Bagno caldo

 

Quell’anno a Natale avevo deciso di trascorrere un settimana in montagna. Decisi di andare in Austria, un piccolo paese con ottime pista da sci e piscine termali. Partimmo io e mia zia Anna, lei era una bellissima donna di 40 anni capelli corti e bruni un corpo magro e atletico da cui emergeva un seno molto grande, che io da ventenne piatta le ho sempre invidiato. L’albergo era molto bello con grandi stanze e ampie finestre, dopo aver sistemato i bagagli mia zia mi propose di andare a fare un bagno in piscina. Le piscine erano due una interna e una esterna, entrambe termali con acqua calda. Non c’era distinzione di spogliatoi tra uomini e donne e mentre mi accingevo a entrare in uno per cambiarmi un uomo sulla sessantina nudo passò accanto a me e mia zia. Io mi stupii mentre mia zia non ci fece neanche caso. Lei era abituata alle piscine austriache dove quasi tutti fanno il bagno nudi. Mia zia Anna mi fece coraggio e spogliandosi mi invito a faro lo stesso. Guardandola mi accorsi che era depilata in tutto il corpo, riuscivo a vedere benissimo le labbra della sua fighetta e notai anche che erano più grandi e aperte delle mie La cosa mi turbava un po’ anche perché io non avevo avuto molte avventure e il nudo era ancora un tabù. Uscimmo dallo spogliatoio e ed andammo nella piscina esterna dove ritrovammo il vecchietto di prima e un’altra donna entrambi nudi. Sulle sponde della piscina c’era la neve e l’acqua calda produceva in continuazione vapore, tanto che a poca distanza già non ci si vedeva. Nuotare nuda nell’acqua calda era veramente eccitante. Mia zia era su una sponda appoggiata con la pancia sul bordo vicino al vecchietto e si muoveva in maniera strana. Mi immersi e da sotto vidi che lui le stava mettendo le mani ovunque mentre lei gli toccava il membro. La cosa continuo per alcuni minuti poi lei fece un sussulto più forte e lo abbandonò venendo da me. Non chiesi nulla a mia zia e lei non mi disse niente. Salimmo in camera. Continua a leggere Bagno caldo

Competizione in un vivaio

 

In un vivaio di piante lavorano delle ragazze. Samuele è un amico del proprietario.
Il ragazzo si sentì chiamare. Si voltò e vide Stefania, una ragazza bassa coi capelli mori e a caschetto, leggermente truccata in viso, che chiedeva aiuto a scaricare la terra. Era una dipendente del vivaio.
Samuele: “Ciao!”
Stefania: “Ciao, mi aiuti?”
Samuele: “Sì!”
Stefania: “Sai, con questo caldo mi sta venendo una voglia pazza di fare un pompino, ti piacerebbe se lo facessi a te?”
Samuele: “Dici davvero? Per me va benissimo, ma è meglio che ci nascondiamo là dietro!”
Stefania: “Oh, ora te lo tiro fuori e vediamo un po’… che cazzo, per la tua età non è mica male!”
Stefania iniziò a succhiare il cazzo di Samuele con molto impegno, finché non fu prossimo all’orgasmo
Stefania: “In bocca, mi raccomando, non mi spruzzare nel viso!
Samuele: “Oh no, sei troppo bella che la sborra ti rovinerebbe! Un attimo, baciami prima.
I due si baciarono, poi Samuele sborrò e Stefania succhiò tutto il suo seme.
Samuele: “Possiamo fare sesso?”
Stefania: “No, al massimo palpami dove vuoi, ma non ti farò vedere niente di me!”
Samuele ci rimase male ma le palpò le non esagerate tette e la figa, facendola sussultare. Continua a leggere Competizione in un vivaio

Dalla mia ginecologa

Ciao a tutti! Sono Silvia P. , ho 19 anni, e fantastico abbastanza spesso di avere
rapporti lesbici, specialmente con donne più mature: una di queste è senza dubbio la mia
ginecologa.
Mi ricordo che , quando ho incominciato ad averne bisogno, la mia mamma mi portò dal suo
ginecologo, un uomo vecchio e gelido come il metallo dei suoi strumenti… mi visitò, ma
l’esperienza per me fu così brutta che mi rifiutai di andarci ancora.
Allora, dato che per una ragazza è importante averne uno, i miei si rivolsero al medico di famiglia
che si decise a parlarmi al riguardo: mi disse che, se poteva farmi sentire più a mio agio, una sua
nipote aveva appena aperto uno studio di ginecologia; era giovane, ma soprattutto donna, così non
avrei avuto nessun problema di imbarazzo.
Così ci andai, trovandola incredibilmente simpatica, e da allora siamo diventate come amiche: lei
ora ha trentaquattro anni, è una donna alta, piuttosto piacente e rigorosamente single.
Quando persi la verginità a diciassette anni fu la sola “adulta” a cui raccontai tutta la storia, anche i
più piccoli particolari… lei mi ascoltava con dolcezza mista a professionalità, facendomi domande
precise e intime, a volte anche strane per un medico (tipo se mi era piaciuta quella o quell’altra cosa,
come avevo reagito io, etc).
Anch’io le ponevo delle domande sulla sua prima volta, e lei con gentilezza e complicità me ne
parlò, guadagnandosi la mia fiducia.
Insomma, come hai capito, non solo mi piace come tipo di donna, ma mi dà sicurezza e uno strano
piacere quando mi tocca per visitarmi, a volte anche un po’ rudemente, tastandomi con le lunghe
dita le pareti vaginali.
Così la sera, soprattutto le prime volte che ci andavo, mi mettevo a fantasticare su di lei, e su come
le piacesse visitare una ragazza giovane e carina come me…
Bene adesso è una di quelle volte, una visita di controllo, ed io sono nel suo studio, mi sto
spogliando anche sopra perché mi deve “palpare il seno”, una cosa di cui noi donne abbiamo un po’
paura, sai.
Bè, oggi lei ha l’aria un po’ strana, come sopra pensiero, mi osserva togliere la camicetta e la gonna,
poi anche la biancheria intima. Continua a leggere Dalla mia ginecologa

