Due vergini


Non avrei mai pensato di essere in grado di scrivere quello che segue, ma una settimana fa ero
incredibilmente inesperta sessualmente.
Sono una ragazza diciottenne con lunghi capelli castani ondulati ed una figura 91-60-89.
Questo fa in modo che abbia parecchi amici nel mio quartiere e mi vestivo in maniera sexy perché
mi piace vedere i loro sguardi.
Un mese fa una nuova famiglia ha traslocato in una casa in fondo alla strada, ho deciso di
accogliere cordialmente i miei nuovi vicini e mi sono informata su di loro.
Avevano una figlia molto attraente della mia età di nome Anna e in breve siamo diventate buone
amiche.
Uno giorno, dopo che la famiglia di Anna aveva terminato il trasloco, sono andata a prenderla per
andare a fare acquisti.
Quando sono arrivata davanti all’ingresso, ho visto il ragazzo più bello che si possa immaginare.
Era alto come me, con capelli neri lunghi ed un corpo incredibile, tutto in evidenza perché
indossava solo un paio di pantaloncini.
Sono rimasta affascinata dalla sua bellezza.
Anna è uscita ed impazientemente gli ho chiesto chi fosse.
“Mio fratello,” ha risposto.
“non è bello?”
Presto ho scoperto che i genitori di Anna avevano adottato Marco.
“Ti piace?” Mi ha domandato Anna.
“E’ tosto!” Ho risposto con un grande sorriso.
Ho guardato Marco dalla testa ai piedi e la vista del sudore che scendeva lungo il suo corpo mi ha
fatto bagnare le mutandine per l’eccitazione.
Decisamente Marco aveva colpito i miei sensi con il suo corpo accentuato da una maglietta bianca
di cotone ed un paio di stretti jogging short neri.
Anna ed io abbiamo deciso di giocare a basket con lui e tutti e tre ci siamo divertiti per un po’.
A un certo punto ho puntato a canestro, Marco mi ha toccato accidentalmente mentre lo dribblavo.
“Mi dispiace,” ha detto timidamente.
“Fallo!” ha riso Anna.
“penso che abbiamo giocato abbastanza,” ha aggiunto.
Mentre Anna mi conduceva in casa, ho fissato a lungo Marco.
Ho sperato che si accorgesse che il contatto con lui mi aveva svegliata, i miei capezzoli erano così
duri che si potevano vedere attraverso la maglietta.
Una volta all’interno abbiamo bevuto del tè ghiacciato, ma non è stato sufficiente a raffreddare il
desiderio che sentivo per Marco.
Poco dopo è entrato e ci siamo seduti a parlare, così ho dimenticato che avrei dovuto andare a fare
compere con Anna.
Ho flirtato con Marco deliberatamente sporgendo il torace e curvando il corpo verso di lui.
Quando ho visto che si stava eccitando sono rimasta imbarazzata. Sono abbastanza goffa in queste
situazioni e ho sperato che non venisse lì.
Anna mi ha domandato se mi sarebbe piaciuto vedere un nuovo video nella sua camera da letto, e
ho pensato che potesse essere divertente.
Siamo andate di sopra, ed io speravo segretamente che Marco ci seguisse, ma non lo fece.
Durante il film a Anna si è girata verso di me e mi ha detto,
“Così ti piace mio fratello?”
“Oh, disperatamente,” ho risposto.
“Piace ad un sacco di ragazze, ma è ancora vergine. Penso che voi due possiate divertirvi insieme e
fare una bella coppia. Andrò fuori a prendere un gelato e vi lascerò soli. Tornerò più tardi
portandovene un po’, potreste aver bisogno di raffreddarvi”
Non potevo credere alla mia fortuna!
La mia amica mi dava il permesso di farlo con suo fratello.
Ero nervosa ed infuocata allo stesso tempo.
Quando Anna se n’è andata, sono scesa alla stanza di suo fratello. Lentamente ho girato la maniglia
della porta e sono entrata.
Marco era sul letto che si lamentava e si masturbava!
“Oops, mi dispiace,” mi sono scusata, arrossendo. Continua a leggere Due vergini

Sabrina

Stefano era un giovane uomo d’affari sulla quarantina. Sabrina, una mora assai bella e disponibile,
la sua segretaria. Proprio grazie alla sua disponibilità aveva ottenuto quel posto. Erano già due
settimane da quando, dopo un colloquio non molto brillante, s’era prontamente tolta la giacca del
tailleur e accovacciata fra le gambe di Stefano glielo aveva succhiato, senza neanche il preservativo,
da vera troia in calore. Del resto gli uomini ricchi e potenti l’avevano sempre eccitata. Non si può
neanche dire che lo facesse per puro interesse: le piaceva davvero farsi scopare da chi la faceva
sentire sottomessa.
Da quel giorno Stefano era stato troppo preso dal lavoro per avere il tempo di spassarsela con lei. Era
in città un ricco americano, Mr. Jones, che possedeva delle azioni di una società che Stefano voleva
assolutamente comprare. Dopo un colloquio telefonico non molto incoraggiante, Stefano pensò che
l’ultima carta che aveva da giocare era proprio Sabrina. La istruì per bene sull’affare da trattare e le
ordinò di usare tutte le armi pur di convincere Mr.Jones; altrimenti quel posto poteva scordarselo.
L’americano alloggiava in una suite all’Excelsior. Sabrina si presentò verso le cinque del
pomeriggio. Le aprì la porta un giovane collaboratore di Mr.Jones, un giovanottone biondo e
aitante, che la introdusse nello studio del suo capo. Questi era stravaccato dietro la scrivania, le
scarpe sul tavolo all’uso americano. Sabrina – camicetta di seta sotto la quale si intravedeva un
minuscolo top, minigonna nera, calze attillate e scarpe col tacco – prese posto davanti a lui.
Cominciò a parlargli della questione così come Stefano le aveva detto, Mr. Jones la lasciava parlare
incuriosito più che altro di vedere fin dove la ragazza si sarebbe spinta. Quando Sabrina ebbe finito
di parlare l’americano le disse semplicemente che l’affare non gli interessava e che il colloquio
poteva considerarsi concluso.
Sabrina allora gettò via la camicetta, salì sul tavolo e cominciò a sbottonare la camicia di Mr.Jones.
Arrivata alla fine dei bottoni, gli passò una mano sulla patta e sentì che sotto il cazzo era già
abbastanza duro. “Datti da fare, troia!”, le disse lui, tirando giù la lampo e premendole il viso verso
il suo membro. Continua a leggere Sabrina

Da RaccontiEros.it, Racconto: Sabrina

Mia cugina in sogno


Spesso sogno mia cugina.
E’ sempre stata molto bella, ma nel sogno io aggiungo una qualità importante: ha la capacità di
trasformarsi nella donna che più le piace essere.
E ovviamente è molto più porca di quanto sia nella vita reale…
Sogno, per esempio, di uscire con lei, la sera, per andare a cena.
Usciamo insieme, e lei è infagottata in una maglietta molto larga, un paio di pantaloni senza forma e
scarpe basse.
Con uno zainetto sulle spalle.
Usciamo, lei sale in macchina e sta zitta .
Poi, piano piano, inizia ad ansimare piano, come se qualcosa la eccitasse.
E dopo qualche chilometro mi dice di fermarmi
“appena trovo un posto tranquillo”.
Nel sogno, io credo sempre che stia male… trovo un viottolo di campagna e giro subito.
E invece non sta male: ha solo bisogno di cambiare.
Esce dall’auto e inizia a togliersi i vestiti di dosso.
Sotto ha una biancheria normale, di cotone bianco.
E’ molto bella, anche così.
Ma mi guarda, con gli occhi torbidi, e mi dice
“dimmi che amica vuoi, questa sera”.
E’ in piedi davanti a me.
E io inizi o a immaginare come la vorrei.
“Le gambe un po’ più lunghe, i fianchi un po’ più stretti” le dico.
“Vorrei più bocca… una bocca che faccia venire voglia di morderla”.
Le labbra le si gonfiano piano…
“dimmi quando ti basta”. Continua a leggere Mia cugina in sogno

