Racconto di un pescatore

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Giorgio come tutte le domeniche si trovava su una riva di un famoso
fiume della pianura padana.
Il sole stava salendo e lui ormai aveva finito di pescare.
Si mosse con la barca verso l’insenatura che lui ed altri usavano come porticciolo, e noto’ subito che
qualcosa non andava per il verso giusto.
Vide un automobile di grossa cilindrata parcheggiata di fronte al capanno dove metteva a dimora gli
attrezzi e sentiva le urla di un uomo.
Attracco’ cercando di fare meno rumore possibile, scese e si nascose dietro il suo capanno cercando
di guardare da una finestra laterale cose stesse succedendo.
Rimase a bocca aperta nel vedere la scena che si svolgeva nel suo capanno.
Due energumeni vigilavano sulla porta mentre un terzo aiutava una elegantissima donna a
sodomizzare un uomo dall’apparenza insignificante, anche perché’ era nudo e riverso su un lettino e
di piu’ non si riusciva a capire.
Evidentemente era una specie di regolamento di conti che avevano pensato di regolare in un luogo
fuori da occhi indiscreti come quei capanni potevano sembrare a prima vista.
La donna dava ordini e l’energumeno eseguiva.
Il poveretto legato, urlava e supplicava pietà, mentre l’uomo alto circa 2 metri e una vita passata in
palestra gli infliggeva senza battere ciglio le varie punizioni.
La situazione non era del tutto chiara quando dopo pochi minuti, la donna inizio’ a spogliarsi.
Giorgio capì che forse non era un semplice regolamento di conti ma una pratica sessuale di quelle
strane che i ricchi si permettono e si organizzano perché annoiati e senza stimoli.
Nel pensare questo urto’ un attrezzo e fu scoperto.
Fu subito preso e portato in malo modo dentro al capanno.
La donna lo guardava con aria di sfida e mentre lui cercava di spiegare che quello era il suo
capanno lei continuava imperterrita a spogliarsi.
Rimase nuda, completamente nuda, e finalmente gli rivolse la parola.
” e cosi’ sei tu il proprietario di questo letamaio …. Bene per ricompensarti dell’utilizzo che ne
stiamo facendo ti onorero’ con le mie attenzioni sempre che tu non intenda invece essere PAGATO
dai miei ragazzi.”
Giorgio capi’ al volo e rispose che preferiva avere a che fare con lei, e che lui non avrebbe mai detto
nulla a nessuno e anzi se volevano potevano tornare li anche altre volte e lui non avrebbe più
disturbato.
La donna diede ordine ai ragazzi di spogliarlo.
I due giganti eseguirono l’ordine con estrema perizia e delicatezza, Giorgio aveva 23 anni alto 1,75
fisico normale, ma non certo atletico.
Giorgio chiese chi era l’uomo riverso sulla sua branda e la donna gli rispose con una sonora risata
che l’essere era il suo servo – marito.
La donna si avvicino’ a Giorgio, lo annuso’ a distanza e quindi lo tocco, prima sul petto poi scese e
senza tanti giri gli prese in mano il cazzo, aveva un colore scuro e un odore pungente, era sudaticcio
e dava l’impressione di essere molto poco pulito.
La donna lo palpo’ una o due volte e poi si annuso’ le mani e disse:
“Ci si lava poco da queste parti eh ?”
Giorgio arrossi’ e si spavento’ un poco ma la donna lo tranquillizzo’ subito
” ma la cosa non ci dispiace perché’ devi sapere che io ho sempre con me il cesso personale, eccolo
la sul tuo letto”
Il marito venne sbavagliato e gli fu ordinato di pulire con la lingua il cazzo di Giorgio; il quale fu
preso da un senso di angoscia e si senti’ sperduto.
Non aveva mai fatto certe cose e non sapeva come reagire.
Gli fecero capire tutto i due giganti che letteralmente lo sollevarono e lo portarono a portata di
“cesso”.
L’uomo, senza guardarlo neppure, apri’ la bocca e con la lingua si fece scivolare in bocca il cazzo di
Giorgio, che tra l’altro era molle come non mai.
L’uomo inizio’ a leccare esternamente le pelle del prepuzio e inizio’ a leccare le palle pelose e
puzzolenti.
Giorgio non capiva più nulla ma si rendeva conto che la cosa gli provocava un certo turbamento.
Si volto’ verso la donna che nel frattempo aveva iniziato a toccarsi il seno con una mano e la figa
con l’altra.
La donna vedendolo gli ordino’ di urinare nella bocca dell’uomo, ma Giorgio non riusciva proprio a
fare una cosa del genere, sia perché provava pena per l’uomo cesso sia perché non era in condizioni
per pisciare.
La donna glielo urlo’ di nuovo ma nulla!
Finche’ non gli arrivo’ un colpo preciso alla schiena e capi’ che doveva sforzarsi altrimenti le cose
sarebbero andate per il verso sbagliato.
Si concentro’ e finalmente inizio’ a pisciare; ne fece davvero tanta perché’ era da almeno 3 ore che
non pisciava più e rimase senza fiato quando si rese conto che l’uomo con in bocca il suo cazzo
aveva bevuto TUTTO! non gli era sfuggita nemmeno una goccia.
Stranamente finito di urinare si senti’ eccitato e in breve tempo gli si impenno il suo ragguardevole
cazzone.
Pian piano che si induriva gli si scopriva la cappella e cosi’ l’uomo li sotto pote’ con la lingua pulire
anche i residui biancastri e odorosi che si formano sotto il prepuzio.
Erano almeno due giorni che non si lavava e di roba sulla cappella e sotto il fungone ne aveva in
quantità, l’uomo ad un certo punto provo’ una smorfia di disgusto e Giorgio capendolo cerco’ di
ritrarsi, ma fu rimesso a forza al suo posto.
Con il cazzo in tiro al massimo Giorgio inizio’ a provare molto piacere per il pompino da favola che
gli stava facendo l’uomo e gli scappo un mugolio leggerissimo.
La donna a quel punto li interruppe e ordino’ loro di sedersi sul lettino.
Giorgio si sedette e noto’ che l’uomo affianco era completamente depilato e aveva una erezione da
paura.
Non aveva mai visto un uomo depilato e la cosa lo eccitava molto.
La donna se ne accorse e gli ordino’ di giocare con il cazzo del marito mentre le si sarebbe data da
fare con il suo arnese.
Gli si inginocchio’ di fronte e si infilo’ l’enorme cazzo di Giorgio fino in fondo alla gola.
A Giorgio manco’ il fiato per la forza e la precisione con cui si sentiva risucchiare il cazzo. Continua a leggere Racconto di un pescatore

Elena la moglie in calore

Moglie-zozzona-esibizionista-raccontieros
Io intanto tornai a casa per aspettare quella troia di mia moglie.
Lei entrò dalla porta ed io feci finta di essere sorpreso ed incazzato.
Lei tentava a malapena di coprirsi i genitali con quella minuscola giacchetta mentre io gli urlavo :
“troia dove sei stata in quelle condizioni”.
Lei farfugliando qualcosa cercò di giustificarsi come al solito di essersi masturbata in strada, io
replicai urlando :
“ma se sei piena di sperma dalla testa ai piedi e puzzi come una latrina, fammi vedere la figa!”.
Lei si mise sul divano e spalancò le gambe, io le mollai una sberla e le dissi:
“guarda in che condizioni ti sei fatta ridurre, hai una fregna viola e tumefatta nella quale ci
passerebbe un treno, senza parlare del buco del culo che sta ancora grondando di sperma e sangue”.
Ricordandomi allora quello che le aveva fatto il padrone del negozio gli infilai tutta la mia mano
dentro la figa, ma per non essere da meno gli misi dentro anche l’altra e cominciai a stantuffare con
tutte e due le mani, intanto feci partire la videocassetta che precedentemente avevo messo nel
videoregistratore.
“Guarda in che condizioni ti sei fatta sfondare puttana”,
urlai a mia moglie; io continuavo ad andare su e giù mentre lei cominciava a godere e la fregna
assumeva dimensioni enormi.
Intanto il filmato partii proprio con la mano del proprietario del negozio tutta dentro la figa di mia
moglie, le se ne accorse e tentò di bloccare la trasmissione io allora la fermai e senza pietà
cominciai ad incularla violentemente.
“E così ti sei masturbata in strada”,
urlai mentre nel video passavano le immagini di Elena chiavata in bocca e nell’ano.
Lei era ammutolita non rispondeva e rivedendosi così troia ricominciava ad eccitarsi nuovamente.
Quando io rividi i cinquanta uomini che entrarono per scoparsi mia moglie le venni violentemente
nell’ano, mentre lei venne masturbandosi con il telecomando quando si rivide pisciata in faccia da
tutti.
Alla fine di tutta la rappresentazione lei si vergognava come una matta e io le dissi che se deve farsi
scopare in quella maniera allora bisognava cercare di guadagnarci qualcosa.
Il giorno dopo andammo da un produttore di film pornografici che mi aveva segnalato il
proprietario del negozio di videocassette.
Ci accolse subito nel suo studio, era un lercio grassone che disse:
“così sua moglie vuole fare l’attrice porno?”
Lei rispose subito:
“Si”,
“bene disse lui”
alzandosi verso di lei ,
“spogliati che vediamo come sei fatta,”
lei mi guardò io acconsentii e lei cominciò a togliersi i vestiti, rimase a seno nudo che il grassone
cominciò subito a palpeggiare, si tolse la gonna e rimase in reggicalze, non si era messa il perizoma
ed il tipo le mise la mano nella figa per vedere quanto grande fosse.
“Bene”, disse
“non sarà difficile farti scopare da tre o quattro uomini, ma all’inizio dovrai cominciare dal basso,
inginocchiati e fammi un pompino!”
Lei subito mi guardò e cominciò a succhiarli l’uccello.
Intanto entrarono due uomini con un grosso cane alano, capìì subito cosa stava per succedere ma
Elena non vedeva dietro le spalle.
Il cane cominciò a leccarli la figa, aveva già il cazzo tutto in tiro,
Elena si accorse di quello che accadeva e smise di spompinare il produttore dicendo che non voleva
farsi penetrare da un cane, lui si sedette e li rimpiazzò la bocca sul suo cazzo dicendo che se voleva
diventare un’attrice porno doveva cominciare dagli animali.
Io ero viola di vergogna e di rabbia non sapevo dove mettermi , il produttore mi guardava ridendo
mentre l’alano avvinghiò mia moglie messa alla pecorina con le zampe anteriori e cominciò a
chiavarla. era una scena torrida mia moglie scopata da un cane che con foga la stantuffava mentre
spompinava l’uccello del grassone, vennero tutti e tre contemporaneamente, il produttore sborrò in
bocca a Elena che con compiacimento di tutti inghiotti tutto lo sperma.
Il cane, che con il suo grosso cazzo rosso paonazzo entrava ed usciva freneticamente dalla figa
enorme di mia moglie, con un mugolio le venne nella fregna ed Elena anche lei da schifosa maiala
si fece venire l’orgasmo dalla penetrazione di un cane.
Dopo che il cazzo del cane non senza difficoltà fu estratto da mia moglie il proprietario cominciò a
tirare fuori i contratti, mentre gli altri due muscolosi buttafuori già nudi ed eccitati con due cazzi
enormi si presero Elena, ancora frastornata, e se la scoparono a sandwich, uno la stantuffava
nell’ano e l’altro in figa contemporaneamente.
Era la prima volta che mia moglie si scopava degli sconosciuti con me presente in sala e questo la
eccitava ancora di più perchè nel mentre che firmavo le formalità lei mi urlava di guardarla come
godeva.
Finito di firmare i contratti presi il cane con il quale mia moglie avrebbe dovuto convivere per un
mese prima del film ed andai a casa lasciando Elena a gambe spalancate e fregna gocciolante che
non aveva ancora finito di essere sbattuta dai due energumeni, le sarebbe servito come allenamento.

