremito del suo piacere ricorda il fruscio delle foglie carezzate dal vento prima di un temporale.
La prugna è tutta nella mia bocca.
Ammorbidita dalla mia lingua e dal suo piacere. Insisto, fino a quando non c’è più polpa.
Solo il nocciolo. Fino a quando sento il gemito del suo profondo.
Succhio il nocciolo, come fosse la sua clitoride.
Lo succhio fino a quando mi duole la mascella, fino a quando la lingua sfinita non si abbandona
nella bocca.
Oggi. Già il gran giorno.
Le ho scritto un biglietto. Anonimo.
L’ho invitata a prendere un gelato.
Lei non mi conosce. Io non conosco il suo nome.
Non sa neppure come riconoscermi.
Se verrà dovrò trovare la forza di rompere le catene che mi rinchiudono nel mio silenzio.
Le ho scritto una poesia.
“il sapore vellutato del profumo di primavera,
così spesso ed intenso da vivere a lungo.
È quello che respiro ogni volta che la tua vita incrocia la mia.
Vedo il tuo corpo galleggiare tra le nuvole della mia mente.
Ed il tuo sorriso aprire i cancelli delle mie illusioni.
Vorrei baciare i tuoi sogni, carezzare le tue paure, respirare i tuoi sospiri.
Ti offro il sogno in cambio del tempo, la luna in cambio del sogno me stesso in cambio del sogno…”
Poi ho avvolto la poesia ed il biglietto in attorno al gambo di una rosa.
La più lunga che ho trovato.
Ad una ad una ho tolte le spine più grosse.
Come se stessi togliendo i suoi abiti.
Con i denti ho staccato la punta alle spine rimaste.
Così che non si ferisse.
Ho lasciato la rosa sul suo zerbino.
Chiusa in una scatola di plastica trasparente.
Che ne contenesse il profumo per regalarglielo in una intensa vampata.
Come un orgasmo improvviso.
Chissà se verrà. Io sono qui. Seduto ad un tavolo.
Aspetto che la mia vita riconquisti un senso nuovo.
La vedo dal fondo del viale.
Il mio cuore sale alla gola. Il mio respiro si infrange ad ogni suo passo.
Si avvicina.
Indossa una gonna elegante, di quelle appena sopra il ginocchio.
Adoro le sue ginocchia.
Vorrei carezzarle piano con un dito, fino a sentire il suo invito a salire
Ad abbandonare quella pelle per incontrare il suo desiderio.
Sopra la camicia appena scollata indossa una giacca leggera in renna.
Morbida, come la sua pelle.
È ad un metro da me, si siede ad un tavolo vicino.
Non sembra impaziente. È calma.
Come calmo è il conquistatore dopo una battaglia vinta.
Incrociando le gambe mi concede un tratto della sua coscia appena abbronzata.
I miei occhi si perdono nella risalita fino all’orlo della gonna.
Vorrei vedere di più. Continua a leggere Frutta & Amore

Vacanza


Finalmente, finalmente in vacanza.
Erano giorni che ci preparavamo io e mia moglie per una vacanza tutta avventura in Turchia. I
pericoli?
<<non succedera’ nulla>>, dicevamo con tranquillita’ e con l’incoscienza di chi ha 24 anni ed e’ da
poco sposato.
E’ davvero bella la Turchia, la gente ti guarda curiosa ma ti sorride, l’architettura, sembra quasi di
vedere dei tappeti volanti…….
Il primo giorno passa serenamente; noto si curiosita’ nei nostri confronti, ma soprattutto su di mia
moglie, giovane e’ bella e……. bionda.
In molti si girano per guardarla, la cosa mi preoccupa e infastidisce un po’, forse anche lei!
Le consiglio di non vestire succinta: mettera’ per il resto dei giorni pantaloni leggerissimi.
La sera in albergo, pero’ diamo libero sfogo ai nostri istinti, lasciandoci andare ad amplessi sfrenati
che in verita’ sono anche dovuti alla strana situazione che si e’ creata di quasi disagio.
Istanbul e’ bella ma decidiamo di visitare l’interno.
Affittiamo fuoristrada e tenda, ci facciamo spiegare bene tutto il tragitto che durera’ in totale circa
tre giorni.
Partiamo, ora siamo lontani dalla citta’, siamo piu’ distesi e anche contenti per l’avventura appena
intrapresa, nel caso di non arrivo ci verrebbero a cercare e questo ci rende tranquilli, la vacanza e’
vacanza.