UNA GUARDONA SPECIALE(SECONDA PARTE)

II parte

Dopo circa una mezzoretta, il tempo di “rifocillarsi” un po’, il prof, chiede a Claudio, in maniera piuttosto sarcastica,  di poter chiavare la sua ragazza, obbligandolo a menarsi una sega.

Il prof: allora, bel giovanotto; col tuo  permesso, vorrei assaporare le carni della tua dolce fidanzata! Posso?

Claudio: certo! Se lei vuole!?

Il prof: tu, dovrai guardare e, segarti, come un porco dannato! Vero, Licia?

Licia: si! Adesso, dovrai fare tu, il guardone maniaco, Claudio! Inizia a guardare come, mi ficco questo giocattolo di gomma nel culetto! Cosi, ti si inizia a rizzare, nuovamente il cazzo!

Claudio: ok, come vuoi tu, amore mio!

Licia, si mise in piedi, inarcandosi a novanta gradi, mettendo in bella mostra, il suo prosperoso culetto; e, afferrato  il suo giocattolino di gomma, se lo ficca tutto dentro il suo retto!

Licia: guarda e segati, porco, pervertito!

Anche, l’arnese del prof, aveva ripreso vigore.

Il prof: adesso, basta, troietta pervertita! Vieni qua; e, inizia a succhiare il mio cazzo, da brava puttanella, vogliosetta! Mentre, questa checca del tuo fidanzato, ci guarda e, si masturba!

Il prof, si distese sulla poltrona, con l’asta carnea, ben eretta; e, Licia, gli si accovacciò accanto, infilandosela, tutta nella sua, carnosa bocca, succhiando e, leccando, vogliosamente, tirando fuori, tutto  il suo essere, studentessa sfogacazzi! E, mentre Claudio, si segava …… …………………: “ohh!! Mmm!!! Siii!! Adesso, mettila, gambe aperte sulla poltrona; e, leccale, leccale la figa; a quella zoccola, troietta! Ti prego, prof, leccale la figaaa!! Falla sentire, una puttana, siii!! Una lurida, puttanaaaa!!! Continua a leggere UNA GUARDONA SPECIALE(SECONDA PARTE)

Chi fa il miglior saggio ha … un rapporto orale

Eravamo una classe dell’Istituto Tecnico, la 2^H, composta da 17 alunni con solo una ragazza (carina) più grande di un anno, Elisa.

Era bionda e alta e tra l’altro fumava molto, un brutto difetto per una ragazza di quasi 17 anni.

Era un sabato di fine novembre ed entrammo a scuola, dove alla prima ora avevamo la prof. d’inglese, Angela Maria. Aveva circa 35 anni, era mora e soprattutto bella. Prima di iniziare la lezione ci disse: “Volevo dirvi che oggi, visto che siete tutti presenti, vi faccio fare un saggio con sorpresa.”

Tutti ci lamentammo e dicemmo che non era giusto. “Oh allora! – replicò lei – almeno fatemi finire il discorso. Dunque, stavo dicendo che è un saggio con sorpresa, non solo a sorpresa o a vostra insaputa. Chi avrà il voto più alto in questa verifica, avrà un rapporto orale.” Nessuno capì cosa voleva dire, ma nessuno glielo chiese. Quella frase poteva avere diversi significati, da un rapporto sul registro (poi perché, se ha il miglior voto della classe ?) a qualcosa di troppo forte per essere vero.

I saggi li portò il sabato successivo e tutti aspettavano con ansia il proprio voto.

La professoressa cominciò partendo dal voto più basso a quello più alto, fino al punto che non aveva nominato me ed Elisa. “Hai preso otto e mezzo e, per quanto riguarda te Ramando, hai preso otto più.” Disse la prof. Subito pensai: “Evviva! non mi farà rapporto sul registro.”