QUELLA PORCA DI MIA MADRE 2

Era un’estate iniziata come tante altre mia madre mi chiese di accompagnarla in vacanza, mentre mio padre restava a casa dato che doveva lavorare, andammo a stare una settimana nella nostra villetta la mare.
Il giorno dopo che siamo arrivati mia madre mi propone di andare al mare e ci dirigiamo verso la spiaggia però non notai subito che si trattava di una spiaggia per nudisti, a mia madre piace molto stare nuda a prendere il sole,in fatti quando mio padre non c’è in villa prende sempre il sole nuda in terrazzo, ma a me non piaceva, mi sentivo a disagio tutte le volte che mi ha costretto ad accompagnarla e mi mettevo nudo mi veniva sempre il cazzo duro e mi mettevo in imbarazzo anche se negli ultimi anni ho imparato a controllarmi un po’, comunque arriviamo in spiaggia troviamo un posto dove stendere i due asciugamani e poi iniziamo a spogliarci, mia madre inizialmente resta in costume poi toglie il reggiseno mostrando la sua bella quinta naturale e dopo le mutandine mostrando la sua fica pelosa ma ben curata e le sue cosce da 48 enne grosse con un sedere altrettanto grosso anche se con qualche smagliatura,ma nel complesso una donna eccitante, tantè che molti uomini e ragazzi si giravano verso di lei a guardarla.
Mia madre andò a farsi il bagno mentre io restavo sulla spiaggia poi al suo ritorno si asciugò mettendosi al sole ed io mi andai a fare il bagno, dopo un po’ che ero in acqua mi girai verso la spiaggia e notai che mia madre non c’era allora uscii dall’acqua e mi feci un giro per tutto lo stabilimento balneare per trovarla, fino a quando arrivai in una specie di vicoletto e mi ritrovai una scena incredibile mia madre che scopava con tre uomini, uno nella fica, uno nel culo e uno in bocca per la sua insaziabile voglia, mi sono goduto tutta la scena di come la montavano da vera vacca fino a quando le sborrano da per tutto, dopo di che vado via per non farmi vedere ma quella scene mi era rimasta impressa e mi ha eccitato tantissimo, arrivo in spiaggia e una quindicina di minuti dopo arriva mia madre con un aria stremata:
< mi spalmeresti l’abbronzante voglio prendere il sole>
< si certo >
lei si sdraio a pancia sotto ed iniziai a spalmarle sulle spalle e fin sulla schiena l’abbronzante, però mentre lo facevo avevo sempre davanti agli occhi la scena di poco fa e il pene mi veniva durissimo tanto che mentre le spalmavo l’olio il mio cazzo si strusciava prima sul suo culo e poi sulla sua coscia ma lei anche se sono sicuro che se ne era accorta non mi aveva detto nulla, dopo aver finito vada a farmi nuovamente il bagno per cercare di raffreddare i bollori.
Arrivata l’ora di pranzo andiamo a casa e tutta la giornata prosegue normalmente, il giorno dopo andiamo al mare però mi porta presto ad una spiaggia libera dove non c’era nessuno e anche li si mette nuovamente nuda:
< ma qui non è una spiaggia nudisti>
< si lo so ma visto che non c’è nessuno e da qui il nudismo e praticato non ci trovo nulla di male a stare nuda>
<ok>
< dai togli anche tu il costume, se dovesse venir gente allora te lo rimetti>
io avevo il pacco che si stava gonfiando, oltre ad avere sempre quella scena di ieri in testa non scopavo da circa un mese ed avevo le palle davvero gonfie e prima o poi sarei esploso, mia madre nel frattempo si sdraia a pancia sotto sull’asciugamano e mi chiede di spalmarle l’abbronzante io come sempre obbedisco, parto dalle spalle e continuo fino a fermarmi sopra la schiena:
< dai continua anche sul culo e sulle cosce>
< va bene>
continuai ed arrivai a spalmarglielo anche sul suo culone, lo accarezzavo da tutte le parti e a lei sembrava piacere:
< ma lo sai che sei bravo >
< grazie e tu hai davvero un bel culo lo sai?!>
< davvero? Ti ringrazio.allora ti do il permesso di massaggiarlo tutto il tempo che vuoi>
< ti ringrazio >
cosi continuai le accarezzai il culo, nel farlo scesi fra le sue natiche fino a trovare il suo ano, lo massaggiai un po’, poi delicatamente li feci entrare il mio indice destro tutto dentro, lei sobbalzò un attimo e poi inizio a dondolare il suo culo per far meglio entrare il mio dito, iniziai a muoverlo su e giù:
<dai su continua, non ti fermare >
così continuai, poi con le altre dita scesi più giù e le toccai la fica che era tutta bagnata e si stava aprendo per l’eccitazione, a quel punto tolsi l’indice dal culo di mia madre e lo feci entrare insieme al medio nella sua vagina e la masturbai tutta, mentre il pollice lo affondai nel suo ano:
< dai si continua non fermarti sei bravissimo>
lei ansimava sempre di più, mentre nella sua fica sentivo lo sciacquettio delle mie dita segno che si stava bagnando tutta, poi:
< perchè non ti siedi sulle mie gambe e continui da li il tuo massaggio?!>
così feci mi sedetti sulle sue gambe e continuai a masturbarla, mentre con il bacino muovevo avanti e in dietro il mio pene oramai indurito che strusciava fra le sue natiche sfiorando il suo ano, non ce la facevo più dal mio pene iniziavano ad uscire le prime gocce di sperma segno che stavo per cedere, a quel punto tolsi la mano dalla fica di mia madre mi misi su di lei, puntai il mio pene sul suo ano e lo spinsi prima con un po’ di forza e poi entrò tutto dentro il suo culo,lei sbattè un po’ il culo per agevolarmi l’ingresso, la bloccai con le braccia e iniziai a spingere:
< siiii bravissimo continua così più forte dai più forte montami come una puledra fammi sentire tutta la tua mazza dentro il mio culo>
non mi feci pregare e continuai , ma dato che ero straeccitato dopo pochi colpi venni subito e le riempii il culo di sborra, restai un po su di lei e poi le sfilai il cazzo dal culo e mi sedetti accanto a lei, mentre mi stavo alzando per andare a fare il bagno mi fermò:
< bè ora che mi hai messo la voglia ti vuoi fermare così?>
si girò a allargò le gambe come in una spaccata invitandomi ad entrare anche nella sua fica e così feci la presi da sotto le cosce e la penetrai iniziai a pomparla con sempre più forza sempre più velocemente fino a quando non venimmo insieme lei mi bagnò tutto il pene e l’asciugamano dei suoi umori e io le sborrai nella fica tutto lo sperma che mi restava, diedi qualche altro colpo per far uscire anche l’ultima goccia di sperma e poi le sfilai il cazzo dalla fica che lei prontamente prese a leccare tutto, poi mi alzai e andai a farmi il bagno:
< sei stato davvero bravissimo, non pensavo avessi una mazza così grossa e dura, la prossima volta che hai bisogno di sfogarti fammi sapere sono a tua disposizione>
< grazie sei una mamma speciale> e così andai a farmi il bagno ,ma da quel giorno in avanti tutte le volte che dovevo sfogarmi sapevo come fare.