Il tempo ci e’ favorevole, caldo si, ma le nuvole a tratti ci proteggono dal sole. Il paesaggio si fra
brullo e molto irregolare, la strada sterrata che percorriamo e’ pero’ buona.
Siamo stanchi, sono le dodici circa, in lontananza vediamo una specie di grotta.
Ci fermiamo nei pressi, scendiamo e entriamo dentro, l’oscurita’ ci avvolge, chiudiamo gli
occhi…pian piano ci abituiamo al buio.
E’ bellissima la grotta, grande e soprattutto fresca, ci stendiamo a terra e cominciamo a parlare……
poi ci addormentiamo.
Vengo risvegliato piu tardi, da qualcosa di piacevole e mia moglie che giocherella col mio pene.
Faccio finta di dormire ma lo sento durissimo; lei sale e scende con la mano in maniera sapiente,
dalla prima notte di nozze ad oggi ne sono passati di rapporti: lei e’ stata una brava alunna, ha
imparato in fretta e bene.
Ora sento la sua lingua, mi sta’ facendo un pompino meraviglioso, lo fa con lentezza, quasi per non
disturbarmi, io faccio finta ancora un po, poi mi volto lei e’ nuda: gia’ tutta nuda.
Mi guarda assatanata, mi alzo la prendo di spalle e la appoggio ad una roccia che fa al caso, la infilo
subito e comincio a stantuffarla violentemente, lei urla, gemita………. wow che scopata.
Ci ributtiamo di nuovo a terra, esausti, e’ stata breve ma intensa.
<<sono le 5.00>> dice lei……….
<< cazzo >> dico io, secondo la tabella di marcia siamo gia’ in ritardo di 2 ore, meglio andare
subito.
Ci rivestiamo e ripartiamo.
Stiamo in silenzio, i nostri occhi sono troppo impegnati ad osservare quel paesaggio strano,
affascinante, cosi’ diverso dal nostro.
Ora sono le 11.00, camminiamo al buio, ma dobbiamo raggiungere quella costruzione consigliata
per passare la notte……. eccola, deve essere quella; scendiamo ed entriamo con la luce dei fari,
fortunatamente buoni.
All’interno troviamo un lume ad olio, proviamo ad accendere……… si, e’ fatta, funziona.
Pensavamo di trovare qualcuno, invece, la casa e li da sola, giusto con qualche branda e vettovaglia
messa li quasi per caso, l’importante e’ avere un riparo.
Ci abbracciamo, tutto e’ fantastico, quasi fiabesco.
Ci baciamo con foga, sono di nuovo eccitato, ci struscichiamo, pian piano ci svestiamo, le sue tette,
una terza, premono contro il mio petto villoso, sto’ scoppiando di nuovo la spingo verso la brandina,
mi ferma capisco che le fa un po schifo, faremo in piedi…….. la bacio le succhio i capezzoli, poi lei
scende di nuovo sul mio cazzo me lo succhia con avidita’………………
Ho la testa che mi scoppia, c’e’ silenzio, pian piano mi sveglio, voglio toccarmi la testa……. ma non
ci riesco sono legato, legato alla parete con braccia e gambe larghe.
Chiamo mia moglie ma non risponde nessuno, grido aiuto……silenzio.
Ora vedo bene, sono in una stanza abbastanza grande legato ad una parete, di fronte la porta in
legno con spioncino, ma mia moglie?
Sento dei passi, qualcuno apre la porta, viene dentro, mi slega, mi prende sulle spalle e mi porta via,
io sono incapace di reagire, forse mi hanno drogato.
Facciamo tutto un corridoio, ora sento delle voci……… ora quella di mia moglie che chiede aiuto, mi
agito ma e’ inutile mi muovo a stento.
Entriamo in una stanza, mi legano di nuovo a parete e mi spogliano, mia moglie e legata, anch’essa
nuda, ad un tavolo attorno alcuni uomini che la palpeggiano, mi chiama, ha paura, io parlo a stento.
Cosa succede?
Chi e’ costui?
Qualcuno si avvicina, sembra il capo della banda: si perche’ ho l’impressione di esser stato rapito
non so’ da quale temibile banda turca………..
Si avvicina col suo seguito di uomini fidati a mia moglie, parla a coloro i quali sino a poc’anzi la
massaggiavano, parlocchia con i suoi uomini, i loro occhi sembrano vogliosi, temo che……….