Ma rimasi impietrito quando assistetti a una scena a dir poco scandalosa!”

“Elisa – disse Angela Maria – vieni qui da me.” La ragazza eseguì immediatamente l’ordine ed era molto contenta per aver preso il voto più alto della classe. “Con 16 ragazzi su 17 proprio tu dovevi prendere il voto più alto? – disse la prof. ironicamente – va bene, almeno nessuno di voi maschi si potrà lamentare dicendo perché lui si e a me niente. Continua a leggere Chi fa il miglior saggio ha … un rapporto orale

La provetta

 

Arrivai in ritardo all’appuntamento e la dottoressa non mancò di notarlo “La sto aspettando da un quarto d’ora, lo sa?” “Ha ragione, mi scusi ma c’era traffico” fu la mia giustificazione. “Almeno avrà portato con se la provetta delle urine con se spero!” chiese il medico. Accidenti, me l’ero dimenticato, non avevo fatto la pipì dentro la provetta, che era vuota. E adesso chi glielo diceva a quella lì? Era una dottoressa veramente arrogante, sulla cinquantina, capelli corti e tinti di rosso. Era abbastanza magra e molto alta e portava gli occhiali. “Ehm, veramente ce l’ho la provetta, ma è abbastanza… come dire… è vuota!” dissi prendendola un pò in giro. “Senta, la mia pazienza ha un limite, se adesso esce di qui per andare in bagno i miei pazienti successivi in sala d’attesa si innervosiranno, per cui vadadietro a quella tenda e si dia una mossa” mi ordinò la dottoressa. Rimasi un po’ disorientato: come diavolo facevo adesso a fare pipì nella provetta? tra l’altro il mio glande era piuttosto grosso anche quando non ero eccitato, quindi risultava molto difficile orinare nella provetta in quelle condizioni. Comunque mi trovavo dietro la tenda e ci provai. Il risultato fu che già al primo schizzo ne cadde più sul pavimento che nella provetta, poi però riuscì miracolosamente a riempirla. Mi tirai su la lampo dei pantaloni e tornai dalla dottoressa. Continua a leggere La provetta

UNA GUARDONA SPECIALE(prima parte)

Una guardona speciale

Introduzione

Le ragazze e i ragazzi della generazione successiva alla nostra, risultano essere(io sono quarantenne), dal punto di vista erotico – sessuale, le più calienti e fantasiose, con fighe sempre colanti di umori vaginali(se ragazze) e, i più prestanti(se ragazzi).

Ma, vi sono “ragazze” che, amano le situazioni di sesso più strane, estreme e depravate; e, “ragazzi” cosiddetti. Versatili(bisex); o, addirittura effeminati, magari, regolarmente fidanzati, ma col vizietto; ovvero, con la propria partner che, ama guardarlo, mentre lui, spompina o, si fa inculare da un altro uomo maturo o, coetaneo; eccitandosi e, masturbandosi forsennatamente e viceversa.

Licia, è una bellissima studentessa universitaria, ventiduenne, non molto alta, terza misura di reggiseno, castana,  figa semi rasata e, un culetto, abbastanza prosperoso.

Lei, è una tipetta, molto caliente e troia nel sangue; ha la fighetta sempre bagnata, anche quando “è protetta da proteggi slip”; abbastanza esibizionista, indossa quasi sempre, jeans vita bassa molto aderenti,  perizoma colorati e, d’estate, ama mostrare il suo piatto ventre e, il suo eccitante ombelico.

Il sesso, per lei è il pane quotidiano; infatti, pur essendo fidanzata, ama molto scopare con altri, ragazzi e professori; e lesbicare con altre, colleghe studentesse e professoresse che, ci stanno. E, quando è da sola, si da piacere, praticando, sesso telefonico con sconosciuti, raccontando le sue fantasie più perverse e depravate; una di queste fantasie, è quella di vedere il suo fidanzato, Claudio, di due anni più grande, anch’egli studente, moro, alto un metro e settanta, fisico da fotomodello, a dir la verità, un po’ “femminiello”, spompinare e, farsi inculare da un uomo maturo. Fantasia che, realizza, di comune accordo.

Un uggioso venerdì mattina d’inverno, nella facoltà di giurisprudenza, frequentata da Licia e Claudio, non v’era lezione; e, i due ragazzi, decidono di trascorrere la mattinata, in un monolocale, fittato dalla loro comitiva, per passare le noiose e lunghe serate invernali.

Dopo, aver mangiucchiato e bevuto qualcosa, Licia, inizia a fare al fidanzato strani discorsi.

Licia: ascolta, amore mio! Tu sai che, a me, piace molto fare sesso, non ne posso fare a meno, sto sempre con il cazzo, in bocca, in culo e, nella figa, piace anche leccarla; e, in mancanza, passo, l’intera giornata a sgrillettarmi, come una forsennata; a volte, faccio sesso telefonico e, racconto a degli sconosciuti, strane fantasie.

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