 

By Edo Phoenix

La puledra e il suo stallone

puledra-stallone-raccontiEros
Paola e Giorgio sono due amanti felici, perche’ fin dal loro primo incontro fu evidente che entrambi
amavano il sesso in tutte le sue manifestazioni comprese le piu’ strane anomalie e perversioni, e
quindi avrebbero potuto trarre dai loro rapporti il massimo piacere. Paola adorava le calze a rete a
mezza coscia, i guanti di pelle nera al gomito, le tute e le scarpe di vernice a tacco alto: cosi’ vestita
si sentiva tremendamente su di giri, pronta a tutto, perversa ed eccitata prima ancora che Giorgio
iniziasse ad esibire il suo robusto membro di proporzioni molto interessanti.
Le piaceva molto iniziare l’incontro pomeridiano in chiave sadomaso: Giorgio era ammanettato e
ridotto alla catena, come un cane in attesa del padrone. Il suo uccello a quel punto era gia’ eretto e
duro e lei si sditalinava con le dita guantate di pelle nera come antipasto, finche’ le prime gocce di
umore non iniziavano a bagnare i guanti attillati ed elastici.
Giorgio doveva renderle un dolce omaggio, passando la punta della sua lingua sulle scarpette di
vernice lucente, finche’ Paola non si dichiarava soddisfatta del suo attaccamento e, fattolo rialzare,
lo ricompensava masturbandolo teneramente, mentre lui fissava in estasi il suo viso truccato da gran
puttana, dagli occhi lucenti e invitanti e dal sorriso avido e lussurioso. Con una mano gli stringeva
al collo ansante una corta catena e con l’altra manovrava decisa il cazzo sussultante, fino a quando
non aveva raggiunto la grandezza e la durezza ottimali per il coito. Allora si stendeva folle di voglia
sul divano ricoperto di pelliccia bianca e mostrava il culo invitante e morbido a Giorgio che si
infilava con un gemito di sconvolgente estasi e libidine nella bella fighetta aperta e rosseggiante tra
il pelo biondo scuro, che attendeva solo quel momento per riempirsi di umori e vibrazioni.
Mentre lui scopava con furia selvaggia, Paola apriva ad una ad una tutte le lampo della tuta di pelle
nera e ne estraeva i seni gonfi di desiderio, che prima avrebbero assaggiato i dolci pizzicotti e le
carezze delicate dei suoi guanti lascivi, e poi le carezze piu’ calde e umide della lingua saettante di
Giorgio… Quando il cazzo si metteva a pulsare sempre piu’ velocemente e Paola si accorgeva che
l’orgasmo era vicino, abilmente si sfilava quel bel pistone di carne dalla figa e, con pochi movimenti
veloci del pugno, lo faceva esplodere con schizzi di sborra calda sul proprio ventre, contratto da
quel piacere intenso ed appassionante.
Era bellissimo infatti costringere poi Giorgio a piegare il viso sudato tra le sue cosce, a strofinare il
naso tra i riccioli biondi del pube, raccogliendo con la lingua le gocce di sperma rimaste invischiate
e ripulendo alla perfezione con colpi magistrali di lingua il suo sesso ancora umido e pulsante. Il
piacere che le procurava tutto questo rituale la eccitava ancora,
e stavolta era la sua bocca calda ed esperta a prendersi cura del cazzone dell’amante, imboccandolo,
lisciandolo con la linguetta agile e maliziosa, succhiandolo teneramente, finche’ il molle ciondolo
non riprendeva vitalita’ e forza e non riempiva di gioia la sua bocca avida di troia navigata.
L’arte del pompino l’aveva imparata da una vecchia zia viziosa di Bologna, che per anni l’aveva
esercitata con entusiasmo e passione, e che l’aveva trasmessa alla nipotina tanto bene che in breve
l’allieva aveva superato la maestra. Paola ricordava ancora, a distanza di anni, i pomeriggi interi
trascorsi a succhiare cazzi finti di pelle e di gomma dura, sotto lo sguardo vigile ed eccitato della zia
Luisa, finche’ non era stata soddisfatta dalla sua perizia di succhiacazzi e le aveva consentito per la
prima volta di sperimentare un cazzo vero, quello sodo ed animalesco del garzone del lattaio, un
ragazzone muscoloso e virile di diciotto anni che la zia aveva traviato un anno prima e che tutti i
giorni si fermava da lei per fornirla oltre che di latte, anche di sperma fresco (o caldo)..
Quando Paola succhiava Giorgio, chiudendo gli occhi, aveva ancora l’impressione di spompinare
quel ragazzo superdotato di cinque anni fa. Dopo di lui era stata la volta di altri trenta, cinquanta,
cento uomini, alcuni presi anche in coppia o addirittura a tre per volta! Fino a quando non aveva
incontrato Giorgio, lei non aveva avuto piu’ ritegno alcuno, e il sesso era diventata l’unica sua
ragione di vita. Ora la verga esigente ed instancabile di Giorgio aveva riempito la sua mente, la sua
vita e sentiva che non ne avrebbe avuto piu’ necessita’ di altri per un bel pezzo.. Anche se non per
sempre! La sua calda sborra era densa e saporita come uno sciroppo, e quando gliela riversava in
bocca o nella fighetta golosa, le pareva di essere in paradiso: la ingoiava avidamente, come un
nettare divino, se la faceva colare lentamente tra le labbra, l’assaporava gioiosa e sensuale come una
cagna in calore. In quei momenti non si sentiva piu’ una dominatrice di uomini sicura di se’ ed
esperta tanto con la frusta che con le catene, ma diventava una puttana vogliosa, una vacca, una
schiava d’amore pronta a tutto pur di godere e di far godere il suo maschione. Si apriva la figa con
entrambi le mani e supplicava Giorgio di possederla fino a farla urlare dal desiderio e dal piacere,
infilandole con violenza il cazzo dentro fin negli intestini, sfondandola davanti e di dietro, e
riempiendola di sperma fino alle orecchie!
In quei momenti lui, da stallone sottomesso, diventava il suo padrone indiscusso ed assoluto, e il
suo uccello era lo strumento della schiavitu’, lo scettro del potere, un vero e proprio bastone del
comando.. Simbolico e letterale.. Le urla di piacere selvaggio di Paola riempivano tutto
l’appartamento mentre Giorgio la violava posteriormente, dilatandole il culetto
deliziosamente stretto e verginale e inculandola con la passione di un uomo delle caverne che abusa
bestialmente per la prima volta della sua donna, e ne scopre inaspettatamente delizie nascoste. Continua a leggere La puledra e il suo stallone

Sesso … da Morire

sessodamorire-raccontieros

Finalmente mi ha invitata a cena a casa sua. E sarà una serata davvero speciale visto che ogni volta
che mi vede “mi mangia con gli occhi”. E’ un ragazzo molto bello, alto, muscoloso, capelli neri,
occhi scuri, orecchino (che io trovo molto sensuale), e penso che a letto sia una forza!
Vediamo, cosa mi metto? Qualcosa di molto sexy … reggiseno di pizzo nero, perizoma di pizzo
nero, calze autoreggenti, maglietta di pizzo molto trasparente, minigonna, tacchi alti. Mmmm,
penso proprio di riuscire a fare colpo così.
Trucco leggero, tranne la bocca … rossetto rosso fuoco che evidenzia bene le mie labbra carnose;
capelli lunghi, sciolti, sulle spalle.
Sono già eccitata da morire al pensiero delle sue mani sul mio corpo, della sua bocca che lecca ogni
centimetro di me. Mmmm, ho una voglia incredibile di sesso. Comincio a toccarmi in mezzo alle
gambe, penetrando nella mia fica con quasi tutta la mano … mmmm … non mi basta; vado di là, in
cucina, e prendo uno di quei grossi cetrioli. Sono eccitata e la mia fica è bagnatissima. Allargo le
gambe, tiro su un po’ la gonna, scoprendo del tutto le mie gambe, e appena il mio sedere rotondo e
sodo; scosto un po’ le mutandine e comincio a strusciarmi sulla fica quell’enorme cetriolo … mmmm
… oh Dio ho i brividi che mi percorrono tutto il corpo; me lo infilo tutto dentro, lo tiro dentro e fuori
prima lentamente … così … mmmm … e ora più veloce, veloce … aaahhh … mi sento morire dal
piacere, sto per venire … aaahhh … fantastico!
Sono in ritardo, mi ritocco un po’ il trucco; mi viene un’idea; mi metto un dito in mezzo alle gambe,
tiro fuori un po’ del “mio liquido” e me lo metto sul collo, come profumo. Mi sa che mi salta
addosso appena entro. Va beh, correrò il rischio.
Bene direi che ci siamo. Esco di casa e mi avvio verso il suo appartamento. Per strada tutti mi
guardano. E’ una cosa che mi fa impazzire, tutti questi occhi puntati addosso, che mi desiderano,
che mi vogliono. Mi piace essere bella, sensuale, desiderabile …
Eccomi arrivata. Suono il campanello; lui mi viene ad aprire dopo qualche secondo. Oh Dio è
proprio bello: jeans, maglietta nera, aderente, senza maniche, che mette in risalto tutti i suoi
muscoli; capelli tirati un po’ su, con un po’ di gel. Mi guarda, mi fa i complimenti, mi da due baci
sulla guancia come saluto. Deve aver sentito l’odore della mia fica, che mi sono messa addosso; ho
visto il suo pene indurirsi sotto i pantaloni.
Mi fa entrare, mi offre un bicchiere di spumante, facciamo un brindisi; lui attacca un po’ di musica,
ci mettiamo in divano e chiacchieriamo un po’. Lui mi osserva … mi guarda le gambe quasi
completamente scoperte, il seno che si intravede sotto la maglietta trasparente, la sensuale bocca
rossa. Glielo leggo negli occhi quello che mi vorrebbe fare …
Si avvicina alla mia bocca continuando a fissarla, mi annusa; il mio odore lo fa impazzire. Comincia
a baciarmi e a leccarmi le labbra, il collo. Mi mette una mano sulla gamba e comincia ad
accarezzarmi, salendo sempre più su; mi alza la gonna, scoprendo il mio sedere e la mia fica,
appena coperta dal piccolissimo perizoma di pizzo. Mmmm … mi fa impazzire, sento le sue mani
che scostano le mutandine ed entrano nella mia fica … mmmm e poi risalgono prendendomi il
sedere, e poi più su tirandomi giù il reggiseno, scoprendomi così del tutto i seni, che prende tra le
mani. Sono bagnatissima, eccitata da morire. Voglio sentirlo tutto dentro di me, voglio che mi
faccia morire di piacere.
Continua a toccarmi dappertutto, senza staccare le labbra dalla mia bocca e dal mio collo. Mi
spoglia, completamente nuda; lui ancora vestito mi prende in braccio. Sento i suoi muscoli sul mio
corpo; mi distende delicatamente sul suo letto, continuando a baciarmi e a toccarmi. La sua mano
entra ed esce da me, facendomi impazzire.
Sento la sua lingua, la sua lingua che, dal collo, comincia a scendere … mi prende in bocca i seni ,
mordendoli; poi scende sul ventre, ed arriva alla mia fica. Mmmm me la lecca tutta … mi penetra
con la lingua … me la bacia. Mi fa impazzire. Poi scende ancora e mi lecca le gambe; poi risale e si
ferma ancora a leccarmi la fica … mmmm …e i seni … e il collo … e la bocca.
Mi gira a pancia in giù e ricomincia a baciarmi e a leccarmi la schiena, il sedere, e ancora la fica …
mmmm. Si ferma, si spoglia continuando a guardarmi e a desiderarmi più che mai. E’
completamente nudo anche lui ora; ha un corpo splendido e un pene meraviglioso, grande,
durissimo. Mi avvicino a lui, glielo prendo tra le mani; lui mi guarda eccitatissimo; poi mi avvicino
con la bocca, comincio a leccarglielo, a baciarlo, lo prendo in bocca quasi tutto … mi piace da
morire il suo pene, lo sto facendo impazzire. Continuo a leccarlo, a prenderlo in bocca fino alla
gola, gli faccio passare la mia lingua tutta attorno … mmmm … lo prendo ancora in mano, lo faccio
passare tra i miei seni, lo riprendo in bocca … poi mi fermo, non voglio che goda ora, deve godere
dentro di me; mi rimetto sul letto a pancia in giù; lui si mette sopra di me, e mi penetra da dietro …
mmmm … Appena me lo mette dentro, mi sento già impazzire dal piacere. Comincia ad andare su e
giù, con quel pene durissimo … e dopo qualche secondo … aaahhh … la testa mi gira, i brividi mi
pervadono il corpo, sento il suo respiro sempre più forte su di me, e … godiamo tutti e due insieme
come matti, sento il suo sperma che mi riempie. Oh Dio, fantastico!
Non mi basta, lo voglio ancora, e anche lui, lo sento, ce l’ha ancora duro. Tiro su un po’ il sedere, lui
me lo tira fuori dalla fica e me lo mette nel culo. Il buco è ancora stretto, lo bagna con la lingua …
mmmm … mi fa morire … ed entra lentamente con il pene, piano, un po’ alla volta, ecco è tutto
dentro … aaahhh … muoio … mi piace da morire … mmmm … comincia a muoversi, sento le sue
mani che mi stringono i fianchi, sento il suo respiro … mi fa impazzire … mmmm … e godiamo
ancora tutti e due insieme. Oh Dio ho ancora il corpo che trema dal piacere.
Lo tira fuori, si distende accanto a me, mi mette un braccio sopra il corpo, e ci guardiamo, a lungo,
negli occhi. Non c’è bisogno di parole.