Sono tutti e cinque nudi, a parte la situazione e la drammaticita’ degli eventi, sono dei begli uomini
robusti muscolosi e dei cazzi enormi, suppongo una media di 22 cm.
gli altri quattro cominciano a leccare mia moglie con gusto, il capo comincia a titillare la fica di mia
moglie col suo glande, mia moglie comincia ad urlare, ma un tremendo ceffone la stordisce.
Il capo ora la penetra, lei si ridesta, un’altro le mette il cazzo in bocca con foga, lei sembra
rimettere….. e’ uno spettacolo terrificante ed allo stesso tempo eccitante: cinque energumeni stanno
pompando mia moglie alla grande.
Gli altri due le liberano le mani e le portano ai propri cazzi invitandola a masturbarli ed
accompagnando il gesto con la propria mano; l’ultimo le lecca
le tette.
Continua cosi’ in maniera lenta e quasi con arte; penso che se continua cosi’ a mia moglie
comincera’ a piacere…….. in effetti comincio a vedere mia moglie contorcersi di piacere…. e da sola
ora masturba i due uomini, insomma ho l’impressione di assistere ad un rapporto multiplo
consensiente………ma il mio cazzo e’ teso! Continua a leggere Vacanza

Da RaccontiEros.it, Racconto: Vacanza

Lei dorme fino a tardi

Eravamo nella casa di campagna di mio cognato, il fratello di mia moglie,  per trascorrere qualche giorno di vacanza lontano dal caos cittadino. Quella mattina ero uscito di buon ora, da solo, per andare a fare qualche fotografia nei dintorni. Feci un bel giro scattando di tanto in tanto qualche foto a fiori, insetti, paesaggi, sassi dalle forme strane e tutto ciò che attirava la mia attenzione. Verso le undici mi misi sulla strada del ritorno e in una mezzora rientrai a casa. Mi recai direttamente in bagno e feci una doccia poi, infilatomi l’accappatoio, andai a vedere se c’era qualcuno. In casa regnava il silenzio assoluto. In cucina, attaccato al frigo, trovai un post it, scritto dalla moglie di mio cognato, che recitava “Siamo andati tutti al centro commerciale, in casa ci siete solo tu e Giulia. Torneremo per ora di pranzo. Per favore se per mezzogiorno Giulia non si è svegliata chiamala e falla alzare.” Giulia era mia nipote, una ragazza di diciotto anni che normalmente, quando non andava a scuola, era solita stare sveglia a chattare su facebook fino alle due-tre del mattino per poi dormire fino a ora di pranzo. Salii al piano superiore per eseguire gli ordini della madre. La casa di mio cognato si sviluppa su tre livelli e dal piano terra si può accedere agli altri piani o tramite scale esterne o tramite una scala a chiocciola interna che porta direttamente al primo e secondo piano che sono ambienti unici senza stanze eccetto il bagno. Mia nipote, come previsto, dormiva ancora. La chiamai un paio di volte senza ottenere risposta. Provai a scuoterla ma senza risultato. Era stesa nel letto sulla pancia  con il viso sotto il cuscino, indossava solo una maglietta e delle mutandine bianche che le lasciavano scoperto gran parte del sedere. Le diedi uno schiaffetto su una natica chiamandola ancora e dicendole di svegliarsi. Mi rispose con un grugnito che interpretai come “Dai zio lasciami dormire.” Le diedi un pizzicotto sul sedere.  Si rigirò su se stessa mettendosi a pancia all’aria e con il cuscino in faccia. Il movimento aveva fatto risalire ancora di più la maglietta che ora le arrivava quasi al seno e lasciava scoperta tutta la parte inferiore del corpo. Mi sedetti sul letto di fianco a lei. Provai a richiamarla e le diedi qualche colpetto sulle gambe. Niente, non dava segni di volersi svegliare. Le feci un po’ di solletico e lei ebbe un sussulto e mi bloccò la mano sulla sua pancia. Me la teneva ferma sul suo ventre impedendomi di solleticarla ancora. Restammo così qualche minuto, poi sentii che mi spingeva la mano verso il basso. Assecondai il movimento e mi spinse la mano sull’orlo delle sue mutandine. Indugiò ancora  un attimo  e poi spinse ancora più in basso. Infilai la mano nelle sue mutandine e accarezzai il pube morbido e