La Famiglia


Era uno di quei giorni passati tra la noia per non sapere cosa fare e la disperata ricerca di una
qualche occupazione che potesse ingannare il tempo fino all’ ora di cena.
Mi venne in mente di telefonare a mio cugino, che di solito era ben felice di incontrarmi per farci
qualche partita col suo nuovo videogioco, e così feci.
Mi rispose mia zia Rossella, avrei riconosciuto quella voce da porca tra mille, che mi disse che
anche loro erano tutti a casa e che io e la mia famiglia saremmo stati i benvenuti.
Ci incamminammo verso le 18 io, mia sorella, mia madre e mio padre.
Dopo una buona mezz’ora di traffico cittadino, arrivammo a destinazione.
Ci aprì la porta mia zia, arrapante come sempre e sempre di più al centro dei miei sogni libidinosi.
Indossava uno stretto maglioncino bianco e sotto nessuna traccia di reggiseno, una gonna nera lunga
fino al ginocchio e un paio di scarpe con i tacchi alti nere.
A quella vista qualcosa cominciò a muoversi e a pulsare dentro i miei pantaloni ma la sensazione
svanì quasi subito, quando arrivarono anche mio cugino, sua sorella e suo padre per accoglierci.
Mio cugino mi trascino immediatamente nella sua stanza per mostrarmi il nuvo gioco per PC che
aveva acquistato ma dopo alcuni minuti, la nostra attenzione fu attratta da degli strani rumori
provenienti dalla stanza accanto.
Incuriositi ci impegnammo per capire da dove venissero, e la nostra curiosità, fu subito soddisfatta
da una porta socchiusa, vedemmo con grande meraviglia una scena che non mancò di eccitarci
notevolmente: mia madre era inginocchiata davanti a mio zio, con la gonna alzata a scoprire un paio
di calze bianche tenute su da giarrettiere, e con in bocca il cazzo di lui, mentre con la mano destra si
toccava il buco del culo, emettendo dei mugolii soffocati dalle dimensioni del membro che ormai
aveva dovuto raggiungerle la gola.
Per nulla scioccati, continuammo a goderci la scena fino a che mio zio con uno scatto repentino, le
sfilo il cazzo di bocca per sborrarle sulla faccia, che mia madre non mancò di ripulire con cura
ingoiando quel mare di sperma. Continua a leggere La Famiglia

Mia moglie sa essere troia, col mio amico

Era stata lei, con la sua sfrontatezza a farmi venire desideri sempre più trasgressivi. Volevo, però, che diventassero realtà senza forzature, in modo naturale, aspettando l’occasione propizia. Le condizioni si sono create con una semplicità e una complicità che neanche immaginavo. Era un sabato, di mattina, e da un paio di giorni erano ospiti a casa nostra mia cugina e il suo compagno, futuro marito nonché mio caro amico. In quel momento in casa mia cugina non c’era, eravamo in tre, tutti in cucina: mia moglie era seduta, io e Riccardo in piedi. Conversazioni piacevolmente leggere figlie del piacere dello stare insieme. Mentre discutevamo, mia moglie ha cominciato a muovere la testa come a sgranchirsi i muscoli lamentando che io non fossi mai disponibile a farle i massaggi. Lei, bionda, occhi azzurri, 41 anni, un seno invidiabile, un sedere che giustamente la inorgoglisce, non so se con malizia, ma sta di fatto che insiste sulla mia pigrizia e chiede a Riccardo se è bravo nell’arte del massaggio. Lui, con tranquillità, risponde che è molto abile ed è la gioia di Giovanna, mia cugina. Per il mio amico diventa spontaneo allora offrirsi per dare sollievo alla mia donna e, mettendosi dietro la sedia, le mette le mani sulla nuca strofinando con dolcezza e vigore. Gli occhi di mia moglie si illuminano, la sua bocca comincia a contorcersi: per lei è una goduria immensa. E’ in quel momento che credo si sia persa la consapevolezza di quello che poteva succedere o forse è proprio allora che si è capito che si rischiava di scivolare verso una deriva impensabile fino ad un minuto prima. Continua a leggere Mia moglie sa essere troia, col mio amico

Sempre di più, sempre meglio

Oramai il nostro rapporto è delineato, come avevo già detto.
Nessun padrone, nessuno schiavo, solo tanta voglia di eccitazione.
Laura venerdì mi ha invitato dopo l’ufficio per un’uscita inaspettata.
Mi viene a prendere sotto l’ufficio, si è vestita in maniera estremamente sexy, al limite del volgare.
I miei colleghi la guardano sorpresi e questo un po’ mi imbarazza a dire il vero.
Mi bacia languidamente e mi prende per mano.
Io sono sorpreso, molto sorpreso.
Dopo 5 minuti di cammino Laura entra in un cinema porno, tenendomi per mano.
Che vuole fare lì…..?
Fa due biglietti, entriamo.
La sala è quasi vuota, 5 o 6 uomini sparsi qua e là.
Laura mi fa sedere, ma invece che sedersi affianco a me si siede 2 file davanti.
20 minuti di nulla, solo rumori di fazzolettini e gemiti che vengono dal film.
Poi qualche uomo incuriosito dalla presenza di una donna si avvicina.
Laura ha le gambe appoggiate ai divanetti davanti, la gonna tirata su e si stà dolcemente accarezzando la fica.
Un uomo si siede proprio vicino a lei, è forse più imbarazzato lui di quanto lo sia io.
Comunque dopo essersi seduto, facendo finta di essere lì per caso, si tira fuori l’arnese.
Io non lo vedo, ma lo capisco solamente perché vedo la mano destra di mia moglie salire e scendere.
La stà segando, dal movimento credo che lo stia facendo molto lentamente.
Poi si gira verso di me, sorride… Continua a leggere Sempre di più, sempre meglio

Le storie di Marcella: Paolo e Caterina (I parte)