Sara

scopo-la-mia-ex
Quando entrai, l’ingresso era in penombra, Sara teneva le persiane chiuse per il caldo, entrai e mi
chiusi la porta alle spalle mentre lei si era già incamminata precedendomi, verso camera sua.
Quella casa la conoscevo bene, l’avevo frequentata per anni, eppure mi sembrò estranea, o
cambiata.
In realtà non era cambiato nulla.
Il grande salone a destra dell’ingresso, col pianoforte alla parete, in fondo, e il tavolo quasi al centro
della stanza, i quadri di Enrico Baj e Mirò, la Menorah sul caminetto, la grande libreria dietro il
muretto basso in pietra serena, proprio davanti alla porta.
Sara camminava davanti a me, con indosso una maglietta bianca, a piedi nudi, senza mutande.
La maglietta arrivava appena sotto le cosce, a coprire il bel sedere tondo.
Aprì la porta di camera e andò spedita verso la finestra.
Sotto il davanzale, in terra, una grande busta della spesa piena di roba.
“Tieni” – mi disse e mi porse una bustata di libri e quaderni buttati alla rinfusa.
Presi la busta in braccio e le chiesi se non aveva una borsa di tela o qualcosa che non rischiasse di
rompersi.
“Non ho una borsa da darti, ne hai già una delle mie, anzi la potevi portare eppoi cosa vuoi sei tu
che devi portar via le tue cose per me restano qui”.
Era davvero arrabbiata, gli occhi stretti e tutto il corpo teso, io le dissi parliamo perché la tensione
mi faceva star male e perché andar via così mi era impossibile, la carezzai sul bel viso moro e
abbronzato, voltò la testa di scatto a sinistra, ritraendosi.
Le sfiorai i capelli ricci che sentivo morbidi e bellissimi al tatto, lei allora non si ritrasse, mi
abbracciò forte piangendo e la sentivo tutta addosso a me, quel bel corpo caldo al già caldo
pomeriggio di luglio.
Mi faceva sentire un carnefice.
Poi sapeva bene che questo che succedeva, era un groviglio di contraddizioni.
Di amori che si intrecciavano, di infedeltà incrociate, intrecciate dal tempo nonostante il grande
affetto e l’amore che avevamo da darci.
Anch’io la strinsi forte a me, ero commosso, non sapevo cosa dire, mi veniva da piangere.
Sara mi parlava tra singhiozzi, sospiri, diceva
“io non ce la faccio, non posso non posso mi manchi da impazzire mi manca il tuo bel corpo il tuo
profumo mi manca fare l’amore con te”.
Mi implorava di ripensarci che lei capiva, che mi ero preso una sbandata estiva, che Mariella non
mi amava, e che neanch’io l’amavo, che era un’ipocrita falsa bugiarda, una falsa amica, una troia.
Era vero che non l’amavo. Forse.
Parlava di Mariella e sapevo che aveva anche ragione.
Questo era il problema, sapevo che Mariella era il mio paese dei balocchi, non un amore e che le
prime tempeste ci avrebbero sbriciolato.
Ma adoravo quel Luna Park, quel paese dei balocchi in cui smarrirmi, vendere l’abbecedario,
diventare asino.
Disse “io lo so che non l’ami quella merda e lo so che stai facendoti male per conto tuo. Resta qui
oggi. Non andare. Resta qui e stai con me.”
Si stava così in piedi, in camera sua, abbracciati e stretti e lei mi baciava sul collo, accarezzandomi
la testa.
Le dissi
“Non si può, io ho deciso Sara, non si può continuare così lo sai…”
Mentre parlavo la sua mano si spinse tra di noi, dentro il nostro abbraccio, sulla mia pancia e sotto
la cintura dei pantaloni.
Mi massaggiava e era già duro per conto suo.
Sara si inginocchiò lentamente, dopo avermi sbottonato la camicia, e i pantaloni.
Le tenevo la testa tra le mani chiamandola puttana, tegame, succhialo troia…
Era il nostro modo di giocare.
La sentivo sorridere mentre mi faceva il pompino, ogni tanto alzava la testa e sempre tenendolo in
bocca mi guardava con gli occhi ben aperti.
Mi appoggiai al muro, accanto alla porta di camera.
Le dissi
“Sara, voltati”.
Sara smise di succhiarmelo e si mise a quattro zampe sul pavimento porgendomi il culo. Continua a leggere Sara

IL CAVALIERE, LE CORTIGIANE E LE SOUBRETTE(iii ATTO)