setoso. Avanzai ancora verso il basso mentre lei apriva le gambe. Raggiunsi la fessura celata nel mezzo. Cominciai a passare le dita sulle labbra della sua vagina. Aprì le gambe invitandomi ad entrare. Introdussi il dito medio nella sua vulva ormai bagnata e iniziai a spingerlo in profondità. Giulia nel frattempo si era sollevata completamente la maglietta scoprendosi il seno. Aveva due mammelle bellissime, grandi, sode e con i capezzoli scuri e eretti per l’eccitazione. Con la mano libera cominciai a carezzarle entrambe. Le stringevo i capezzoli tra le dita strizzandoli leggermente mentre con l’altra mano continuavo a masturbala. Giulia ormai era ben sveglia e si era liberata del cuscino che aveva sul volto. Mi fissava con sguardo voglioso e mi disse “Sì, così zio, non ti fermare.” Non ne avevo alcuna intenzione, anche perché ero eccitatissimo anche io ed il membro era eretto sotto l’accappatoio. Quasi mi avesse letto nel pensiero, Giulia mi slacciò la cintura dell’accappatoio aprendolo, afferrò il mio pene con una mano e iniziò a masturbarmi. Faceva scorrere la mano su e giù coprendo e scoprendo il glande bagnato del mio membro turgido. Mi distaccai da lei alzandomi in piedi, le sfilai le mutandine e affondai il mio viso nella sua vulva bagnata. Con la lingua iniziai ad esplorare il suo sesso gonfio di desiderio. Concentrai il movimento sul suo clitoride leccandolo furiosamente. In pochi istanti ebbe un orgasmo liberatorio. Mi sollevai di nuovo mettendomi in piedi di fianco al letto. Lei si mise a sedere e prendendo il mio membro con una mano se lo mise in bocca. Cominciò a leccarmelo percorrendo ogni centimetro di pelle. Con la mano continuava a masturbarmi mentre lo teneva stretto tra le sue labbra. Le venni in bocca e lei ingoiò ogni goccia del mio umore.

Che noia la sera a casa!


Mi chiamo Walter ho 22 anni e semi incontri per strada puoi anche non notarmi in quanto cammino,
vesto come qualunque passante che ti ha sfiorato o ti sei trovato vicino in mezzo al trambusto di
citta’.
Le cose si complicano quando vado in bagno, e mi sbottono i jeans…dalla fessura sbuca il mio
membro enorme, fuori dalle normali dimensioni, gia’ scappellato, “oh come mi piace orinare, sentire
l’odore del mio glande e pensare di farmelo ripulire con avidita’ di particolari da una vaccona in
calore”.
Per quanto riguarda le vaccone sono la mia passione perche’ pensano di potermi dominare con le
loro figone slabbratissime. Ma io le punisco senza pensarci due volte infilando con abilita’ da vero
maestro il mio manganello impaziente, nel loro bel culetto arido.
Adoro questo genere di rapporti da veri maschioni, soprattutto quando preceduti da tentativi andati
in bianco, su ragazze che si travestono di finti moralismi e poi invece si rivelano insaziabili quando
riconoscono chi le sa sfamare. Mi ricordo di Deborah, coinquilina ai tempi dell’universita’, una bella
ragazza coi capelli di colore castano chiaro ,di lei mi piaceva la bocca piccola e carnosa, ma ancora
di piu’ mi piaceva il suo culetto a cuore, duro e sodo.
Quella sera, fuori faceva un freddo boia e di uscire non se ne parlava, meglio studiare in prossimita’
degli esami. Mentre sfoglio gli appunti nel bel mezzo di una giornata passata sui libri, decido di
navigare un po’ in rete e di visitare un sito per amatori di piedi femminili(feet loves) quindi apro un
jpg di un piede smaltato di rosso, mi sto arrapando da matti,lo sento pulsare ,quasi quasi mi
sego….sospendo la sfregatina, perche’ e’ entrata Deby che mi invita a giocare a briscola, ma io
invece gradirei fare una bella scopata.
Nel frattempo mi si piazza davanti al monitor che mostra quella bella foto che ho dimenticato di
ridurre a icona ,per la fretta, nel nasconderle quella sorprendente vista. Comincia a fare domande e
mi convince a mostrarle il sito, con un certo stupore da parte mia. Cercando di nascondere
l’imbarazzo, Deby, mi chiede maliziosamente “Ma vuoi vedere che ti piacciono i piedi ?