Sembra proprio che il mio racconto precedente sia piaciuto.
Pochi voti magari; non sufficienti ad entrare nelle hits, ma una valanga di mail.
Mi ha fatto davvero piacere riceverle – tutte, tranne un paio di un cafone.
Anche se, nelle mie giornate super-impegnate, non ho trovato il tempo di rispondere a tutti, mi ha
fatto molto piacere leggere giudizi positivi sulla mia scrittura.
Mi ha fatto molto piacere sapere che qualcuno si è eccitato leggendo la mia storia.
E questo mi incoraggia a continuare.
A continuare a raccontare le storie della mia vita.
Storie vere. Sempre e comunque.
Ed è questo che faccio in una domenica pomeriggio freddissima.
Una domenica pomeriggio che ho deciso di passare da sola, respingendo l’invito di un dirigente di
un’azienda cliente del mio studio. Il classico tipo tutto muscoli ed abbronzatura, che pensa che
l’aspetto fisico sia l’elemento decisivo per portarsi a letto una donna.
Una domenica pomeriggio che passo da sola dopo una notte favolosa passata con Alessia, una
giovane impiegata del mio studio, che mi ha fatto letteralmente perdere la testa.
L’ho detto in chiusura del precedente racconto.
Da quella notte, trascorsa nell’ufficio di Paolo a conoscere, per la prima volta, i piaceri del sesso, la
mia vita è cambiata.
Quella notte tornai a casa euforica.
Giorgia e Stefania mi aspettavano sveglie, nonostante l’ora. Vollero sapere tutto.
Ed io raccontai loro tutto.
Raccontai anche i particolari più intimi e più piccanti.
Con piacere.
Tra noi era sempre andata così e poi, in fondo, le mie amiche mi avevano aiutata.
Senza di loro forse non avrei mai trovato il coraggio di avvicinare Paolo.
Non avevo ancora compiuto vent’anni ed avevo finalmente scoperto l’amore ed il sesso.
Li avevo scoperti con un uomo fantastico.
Maturo, bello, intelligente, colto … ed espertissimo a letto.
Il nostro rapporto, nonostante i suoi numerosi impegni di lavoro e l’attenzione sempre presente
verso la sua vita familiare, è stato splendido.
Lui si è sempre rivelato un uomo squisito.
Da tutti i punti di vista.
La sua cultura anzitutto.
La sua profonda umanità.
La sua capacità di capirmi e di tirar fuori tutto da me, ragazzina di vent’anni, sicuramente
intelligente, ma con ancora moltissimo da conoscere e da imparare.
Inevitabilmente Paolo divenne la mia guida.
Da lui appresi praticamente tutti i piaceri del sesso. In fondo tutta la mia vita sessuale successiva
non è stata altro che una variante di quello che ho sperimentato con lui nel periodo in cui sono stata
la sua donna.
Dopo quella serata e quella notte divenni la donna di Paolo.
Lui era sposato ed aveva una vita sessuale molto intensa.
Non ero certamente l’unica donna che lui aveva avuto fuori dal matrimonio.
Al contrario.
Lui mi mise presto a conoscenza delle sue avventure extra-coniugali, delle numerose storie di
amore e di sesso. Continua a leggere Le storie di Marcella: Paolo e Caterina (I parte)

In tre si chiava meglio

Io ed Elena siamo fidanzati da dieci anni e fra meno di un mese ci sposiamo.
Abbiamo colto l’occasione che i lavori a casa nostra sono quasi ultimati per prenderci una settimana
di assoluto riposto in riviera.
E’ agosto e l’Italia soffoca sotto una cappa di afa assoluta.
Non tira un filo di vento neanche in spiaggia, tanto che anche Elena, che abitualmente si ciba di
raggi solari, ha difficoltà a stare per più di mezz’ora lontana dall’ombra refrigerante dell’ombrellone.
Per fortuna lei il sole lo ha già preso prima ed è già super abbronzata, dai capelli ai piedi, natiche
comprese.
Elena, perché ve ne facciate un’idea, è una bella ragazza emiliana doc, bionda con gli occhi verdi e
con due poppe da dormirci in mezzo.
E’ alta quasi un metro e ottanta e, benchè in carne, è certo un gran bel pezzo di figliola, una di
quelle che quando passa gli uomini si girano e magari ci fanno anche un pensierino.
Non che mi dispiaccia, anzi.
A volte letteralmente godo nel vedere le reazioni di chi le sta intorno, specie nelle spiagge affollate
come qui in riviera.
Notare gli sguardi dei guardoni di turno, magari spaparazzati su un ombrellone vicino al nostro con
moglie grassa e figlio idiota al seguito.
A volte aggiungo un po’ di malizia alla provocazione del suo corpo pieno di curve e allora, mentre
le spalmo la crema, cerco di scostarle il costume scoprendo represse zone cangiandi delle sue
mammelle o del suo culo.
In acqua, mi lego a lei come un polipo, la bacio e intanto premo con il pacco sulla sua inguine.
Ricordo che la prima volta che l’ho presa in acqua lei c’era rimasta di sasso.
Non se l’aspettava. Intorno a noi i bagnanti starnazzavano, sbuffavano, giocavano o semplicemente
si lasciavano portare dalle onde.
Io estrassi dai boxer il mio arnese e tenendo le labbra serrate sulle sue scostai il suo costume e la
impalai.
Il contrasto tra il freddo dell’acqua marina ed il caldo della sua figa quasi mi faceva venire.
Ma mi controllai e allora cominciai a chiavarla, lasciandola trasportare dalle onde.
Vedevo i suoi capezzoli indurirsi sotto il costume bagnato, allora abbassai la testa fino ad
immergermi in quel ben di Dio.
La tenevo a me col cazzo e con le mani ben arpionate sul suo culo, in quel momento leggero come
una nuvola.
Ed il mio dito non potè fare a meno di scivolare verso l’orifizio anale e di perforarlo.
Elena mi diceva
“ma dai, ci possono vedere”, ma intanto accompagnava il moto delle onde con gesti secchi del
bacino e ad ogni tonfo apriva la bocca e mi baciava.
“Sei un maiale” mi diceva.
“E tu una porca” rispondevo.
“Mi piace fare la porca”.
“Eppure non lo sei abbastanza…”.
Lei mi guarda e mi dice:
“E’ sempre per quella solita storia del privè?”
“Sì”
“Ma lo sai che mi fa paura”.
“A me no”.
Lei mi bacia e mi dice: “Vedremo”.
Purtroppo quel vedremo non si è mai concretizzato in realtà e ancora oggi vivo con il desiderio di
scopare con Elena e altre persone insieme.
Adesso sta prendendo il sole di fianco a me, in questa calda giornata d’agosto, tra file d’ombrelloni
colorati e maree di gente che non conosciamo intorno a noi.
Ho sempre pensato che la spiaggia sia la patria dell’ozio e del voyeurismo.
Ma i miei occhi sono solo per lei, per le sue curve, per le sue poppe immense e la sua pelle
abbronzata.
Lei sta leggendo un libro che le ho regalato prima di partire per il mare.
Si tratta di una raccolta di racconti erotici più o meno spinti, alcuni tratti da storie vere e vissute,
altri frutto della fantasia dei loro anonimi autori.
Io l’ho già letto e mi è piaciuto parecchio.
Ed anche ad Elena sembra piacere, dato che non si stacca mai da quelle pagine che divora con
avidità.
Vorrei tanto che lei adesso appoggiasse il libro, si girasse verso di me, aprisse lentamente le gambe
e, richiamando la mia attenzione, si scostasse il costume per mostrarmi le labbra gonfie della sua
figa.
Vorrei che maliziosamente si infilasse un dito nella fessura della figa e si sditalinasse come una
maiala in calore.
Vorrei vedere il suo dito bagnarsi e lo vorrei succhiare.
E invece legge, ed io sto ad ascoltare la musica che viene dagli altoparlanti del bagno Pincopallino.
Apro anche il giornale, ma lo richiudo dopo poco.
Resto a sentire le conversazioni assurde dei nostri vicini d’ombrellone, poi la mia attenzione è presa
da un gemito che viene dalla parte di Elena.
Giro la testa lentamente per vedere cosa succede. Continua a leggere In tre si chiava meglio