III atto
Bunga bunga
La settimana successiva, il prof Paolone, si presenta con le due “pollastre” al castello del cavaliere; e, questa volta, a fare gli onori di casa, è donna Vittoria.
Il prof: buongiorno, donna Vittoria! Ho appuntamento con il cav Rodolfo.
Donna Vittoria: oh! Professore illustrissimo, i miei rispetti! Loro, sono le due ragazze!?
Il prof: sì, ve le presento; lei, è Rosistella Galatini, soubrette; e lei, è Caterina detta Catia, “Velina”. Ragazze, lei è donna Vittoria, la governante del cav Cavalcanti.
Rosy: molto lieta! Mi può chiamare anche Rosy.
Catia: Enchanté!
Donna vittoria: attendete un attimo che, vi annuncio al cavaliere.
Il prof: prego!
Donna vittoria: permesso, cavaliere?
Il cav: avanti!
Donna Vittoria: scusate, cav, di là, c’è il prof Vaccariello con le due ragazze.
Il cav: prego, lo faccia accomodare!
Il cav: oh! Caro professore!
Il prof: esimio cavaliere! Le presento queste due splendide girl’s.
Ul cav: incantato dalla vostra bellezza! Piacere, Rodolfo cavalcanti.
Rosy: grazie, molto gentile; io, sono Rosistella; ma, mi può chiamare pure Rosy; e, sono una showgirl.
Catia: piacere è mio; io, mi chiamo Caterina; ma, tutti mi chiamano Catia e, sono una velina.
Il cav: suppongo che, il qui presente prof Vaccariello, detto simpaticamente: “ditta Paolone & Vaccariello”, per il suo essere traffichino, da buon napoletano, vi abbia già accennato il motivo per cui, vi ho fatte venire qui.
Rosy: sì, sì, ha parlato di una festa in suo onore.
Il cav: trattasi di una festa; ma, contornata da una buona dose di sesso, sesso sfrenato ed anche un pochettino estremo; ovviamente, in cambio di un ottima ricompensa, economica e di carriera, sia nel mondo dello spettacolo , sia nel mondo della politica; il tutto, subordinato alle vostre prestazioni sessuali, ovvero al vostro essere più porche e zoccole possibili.
Rosy: o, se è per questo, non ci sono assolutamente problemi, caro cavaliere! A me, è sempre piaciuta la politica, mi sarebbe piaciuto fare la deputata o, la senatrice; e, per raggiungere tale obbiettivo, sarei disposta a tutto, il mio livello di troiagine non ha limiti, leccherei e succhierei i cazzi di qualsiasi dirigente; e, se fossero donne, la mia lingua, non esiterebbe neanche un minuto a lustrare le loro fighe, mi farei aprire la fregna, penetrare il culo fino a sfondarmi il retto, da qualsiasi cazzo, di qualsiasi misura, anche di colore!
Il cav: bene, bene, grande troia, la ragazza! E tu, Caterina?
Catia: beh! Anch’io, la penso alla stessa maniera; visto che, in buona sostanza, per avere successo nella vita, bisogna vendersi tutto; io, sarei disposta anche a vendermi mia madre, se, ce l’avessi ancora in vita.
Il cav: perfetto, cosi mi piacciono le femmine, servili, luride e sgualdrine, sessualmente parlando. Che dice, prof, le facciamo accomodare nella sala dei letti; cosi, le facciamo esibire in un lesbo-show? So, che a lei piace tanto.
Il prof: ah! Per me non ci sono problemi, le lesbicate, mi fanno impazzire, mi eccito in un battibaleno, quasi, quasi, sborro nelle mutande! Che ne pensate, ragazze?
Rosy: magnifico! Tanto noi, siamo bisex, ogni tanto, una lesbicata fra di noi ce la facciamo, vero Catia?
Catia: confermo, la mia figa, si è già inumidita, cola!
Il cav: perfetto; ora, ci facciamo servire dalle mie cameriere, un ottimo caffè con degli squisiti frollini, fatti dall’esperte mani della governante donna Vittoria!
Dopo che ebbero sorbito il caffè e, mangiato i frollini, i due pervertiti, in compagnia delle due porche ragazze, si accomodarono nella sala dei letti, sala dove, l’arzillo e perverso cavaliere, dava sfogo alle sue voglie più indicibili.
Il lesbo-show, s’aperse con un eccitante strip, con annessa pizzica tarantata, ballo molto gradito ed apprezzato dal cavaliere; che, assieme al suo compagno di merenda Paolone, era seduto in poltrona, con un pizzico di voyeurismo, si masturbava divinamente; pardon, si masturbavano entrambi.
Il cav: guarda, Paolone, che spettacolo meraviglioso! Sì, sì, sculettate e contorcetevi come due zoccole accaldate! Toglietevi le mutandine mentre ballate! Mmm!!! Che gran troia, la Rosy! A questa, gli farei fare la ministra della salute pubblica, sotto la scrivania., però!
Il prof: anche la Catia, è una gran porca, guarda un po’ come sbaciucchia bene! Mmm!!1 sì, cosi, succhia, lecca, torturale i capezzoli a quella troia focosa della Rosy!
Dopo quel lussurioso spettacolo preliminare, le due girl, si distesero sul lettone che, il cavaliere, aveva sistemato appositamente in un angolino della grande sala dei letti; e, inscenarono un bel lesbo-sessantanove.
Rosy: dai, Catia, da brava, ti prego! Affonda la tua bollente lingua fin’infondo alla mia fregna, bagnata fradicia! Ohhh!! Sto sbrodando come una troiaaa!!! Ahhhh!!! Che voglia di cazzo che, mi è venuta!
Catia: anche tu, fa entrare la tua lingua nella mia fighetta colante! Senti, com’è bollente e ben lubrificata! Sììì!!! Ahhh!!!! Giocala , giocala, sul clitorideee!! Mmm!!! Sììì!!! Sei formidabile Rosyy!!
Il cav: che spettacolo arrapante, a momenti sborro!
Il prof: anch’io, anch’io! La mia cappella, ha cambiato colore, da violacea, è diventata rossa!
Rosy: ascolta, Ketty; a me, è venuta voglia di cazzo; vedo che, questi due, stanno godendo come porci nel guardarci. Io, ho nella borsetta, un vibratore bi- fallo; che dici, li stendiamo, facendoli guardare mentre, ci scopiamo a vicenda!?
Catia: bellissima idea!
Rosy, estrasse dalla sua sac à main(borsetta), il vibratore bi- fallo.
Rosy: gentili signori, concludiamo questo lesbo-show, con una vicendevole e solenne scopata fra noi due!
Il cav: prego, fate pure, deliziate i nostri occhi, appagate i nostri cazzi!
Si sedettero, l’una di fronte all’altra; e, si ficcarono quel vibratore nelle rispettive fregne, godendo e, ansimando come due vitelle in procinto di diventare vacche.
Rosy: ti prego, Ketty, ti prego, sfondami tutta, sfondami tutta, fammi sentire, troia delle troie, baldracca delle baldracche, sgualdrina delle sgualdrine, ahhh!! Sììì!!! Mi stai facendo sbrodare pure l’anima! Sìììì!!!! Chiamami puttana delle puttaneee!!
catia: anch’io, sto sbrodando come una lurida puttanella, schifosa! Mmmm!!! Ahhhh!!! Sìììììì!!! Rosyyyyyyy!!!!
Rosy: adesso, tesoro, mi è venuta voglia di prenderlo in culo; ti prego, Caterina, ficcamelo tutto nel culo! Guarda, mi metto a pecora, a 90 gradi, come una lurida vacca zozzona! Sì, sono una zozzona lurida, sfoga cazzi! Darei l’anima al diavolo, pur di diventare una lady in carriera!
Catia: sì, tesoro; adesso, te lo ficco tutto in culo! Anch’io, farei l’impossibile, pur di diventar qualcuno. Mi venderei mia madre, sì, mia madre!
Il prof: visto, caro cav!? le donne, farebbero voto a Satana, pur di diventar famose!(non tutte n d a). guarda, come l’incula, guarda, come l’incula! Sì, sì, sto sborrando!
Il cav: certo! Anch’io, sto venendo; avviciniamoci e, schizziamole addosso, a queste due troiette! Sì! Avviciniamoci e…..
Il prof:sìììì!!! Ohhh!!! Sborrooooo!!!!
Il cav: anch’io! Ahhhhhhh!!! Sìììì!!!!!!!
E, i corpi delle due girl, furono schizzati del loro caldo sperma!
Rosy: i signori, si possono ritenere soddisfatti?
Il cav: sì, è stato stupendo! Ecco un piccolo regalino per voi!(mille euro a cranio).
Rosy: oh! Grazie, molto gentile e generoso, col gentil sesso! Allora, per quando è prevista, la festa bunga bunga?
Il cav: facciamo per questo fine settimana, se non avete nulla in contrario.
Rosy: io, non ho impegni; tu, Catia?
Catia: neanch’io!
Il cav: allora, prof, organizzi per domenica sera.
Il prof: ai suoi comandi, cavaliere!
La domenica sera, si presentarono al castello del cavaliere: “Rosistella, Catia; oltre, naturalmente le dame di corte”(donna Vittoria, accompagnata da sua figlia Patrizia; che a sua volta, era in compagnia dell’amico di colore Mustafà, quello che l’aveva deflorata e di due bellissime e graziosissime girl,Felicia e Natasha, anch’esse amiche di scuola).
La serata, s’aprì con un’apericena di benvenuto e, un balletto introduttivo di pizzica di corteggiamento.
Il cav: buonasera, buonasera a tutti! Un saluto particolare a queste splendide ragazze e, alle mie due fedeli cortigiane, donna vittoria, governante e Veneranda, cameriera. Ora, vi prego di accomodarvi nella sala da pranzo!
Dopo, aver mangiato, ostriche e champagne e, dopo la pizzica, il cav, diede inizio al bunga bunga finale, fece vestire le ragazze a seconda dei suoi gusti, chi da infermiera, chi da suora, chi da poliziotta; quest’ultimo travestimento, venne chiesto con una certa autorità a la Rosy.
S’accomodò in una stanza illuminata con luci rosse, fece mettere le ragazze in fila indiana dietro la porta; ed ognuna di loro, aveva il compito di offrigli uno spettacolino privato, senza che l’una, vedesse l’altra; in parole povere, creando un atmosfera mistery.
Il cav: ora, mie dolcissime ragazze, ad ognuna di voi, affiderò un ruolo; a te, Patrizia, affiderò il ruolo di sexy infermiera, a te, Catia il ruolo di suora in calore e a te, Rosy, il ruolo di sexy poliziotta; perché, questa sera tu, sarai la “maitresse” della casa.
Rosy: perché, proprio a me, cavaliere?
Il cav: perché, mi sei entrata subito nel sangue; e, voglio fare di te, la stella della politica cittadina! E quindi, voglio verificare se, hai un carattere autoritario e, sei in grado di dominare queste ragazze .
Rosy: la ringrazio infinitamente, cavaliere, per la preferenza; farò del mio meglio!
Il cav: bene, le ragazze che ho testé nominato, possono recarsi nel camerino per cambiarsi; lì, troveranno i vestiti, mentre io, mi accomodo nella camera a luci rosse e, mi farò trovare denudato.
Il cav: iniziamo dalla più giovane. Prego, infermiera Patrizia, inizia a mostrare le tue splendide e giovani forme agl’occhi del tuo cavaliere; che, è malato ed ha bisogno delle tue amorevoli cure!
Patty: lo farò con molto piacere, mio dolce cavaliere, afflitto e sconsolato! Adesso, sta a guardare come mi spoglio, eseguendo un bel balletto!
Si tolse il camice da infermiera; e sotto, aveva un bell’intimo di pizzo, composto da peri, autoreggenti , reggicalze e reggiseno bianco, se lo levò molto lentamente, ballando e sculettando come una zoccoletta, troietta, In quella penombra illuminata soltanto da un fil di luce rossa, facendo risvegliare le voglie proibite del cavaliere vizioso!
Il cav: mmm!! che spettacolo lussureggiante! Vieni qua, avvicinati, fatti toccare quella bella figa semi rasata! Ohhh!! Sìììì!! Com’ è bella, umida! Siìììì!!! Adesso, abbassati un pochino, fammi palpeggiare le tette! Sì, le tette! Mmm!!! Come sono belle, gonfie! Spero che presto, ri riempiano di latte! Ohh!! Sìì!! Toccami il cazzo, toccami il cazzo! Sìììì!!! Tocca, tocca, anche le palle! Adesso, succhialo, troietta! So che, ti piace l’asta stagionata!
E, concluse il suo primo prive, con un mezzo voluttuoso pompino.
Il cav: grazie, basta così, Patty, fatti un bel ditalino? Ok!
Avanti la suora!
Catia: ave, mio imperatore! Cosa, posso fare per lei!?
Il cav: ascolti, suor Caterina; io, sono un cavaliere, afflitto e sconsolato! E, solo le tette e la figa di una suora, potranno farmi riacquistare la serenità di cui, ho bisogno.
Prego, suor Caterina, inizi pure la sua opera di bene, si spogli, mi faccia vedere le sue delizie carnali; che, nasconde sotto quell’abito da monaca di clausura in calore!
Catia: certo, lo farò con molto piacere! Guarda e godi, porco! Cosi, riacquisterai la tua serenità interiore!
Il cav: sì, cosi, mi piaci, dammi pure del porco! Perché, io sono un porco, pervertito! Sì, spogliati e sculetta, zoccola di una monaca! Ohh!! Sììì!! Le collant, le collant nere, mi fanno impazzire! Ahhh!! Ora, mi sego come un piorco guardone!
Quando Catia, s’ebbe denudata a metà, rimanendo in perizoma e reggiseno, il cav: “adesso, inginocchiati davanti al fallo del tuo imperatore! Ricordati che, io sono il tuo Dio, il mio cazzo la sostanza che ti sazierà in eterno, facendoti entrare nel paradiso dei piaceri perduti; e, sedere sul trono della lussuria e del peccato e, il mio sperma, la bevanda che, ti disseterà! Avanti, rispondi: “me lo ricorderò per tutta la vita, adorerò il tronco carneo del mio imperatore per l’eternità,nei secoli dei secoli ora pro nobis”!
Catia, ripeté.
Il cav: adesso, fammi mettere la mano in mezzo alle tette; poi, fammi palpare la fregna, mmm!!! Com’è bella, depilata! Mmm!!! Adesso, succhialo, finiscilo di ciucciare come, ha precedentemente fatto quella gran troietta della mia infermiera! Sììì!! Ohhh!! Mmmm!! Sìììì!!! Vengo, vengo uhhh!!1 suor Caterina! Che, fantastica bocca che, hai! Ahhh!!! Sìììì!!! Sborrooooo!!!! Sììì!!! mmm!!!! ahhh!! Sì, ingoia, ingoia tutto! Dissetati col mio prezioso nettare.
Perfetto, puoi andare. Che entri la sexy poliziotta!
Rosy: salute a voi, mio dolcissimo imperatore! Cosa può fare, quest’umile servitrice dello stato per vossignoria!
Il cav: senta, agente, io sono un uomo abituato sempre a comandare; ma, a volte, sento il bisogno interiore d’essere dominato, di provare le brezza d’essere sottomesso, umiliato; ma non da un uomo, da una donna, energica e autoritaria; insomma, una maschiaccia!
Rosy: hah! E allora, io sono l’ispettrice di polizia Galatini, inizia ad inginocchiarti, leccami la punta degli stivaloni, lurido porco!
Il cav: obbedisco, signora ispettrice, m’inginocchierò come un servo, fa col suo padrone, in questo caso, con la sua padrona!
Rosy: bravo. Adesso, mettiti faccia al muro; cosi, t’ammanetto.
Il cav: sì, ammanettami pure; e, dammi qualche sculacciata. Sììì!! Ahh!! Continua, voglio essere il tuo schiavo, il tuo servo! Adesso, denudati, ti supplico! Voglio, prima annusare le tue mutandine e poi, leccare ed adorare la tua figa! Sì, io adoro la figa, ne sono devoto.
Rosy: leccamela come Dio comanda, lurido leccafregne!
Il cav: ti prego, ti supplico, continua ad insultarmi! Sto godendo come un maiale!
Rosy: ah! Ti piace, eh! Depravato; e allora, lecca, lecca come un cane sì, devi leccare tutto, come un cane! Sì, vai sul clitoride! Succhialo, succhialo come un dannato! Adesso, striscia con la lingua sulle cosce, sulle “coscie”!
Mmm!!! bagnale con la tua saliva, lurido verme schifoso! Lecca, lecca con devozione; sì, anche i piedi!
Il cav: adesso, Rosy, ti prego, pisciami, pisciami in faccia!
Rosy: certo! Te, lurido porco, assapora il mio scroscio di pioggia dorata!
Il cav: sei stata sublime; ora, andiamo nella sala dei letti; e, ci godiamo un bel lesbo-incesto.
Il cav: ed ora, miei cari amici ed amiche, vi prego di accomodarvi nella sala dei letti; dove, assisteremo ad un eccitante lesbo-incesto-show, posto in essere dalla mia fedele e servile governante Vittoria assieme a sua figlia Patrizia; mentre tutti noi, formeremo un bel girotondo intorno a loro e, ci masturberemo guardandole; gli uomini, si facciano una sega e le donne un solenne ditalino!
Donna Vittoria: ora, figliola, comincia a sbaciucchiarmi in bocca; mentre io, con la mano inizio a riscaldarti la fighetta!
Patrizia: sei fantastica, mamma; continua, continua a smanettarmi la figa! Mentre io, ti sbaciucchio e, slinguazzo tutta! Sì, cosi, ahhh!!!! Tocca, tocca, toccaaaa!! Facciamo divertire questi porci e queste troie borghesi, unghie pittate, tutte incipriate ed ingioiellate! Guarda, come smanettano le loro fregne infracidite e “represse”, queste gran zoccole!
Donna Vittoria: mmmm!!! Guarda, guarda come si segano quei gran viziosi e pervertiti dei colletti bianchi! Ahh! C’è anche qualcuno col vizietto! Guarda, quei due gay, come si menano la sega a vicenda!
Adesso, io mi distendo sul lettone, tu ti metti a sessantanove; cosi, ci lecchiamo a vicenda le fregne! Poi, li stendiamo con una bella lesbo-scopata! “la mamma, scopa la figlia; cosi, accontentiamo tutta la famiglia”!
Patrizia: iohh!! Mamma! Continua, continua con quella lingua! Sìììì!!! Sul clitoride! Mmm!!! Adesso, voglio un cazzo, sì, un cazzo!
Donna vittoria: anche tu, Patty, mi stai facendo sbrodare come una vecchia puttana-zoccola! E, in questo caso, anche lesby! Ahhh!!! sììì!!! Anch’io, desidero ardentemente un cazzo! Facciamo una cosa; prima tu, scopi me e, mi fai finire di sbrodare, e poi, io trombo te!
Patty: ok. Mamma, come vuoi tu!
Intanto, il cav: “ guardate, guardate, come si trombano a vicenda, quelle due gran troie! Sìììì!!! Ahhhh!!! Sto sborrando come un porco troglodita!
Il prof: stupendo, divino! Anch’io, sto sborrando, come un lurido pervertito! Sìììì!!! Ohhh!!!! Sborrr…..!!!
Veneranda: io, ho squirtato per ben tre volte ed ho la vescica piena, che faccio?
Il cav: avvicinati e, pisciale addosso, pisciale addosso, riempile di pioggia dorata! Anche tu, Rosy ed anche tu, Catia! Ahhh!! Sììì mmm!! Ahhh!!!
Dopo un breve spuntino ricostituente, il cav: “ed ora, miei cari amici, concludiamo questa bellissima festa piccante, con una fantastica ed eccitantissima gang bang bukkake. Prego, signore e signori, divertitevi pure, sfogate cazzi, leccate fregne ed appagate culi”!
In mezzo a tutto quel groviglio di carne umana, cazzi che riempivano bocche focose e carnose; e, sfondavano culi e fighe di signore e “signori” dell’alta società, del mondo dello spettacolo e, della politica; ad avere la meglio, fu la Rosy che, si sorbì i trenta centimetri di minchia nera e scapocchiata di Mustafa, l’amico di Patrizia.
Rosy: mmm!!1 sììì!!! Tutto dentro, tutto dentro, avanti, bel negrone! Sfondami il culo, sfondami il culo! Sììììì!!! Fin dentro l’intestino, lo voglio sentire! Ahhhh!!!!! Uhhhh!!!!
Mustafa: ahhh!!! Sìììì!!! Sboro, sboroooo!!!! Tuttto! Pure coglioni!
Rosy: sì! Riempimi tutto il corpo, sì! Anche un po’ in bocca!
Assieme a Mustafa, anche gli altri eiacularono, riempiendo i corpi femminili di un fiume di calda sborra!
La festa si concluse, con lo show delle sexy vampire di Patty end girl.
Il cav: spero vi siate divertiti, miei cari amici e mie care amiche! Nell’augurarvi una buona notte, vi do appuntamento al prossimo bunga bunga.
Fine
Nota dell’autore
La storia è frutto della mia fantasia, completamente inventata; pertanto, ogni riferimento a fatti e personaggi reali, è puramente casuale
Mimmo L scrittore hard production email: scrittorehardproduct@tiscali.it