“continuando” E quando ti piacciono che fai?” . Continua a leggere Che noia la sera a casa!

Una mia vera storia


Volevo raccontare questa storia molto eccitante che mi e’ successa quando avevo 17 anni (ora ne ho
20).
Frequentavo le superiori, e un giorno un mio amico aveva portato a scuola un giornalino porno e noi
ragazzi tutti maiali lo guardavamo di nascosto molto incuriositi. Mi stupì una mia compagna di
classe che si dimostrava interessata anche lei. Allora io le chiesi se le piaceva e lei mi disse di si. Io
ero molto eccitato dall’idea di vedere una mia compagna di classe molto carina che guardava delle
immagini molto porche con gusto.
Durante l’intervallo ci ridevamo su’ e lei mi chiese molto apertamente se andavo in bagno un attimo
con lei che mi doveva fare vedere una cosa. A me sembrava di sognare e appena arrivati in bagno
entrammo e lei si tirò giù le braghe e mi fece vedere la figa.
Io ero sbalordito nel vedere una ragazza che era stata al centro delle mie seghe per 3 anni tutta nuda
davanti a me! Aveva la figa rasata e si vedevano bene le labbra morbide e umide. In quel momento
pensavo all’orgasmo che avrei raggiunto infilando la mia cappella tra quelle labbra ma non lo feci
perchè lei non voleva. Io ero vergine e mi sentivo anche imbarazzato. Lei si rivestì e mi disse che se
volevo fare qualcosa con lei dovevo andare a casa sua un pomeriggio.
Io quella notte non dormii ma pensai solo a quella scena.
Il pomeriggio dopo andai da lei.
Ero tesissimo ma allo stesso tempo molto eccitato.
A letto io la spogliai mentre ci baciavamo sulla bocca con passione. Mi tolsi le mutande e lei lo
prese in bocca con dolcezza. Era la prima volta che facevo queste cose.
Me lo leccava lentamente e io sentivo un piacere indescrivibile. Ci mettemmo a 69 (posizione
imparata sui giornalini), io gliela leccavo e cercavo di infilare la lingua dentro.
Poi ci tornammo a baciare e gli infilai il mio cazzo nella figa.
Sentivo che lei godeva e mi diceva di continuare ma io non resistevo più…. stavo venendo.
Provai un enorme piacere da farmi tremare, godevo tantissimo e sentivo lo sperma uscire e colare
sulla cappella gonfia dall’orgasmo.
Lei mi baciò e mi disse:- Ti amo, è stato bellissimo, se vuoi torna anche domani-
Io non ci potevo credere.
Sara è stata la mia ragazza per un anno e insieme abbiamo scopato come dei maiali, abbiamo fatto
una settimana al mare e scopavamo due volte al giorno.
Poi ci siamo lasciati forse perchè avevamo esagerato un po’!!!!!!

Chiara, mia sorella


Una volta ho fatto l’amore con mia sorella.
E’ stato qualche anno fa, nel ’90.
Eravamo nella casa di campagna e dormivamo tutti e due nel lettone degli ospiti, perché avevamo
ceduto le nostre camerette a degli amici dei nostri genitori.
Erano le vacanze di pasqua e noi arrivammo con la mamma il mercoledì.
Io avevo appena dato un esame all’Università e Chiara (nome ovviamente falso), mia sorella,
cominciava a prepararsi per la maturità.
Io ero rilassato e sereno, Chiara insomma…era arrivata carica di libri e dizionari e mi chiese di darle
una mano.
Fino alla Domenica passammo le giornate dormendo fino a tardi, parlando della nostra vita e di
come mi trovassi a Urbino (dove stavo benissimo, lontano da una famiglia che adoro ma che è
anche parecchio ansiogena).
La domenica sera successe il patatrac.
Ho già detto che era nervosa, la sorellina (insomma, tanto sorellina: è alta 1.75).
Quando telefonava Silvia, la mia ragazza (che era a Torino dai suoi), dava anche segni di squilibrio
da gelosia.
Quella sera poi siamo stati due ore al telefono e lei (Chiara) urlava che aspettava una telefonata e
così via.
Andammo a letto dopo un litigio e senza darci la buonanotte, né dirci niente dopo che ci eravamo
mandati affanculo reciprocamente.