L’amica di mia madre


L’amica di mia madre era ancora una bella donna ,un po’ andata forse, ma ancora eccitante.
Aveva capelli neri ed enormi occhi scurissimi su un viso costantemente abbronzato leggermente ma
fittamente punteggiato di efelidi.
Aveva anche una bella bocca carnosa accuratamente dipinta con rossetti dai colori brillanti (rosso
acceso o rosa).
Un po’ pesante di fianchi, aveva un seno veramente degno di nota, abbondante, alto e dalle carni
fresche all’apparenza.
Ne mostrava una buona parte attraverso generose scollature od altrettanto opportune sbottonature di
camicette che mettevano in evidenza il collo tornito e liscio, straordinariamente bello per una donna
non più giovane, e l’attaccatura del seno abbondante.
A vent’anni ci vuol poco ad eccitarsi.
Così quando l’amica di mia madre veniva a trovarla e andavo a salutarla, il profumo che emanava
dai suoi capelli freschi di parrucchiere e la vista di tutta quella abbondanza di carni mi provocavano
istantaneamente imbarazzanti erezioni, oltretutto difficili da dissimulare con i jeans stretti.
Lei se ne accorgeva, credo, perchè guardava rapidamente da quella parte e poi mi fissava negli
occhi con un sorriso tra il divertito e il compiaciuto che mi costringeva ad abbassare gli occhi.
Quando ritornavo in camera mia mi sentivo imbecille ma non potevo fare a meno di masturbarmi
furiosamente.
Un giorno mia madre mi chiese se potevo farle un favore.
La sua amica aveva un’ angoliera antica che non si adattava più al suo arredamento e l’aveva offerta
a mia madre.
Siccome si trattava di un mobile di piccole dimensioni mi chiese se potevo andare io a ritirarlo a
casa dell’amica con la station wagon.
Partii volentieri, naturalmente, e tutto eccitato all’idea di vedere la sua amica da sola.
Quando arrivai a casa sua indossava un abito estivo con le spalline sottili che scendeva dritto fino ai
piedi, legato sulla vita da una cintura.
Erano naturalmente a vista larghe porzioni del suo generoso seno evidentemente libero da alcun tipo
di legame ma comunque sorprendentemente solido e rialzato.
Inutile dire l’effetto che mi fece la sua vista, cosa di cui lei si sincerò subito con un rapido sguardo,
poi visibilmente compiaciuta mi invitò a sedere in salotto.
Mentre si sedeva e accavallava le gambe mi parve di notare, come in un lampo, mentre il vestito si
sollevava e subito si riaccomodava sulle gambe, che non portava biancheria.
La sola idea mi procurò un lancinante dolore ai testicoli. Continua a leggere L’amica di mia madre

Susanna


Io e Serena, la mia amica, eravamo seduti al bar a gustarci una bibita, si parlava del più e del meno,
e da sfondo cera un bellissimo mare azzurro.
Il sole di agosto ci scaldava cocente, ed era bello guardare i suoi raggi riflettersi nell’acqua
cristallina del mare di Sardegna.
Ti vediamo arrivare, provocante come non mai.
Indossi dei pantaloncini aderentissimi rossi che lasciano immaginare tutte le tue forme, una
magliettina molto stretta in vita, che mette in evidenza il tuo ombelico e degli occhiali da sole,
modello gattina, che ti conferiscono un aspetto intrigante.
Un gruppo di ragazzi, intanto, che prima stava facendo chiasso, nel vederti arrivare si azzittisce,
lasciano che tu di sieda, e poi, dopo qualche simpatica parolina indirizzata al tuo corpo, ricomincia
a rifare casino.
<<Guarda che figona.>> dico alla mia amica tra le labbra.
<<E già, – dice Serena,- è proprio bona. Mi piacerebbe, però, vederla mentre mi lecca la figa, con te
che magari la penetri a più non posso da dietro>>.
Decidiamo di conoscerti.
Quindi passiamo al piano classico.
Tiro fuori dal mio marsupio un pacchetto di sigarette e mi avvicino al tuo tavolo.
<< Scusa, avresti da accendere per favore? Sono sceso dall’Hotel stamattina ed ho dimenticato
l’accendino.>>
<< Certo, – rispondi, – ma anche voi siete all’hotel Riviera? >>
<< Si,- ti dico,- io e la mia amica siamo nella stanza 306! e tu? >>
<< Stanza 312, sono sul vostro stesso piano credo.>>
<< Allora dobbiamo fare assolutamente le presentazioni. Io mi chiamo Jonatan, e lei Serena.>>
<< Piacere, Io mi chiamo Susanna. >>
Serena, intanto, si avvicina al tavolo, e tra voi la conversazione diventa molto amichevole.
Mi sento quasi escluso dai vostri argomenti, così preferisco terminare la mia sigaretta ascoltandovi.
Dopo un po’, tanto per non fare la mummia, esordisco dicendo:
<< Susanna, ma come mai non sei in costume, è una bellissima giornata per fare il bagno.>>
<< Si lo so, – hai detto, – ma ieri, quando ho preparato le valigie ho dimenticato di prendere il
costume da bagno, adesso mi toccherà aspettare la sera per fare un po’ di acquisti. >>
<< Non preoccuparti! – dice Serena, – vorresti provare uno dei miei? Dovremmo avere all’incirca la
stessa taglia.>>
<< Certo, – rispondi, – sei davvero molto carina! >>
<< Dai, andiamo nella nostra camera, – dice Serena, – li potrai provare in tutta tranquillità, e poi
Jonatan potrebbe aiutarci a scegliere quale ti sta meglio.>> Continua a leggere Susanna

Da RaccontiEros.it, Racconto: Susanna

Una perfetta armonia antica

Erano stati contemporaneamente travolti da un’urgenza improvvisa e si erano, quasi strappati di dosso gli abiti reciprocamente con una furia selvaggia. Ora che erano completamente nudi, quella furia si era placata, per lasciare spazio all’osservazione, all’ammirazione alla scoperta….Lui desiderava toccarla ovunque. Mentre la baciava delicatamente, faceva scorrere entrambe le mani lungo la sua spina dorsale, sulla dolce curva del suo fianco e giù fino alle natiche sode, poi su a tastarle le costole ed a carezzarle i seni. Lei sospirava dolcemente e lui approfondì quel bacio, perlustrandole la bocca con la lingua e assaggiandole le labbra con i denti. E lei volle saziarsi a sua volta, accogliendo quella lingua, succhiandola, mordicchiandola …. La strinse tra le braccia, la sollevò e la fece sdraiare sul letto. Lui si sedette di fianco a lei e stette un lungo momento ad osservarla. Le fece scorrere un dito dalla gola all’avvallamento tra i seni, giù fino all’ombelico e ancora più in basso dentro la scura peluria nera. Lei rabbrividì a quel contatto. Poi invertì la direzione e le posò il palmo sul ventre e su fino alla morbida e tenera curva di un seno. Edwina lo trasse a sé e lo baciò. Calda e dolce, la lingua di lei pose l’assedio alla sua bocca , insistendo e pretendendo, quasi facendogli male per l’intensità lenta pressante che sembrava volesse rubargli l’anima …. Le baciò le labbra, una guancia, l’orecchio e la gola, poi prese a stuzzicarle un capezzolo turgido sfiorandolo e pizzicandolo leggermente.Lei fremeva sotto le sue dita, poi inarcò la schiena, premendo il seno contro la sua mano. Le labbra di lui continuarono il loro percorso verso il basso posandosi sulla clavicola in evidenza e sulla curva superiore dei suoi seni,
poi scesero ancora piu giù lentamente. Continua a leggere Una perfetta armonia antica