Sorpresa anale

Frequento l’ultimo anno di liceo scientifico e da circa sei mesi sono insieme ad una mia compagna

di classe, Carlotta.
Dopo circa due settimane da quando eravamo insieme me la diede per la prima volta, e da quel
giorno, quasi ogni pomeriggio me la portavo a casa, e sperimentavamo sempre nuove posizioni.
Un pomeriggio le telefonai dicendole che avevo una sorpresa, e la feci venire a casa mia.
Naturalmente capi’ subito di che tipo di sorpresa si trattava, e si presento’ vestita con un paio di
jeans elasticizzati, da cui si potevano vedere il suo culo sodo come il marmo, e il solco della sua
fica, perche’ non aveva le mutandine.
Dopo averla spogliata la misi sul letto matrimoniale dei miei, dove cominciammo subito a fare un
69; mentre lei mi spompinava io potevo sentire i suoi umori caldi cominciare a colare dalla fica, ne
presi un po’ sul dito e gilelo ficcai nel culo per lubrificarlo.
Inizialmente si oppose, ma quando il suo buco vergine cominciava ad allargarsi comincio’ a provare
piacere, e mi disse di continuare a sditalinarla.
Il suo culo si allargava a vista d’occhio, e Carlotta era talmente impegnata a prendersi il mio cazzo
in gola che non si accorse del vibratore che avevo preso in mano, e che subito le ficcai in culo.
Entro’ con una facilita’ estrema, tutto su per lo sfintere, e a questo punto le ficcai pure il mio cazzo,
nella fica grondante.
Potevo sentire il dildo attraverso il sottile strato di pelle tra il suo culo e la fica, e mentre Carlotta
agitava sempre piu’ forte quel vibratore nel suo culo io pompavo con decisione quella fica sbragata.
Tirai fuori il mio cazzo dalla fica, per svuotare subito dopo la mia sborra nella sua bocca, che bevve
tutta avidamente.
Carlotta, lasciandosi il dildo nello sfintere, si arrabbio’ per la velocita’ del mio orgasmo, e mi disse
che voleva sentire il mio cazzo nel suo culo; ma si era dimenticata della sorpresa.
Scesi dal letto, aprii l’armadio e feci uscire mio fratello, che si era nascosto.
Mio fratello ha 28 anni, ed e’ pure fidanzato, ma ero riuscito a convincerlo.
Era gia’ completamente nudo, e Carlotta, senza capire piu’ niente si getto’ sul suo cazzo (che’ ahime’
e’ molto piu’ grande del mio) e lo prese completamente in gola.
Mi stesi sul letto a pancia in su’, adagiai Carlotta sopra di me e la penetrai nuovamente nella fica
bollente, mentre mio fratello comincio’ ad incularla.
I gemiti di Carlotta erano fortissimi mentre io e mio fratello la pompavamo come due dannati, io
nella fica e lui nel culo, e dopo circa 10 minuti di affanni versammo la nostra sborra nuovamente
dentro la sua bocca, e un rivolo di sperma scorreva fuori da essa , scivolando sul collo.