Dormivo già da un po’ quando mi accorsi, svegliandomi lentamente, che chiara aveva il culo voltato
verso di me, mi teneva la mano e me la teneva sulle sue natiche.
Feci finta di continuare a dormire, intanto mi eccitavo sempre di più, finché non mi uscì fuori dalle
mutande.
Chiara si spinse di più verso di me, lasciò la mano e si sfregava al mio cazzo duro contro le sue
mutandine, infilato tra le gambe.
Allora smisi di fingere di dormire e la strinsi alla vita.
Lei cercò di divincolarsi (cosa che non capivo).
Le abbassai le mutandine e guidai con la mano il cazzo sulle labbra della figa, che era bagnata e
pronta. Continua a leggere Chiara, mia sorella

Big Clit

Finalmente le agognate vacanze. 15 giorni di sole, spiaggia e relax in un paesino della calabria. Al lido facemmo conoscenza  con una giovane coppia, sulla 30ina, con un bambino piccolo. Lui calabrese, lei milanese, erano lì per il mare e per far visita ai genitori di lui. Lei, Fiorella, bella donna, un invidiabile culetto a mandolino e due tette sode di una terza misura anche se con il viso leggermente butterato dall’acne adolescenziale. Eravamo su due file contrapposte, loro davanti a noi e le prime giornate trascorsero in chiacchiere come normalmente si fà con i vicini di ombrelloni. Lei portava dei costumi abbastanza larghi e a mezza coscia tipo pantaloncino, tranne un pomeriggio che ne usò uno normale. Nello stendersi aprì le gambe leggermente e senza malizia e notai una protuberanza proprio lì in mezzo. Al momento non ci feci caso più di tanto, ma guardando meglio immaginai che doveva essere il suo clitoride e così mi ritrovai a fissarla per quasi tutto il pomeriggio, facendo attenzione a mia moglie e al marito ma anche a lei perchè non volevo che se ne accorgesse per evitare una figuraccia.  Tra chiacchiere e aperitivi trascorse anche quel pomeriggio con me che tentavo sempre di sbirciarle tra le gambe. La mattina dopo, in acqua, mi chiese perchè il giorno precedente la fissassi così intensamente. “Te ne sei accorta?” Le chiesi. “Certo”, mi rispose, “anche se non capisco perchè”, ci conosciamo da quasi 10 giorni e ieri è stata la prima volta. Sfacciatamente le dissi che la guardavo in mezzo alle gambe. “Si vede molto?” “Si”, le dissi “..e credo che deve essere una cosa bellissima”. “Non me ne parlare, guarda, è la mia vergogna portarmi quest’affare tra le gambe, a volte mi sembro un uomo”. “Non devi vergognartene, è uno strumento di piacere e ciò che dà piacere non può essere vergognoso”. “Si, lo sò, ma vorrei che mio marito l’apprezzasse, invece si limita a zomparmi addosso, quattro botte e tutto finisce” “Vuoi dire che non te l’ha mai leccato o succhiato”, le chiesi. Mi rispose di no, che non sapeva cosa significasse godere, che l’aveva presa vergine. Aveva sentito parlare del godimento fisico, ma non era sicuro di averlo mai raggiunto . Le chiesi se avesse internet a casa, lei
rispose di si. Dissi “quando sei da sola fai una ricerca con google metti come chiave racconti e scopodonnexsetteore, scoprirai qualcosa di me, poi ne riparliamo”.
Il pomeriggio si ripresentò in spiaggia e quasi non mi guardava, ma vedevo che aveva le guance rosse. Approfittando di un momento che eravamo soli mi avvicinai e prima che potessi parlare mi chiese “ma davvero fai tutte quelle cose con le donne?, io non ne avrei mai il coraggio”. “Beh mi basterebbero 10 minuti da soli per farti ricredere”. Restò pensierosa e perplessa per un attimo poi mi disse “vorrei provare, ma deve essere per una sola volta e non voglio che mi giudichi una troia”. “Tranquilla” le dissi, “se hai letto di me, sai anche che non giudico mai nessuno e, vedrai che ti servirà anche con tuo marito per la tua vita futura”. Mi disse che l’indomani il marito andava a pesca in barca col padre e il bambino e che era sola a casa.