Tina e lui secondo atto

 

Eravamo rimasti all’esibizione col costume all’uncinetto, ebbene questa si è trasformata in scopate infinite tra noi due, ma evidentemente non le bastava; ed ecco dove rientra in gioco mio cugino.
Dopo quei giorni di lussuria, e visto il gran caldo dell’estate, Tina aveva cominciato a girare per casa nuda, con mia gran goduria e appena potevo (!) la prendevo dove capitava con gran piacere di entrambi, farlo nei posti più strani della casa ci eccitava sempre di più; una volta le ho leccato ben bene la fica mentre stava affacciata alla finestra e faceva finta di niente addirittura mentre parlava con una vicina.
Un giorno è venuto mio cugino a pranzo e Tina, per non turbarlo troppo, si è messa un vestitino leggero ed abbastanza trasparente. Dopo pranzo io e mio cugino siamo andati sul letto per una siesta mentre Tina stava sfaccendando in cucina. Dopo un’oretta si è affacciata per vedere se eravamo svegli e si è presentata in slip, restando quindi a tette di fuori e dicendo: tanto al mare stanno tutte così, mica vi scandalizzerete!
Il mio cazzo è diventato duro per l’eccitazione e quello di mio cugino, che cercava di nasconderlo, ancora di più. Tina, la porcella, si è distesa al fondo del letto a chiacchierare, mettendo bene in mostra le sue tettone ed il culo, anche se, chissà perché aveva slip normali e non il suo solito tanga.
Mio cugino sempre più eccitato ed imbarazzato, non sapeva cosa fare, si è alzato per andare in bagno e dal buco della serratura abbiamo visto che tirava fuori il suo bel cazzone, vi ricordate? grande, con belle vene in vista e la punta leggermente curva; facendosi una lunga sega che è terminata con una sborrata senza fine!
Chissà, forse per riguardo verso di me, non ha avuto il coraggio di fare nient’altro e Tina non voleva fare la prima mossa. Quindi abbiamo sprecato questa occasione per farlo la prima volta in tre, ma appena è andato via….ci siamo lanciata in una scopata condita da leccate, succhiate, insomma uno sballo!
Ma il tutto era solo rimandato, infatti un pomeriggio è tornato a trovarci e questa volta la porcona ha invertito la copertura del suo corpo, infatti si è messa una mia maglietta bianca che le arrivava si e no sotto le chiappe, lasciando intravedere culo e fica, e lo spettacolo non ha lasciato indifferente il mio cuginetto. Con la scusa di faccende in cucina Tina si è allontanata, ma evidentemente è rimasta a spiare dietro la porta!
Siccome avevo appena comprato un nuovo videoregistratore, ho voluto mostrarlo a mio cugino e per puro caso (!) c’era inserita una cassetta porno, devo dire che la goduriosa esibizione di Tina già ci aveva preparati ma la visione ha contribuito ad aumentare la nostra eccitazione.
Vedendo i nostri pantaloni che scoppiavano, ho detto: perché non li tiriamo fuori e ci facciamo una bella sega come ai vecchi tempi? Inizialmente il cuginetto titubava, ma visto che io avevo cominciato a menarmelo, anche lui lo ha tirato fuori cominciando una lenta sega che abitualmente si fa massaggiandosi la cappella in un modo molto arrapante.
Ero certo che Tina stesse dietro la porta a sgrillettarsi eccitata dall’esibizione di due cazzi in movimento ed infatti poco dopo la porcona è entrata fingendo meraviglia e gettando nell’imbarazzo il cuginetto, ma lei si è catapultata in mezzo a noi due prendendo i due arnesi in mano e dicendo: in fondo che male c’è, resta tutto in famiglia, no?
Nessuno ha avuto il coraggio di fare ulteriori passi, quindi Tina ha continuato a spipparci devo dire con molta maestria, centellinando i movimenti per farci durare a lungo e infatti è stata una sega lunga e goduriosa che, dopo un bel pò di tempo, è terminata con due sborrate veramente incredibili. Come ho detto né io né mio cugino abbiamo sfiorato Tina che è andata in bagno per lavarsi dall’inondazione della nostra sborra e ritengo abbia proseguito il suo sgrillettamento, perché, quando è venuta ad accompagnare alla porta mio cugino, l’ho vista con una faccia distrutta dalla goduria. Durante la sera abbiamo parlato a lungo dell’accaduto, veramente molto eccitati da tutti questi accadimenti che ci hanno portato ad un’ennesima gran scopata.
Ma il vero rapporto a tre era ancora una volta rimandato!!!
Visto perché mio cugino c’entrava? Beh, se dimostrerete ancora interesse per questi stralci di vita vissuta, scriverò il seguito delle mie avventure con una moglie che è diventata sempre più porcellina, finché un giorno……. è diventata mamma e presa dai gemelli (eh si ne sono arrivati due insieme!) o forse dalla sua maternità, pian piano ha scordato le stupende esperienze esibizionistiche e non solo…
Oggi il nostro rapporto si è molto raffreddato, praticamente facciamo vite separate, frequentiamo persone diverse, lei casa-chiesa-opere pie ed io sono qui a ricordare e, pur se ho scoperto che scrivere queste avventure così intime mi eccita molto, mi fa soffrire pensare che tutto questo non succederà più!
A meno che non riesca a trovare una signora che voglia diventare prima di tutto mia amica per dividere viaggi e vacanze e poi provare a ricreare insieme situazioni così intriganti per entrambi.
Sarà possibile? Io ci spero sempre ed aspetto commenti o proposte, mi potete inviare un’email: lap69@tiscali.it per corrispondenza e scambi di sogni e desideri. Io continuo a sognare ma vi aspetto e chissà…..