LA Zia

Era in estate e venne a trovarci un paio di settimane da noi a casa mia zia la sorella maggiore di mia madre, una donna di 50 anni anche se ne dimostrava 40 , capelli lunghi neri una sesta di seno un culo bello grosso anche se in costume si vedeva un accenno di cellulite sul sedere e le cosce, fianchi larghi e di bellezza normale, io ho sempre avuto un debole per lei sin da piccolo segreto che non ho mai rivelato a nessuno.
Un giorno i miei erano fuori tutto il giorno ed io rimasi a casa da solo con mia zia, il pomeriggio vagavo per casa non sapendo che fare quando d’un tratto mia zia mi chiama e andiamo nel salone e iniziamo a fare due chiacchiere che da tanto che non ne facevamo, infondo con lei mi confidavo molto più che con i miei genitori:
< allora come va l’università?>
< Bene>
<ti vedo inquieto oggi è successo qualcosa?>
< No Zia è solo che non so proprio che fare oggi>
< ti senti annoiato? Con la tua ragazza come va?
< con lei bene>
< fate sesso?>
a quella domanda rimasi di stucco ma risposi:
< si certo>
< e come lo fate?cosa fate di bello in quei momenti?>
< sai le cose classiche ma la cosa che mi piace di più e quando facciamo sesso anale >
a quelle parole la conversazione di venne più intrigante
< davvero ti piace fare sesso anale? Anche a me piace tanto sai ti confido un segreto, mi piace farmi montare e farmi scopare come una troia il culo,però sono tantissimi anni che non lo faccio, miraccomando è un segreto che resta fra noi questo>
< certo Zia >
sa che quello che mi dice resta sempre fra noi
< spero che alla tua ragazza piaccia farlo?>
< non proprio sai però mi piace sentirla godere in quei momenti mi eccito da matti>
< sai la invidio proprio mi piacerebbe farmi inculare >
< peccato però Zia se mi posso permettere tu hai un bellissimo culo e a me piace molto>
< ti ringrazio davvero di piace? Anche se un po’ cellulitico?>
< Si si certo>
d’un tratto si alza viene davanti a me si gira di spalle e si alza la gonna e si abbassa le mutandine
< zia ma che fai?>
< è un mio regalo per il bel complimento che mi hai fatto>
dopo di che si leva completamente le mutandine e rimane senza da sotto la gonna, e mentre si gira le do una pacca sul culo da sotto la gonna e lei ne sembra felice.
< cosa ti piace del mio culo?>
< che è grosso >
< cosi ti piace il culo grosso?>
< anche il seno grosso se per questo>
a quel punto il gioco messo in atto da mia zia continua si alza la maglietta scollata e se la toglie e mi mostra il suo generosissimo seno, prende la mia mano destra e ma la porta sul suo seno
< dai stringilo tranquillo non essere timido >
ed io senza farmi pregare le strinsi il seno con entrambe le mani, dopo di che si rimette la maglietta e mi ringrazia per la mia sincerità ed onestà nei suoi confronti, però sentivo sotto il mio pene che era diventato duro, dopo un po’ che continuava la chiacchierata decido di andare in camera.
Passarono due giorni da quel pomeriggio ed eravamo nuovamente soli in casa, mia zia stava facendo le pulizie ed anche se era in casa indossava una gonna che le arrivava poco sopra il ginocchio e una maglietta scollata e abbastanza trasparente dal quale si vedeva che non portava il reggiseno, mentre era china a raccogliere la polvere da terra le passai a canto e le diedi una pacca sul sedere, lei sobbalzò un attimo e mi sorrise:
< se ti va fallo tutte le volte che vuoi >
< grazie Zia, sei mitica >
dopo l’aiutai a scendere dalla scala mentre toglieva la polvere dalle mensole nel corridoio e l’afferrai per i fianchi, dopo essere scesa dalle scale fa un piccolo saltello dall’ultimo scalino e come oramai avevo avuto il permesso le do un’altra pacca sul sedere e come risposta sempre un suo sorriso, mentre è in bagno davanti alla lavatrice per metterci i panni sporchi mi avvicino e l’abbraccio da dietro:
< che fai?>
< ho voglia di abbracciarti>
il mio pene era duro e anche lei se ne era accorta:
<guarda che da sotto non porto le mutandine>
come sentii quelle parole le misi una mano in mezzo alle gambe fin sotto la gonna per accertarmi che fosse vero ed infatti era senza mutandine, a quella scoperta il mio pene divenne ancora più duro e la voglia salì in me, iniziai a palparle la fica con tutta la mano mentre lei si ritraeva indietro spingendo il suo culo contro il mio pene, poi con le dita piano piano le allargo la patata, fino a farle entrare dentro e iniziare a masturbarla, ad ogni movimento sentivo il suo ansimare sempre più forte e la sua fica bagnarsi sempre di più:
< dai su continua, fammi godere … >
< certo che ti faccio godere>
la faccio abbassare in avanti le alzo la gonna e le inizio a baciare il culo e le faccio divaricare le gambe, poi le infilo le dita nella fica già bagnata ed inizio a masturbarla sempre di più sempre più forte e lei gode come una porca non riesce a trattenersi le piace troppo:
< si continua così, ancora continua più forte>
le alzai completamente la gonna e continuai a masturbarla e sentivo fra le dita lo sciacquettio dei suoi umori che colavano dalla fica sul pavimento sembrava si fosse urinata a dosso e dopo essersi liberata si accasciò ansimante come per una corsa sulla lavatrice gonfiando ripetutamente il suo seno, nel frattempo mi abbasso i pantaloni e le mutande e tiro fuori il mio cazzo oramai durissimo e lo punto sulla fica oramai aperta di mia zia, lei sente il mio glande:
< cosa fai ? Su fallo entrare ho voglia di cazzo>
non me lo feci ripetere due volte e le penetrai e continuai a spingere sempre di più aggrappandomi ai suoi fianchi mentre lei godeva:
< dai si più forte, più forte dai montami, fammi sentire la tua cagna,dimmi che sono una troia!>
< sei la mia troia una puttana da montare!>
< si bravissimo così ancora di più!>
continuai a sbatterla fino a quando non sborrai nella sua fica, le tirai fuori il cazzo lei si girò verso di me e con voce gonfia ed ancora eccitatissima mi dice:
< ne voglio ancora e poi mi devi inculare ricordi che mi piace?! Vieni stallone mio ora ti porto in paradiso>
mi portò in camera sua mentre la sua fica grondava ancora dei suoi umori e di sperma, si spogliò completamente si mise in posizione supina sul letto e li la montai e iniziai a sfondarle il culo facendola urlare di piacere
< si dai continua più forte, spaccami il culo dai lo voglio!>
< certo cara la mia troia che te lo spacco il culo>
e così continuai ancora mentre dalla sua fica i suoi umori avevano oramai bagnato tutte le lenzuola, fino a quando una seconda volta non vengo le faccio un clistere di sborra.
Restai su di lei per un po’ poi le sfilai il cazzo dal culo le si sdraio sul suo letto sfinita e mi ringrazia per la bella scopata:
< ti ringrazio proprio ne avevo davvero una gran voglia>
< tutte le volte che vuoi dimmelo che scopiamo>
< grazie porcellino mio>
dandomi un bacio in bocca e leccandomi il pene.

 

By: Edo Phoenix

Innamorata e Sottomessa

Marco era rientrato prima quella sera.Convivevamo ormai da un mese e mezzo ,dopo che le nostre strade si erano incontrate casualmente in ambito lavorativo. Lui consulente informatico , io receptionist dell’azienda per la quale lui era diventato consulente.
Sentii la macchina nel vialetto di ghiaia, poi la porta di casa.Entro’ a passi veloci, precipitandosi in cucina senza dire una parola.Si avvicino’ a me lentamente, da dietro.Finsi di non accorgermene.Poi di colpo mi palpo’ il sedere, con forza, mentre finivo di sciacquare l’insalata. Sussultai.
Non mi ero ancora abituata a questo suo nuovo rituale: ogni sera mi strizzava il sedere, come a sottolinearne il possesso.
Lo riteneva la parte più bella del mio corpo ed io apprezzavo questa cosa , anche se i suoi modi non sempre erano dei più delicati : ho sempre pensato che era il suo modo, un po’ rude, di salutarmi. Ma mi coglieva di sorpresa, ogni volta.
Le sue dita affondavano energicamente nelle mie natiche, come artigli.Sentivo il suo respiro, sul collo. Era gia’ eccitato.
La relazione con Marco era nata una sera dopo che usciti a cena eravamo finiti a letto .. trovando un’affinità inaspettata : a lui piaceva condurre il gioco e dominare , a me piaceva essere comandata e giudata al piacere.

Piano piano questa pratica era diventata il nostro modo di amarci , prendendo sempre più piede..ma finendo quasi sempre con coccole e dolcezza.

Poi con una mano sciolse il nodo al grembiule. Tremai. Sapevo cosa mi aspettava.
“Sei splendida..” – mi sussurro’ all’orecchio.
Arrossii, mentre le sue mani si insinuavano sotto le mie braccia.
“Ti voglio..” – sibilo’ accarezzandomi il seno.
Poi di colpo mi strinse entrambe le tette
“Adesso!” – aggiunse, perentorio.
Sospirai.
Una cosa che mi piaceva fare e che sapevo eccitarlo era resistere..farmi desiderare..fare la scontrosa..fare quella che non voleva farsi sottomettere .. resistere il più possibile .. e poi lasciarmi andare e fargli fare tutto ciò che desiderava.
Anche se la sera prima avevo tirato troppo la corda e lui in modo inaspettato ma ancor più eccitante mi aveva punita in modo molto deciso .

“Ora non posso, caro… Devo preparare la cena!” – replicai timidamente.
“Non hai capito: ho detto che ho voglia di te, in questo momento…” -disse “Vuoi farmi perdere altro tempo a discutere?” – aggiunse poi,infilandomi una mano tra le gambe.
Deglutii.
“Cerca di capire…Ho i fornelli da tenere sott’occhio…” sospirai,cercando di non farmi prendere dall’eccitazione ma cercando di sembrare riluttante.