L’indomani inventai una scusa con mia moglie e alle 9 ero da lei. Mi accolse col due pezzi della spiaggia, mi trascinò dentro e prese a baciarmi con foga. La sua bocca era dolce e sapeva di fragola, presi a stringerle le tette dopo averle tirate fuori. Due tette che non avevano bisogno di reggiseno, che presi a succhiare avidamente. Infilai la mano destra nello slip per verificare se la mia prima impressione era esatta…Non mi ero sbagliato, nelle mie mani c’era un clitoride lungo quanto metà del mio mignolo…un piccolo cazzo…Ebbe un brivido come una scossa elettrica…Mi disse “scusa, ma lì sono molto sensibile..” La stesi sul letto, la spogliai e apparve un qualcosa al di là di ogni immaginazione. E’ vero che tra le gambe aveva un piccolo cazzo, ma sotto c’erano due grandi labbra vaginali polpose, rosee e lucide di umori, perfettamente depilate perchè come mi disse dopo i peli le davano fastidio al clitoride, il tutto sormontato da un triangolino sul monte di venere.
Uno spettacolo insomma, come diciamo dalle nostre parti: 3 chili di fica, buon peso…Mi ci fiondai e presi a leccarla avidamente, spostai in alto il clitoride e passai la lingua tra le labbra della fica leccandole gli umori che scendevano copiosi, aveva un buon sapore. Glielo presi in bocca e presi a succhiarglielo…Il suo corpo era attraversato da continue scariche, alternavo succhiate a leccate ed iniziò a godere urlando “Oh Dio che bellooooo!!!!…succhiami!!!!!, leccamiiiii!!!!, fammi godere!!!! non fermarti”, e più leccavo più si bagnava. La sua fica secerneva umori bianchicci e attaccaticci ed era diventata parecchio scivolosa. Godè in modo scomposto, poi si accasciò come una bambola inanimata, ma non le diedi tregua. me la misi sopra, lei me lo prese in mano tentando di infilarselo, ma io le dissi di lasciare fare a me. Glielo misi tra le grandi labbra in modo che il suo clitoride fosse schiacciato tra il suo pube e il mio cazzo e le dissi di muoversi avanti e
indietro. Così fece per parecchi minuti continuando a godere e a bagnarsi, finchè facilitato dagli umori il mio cazzo trovò il suo naturale buco. Le uscì un urlo strozzato ed iniziò a muoversi in modo scomposto, la feci fermare e le spiegai che doveva fare dei movimenti circolari, alternandoli a movimenti avanti e indietro e poi su e giù. Imparò in fretta e riprese a godere, il suo respiro era corto e affannoso, tipo le donne quando stanno per partorire, iniziò poi a gridare frasi scomposte “Me lo sento tutto dentro….mi stò sfondando…che bellooooo!! Che bel cazzo che hai!!..scopami….fammi godere…sto impazzendoooo!!!!” Me la stesi su di me e iniziai a scoparmela forte, le ero tutto dentro e il succo del suo godimento si spargeva sulla mia pancia. Finito di godere si tolse improvvisamente e si stese rannicchiata a me, ma io ancora a cazzo duro la stesi nella classica posizione del missionario e la penetrai. Dio come scivolava, bene era come un coltello caldo che penetra in un panetto di burro. Le alzai le gambe sulle mie spalle, io ero in ginocchio e con la destra le strizzavo le tette mentre con il pollice della sinistra le carezzavo il clitoride. Era uno spettacolo vederla godere sotto i miei colpi, il suo corpo era un susseguirsi di scosse e brividi mentre mi urlava di chiavarla forte, che voleva ancora godere. Le chiesi se era protetta, mi rispose di no ma che non faceva niente in quanto era sua intenzione fare un altro figlio. Accelerai il ritmo e pizzicandole forte il clitorite tra le dita venimmo insieme tra le sue urla “scopami….sbattimi…oh Dio ci sono…ecco vengo, vengooo, vengoooooo….mi inondiiiiiiii…mi piace…..come sei caldooooo”. Ci riposammo, in attesa del secondo round, bevemmo perchè avevamo la gola riarsa. Poi lei si mise inginocchiata di lato e iniziò a succhiarmelo, con la destra le carezzavo piano il clitoride gonfio e non ci mise molto a farmelo rizzare di nuovo. Quando fui pronto le chiesi di girarsi “che vuoi fare?” “Niente” risposi, “Solo sfondarti per bene”. Si girò e inginocchiata a gambe chiuse con le tette e la testa appoggiate al letto, vedevo la sua fica bella in evidenza, appoggiai la cappella e spinsi…fui risucchiato dentro di lei e iniziai a