Le avventure di Betty la troia


Un giorno Betty mi raccontò di cosa le successe quando aveva 22 anni e che quella fu la cosa che le
fece scattare la molla della libidine e della porcaggine che era nascosta dentro di lei….Betty una
bella ragazza capelli mori a caschetto due tette della sesta misura burrose e fresche un bel culetto e
lunghe gambe affusolate;
già allora era un tipino a cui piaceva giocare e fare arrapare i maschietti ma poi non concedeva nulla
o poco più…una sera in discoteca con il suo ragazzo si divertì a tormentare una compagnia di
ragazzi che vedeva spesso i quali avevano preso l’abitudine di corteggiarla per gioco all’insaputa del
fidanzato…
Betty quella sera ballando faceva ondeggiare le tette sotto il naso di ognuno di loro e arrivo a
litigare con il fidanzato all’atto delle sue rimostranze…
verso la una decisero di andare a casa senza accorgersi di essere seguiti dalla compagnia di ragazzi i
quali ebbero modo di veder dove abitava la troietta che li faceva impazzire in discoteca…
nei giorni che seguirono i genitori di Betty dissero che il telefono suonava e alla risposta nessuno
parlava ma non ci fece caso nessuno più di tanto….
dopo 3 settimane i genitori partirono per una breve vacanza e Betty una sera ricevette una
telefonata…
era il ragazzo più carino della compagni e lei iniziò a civettare non pensando nemmeno a come
aveva fatto ad avere il numero di telefono
…mentre era all’apparecchio bussarono alla porta ella fece attendere Mauro e andò ad aprire
trovando un venditore di enciclopedie che insistendo voleva vendere e farle firmare un contratto il
suo fare impacciato ma allo stesso tempo aggressivo la turbò ma il tipo urlava e guardava in giro…..
facendo ciò si accertò che fosse sola in casa…
lei disse al tipo al telefono di chiamarla più tardi ed alla fine congedò il “rappresentante” ma dopo
pochi minuti suonarono di nuovo alla porta quando lei aprì vide di sfuggita il finto rappresentante
ma un istante dopo era nel mondo dei sogni cloroformizzata da un fazzoletto posatole a forza sotto
il naso….
si svegliò e non sapeva dove fosse…ma era nuda….
era in una posizione strana legata ad un cavallo da palestra quello con le maniglie per intenderci un
pochino più piccolo e senza maniglie a pancia in giù ed aderiva per una piccola parte della sua
pancia sull’attrezzo il resto era legato…
le caviglie da tiranti verso il muro e le mani passate sotto il cavallo da un paio di manette..
era IMMOBILIZZATA e nello stesso tempo aperta ad ogni ispezione e pochi minuti dopo fu lei
stessa urlando ad avvisare il gruppo selvaggio……
All’avvicinarsi dei ragazzi Betty aveva provato una strana paura..
un eccitazione particolare che non sapeva spiegarsi ed ora mentre capiva a cosa sarebbe stata
costretta le si bagnò la figa e ne provò vergogna con il suo fidanzato legato e minacciato e lei in
balia di una decina di maschi dopo aver firmato un foglio sul quale dichiarava la sua
condiscendenza ma nel frattempo non poteva respingere la sua natura che l’avvertiva del piacere a
cui sarebbe stata sottoposta….
le umiliazioni che avrebbe subito….
i ragazzi parlottarono un poco tra di loro con molta calma accarezzandola con fare distratto sul culo
e sui seni esposti..
qualcuno le accarezzava il viso molto dolcemente altri la schiena tutto con molta dolcezza e queste
carezze ebbero il potere di rilassarla ed eccitarla ulteriormente ogni tanto incrociava gli occhi con
quelli di Carlo che legato ed imbavagliato nudo pure lui fissava la scena ad occhi spalancati…
poi come senza accorgersene si trovò un cazzo a portata di bocca ed automaticamente cominciò a
spompinarlo… Continua a leggere Le avventure di Betty la troia

Mia moglie e la sua malizia


Io e Paola siamo fidanzati oramai da 10 anni …….sono stati e continuano ad essere dieci anni di
assoluto amore, voglia di vivere, conoscenza,…..
Paola e’ una ragazza fantastica, gioviale, formidabile, una donna che non scambierei mai con nessun
altra, assieme abbiamo passato i momenti piu’ elettrizzanti della nostra vita, le scene piu’ belle ….il
mio rapporto con lei e’ e spero sarà la cosa piu’ bella che mi sia mai capitata…la mia vita.
Della mia Paola …adoro la malizia, …lei e’ carina…veramente carina, credo che tutti la possano
desiderare, e ….soprattutto ….e’ una donna ….una di quelle donne che oltre tutto si sa far desiderare
da tutti ……..e’ una vera potenza …..tante volte …soprattutto i primi tempi …scoppiavo di gelosia ,
nel vederla, e nel vedere gli atteggiamenti degli altri , che anche se pur lei non ci facesse apposta
…la “sbranavano” con gli occhi …….ero geloso pazzo uscivo sconvolto dalla gelosia ogni volta che
vedevo qualcuno posargli gli occhi addosso…..
Poi con il passare del tempo la fiducia prese il posto della gelosia …..mi fidavo ciecamente della mia
Paola ….e sapevo che non avrebbe mai fatto niente che mi avrebbe dato realmente fastidio e …cosi
la pazzia ….si trasformo in complicita’ ….in gioco …….ora amavo gli occhi compiacenti su di lei, mi
gratificavano come credo che gratificassero lei.
La nostra vita scorreva tranquilla, lavoro la sera assieme…..era oramai qualche mese che
convivevamo in un piccolo appartamentino …si stava bene assieme…
Una sera come tante proposi a Paola un cinema e dopo a letto e lei con la sua solita allegria mi disse
…..
“Siiiiii” ….io dal canto mio ….al telefono con voce maliziosa le dissi
” …fatti bella per me ” ……la telefonata si chiuse con l’appuntamento a casa e… un “Ti Amo” di
entrambi.
La giornata lavorativa mi impegno’ una cifra parlai con tanta gente tra cui il mio amico Davide,
amico comune mio e di Paola, rimasto da solo in città, per una partenza improvvisa della moglie,
modella….. eravamo sotto Milano vende moda e …la moglie di Davide aveva trovato un ingaggio
all’ultimo momento per Mila Shon …..e …..via partenza di corsa lasciando il marito
geloso ed incazzato in citta’ solo soletto.
Parlando con Davide , gli chiesi se avesse voluto aggregarsi a me e a Paola , per una serata
tranquilla, senza pretese, un cinemino e poi a letto…..lui accetto’ di buon grado……puntualizzando
da persona perbene quale era se non avesse disturbato ….io lo rassicurai e gli diedi appuntamento
per la sera a casa nostra …ore otto.
Nella fretta, mi dimenticai di avvisare Paola di quella presenza …..beh poco male …….sapevo che
non le avrebbe dato fastidio. Continua a leggere Mia moglie e la sua malizia