La sua mano saliva tra le coscie, raggiungendo lentamente l’inguine.Tremavo al pensiero di quel che stava per accadere.
“Tu continua a cucinare…” – mormoro’ accarezzandomi l’interno coscia.
“Al resto ci penso io..” – aggiunse con un sorrisetto.
Mi salto’ il cuore in gola.”No, aspetta, dai…” – sussurrai, cercando di allontanargli le mani da sotto la gonna. “Adesso non mi va…” – dissi in tono calmo ma deciso.
“E con questo? ” – replico’ “Non mi sembra d’aver chiesto il tuo consenso…” – sibilo’.
Era vero. Man mano che il nostro rapporto prendeva piede non gli era mai importato nulla della mia disponibilita’ e di soddifare per prima cosa i miei piaceri.. era sempre lui a godere , magari più volte ..e poi a regalarmi come “premio” un’orgasmo.. ma la cosa mi piaceva e mi eccitava in modo incredibile.
Mi sollevo’ la gonna, continuando a frugarmi tra le gambe con l’altra mano.
Io mi bloccai, come parallizata e con una mano tolsi la sua dal mio corpo.
“Spogliati!” – ordino’ a bassa voce.
Chiusi il rubinetto. E gli occhi.
Sentii il rumore della cerniera dei suoi jeans.
“Ti prego, no..” – esclamai, con voce mista tra l’impaurito e l’eccitato. Ero incapace di ribellarmi , sciolta tra le sue mani
Mi sfioro’ il pube, stuzzicandomi attraverso gli slip. Avvampai. Sapeva che non sapevo resistergli. Ma non volevo cedere.
Mi aggrappai ai bordi del lavandino, resi scivolosi dall’acqua.
Poi lentamente sentii le sue dita insinuarsi sotto le mutandine.
“Fermati, per favore…” – sussurrai, rossa in volto. Ma non intendeva ragioni. E lo sapevo.
Cercai di concentrarmi su cio’ che stavo facendo prima del suo arrivo. Non volevo dargli la soddisfazione di arrendermi alle sue avances.
Finsi di occuparmi dell’insalata, prendendo un coltello per tagliarla. Lui se ne accorse e mi blocco’ il polso in una stretta micidiale.
“Cosa hai intenzione di fare, piccola?” – borbotto’, scambiandolo per un gesto di rivolta. Trattenni il respiro.
“Sai che ti potresti ferire giocando con queste cose, vero?” – mi rimprovero’ come fossi una bambina dispettosa.
“Non stringere cosi’, mi fa male…” – supplicai.
“Non mi piacciono le ribellioni… dovresti saperlo!” – affermo’ facendosi serio, mentre raccoglieva il coltello, ancora umido.
“Volevo solo finire di preparare la cena..” – mormorai.
Zitta!” – ribatte’ seccato. “Non cercare scuse…” – disse afferrandomi per i capelli. ”
“E adesso vediamo se hai imparato la lezione” – disse abbassandosi i pantaloni.
Sapevo di non avere scelta ma volevo rendergli la vita difficile e mi divincolai cercando di ricompormi. Mi abbassai istintivamente la gonna.
“Vuoi proprio farmi perdere la pazienza, eh?” – disse sfilandosi la cintura.
“N-no, nooo..” – gridai, quasi in lacrime.
“Guai a te se ti muovi, troietta!” – ringhio’,vavvolgendosi la fibbia nel palmo della mano. Era furibondo.Come la sera prima.
“Perdonami, ti prego.. Faro’ tutto qello che vuoi, ma le frustate come ieri sera noo!” supplicai, terrorizzata.
“Te le risparmio se mi dimostri che hai capito chi comanda!” – sibilo’ gettando a terra la cintura. Con l’altra mano stringeva ancora il coltello. Lo avvicino’alla gonna, infilando la lama sul fianco destro, sotto lo spacco.
Ero sconvolta.Stava diventando sempre piu sadico e perverso e la cosa mi eccitava sempre più.
Con un gesto secco taglio’ un pezzo di stoffa vicino alla mia coscia.
Io sussultai. Un sonoro “STRAAAP!” squarcio’ la gonna.
Lui mugolo’, come una bestia arrapata, stracciandomi il vestito e gettandolo sul pavimento, assieme al coltello.
Tramavo, non solo per il freddo.
“Guarda guarda…sei già bagnata” – mormoro’ sfiorandomi gli slip.
“E questi?” – domando’ con aria inquisitoria. “Allora lo fai apposta?!”
Un brivido mi scosse tutta.
“Quante volte ti ho detto che non sopporto l’intimo che non hai comprato con me, eh?”
“E’ vero, scusami…” – sussurrai intimorita.
“Non ho avuto tempo di cambiarmi tornando dal lavoro…” – aggiunsi – “… eppoi il tuo perizoma preferito era a lavare..” – dissi quasi sottovoce.
Sapevo che non mi avrebbe creduto. E che con quelle scuse correvo il rischio di farlo infuriare ancora di piu’. Ma da una parte non sopportavo che mi imponesse cosa mettere anche quando lui non c’era e di non indossare l’intimo che avevo prima di conoscerlo .. dall’altra , per dirla tutta,il suo arrivo a casa anticipato e le sue voglie improvvise mi avevano colta impreparata.

Lui non disse una parola. Si limito’ a guardarmi e quello sguardo era ancor più eccitante abbinato agli insulti e le minacce.
Io prima rimasi immobile poi mi girai dandogli le spalle. Non avevo il coraggio di voltarmi. All’improvviso sentii le sue mani sui fianchi.
Le sue dita si insinuavano tra l’elastico degli slip e la pelle sudata. Chiusi gli occhi. Ormai non c’era via di scampo e per la verità non vedevo l’ora di continuare.
Mi abbasso’ le mutandine di scatto, facendomi trasalire. “Vedrai che la prossima volta non te lo dimenticherai…” – sibilo’.
Sapeva come farmi eccitare . E ci riusciva sempre.
La vista delle mie natiche nude lo fece gorgogliare. Le afferro’ con entrambe le mani, divaricandole leggermente.
Sudavo freddo, mentre mi massaggiava appassionatamente il sedere.
“Li’ no, ti supplico.. Mi fa ancora male da ieri sera…” – mormorai.
“Peggio per te, troietta..” – sussurrò abbassandosi i boxer.
“Ti chiedo per favore.. abbi pieta’!” – supplicai con finta voce tremula.
“Non ho voglia di discutere.. Spalanca le cosce!” – ordino’ seccato.
Non avevo intenzione di contraddirlo ma neanche di farmi sfondare ancora il sedere come la sera precedente dove per essermi ribellata troppo si vendicò frustandomi e sodomizzandomi fino a farmi sanguinare.
Ma evidentemente non gli era bastato. Sentivo gia’ la punta del pene nell’insenatura tra le natiche. “Allora?” – incalzo’, nervosamente.
Non avevo scelta. Abbassai il capo e divaricai le gambe.
Lui sembrava appagato dalla mia resa. Ma non al punto di rinunciare a godere.
“Fai piano… Ti prego!” – implorai, stringendo i denti.
“Apri le chiappe e chiudi la bocca!” – replico’, prendendoselo in mano.
Era cosi’ umiliante. E lui lo faceva apposta anche perchè sapeva che a me piaceva…
Allargai le natiche per fargli spazio. Poi chiusi gli occhi.
“E adesso godi, puttana!” – urlò’ schiaffandomelo dentro con violenza.
Cacciai un urlo straziato. Che sporco sadico! Chissa’ com’era contento di farmi soffrire cosi’… Di vedermi umiliata, come una baldracca qualunque… di sapermi eccitata come una cagna in calore..
“Toh, prendi..zoccola! Lo devi sentire fino in gola!” – annaspava mentre me lo spingeva sempre piu’ a fondo. Era un animale. E io la sua preda
indifesa. Sentivo la rabbia con cui accompagnava ogni colpo di reni. Mi sconquassava. Dovetti aggrapparmi con tutte le mie forze al lavandino per non finire addosso al muro. Spingeva dentro sempre piu’velocemente. Mi faceva un male , ma il male mi eccitava e sentivo salire in me il piacere
Qualche lacrima colava copiosamente portarono con se il trucco, ormai sfatto. Pompava senza tregua e ogni suo colpo mi sfondava tutta, non solo l’ano..
“Voglio sentirti godere, troia! Partecipa, muovi il culo..!” – mi esortava.
Cercai di resistere. Ma finii per assecondarlo.
“Seee..cosiii’..stringi di piu’ le chiappe, brava!” – mugulo’,afferrandomi per i fianchi e tirandomi a se’. Lo sentii fino in fondo. Mi mancava
l’aria.
“Oooh..che bello..Tutto dentro!” – ribadi’ lui, nel caso non me ne fossi accorta. La sua cappella mi pulsava nello sfintere. Sentivo quel palo di carne che mi stantuffava senza sosta tra le chiappe. Mi sentivo sfondata completamente. Feci un profondo respiro, spossata da tutta quella forza bruta.
Lui si agitava come un ossesso, assaporando ogni spinta pelvica. Non saprei dire quanto duro’ ma sembrava non finire mai.
Avevo ancora gli occhi lucidi quando sentii un caldo e lungo fiotto appiccicoso dentro.
Ansimo’ inondandomi di sperma.
Io ero come drogata. Non riuscivo piu’ a capire cosa stesse accadendo, ne’ dove fossi..
Ma ci penso’ lui a riportarmi alla realta’, estrendo il pene di colpo e schiaffeggiandomi le natiche, ancora gocciolanti.
“Sei sempre più brava, tesoro..ogni giorno di più” – sussurro’ soddisfatto,
Lo vidi ancora in piedi, dietro di me, mentre si sistemava i pantaloni.
Io ero semi-accasciata sul lavandino, cercavo di riprendermi.
“Vatti a lavare, cara..Mi servi pulita..alla cena ci penso io ” – ridacchio’,allacciandosi la cintura.
” La serata è appena cominciata … e ricordati che ti amo..”
“Anche io ..” dissi incredula di me stessa…