pompare. La chiavavo forte schiaffeggiandole il culo e vi risparmio le urla e le frasi che mi diceva. A quel punto persi la testa come poche volte mi è capitato nella mia vita e, in quel momento, feci una cosa che non era da me, lo sfilai dalla fica e con un colpo solo me la inculai. Fui subito dentro di lei, facilitato dagli umori copiosi che le erano colati sul buchino nelle precedente scopata e dal mio cazzo lucido e ben lubrificato. Un potente grido le usci di bocca e fece dei movimenti scomposti per cercare di rimuovere il corpo estraneo. Più si muoveva e più le andavo a fondo: “Togliloooooo…mi stai facendo un male caneeee..toglilo per carità….mi sfondiiiii” “Buona” le dissi “ora passa e vedrai che godi”, ma lei niente, continuò per un po a gridare, poi, forse vedendo che era inutile cominciò a rilassarsi iniziando ad assecondare i miei movimenti, all’inizio leggermente, poi iniziò a muoversi avanti e indietro venendomi incontro. “Lo tolgo?” le dissi “No, lascialo lì dov’è, anche se mi fa male sta iniziando a piacermi”. Raccoglievo gli umori che colavano dalla fica e me li spalmavo sul cazzo continuando ad incularmela. Quando fu bella larga e ricettiva iniziai a muovermi sempre più velocemente mentre con una mano le masturbavo il clitoride. Iniziò a godere “Sfondami…spaccami il culo…da oggi voglio essere una troia…che belloooo!!!! Non credevo si potesse godere cosììììì….Chiava la tua puttana…inculami…” Presi ad alternare le profonde inculate a violente penetrazioni in fica, finché sentendola scossa da un violento orgasmo me ne venni nel budello stretto. Mi accasciai su di lei e stemmo così, stesi l’uno sull’altra col mio cazzo che iniziava a perdere consistenza nel suo culo. Volse lo sguardo verso di me, le dissi “Scusa per prima ma ho perso la testa, non è da me fare certe cose senza prima chiedere se sono gradite” “Non preoccuparti, anche se mi hai fatto molto male ora sto bene ed ho scoperto un nuovo modo di fare l’amore” Ci baciammo e stemmo per un poco abbracciati, ma oramai si era fatto tardi e dovevamo lasciarci. Mi disse “questa è stata l’unica volta che ho tradito mio marito, sono stata benissimo con te ma la cosa finisce qui. Amo mio marito e mio figlio, spero che capirai e non mi creerai problemi” “Tranquilla” le dissi, ” Anche io sono stato bene e neanche io voglio problemi né voglio creartene”.
Ci lasciammo con un ultimo bacio da amanti. Il pomeriggio non scese in spiaggia e neanche il giorno dopo. La rividi l’ultimo giorno di vacanza, scese teneramente abbracciata al marito con il figlio nella mano. Ci salutammo e trascorremmo la giornata in chiacchiere finché, approfittando di un momento che eravamo da soli sul bagnasciuga le chiesi se andava tutto bene. Mi disse “Si, meravigliosamente bene, ho messo in pratica con mio marito parecchie cose che ho fatto con te. Pensa non avevamo mai parlato di sesso, per pudore, io verso di lui e lui verso di me. Ora ci siamo chiariti e siamo giunti alla conclusione che mai più dovremo tenere nascoste e nostre fantasie. Mi ha chiesto di dargli il didietro che desiderava da anni ma per paura di ferirmi non me lo avevo mai chiesto. Mi è piaciuto farlo, forse perchè con lui c’è amore e l’unico mio rammarico è che non è stato il primo, ma non importa, se non era per te probabilmente tra noi sarebbe finita male col passare degli anni” Con una punta di invidia verso quella coppia innamorata, sinceramente le dissi ” Sono contento per te e per lui, però fatti viva, mi piacerebbe sapere come ti vanno le cose. Scrivimi da casa, mi farà piacere” “Sono sicura che lo farò”. Il pomeriggio tardi le rispettive famiglie si salutarono con casti baci sulle guance con la promessa/speranza di rivederci l’anno successivo, lei mi baciò sulla guancia destra e mi sussurrò all’orecchio “Grazie!!!”

Da RaccontiEros.it, Racconto: Big Clit