Una bella sorpresa


Eravamo sposati io e mio marito da circa 10 anni, il nostro rapporto era molto buono ed avevamo
anche un discreto affiatamento sul piano sessuale.
Avevamo un figlio di 8 anni che era cresciuto in compagnia di una ragazza che abitava al piano di
sotto, la raggazza, Cinzia, era ormai divenuta una bella figa di 20 anni.
Capitò che ebbi un periodo di ferie al lavoro e partii per la nostra casa al mare, mio marito non poté
raggiungerci perché non poteva allontanarsi dal lavoro.
Partii con mio figlio e per compagnia chiesi a Cinzia se voleva accompagnarci.
Lei assentì di buon grado perché anche il suo ragazzo, Marco, sarebbe rimasto impegnato con il suo
lavoro tutta la settimana.
Arrivati al mare, era il mese di giugno, e si stava benissimo, sulla spiaggia non c’era quasi nessuno,
i primi giorni trascorrevano nel relax più totale.
Andavamo al mare, dove prendevamo il sole, io in topless, come l’abitudine (ho una magnifica
quarta), Cinzia con un bikini molto ridotto, ma del quale non voleva liberarsi del pezzo di sopra, per
pudore.
Una sera, eravamo in casa, scoppiò uno di quei temporali improvvisi, che già preannunciavano
l’estate, mio figlio già stava dormendo al piano di sopra, noi vedevamo la televisione, andò via la
luce e ci preparammo ad andare a letto, Cinzia mi confessò di essere terrorizzata dai lampi e dai
fulmini e così la feci venite nel mio letto.
Si raggomitolò e venne molto vicino a me, sentivo il calore del suo corpo, i suoi seni ancora un po’
acerbi, piccoli, ma durissimi che premevano contro il mio fianco, ad un certo punto sentii la sua
mano che carezzava lentamente il mio braccio, provai un brivido, una scossa quasi improvvisa, li
per li non ci feci caso, ma quando la mano di Cinzia passò dal braccio, alla spalla al petto, mi sentii
un po’ a disagio, nelle mie fantasie, soprattutto di adolescente, era stato presente il rapporto lesbico,
ma vuoi per l’educazione impartita, vuoi perché presto avevo cominciato ad avere rapporti con i
ragazzi, non mi era mai passata per la testa l’idea di far l’amore con una donna.
Intanto Cinzia era arrivata al seno e cominciava a titillarmi il capezzolo con molta delicatezza,
fingevo di dormire, ma il mio capezzolo cominciava ad indurirsi e ad ergersi, ed anche tra le mie
gambe sentivo un certo fremito.
E così presi senza penarci su la mia decisione, mi voltai completamente verso di lei e le diedi un
timido bacio, lei lo ricambiò e in breve esploravamo tutte e due le nostre bocche con le nostre
lingue.
Io che d’estate dormo in genere nuda, mi ero infilata un baby doll cortissimo, Cinzia aveva un
pigiamino con camicia e short.
Cominciò a mettermi le mani tra le gambe e ad accarezzarmi l’interno della cosce, li dove sono
sensibilissima, intento con le mani un po’ tremolanti cominciai a sbottonarle la camiciola e a
metterle a nudo le sue tettine; presi in bocca uno dei suoi capezzoli e cominciai a succhiarlo, la
sentii gemere forte.
Ci liberammo dei rispettivi pigiami e a turno ci leccavamo i seni mentre le nostre mani frugavano le
cosce e poi le nostre fiche.
La sua mano si impadronì della mia, grande, con un clitoride che quando si eccita ha un erezione
incredibile, mi sentivo già abbondantemente bagnata e lubrificata, intanto io carezzavo la sua
fichetta stretta, ma molto pelosa e bagnatissima, i suoi umori già grondavano dalla vulva e le
bagnavano copiosamente le cosce e la mia mano.
Ci girammo e demmo inizio ad un eccitantissimo 69, i nostri mugolii si facevano sempre più
intensi, io leccavo la sua fica e soprattutto gli umori che continuavano ad uscirne, lei con la sua
lingua, con una maestria insospettabile, giocava con il mio clitoride, venni quasi subito, fu un
orgasmo Continua a leggere Una bella sorpresa

Corte spietata


La corteggiavo da moltissimo tempo, l’amavo con tutte le mie forze; lei lo sapeva e aveva
cominciato a giocare con la cosa.
Una sera dopo aver accettato di venire ad una festa con me mi ha detto di avere male a una caviglia;
col la scusa mi ha poi chiesto di massaggiargliela. Io, naturalmente, lo ho subito fatto.
Dopo cinque minuti di massaggi mi ha chiesto di massaggiarle anche il piede. Le ho risposto che
non mi sembrava il caso di toglierle la scarpa in discoteca davanti a tutti.
“Se mi ami dimostrarlo.”
La cosa mi imbarazzava moltissimo c’era un sacco di gente che conoscevo ma ho deciso di fare
quello che mi chiedeva.
Pochi decine di minuti più tardi ero inginocchiato davanti a lei in camera sua e le stavo leccando i
piedi sudati dopo che lei aveva ballato tutta la sera con le scarpe da ginnastica.
Mi fece una proposta: quando saremo stati in compagnia sarei stato il suo ragazzo, ma, soli, sarei
stato il suo schiavo.
In compagnia potevo baciarla e comportarmi come avrei fatto con la mia ragazza, ma una volta soli
dovevo servirla, riverirla, fare le sue faccende domestiche e tutto ciò che lei avesse voluto.
Accettai.
Incominciò per me un periodo di continue umiliazione e eccitazione continua.
Ero il suo schiavo e dovevo servirla in tutto: fungere da posacenere quando lei fumava;
massaggiarle i piedi o leccarli mentre lei guardava la televisione sdraiata sul divano; servirla a
tavola; portarle la colazione a letto; riordinare la sua casa; cucinare per lei; pulire le sue scarpe;
restare accovacciato per essere usato come uno sgabello durante le sue telefonate.
Accettavo tutto questo perchè lo trovavo terribilmente eccitante e mi innamoravo ogni giorno di
più. Continua a leggere Corte spietata

La piscina


Riprendere l’esercizio fisico è faticoso ma almeno la piscina mi diverte.
Con questo spirito ho iniziato a frequentare una piscina vicino all’ufficio.
Alle 12.30 entrata e 13.30 ritorno in ufficio.
Metodico ogni martedì e giovedì.
Quasi sempre le stesse persone.
Purtroppo odio i corsi e frequento negli orari liberi con il problema di un certo affollamento.
Mai una corsia libera.
Era oramai la terza volta che frequentavo e avevo notato due amiche che nuotavano sempre nella
mia corsia ma contavo le vasche e non facevo molto
caso a loro.
Quel martedì però mi sentivo osservato e allora mi accorsi che il fisico delle due donne non era per
niente male.
Quando mi fermavo a prendere fiato si fermavano anche loro e chiaccheravano degli uomini
dicendo che sono deboli e basta poco per averli.
La corsia era stretta e ogni tanto il loro corpo fisiva in contatto con il mio.
Dopo un’ora di nuoto e mentre riposavo nel loro discutere sento il corpo di una di loro appoggiarsi
al mio, poi si sposta finendo con i glutei sul mio sesso che reagisce.
Decido di non muovermi e lasciargli sentire il mio sesso.
Continuano a parlare e ridere mentre la pressione del suo corpo si fa più decisa come decisa è la
risposta del mio sesso.
Si gira e mi guarda, la sua mano mi accarezza il costume e stringe forte il mio sesso e poi dice alla
sua amica
“Vedi, basta poco e eccolo pronto per noi”.
Poi si girano e mi dicono
“Ci vediamo fuori tra dieci minuti che poi dobbiamo rientrare”.
Ed escono dalla vasca.
Le seguo e mi cambio. Continua a leggere La piscina

Da RaccontiEros.it, Racconto: La piscina

Quella puttana di mia moglie !


Sono quasi arrivato al lavoro, è una bellissima mattinata di sole; ad un tratto mi accorgo di aver
dimenticato la borsa; telefono a casa ma non riesco a prendere la linea, allora decido di tornare
indietro; giro la macchina.
La porta di casa non è chiusa a chiave:
“strano, Licia deve essersi dimenticata di chiudere quando è uscita”.
Licia è la mia fidanzata…viviamo insieme da circa un anno.
Prendo la borsa, sto per uscire, quando vedo una luce che proviene dal corridoio …
“Licia è proprio sbadata oggi”.
Spengo la luce, mi giro e col piede inciampo in qualcosa che è abbandonato per terra.
Mi chino, e trovo le scarpette bianche della mia ragazza; riaccendo la luce e più in là, lungo il
corridoio, vedo altri oggetti.
Li raccolgo; sono un paio di collant chiari, morbidi (quelli che indossava stamattina, penso tra me),
poi vedo degli slip arrotolati e buttati in un angolo, li raccolgo, sono fradici… il cuore mi salta in
gola e inizia a trottare quando raccolgo un paio di calze nere da uomo.
Spengo la luce.
Gocce di sudore mi scendono dalla fronte, ho paura.
Mi avvicino alla porta della nostra camera da letto, è chiusa a chiave dalla toppa vedo più di due
piedi che si muovono confusamente tra le lenzuola.
Non ci posso credere!!
Non voglio più vedere!!
Non è possibile che in questo istante un altro uomo sia dentro la carne del mio amore!?
Ho un’idea, mi rifugio in bagno e con il telefonino compongo il numero di casa mia…
Il telefono squilla almeno dieci volte prima che la porta della camera si apra ed esca fuori la mia
ragazza completamente nuda che a piedi
scalzi corre saltellando verso la cucina.
“pronto”, la sua voce mi paralizza, è tranquilla , dolce , come al solito.
Dico la prima cosa che mi salta in mente :
“sono io cara , volevo dirti che questa sera ritardo”,
“va bene, ma adesso devo scappare, sto facendo scendere l’acqua nella vasca”.
La saluto, ma è già scappata via.
Adesso la vedo dalla porta, sta per venire in bagno … mi nascondo dietro la tenda della doccia.
Lei si siede e inizia a far la pipì.
E’ bellissima, capelli neri tutti scompigliati, a piedi nudi con il reggiseno malamente arrotolato
sopra i capezzoli.
Ha gli occhi gai, il viso disteso.
La porta si apre e compare un uomo nudo con il cazzo dritto, si avvicina; lei è ancora seduta; il
cazzo le si appoggia sulle labbra, un colpo di reni e inizia a fotterla in bocca.
Non faccio a tempo a digerire questo che un altro uomo appare sulla porta.
E’ nudo pure lui, lo conosco, si tratta del nostro vicino di casa, Giulio:
“avete deciso di continuare la festa tutti soli ?”
Licia si alza si avvicina a Giulio e inizia a baciarlo con trasporto, le mani dell’uomo si muovono
sulla schiena, stringendole con forza le natiche.
L’altro le si avvicina da dietro e così Licia si trova in piedi, stretta tra due corpi.
L’uomo che le sta dietro indietreggia trascinando con se il bacino della mia fidanzata.
Lei si mette a 90 gradi e lo riceve dentro ansimando, mentre con la bocca si muove sull’asta di
Giulio, facendo schioccare la lingua.
La gelosia mi sta uccidendo, il cazzo però mi è diventato duro, lo sto toccando senza volerlo.
Licia adesso è sdraiata per terra e il nostro vicino la sta scopando.
Le sue urla di godimento mi attraversano la testa.
Non credevo potesse godere così anche con altri.
I due uomini si danno il cambio ; uno la sbatte, l’altro le accarezza le gambe, i piedi, il seno.
Adesso i movimenti si fanno più concitati, le sue gambe divaricate allo spasimo tremano per la
tensione.
“STO GODENDO …VIENIMI DENTRO!” Giulio le mette il cazzo in bocca e lei non riesce più a
dire nulla.
Anche l’uomo che la sta scopando viene ; la sbatte così forte che ho paura le possa far male.
Quando toglie il cazzo, la fica è grondante di sperma.
Con un movimento rapido Licia chiude le gambe per far riposare la sua micina arrossata.
La bocca però non smette di succhiare il cazzo di Giulio che dopo un attimo sborra.
Lo sperma le riempie la bocca, alcuni schizzi la colpiscono sul viso e sul collo imbrattando la
collana che le ho regalato al compleanno.
Dopo un po’ si alzano e tornano in camera dove si infilano sotto le coperte a riposare.
Ne approfitto per uscire…

Il cane


Nella mia prima storia, vi ho parlato di Luca.
Bene, io e Luca siamo soliti ritrovarci anche da soli, a casa mia o a casa sua, a parlare delle nostre
fantasie sessuali liberamente.
Ogni tanto lui mi propone qualcosa.
In uno di questi incontri, Luca mi chiese che cosa pensassi del sesso con gli animali.
Bè, sinceramente questa esperienza mi mancava proprio! E, oltretutto, l’idea mi lasciava piuttosto
perplessa. Oddio, io sono molto amante degli animali…ma questa, poi!!
In un modo o nell’altro…riuscì a convincermi quantomeno a provare.
Così, la domenica successiva, mi invitò nella sua casa di campagna.
Non appena posteggiai la mia macchina nell’ampio spiazzale di questa splendida casa, un pò fuori
Roma, mi accolse subito Luca con il suo Lucky, un enorme e splendido esemplare di alano
arlecchino.
Ebbi un pò paura perchè me lo vidi correre incontro con non so quali intenzioni, così non appena mi
fu vicino rimasi immobile mentre mi fiutava ovunque. Luca arrivò al suo seguito sorridendo e
spiegandomi che non avrei dovuto aver paura perchè quello era il suo modo di conoscermi
(attraverso l’olfatto) e che se gli avessi fatto anche una sola carezza lo avrei conquistato all’istante.
Ed effettivamente quando cominciai ad accarezzarlo lui prese a leccarmi.
Luca mi disse di seguirlo e mi portò nella stalla dietro la casa. Lucky mi veniva dietro fiutandomi
insistentemente il sedere.
Una volta dentro la stalla, Luca si allontanò da me per andare a sedersi su una palla di fieno e mi
disse di spogliarmi. Poi, avendo notato la mia espressione titubante e anche un pò impaurita,
aggiunse di lasciarmi andare senza pregiudizi di alcun genere perchè questa era un’esperienza come
le altre e che mi sarebbe piaciuta probabilmente più delle altre.
Nel frattempo Lucky si era sdraiato sulla paglia e mi guardava annoiato.
Così mi spogliai completamente ed una volta nuda, chiamai Lucky che riprese subito ad annusarmi
ovunque, ma più insistentemente lì! A quel punto, il contatto con quel naso bagnaticcio mi diede la
pelle d’oca e Lucky avrà sentito la mia eccitazione perchè cominciò a leccarmi la vagina come un
bambino farebbe con un gelato enorme ed inesauribile! Continua a leggere Il cane

Da RaccontiEros.it, Racconto: Il cane

La porchissima


Mi chiamo Mario; ho 27 anni, sono agente di comm. E sto abbastanza bene economicamente. Da
circa due anni sto con Luisa, la mia ragazza, 25 anni, insegnante. E’ piccolina e minuta ma e’ molto
fatta bene ed e’ bella di viso, come una bambolina, ha pero’ due belle tette grosse e sode che
contrastano con il resto del corpo. Altro contrasto, non visibile, e’ la sua figa. Sembra impossibile
che un tipino cosi’ minuto, ce l’abbia tanto vasta e profonda da sorbirsi tranquillamente qualcosa
come la bottiglia della coca-cola. E’ stata per anni fidanzata con un altro per cui non era certo
vergine, ed e’ proprio il suo lato sessuale che mi preoccupa e mi attira di piu’.
Calda lo e’ sempre stata: il cazzo la manda in orbita e lo lavora di lingua divinamente. Io l’amo
veramente e credo che per lei sia lo stesso; stiamo bene insieme. Lei dice che e’ diventata cosi’ solo
dopo che mi ha conosciuto, dice che e’ perche’ mi ama moltissimo, pero’ io ho ancora qualche
dubbio. Va bene che il passato e’ passato; dice che prima ha avuto solo amici oltre al suo ex, pero’
non ha mai scopato bene. Mi ha raccontato anche di un fatto capitatole: tre amici suoi una volta le
avevano dato un passaggio, poi l’hanno portata in campagna e spogliata nuda, ma poi non e’
successo nulla!?! Non le ho mai chiesto spiegazioni piu’ approfondite. Continua a leggere La porchissima